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Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Avatar – Fantasy. Regia di James Cameron, con Sam Worthington, Sigourney Weaver e Zoe Saldana. Il film con i più alti incassi di sempre ritorna, nove candidature e tre premi Oscar nel 2010, miglior fotografia, miglior scenografia e migliori effetti speciali. In attesa del natalizio “Avatar – La via dell’acqua”, tanto per ripassare meglio le avventure su Pandora, mondo primordiale ricoperto da foreste pluviali. Durata 166 minuti. (Massaua anche 3D, Ideal 3D, Lux sala 2 3D, Reposi sala 1 3D e sala 4, The Space Torino sala 1 4K, sala 5 3D, Uci Lingotto 6 e sala 9 3D, The Space Le Fornaci sala 3 3D, sala 6 4K, Uci Moncalieri sala 1, sala 3 3D)

 

 

 

Bullet Train – Azione. Regia di David Leitch, con Brad Pitt, Sandra Bullock, Aarin Taylor-Johnson e Michael Shannon. Ladybug è un agente di una misteriosa organizzazione, che gli affida incarichi ai limiti della legalità. Non si considera un assassino: è solo colpa della sfortuna se la gente finisce per morire durante le sue imprese. Questa volta avrebbe un incarico facile facile: rubare una valigetta sullo Shinkansen,il “treno-proiettile” ad altissima velocità che collega Tokyo a Kyoto. Peccato che la valigetta sia sotto la custodia di una coppia di ciarlieri ma pure letali sicari: Lemon & Tangerine, ossia Limone e Mandarancio. I due hanno con loro anche il figlio della Morte Bianca, un boss criminale di origine russa che ha preso il controllo di una fazione della yakuza. Ma non è tutto: sul treno viaggia The Prince, una ragazzina solo apparentemente indifesa e con un piano machiavellico, che ricatta il giapponese Kimura perché lavori con lei. Inoltre sono della partita altri due assassini: Hornet, micidiale con i veleni, e Wolf, sicario messicano in cerca di vendetta. Durata 127 minuti. (The Space Torino sala 8, Uci Moncalieri sala 2)

 

 

Dante – Biografico. Regia di Pupi Avati, con Alessandro Sperduti, Sergio Castellito, Enrico Lo Verso e Alessandro Haber. Dante muore in esilio a Ravenna nel 1321. Nel settembre 1350 Giovanni Boccaccio è incaricato di portare dieci fiorini d’oro come risarcimento simbolico a Suor Beatrice, figlia del poeta, monaca a Ravenna nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi. Nel suo lungo viaggio, l’autore del “Decamerone” oltre la figlia inconterà chi, negli ultimi anni dell’esilio ravennate, diede riparo e offrì accoglienza al sommo poeta e chi al contrario lo respinse e lo mise in fuga. Ripercorrendo da Firenze a Ravenna una parte di quello che fu il tragitto di Dante, sostando negli stessi conventi, negli stessi borghi, negli stessi castelli, nello spalancarsi delle stesse biblioteche, nelle domande che pone e nelle risposte che ottiene, Boccaccio ricostruisce la vicenda umana di Dante, fino a poterci narrare la sua intera storia. Durata 94 minuti. (Gobetti San Mauro T.se, Fratelli Marx sala Harpo, Massimo sala Cabiria, The Space Torino sala 6, Uci Lingotto sala 2, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Moncalieri sala 4 e sala 5)

 

 

 

Don’t worry darling – Thriller/Horror. Regia di Olivia Wilde, con Florence Pulgh, Harry Styles, Chris Pine e Olivia Wilde. Nell’America degli anni Cinquanta, Alice e Jack sposati e felici. Con altre coppie, egualmente felici, hanno coltivato il deserto californiano e integrato la comunità sperimentale di Victory, cittadina industriale e ridente che alloggia il personale impiegato in un progetto top secret. Ma quel luogo così perfetto muta presto in incubo per Alice, che ha rotto l’armonia trasgredendo le regole e spingendosi oltre il confine concesso alle mogli. Dietro il paradiso pop e pastello c’è un inferno che Alice cercherà di smascherare. Durata 122 minuti. (Centrale V.O., Massaua, Fratelli Marx sala Chico, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 2, The Space Torino sala 4, Uci Lingotto sala 1, The Space Le Fornaci sala 1, Uci Moncalieri sala 12 e sala 14)

 

 

 

Elvis – Biografico, drammatico. Regia di Baz Luhrmann, con Austin Butler e Tom Hanks. Nascita, crescita, apoteosi e inizio di declino di Elvis Aaron Presley, il mito di più generazioni, vengono raccontati e riletti dal punto di vista del suo manager di tutta la vita: il colonnello Tom Parker. È lui che accompagna, con voce narrante e presenza in scena, la dirompente ascesa di una icona assoluta della musica e del costume mentre si impega, apertamente ma anche in gran segreto, per condizionarne la vita con il fine di salvaguardare la propria. Durata 159 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

 

L’immensità – Drammatico. Regia di Emanuele Crialese, con Penelope Cruz, Vincenzo Amato e Luana Giuliani. Adriana si fa chiamare Andrea e cerca il ragazzo che è in lei. Nata femmina, si scruta allo specchio, nell’attesa febbrile di un segno da un altro mondo. Un mondo alieno a cui reclama il suo corpo. Figlia maggiore di una coppia sull’orlo di una crisi di nervi, Felice e Clara, nella Roma degli anni Settanta, la ragazza sente crescere con la tensione tra i suoi, un conflitto interiore e la volontà di estirpare l’involucro che la trattiene. Fuori, oltre il canneto, Adriana corre a perdifiato per raggiungere finalmente l’idea che ha di sé. Durata 94 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, Fratelli Marx sala Chico)

 

 

 

Maigret – Drammatico. Regia di Patrice Leconte, con Gérard Depardieu e Aurore Clément. Una ragazza di provincia, giunta a Parigi piena di speranze, viene uccisa e il commissario Maigret, che non conosce neppure l’identità della giovane, ha il compito di individuare il colpevole di quell’omicidio. Nel corso delle indagini il commissario, cui è stato impedito dal medico di fumare l’imprescindibile pipa a causa di un problema non identificato ai polmoni, incontra un’altra ragazza di provincia che suscita in lui sentimenti di protezione, la cui vicenda verrà in qualche modo collegata a quella della sconosciuta assassinata. Saranno molti gli indizi da seguire e porteranno non soltanto ad identificare il colpevole ma anche a ricostruire il ritratto di un sottobosco ambiguo e predatorio nascoso dietro la sfavillante Ville Lumière. Durata 89 minuti. (Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 1, Nazionale sala 2)

 

 

 

Margini – Commedia. Regia di Niccolò Falsetti, con Francesco Turbanti, Emanuele Linfatti, Matteo Creatini e Valentina Carnelutti. Edoardo, Jacopo e Michele: tre giovani amici con una gran voglia di far succedere qualcosa di unico nella propria città. Sono loro i protagonisti di “Margini”, la commedia punk che segna l’esordio nel lungometraggio di Niccolò Falsetti. I tre vivono a Grosseto, nella bella e tranquilla provincia toscana, nota per i suoi paesaggi, la natura, il suo mare. Ma la città va loro stretta: stanchi di esibirsi tra sagre e feste paesane, accoglieranno come un’opportunità imperdibile andare a suonare a Bologna per aprire il concerto dei Defense, famosa band hardcore americana. Improvvisamente però il concerto viene annullato. I tre amici, senza darsi per vinti, si lanceranno allora in un’impresa ambiziosa ma non impossibile: portare i Defense a Grosseto. La band accetta, ma i paradossi della vita in provincia renderanno l’impresa decisamente più ardua del previsto, rischiando perfino di mettere a rischio l’amicizia tra i tre giovani protagonisti. Tratto dal romanzo “Maigret e la giovane morta” di Simenon. Durata 91 minuti. (Nazionale sala 3)

 

 

 

Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo – Animazione. Regia di Kyle Balda e Brad Ableson. Nella Los Angeles degli anni Settanta, Gru cresce in perfidia e sogna di integrare i Vicious Six, un team di supercattivi che si è appena sbarazzato del suo leggendario capo. Dodicenne sotto il caschetto e dentro i jeans a zampa di elefante, partecipa senza successo all’incontro con la banda. Deriso per la “taglia”, troppo piccola per un’ambizione così grande, Gru si congeda rubando una potente pietra dello zodiaco e guadagnandosi sul campo il titolo di nemico giurato. Tra inseguimenti e rapimenti, Gru potrà contare su un esercito fedele di Minions e un complice inaspettato, Wild Knukles, ex leader dei Vicious che reclama pietra e vendetta. Durata 107 minuti. (Massaua, Reposi sala 5, Uci Lingotto sala 3, The Space Torino sala 4, The Space Le Fornaci sala 4, Uci Moncalieri sala 13)

 

 

 

Nido di vipere – Thriller. Regia di Kim Yong Hoon. Un umile inserviente, costretto a prendersi cura della madre malata, trova una borsa piena di soldi in un armadietto della sauna dove lavora. Ignora però che dietro la borsa si nasconde un intreccio di storie di spietati malviventi: un doganiere indebitato, un feroce strozzino, un’astuta truffatrice, una giovane escort con un marito violento e un immigrato illegale si danno la caccia nel tentativo di mettere le mani sul denaro. Tra omicidi, tradimenti, colpi di fortuna e sfortuna i loro destini beffardi s’incrociano, cacciandoli in guai sempre più profondi, in un disperato gioco senza esclusione di colpi. Durata 108 minuti. (Nazionale sala 4)

 

 

La notte del 12 – Thriller. Regia di Dominik Moll, con Bastien Bouillon e Anouk Grinberg. In un paesino di montagna nella Francia sudorientale, in una tranquilla notte d’autunno, la giovane Clara viene orribilmente uccisa da uno sconosciuto che le dà fuoco in casa. Da poco arrivato a capo della polizia giudiziaria di Grenoble, il giovane capitano Yohan Vivès indaga sulla vita privata della ragazza, sulle sue frequentazioni e sulle sue abitudini, per cercare il colpevole dell’omicidio. Dietro la tranquillità della provincia anonima si celano come sempre segreti e misteri, ma il caso di Clara rischia di diventare uno dei tanti destinati a rimanere irrisolti. Durata 114 minuti. (Classico)

 

 

 

Omicidio nel West End – Commedia gialla. Regia di Tom George, con Sam Rockwell, Saoirse Ronan, Reece Shearsmith e Adrien Brody. Il film è ambientato nel West End di Londra degli anni Cinquanta. I festeggiamenti per la centesima replica di “Trappola per topi” della Christie e i progetti di un regista di Hollywood per una sua versione cinematografica subiscono un brusco arresto proprio dopo l’omicidio del regista in questione. Quando l’ispettore Stoppard e la zelante recluta Constable Stalker prendono in mano il caso si trovano coinvolti in un enigmatico giallo all’interno del sordido e al tempo stesso affascinante mondo dietro le quinte del teatro, indagando sul misterioso omicidio a loro rischio e pericolo. Scrive Roberto Nepoti nelle colonne di “Repubblica”: “I fedeli del whodunit all’inglese non dovrebbero perdersi questo mistery concepito nel più classico dei modi; che non reinventa certo il genere ma vanta una ricostruzione impeccabile, un buon uso dello split-screen e gustosi ammiccamenti ai fan. Anche se la ricerca dei colpevoli passa in secondo piano risetto all’eccellente coppia d’investigatori.” Durata 98 minuti. (Ambrosio sala 2 anche V.O., Eliseo Blu, Massimo sala Rondolino anche V.O., Reposi sala 1 V.O. e sala 3, Romano sala 3, The Space Torino sala 7 e sala 8, Uci Lingotto sala 10 e sala 11 V.O., The Space Le Fornaci sala 4 e sala 5, Uci Moncalieri sala 2 e sala 12)

 

 

Siccità – Commedia drammatica. Regia di Paolo Virzì, con Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Silvio Orlando, Vinicio Marchioni, Elena Lietti, Max Tortora e Monica Bellucci. Film corale, costruito a esplorare non soltanto il dramma di una pioggia che non cade a Roma da tre anni, del letto del Tevere completamente arido, della popolazione che tra onestà e furbizia raccoglie nelle taniche l’acqua sotto lo sguardo vigile delle forze dell’ordine, della pandemia veicolata da un’invasione di blatte, ma anche l’aridità che in questa nostra epoca cattura gli animi e gli affetti di molti. Ci sono i medici e le infermiere (Pandolfi e Serraiocco) tra ansie e turni massacranti che si occupano dei malati negli ospedali, l’evaso per sbaglio Silvio Orlando, portato via da Rebibbia sul furgone che trasporta gli indumenti sporchi dei detenuti, il commerciante Max Tortora che vuole apparire in televisione per denunciare la propria situazione, il tassista Mastandrea che gira sulla auto in preda al sonno, in compagnia dei fantasmi dei genitori e dell’ennesimo politico, con cui un tempo ha collaborato, che contuna a gloriare un paese in cui tutto va al massimo e al contrario mostra chiari i segni della propria decadenza, Elena Lietti che raccoglie i cocci della sua esistenza con una nuova avventura, l’ex attore di fama Tommaso Ragno che oggi s’accontenta dei like che vede comparire sul proprio blog. Una varia umanità, descritta da quattro sceneggiatori, tra cui il regista e il Paolo Giordano della “Solitudine dei numeri primi”: ma le storie e i personaggi invadono le oltre due ore del film oltre misura, sono troppi, la fluidità narrativa ne risente, troppo rimane sfocato e non concluso, sbiadito, irrisolto, condotto con una approssimazione che guasta il piacere dell’ultimo Virzì. Durata 124 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo Grande, Fratelli Marx sala Groucho, Ideal, Romano sala 2, The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 4 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 9, Uci Moncalieri sala 11)

 

 

 

Il signore delle formiche – Drammatico. Regia di Gianni Amelio, con Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Leonardo Maltese, Valerio Binasco e Sara Serraiocco. Alla fine degli anni Sessanta si celebrò a Roma un processo che fece scalpore. Il drammaturgo e poeta Aldo Braibanti fu condannata a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio, cioè di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Il ragazzo, per volere della famiglia, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a una serie di devastanti elettroshock, perché “guarisse” da quell’influsso “diabolico”. Alcuni anni dopo, il reato di plagio venne cancellato dal codice penale. Ma in realtà era servito per mettere sotto accusa i “diversi” di ogni genere, i fuorilegge della norma. Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, il film racconta una storia a più voci, dove, accanto all’imputato, prendono corpo i famigliari e gli amici, gli accusatori e i sostenitori, e un’opinione pubblica per lo più distratta o indifferente. Solo un giornalista s’impegna a ricostruire la verità, affrontando sospetti e censure. Scriveva dalla mostra veneziana Paolo Mereghetti nelle colonne del “Corriere della Sera”: “La prima qualità del film sta proprio nella chiarezza cristallina con cui il regista ricostruisce il caso, dove quello che gli sta a cuore viene raccontato con cartesiana lucidità. Braibanti non diventa mai un santino, i suoi eccessi caratteriali sono raccontati senza filtri… senza dimenticare di stigmatizzare la prudenza codina del Pci che emerge dai contrasti che ha col suo diplomaticissimo direttore proprio il giornalista dell’”Unità” incaricato di seguire il caso”. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 3, Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo Rosso, Romano sala 1)

 

 

 

Watcher – Drammatico/Thriller. Regia di Chloe Okuno, con Maika Monroe e Karl Glusman. Una giovane donna americana, Julia, si trasferisce con il marito a Budapest. Ha abbandonato la carriera d’attrice per seguirlo nel nuovo lavoro di cui è incaricato. Quando Francis deve allontanarsi da casa, Julia, una notte, nota nella casa di fronte alla sua qualcuno che la spia, in ogni suo movimento. Julia inizia a sospettare che l’uomo sia un serial killer, che ha già colpito altre donne, decapitandole. Durata 91 minuti. (Uci Lingotto sala 2)