ECONOMIA

Pnrr, il Piemonte centra tutti gli obiettivi. Gestiti 2.419 interventi per 1,78 miliardi

La Regione Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), rispettando tutte le scadenze fissate dall’Unione europea.

 

Il risultato è stato illustrato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, nel corso di una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte.

L’amministrazione regionale ha gestito direttamente 2.419 progetti, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro. Si tratta di una parte degli oltre 39 mila interventi finanziati sul territorio piemontese attraverso il Pnrr, per un importo superiore ai 10 miliardi di euro destinati a enti locali, università, aziende e altri soggetti attuatori.

Il Piano, finanziato dall’Unione europea con il programma Next Generation EU per sostenere la ripresa dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di verifica basato sul raggiungimento di specifici traguardi (Milestone) e obiettivi (Target). La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro cui gli Stati membri devono certificare il conseguimento degli obiettivi, mentre il Governo italiano aveva indicato il 30 giugno come prima scadenza per la trasmissione degli avanzamenti ai ministeri competenti.

La Regione Piemonte ha rispettato il cronoprogramma, conseguendo entro il 30 giugno 44 target e completando i restanti tre entro il termine del 31 agosto.

In undici casi i risultati sono andati oltre quanto richiesto, con obiettivi superati in anticipo rispetto alle scadenze previste. Tra gli ambiti interessati figurano la cultura, la digitalizzazione e l’assistenza domiciliare.

Il superamento dei target ha consentito alla Regione di ottenere un finanziamento aggiuntivo di 35 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate, tra l’altro, per ampliare i programmi di formazione e accompagnare al lavoro 5.300 persone in più rispetto agli obiettivi iniziali, acquistare due treni a zero emissioni oltre ai sette già previsti, assumere 15 esperti aggiuntivi a supporto degli enti locali e coinvolgere nei servizi digitali 18.400 cittadini in più rispetto ai 160 mila fissati come target.

«La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte. «Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l’abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessità di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance è stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato – ha aggiunto il presidente – che dimostra la capacità del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunità per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell’avvio della nuova programmazione europea 2028-2035».

Il presidente ha inoltre evidenziato le ricadute che gli interventi stanno producendo sul territorio e le prospettive di utilizzo dei dati raccolti per la futura programmazione dei fondi europei.

«Possiamo affermare – ha proseguito il presidente – che, grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno già contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sarà utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio».

Per seguire l’attuazione del Piano è disponibile il portale dedicato della Regione Piemonte, che raccoglie dati, report e aggiornamenti periodici sui progetti finanziati. Nella homepage è possibile consultare e scaricare il report con tutti i traguardi raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026; nei prossimi giorni saranno aggiornate anche le schede dei singoli interventi.

Il sito ospita inoltre la sezione “Atlante dati Pnrr”, che consente di esplorare la distribuzione territoriale dei progetti e di consultare le informazioni di dettaglio relative ai singoli interventi. Da oggi è disponibile anche la rubrica “Racconti Pnrr”, dedicata ogni mese alla presentazione di esperienze e progetti realizzati sul territorio piemontese.

Agripiemonteform: Cristina Donalisio succede a Lella Bassignana 

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La formazione sempre più strumento strategico per accompagnare l’evoluzione delle imprese agricole

 

Nei giorni scorsi Agripiemonteform, l’Ente di formazione costituito nel 1994 per iniziativa di Confagricoltura Piemonte e delle Unioni Agricoltori, ha rinnovato i suoi organi direttivi. Alla presidenza è stata eletta Cristina Donalisio, attuale vicepresidente vicario di Confagricoltura Torino e vicepresidente della sezione Allevatori da Latte. Laureata in Veterinaria, Donalisio gestisce insieme al fratello Cesare l’azienda di famiglia a Volvera sorta nel1908 a Orbassano. Un allevamento di 350 capi di cui 150 vacche in lattazione, impostato con rigore tecnico e scientifico sin dall’aspetto gestionale con grande attenzione alla sicurezza, all’alimentazione fino alla sostenibilità e al benessere animale.

 

Cristina Donalisio succede a Lella Bassignana, figura molto nota non solo nell’ambito sindacale di Confagricoltura, ma anche in quello della formazione e delle pari opportunità, dove ricopre numerosi incarichi pubblici. “Si tratta di un’eredità impegnativa – afferma Donalisio – Lella è stata infatti alla guida dell’ente per quasi 25 anni e ha saputo guidarlo con successo e farlo crescere attraverso tutte le numerose evoluzioni del sistema della formazione, che hanno richiesto alle agenzie formative professionalità e competenze sempre maggiori. Grazie anche al suo impegno, oggi Agripiemonteform è certificato ISO 9001 e accreditato presso la Regione Piemonte come fornitore di servizi formativi. L’Ente è in grado di gestire progetti finanziati dai fondi europei per lo sviluppo rurale e da quelli interprofessionali, erogare formazione in ambito di sicurezza sui luoghi di lavoro ed effettuare studi e ricerche in campo agricolo per il sistema Confagricoltura. In un contesto agricolo come quello attuale, caratterizzato da rapide evoluzioni tecniche, produttive e politiche, il mio impegno sarà quello di puntare a una formazione sempre più snella e tagliata sulle esigenze specifiche delle singole aziende”.

Il consiglio direttivo di Agripiemonteform ha inoltre eletto come vicepresidente Alessandro Sconfienza, presidente di Anga Piemonte, l’associazione giovanile di Confagricoltura, mentre l’incarico di direttore è stato affidato a Marco Boggetti, funzionario responsabile dell’attività formativa e dell’accreditamento dell’Ente.

 

La formazione rappresenta uno strumento strategico per accompagnare l’evoluzione delle imprese agricole – commenta Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte – e le sfide che attendono il settore, dalla transizione ecologica alla digitalizzazione, dall’accesso al credito alla gestione del rischio climatico, richiedono imprenditori sempre più preparati e organizzazioni capaci di offrire competenze, servizi e rappresentanza. In questa direzione intendiamo muoverci, sapendo di poter contare sulla struttura solida e collaudata che ci lascia Lella Bassignana”.

Vialattea // Bardo, investimenti, innovazione e visione per il futuro delle montagne olimpiche

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“Mettere in connessione i due comprensori principali della nostra Città metropolitana è  un grande progetto, dal valore davvero inestimabile, e penso possa rappresentare anche un asse di sviluppo per il futuro, un rapporto autentico di partenariato tra istituzioni private e pubbliche. Il sistema Vialattea // Bardo e l’integrazione tra Vialattea e Bardonecchia rappresentano un asset strategico, perché valorizzano le specificità dei territori all’interno di una visione comune di sviluppo e ne accrescono l’attrattività. È fondamentale continuare a lavorare su una prospettiva di lungo periodo, puntando su investimenti, innovazione e destagionalizzazione, al fine di costruire una montagna sempre più viva tutto l’anno. Torino e le sue montagne sono un unico ecosistema. Ringrazio e saluto il mio collega e amico Alberto Cirio (Presidente della Regione Piemonte), che svolge un ruolo determinante nella locazione dei finanziamenti a supporto del ‘sistema neve’”.

Con queste parole del Sindaco della Città di Torino, Stefano Lo Russo, ha preso il via l’incontro, tenutosi a Palazzo Madama, dal titolo “Vialattea // Bardo. Tra investimenti, legame con il territorio e visione di lungo periodo”. Un progetto e una comunione d’intenti, quelli fra Vialattea e Bardonecchia, finalizzati a generare valore attraverso investimenti nelle infrastrutture e innovazione tecnologica, andando così a rafforzare uno dei maggiori comprensori sciistici europei, con ricadute positive su tutto il territorio in termini di turismo, economia e occupazione. A conferma dei numeri crescenti in questo senso, sono state le parole del Sindaco Lo Russo, che ha parlato di un incremento di arrivi all’aeroporto di Caselle, del tasso di occupazione delle camere d’albergo nella Città di Torino e dell’importanza di tutto il settore per l’economia del capoluogo piemontese, che va a generare posti di lavoro, ricchezza e visibilità internazionale.

Unite da una visione comune di sviluppo, Vialattea e Bardo rappresentano oggi uno dei poli turistici più attrattivi e importanti di tutto l’arco alpino, un progetto che unisce su un percorso comune istituzioni, amministratori, operatori e stakeholder per guardare insieme a un modello di sviluppo ancora più ampio e strutturato.

“Ringrazio gli assessori regionali della mia Giunta, nelle persone di Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi; Marco Gallo, assessore alla Montagna e Sistema Neve, e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano per il grande lavoro e per essere qui con me oggi – ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – il Sindaco Lo Russo ha concluso il suo intervento citando la collaborazione fra pubblico e privato, e credo che questo rappresenti il segreto della bontà del lavoro che in Piemonte è stato fatto in funzione della montagna, basato su una visione di lungo periodo, sinergia fra territori, investimenti per completare il piano di potenziamento dell’innevamento programmato su tutto il comprensorio, interventi per destagionalizzare l’offerta e rendere permanente il boom della montagna estiva 2025, vera e propria sorpresa del turismo piemontese. Sono le caratteristiche per le quali il progetto pluriennale di Vialattea e Bardonecchia va esattamente nella direzione del modello di sviluppo che la Regione Piemonte sostiene con importanti stanziamenti a favore di tutti questi comparti: un modello fondato sull’innovazione, la qualità dell’offerta, l’integrazione fra turismo, commercio, sport, grandi eventi, valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e la loro promozione nazionale e internazionale. Pubblico e privato lavorano in sinergia per rafforzare la competitività di questo importante bacino turistico del Piemonte e la sua capacità di intercettare i nuovi segmenti di domanda e mercati in profonda evoluzione, generando un’autentica crescita di valore e ricadute sulle nostre Terre Alte”.

“La nostra ambizione – ha dichiarato Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A. – è consolidare il posizionamento di Vialattea // Bardo fra i poli turistici più importanti a livello internazionale. Crediamo, infatti, che la montagna possa e debba essere considerata un’infrastruttura strategica capace di generare valore economico, occupazione e sviluppo per l’intero territorio”.

Presenti all’evento anche Mauro Meneguzzi, Presidente Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea; Chiara Rossetti, Sindaco di Bardonecchia; Valeria Ghezzi, Presidente ANEF Nazionale e Gianpiero Orleoni, Presidente ARPIET Piemonte, i quali hanno espresso il loro supporto a un progetto di sviluppo che, dal 2022, ha potuto contare su 50 milioni di euro di investimenti, a cui si aggiungono i 6,6 stanziati in questo inizio estate 2026 per avviare una nuova fase di interventi concentrati sui collegamenti strategici e sulle aree prioritarie del comprensorio. La visione di lungo periodo non si ferma alla sola stagione sciistica: tra gli obiettivi da raggiungere vi è quello della destagionalizzazione, ovvero di trasformare progressivamente il sistema Vialattea // Bardo in una destinazione capace di generare valore durante gran parte dell’anno, affiancando agli attuali 130 giorni (di media) di attività invernale almeno 90 giorni di operatività estiva, per arrivare nel tempo a oltre 220 giorni complessivi di attività. Una strategia che intende ampliare l’offerta dedicata a trekking, mountain bike, golf, outdoor, eventi e turismo naturalistico, creando nuove opportunità economiche e occupazionali per il territorio, rafforzando di conseguenza il ruolo delle montagne olimpiche come destinazione turistica sempre più completa.

Per quanto riguarda l’offerta commerciale, prenderà il via sabato 4 luglio la campagna skipass 2026-2027.

Info:  vialattea.it e bardonecchiaski.com

Gian Giacomo Della Porta

Saldi al via: a Torino e provincia acquisti per 153 milioni. Ascom chiede regole uguali per negozi e online

Scattano sabato 4 luglio i saldi estivi in Piemonte. Secondo le stime di Confcommercio, ogni famiglia spenderà mediamente 201 euro, pari a circa 91 euro a persona. A livello nazionale il giro d’affari atteso è di 3,2 miliardi di euro, mentre in Piemonte la spesa complessiva dovrebbe raggiungere i 290 milioni. Di questi, circa 153 milioni riguarderanno Torino e la sua provincia.

Per Ascom Confcommercio Torino e provincia l’avvio dei saldi rappresenta un momento importante sia per gli operatori commerciali sia per i consumatori, ma torna anche il tema del rispetto delle regole e della concorrenza con il commercio online.

«Il saldo è importante per il commerciante come per il consumatore – sottolinea la presidente di Ascom Confcom Torino e provincia Maria Luisa Coppa –, soprattutto oggi, con tante famiglie che aspettano gli sconti per fare acquisti che altrimenti rimanderebbero o non farebbero del tutto».

Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta inizieranno i saldi nella stessa giornata, una scelta condivisa per evitare squilibri competitivi tra regioni confinanti. Secondo Ascom, però, il problema resta quello delle promozioni anticipate all’interno dello stesso territorio, nonostante la normativa vieti vendite promozionali nei trenta giorni precedenti l’inizio ufficiale dei saldi.

«Eppure, la norma è chiara – ricorda la presidente Coppa –: nei trenta giorni prima dell’avvio ufficiale non si possono fare vendite promozionali. Invece, c’è chi lo fa con la certezza di farla franca. E non solo piccole realtà, anche importanti gruppi del centro di Torino anticipano gli sconti, creando un grave danno a tutta la categoria».

Altro tema evidenziato dall’associazione è quello dell’e-commerce, ritenuto ancora soggetto a regole differenti rispetto ai negozi tradizionali.

«L’e-commerce è un problema sentito in modo fortissimo dai nostri imprenditori – afferma la presidente Coppa –. La soluzione c’è ed è: “stesso mercato, stesse regole”. Oggi, invece, chi le rispetta non è tutelato e chi le aggira riempie il cassetto. Si pretende rigore dal negozio di vicinato sui trenta giorni e sulla trasparenza del prezzo, mentre online tutto questo non esiste. Un’asimmetria che, nei saldi, diventa ancora più evidente».

Ascom osserva inoltre che il nuovo dazio di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, entrato in vigore dal 1° luglio, interessa soprattutto le piattaforme orientali e ha un impatto limitato sulla concorrenza esercitata dai grandi operatori del commercio elettronico.

L’inizio dei saldi coincide anche con un periodo di forte presenza turistica in città. Manifestazioni come il Kappa FuturFestival contribuiscono infatti ad aumentare l’afflusso di visitatori, con ricadute positive anche per il commercio.

«La città sa attrarre: il Kappa FuturFestival di questi giorni è ormai atteso anche dai commercianti – conclude la presidente Coppa –, perché porta un pubblico con elevata capacità di spesa che si ferma qualche giorno a Torino e fa volentieri shopping».

Per i negozianti del settore moda, il principale punto di forza resta la qualità dell’offerta e il rapporto diretto con la clientela.

Roberto Orecchia, presidente del Gruppo Moda di Ascom Confcom Torino e provincia, conferma che «la nostra forza è la garanzia della qualità. Dietro ogni capo c’è un lavoro di ricerca e selezione: mesi a scegliere collezioni, materiali e proposte su misura per la clientela. Sta diventando piuttosto chiaro che il commerciante ti difende dal fake e dal fast fashion: negozio vuol dire serietà, online vuol dire incognita. E durante i saldi è la fiducia nel commerciante a fare la differenza».

Secondo Orecchia si sta tornando a un modo più tradizionale di vivere i saldi, con acquisti orientati soprattutto a capi destinati all’uso quotidiano e con una crescente attenzione alla qualità del servizio.

«Tornano i saldi “classici” – conclude Roberto Orecchia –: le persone comprano il capo che usano tutti i giorni, con sempre maggiore consapevolezza. Ed è la relazione a fare la differenza: la persona che ti accoglie e ti ascolta anche nei momenti più caotici. In negozio provi il capo, verifichi la taglia, eviti l’acquisto sbagliato, hai la certezza dell’autenticità e una garanzia con un volto e un nome. Inoltre, ogni acquisto sotto casa sostiene l’occupazione del territorio e tiene vive le vie. Questo l’online non potrà mai replicarlo».

A spiegare il significato dei saldi dal punto di vista del commerciante è anche Piero Sacchi, titolare del negozio Y di piazza San Carlo, che richiama l’origine stessa degli sconti di fine stagione.

«Il saldo nasce da una ragione semplice: quando un capo ha compiuto il suo percorso stagionale e non ho più tutte le taglie e l’assortimento non è più completo, quel prodotto perde un po’ di valore. È per questo che lo si propone a un prezzo minore; è un atto di serietà verso il cliente. Non significa che prima ci lucrassi sopra: riconosco che il cliente non ha più l’intera collezione a disposizione, ma ciò che resta dopo una stagione. Se trova il capo che gli piace, lo paga meno».

Lo stesso commerciante spiega che gli sconti saranno progressivi nel corso della stagione.

«Partiremo dal 20% – spiega Sacchi –, per poi aumentare via via che diminuisce la disponibilità. Chi invece fa sconti tutto l’anno, compie un’altra operazione, con altri significati. La serietà sta nel dire con chiarezza che quel capo vale meno quando la collezione non è più completa, ma il servizio e la qualità restano gli stessi».

Anche nei quartieri cittadini diversi dal centro storico l’avvio dei saldi è atteso con interesse.

«In Crocetta – sottolinea Gianluca Fabris, titolare di Fabris Abbigliamento – la stagione dei saldi resta un momento molto atteso, come dimostra anche il calo della domanda nelle settimane precedenti. I nostri clienti approfittano degli sconti per acquistare capi già individuati. Puntiamo sulla trasparenza, sulla qualità e sulla consulenza, spiegando tessuti, tagli e le differenze di prezzo. Saremo aperti anche domenica per rispondere a questa attesa».

Nei centri della provincia i saldi saranno accompagnati da numerose Notti Bianche, con negozi aperti fino a tarda sera, spettacoli, musica e iniziative di animazione. Tra gli appuntamenti in programma figurano quelli di Chivasso, Ciriè, Rivarolo, Settimo Torinese e Venaria Reale.

«Negli ultimi anni – spiega Massimo Testa, titolare del negozio di abbigliamento Class Collection di Rivarolo – c’è molta confusione sulla data d’avvio dei saldi e l’attesa, chiaramente, non è più quella di un tempo. Quello che, però, continua a funzionare, in una realtà cittadina come Rivarolo, è legarli a un evento capace di animare il territorio. La notte bianca si fa da vent’anni e richiama tutto il Canavese. Unire festa, musica ed enogastronomia allo shopping è una boccata d’ossigeno per il commercio, perché porta in centro persone che altrimenti non ci sarebbero. È così che il saldo torna a essere un momento atteso. Cambiano anche i comportamenti d’acquisto: nella prima parte dei saldi si compra soprattutto per necessità, mentre verso fine agosto prevale l’occasione, l’acquisto per sfizio di chi trova il capo giusto al prezzo giusto».

Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, il valore complessivo dei saldi estivi 2026 raggiungerà i 3,2 miliardi di euro. Le famiglie che effettueranno acquisti in saldo saranno circa 16,1 milioni, con una spesa media di 201 euro per nucleo familiare.

Per acquistare in sicurezza, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcune regole fondamentali. Il cambio del prodotto resta generalmente a discrezione del negoziante, salvo i casi di merce difettosa o non conforme previsti dal Codice del Consumo. La prova dei capi non è obbligatoria, mentre i pagamenti elettronici devono essere accettati. I prodotti in saldo devono essere stagionali o soggetti a deprezzamento e il cartellino deve riportare il prezzo originario, la percentuale di sconto e il prezzo finale, nel rispetto della normativa vigente.

Sviluppo dei territori: il sostegno di Fondazione Crt a oltre 80 eventi in Piemonte e Valle d’Aosta

CON 1,7 MILIONI DI EURO

Dagli appuntamenti di richiamo nazionale ai piccoli eventi di comunità: un sostegno per promuovere 
 
Torino, 3 luglio 2026 – Sono 83 i progetti selezionati dalla Fondazione CRT attraverso il bando Eventi for All, con un investimento complessivo di 1,7 milioni di euro destinato a sostenere manifestazioni in Piemonte e Valle d’Aosta capaci di coniugare valorizzazione del territorio, accessibilità universale e sostenibilità ambientale e sociale.
Il Piemonte e la Valle d’Aosta si caratterizzano per un tessuto culturale e comunitario particolarmente vivace, con oltre 500 manifestazioni riconosciute tra sagre, fiere ed eventi culturali. Nel 2024 il Piemonte ha registrato 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze (fonte: Rapporto Statistico del Turismo – Anno 2024), mentre la Valle d’Aosta ha raggiunto il record storico con 1,4 milioni di arrivi e 3,9 milioni di presenze (fonte: Regione Valle d’Aosta, dati turismo 2024). In questo contesto, gli eventi rappresentano un volano strategico per lo sviluppo dei territori e per un turismo sempre più responsabile e inclusivo.
Per rispondere a questa sfida, la Fondazione CRT ha lanciato nel 2026 il Programma Eventi for All, articolato in due strumenti complementari: il percorso formativo Progettare Eventi for All e il bando dedicato al sostegno delle iniziative. Un’azione integrata per rafforzare le competenze degli enti e promuovere un modello di sviluppo territoriale più accessibile, sostenibile e partecipato.
Con Eventi for All vogliamo accompagnare la crescita di manifestazioni di sviluppo e di promozione dei territori che siano sempre più aperte, accessibili e sostenibili, capaci di generare ricadute positive durature sul piano culturale, economico e sociale – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT –. Dai grandi appuntamenti di richiamo nazionale alle iniziative locali, gli eventi rappresentano un patrimonio prezioso: custodiscono tradizioni, valorizzano le eccellenze dei territori e rafforzano il senso di comunità. Investire nella loro qualità significa favorire una partecipazione sempre più ampia e contribuire a rendere i territori più inclusivi e attrattivi”.
Le risorse sono state assegnate attraverso due linee di intervento: la Linea Grandi Eventi di sviluppo territoriale, dedicata alle manifestazioni di maggiore impatto, e la Linea Piccoli Eventi di prossimità, rivolta alle iniziative che animano le comunità locali e valorizzano identità, tradizioni e patrimoni diffusi.
Tra i progetti sostenuti figurano infatti grandi appuntamenti distribuiti in maniera capillare in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta come giocAosta nel centro storico di Aosta, Golosaria tra i Castelli del Monferrato nelle colline alessandrine e astigiane, Illuminatale a Cuneo, Bolle di Malto a Biella, Il Magico Paese di Natale tra Asti e Cuneo, Festival del Verde – FLOReal  nella suggestiva cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Coltivato tra Cuneo e Torino, Fiera del Marrone di Cuneo e del tartufo d’Alba e Riso’ – Festival internazionale del riso di Vercelli, accanto a numerose manifestazioni di prossimità che contribuiscono a mantenere vivi i borghi, le tradizioni e il senso di comunità, favorendo una partecipazione sempre più ampia e inclusiva.
Per consultare l’elenco dei vincitori: https://www.fondazionecrt.it/bandi-progetti/eventi-for-all/

Le borse di studio della Fondazione SIA


PREMIATI ANCHE 40 STUDENTI PIEMONTESI

Oltre 500 i partecipanti alla selezione provenienti da 16 regioni e 28 università italiane.
Tra i premiati 40 studenti provenienti dalle provincie di Asti, Alessandria, Cuneo, Novara e Torino.
In 39 provengono dalle università piemontesi: 16 dal PoliTo, 20 dall’UniTo e 3 dall’Upo.

Torino, 2 luglio 2026

Sono 101 le borse di studio che Fondazione SIA ha distribuito ieri sera nel corso della premiazione presso l’Unione Industriali Torino. Sono state attribuite ai 101 migliori talenti nei percorsi universitari scientifici, tecnologici, ingegneristici e matematici che provengono da 28 università, 16 regioni e 44 province, e che dopo la laurea triennale hanno scelto di completare il loro corso universitario con i percorsi magistrali all’Università degli Studi di Torino o al Politecnico di Torino. Sono state oltre 500 le candidature pervenute a Fondazione SIA dagli studenti di tutt’Italia, tra di loro ben 200 avevano conseguito il massimo dei voti.

Tra i vincitori ci sono quaranta studenti piemontesi. In sedici arrivano dal Politecnico di Torino e lì proseguiranno i loro studi per la laurea magistrale: Marcello Ceveriati che ha scelto il corso di Electronic Engineering; Elisabetta Penna che ha scelto il corso di Nanotechnologies for Icts; Andrea Pregnolato che ha scelto Ingegneria Aerospaziale con indirizzo sistemi propulsivi; Ludovica Ivaldi che ha scelto il corso di Data science and engineering; Francesco Patti che ha scelto il corso di Quantum Engineering; Greta Bonada che ha scelto Ingegneria elettronica con orientamento Embedded Systems; Francesca Taricco che ha scelto Ingegneria chimica e dei processi sostenibili; Matteo Agagliate che ha scelto il corso di Ingegneria Aerospaziale; Giorgia Gagliardo che ha scelto Ingegneria Energetica e nucleare; Alice Bazzanellache ha scelto il corso di Ingegneria Matematica; Giulio Bollea che ha scelto Communication Engineering; Gabriele Donadio che ha scelto Ingegneria matematica; Vittoria Fanton che ha scelto Nanotecnologie per le Ict; Paire Danieleche ha scelto Fisica dei sistemi complessi; Edoardo Partipilo che ha scelto Fisica dei sistemi complessi e Alessandro Zullo che ha scelto Ingegneria biomedica.

A questo primo gruppo di aggiunge Giorgia Poletti dal Politecnico di Milano che ha scelto per la sua laurea magistrale il corso di Automotive al Politecnico di Torino, insieme a tre studenti dell’Università di Torino che svolgeranno il corso di laurea magistrale presso il Politecnico di Torino: Francesco Baviello che ha scelto Ingegneria informatica; Monica Xin Yue Jin che ha scelto Data Science and Engineering e Matteo Primavera che ha scelto Fisica dei sistemi complessi.

Sono invece 17 gli studenti dell’Università degli studi di Torino che sempre in quell’Università svolgeranno anche il corso di laurea magistrale: Scaletti Marta che ha scelto Matematica; Lorenzo Delsoglio che ha scelto Biotecnologie molecolari; Matilde Agosto che ha scelto il corso di Biologia Cellulare e Molecolare; David Georgiev che ha scelto Informatica; Chiara Giaccardi che ha scelto Stocastica e scienza dei dati; Mattia Peano che ha scelto Artificial Intelligence for Biomedicine and Healthcare; Elisa Mazzucchelli che ha scelto Molecular Biotechnology; Amir Nejmiche ha scelto Stocastica e scienza dei dati; Luca Chierici che ha scelto il corso di Fisica; Melissa Di Tria che  ha scelto Monitoraggio Ambientale, Tutela e Ripristino; Marina Inglese che ha scelto Informatica con indirizzo Reti e Sistemi informatici; Micol Merlo ha scelto Biologia dell’Ambiente; Clarissa Mocellin che ha scelto Informatica-intelligenza artificiale e sistemi informatici; Matteo Tumiatti che ha scelto Scienze dei Materiali; Alice Bruno che ha scelto Quantitative Finance and Insurance; Emanuele Trucchi che ha scelto Matematica; Alessandro Foglizzo che ha scelto Fisica. Sempre all’Università di Torino svolgeranno il loro corso laurea magistrale provenendo dall’Università del Piemonte Orientale: Rebecca Dini che ha scelto il corso di Biologia; Luca Binotti che ha scelto Informatica; Stefano Raviola che ha scelto il corso di Informatica -Reti e Sistemi Informatici.

Ai 101 selezionati è stato riconosciuto un premio economico di 3.000 euro. Da quest’anno, inoltre entrando nella Community STEM di Fondazione SIA i borsisti avranno anche modo di accedere a iniziative esclusive: occasioni di confronto con le aziende dell’area e opportunità dedicate ai migliori talenti delle discipline scientifiche e tecnologiche. La Community nasce per mantenere vivo il legame tra i borsisti, con il territorio, favorire la crescita professionale e creare connessioni concrete tra università, ricerca e impresa. Sempre da quest’anno poi c’è un’ulteriore opportunità: il Premio Marcella Novo che destina agli iscritti alla Community ulteriori 10.000 euro come premio per la migliore idea, articolata in progetto d’innovazione. Tra le iniziative riservate ai membri della Community ci sono poi gli Open Lab, un programma di visite e workshop presso i centri di ricerca e sviluppo delle aziende partner della Fondazione. I borsisti di Fondazione SIA potranno: visitare laboratori e centri tecnologici d’eccellenza; conoscere professionisti e responsabili dell’innovazione; osservare l’applicazione concreta delle competenze STEM nel mondo industriale; confrontarsi con chi sviluppa le tecnologie che stanno trasformando il mercato. Infine, ogni anno la Fondazione intende organizzare un momento di confronto dedicato ai propri borsisti, il Forum Annuale dei Talenti riunendo i 101 studenti premiati e i rappresentanti delle aziende partner per discutere le sfide tecnologiche, industriali e sociali che attendono il territorio nei prossimi anni.

Fondazione SIA nasce formalmente nel 2022, ma raccoglie l’eredità di un percorso che inizia nel 1976, quando nacque FINSAA, un’associazione senza fini di lucro con l’obiettivo di sostenere la Scuola di Amministrazione Aziendale (SAA) dell’Università di Torino e diffondere la cultura manageriale per far crescere il sistema delle imprese. I cinque soci promotori erano: Fiat con Umberto Agnelli, l’Istituto Bancario San Paolo con Luciano Jona, la Camera di Commercio di Torino con Enrico Salza, la Cassa di Risparmio di Torino con Emanuela Savio e l’Unione Industriale con Carlo De Benedetti. A fine 2004 a sostegno della missione di FINSAA arrivò inatteso e provvidenziale un lascito testamentario di ben 19 milioni di euro da parte di Marcella Novo, manager e imprenditrice pioniera, prima donna in Italia a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di una grande realtà industriale nel 1958 presso la società di trasporti Zust Ambrosetti. Nel 2006 la nuova Associazione per il finanziamento degli studi di amministrazione aziendale inizia ad erogare le prime borse di studio, che dai 49.000 euro del primo anno e solo per gli studenti SAA, crebbero costantemente. Nel 2021 l’ultimo passaggio: in risposta al sempre maggiore deficit di competenze STEM, si aggiunsero alle borse di studio per studenti SAA anche quelle agli studenti dei due atenei torinesi, specializzandi in materie STEM. Finora negli ultimi 20 anni sono stati premiati complessivamente oltre 2.500 borsisti per un importo complessivo di quattro milioni di euro.

Fondazione SIA raccoglie i frutti del proprio patrimonio implementati da un’importante eredità di cui siamo orgogliosi per premiare gli studenti eccellenti. Valori che porteranno nelle università dove si avviano a concludere il loro percorso accademico e poi nelle imprese torinesi, piemontesi, italiane e di tutto il mondo. L’impegno economico da parte nostra a sostegno della formazione scientifica e manageriale è costante, e rappresenta uno dei maggiori in Italia da parte di un soggetto privato. Oggi abbiamo un patrimonio di 28 milioni di euro, che fu rafforzato dalla donazione di Marcella Novo e dai capitali FINSAA, grazie a cui destiniamo circa mezzo milione a sostegno in borse di studio degli studenti della SAA e di quelli in lauree STEM. Vogliamo però fare crescere e coinvolgere anche tutti coloro che ancora non ci conoscono, mettendo a disposizione conoscenze e competenze” ha dichiarato Gianfranco Carbonato, presidente Fondazione Sia durante la premiazione.

L’edizione 2026 vede l’ingresso tra i sostenitori delle borse di studio della Fondazione Compagnia di San Paolo con un contributo di 100.000 euro, risorse che hanno integrato l’annuale contributo della Fondazione SIA per le lauree STEM che ammonta a 200.000 euro, consentendo di aumentate i premiati da 60 a 100. Tali risorse sono integrate anche da alcune liberalità da parte di privati e aziende come Tosetti Value, SKF e Gruppo Intergea. Anche l’edizione di quest’anno, ha voluto premiare il merito, l’equità con il 50% delle borse destinato a studentesse e infine la solidarietà. Il modello “giving back” previsto dalla Fondazione SIA prevede che i 101 studenti premiati mettano a disposizione degli studenti delle scuole media torinesi 40 ore annuali di insegnamento e assistenza. 

La Fondazione Compagnia di San Paolo ha scelto di sostenere il potenziamento delle borse di studio Start STEM perché investire nelle competenze significa investire nello sviluppo delle persone e nella capacità delle comunità di affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo. In un contesto segnato da una profonda transizione tecnologica, le discipline STEM rappresentano una leva decisiva per comprendere il cambiamento, governarlo e trasformarlo in opportunità di innovazione, crescita e sviluppo sostenibile – dichiara Ezio Raviola, Membro del Comitato di Gestione della Fondazione Compagnia di San Paolo – il nostro contributo rafforza un’iniziativa che negli anni ha dimostrato qualità, credibilità e una forte capacità di creare alleanze tra università, imprese e filantropia. Un modello che non si limita a valorizzare il merito, ma promuove il valore della responsabilità e della partecipazione dei giovani attraverso il volontariato in campo educativo, in piena coerenza con la visione della Fondazione di sostenere percorsi di valorizzazione dei talenti capaci, al contempo, di generare valore condiviso e rafforzare il legame tra formazione, ricerca, innovazione e comunità“.

Ufficio stampa Unione Industriali Torino

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Jan Pellissier 347 7845273

Case popolari, Atc vuole riqualificare

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La riqualificazione degli alloggi, l’efficientamento energetico e l’autorecupero sono al centro della gestione del patrimonio delle Agenzie territoriali per la casa piemontesi, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità di alloggi assegnabili a chi si trova in situazione di emergenza abitativa.

È quanto emerso nel corso dell’audizione con i rappresentanti di Atc Piemonte centrale, Piemonte sud e Piemonte nord, svoltasi nella seconda Commissione del Consiglio regionale presieduta da Marina Bordese.
“Attraverso l’utilizzazione di fondi propri, aiuti da fondazioni bancarie e l’autorecupero lavoriamo per rendere assegnabili più alloggi possibile. Vi è anche un grande impegno nei confronti della morosità incolpevole e un collegamento costante con i comuni e con i consorzi”. Lo hanno dichiarato i rappresentanti Atc, che hanno inoltre sottolineato la necessità di risolvere a livello politico la questione dell’Imu, che comporta una partita di giro di pagamenti a saldo sostanzialmente zero per l’amministrazione nel suo complesso.
Nel corso dell’audizione sono intervenuti per chiedere chiarimenti Nadia ConticelliDomenico Ravetti e Emanuela Verzella (Pd), Alice Ravinale (Avs) e la stessa vicepresidente Bordese.

Ufficio Stampa CRP

La scommessa vinta del PNRR: Città metropolitana di Torino chiude tutti i cantieri

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Centrati tutti gli obiettivi: investiti 426,5 milioni in 217 progetti

Gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno lasciando un segno concreto sul territorio della Città metropolitana di Torino. Sono 217 gli interventi finanziati, per un valore complessivo di 426,5 milioni di euro, dei quali 95 realizzati direttamente dalla Città metropolitana e 122 coordinati insieme agli enti locali. Un dato significativo riguarda anche l’impatto sull’economia locale: circa il 70% delle risorse è stato destinato a imprese con sede e attività nel territorio metropolitano.

A fare il punto sull’attuazione del PNRR nei 311 Comuni dell’area metropolitana è stato il sindaco Stefano Lo Russo, che ha illustrato i risultati raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026.

La Città metropolitana ha completato nei tempi previsti il caricamento sulla piattaforma nazionale Regis di tutti i certificati di fine lavori relativi agli interventi di propria competenza, raggiungendo il 100% degli obiettivi fissati dal PNRR. Un traguardo che, ha sottolineato Lo Russo, colloca Torino tra le realtà più avanzate a livello nazionale nell’attuazione del Piano.

Secondo il sindaco, gli investimenti hanno contribuito non solo alla trasformazione di numerose aree urbane e territoriali, ma anche alla crescita dell’economia, generando nuove opportunità di lavoro e sostenendo il sistema produttivo locale.

Lo Russo ha inoltre ricordato la scelta compiuta nel 2022 di destinare il 62% delle risorse disponibili ai Comuni del territorio metropolitano, riservando il restante 38% alla Città di Torino. Una ripartizione che si riflette anche nel numero degli interventi: il 73% dei progetti finanziati interessa i Comuni dell’area metropolitana, mentre il 27% riguarda il capoluogo.

Le risorse sono state concentrate su alcuni settori strategici: transizione energetica, mobilità sostenibile, efficientamento energetico degli edifici, tutela del territorio e delle risorse idriche, manutenzione delle scuole e rafforzamento della coesione territoriale.

Tra gli interventi già conclusi figurano otto progetti di forestazione urbana, finanziati con 29 milioni di euro, una ciclovia da 4 milioni, quattro iniziative dedicate alla digitalizzazione e soprattutto 66 interventi di edilizia scolastica, che rappresentano la voce più consistente con 89 milioni di euro investiti. Alla sicurezza della rete stradale sono stati destinati inoltre sette progetti finalizzati al ripristino dei danni provocati dagli eventi meteorologici estremi.

Accanto ai finanziamenti del PNRR sono stati completati anche nove interventi sostenuti dal Piano Nazionale Complementare.

Per quanto riguarda i progetti coordinati dalla Città metropolitana, 45 fanno parte dei Piani Urbani Integrati (PUI) nei Comuni dell’area metropolitana, 30 interessano il capoluogo, mentre 15 rientrano nel programma PINQuA “Ricami Urbani” e 32 nel progetto PINQuA “Residenza Resilienza”.

I progetti realizzati direttamente dalla Città metropolitana hanno interessato l’intero territorio. La quota maggiore degli interventi si concentra nella Zona omogenea del Ciriacese e Valli di Lanzo (19%), seguita dalle Valli di Susa e Sangone (10%) e dal Chivassese (8%). Investimenti significativi hanno interessato anche il Pinerolese, le aree metropolitane sud, ovest e nord, il Canavese occidentale, l’Eporediese e il Chierese-Carmagnolese, oltre a interventi distribuiti su più zone omogenee.

L’impatto economico complessivo va oltre il valore delle opere realizzate. A fronte di 426,5 milioni di euro di investimenti, il sistema economico ha generato una produzione aggiuntiva stimata in 885 milioni di euro. Tra il 2022 e il 2026 gli interventi hanno coinvolto oltre 6.000 lavoratori, con una media di circa 15 occupati per ogni milione di euro investito.

Le imprese hanno ottenuto commesse per 353 milioni di euro, che hanno richiesto l’impiego di oltre 2.500 addetti. Il comparto che ha beneficiato maggiormente degli investimenti è stato quello delle costruzioni, che ha assorbito oltre il 40% delle ricadute economiche e una quota analoga della forza lavoro impiegata.

L’elenco completo dei progetti finanziati e il loro stato di avanzamento sono consultabili nella sezione dedicata al PNRR sul portale della Città metropolitana di Torino.

Ance Torino, edilizia in fase di attesa. Pesano costi, burocrazia e tensioni internazionali

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ANCE Torino ha presentato la neoeletta Presidente Paola Orsini e idati sull’andamento del settore delle costruzioni a Torino, che definiscono un quadro stabile ma incerto.

 

Il settore delle costruzioni continua a muoversi in uno scenario complesso, nel quale alle opportunità offerte dagli investimenti pubblici si affiancano le incognite legate al quadro geopolitico internazionale, all’andamento del mercato immobiliare e alle difficoltà di accesso al credito.

A livello nazionale, le stime elaborate a inizio anno dal Centro Studi ANCE indicavano per il 2026 una crescita degli investimenti in costruzioni del 5,6%, sostenuta soprattutto dall’accelerazione delle gare legate al PNRR e, più in generale, delle opere pubbliche. Si tratta tuttavia di una previsione destinata a essere rivista, poiché al momento della sua elaborazione non era ancora possibile valutare gli effetti della crisi internazionale, in particolare del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha contribuito a rallentare il comparto. Rimane comunque un elemento positivo: secondo ANCE, da qui al 2033 saranno disponibili oltre 120 miliardi di euro di fondi strutturali, nazionali ed europei destinati agli investimenti nelle costruzioni, risorse che il settore ritiene fondamentale riuscire a utilizzare pienamente.

In Piemonte il clima è caratterizzato da una crescente incertezza. I saldi relativi a fatturato, occupazione e ricorso alla manodopera esterna registrano nel primo semestre del 2026 un peggioramento medio del 4% rispetto ai sei mesi precedenti. Anche il mercato immobiliare vive una fase di attesa, condizionata dai recenti sviluppi geopolitici, mentre nel comparto dei lavori pubblici, sia quelli finanziati dal PNRR sia quelli ordinari, si prevede una contrazione di almeno il 20% rispetto al 2025.

Le difficoltà risultano ancora più evidenti nell’area torinese. L’aumento dei costi di costruzione, aggravato dal contesto internazionale, rende infatti più complicata la promozione di nuove iniziative immobiliari. A incidere sul rallentamento è anche il periodo di salvaguardia legato al passaggio dal vecchio al nuovo Piano Regolatore Generale, che inevitabilmente rallenta l’iter delle pratiche amministrative. Secondo gli operatori, questa fase dovrebbe concludersi nel più breve tempo possibile, poiché numerosi interventi immobiliari risultano sostanzialmente fermi. Diversa la situazione del mercato dell’usato, che continua a mostrare un andamento positivo, pur senza particolari tensioni sui prezzi.

Sul fronte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, al 31 dicembre 2025, dei circa 1,9 miliardi di euro stanziati sono stati aggiudicati lavori per 1 miliardo e 325 milioni di euro. Delle 651 gare PNRR assegnate tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025, ben 338, pari a circa il 52%, sono state vinte da imprese di Torino e provincia. Rimane però aperta la questione dei ritardi nell’erogazione dei fondi da parte del Ministero della Pubblica Amministrazione, un problema che continua a creare criticità anche in relazione all’aumento dei costi dei materiali.

I dati della Cassa Edile delineano un quadro sindacale con luci e ombre. Al 30 aprile 2026 la massa salari cresce del 4,1% rispetto a marzo 2025, incremento riconducibile soprattutto ai recenti rinnovi contrattuali e all’aumento delle ore lavorate, salite del 3,5%. Rimane sostanzialmente stabile il numero degli operai iscritti, che registra una lieve flessione dello 0,1% rispetto ad aprile 2025. Più marcata, invece, la diminuzione del numero delle imprese, in calo del 9,9%, mentre le ore di cassa integrazione riferite al periodo 2024-2025 diminuiscono del 15,8% rispetto al biennio precedente.

Prosegue nel frattempo l’attività dedicata alla formazione e alla sicurezza nei cantieri. Secondo i dati FSC, nel corso del 2025 sono stati effettuati 3.002 sopralluoghi, durante i quali i tecnici hanno incontrato 1.525 imprese. Nei primi cinque mesi del 2026, dal 1° gennaio al 31 maggio, i sopralluoghi sono già stati 1.556 e hanno coinvolto 806 imprese. Sul fronte della formazione, nel 2025 sono state erogate 10.570 ore di corsi a favore di 5.877 partecipanti; nei primi cinque mesi del 2026 le ore di formazione sono state 4.772, con 2.914 persone coinvolte.

Anche l’accesso al credito continua a rappresentare uno dei principali nodi per il settore. I dati della Banca d’Italia evidenziano infatti che, a livello locale, gli investimenti non finanziari, vale a dire quelli destinati ad immobili e aree edificabili, nel 2025 sono diminuiti del 9,1% rispetto al 2024. Si tratta di un primo segnale di inversione di tendenza che, in attesa dei dati ufficiali, sembra proseguire anche nel 2026. Tra gli operatori permane inoltre la percezione di un sistema bancario che, salvo alcune eccezioni, continua a guardare al comparto delle costruzioni con prudenza e, in molti casi, con un atteggiamento ancora caratterizzato da diffidenza.

Piemonte, caldo e bollette in aumento. Il 63% delle famiglie ha visto crescere la spesa energetica

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Cosa emerge dall’indagine uBroker-YouTrend

In Piemonte, come nel resto del Nord Ovest, il 63% delle famiglie ha visto crescere la spesa energetica nell’ultimo anno. L’indagine firmata Gruppo uBroker e YouTrend – condotta su un campione di cittadini di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – mostra che il 75% attribuisce i rincari ai conflitti internazionali, mentre resta minima la propensione a investire in efficienza: il costo iniziale, per l’82%, è la barriera principale. Collegno (TO), 2 luglio 2026 Dopo l’indagine nazionale presentata lo scorso aprile, il Gruppo uBroker – fornitore nazionale di luce e gas per privati e imprese – ha promosso insieme a YouTrend un nuovo approfondimento demoscopico dedicato al Nord Ovest, per capire come le famiglie di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta vivono il rapporto con l’energia in un contesto ancora segnato dall’instabilità geopolitica internazionale. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di 404 cittadini maggiorenni residenti nelle tre regioni, restituisce l’immagine di un territorio in cui la sensibilità al prezzo dell’energia resta altissima, la percezione delle cause dei rincari è quasi unanime, e la propensione a investire nell’efficienza energetica della casa fatica a decollare, frenata soprattutto da un ostacolo economico iniziale. Climatizzazione: con il caldo cresce la spesa, ma il costo frena chi non ha ancora un impianto Con le temperature estive in costante aumento e la climatizzazione domestica sempre più al centro dell’attenzione pubblica, l’indagine restituisce un quadro netto: il 72% delle famiglie del Nord Ovest possiede già un impianto di aria condizionata fisso, seguito a distanza dal ventilatore portatile (21%). Un dato che conferma quanto il condizionatore sia oggi un elettrodomestico ormai diffuso quasi quanto necessario e quindi una voce di spesa energetica sempre più rilevante per le famiglie. Tra chi non ha un impianto fisso, superata la motivazione della “non necessità” (41%), le ragioni più citate sono entrambe economiche: il costo di acquisto e installazione (18%) e il costo della bolletta elettrica (16%). Il dato più interessante emerge dal confronto per tipologia di abitazione: la rinuncia motivata dal costo della bolletta sale dal 12% tra i proprietari di casa al 37% tra chi vive in affitto, mentre la quota di chi dichiara semplicemente di non averne bisogno scende dal 49% dei proprietari ad appena l’11% degli affittuari. Un segnale chiaro di come la condizione abitativa amplifichi la sensibilità al costo energetico, proprio nella stagione in cui la climatizzazione diventa una necessità quotidiana. Costi e bollette: una spesa percepita in crescita Il 63% degli intervistati dichiara che la propria spesa per luce e gas è aumentata nell’ultimo anno (il 25% “di molto”), contro appena il 6% che segnala una diminuzione. Il rapporto con le bollette resta comunque sereno per la maggioranza (55%), ma il 38% lo definisce problematico, e in questa quota il 7% teme apertamente di non riuscire a pagare le bollette. Incrociando la spesa familiare complessiva (1.280 euro al mese in media) con la componente energetica (204 euro al mese in media), l’incidenza delle bollette sul bilancio familiare si attesta al 18%. Tra chi ha indicato entrambi i dati, quasi un terzo (32%) dichiara che le bollette pesano per più del 20% delle spese totali: un dato che segnala quanto il costo dell’energia resti una voce sensibile per il bilancio delle famiglie del Nord Ovest. Sulle cause dei rincari degli ultimi due anni il giudizio è netto: il 75% degli intervistati individua nei conflitti internazionali e nell’instabilità geopolitica il fattore principale, ben davanti alla dipendenza dalle importazioni energetiche (15%), alle dinamiche speculative sui mercati (14%) e a tasse e oneri di sistema (13%). Nonostante questa consapevolezza, il monitoraggio dei consumi resta un’abitudine poco radicata: il 42% controlla i propri consumi solo quando riceve la bolletta, il 18% raramente o mai, e solo il 7% lo fa con cadenza settimanale. Fornitura di energia: il costo guida (quasi) ogni scelta Nell’ultimo anno il 20% degli intervistati ha cambiato fornitore di luce o gas, e un ulteriore 12% ci sta pensando. Tra chi ha cambiato o valuta di farlo, la motivazione è quasi esclusivamente economica: l’81% indica il costo come ragione principale, molto davanti alla qualità dell’assistenza clienti e all’affidabilità dell’azienda (4% ciascuna) e alla sostenibilità dell’offerta (3%). Efficienza energetica: comportamenti a costo zero sì, investimenti no Le famiglie del Nord Ovest adottano soprattutto le strategie di risparmio che non richiedono spesa: il 71% sposta l’uso dei grandi elettrodomestici nelle fasce orarie più economiche. Le azioni che comportano un costo o una rinuncia personale sono molto meno diffuse: regolare la temperatura invernale entro i 20° (18%), sostituire un elettrodomestico con uno a basso consumo (9%), installare un cappotto termico (appena il 3%). Guardando al futuro, la propensione a investire resta bassa: il 46% esclude con certezza di investire almeno 1.000 euro nel prossimo anno per l’efficienza energetica della casa, e solo il 3% lo dà per certo. L’ostacolo principale è netto e quasi monocausale: l’82% indica il costo iniziale troppo elevato, ben davanti a tempi di rientro lunghi (15%) e burocrazia (12%). Anche tra chi vive in una casa di proprietà, e avrebbe quindi piena titolarità a intervenire, la barriera del costo iniziale resta la prima citata, addirittura più alta (86%) rispetto a chi vive in affitto (65%). L’indagine si inserisce nel percorso che il Gruppo uBroker porta avanti insieme a YouTrend per ascoltare le reali esigenze delle famiglie italiane e restituire un quadro trasparente e aggiornato sul rapporto tra cittadini ed energia, in un momento storico segnato da forte instabilità internazionale.