Saranno 1.636.491 i piemontesi interessati dall’esenzione dal bollo auto prevista dal provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri. La misura riguarderà 1.416.089 proprietari di automobili e 220.402 proprietari di motocicli.
L’impatto del provvedimento in Piemonte è stato illustrato al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino dal presidente della Regione Alberto Cirio, insieme al vicepresidente Maurizio Marrone e agli assessori Matteo Marnati e Andrea Tronzano.
L’esenzione, che entrerà in vigore nel 2027, riguarda le vetture con potenza fino a 80 kW, pari a 108,77 cavalli, e i motocicli. Il beneficio è previsto per un solo veicolo per cittadino; per le moto si applica qualora il proprietario non usufruisca già dell’esenzione per un’automobile.
«La macchina non è un lusso. È un bene primario, che serve per vivere e lavorare, e, come la casa, non deve essere tassata. Nei mesi scorsi come Regione avevamo preso di abolire questa tassa odiosa e oggi il governo, insieme alle Regioni, mantiene questo impegno, in maniera giusta, perché favorisce le famiglie e chi possiede un’utilitaria, e in maniera strutturale perché il provvedimento inizia nel 2027, ma vale per sempre», dichiara il presidente Cirio.
«È una misura che riguarda direttamente la vita quotidiana di tantissime famiglie piemontesi e interviene su una spesa che per molti è legata alla necessità di muoversi, lavorare e raggiungere i servizi», aggiunge il vicepresidente Marrone.
«Il numero così ampio delle esenzioni fotografa quanto estesa sarà la platea coinvolta dall’abolizione del bollo che entra nel vivo dei bilanci delle famiglie», sottolinea l’assessore Marnati.
«Per il Piemonte significa poter applicare la misura senza effetti sul bilancio regionale», evidenzia l’assessore Tronzano.
La quota maggiore dei beneficiari si concentra nella provincia di Torino, con 809.550 cittadini. Seguono Cuneo con 230.977, Alessandria con 163.717, Novara con 141.784, Asti con 85.159, Biella con 73.705, Vercelli con 66.757 e il Verbano-Cusio-Ossola con 64.842.
Secondo i dati diffusi dalla Regione, il risparmio complessivo per i cittadini piemontesi viene stimato in oltre 170 milioni di euro.
«I cittadini piemontesi risparmieranno oltre 170 milioni di euro – aggiunge il presidente Cirio – risorse che, come è previsto al comma 5 dell’articolo 2 del decreto approvato il governo ristorerà interamente alle Regioni, senza alcun impatto sul loro bilancio».
Un aiuto concreto per chi ha un’idea imprenditoriale ma non sa come muoversi tra fisco, burocrazia e adempimenti. Riparte dopo la pausa estiva “Chiedi al Commercialista”, il servizio gratuito promosso dall’Ordine dei Commercialisti di Torino e rivolto in particolare ai giovani che intendono avviare un’attività economica.
La novità di quest’anno è l’apertura di un nuovo sportello presso il PIU – Punto Informativo Unificato del Comune di Torino, dove sono già stati programmati tre appuntamenti: 8 ottobre, 12 novembre e 10 dicembre.
Il servizio si aggiunge agli sportelli già presenti all’Informagiovani, in diverse Biblioteche civiche torinesi e nei Comuni di Alpignano, Chieri, Ciriè, Moncalieri, Nichelino, Pinerolo e Rivoli.
A disposizione degli utenti ci sono oltre 100 commercialisti, che offrono gratuitamente colloqui individuali di circa mezz’ora su prenotazione. L’obiettivo è fornire un primo orientamento a chi vuole trasformare un progetto in un’attività imprenditoriale oppure ha già avviato un’impresa e deve affrontare nuove esigenze.
Dalla scelta della forma giuridica agli aspetti fiscali e amministrativi, lo sportello permette di chiarire i primi dubbi e comprendere quali passi compiere in un quadro normativo spesso complesso. Un sostegno che nel tempo ha incontrato una domanda significativa: negli ultimi dieci anni sono stati oltre 5.000 i cittadini che si sono rivolti al servizio.
Le sedi, le modalità di prenotazione e il calendario degli appuntamenti sono disponibili sul sito dell’Ordine dei Commercialisti di Torino. Per il nuovo sportello del PIU è possibile consultare la pagina del Comune di Torino.
Immagine generata con AI
Si prospetta un autunno complicato per le imprese piemontesi, strette tra gli effetti delle tensioni in Medio Oriente, il rincaro dell’energia e delle materie prime e le conseguenze di siccità e fenomeni meteorologici estremi. Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, la combinazione di questi fattori rischia di tradursi in nuovi aumenti dei costi di produzione, con particolare incidenza sulle attività energivore, sulla lavorazione dei metalli e sul comparto alimentare, a partire dal settore dolciario.
Le tensioni nell’area del Golfo rappresentano un ulteriore elemento di incertezza per gli approvvigionamenti. L’Italia importa infatti da quei Paesi il 56,6% del gasolio raffinato acquistato all’estero. Parallelamente, a maggio 2026 i prezzi di metalli e minerali utilizzati anche nella produzione di macchinari risultavano cresciuti del 39,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese, l’aumento delle spese per elettricità, gas e carburanti potrebbe comportare per famiglie e imprese italiane quasi 29 miliardi di euro di maggiori costi.
Per il Piemonte la stima è di 2,118 miliardi di euro, cifra che colloca la regione al quinto posto nazionale. L’impatto maggiore viene stimato in Lombardia, con 5,402 miliardi, seguita da Emilia-Romagna con 3,011 miliardi, Veneto con 2,952 e Lazio con 2,272 miliardi. Una situazione particolarmente delicata per le regioni a forte vocazione manifatturiera.
“L’escalation del costo del carburante e dell’energia non impatta solo sulle imprese energivore e sull’autotrasporto – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – ma ricadono a cascata su tutti i prodotti trasportati come ad esempio gli alimentari. Aumenti, quindi, che andranno ad aggiungersi ai costi delle materie prime”.
Alle difficoltà determinate dallo scenario internazionale si somma la situazione delle risorse idriche. In Piemonte le riserve vengono indicate sotto il 30%, mentre la necessità di ricorrere maggiormente all’irrigazione rischia di coincidere con una fase di carburanti più costosi. Confartigianato richiama inoltre la necessità di interventi strutturali sugli invasi e sulla manutenzione delle infrastrutture idriche.
“Il sommarsi di tensioni internazionali, mancata gestione del territorio e sostanziale miopia della classe dirigente dei paesi occidentali e dell’Europa crea un vortice perfetto per penalizzare la manifattura, spiega Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. La variabilità dei prezzi è diventata strutturale, e questo danneggia le strategie aziendali. Le imprese artigiane si trovano davanti a un bivio: ritoccare i listini, con il rischio di penalizzare ulteriormente i consumatori, oppure lavorare in perdita mantenendo però intatta la qualità, che resta il nostro tratto distintivo. Il tutto con una crescente azione predatoria da parte della pubblica amministrazione ed un aumento costante della burocrazia”.
Il rischio indicato dall’associazione è quindi quello di una progressiva compressione dei margini delle piccole imprese: assorbire gli aumenti significa ridurre la redditività, mentre trasferirli sui prezzi finali potrebbe indebolire ulteriormente i consumi.
“Senza un piano strutturale per rendere più stabili le filiere e sostenere le imprese nei costi di produzione – conclude Felici – la qualità Made in Piemonte rischia di diventare un lusso sempre meno sostenibile”.
La centralità dell’industria per una nuova Europa
Incontro promosso dall’associazione Le Alte Vie

L’evento annuale organizzato dal Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino e dall’Unione Industriali Torino analizza gestione e best practice per le imprese. Nell’occasione si è svolta la premiazione della seconda edizione del contest
Di fronte a uno scenario energetico in continua evoluzione, segnato da incertezze geopolitiche e volatilità dei mercati, il dialogo tra gli operatori della filiera assume un valore strategico. Favorire la conoscenza delle dinamiche in corso e promuovere la condivisione di competenze significa costruire una visione comune e rafforzare la capacità del sistema Paese di rispondere alle sfide energetiche future. In questo contesto le imprese, che sono esposte a costi energetici crescenti, hanno a disposizione diversi strumenti per preservare la loro competitività. Sono questi i principali temi affrontati da Scenari Energetici 2027, l’annuale evento organizzato da Unione Industriali Torino e Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con Confservizi Nord Ovest.
Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, ha aperto l’evento con un appello alla politica:” L’industria piemontese resiste, ma è sempre più penalizzata dal costo dell’energia. Servono più rinnovabili, autoproduzione e nucleare di ultima generazione. E, davanti a costi ormai insostenibili che minano la competitività delle nostre imprese, serve un intervento del Governo a sostegno del sistema produttivo”. In seguito, ha preso la parola Giuseppe Bergesio, Presidente del Gruppo Energia di Unione Industriali Torino, sottolineando che “riteniamo importante promuovere il confronto tra esperti, operatori e istituzioni per comprendere l’evoluzione degli scenari energetici. Con il convegno di oggi desideriamo offrire alle imprese strumenti concreti per affrontare le sfide attuali e tutelare così la loro competitività”. A seguire sono stati presentati un’analisi dello scenario economico attuale e un focus su mercati energetici, con gli impatti sulle imprese e le misure dedicate, grazie agli interventi di Raffaello Bronzini, Dipartimento di Economia e Statistica, Servizio Struttura economica, Banca d’Italia, ed Enrica Cottatellucci, Responsabile Promozione e Assistenza alle imprese, GSE.
Successivamente si è svolta una tavola rotonda cui hanno preso parte: Roberto Mazza, membro del Comitato Torino Finanza, Unicredit; Marco Ravazzolo, Responsabile Politiche per l’Ambiente, l’Energia e la Mobilità di Confindustria; Massimiliano Truda, consigliere Gruppo Credito, Finanza e Assicurazioni Unione Industriali Torino, Intesa Sanpaolo; Giulio Troncarelli, consigliere Gruppo Digital Technologies Unione Industriali Torino.
Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, nel suo intervento ha ribadito “il nostro impegno per dare ogni supporto utile alle imprese per orientarsi in questo scenario complesso e articolato, sia qui sul territorio, che a Roma grazie all’attività che Confindustria conduce ogni giorno verso il Governo e le Istituzioni. Serve una strategia dove si tengono insieme strumenti finanziari, politiche di supporto, tecnologie e scelte industriali. È questo l’unico percorso possibile per passare dall’incertezza alla competitività”.
A conclusione dei lavori, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione della seconda edizione del contest “La migliore energia”, promosso dal Gruppo Energia dell’Unione Industriali Torino per valorizzare l’impegno delle imprese associate nell’opera di ottimizzazione dell’impatto energetico.
Per La Mole-F.lli Milan, società torinese specializzata dal 1978 nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, nelle motivazioni del premio si legge che “il riconoscimento premia un percorso strutturato di efficientamento energetico che, attraverso interventi integrati sul processo produttivo e sul sito, ha migliorato le prestazioni e ridotto i consumi, promuovendo un uso più responsabile delle risorse”.
Per Sagat Torino Airport, la motivazione sottolinea come sia stata premiata “per aver tradotto la propria strategia di decarbonizzazione in un percorso concreto e misurabile, supportato da un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001, verso un aeroporto sempre più sostenibile”.
Dal 24 al 27 settembre il centro di Torino ospiterà la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, che quest’anno celebra i 40 anni di Slow Food nel ricordo del fondatore Carlo Petrini. Tema centrale sarà la biodiversità, sintetizzata nel claim “Biodiversity – Be Diversity”.
La manifestazione, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, si svilupperà lungo un percorso che da piazza Carlo Felice attraverserà via Roma, piazza San Carlo, piazza Castello e altre aree del centro fino a piazza Vittorio Veneto. Una scelta pensata per portare produttori, comunità e “custodi della biodiversità” direttamente nel cuore della città.
I numeri confermano le dimensioni internazionali dell’appuntamento: oltre 1.500 delegati provenienti da 120 Paesi, più di 600 espositori, oltre 130 Presìdi Slow Food e circa mille eventi, tra cui 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto e più di 60 pranzi e cene. Saranno presenti anche oltre 50 cuochi, mentre più di 90 realtà torinesi parteciperanno al programma Terra Madre Off.
“Nessun visitatore dovrà tornare a casa senza aver compreso il valore della biodiversità e la necessità, sempre più urgente, di salvarla”, ha ricordato Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia, richiamando le indicazioni lasciate da Carlo Petrini per l’edizione del quarantennale.
Regione Piemonte e Città di Torino sottolineano anche il valore economico e turistico della manifestazione, capace di richiamare migliaia di visitatori e di coinvolgere alberghi, ristoranti e attività commerciali.
Al centro di Terra Madre resteranno il grande Mercato, i Presìdi e i prodotti dell’Arca del Gusto, insieme a incontri dedicati ad agricoltura, sostenibilità, politiche alimentari e giustizia sociale. Tra gli ospiti annunciati figurano Alice Waters, Satish Kumar, Raj Patel, Eric Schlosser, Lella Costa, Massimo Montanari, Moni Ovadia, Paolo Hendel e Fulvio Marino.
L’edizione 2026 ricorda inoltre i 30 anni dalla nascita del Salone del Gusto: una mostra fotografica sotto i portici di via Po ripercorrerà attraverso immagini e gigantografie la storia della manifestazione e alcuni dei progetti più significativi sviluppati da Slow Food.
“Esprimiamo soddisfazione per la sensibilità dimostrata dalla Città di Torino nei confronti delle nostre osservazioni al nuovo piano regolatore generale e soprattutto per il sostanziale accoglimento dell’impostazione che avevamo proposto per valorizzare il ruolo dell’agricoltura urbana – dichiara Luigi Andreis, direttore provinciale di CIA Agricoltori delle Alpi, commentando le determinazioni del Comune sulle dieci osservazioni presentate dall’organizzazione in materia di attività agricole”.
“Avevamo chiesto – sottolinea Andreis – che il nuovo Prg non considerasse l’agricoltura solo come elemento paesaggistico e ambientale, ma come una vera e propria componente produttiva della città capace di contribuire al sistema del cibo locale, alla sostenibilità, alla resilienza climatica, alla multifunzionalità e alla vitalità economica del territorio. La risposta del Comune va in questa direzione, e riconosce in larga misura la validità delle nostre proposte”.
Tra i punti principali figurano il riconoscimento dell’agricoltura urbana, professionale, come componente del sistema alimentare cittadino, insieme alla valorizzazione dell’agricoltura multifunzionale quale criterio per l’attività del parco agrario urbano. Il Comune ha inoltre accolto le richiesta di una disciplina più chiara per le colture protette, come serre e tunnel, e per le strutture altamente funzionali al ciclo produttivo agricolo, distinguendosi dalle attività logistiche estranee al settore. Sono stati riconosciuti anche l’allevamento non intensivo, il pascolo e la fienagione quali componenti dell’agricoltura urbana multifunzionale e della rete agricola ed ecosistemica. Per quanto riguarda l’agrivoltaico avanzato è stato condiviso il principio dell’integrazione, tra produzione agricola ed energia da fonti rinnovabili.
“È importante – conclude Andreis – che il Comune abbia riconosciuto la necessità di rafforzare la dimensione produttiva e multifunzionale dell’agricoltura urbana. Nelle determinazioni troviamo accolti elementi per noi fondamentali, dalle colture protette alle strutture funzionali al ciclo produttivo, dall’allevamento non intensivo al pascolo e alla fienagione, fino al riconoscimento dell’agricoltura multifunzionale e del suo ruolo nel sistema alimentare della città. È un segnale d’attenzione che apprezziamo e che dimostra come il confronto con le organizzazioni agricole possa contribuire a costruire un Prg più aderente alle esigenze delle imprese e più coerente con i concetti di sostenibilità e valorizzazione del territorio”.
Mara Martellotta
Terra Madre: “Convivium. Dal ferro al cibo”
In occasione di Terra Madre Salone del Gusto dal 24 al 27 settembre prossimi
Martedì 15 settembre alle 13, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, nell’atrio di Palazzo Lascaris si inaugura la mostra dal titolo “Convivium. Dal ferro al cibo”, in collaborazione con l’associazione Prometheus di Dronero, in provincia di Cuneo
L’esposizione è composta da venti pannelli, uno per Regione, e presenta i presidi di Slow Food e le eccellenze enogastronomiche del territorio, associandoli alle tecniche agricole tradizionali di coltivazione e, in particolare, alle zappe in ferro forgiato.
La mostra sarà esposta dal 24 al 29 settembre con ingresso gratuito e fruibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 accedendo a Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15 a Torino.
MM
Wizz Air apre ufficialmente la propria base all’aeroporto di Torino-Caselle. Da oggi, 14 settembre, entra in servizio il primo Airbus A321neo stabilmente assegnato allo scalo piemontese, mentre un secondo velivolo arriverà il 25 ottobre. Torino diventa così la settima base italiana della compagnia.
L’operazione amplia in modo significativo la presenza del vettore in Piemonte. Nel corso dell’anno Wizz Air prevede di mettere in vendita da Torino circa 1,3 milioni di posti, mentre la presenza dei due aeromobili dovrebbe generare 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 nell’indotto.
Con l’apertura della base cresce anche la rete dei collegamenti, che arriverà complessivamente a 23 rotte verso 10 Paesi, con 18 destinazioni internazionali e cinque nazionali.
Sono dieci le nuove rotte annunciate. Da oggi partono i collegamenti con Barcellona, con 11 frequenze settimanali, Bilbao, tre volte alla settimana, e Roma Fiumicino, con 11 voli settimanali. Dal 15 settembre sarà la volta di Valencia, con quattro frequenze.
Il programma proseguirà il 25 ottobre con Lamezia Terme, cinque voli alla settimana, e Madrid, quattro; il giorno successivo debutterà Malaga, con tre collegamenti settimanali. Sharm el Sheikh sarà servita dal 27 ottobre con due voli alla settimana, mentre Napoli entrerà nel network dal 1° dicembre con un collegamento giornaliero. Dal 18 dicembre partiranno infine i voli per Suceava, due volte alla settimana.
A queste destinazioni si aggiungeranno dal 16 gennaio 2027 quattro rotte invernali del sabato verso Breslavia, Danzica, Katowice e Praga. Restano inoltre operativi i collegamenti già presenti con Bucarest, Budapest, Catania, Chisinau, Iasi, Londra Luton, Palermo, Tirana e Varsavia.
L’intesa tra la compagnia e Torino Airport rafforza un rapporto iniziato nel 2004 e punta ad aumentare sia i collegamenti internazionali sia quelli tra il Nord-Ovest e il resto d’Italia.
“Oggi trasformiamo in realtà un progetto su cui lavoriamo da mesi e che rappresenta un passo strategico di grande importanza per Wizz Air, per Torino e per tutto il Piemonte”, ha dichiarato Mauro Peneda, Managing Director di Wizz Air Malta. “L’arrivo dei primi due aeromobili basati a Torino a distanza di poche settimane segna l’inizio di una nuova fase di crescita. In questi mesi abbiamo ulteriormente ampliato il nostro progetto, aggiungendo continuamente nuove destinazioni a un network già significativamente rafforzato. Oggi Torino è ancora più vicina all’Europa e l’Europa è ancora più vicina a Torino. Vogliamo continuare a offrire ai nostri passeggeri una rete sempre più ampia, con tariffe accessibili e ultra-competitive, contribuendo allo stesso tempo a rendere il Piemonte sempre più connesso, dinamico e competitivo. Let’s WIZZ, Torino!”
Soddisfazione anche da parte della società di gestione dello scalo. “Accogliamo con grande soddisfazione l’avvio della nuova base Wizz Air, che amplia in modo importante le possibilità di viaggio da Torino. Con 23 rotte, i passeggeri possono scegliere tra grandi città e capitali europee, mete per le vacanze e destinazioni italiane, con numerosi voli e prezzi accessibili. Sarà quindi più facile e conveniente partire da Torino, sia per una vacanza sia per un viaggio di lavoro. La nuova base rende il nostro aeroporto più competitivo, offrendo a Torino e al Piemonte collegamenti diretti verso un numero sempre maggiore di destinazioni”, ha dichiarato Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport.
I collegamenti della base saranno effettuati con Airbus A321neo. L’investimento torinese rientra nel piano di sviluppo italiano di Wizz Air, che nel 2025 ha trasportato nel Paese oltre 21 milioni di passeggeri, l’8% in più rispetto all’anno precedente, e dispone di 46 aeromobili basati in Italia.
In occasione dell’inaugurazione, il 14 e 15 settembre Wizz Air applica uno sconto del 15% su una selezione di voli da e per Torino per viaggi compresi tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Anche Torino Airport accompagna l’avvio della nuova base con una promozione: fino al 15 settembre è previsto uno sconto del 50% sui parcheggi ufficiali acquistati attraverso i canali diretti dello scalo.