oggi al cinema

Oggi al cinema

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LE TRAME DEI FILM NELLE SALE DI TORINO

A cura di Elio Rabbione

 

Adam – Drammatico. Regia di Maryam Touzani, con Lubna Azabal e Nissrine Erradi. Nella Medina di Casablanca, Abla, vedova e madre di una bambina di 8 anni, gestisce una pasticceria. Quando Samia, una giovane donna incinta, bussa alla porta del negozio, Abla è lontana dall’immaginare che da quel momento le loro vite cambieranno per sempre. Durata 101 minuti. (Classico anche V.O.)

 

Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Cairo – Azione. Regia di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin e Berenice Bejo. Nella penuria dei titoli che allarma le sale cinematografiche, perché non andare a ripescare nel magazzino delle pellicole dimenticate (è datato 2006) questo film di spionaggio ricavato dai romanzi di Jean Bruce, già ampiamente sfruttati tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta? Omaggi, parodia, divertimento, tutto quel che ci vuole nella calura estiva. Nell’Egitto del 1955 viene spedito dal governo francese l’uomo migliore su cui possa contare, l’agente Hubert Bonisseur de la Bath, nel tentativo di sventare un complotto che ha messo a soqquadro i servizi segreti di tutto il mondo. Manco a dirlo, Hubert sarà all’altezza del suo compito. Il successo fu tale in patria, che nel 2009 si provvide ad un seguito: a dirigere il regista premio Oscar di “The Artist”. Durata 99 minuti. (Centrale V.O.)

 

Black Widow – Fantasy. Regia di Cate Shortland, con Scarlett Johansson, Rachel Weisz e Florence Plugh. L’infanzia di Natasha Romanoff, un prologo che ce la mostra giocare allegra in compagnia della sorella minore e dei genitori, anno di grazia 1995, in un angolo di una cittadina dell’Ohio: finché il padre non urla al pericolo e ordina una fuga improvvisa. Una ventina di anni dopo, il terra di Norvegia, Natasha riceva dalla sorella un messaggio che chiede aiuto, dovranno unirsi contro il nemico comune. Sarà il sempre auspicato ricompattarsi della famiglia, sarà l’occasione per Natasha di affrontare una volta per tutte i vecchi demoni che da sempre la perseguitano. Durata 133 minuti. (Massaua, Ideal, Lux wsala 2, The Space Torino 1 / 2 / 3, Uci Lingotto sala 4 / 5 / 7 / 9 / 11, The Space Le Fornaci sala 2 / 3 / 6 / 8)

 

La brava moglie – Commedia. Regia di Martin Provost, con Juliette Binoche. 1967, a Boersch, piccolo paese dell’Alsazia. Paulette Van Der Beck è la direttrice della scuola di Economia domestica che porta il suo cognome, anzi, quello di suo marito Robert. L’obiettivo dell’istituto è formare generazioni di madri e mogli esemplari insegnando loro a cucinare, pulire e rammendare e inculcando nelle ragazze i sette pilastri della casalinga modello, tra cui spicca l’obbligo ad essere comprensive con totale abnegazione senza mai anteporre le proprie esigenze a quelle della famiglia. In virtù di questo obbligo, Paulette ha sempre ignorato la propensione del marito per le belle studentesse, l’alcool e il gioco d’azzardo: ma quest’ultima la costringerà a correre ai ripari e ad assumere finalmente il comando della propria vita. Durata 109 minuti. (Classico)

 

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Uci Lingotto sala 8)

 

Earwig e la strega – Animazione. Regia di Goro Miyazaki. Erica Wigg è il nome che la direttrice del St. Morwald ha dato a Earwig. Orfana, arrivata in braccio a una strega e a cavallo di una moto, Erica non vuole essere adottata. Nonostante le bizze e il talento magico con cui manipola i compagni e si aliena i potenziali genitori, un giorno trova famiglia. Una coppia decisamente atipica si interessa a lei e la conduce in una casa misteriosa dove le porte appaiono, scompaiono o si aprono su stanze segrete piene di pozioni e libri di magia. Perché Bella Yaha e Mandragora non sono genitori ordinari. Strega e demone, la vita con loro promette di essere davvero “incantevole”. Durata 82 minuti. (Eliseo Blu, Greenwich Village sala 2, Massaua, The Space Torino sala 4, Uci Lingotto sala 2 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 9)

La felicità degli altri – Commedia. Regia di Daniel Cohen, con Berenice Bejo e Vincent Cassel. La storia di due coppie, Léa e Marc, Karine e Francis, una conoscenza lunga anni, un’armonia costruita tappa dopo tappa e consolidata nel tempo. Tuttavia un’armonia che inizia a mostrare le prime crepe quando Léa racconta di stare scrivendo il suo primo romanzo. Pubblicato, il successo è enorme, scala le classifiche, è un bestseller. Quell’armonia va a rotoli, dal momento che non arrivano dal gruppo le congratulazioni ma le invidie e le gelosie, anche gesti di pura cattiveria. Durata 104 minuti. (Romano sala 1)

 

Madre – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho, con Kim Hya-ja. Un’opera, la quarta in ordine cronologico, dell’autore di “Parasite” (Oscar 2020), datata 2009. In una città del Sud della Corea, una madre vive un’esistenza dedicata interamente al proprio figlio di circa trent’anni, affetto da problemi mentali. Una notte, ubriaco prende a seguire in un vicolo una ragazza: che il mattino successivo verrà ritrovata cadavere. Il ragazzo non ricorda, non è in grado di difendersi, è immediatamente accusato e arrestato. Ma questa Madre non si dà per vinta, si improvvisa detective e si pone alla ricerca del vero assassino, sicura com’è dell’innocenza di suo figlio. Durata 128 minuti. (Romano sala 2)

 

Marx può aspettare – Documentario. Regia di Marco Bellocchio. Il regista dei “Pugni in tasca” racconta la morte del fratello Camillo, suo gemello, suicida, avvenuta il 27 dicembre 1968, un anno che ha segnato un’epoca, l’anno dell’invasione della Cecoslovacchia, delle contestazioni, del maggio francese, delle idee rivoluzionarie, cresciute e morte. Atti che incrociarono la vita di Camello senza tuttavia interessarlo: il titolo altro non è che una frase pronunciata dal ragazzo, a conferma del suo disinteresse. Una riflessione su chi è rimasto vivo, nella casa paterna, la volontà di nascondere la tragedia alla madre, convinti tutti che altrimenti non avrebbe sopportato il dolore. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 3)

 

Old – Thriller. Regia di M. Night Shyamalan, con Gael Garcia Bernal. Torna il regista del “Sesto senso” con un luogo comune, il passare degli anni e del tempo, immerso in una terrificante atmosfera di terrore. Su una spiaggia che ha ogni bellezza che ciascuno può aspettarsi e sognare, una famiglia è pronta a godersi la sospirata vacanza, una volta lasciate in città problemi e delusioni. Non soltanto i componenti di quella famiglia, altri iniziano ad arrivare e ad occupare spazi. A poco a poco la felicità lascia posto ad amare percezioni, a improvvise paure, cose strane iniziano a prendere corpo, ciascuno dei presenti prende ad invecchiare velocemente e sarà costretto a scommettere e lottare con se stesso e contro un tempo che sembra condurre velocemente ad una morte imminente. Durata 90 minuti. (Massaua, Ideal, The Space Torino sala 5 e sala 7, Uci Lingotto sala 5 e sala 6, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 4)

 

Sognando a New Yorl – Musicale. Regia di Jon M. Chou, con Anthony Ramos, Corey Hawkins e Melissa Barrera. Usnavi (un nome che il padre gli ha affibiato in ricordo di una nave della marina degli Stati Uniti, la U.S. Navy appunto) ha quasi trent’anni, è figlio di immigrati dominicani nella Grande Mela, abita a Washington Heights, un quartiere a nord di Manhattan e la gestisce una “bodega”. Ha un sogno, un “suenito” lo chiama lui, un piccolo grande sogno, quello di vincere la lotteria e tornare a Santo Domingo per aprirvi un locale. Ma quella nel quartiere da sempre è la sua vita, lì ha trovato una famiglia che forse è anche più importante della propria, ha trovato la vecchia nonna Claudia, il lontano cugino Sonny, Vanessa che sogna di diventare una apprezzata stilista di moda e di cui Usnavi è da sempre innamorato. Il ragazzo sa che lasciare Washington Heights non sarà facile per lui. Durata 143 minuti. (The Space Torino sala 8, Uci Lingotto sala 2 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 5 e sala 9)

 

La terra dei figli – Drammatico, fantascienza. Regia di Claudio Cupellini, con Valeria Golino, Valerio Mastandrea e Paolo Pierobon. Un padre e un figlio abitano una palafitta sul lago, dopo che una catastrofe non meglio specificata ha cambiato il corso degli eventi e condannato i pochi sopravvissuti ad arrangiarsi come possibile, senza curarsi troppo del prossimo. Il collasso della società ha portato violenza e solitudine, oltre a rendere superfluo il leggere e scrivere per chi in questo mondo ci è nato. Quando il figlio vuole scoprire cosa il padre ha scritto nel suo diario, deve imbarcarsi in un viaggio disperato alla ricerca di qualcuno che possa aiutarlo. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Blu, Romano sala 3)

 

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Classico anche V.O.)

 

Una donna promettente – Thriller, drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Carey Mulligan. La trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar, vive con i genitori, e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza. Al momento del dunque, il suo anonimo e abituale comportamento cambia e la ragazza diventa più combattiva e vendicatrice come nessuna. Nel suo passato c’è un trauma che ha segnato il suo destino, lo stupro collettivo di un’amica e il conseguente abbandono degli studi, un evento che l’incontro con Ryan, antico compagno del college e ormai pediatra, riporta a galla, con certi personaggi e certi brandelli della vita passata. Combattuta tra l’interesse per il ragazzo e il desiderio di chiudere i conti con il passato, Cassie darà una direzione definitiva alla sua vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 3, Greenwich Village sala 2)

 

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LE TRAME DEI FILM NELLE SALE DI TORINO

A cura di Elio Rabbione

 

Adam – Drammatico. Regia di Maryam Touzani, con Lubna Azabal e Nissrine Erradi. Nella Medina di Casablanca, Abla, vedova e madre di una bambina di 8 anni, gestisce una pasticceria. Quando Samia, una giovane donna incinta, bussa alla porta del negozio, Abla è lontana dall’immaginare che da quel momento le loro vite cambieranno per sempre. Durata 101 minuti. (Classico anche V.O.)

 

Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Cairo – Azione. Regia di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin e Berenice Bejo. Nella penuria dei titoli che allarma le sale cinematografiche, perché non andare a ripescare nel magazzino delle pellicole dimenticate (è datato 2006) questo film di spionaggio ricavato dai romanzi di Jean Bruce, già ampiamente sfruttati tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta? Omaggi, parodia, divertimento, tutto quel che ci vuole nella calura estiva. Nell’Egitto del 1955 viene spedito dal governo francese l’uomo migliore su cui possa contare, l’agente Hubert Bonisseur de la Bath, nel tentativo di sventare un complotto che ha messo a soqquadro i servizi segreti di tutto il mondo. Manco a dirlo, Hubert sarà all’altezza del suo compito. Il successo fu tale in patria, che nel 2009 si provvide ad un seguito: a dirigere il regista premio Oscar di “The Artist”. Durata 99 minuti. (Centrale V.O.)

 

A quiet place II – Horror. Regia di John Krasinski, con Emily Blunt, Cilian Murphy e John Krasinski. Seconda puntata dopo un primo esempio che aveva appassionato tre anni fa le platee di tutto il mondo, una famiglia, gli Abbott, padre e madre con i loro bambini, e la loro sopravvivenza in un mondo postapocalittico invaso dagli alieni, esseri senza vista ma dall’udito impareggiabile, in cui è proibito emettere il minimo suono. Nel sequel il regista analizza ed esplora oggi che cosa voglia dire sopravvivere in simili circostanze: vuol dire uscire dalla casa del terrore per intraprendere un altrettanto terrificante road movie alla ricerca di altri sopravvissuti, di cui forse non dovresti fidarti. Durata 97 minuti. (Massaua, Lux sala 1, The Space Torino sala 4, Uci Lingotto sala 1, The Space Le Fornaci sala 5)

 

Atlas – Drammatico. Regia di Niccolò Castelli, con Matilda De Angelis. Allegra vive una vita piena di passioni a Lugano, tra la famiglia e un gruppo di amici molto stretto che comprende il fidanzato Benni, l’amica Sofia e il ragazzo di lei, Sandro. Insieme si divertono ai concerti e soprattutto fanno arrampicata sulle tante cime dei dintorni. Allegra però suggerisce di provare qualcosa di più esotico e di scalare i monti dell’Atlante, in Marocco. Lì, i quattro si troveranno coinvolti in un attacco terroristico che cambierà la vita di Allegra. Durata 90 minuti. (Greenwich Village sala 3,  Ideal)

 

Black Widow – Fantasy. Regia di Cate Shortland, con Scarlett Johansson, Rachel Weisz e Florence Plugh. L’infanzia di Natasha Romanoff, un prologo che ce la mostra giocare allegra in compagnia della sorella minore e dei genitori, anno di grazia 1995, in un angolo di una cittadina dell’Ohio: finché il padre non urla al pericolo e ordina una fuga improvvisa. Una ventina di anni dopo, il terra di Norvegia, Natasha riceva dalla sorella un messaggio che chiede aiuto, dovranno unirsi contro il nemico comune. Sarà il sempre auspicato ricompattarsi della famiglia, sarà l’occasione per Natasha di affrontare una volta per tutte i vecchi demoni che da sempre la perseguitano. Durata 133 minuti. (Massaua anche V.O., Ideal, Lux sala 2, The Space Torino 1 / 5 / 6, Uci Lingotto sala 2 anche V.O. e 3D, sala 5 / 7 / 9 / 11, The Space Le Fornaci sala 1 / 2 / 3 / 6)

 

La brava moglie – Commedia. Regia di Martin Provost, con Juliette Binoche. 1967, a Boersch, piccolo paese dell’Alsazia. Paulette Van Der Beck è la direttrice della scuola di Economia domestica che porta il suo cognome, anzi, quello di suo marito Robert. L’obiettivo dell’istituto è formare generazioni di madri e mogli esemplari insegnando loro a cucinare, pulire e rammendare e inculcando nelle ragazze i sette pilastri della casalinga modello, tra cui spicca l’obbligo ad essere comprensive con totale abnegazione senza mai anteporre le proprie esigenze a quelle della famiglia. In virtù di questo obbligo, Paulette ha sempre ignorato la propensione del marito per le belle studentesse, l’alcool e il gioco d’azzardo: ma quest’ultima la costringerà a correre ai ripari e ad assumere finalmente il comando della propria vita. Durata 109 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 3, The Space Torino sala 8, Uci Lingotto sala 9, The Space Le Fornaci sala 9)

 

La felicità degli altri – Commedia. Regia di Daniel Cohen, con Berenice Bejo e Vincent Cassel. La storia di due coppie, Léa e Marc, Karine e Francis, una conoscenza lunga anni, un’armonia costruita tappa dopo tappa e consolidata nel tempo. Tuttavia un’armonia che inizia a mostrare le prime crepe quando Léa racconta di stare scrivendo il suo primo romanzo. Pubblicato, il successo è enorme, scala le classifiche, è un bestseller. Quell’armonia va a rotoli, dal momento che non arrivano dal gruppo le congratulazioni ma le invidie e le gelosie, anche gesti di pura cattiveria. Durata 104 minuti. (Romano sala 1)

 

Madre – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho, con Kim Hya-ja. Un’opera, la quarta in ordine cronologico, dell’autore di “Parasite” (Oscar 2020), datata 2009. In una città del Sud della Corea, una madre vive un’esistenza dedicata interamente al proprio figlio di circa trent’anni, affetto da problemi mentali. Una notte, ubriaco prende a seguire in un vicolo una ragazza: che il mattino successivo verrà ritrovata cadavere. Il ragazzo non ricorda, non è in grado di difendersi, è immediatamente accusato e arrestato. Ma questa Madre non si dà per vinta, si improvvisa detective e si pone alla ricerca del vero assassino, sicura com’è dell’innocenza di suo figlio. Durata 128 minuti. (Romano sala 2)

 

La terra dei figli – Drammatico, fantascienza. Regia di Claudio Cupellini, con Valeria Golino, Valerio Mastandrea e Paolo Pierobon. Un padre e un figlio abitano una palafitta sul lago, dopo che una catastrofe non meglio specificata ha cambiato il corso degli eventi e condannato i pochi sopravvissuti ad arrangiarsi come possibile, senza curarsi troppo del prossimo. Il collasso della società ha portato violenza e solitudine, oltre a rendere superfluo il leggere e scrivere per chi in questo mondo ci è nato. Quando il figlio vuole scoprire cosa il padre ha scritto nel suo diario, deve imbarcarsi in un viaggio disperato alla ricerca di qualcuno che possa aiutarlo. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Blu, The Space Le Fornaci sala 8)

 

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Rosso, Romano sala 3)

 

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Ambrosio sala 3, Classico anche V.O.)

 

Una donna promettente – Thriller, drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Carey Mulligan. La trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar, vive con i genitori, e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza. Al momento del dunque, il suo anonimo e abituale comportamento cambia e la ragazza diventa più combattiva e vendicatrice come nessuna. Nel suo passato c’è un trauma che ha segnato il suo destino, lo stupro collettivo di un’amica e il conseguente abbandono degli studi, un evento che l’incontro con Ryan, antico compagno del college e ormai pediatra, riporta a galla, con certi personaggi e certi brandelli della vita passata. Combattuta tra l’interesse per il ragazzo e il desiderio di chiudere i conti con il passato, Cassie darà una direzione definitiva alla sua vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 2, Greenwich Village sala 1 anche V.O., Uci Lingotto sala 4)

 

Oggi al cinema

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Adam – Drammatico. Regia di Maryam Touzani, con Lubna Azabal e Nissrine Erradi. Nella Medina di Casablanca, Abla, vedova e madre di una bambina di 8 anni, gestisce una pasticceria. Quando Samia, una giovane donna incinta, bussa alla porta del negozio, Abla è lontana dall’immaginare che da quel momento le loro vite cambieranno per sempre. Durata 101 minuti. (Classico anche V.O.)

 

Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Missione Cairo – Azione. Regia di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin e Berenice Bejo. Nella penuria dei titoli che allarma le sale cinematografiche, perché non andare a ripescare nel magazzino delle pellicole dimenticate (è datato 2006) questo film di spionaggio ricavato dai romanzi di Jean Bruce, già ampiamente sfruttati tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta? Omaggi, parodia, divertimento, tutto quel che ci vuole nella calura estiva. Nell’Egitto del 1955 viene spedito dal governo francese l’uomo migliore su cui possa contare, l’agente Hubert Bonisseur de la Bath, nel tentativo di sventare un complotto che ha messo a soqquadro i servizi segreti di tutto il mondo. Manco a dirlo, Hubert sarà all’altezza del suo compito. Il successo fu tale in patria, che nel 2009 si provvide ad un seguito: a dirigere il regista premio Oscar di “The Artist”. Durata 99 minuti. (Centrale, Uci Lingotto sala 10)

 

A quiet place II – Horror. Regia di John Krasinski, con Emily Blunt, Cilian Murphy e John Krasinski. Seconda puntata dopo un primo esempio che aveva appassionato tre anni fa le platee di tutto il mondo, una famiglia, gli Abbott, padre e madre con i loro bambini, e la loro sopravvivenza in un mondo postapocalittico invaso dagli alieni, esseri senza vista ma dall’udito impareggiabile, in cui è proibito emettere il minimo suono. Nel sequel il regista analizza ed esplora oggi che cosa voglia dire sopravvivere in simili circostanze: vuol dire uscire dalla casa del terrore per intraprendere un altrettanto terrificante road movie alla ricerca di altri sopravvissuti, di cui forse non dovresti fidarti. Durata 97 minuti. (Massaua, Lux sala 1, The Space Torino sala 2, Uci Lingotto sala 6 / 7 / 9, The Space Le Fornaci sala 2 / 6 / 8)

 

La brava moglie – Commedia. Regia di Martin Provost, con Juliette Binoche. 1967, a Boersch, piccolo paese dell’Alsazia. Paulette Van Der Beck è la direttrice della scuola di Economia domestica che porta il suo cognome, anzi, quello di suo marito Robert. L’obiettivo dell’istituto è formare generazioni di madri e mogli esemplari insegnando loro a cucinare, pulire e rammendare e inculcando nelle ragazze i sette pilastri della casalinga modello, tra cui spicca l’obbligo ad essere comprensive con totale abnegazione senza mai anteporre le proprie esigenze a quelle della famiglia. In virtù di questo obbligo, Paulette ha sempre ignorato la propensione del marito per le belle studentesse, l’alcool e il gioco d’azzardo: ma quest’ultima la costringerà a correre ai ripari e ad assumere finalmente il comando della propria vita. Durata 109 minuti. (Greenwich Village sala 2 anche V.O.)

 

La Cordigliera dei sogni – Drammatico. Regia di Patricio Guzmàn. La storia di un territorio offeso, le solitudini, una metafora a descrivere la separazione dal resto del mondo: non solo il paese, ma anche gli anni della dittatura, un isolamento che colpisce l’autore stesso. Segnalato dal Sindacato Critici con la seguente motivazione: “Il regista cileno esplora la Cordigliera delle Ande, tra paesaggi lunari e testimonianze, ricostruendo gli anni tragici della dittatura di Pinochet, attraverso i ricordi di amici e artisti. Il film, che compone una ideale trilogia, dopo l’acqua e la luce, affida alla roccia (e al cinema) il compito di ricordare e unire storia personale e storia collettiva, confermando la grandezza di un autore che fa della memoria il suo punto di forza espressiva, dove natura, Storia e umanità ci parlano del Cile di ieri e di oggi”. Durata 85 minuti. (Centrale V.O.)

 

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, Lux sala 2, The Space Torino sala 6, Uci Lingotto sala 3 e sala 7, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 4)

 

La felicità degli altri – Commedia. Regia di Daniel Cohen, con Berenice Bejo e Vincent Cassel. La storia di due coppie, Léa e Marc, Karine e Francis, una conoscenza lunga anni, un’armonia costruita tappa dopo tappa e consolidata nel tempo. Tuttavia un’armonia che inizia a mostrare le prime crepe quando Léa racconta di stare scrivendo il suo primo romanzo. Pubblicato, il successo è enorme, scala le classifiche, è un bestseller. Quell’armonia va a rotoli, dal momento che non arrivano dal gruppo le congratulazioni ma le invidie e le gelosie, anche gesti di pura cattiveria. Durata 104 minuti. (Romano sala 1)

 

Madre – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho, con Kim Hya-ja. Un’opera, la quarta in ordine cronologico, dell’autore di “Parasite” (Oscar 2020), datata 2009. In una città del Sud della Corea, una madre vive un’esistenza dedicata interamente al proprio figlio di circa trent’anni, affetto da problemi mentali. Una notte, ubriaco prende a seguire in un vicolo una ragazza: che il mattino successivo verrà ritrovata cadavere. Il ragazzo non ricorda, non è in grado di difendersi, è immediatamente accusato e arrestato. Ma questa Madre non si dà per vinta, si improvvisa detective e si pone alla ricerca del vero assassino, sicura com’è dell’innocenza di suo figlio. Durata 128 minuti. (Romano sala 2)

 

La terra dei figli – Drammatico, fantascienza. Regia di Claudio Cupellini, con Valeria Golino, Valerio Mastandrea e Paolo Pierobon. Un padre e un figlio abitano una palafitta sul lago, dopo che una catastrofe non meglio specificata ha cambiato il corso degli eventi e condannato i pochi sopravvissuti ad arrangiarsi come possibile, senza curarsi troppo del prossimo. Il collasso della società ha portato violenza e solitudine, oltre a rendere superfluo il leggere e scrivere per chi in questo mondo ci è nato. Quando il figlio vuole scoprire cosa il padre ha scritto nel suo diario, deve imbarcarsi in un viaggio disperato alla ricerca di qualcuno che possa aiutarlo. Durata 120 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3, The Space Torino sala 8, Uci Lingotto sala 4, The Space Le Fornaci sala 7)

 

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Rosso, Romano sala 3)

 

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Classico anche V.O.)

 

Una donna promettente – Thriller, drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Carey Mulligan. La trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar, vive con i genitori, e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti. Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza. Al momento del dunque, il suo anonimo e abituale comportamento cambia e la ragazza diventa più combattiva e vendicatrice come nessuna. Nel suo passato c’è un trauma che ha segnato il suo destino, lo stupro collettivo di un’amica e il conseguente abbandono degli studi, un evento che l’incontro con Ryan, antico compagno del college e ormai pediatra, riporta a galla, con certi personaggi e certi brandelli della vita passata. Combattuta tra l’interesse per il ragazzo e il desiderio di chiudere i conti con il passato, Cassie darà una direzione definitiva alla sua vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Greenwich Village sala 1 anche V.O., The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 2, The Space Le Fornaci sala 5)

 

Oggi al cinema

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Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Adam – Drammatico. Regia di Maryam Touzani, con Lubna Azabal e Nissrine Erradi. Nella Medina di Casablanca, Abla, vedova e madre di una bambina di 8 anni, gestisce una pasticceria. Quando Samia, una giovane donna incinta, bussa alla porta del negozio, Abla è lontana dall’immaginare che da quel momento le loro vite cambieranno per sempre. Durata 101 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

Babyteeth – Tutti i colori di Milla – Drammatico. Regia di Shannon Murphy, con Eliza Scanien , Toby Wallace e Ben Mendelsohn. Quando Milla Finlay, adolescente vittima di una grave malattia, si innamora del giovane spacciatore Moses, si avvera il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e Milla mostra a tutti coloro che gravitano attorno a lei come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che sarebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay la spinge al contrario a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Il cattivo poeta – Drammatico. Regia di Gianluca jodice (opera prima), con Sergio Castellito. Gli ultimi anni di vita del poeta-vata Gabriele D’Annunzio, allorché il giovane Giovanni Comini, appena promosso al ruolo di federale (il più giovane in Italia) con l’appoggio di Achille Starace, segretario del Partito Fascista, viene inviato a Roma per sorvegliare D’Annunzio, affinché negli anni della vecchiaia non possa creare alcun problema, lui che è ancora capace di dimostrare un carattere impulsivo e irascibile tale da poter compromettere i rapporti con la Germania di Hitler. Ma una volta raggiunta Gardone e trascorrendo giorni e giorni in compagnia dello scrittore, Comini sente di dubitare di se stesso e dello stesso Partito, sino a mettere in pericolo la propria carriera politica. Durata 106 minuti. (Romano sala 1, Uci Lingotto sala 3)

 

Comedians – Commedia. Regia di Gabriele Salvatores, con Christian De Sica, Natalino Balasso, Ale e Franz. Il proprietario di un club di periferia, un agente immobiliare e suo fratello, un muratore e un impiegato delle ferrovie si incontrano al corso serale di stand-up comedy di Eddie Barni per prepararsi ad un’entrata in scena attesa da tempo. Verrà ad assistere allo spettacolo Bernardo Celli, il talent scout che offrirà ad uno di loro un ingaggio nella sua agenzia “Artisti e manager” e un contratto per il suo programma comico in prima serata televisiva. Quei 58 minuti prima del debutto saranno l’occasione per confrontarsi sulla reciproca idea di ciò che fa ridere e ciò per cui vale la pena intraprendere il mestiere di comico. Trasposizione cinematografica dell’omonima commedia di Trevor Griffiths, già portata in palcoscenico, al Teatro dell’Elfo di Milano, da Salvatores. Durata 96 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua, Eliseo Grande, Greenwich Village sala 1, The Space Torino sala 7, Uci Lingotto sala 2, The Space Le Fornaci sala 5)

 

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 2, Massaua, Lux sala 3, The Space Torino sala 1 e sala 5, Uci Lingotto sala 3 / 4 / 5, The Space Le Fornaci sala 2 / 3 / 8)

 

Estate ’85 – Drammatico. Regia di François Ozon, con Félix Lefebvre e Benjamin Voisin e con Valeria Bruni Tedeschi. Ispirato al romanzo “Danza sulla mia tomba” del britannico Aidan Chambers, candidato a 11 César, grande successo in terra francese. Nell’estate del 1985, una cittadina della costa della Normandia, il sole il mare e la spiaggia, la storia di due ragazzi secondo la miglior letteratura di Ozon. Il sedicenne Alexis ama la storia e il culto dei morti, il diciottenne David un giorno lo salva da sicuro annegamento. Le prime fasi del loro incontro sono quelle di un’amicizia che si consolida man mano sino a diventare qualcosa di più. Finirà tutto con il finire della stagione o la passione troverà spazio anche nei mesi a venire? Durata 100 minuti. (Romano sala 3)

 

Maledetta primavera – Regia di Elisa Amoruso, con Micaela Ramazzotti, Giampaolo Morelli e Emma Fasano. La fine degli anni Ottanta. Uno sguardo alla periferia romana dove Enzo e Laura si trasferiscono (lei vi è cresciuta), portando con sé i due figli, la giovane Nina e Lorenzo, il più piccolo. Quella che più sembra soffrire dello spostamento è Nina, non ha un punto di riferimento nel padre assente, non nella madre vittima delle proprie frustrazioni, non nella scuola cattolica a cui l’hanno iscritta. Lì fa la conoscenza di una coetanea, proveniente dalla Guyana, emarginata dalle compagna: è l’inizio di una nuova amicizia. Durata 94 minuti. (Romano sala 1 e sala 2)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

I profumi di madame Walberg – Commedia. Regia di Grégory Magne, con Emmanuelle Davos e Grégory Montel. Anne, donna solitaria e con un difficile carattere, ha una gran fama nel campo dei profumi: crea fragranze che poi rivende ad aziende di grande successo. Guillaume, il suo autista, appena divorziato dalla moglie e deciso ad ottenere l’affido della figlia, è al contrario un uomo dal carattere allegro, per il quale il lavoro e il suo mantenimento è davvero un punto essenziale. Tra i due incomprensioni e bisticci, rappacificazioni che seguono: tuttavia i due caratteri, così lontani e in perfetta antitesi, avranno il potere di costruire una perfetta essenza, come accade per i profumi di madame. Un’essenza che a poco a poco darà vita ad una vera amicizia. Durata 100 minuti. (Nazionale sala 1)

Rifkin’s Feestival – Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti. Sue è al Festival di San Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin, professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista, affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire, amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente. Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista, dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai scomparso per l’antico cinema classico. (Ambrosio sala 2, Greenwich sala 3)

 

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Rosso, Nazionale sala 2 anche V.O., Romano sala 2, The Space Torino sala 6, Uci Lingotto sala 10, The Space Le Fornaci sala 4)

 

The human voice – Drammatico. Regia di Pedro Almodovar, con Tilda Swinton. Una donna sta aspettando che l’ex amante passi a ritirare le valigie che lei ha preparato per lui. L’amore è finito, resta solo il tempo dell’attesa. Con lei c’è un cane, anche lui abbandonato e in attesa del suo padrone. La donna esce di casa per comprare un’ascia e una tanica di benzina: si prepara a distruggere le cose del suo uomo, aspettando la chiamata che metterà fine al rapporto. Quando il telefono squilla, la donna, risvegliatasi da un sonno profondo causato dalle pillole, inizia un monologo disperato che la porta dall’ansia alla supplica, dalla rabbia alla rivalsa e infine al fuoco purificatore che distrugge lo stesso set in cui il film è stato girato. Liberamente tratto dal dramma di Cocteau. Durata 30 minuti. (Centrale V.O.)

 

The Shift – Drammatico. Regia di Alessandro Tonda, con Clotilde Hesme, Adamo Dionisi e Adam Amara. Due ragazzi, Eden e Abel, all’apparenza ragazzi come tanti, in realtà terroristi. Sono decisi a compiere un attentato, a Bruxelles, in una scuola frequentata da loro coetanei. Tuttavia Abel si fa esplodere prima del loro arrivo al luogo che hanno scelto e Eden coinvolto e ferito nell’esplosione, nel ricevere i primi soccorsi da parte di due paramedici, minaccia di far esplodere se stesso e gli altri presenti se non obbediranno a ogni suo ordine. Durata 90 minuti. (Uci Lingotto sala 9)

 

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Ambrosio sala 3, Classico, Uci Lingotto sala 10)

 

Oggi al cinema Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

 

Adam – Drammatico. Regia di Maryam Touzani, con Lubna Azabal e Nissrine Erradi. Nella Medina di Casablanca, Abla, vedova e madre di una bambina di 8 anni, gestisce una pasticceria. Quando Samia, una giovane donna incinta, bussa alla porta del negozio, Abla è lontana dall’immaginare che da quel momento le loro vite cambieranno per sempre. Durata 101 minuti. (Greenwich Village sala 1)

 

Babyteeth – Tutti i colori di Milla – Drammatico. Regia di Shannon Murphy, con Eliza Scanien , Toby Wallace e Ben Mendelsohn. Quando Milla Finlay, adolescente vittima di una grave malattia, si innamora del giovane spacciatore Moses, si avvera il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e Milla mostra a tutti coloro che gravitano attorno a lei come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che sarebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay la spinge al contrario a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

Il cattivo poeta – Drammatico. Regia di Gianluca jodice (opera prima), con Sergio Castellito. Gli ultimi anni di vita del poeta-vata Gabriele D’Annunzio, allorché il giovane Giovanni Comini, appena promosso al ruolo di federale (il più giovane in Italia) con l’appoggio di Achille Starace, segretario del Partito Fascista, viene inviato a Roma per sorvegliare D’Annunzio, affinché negli anni della vecchiaia non possa creare alcun problema, lui che è ancora capace di dimostrare un carattere impulsivo e irascibile tale da poter compromettere i rapporti con la Germania di Hitler. Ma una volta raggiunta Gardone e trascorrendo giorni e giorni in compagnia dello scrittore, Comini sente di dubitare di se stesso e dello stesso Partito, sino a mettere in pericolo la propria carriera politica. Durata 106 minuti. (Massimo sala Cabiria, Romano sala 3, Uci Lingotto sala 3)

 

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 1 anche V.O., Massaua, Lux sala 2, The Space Torino sala 1 / 5 / 6, Uci Lingotto sala 4 / 5 / 6 / 8, The Space Le Fornaci sala 2 / 3 / 6)

 

Due – Drammatico. Regia di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukova e Martine Chevalier. Siamo in una piccola città della provincia francese, due donne circa settantenni vivono nella stessa casa, sullo stesso pianerottolo e da molti anni, all’insaputa di tutti, portano avanti la loro relazione. Nina e Madeleine, un viaggio a Roma progettato, la vendita di un appartamento, la disperazione di Madeleine all’idea di dover confessare ai figli la sua partenza (definitiva?). Verità a lungo nascoste che vengono a galla, decisioni nascoste, sotterfugi, una crepa nella vecchia passione, una malattia che scoppia a minare un solido rapporto. Candidato dalla Francia come miglior film straniero. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 2 e sala 3)

 

Estate ’85 – Drammatico. Regia di François Ozon, con Félix Lefebvre e Benjamin Voisin e con Valeria Bruni Tedeschi. Ispirato al romanzo “Danza sulla mia tomba” del britannico Aidan Chambers, candidato a 11 César, grande successo in terra francese. Nell’estate del 1985, una cittadina della costa della Normandia, il sole il mare e la spiaggia, la storia di due ragazzi secondo la miglior letteratura di Ozon. Il sedicenne Alexis ama la storia e il culto dei morti, il diciottenne David un giorno lo salva da sicuro annegamento. Le prime fasi del loro incontro sono quelle di un’amicizia che si consolida man mano sino a diventare qualcosa di più. Finirà tutto con il finire della stagione o la passione troverà spazio anche nei mesi a venire? Durata 100 minuti. (Nazionale sala 1)

 

Freaky – Horror. Regia di Christopher Landon, con Vince Vaughn e Kathryn Netwon. Il sanguinoso serial killer prende a inseguire la propria vittima, la diciassettenne Millie, vittima di bullismo tra i suoi compagni, all’interno del college: ma al momento di colpirla, per un incantesimo legato al coltello che sta trafiggendo la ragazzina, i due corpi s’invertono, prendono l’uno le sembianze dell’altro. Millie è quindi un possente uomo di quarant’anni che attraversa i corridoi della scuola alla ricerca dei compagni di un tempo. Durata 102 minuti. (Uci Lingotto sala 2 e sala 9, The Space Le Fornaci sala 4)

 

Maledetta primavera – Regia di Elisa Amoruso, con Micaela Ramazzotti, Giampaolo Morelli e Emma Fasano. La fine degli anni Ottanta. Uno sguardo alla periferia romana dove Enzo e Laura si trasferiscono (lei vi è cresciuta), portando con sé i due figli, la giovane Nina e Lorenzo, il più piccolo. Quella che più sembra soffrire dello spostamento è Nina, non ha un punto di riferimento nel padre assente, non nella madre vittima delle proprie frustrazioni, non nella scuola cattolica a cui l’hanno iscritta. Lì fa la conoscenza di una coetanea, proveniente dalla Guyana, emarginata dalle compagna: è l’inizio di una nuova amicizia. Durata 94 minuti. (Eliseo Blu, Romano sala 1)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 2 e sala 3, Massimo sala Soldati)

 

Rifkin’s Feestival – Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti. Sue è al Festival di San Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin, professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista, affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire, amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente. Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista, dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai scomparso per l’antico cinema classico. (Ambrosio sala 1 e sala 3, Greenwich sala 3)

 

Sulla infinitezza – Drammatico. Regia di Roy Andersson, con Martin Serner e Tatiana Delaunay. Leone d’argento per la miglior regia alla 76ma Mostra di Venezia (2019). Varie storie, vari personaggi (un dentista, una donna che ama lo champagne, uno psichiatra, un prete, una direttrice marketing, Hitler e Ivan il Terribile), differenti situazioni. Alternando momenti che hanno le proprie radici nel presente e nel passato, Andersson ci presenta una coppia che si aggira tra le strade di Colonia colpita dalla guerra, un padre e una figlia mentre si stanno recando ad una festa di compleanno, un gruppo di adolescenti mentre ballano davanti ad un bar, dei soldati che marciano verso un campo di prigionia. Una voce femminile ci guida attraverso la storia dell’umanità e le riflessioni sulla bellezza della nostra esistenza. Dall’autore di “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza”, Leone d’oro a Venezia nel 2014. Durata 76 minuti. (Massimo sala Rondolino)

 

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Grande, Nazionale sala 2 anche V.O., Romano sala 2, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 8)

 

The human voice – Drammatico. Regia di Pedro Almodovar, con Tilda Swinton. Una donna sta aspettando che l’ex amante passi a ritirare le valigie che lei ha preparato per lui. L’amore è finito, resta solo il tempo dell’attesa. Con lei c’è un cane, anche lui abbandonato e in attesa del suo padrone. La donna esce di casa per comprare un’ascia e una tanica di benzina: si prepara a distruggere le cose del suo uomo, aspettando la chiamata che metterà fine al rapporto. Quando il telefono squilla, la donna, risvegliatasi da un sonno profondo causato dalle pillole, inizia un monologo disperato che la porta dall’ansia alla supplica, dalla rabbia alla rivalsa e infine al fuoco purificatore che distrugge lo stesso set in cui il film è stato girato. Liberamente tratto dal dramma di Cocteau. Durata 30 minuti. (Centrale V.O.)

 

The Shift – Drammatico. Regia di Alessandro Tonda, con Clotilde Hesme, Adamo Dionisi e Adam Amara. Due ragazzi, Eden e Abel, all’apparenza ragazzi come tanti, in realtà terroristi. Sono decisi a compiere un attentato, a Bruxelles, in una scuola frequentata da loro coetanei. Tuttavia Abel si fa esplodere prima del loro arrivo al luogo che hanno scelto e Eden coinvolto e ferito nell’esplosione, nel ricevere i primi soccorsi da parte di due paramedici, minaccia di far esplodere se stesso e gli altri presenti se non obbediranno a ogni suo ordine. Durata 90 minuti. (Massaua, The Space Torino sala 4, Uci Lingotto sala 11, The Space Le Fornaci sala 3)

 

Tutti per Uma – Commedia. Regia di Susy Laude, con Lillo, Pietro Sermonti, Dino Abbrescia e Antonio Catania. La famiglia Ferliga è da anni proprietaria di una azienda vinicola: dove i litigi sono all’ordine del giorno e dove le banche la stanno ormai facendo da padrone. Un’azienda tutta al maschile, dove tentano di coabitare il vecchio nonno e suo fratello, un gran bambinone che non è mai cresciuto, il figlio e i due nipotini, uno dei quali è il narratore della storia. Che si sviluppa tra realtà e fiaba, con l’arrivo di una gentile fatina che cercherà di mettere a posto ogni cosa. Durata 99 minuti. (Massaua, Lux sala 1, The space Torino sala 8, Uci Lingotto sala 1, The Space Le Fornaci sala 5)

 

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso, The Space Torino, Uci Lingotto sala 9)

 

Oggi al cinema: le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

 

Babyteeth – Tutti i colori di Milla – Drammatico. Regia di Shannon Murphy, con Eliza Scanien , Toby Wallace e Ben Mendelsohn. Quando Milla Finlay, adolescente vittima di una grave malattia, si innamora del giovane spacciatore Moses, si avvera il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e Milla mostra a tutti coloro che gravitano attorno a lei come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che sarebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay la spinge al contrario a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 1)

 

Il cattivo poeta – Drammatico. Regia di Gianluca jodice (opera prima), con Sergio Castellito. Gli ultimi anni di vita del poeta-vata Gabriele D’Annunzio, allorché il giovane Giovanni Comini, appena promosso al ruolo di federale (il più giovane in Italia) con l’appoggio di Achille Starace, segretario del Partito Fascista, viene inviato a Roma per sorvegliare D’Annunzio, affinché negli anni della vecchiaia non possa creare alcun problema, lui che è ancora capace di dimostrare un carattere impulsivo e irascibile tale da poter compromettere i rapporti con la Germania di Hitler. Ma una volta raggiunta Gardone e trascorrendo giorni e giorni in compagnia dello scrittore, Comini sente di dubitare di se stesso e dello stesso Partito, sino a mettere in pericolo la propria carriera politica. Durata 106 minuti. (Massimo sala Cabiria, Romano sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto sala 1, The Space Le Fornaci)

 

Crudelia – Commedia. Regia di Craig Gillespie, con Emma Stone e Emma Thomson.  Nessuna carica di cani dalmata, niente Walt Disney o Glenn Close a sfoderare tutto il suo genio nei rapimenti, ma bensì le origini (del male) della famigerata quanto fantasiosa Crudelia, ricca di stravaganti abiti e di incorreggibili acconciature. Ovvero come il tutto ha avuto inizio. Nella capitale londinese degli anni Settanta, che nuota divertita nel punk rock, passeggia una giovanissima Estella, orfana e di professione ladruncola, risoluta a divenire qualcuno nel variopinto mondo della moda. Il proprio punto di riferimento è per ora la baronessa von Hellman, in cui s’imbatte, una sorta di  Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”, un faro che illumina tra luci (proprie) e ombre (altrui) il mondo delle sfilate. Un rapporto intenso tra le due donne, fatta di fascino e di misteri che le avvolgono, di rivelazioni inaspettate, in centro alle quali Estella costruirà la sua più forte componente malvagia, quella che la trasformerà nella Crudelia che già tutti avevamo conosciuto. Durata 134 minuti. (Ambrosio sala 1 anche V.O., Massaua, Lux sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Le Fornaci)

 

Due – Drammatico. Regia di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukova e Martine Chevalier. Siamo in una piccola città della provincia francese, due donne circa settantenni vivono nella stessa casa, sullo stesso pianerottolo e da molti anni, all’insaputa di tutti, portano avanti la loro relazione. Nina e Madeleine, un viaggio a Roma progettato, la vendita di un appartamento, la disperazione di Madeleine all’idea di dover confessare ai figli la sua partenza (definitiva?). Verità a lungo nascoste che vengono a galla, decisioni nascoste, sotterfugi, una crepa nella vecchia passione, una malattia che scoppia a minare un solido rapporto. Candidato dalla Francia come miglior film straniero. Durata 95 minuti. (Greenwich Village sala 1)

 

Freaky – Horror. Regia di Christopher Landon, con Vince Vaughn e Kathryn Netwon. Il sanguinoso serial killer prende a inseguire la propria vittima, la diciassettenne Millie, vittima di bullismo tra i suoi compagni, all’interno del college: ma al momento di colpirla, per un incantesimo legato al coltello che sta trafiggendo la ragazzina, i due corpi s’invertono, prendono l’uno le sembianze dell’altro. Millie è quindi un possente uomo di quarant’anni che attraversa i corridoi della scuola alla ricerca dei compagni di un tempo. Durata 102 minuti. (Massaua, Lux sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Le Fornaci)

 

Minari – Commedia drammatica. Regia di Lee Isaac Chung. Gran premio della Giuria al Sundance Festival, Golden Globe 2021 per il miglior film straniero e Oscar alla miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-Jeong. Un’opera autobiografica, la storia del piccolo David, un bambino nato e cresciuto in una famiglia coreana emigrata negli Stati Uniti, anch’essa ad inseguire il sogno americano (un nuovo lavoro per il padre), la ricerca di altri luoghi e un altro viaggio, dalla California all’Arkansas intrapreso negli anni Ottanta, l’arrivo della nonna dalla Corea, una anziana donna con abitudini e un modo di vivere completamente diverso da quello del piccolo David. Durata 115 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 1, Romano sala 3)

 

Rifkin’s Festival – Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti. Sue è al Festival di San Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin, professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista, affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire, amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente. Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista, dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai scomparso per l’antico cinema classico. (Ambrosio sala 3, Greenwich sala 3, Romano sala 3)

 

Sulla infinitezza – Drammatico. Regia di Roy Andersson, con Martin Serner e Tatiana Delaunay. Leone d’argento per la miglior regia alla 76ma Mostra di Venezia (2019). Varie storie, vari personaggi (un dentista, una donna che ama lo champagne, uno psichiatra, un prete, una direttrice marketing, Hitler e Ivan il Terribile), differenti situazioni. Alternando momenti che hanno le proprie radici nel presente e nel passato, Andersson ci presenta una coppia che si aggira tra le strade di Colonia colpita dalla guerra, un padre e una figlia mentre si stanno recando ad una festa di compleanno, un gruppo di adolescenti mentre ballano davanti ad un bar, dei soldati che marciano verso un campo di prigionia. Una voce femminile ci guida attraverso la storia dell’umanità e le riflessioni sulla bellezza della nostra esistenza. Dall’autore di “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza”, Leone d’oro a Venezia nel 2014. Durata 76 minuti. (Centrale, Massimo sala Rondolino anche V.O.)

 

The father – Nulla è come sembra – Drammatico. Regia di Florian Zeller, con Anthony Hopkins e Olivia Colman. Un uomo di ottant’anni, il dramma della demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente. Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti. (Eliseo Grande, Nazionale sala 1 V.O.)

 

The human voice – Drammatico. Regia di Pedro Almodovar, con Tilda Swinton. Una donna sta aspettando che l’ex amante passi a ritirare le valigie che lei ha preparato per lui. L’amore è finito, resta solo il tempo dell’attesa. Con lei c’è un cane, anche lui abbandonato e in attesa del suo padrone. La donna esce di casa per comprare un’ascia e una tanica di benzina: si prepara a distruggere le cose del suo uomo, aspettando la chiamata che metterà fine al rapporto. Quando il telefono squilla, la donna, risvegliatasi da un sonno profondo causato dalle pillole, inizia un monologo disperato che la porta dall’ansia alla supplica, dalla rabbia alla rivalsa e infine al fuoco purificatore che distrugge lo stesso set in cui il film è stato girato. Liberamente tratto dal dramma di Cocteau. Durata 30 minuti. (Centrale V.O.)

 

Un altro giro – Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen. Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica, comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera. Durata 116 minuti. (Ambrosio sala 2, Classico, Eliseo Rosso, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Le Fornaci)

 

Oggi al cinema

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Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Babyteeth – Tutti i colori di Milla –
Drammatico. Regia di Shannon Murphy, con
Eliza Scanien , Toby Wallace e Ben Mendelsohn.
Quando Milla Finlay, adolescente
vittima di una grave malattia, si innamora del giovane spacciatore Moses, si avvera il
peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro con l’amore fa nascere
in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e Milla mostra a tutti coloro
che gravitano attorno a lei come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello
che sarebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay la spinge al contrario a
lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. Durata 118
minuti.
(Greenwich Village sala 1 e sala 2)
Il cattivo poeta
– Drammatico. Regia di Gianluca jodice (opera prima), con Sergio
Castellito.
Gli ultimi anni di vita del poeta-vata Gabriele D’Annunzio, allorché il
giovane Giovanni Comini, appena promosso al ruolo di federale (il più giovane in
Italia) con l’appoggio di Achille Starace, segretario del Partito Fascista, viene inviato
a Roma per sorvegliare D’Annunzio, affinché negli anni della vecchiaia non possa
creare alcun problema, lui che è ancora capace di dimostrare un carattere impulsivo e
irascibile tale da poter compromettere i rapporti con la Germania di Hitler. Ma una
volta raggiunta Gardone e trascorrendo giorni e giorni in compagnia dello scrittore,
Comini sente di dubitare di se stesso e dello stesso Partito, sino a mettere in pericolo
la propria carriera politica. Durata 106 minuti.
(Massimo sala Cabiria e sala
Rondolino, Romano sala 2, The Space Torino sala 2, Uci Lingotto sala 1 e sala 7,
The Space Le Fornaci sala 2 e sala 6)
Corpus Christi –
Drammatico. Regia di Jan Komasa.
Daniel è chiuso in riformatorio,
colpevole di vari reati. Il suo desiderio è sempre stato quello di farsi sacerdote ma il
suo passato glielo ha impedito. Tuttavia, quando la direzione lo manda, in permesso
di lavoro, in un luogo lontano da quello dove ha sempre vissuto, si finge prete,
immediatamente creduto tale dall’intera popolazione: andrà a sostituire in
quell’occasione il parroco e la propria vocazione sembrerà realizzata. Film di enorme
successo in patria, è una produzione polacca, e pluripremiato. Durata 115 minuti.
(Centrale V.O.)
Due –
Drammatico. Regia di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukova e Martine
Chevalier.
Siamo in una piccola città della provincia francese, due donne circa
settantenni vivono nella stessa casa, sullo stesso pianerottolo e da molti anni,
all’insaputa di tutti, portano avanti la loro relazione. Nina e Madeleine, un viaggio a
Roma progettato, la vendita di un appartamento, la disperazione di Madeleine all’idea
di dover confessare ai figli la sua partenza (definitiva?). Verità a lungo nascoste che
vengono a galla, decisioni nascoste, sotterfugi, una crepa nella vecchia passione, una
malattia che scoppia a minare un solido rapporto. Candidato dalla Francia come
miglior film straniero. Durata 95 minuti.
(Greenwich Village sala 1 e sala 3)
Minari –
Commedia drammatica. Regia di Lee Isaac Chung.
Gran premio della
Giuria al Sundance Festival, Golden Globe 2021 per il miglior film straniero e Oscar
alla miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-Jeong. Un’opera autobiografica, la
storia del piccolo David, un bambino nato e cresciuto in una famiglia coreana
emigrata negli Stati Uniti, anch’essa ad inseguire il sogno americano (un nuovo
lavoro per il padre), la ricerca di altri luoghi e un altro viaggio, dalla California
all’Arkansas intrapreso negli anni Ottanta, l’arrivo della nonna dalla Corea, una
anziana donna con abitudini e un modo di vivere completamente diverso da quello
del piccolo David. Durata 115 minuti.
(Nazionale sala 2)
Nomadland –
Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David
Strathairn.
Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior
film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna
sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città,
Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del
cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona
tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla
ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta
riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un
lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola
soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla
ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee
Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108
minuti.
(Ambrosio sala 2, Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 1 e sala 2, Romano
sala 1, Uci Lingotto sala 5 e sala 8)
Regine del campo –
Commedia. Regia di Mohamed Hamidi, con Kad Merad, Céline
Sallette e Marion Mezadorian.
In una piccola città della Francia, dopo che la squadra
di calcio locale è stata squalificata per un insulto all’arbitro nel corso di una partita di
campionato, si trova immediatamente la soluzione per far riprendere il gioco e la
passione che coinvolge tutti (ci stanno di mezzo anche i finanziamenti): ecco che c’è
chi pensa di mettere su una squadra totalmente al femminile. Però, in una città dove il
calcio è considerato un affare che spetta unicamente ai signori uomini, quella nuova
compagine, agguerrita, finirà con il creare davvero uno scompiglio decisamente
contro le regole di sempre. Sarà meglio rimediare. Durata 95 minuti.
(Nazionale sala2)
Rifkin’s Feestival –
Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina
Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti.
Sue è al Festival di San
Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin,
professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza
del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista,
affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad
avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal
medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire,
amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente.
Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista,
dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai
scomparso per l’antico cinema classico.
(Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Greenwich
sala 2 e sala 3, Romano sala 3, The Space Torino sala 3, Uci Lingotto sala 4, The
Space Le Fornaci sala 5)
Stitches – Un legame privato –
Drammatico. Regia di Miroslav Terzic, con Snezana
Bogdanovic. Tratto da un fatto realmente accaduto. La storia di Ana, una sarta di
Belgrado, al momento del parto si vede sottrarre il figlio, le dicono che è morto e non
le indicano il luogo di sepoltura. Per vent’anni Ana combatte contro l’ospedale e i
medici e la polizia, cercando di far luce su quanto è successo. L’incontro con una
donna l’aiuta a comprendere parecchie cose, a sostenere ancor di più la propria
convinzione che suo figlio non era davvero morto. Durata 105 minuti.
(Centrale
V.O.)
The father – Nulla è come sembra –
Drammatico. Regia di Florian Zeller, con
Anthony Hopkins e Olivia Colman.
Un uomo di ottant’anni, il dramma della
demenza senile. Anthony vive nel suo appartamento londinese, afferma di essere
autosufficiente, inveisce e si stupisce di fronte a chi dice il contrario, ma le azioni di
ogni giorno, gli affetti, i visi dei congiunti gli si confondono sempre più nella mente.
Rifiuta la badante, rifiuta la decisione della figlia Anne che gli riferisce di volersi
traferire a Parigi con il suo compagno. Un giorno Anthony trova un uomo intento a
leggere il giornale nel salotto di casa sua, pronto a sostenere di essere il padrone di
casa e il marito di Anne. La mente dell’uomo si confonde sempre più, si affollano i
ricordi di una figlia con cui non parla da lungo tempo (ma forse questa figlia è
morta?), le immagini di un incidente, quelle di una casa di cura, ogni frammento è
confuso tra realtà e dolorosa fantasia. Tratto dal testo teatrale di Zeller, Oscar a
Hopkins quale migliore interprete e per la migliore sceneggiatura non originale a
Zeller e a Christopher Hampton. Durata 97 minuti.
(Nazionale sala 1 V.O.)
The human voice –
Drammatico. Regia di Pedro Almodovar, con Tilda Swinton. Una
donna sta aspettando che l’ex amante passi a ritirare le valigie che lei ha preparato per
lui. L’amore è finito, resta solo il tempo dell’attesa. Con lei c’è un cane, anche lui
abbandonato e in attesa del suo padrone. La donna esce di casa per comprare un’ascia
e una tanica di benzina: si prepara a distruggere le cose del suo uomo, aspettando la
chiamata che metterà fine al rapporto. Quando il telefono squilla, la donna,
risvegliatasi da un sonno profondo causato dalle pillole, inizia un monologo disperato
che la porta dall’ansia alla supplica, dalla rabbia alla rivalsa e infine al fuoco
purificatore che distrugge lo stesso set in cui il film è stato girato. Liberamente tratto
dal dramma di Cocteau. Durata 30 minuti.
(Centrale V.O., Eliseo Blu, Greenwich
Village sala 3 V.O.)
Un altro giro –
Drammatico. Regia di Thomas Vinterberg, con Mads Mikkelsen.
Martin, un insegnante di scuola superiore, scopre che i suoi studenti, i suoi coetanei e
persino sua moglie lo trovano noioso, apatico, cambiato. Non è sempre stato così: è
stato un docente brillante e un compagno appassionato, quando era più giovane, ma
ora è come spento. D’accordo con i colleghi e amici Tommy, Nicolaj e Peter, decide
allora di cominciare, insieme a loro, a bere regolarmente ogni giorno, per supplire
alla carenza di alcol che l’uomo si porta dietro dalla nascita, secondo la teoria del
norvegese Finn Skårderud. L’esperimento, che ha anche un’aspirazione scientifica,
​comincia subito a dare i primi frutti e Martin torna ad essere un apprezzato
insegnante, davvero speciale. Ma gli amici rilanciano, aumentando il tasso alcolico e
le cose prendono un’altra piega. Oscar 2021 per il miglior film in lingua straniera.
Durata 116 minuti.
(Ambrosio sala 1, Classico, Eliseo Grande, The Space Torino
sala 4, Uci Lingotto sala 7 e sala 9, The Space Le Fornaci sala 7)

Oggi al cinema

/

Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Babyteeth – Tutti i colori di Milla – Drammatico. Regia di Shannon Murphy, con Eliza Scanien , Toby Wallace e Ben Mendelsohn. Quando Milla Finlay, adolescente vittima di una grave malattia, si innamora del giovane spacciatore Moses, si avvera il peggior incubo dei suoi genitori. Ma poiché il primo incontro con l’amore fa nascere in lei una nuova gioia di vivere, le cose si fanno confuse e Milla mostra a tutti coloro che gravitano attorno a lei come vivere quando non si ha niente da perdere. Quello che sarebbe potuto essere un disastro per la famiglia Finlay la spinge al contrario a lasciarsi andare e a trovare la grazia nel meraviglioso caos della vita. Durata 118 minuti. (Greenwich Village sala 1 e sala 2)

 

Il concorso – Drammatico. Regia di Philippa Lowthorpa, con Keira Knightley e Greg Kinnear. Londra, 1970, ventesima edizione del concorso di Miss Mondo, alcune rappresentanti del Movimento di Liberazione della donna irrompono sul palcoscenico della Royal Albert Hall a rivendicare i propri diritti e a prendere a schiaffi l’ospite maschio della serata, l’attore americano Bob Hope: capitanate dalla agguerrita Sally Alexander. Una diretta in Mondovisione che fece scalpore, l’opinione pubblica messa di fronte a problemi da sempre volutamente ignorati. La vincitrice di quell’edizione sarà Jennifer Hosten, la prima donna di colore. Durata 106 minuti. (Romano sala 2)

 

Corpus Christi – Drammatico. Regia di Jan Komasa. Daniel è chiuso in riformatorio, colpevole di vari reati. Il suo desiderio è sempre stato quello di farsi sacerdote ma il suo passato glielo ha impedito. Tuttavia, quando la direzione lo manda, in permesso di lavoro, in un luogo lontano da quello dove ha sempre vissuto, si finge prete, immediatamente creduto tale dall’intera popolazione: andrà a sostituire in quell’occasione il parroco e la propria vocazione sembrerà realizzata. Film di enorme successo in patria, è una produzione polacca, e pluripremiato. Durata 115 minuti. (Centrale V.O.)

 

Due – Drammatico. Regia di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukova e Martine Chevalier. Siamo in una piccola città della provincia francese, due donne circa settantenni vivono nella stessa casa, sullo stesso pianerottolo e da molti anni, all’insaputa di tutti, portano avanti la loro relazione. Nina e Madeleine, un viaggio a Roma progettato, la vendita di un appartamento, la disperazione di Madeleine all’idea di dover confessare ai figli la sua partenza (definitiva?). Verità a lungo nascoste che vengono a galla, decisioni nascoste, sotterfugi, una crepa nella vecchia passione, una malattia che scoppia a minare un solido rapporto. Candidato dalla Francia come miglior film straniero. Durata 95 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Fino all’ultimo indizio – Thriller. Regia di John Lee Hancock, con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto. I primi due sono poliziotti, Washington è finito in un dipartimento di provincia, spinto dai superiori ad andare in pensione, e si porta appresso un angoscioso segreto, Malek sogna una carriera di successi in primo luogo la cattura di un serial killer che a Los Angeles, negli anni Novanta, sta uccidendo barbaramente giovani donne. Leto è il sospettato, già coinvolto in un caso di omicidio anni prima, che non perde occasione per schernire il vecchio detective e condurlo nelle indagine dove più gli piace. Sospettato o davvero autore materiale degli omicidi? Colpi di scena e finale a sorpresa. Durata 128 Minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Minari – Commedia drammatica. Regia di Lee Isaac Chung. Gran premio della Giuria al Sundance Festival, Golden Globe 2021 per il miglior film straniero e Oscar alla miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-Jeong. Un’opera autobiografica, la storia del piccolo David, un bambino nato e cresciuto in una famiglia coreana emigrata negli Stati Uniti, anch’essa ad inseguire il sogno americano (un nuovo lavoro per il padre), la ricerca di altri luoghi e un altro viaggio, dalla California all’Arkansas intrapreso negli anni Ottanta, l’arrivo della nonna dalla Corea, una anziana donna con abitudini e un modo di vivere completamente diverso da quello del piccolo David. Durata 115 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 1, Classico anche V.O., Eliseo Grande, Romano sala 1)

 

Rifkin’s Feestival – Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti. Sue è al Festival di San Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin, professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista, affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire, amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente. Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista, dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai scomparso per l’antico cinema classico. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Greenwich sala1 e sala 2, Romano sala 3)

 

Stitches – Un legame privato – Drammatico. Regia di Miroslav Terzic, con Snezana Bogdanovic. Tratto da un fatto realmente accaduto. La storia di Ana, una sarta di Belgrado, al momento del parto si vede sottrarre il figlio, le dicono che è morto e non le indicano il luogo di sepoltura. Per vent’anni Ana combatte contro l’ospedale e i medici e la polizia, cercando di far luce su quanto è successo. L’incontro con una donna l’aiuta a comprendere parecchie cose, a sostenere ancor di più la propria convinzione che suo figlio non era davvero morto. Durata 105 minuti. (Centrale V.O.)

 

The human voice – Drammatico. Regia di Pedro Almodovar, con Tilda Swinton. Una donna sta aspettando che l’ex amante passi a ritirare le valigie che lei ha preparato per lui. L’amore è finito, resta solo il tempo dell’attesa. Con lei c’è un cane, anche lui abbandonato e in attesa del suo padrone. La donna esce di casa per comprare un’ascia e una tanica di benzina: si prepara a distruggere le cose del suo uomo, aspettando la chiamata che metterà fine al rapporto. Quando il telefono squilla, la donna, risvegliatasi da un sonno profondo causato dalle pillole, inizia un monologo disperato che la porta dall’ansia alla supplica, dalla rabbia alla rivalsa e infine al fuoco purificatore che distrugge lo stesso set in cui il film è stato girato. Liberamente tratto dal dramma di Cocteau. Durata 30 minuti. (Ambrosio sala 2 V.O., Centrale V.O., Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3 V.O.)

 

Oggi al cinema

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Le trame dei film in uscita nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

Corpus Christi – Drammatico. Regia di Jan Komasa. Daniel è chiuso in riformatorio, colpevole di vari reati. Il suo desiderio è sempre stato quello di farsi sacerdote ma il suo passato glielo ha impedito. Tuttavia, quando la direzione lo manda, in permesso di lavoro, in un luogo lontano da quello dove ha sempre vissuto, si finge prete, immediatamente creduto tale dall’intera popolazione: andrà a sostituire in quell’occasione il parroco e la propria vocazione sembrerà realizzata. Film di enorme successo in patria, è una produzione polacca, e pluripremiato. Durata 115 minuti. (Centrale anche V.O.)

 

Due – Drammatico. Regia di Filippo Meneghetti, con Barbara Sukova e Martine Chevalier. Siamo in una piccola città della provincia francese, due donne circa settantenni vivono nella stessa casa, sullo stesso pianerottolo e da molti anni, all’insaputa di tutti, portano avanti la loro relazione. Nina e Madeleine, un viaggio a Roma progettato, la vendita di un appartamento, la disperazione di Madeleine all’idea di dover confessare ai figli la sua partenza (definitiva?). Verità a lungo nascoste che vengono a galla, decisioni nascoste, sotterfugi, una crepa nella vecchia passione, una malattia che scoppia a minare un solido rapporto. Candidato dalla Francia come miglior film straniero. Durata 95 minuti. (Nazionale sala 1)

 

Fino all’ultimo indizio – Thriller. Regia di John Lee Hancock, con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto. I primi due sono poliziotti, Washington è finito in un dipartimento di provincia, spinto dai superiori ad andare in pensione, e si porta appresso un angoscioso segreto, Malek sogna una carriera di successi in primo luogo la cattura di un serial killer che a Los Angeles, negli anni Novanta, sta uccidendo barbaramente giovani donne. Leto è il sospettato, già coinvolto in un caso di omicidio anni prima, che non perde occasione per schernire il vecchio detective e condurlo nelle indagine dove più gli piace. Sospettato o davvero autore materiale degli omicidi? Colpi di scena e finale a sorpresa. Durata 128 Minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Minari – Commedia drammatica. Regia di Lee Isaac Chung. Gran premio della Giuria al Sundance Festival, Golden Globe 2021 per il miglior film straniero e Oscar alla miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-Jeong. Un’opera autobiografica, la storia del piccolo David, un bambino nato e cresciuto in una famiglia coreana emigrata negli Stati Uniti, anch’essa ad inseguire il sogno americano (un nuovo lavoro per il padre), la ricerca di altri luoghi e un altro viaggio, dalla California all’Arkansas intrapreso negli anni Ottanta, l’arrivo della nonna dalla Corea, una anziana donna con abitudini e un modo di vivere completamente diverso da quello del piccolo David. Durata 115 minuti. (Eliseo Blu, Nazionale sala 2)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 1 e sala 2 V.O., Classico anche V.O., Eliseo Grande, Romano sala 1)

 

Pieces of a woman – Drammatico. Regia di Kornél Mundruczò, con Vanessa Kirby, Shia LaBeouf e Ellen Burstyn. Coppa Volpi alla Kirby per la migliore interpretazione femminile e candidatura all’Oscar. L’attesa di Martha e la nascita della bambina che ne segue, l’arrivo di un’ostetrica che non è quella che l’ha sempre seguita, l’arresto cardiaco della piccola e la morte che ne segue. Nei mesi successivi la relazione tra Martha e Sean inizia a risentire della disgrazia che li ha colpiti, i loro sentimenti si affievoliscono e l’uomo allaccia un nuovo rapporto con una cugina di Martha, iniziando, dopo sette anni di sobrietà, a riassumere cocaina. Sean si allontanerà dalla donna che ha amato: Martha tuttavia saprà ricostruirsi un futuro, avrà accanto una nuova bambina. Durata 128 minuti. (Ambrosio sala 3)

 

Rifkin’s Festival – Commedia. Regia di Woody Allen, con Wallace Shawn, Gina Gershon, Louis Garrel e Christoph Waltz. Durata 92 minuti. Sue è al Festival di San Sebastian per il suo lavoro di addetto stampa cinematografico e Mort Rifkin, professore in pensione, l’ha seguita per un periodo di riposo. Coinvolti dalla bellezza del paese e dalla magia del cinema, Sue inizia una relazione con un giovane regista, affascinante, e Mort, colpito dall’inaspettata avventura della moglie, comincia ad avvertire problemi cardiaci. Reali o non, Mort si precipita immediatamente dal medico: che ha le sembianze della bella Jo, un matrimonio in bilico da gestire, amante dei classici, il piacere di scoprire parecchie affinità con il suo nuovo cliente. Se da un lato si consolida la passione che s’è creata tra Sue e il giovane regista, dall’altra Mort riscopre il senso della vera amicizia e un amore in fondo mai scomparso per l’antico cinema classico. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu e Rosso, Greenwich sala1, Romano sala 2)

 

Sesso sfortunato o folle porno – Commedia. regia di Radu Jude, con Alexandru Ptocean e Katia Pascarin. Film vincitore dell’Orso d’oro alla 71ma Berlinale. La storia di Emi, nella Bucarest di oggi, una professione di insegnante che corre il rischio di essere distrutta quando un filmino sexy, girato amatorialmente con il marito, finisce in rete. Il film, diviso in capitoli, vede prima l’esposizione esplicita delle immagini incriminate e la donna che tenta inutilmente di cancellarle e di far sì che non diventino virali, poi la cronistoria – attraverso altri filmati –  raccontata documentaristicamente dei “peccati” che ieri come oggi hanno travolto il territorio e la vita della Romania. In ultimo il processo scolastico a cui Emi deve sottostare, la lotta contro il proprio licenziamento, l’affermazione della libertà di due persone nel proprio intimo. Tutto girato in piena pandemia cosicché il regista ha deciso di far girare ogni scena con gli attori provvisti di mascherina. Durata 106 minuti. (Massimo sala Cabiria V.O.)

 

Un divano a Tunisi – Commedia. Regia di Manele Labidi Labbé, con Goishifteh Farahani. Selma è una giovane psicanalista, dal carattere forte, è sempre vissuta a Parigi con il padre: un bel giorno decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, dove conta di aprire uno studio privato tutto suo. Ma il suo ottimismo dovrà scontrarsi fin da subito con la diffidenza di chi gli sta intorno, anche la sua famiglia le è contraria, per lo meno scettica di avere sopra il proprio appartamento uno studio di psicanalista. Davanti alla porta, in coda, un variegato panorama di esseri umani, ciascuno con i propri problemi da raccontare. Durata 87 minuti. (Romano sala 3)

Oggi al cinema

Le trame dei film della settimana nei cinema di Torino 

A cura di Elio Rabbione

 

Bad Luck Banging or Loony Porn – Commedia. regia di Radu Jude, con Alexandru Ptocean e Katia Pascarin. Film vincitore dell’Orso d’oro alla 71ma Berlinale. La storia di Emi, nella Bucarest di oggi, una professione di insegnante che corre il rischio di essere distrutta quando un filmino sexy, girato amatorialmente con il marito, finisce in rete. Il film, diviso in capitoli, vede prima l’esposizione esplicita delle immagini incriminate e la donna che tenta inutilmente di cancellarle e di far sì che non diventino virali, poi la cronistoria – attraverso altri filmati –  raccontata documentaristicamente dei “peccati” che ieri come oggi hanno travolto il territorio e la vita della Romania. In ultimo il processo scolastico a cui Emi deve sottostare, la lotta contro il proprio licenziamento, l’affermazione della libertà di due persone nel proprio intimo. Tutto girato in piena pandemia cosicché il regista ha deciso di far girare ogni scena con gli attori provvisti di mascherina. Durata 106 minuti. (Massimo sala Cabiria, Nazionale sala 2)

 

Mank – Drammatico. Regia di David Fincher, con Gary Oldman e Amanda Seyfried. Premio Oscar per le migliori scenografie e per la miglior fotografia. Il cinema dentro il cinema, il cinema che si racconta, il cinema che parla (forse troppo) di sé e di tanto in tanto si nega alla comprensione (immediata) del pubblico. Un cinema per cinefili incalliti, insomma. E un po’ freddini. Come, a parere di chi scrive queste note, un po’ fredda è rimasta tutta quanta l’operazione, dove nemmeno un grande attore come Oldman riesce a brillare, pomposo, sempre maledettamente eguale, con gli stessi tic, incerto su che strada prendere. Con il sacrosanto diritto di dividerlo, quel pubblico, con l’intera critica, in affascinati e scontenti. La storia di “Quarto Potere”, sconquassata, messa a gambe all’aria, il “film più importante del cinema moderno” messo al muro (una bufera nel 1971!) per essere fucilato da Pauline Keel (la critica cinematografica statunitense che dettava legge, che faceva il bello e il cattivo tempo, che venne licenziata da una rivista – stando alle notizie in rete – per aver ribattezzato nel 1966 “Tutti insieme appassionatamente” (ohibò) con il titolo “Tutti insieme piagnucolosamente”), secondo la cui opinione quel sacrosanto titolo apparteneva più al suo sceneggiatore Herman J. Mankiewicz (capace di portarsi a casa nel ’42 l’unico Oscar per la miglior sceneggiatura originale alla faccia delle nove candidature) che al proprio regista Orson Welles. Oggi Fincher (“Alien”, “Seven”, “The Social Network”) riprende in mano una sceneggiatura firmata anni fa dal padre e attraverso l’insuperabile bianco e nero di Erik Messerschmidt racconta il travagliato evolversi di quel film, l’incidente di Mankiewicz e la sua forzata permanenza a letto in compagnia della fidata bottiglia, le continue lotte con l’autore, le pressioni esterne, il mondo della Mecca del cinema. Il risultato è opaco, ma comunque il film è vedibile da quanti vorranno darsi una bella ripassata su quegli anni più o meno d’oro. Durata 131 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo Blu, Romano sala 1)

 

Minari – Commedia drammatica. Regia di Lee Isaac Chung. Gran premio della Giuria al Sundance Festival, Golden Globe 2021 per il miglior film straniero e Oscar alla miglior attrice non protagonista, Yoon Yeo-Jeong. Un’opera autobiografica, la storia del piccolo David, un bambino nato e cresciuto in una famiglia coreana emigrata negli Stati Uniti, anch’essa ad inseguire il sogno americano (un nuovo lavoro per il padre), la ricerca di altri luoghi e un altro viaggio, dalla California all’Arkansas intrapreso negli anni Ottanta, l’arrivo della nonna dalla Corea, una anziana donna con abitudini e un modo di vivere completamente diverso da quello del piccolo David. Durata 115 minuti. (Eliseo Rosso, Nazionale sala 1)

 

Nomadland – Drammatico. Regia di Chloe Zhao, con Frances McDormand e David Strathairn. Leone d’oro alla Mostra di Venezia e vincitore di tre premi Oscar, miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista. La storia di Fern, una donna sessantenne, alle prese con la crisi economica che ha colpito la sua piccola città, Empire nel Nevada, un’economia che sino ad ora si era basata sulla produzione del cartongesso. Un’altra sciagura l’ha colpita, la morte del marito: la donna abbandona tutto, carica ogni suo avere su un furgone e si mette in viaggio, solitaria e libera, alla ricerca di una nuova vita, di paese in paese, tra piccoli lavori che di volta in volta riesce a fare, tra gli incontri nuovi cui va incontro, nomade. Una nuova esistenza, un lutto da elaborare, nuovi paesaggi in cui cercare la tranquillità e la pace. Non più sola soprattutto, la nascita di nuove comunità, con lei altre mille case viaggianti, tutte alla ricerca di un futuro. Il nuovo sogno americano, un altro, che guarda a quello di Lee Isaac Chung, quello degli anni Duemila, una nuova filosofia di vita. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 1 e sala 2, Classico, Eliseo Grande, Romano sala 2)

 

Un divano a Tunisi – Commedia. Regia di Manele Labidi Labbé, con Goishifteh Farahani. Selma è una giovane psicanalista, dal carattere forte, è sempre vissuta a Parigi con il padre: un bel giorno decide di tornare nella sua città d’origine, Tunisi, dove conta di aprire uno studio privato tutto suo. Ma il suo ottimismo dovrà scontrarsi fin da subito con la diffidenza di chi gli sta intorno, anche la sua famiglia le è contraria, per lo meno scettica di avere sopra il proprio appartamento uno studio di psicanalista. Davanti alla porta, in coda, un variegato panorama di esseri umani, ciascuno con i propri problemi da raccontare. Durata 87 minuti. (Romano sala 3)