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mi sa che attualmente è più importante apparire che risolvere

La tattica del tirare a campare diventa strategia

in POLITICA
Da piccolo frequentavo anche le scuole di partito. Quelle che si svolgevano in sezione erano un po’ noiose. Ma ci toccava . Sicuramente quando si andava a Faggeto Lario era un’altra cosa. Dopo Como, in una villa di proprietà del partito, il PCI,  con aule refettorio e persino sala giochi e piccola spiaggetta dove prendere bagni di sole e d’acqua. Dopo aver fatto il proprio dovere… Ovviamente cioè dopo aver studiato e ci interrogavano pure . Pensate un po’, anche i relativi approfondimenti serali. E nelle occasioni speciali si trovava l’amore. Studio e vacanze insieme a fugaci ma appaganti amori. Chi parlava di indottrinamento chi di formazione. Si leggeva, si parlava e se volete ci si annoiava anche. Sono cose che sarebbero ritornate. Come al liceo, dove non mi entrava fisica o mate che anni dopo mi sarebbe stata utile e solo dopo l’avrei capito. Mi rendo conto che il sapere e la conoscenza tanto di moda non sono ultimamente.  In quegli anni mi spiegavano la diversità tra tattica e strategia. La tattica era fatta di  atti di carattere particolare per realizzare un insieme che veniva chiamato strategia. I singoli atti  potevano non essere coerenti tra loro. Strategia per raggiungere degli obbiettivi. Nessuna dissertazione filosofica, solo una questione di metodo. E del resto, si sa, più un metodo è coerente più è efficace. Ora (ammetto) non mi raccapezzo più. Avrò categorie interpretative obsolete. Ma non capisco proprio. Partiamo da Salvini e dalla Tav. Ha una sua personale commissione che gli ha relazionato. Costa di più non farla che farla. Dunque? La commissione di Toninelli è una colossale presa in giro. Salvini come si sa è vicepresidente del Consiglio di un governo che ha costituito una commissione considerata inutile e dunque dannosa.
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Ma mi sa che attualmente è più importante apparire che risolvere. Poi con il gioco delle tre carte il Matteo Salvini è un campione se non il campione assoluto  del mondo. Così sull’autorizzazione a procedere. Prima mi processino pure non ho paura. Poi: ma non esiste proprio. Ora se tutto va bene ci vorranno due mesi per decidere ed intanto si avvicinano le elezioni. Ossequiosi i pentastellati partono dicendo prima si e poi autodenunciandosi come governo virano verso il no. Coerenza docet. Ed aggiungo: la classe non è acqua. Il Matteo gli ha fatto presente che se votavano no saltava il governo. E loro “mai e poi mai che perdiamo il posto faticosamente guadagnato”. E neanche poi molto all orizzonte Laura Castelli, la sottosegretaria che dovrebbe rappresentare noi torinesi. Dopo innumerevoli sforzi è riuscita ha raggiungere Appendino e Raggi. Finalmente anche lei ha il suo rinvio a giudizio. Si va a vedere il perché. Squallido ed indicativo che altre venti persone siano con lei indagate. Si fanno illazioni su che tipo di rapporto sia esistito tra una giovane candidata del Pd e Piero Fassino. I commenti sono disgustosamente eloquenti . Io in questo caso non sono garantista: li considero colpevoli. Ma (almeno in questo caso) non è colpa di Matteo Renzi. 
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E forse, dico forse, qualche responsabilità ce l’ha un certo Beppe Grillo di professione comico. Oramai superato se le trasmissioni a lui dedicate fanno flop. E il solerte Freccero ha già individuato il colpevole: Fabio Fazio.  Che c entra? Francamente mi sfugge, ma almeno la faccia di Freccero è salva. Ammesso che una faccia l’abbia. Lui prima craxiano, poi alla Corte di Silvio Berlusconi.  Ora nella Corte del Beppe. Ma tra i cortigiani manca il Principe di machiavelliana memoria. Diciamocelo, manca il governo del Paese.  Precisamente manca un tentativo di governo. Hanno un sola stella polare: tirare a campare. Così i dati Istat del passato  registravano che la crescita era prodotta da un governo truffaldino ed ora? Il governo subisce la recessione. Bene,  può sembrare incredibile ma simile castroneria e stata detta da  Luigi di Maio Vice presidente del consiglio che cinque giorni fa annunciava il nuovo Boom economico. Senza pudore. Sono sicuramente curioso di come verranno studiati questi anni di totale approssimazione. Anzi sono sicuro che già qualcuno sta studiando e soprattutto classificando le varie affermazioni fatte. Affermazioni neppure pensate ma immediatamente pubblicate su Facebook ecc. Sulla questione  Tav poi Toninelli vieta al Presidente Ponti di relazionare alla commissione trasporti.  Hanno paura e sono nel marasma più totale. Matteo Salvini a Chiomonte pro Tav. Loro sono nel caos e noi ne paghiamo le conseguenze. Più che io ad essere inadeguato sono loro. E tutto questo anche perché  sono andati dietro ad un Comico come Grillo, sul viale del tramonto. Ed anche qui siamo noi che ne pariamo le conseguenze. Mi rendo conto che in verità ho capito ma non accetto. Qualcosa si deve fare per far si che non nuocciano ancora a noi italiani, a noi torinesi.
Patrizio Tosetto
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