Al Gioiello, soltanto sino a domani 11 gennaio
Ettore Petrolini non fu soltanto l’inventore, tra teatro e cinema, di personaggi cresciuti nella sua Roma o di macchiette che vedevano la luce sui palcoscenici dei cafè chantant di inizio Novecento, Gastone o Nerone, Fortunello o Giggi er Bullo, di una caustica ironia che colpiva ovunque (“bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanto”), di parodie che attingevano dalla lezione classica per atteggiarsi alla comicità del nuovo autore (“Oh! Margherita” dal “Faust”), non fu soltanto il compositore e il cantante di “Tanto pe’ cantà” o l’autore con illustri colleghi dei versi maltusiani (“Petrolini è quella cosa/ che ti burla in ton garbato, poi ti dice: ti à piaciato? se ti offendi se ne freg”); a Petrolini non si devono soltanto i nonsense o la camuffata critica al regime che usciva fuori dal suo “Nerone” e dalla tiritera di “Grazie” e “Prego” che s’alternava tra il personaggio e il pubblico (anche se lui fu un fascista della prima ora), non fu soltanto l’autore che guardò ai Futuristi e l’uomo che si definì “estetico, asmatico, sintetico, simpatico, cosmetico”, o quello che a poche ore dalla morte ebbe a dire, ultimo graffio: “Che vergogna morire a cinquant’anni”. Questo e molto altro è stato Petrolini. È anche stato l’autore di una commedia bella e intima, dolce e amara, triste e divertente, “Chicchignola” (1931, ai teatri Argentina e Quirino, l’anno successivo venne portata a Parigi), che a fine anni Sessanta un applauditissimo Mario Scaccia riportò in scena, un successo alternato con molti altri per dieci lunghi anni e che oggi Massimo Venturiello porta – un altro vero successo, forse al nord di nicchio, per cui spiaceva veramente la sera della prima vedere uno scarso pubblico, che tuttavia ha ripagato la compagnia di risate e di applausi fuori misura – in tournée, in questi giorni al Gioiello (ultima replica domenica 11).
C’è modernità in questo testo e la bellezza variopinta della scrittura di un grande autore in un testo che si potrebbe definire “la tragedia di un uomo ridicolo”. Ma che ridicolo non è. C’è un carattere che travalica i confini della nazione, occupa altri paesi, senza la fatica dello spazio e del tempo. C’è la regia esatta di Venturiello, chiaramente anche interprete che s’arricchisce di gag e di occhi stralunati, che si costruisce a personaggio immenso, una regia che ritma lo spettacolo con un umorismo e di quel che non sciupa di eros casereccio e di un bel bagaglio di canzoni. Qualcuno ha detto la più bella commedia di Petrolini ed è probabilmente vero, con quel Chicchignola che ha perso il posto al ministero e s’ingegna nella vita e per la vita a girovagare per le strade della capitale con il suo carretto, a cui stanno appollaiati quei “giocarelli e palloncini” che lui costruisce e cerca poi di vendere. Una filosofia di vita (“il pensiero è l’unica proprietà, il resto non è mai completamente nostro”), la scoperta – anche qui – di un linguaggio nuovo, fatto di neologismi e inattese deformazioni della parola, invenzioni linguistiche che ancora oggi portano alla risata, una relazione con l’amante Eugenia che lo tradisce con Egisto, il migliore amico di Chicchignola, pizzicagnolo, portafoglio a fisarmonica per i soldi che fa con salumi e formaggi. Chicchignola sa, ha pirandellianamente capito il gioco (“questo vallo a dire a Pirandello”, cercherà ad un certo punto il protagonista il suo fil rouge con l’autore siciliano), anche lui è una sorta di Leone Gala, più popolare, nostrano, arrendevole ma non troppo, ma con il ragionamento altrettanto agguerrito. A Eugenia svelerà la dabbenaggine e la vigliaccheria di quello che fino a poco tempo prima gli è stato amico: e con distacco guarderà al tradimento di lei.
Nella duplice scena di Alessandro Chiti agisce, con il protagonista che si mostra davvero padrone di quell’essere umano in tutte le sue sfaccettature, un ottimo gruppo di attori, da Maria Letizia Gorga a Franco Mannella, da Claudia Portale a Elena Berera, tutti da segnalare, da successo incondizionato, anche splendide voci che piace apprezzare. Un successo che è stato sottolineato il 10 novembre quando, alla Camera, è stato conferito a Venturiello il Premio Petrolini, a rimarcare il legame che corre tra l’autore di ieri e l’attore di oggi.
Elio Rabbione









Una “Convention” al “Mastio della Cittadella” e un week-end di “Gran Gala Show” al “Teatro Alfieri”: 1500 illusionisti e oltre 30 star internazionali, una maratona di più di 100 ore consecutive di altissimo spettacolo articolate in una cinquantina di eventi per 4 giorni di full immersion nel mondo travolgente della più straordinaria arte della magia. Questo è “Masters of Magic World Tour” , il più importante spettacolo del “magico” al mondo, che letteralmente travolgerà la città da giovedì 26 a domenica 29 maggio, con la sua XX edizione, trasformando Torino in “Capitale mondiale della magia”. Cuore della kermesse, prodotta da “Masters of Magic” (“engagement company” leader nella produzione di eventi live e televisivi) sotto la direzione artistica di Walter Rolfo (coach ed esperto in processi percettivi), per la regia di Alessandro Marrazzo, sarà il “Gran Gala Show” in programma sabato prossimo 28 maggio alle 17 e alle 21 e domenica 29 alle 15 e alle 19 al “Teatro Alfieri” di piazza Solferino 4 a Torino. A salire sul palco dell’ “Alfieri”, insieme a Walter Rolfo, saranno la super star Dan Sperry per la prima volta in Italia con le sue illusioni uniche e taglienti, accanto a uno dei maghi più amati e seguiti d’Italia, Raul Cremona, e insieme a lui il campione mondiale di mnemonica Vanni De Luca, l’artista del “Cirque du Soleil” specializzato in giocoleria orizzontale Victor Moiseev, il contorsionista australiano figlio d’arte, Captain Frodo, il giovane trasformista coreano Man Ho Han, il fantasista Ernesto Planas, il campione del mondo di manipolazione Niek Takens e il gruppo Campione del Mondo di grandi illusioni Magus Utopia che presenterà per l’occasione uno spettacolo al confine tra teatro e magia. Due ore di pura meraviglia e incanto! E intanto in attesa del “Gran Gala”, al “Mastio della cittadella”, si terrà giovedì 26 la “Cerimonia di apertura” o “Convention 2022” che proseguirà fino a domenica 29 maggio. Anche qui si susseguiranno nomi di altissimo livello: da Richard Wiseman,
professore di psicologia e illusionista britannico di fama mondiale, al già ricordato Raul Cremona fino al mentalista e concorrente di “Italia’s Got Talent 2019”, Andrea Paris, al campione europeo di cartomagia Francesco Fontanelli e al giovane duo di talento Jack Nobile & Hyde, fino allo straordinario “Freak Show” in programma giovedì notte, in memoria del mago Jabba (al secolo Piero Ustignani), di recente scomparso. Da rammentare che “Master of Magic” sarà, anche quest’anno, occasione di lancio per giovani talenti del settore che potranno concorrere al Premio Internazionale “Trofeo Victor Balli”, fra i più importanti riconoscimenti al mondo, al “Campionato Italiano di Magia”, i cui concorrenti vengono selezionati durante l’anno in tutt’Italia per poi sfidarsi nel “Gran Finale” e alla “Grolla d’Oro”, che consacra i migliori artisti dell’illusione al mondo, e che quest’anno verrà assegnato a Richard Wiseman, ospite a Torino venerdì 27 maggio. E non finisce qui. La magia di questa XX edizione del “Masters of Magic World Tour” quest’anno raggiungerà anche la “Reggia di Venaria”, dove, dal 2 al 5 giugno, l’evento proseguirà, fra close-up e corner magici in grado di stupire e incantare i grandi e anche i più piccini, animando di spettacolari performance di street-magic i giardini della “Reggia”, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Il programma si inserisce all’interno del calendario di eventi ed attività culturali della “Venaria” dedicate al tema del “Gioco”.