ECONOMIA

Fiera Peperone, Coppa: “Esempio virtuoso”

FIERA NAZIONALE DI CARMAGNOLA: DAL PRODOTTO AGRICOLO A PATRIMONIO DELLA FILIERA GASTRONOMICA E TURISTICA PIEMONTESE

 

 

Torino, 29 giugno 2026 – «Desidero rivolgere i più sinceri complimenti agli organizzatori e a tutti gli operatori che rendono possibile la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola. Quella che era nata molti decenni fa come un’espressione di paese è cresciuta fino a diventare un grande evento nazionale, capace di attrarre un pubblico sempre più ampio e qualificato».

Così Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, alla presentazione della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, promossa dal Comune di Carmagnola e organizzata da SGP Grandi Eventi, in programma dal 28 agosto al 6 settembre 2026, di cui Ascom Confcom Torino è partner. 

 

«La Fiera – prosegue Coppa – ha saputo costruire intorno al peperone un’immagine forte e identitaria, trasformando un prodotto autentico in uno strumento efficace di promozione territoriale. Il peperone di Carmagnola è un pilastro della tradizione culinaria piemontese: basti pensare ai peperoni con la bagna cauda, uno dei piatti simbolo più amati della nostra cucina».

La manifestazione, considerata la più importante fiera italiana dedicata a un singolo prodotto agricolo, rappresenta oggi un appuntamento di rilievo per la valorizzazione dell’agroalimentare piemontese e nazionale.

«Questa fiera – conclude Coppa – è un esempio virtuoso di come, facendo davvero sistema, con una visione condivisa, scelte coraggiose e capacità di superare punti di vista diversi, si possa trasformare un prodotto del territorio in un patrimonio per l’intera filiera gastronomica piemontese e per il turismo regionale».

Le Gru XXL, da domani più grande con un investimento di più di 80 milioni di euro

Prezzo del latte: intesa positiva, ma servono quotazioni più vicine ai costi di produzione

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Intesa positiva al Ministero dell’Agricoltura sul prezzo del latte alla stalla per il semestre luglio-dicembre 2026. L’accordo prevede una progressiva crescita delle quotazioni: 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre e 50 centesimi per novembre e dicembre. Le produzioni eccedenti i volumi del 2025 saranno invece oggetto di trattativa diretta tra produttori e aziende acquirenti.

L’accordo rappresenta un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti e offre un riferimento per il mercato in una fase caratterizzata da forte volatilità. Tuttavia, permane il problema dei costi di produzione, che in molte aziende risultano ancora superiori ai prezzi fissati dall’accordo.

Confagricoltura Piemonte evidenzia che la stabilità è un elemento positivo, ma resta necessario continuare a lavorare affinché agli allevatori venga riconosciuto un prezzo in grado di garantire la sostenibilità economica delle imprese, chiamate a sostenere investimenti sempre più importanti sul fronte della qualità, del benessere animale e della sostenibilità ambientale.

Confartigianato Imprese: bene stop al blocco Euro 5 diesel

«Il pacchetto di misure illustrate dalla Regione Piemonte, grazie alle quali verrà scongiurato il blocco autunnale dei veicoli diesel Euro 5 è un’ottima notizia, che dimostra che è possibile contrastare l’inquinamento senza penalizzare gli artigiani ( e i cittadini) per i quali i mezzi di trasporto rappresentano uno strumento di lavoro. Finalmente vediamo affrontare il problema ambientale non solo con interventi sul traffico veicolare ma anche sul versante dell’agricoltura e degli impianti di riscaldamento, in particolare gli incentivi per la manutenzione di quelli più vetusti.  Ma, soprattutto, applaudiamo ad una scelta politica che supera l’atteggiamento meramente punitivo e pretenziosamente “educativo” nei confronti degli imprenditori e dei lavoratori che utilizzano il mezzo privato per necessità e che non sempre dispongono delle risorse per sostituirlo con veicoli più “green”».

GIORGIO FELICI E CARLO NAPOLI (CONFARTIGIANATO IMPRESE PIEMONTE)

A Doha Città di Torino, Politecnico e Compagnia di San Paolo rafforzano il dialogo con il Qatar

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Prosegue a Doha la missione istituzionale congiunta della Città di Torino, del Politecnico di Torino e della Compagnia di San Paolo, che ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare le relazioni con le principali istituzioni del Qatar nei settori della cultura, dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo urbano, organizzata con il supporto dell’Ambasciatore d’Italia in Qatar, Paolo Toschi, che ha accompagnato e favorito lo sviluppo del programma di incontri istituzionali.

La delegazione, composta dal Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, dal Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati e dal Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli, ha incontrato la Sceicca Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, presidente di Qatar Museums e figura di riferimento della politica culturale del Paese, con la quale è stato proseguito un approfondito confronto sulle opportunità di collaborazione tra Doha e Torino nel campo dell’arte, della cultura, della creatività e dell’innovazione culturale.

Nel corso dell’incontro sono state esplorate le possibilità di sviluppare progettualità comuni tra le istituzioni culturali del Qatar e quelle torinesi, valorizzando le eccellenze della città nel campo museale, universitario, artistico e della produzione culturale contemporanea. Particolare attenzione è stata dedicata alla grande iniziativa che Qatar Museums inaugurerà alla fine del mese di ottobre con un’importante esposizione dedicata a Giuseppe Penone, uno dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana e tra i principali esponenti dell’Arte Povera. In tale occasione, la Città di Torino, il Politecnico di Torino e la Compagnia di San Paolo sono stati invitati a presentare l’esperienza torinese quale modello internazionale di integrazione tra cultura, innovazione, ricerca, tecnologia e sviluppo sociale. La missione ha inoltre consentito di consolidare la collaborazione accademica tra il Politecnico di Torino e la Hamad Bin Khalifa University.

Durante l’incontro tra il Rettore Stefano Corgnati e il Presidente dell’Università, Ahmad M. Hasnah, sono stati definiti i prossimi passi per l’attivazione di un double degree e del nuovo Bachelor’s Degree in Aerospace Engineering, consolidando ulteriormente i rapporti scientifici e formativi tra i due Atenei.

La missione è proseguita con l’incontro istituzionale con il Ministro della Municipalità del Qatar, Abdullah bin Hamad Al-Attiyah, nel corso del quale sono stati approfonditi i possibili ambiti di collaborazione nei servizi pubblici locali, nella sicurezza alimentare, nella sostenibilità urbana e nella gestione del ciclo dei rifiuti, valorizzando le competenze scientifiche, tecnologiche e industriali sviluppate dal sistema torinese e individuando possibili opportunità di cooperazione tra le rispettive istituzioni.

“Torino sta costruendo un modello di sviluppo nel quale cultura, innovazione, università e ricerca rappresentano elementi inscindibili. Il confronto con una realtà dinamica e internazionale come Doha conferma il valore di questa strategia e apre nuove prospettive di collaborazione tra le nostre istituzioni culturali, accademiche e scientifiche. La cultura rappresenta oggi uno straordinario motore di crescita economica, innovazione e coesione sociale e Torino vuole essere protagonista di questa sfida internazionale” dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo.

“Il Politecnico di Torino è oggi un hub internazionale capace di mettere in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica, design, cultura e creatività. È proprio questa capacità di contaminazione tra discipline diverse a rappresentare uno degli elementi di maggiore interesse emersi nel confronto con i nostri interlocutori qatarini. Le prospettive aperte da questa missione confermano il valore di un ecosistema nel quale università, istituzioni, fondazioni e mondo culturale collaborano per trasformare la ricerca e la conoscenza in opportunità concrete di innovazione, sviluppo e crescita internazionale”, afferma il Rettore Stefano Corgnati.

“La collaborazione tra istituzioni rappresenta uno dei principali punti di forza del sistema Torino. Cultura, ricerca, formazione e innovazione costituiscono un patrimonio comune che può generare opportunità di respiro internazionale. Il dialogo consolidato a Doha conferma l’interesse verso un modello che mette in rete competenze, investimenti e progettualità per produrre sviluppo culturale, economico e sociale” sottolinea il Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli.

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Credito in agricoltura, Bongioanni: «Nuovo bando»

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L’assessorato al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e Parchi della Regione Piemonte guidato da Paolo Bongioanni ha stanziato per l’anno 2026 la somma di 1 milione e 850mila euro destinata a coprire parte degli interessi sostenuti dalle imprese agricole singole, associate e cooperative che hanno contratto per il 2026 prestiti bancari per esigenze di conduzione aziendale.

 

Ne dà l’annuncio lo stesso assessore Bongioanni, che spiega: «È un impegno preso con le associazioni cooperative che abbiamo rispettato. Questo intervento costituisce un sostegno concreto alle nostre aziende e cooperative agricole per favorire il loro accesso al credito e aiutarle a disporre della liquidità necessaria per conseguire il loro obiettivo primario e immediato, cioè la produzione e la conduzione aziendale. Grazie ad esso, la Regione interviene sulla voce interessi con un contributo pari al 2% dell’ammontare del prestito per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina e 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Sono ben 327 le aziende agricole e cooperative agricole piemontesi che, nelle ultime edizioni dei rispettivi bandi, hanno potuto accedere a prestiti di conduzione per un importo complessivo che supera l’importante cifra di 91 milioni di euro. Sono molto orgoglioso di una misura che sostiene realmente i nostri imprenditori agricoli in un comparto quotidiano come quello del credito legato alla produzione, soggetto alle tante variabili del settore e che proprio per questo deve poter godere di tutte le certezze di liquidità».

 

Sono complessivamente 327 le aziende e cooperative agricole piemontesi che finora hanno potuto beneficiare del credito di conduzione erogato dalla Regione, generando un volume di prestiti di 91 milioni di euro: 276 gli imprenditori singoli e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli che hanno potuto accedere a prestiti per un importo di oltre 11 milioni di euro; e 51 le cooperative e altre forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli che hanno avuto accesso a prestiti per la conduzione aziendale per un importo di oltre 80 milioni di euro.

 

In questo nuovo bando, per poter essere ammessi al finanziamento l’importo del prestito di conduzione per le imprese singole, le società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli dev’essere compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 80.000,00. Per le cooperative agricole e per le forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli, la spesa massima ammissibile a finanziamento è calcolata con riferimento e in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.

 

Il bando è a questo link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/credito-conduzione.

 

Quello destinato a imprenditori singoli, società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 4 settembre 2026, mentre quello riservato a cooperative agricole e forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 31 dicembre 2026.

 

Business Match dei Ronchiverdi

Il 30 giugno all’ippodromo di Vinovo si terrà la sesta edizione

È tutto pronto a Torino per la sesta edizione del Business Match dei Ronchiverdi, fra trenta aziende di valenza nazionale, eccellenze piemontesi ma non solo, che il 30 giugno si sfideranno fino all’ultima idea imprenditoriale, nella splendida e inusuale cornice dell’ippodromo di Vinovo.

Sono diverse le New entry di aziende partner Ronchiverdi. Per fare un esempio basti citare il Parco Olimpico, che gestisce Inalpi Arena e Palavela, l’Auditorium del Lingotto Music e EA7 Emporio Armani, dall’inizio dell’anno Official Outfitter del Club, che ha preso in esclusiva tutti i settori sportivi. Massimo Di Conza (nella foto) è il Direttore Marketing

MM

Fondi europei, il Piemonte: “Servono procedure più semplici e risorse certe”

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Le priorità dell’industria italiana nel nuovo bilancio europeo: confronto tra Confindustria e istituzioni

Le prospettive delle politiche europee dedicate alla crescita economica, alla competitività del sistema industriale e alla coesione territoriale sono state al centro dell’incontro “Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività”, promosso da Confindustria e Confindustria Lombardia insieme a Confindustria Piemonte, Confindustria Valle d’Aosta e Confindustria Liguria.

L’appuntamento ha riunito i rappresentanti del sistema confindustriale delle quattro regioni del Nord-Ovest, parlamentari europei e rappresentanti delle istituzioni territoriali per analizzare le prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, lo strumento attraverso cui l’Unione Europea definisce priorità strategiche e risorse economiche per il nuovo ciclo di programmazione.

Il confronto si è concentrato in particolare sull’evoluzione della politica di coesione e sui futuri strumenti europei destinati a sostenere la competitività delle imprese, favorendo un dialogo diretto tra il mondo produttivo e i decisori politici in una fase decisiva del negoziato europeo.

“La politica di coesione è una componente essenziale della competitività dei sistemi produttivi e dei territori europei. Per questo – ha detto Annalisa Sassi, vicepresidente Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali – riteniamo sia cruciale preservarne risorse adeguate, certe e prevedibili, evitando contrapposizioni tra territori e settori produttivi. L’Europa deve continuare a investire nella crescita, nell’innovazione e nella coesione, coinvolgendo pienamente il sistema delle imprese nella definizione delle strategie di sviluppo”.

Nel corso dei lavori, Confindustria Piemonte ha ricordato come il Programma regionale Fesr 2021-2027 abbia coinvolto oltre 3.300 imprese piemontesi, mobilitando più di 400 milioni di euro. L’associazione ha inoltre evidenziato il valore del confronto costante con la Regione, ritenuto determinante per individuare le reali esigenze del tessuto produttivo e adeguare gli strumenti di sostegno all’evoluzione del contesto economico.

Partendo da questa esperienza, Confindustria Piemonte ha avanzato alcune proposte per il futuro della programmazione europea, chiedendo procedure più semplici, minori adempimenti burocratici, processi standardizzati, tempi istruttori più rapidi, stabilità delle risorse e un confronto permanente con il partenariato economico nella definizione dei bandi.

“Si devono semplificare le procedure, riducendo gli oneri documentali, standardizzare i processi e accelerare le istruttorie. Garantire certezza e stabilità delle risorse, con dotazioni prestabilite nel tempo per consentire la pianificazione degli interventi e degli investimenti, mantenere un dialogo costante con il partenariato per calibrare i bandi sui bisogni reali” ha sottolineato nel suo intervento Confindustria Piemonte.

L’associazione degli industriali piemontesi si è soffermata anche sul Fondo Europeo per la Competitività (Ecf), osservando come i migliori risultati siano stati ottenuti laddove gli strumenti sono risultati semplici e facilmente accessibili, mentre procedure più articolate hanno limitato la partecipazione soprattutto delle piccole e medie imprese.

Da qui la richiesta di rafforzarne il profilo industriale.

“Si deve dare all’Ecf una vocazione industriale, non solo di ricerca: deve accompagnare i progetti dall’idea fino al mercato, non fermarsi alla fase sperimentale. Ecco perché servirà cambiare i criteri di valutazione: misurare il successo dell’Ecf non in pubblicazioni o progetti avviati, ma in capacità produttiva, posti di lavoro creati e filiere rafforzate”.

La tavola rotonda con i presidenti delle Confindustrie del Nord-Ovest ha quindi messo in luce le priorità condivise dai territori, evidenziando il peso strategico di un’area che rappresenta una parte rilevante del manifatturiero italiano, dell’export e della capacità innovativa del Paese.

“La Lombardia, dal canto suo, non può arretrare: ridurre e accentrare i fondi di coesione significherebbe interrompere bruscamente progettualità e percorsi virtuosi avviati in maniera condivisa da istituzioni regionali e imprese interpretando la attuale programmazione per attuare una politica industriale personalizzata sul nostro modello di sviluppo” ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto avviato dal sistema Confindustria per contribuire alla definizione delle future politiche europee e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria italiana e garantire strumenti adeguati alle esigenze di sviluppo dei territori e delle imprese.

Per Francesco De Santis, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e lo Sviluppo, “In un contesto globale e geopolitico sempre più complesso e competitivo, l’Europa non può permettersi di perdere ulteriore terreno. Per questo, riteniamo che il prossimo QFP debba segnare una svolta rispetto al passato. L’impianto proposto dalla Commissione – con la scelta di porre la R&I al centro della strategia per la crescita dell’UE, potenziando il collegamento tra R&I e competitività – risponde a questi bisogni e presenta una portata strategica per il futuro dell’UE. Si tratta di un salto logico fondamentale: continuare a puntare sulla R&S, come fatto in questi anni dall’UE, ma con attenzione ai risultati, all’impatto, in termini di applicazione dei risultati”.

Casa, energia, Territorio: assemblea Confabitare

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Dal 26 al 28 giugno, i delegati di ottanta province italiane si riuniranno nel capoluogo piemontese a partire dalle ore 14:00 del 26, per discutere del nuovo Piano Casa, le strategie per affrontare l’emergenza abitativa, gli obiettivi della “Missione Clima 2030” e per un momento di formazione. Da venerdì 26 a domenica 28 giugno si svolgerà a Torino l’assemblea di Confabitare, associazione nazionale proprietari immobiliari, l’appuntamento annuale che riunisce tutti i presidenti delle sedi provinciali, storicamente ospitato a Bologna. La tre giorni torinese rappresenterà uno dei più importanti momenti di confronto annuale sui temi dell’abitare, mettendo al centro del dibattito politico e associativo le principali sfide che interessano i proprietari immobiliari e le amministrazioni locali. Al centro dei lavori assembleari ci sarà un’approfondita analisi del nuovo Piano Casa, arricchita dal resoconto delle audizioni parlamentari e ministeriali. Confabitare presenterà inoltre una serie di proposte operative concrete ideate per restituire fiducia ai piccoli proprietari e incentivare la reimmissione sul mercato della locazione degli appartamenti che oggi risultano sfitti. Ampio spazio sarà dedicato alla transizione ecologica e immobiliare nell’ambito della “Missione Clima 2030”, l’ambizioso progetto europeo che vede proprio la Città di Torino attivamente coinvolta e schierata in prima linea insieme ad altri otto comuni capofila coordinati dal Comune di Bologna. L’evento alternerà panel di discussione politica a sessioni di formazione interna, finalizzate a qualificare e aggiornare costantemente i servizi di consulenza offerti agli associati su tutto il territorio nazionale. L’Assemblea Nazionale di Confabitare inizia con Torino un percorso itinerante lungo la Penisola presso l’Hotel Holiday Inn Corso Francia, Piazza Massaua, 21.

Elon Musk e la moltiplicazione dei pani e dei pesci

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Di Gianluigi De Marchi *

 

Un mio amico abbastanza facoltoso possiede un bel patrimonio molto differenziato.

Beato lui, ha una lunga serie di BTP, un bel pacchetto di azioni italiane, alcuni ETF che investono in tutti i paesi del mondo e, dulcis in fundo, 9 appartamenti nel centro di Torino.

Non so per quale motivo la settimana scorsa ha deciso che non poteva restare con “solo” nove appartamenti, ma che doveva arrivare a 10 che è un numero bello rotondo, e dà immediatamente il senso di una ricchezza consistente…

Ha dato un’occhiata agli annunci immobiliari, poi ha deciso che era meglio attivarsi con un mediatore, esponendogli le proprie esigenze.

Vorrei un bell’appartamento in zona Crocetta, vicino ad un’area verde, comodo per i mezzi pubblici, se possibile con vista sulle Alpi, per investire; quindi preferirei che l’alloggio fosse già locato, per evitare la fatica di cercarmi un affittuario”.

Al mediatore non è parso vero: proprio da poche settimane aveva ricevuto l’incarico di vendere un appartamento prestigioso proprio alla Crocetta, ultimo piano con terrazza ampia, vista stupenda sulla Sacra di San Michele, lo Chaberton ed il Monte Rosa.

Lo ha immediatamente portato in visita: immobile molto elegante, ristrutturato da pochissimi mesi, rifiniture di lusso.

E quanto costa?” ha chiesto il mio amico.

Due milioni di euro” ha detto il mediatore.

Non certo poco, ma alla portata del mio amico, che ha chiesto: “E l’affitto a quanto ammonta?” Le spese condominiali sono alte?”

E così ha scoperto che l’affitto annuo era di 18.000 euro, con spese condominiali di 21.000 euro…

Naturalmente ha lasciato cadere ogni altra domanda, e per il momento ha rinunciato ad “arrotondare” le sue proprietà immobiliari.

Sembra strano, ma questa storia è, con altre cifre ma con le stesse proporzioni, realmente avvenuta sul mercato borsistico di New York pochi giorni fa: centinaia di migliaia di investitori hanno fatto la fila per sottoscrivere l’ultima nata in casa di Elon Musk, la società Space X, che ha per obiettivo quello di portare viaggiatori sulla Luna, su Marte ed anche oltre, come ha detto trionfante il finanziere americano.

 

 

Leggete bene le cifre: chi ha sottoscritto le azioni ha pagato la società duemilamiliardi di dollari (2.000.000.000.000 per capirci) per acquisire un’azienda che produce 18 miliardi di fatturato ed affronta costi per 21 miliardi di dollari!

Le stesse cifre (con qualche zero in più…) raccontate nella storia del mio amico; con una differenza.

Basta fare una semplice moltiplicazione per capire l’assurdità della situazione: chi investe lo fa per trarne un reddito o per accrescere il valore del capitale. Nel primo caso l’utile dovrebbe essere pari ad almeno 100 miliardi di dollari (un modesto 5% annuo…), nel secondo il prezzo dell’azione dovrebbe crescere dai 135 dollari in sede di offerta pubblica ad almeno 270 in un triennio.

Una “moltiplicazione dei pani e dei pesci” che solo il dio Elon è capace di promettere senza vergognarsi!