ECONOMIA

“Pinerolese e Valli”… un futuro turistico-economico d’eccellenza

Alla “Fondazione Malva Arnaldi” di Bibiana, un incontro fra le varie “anime” del territorio per definire un proficuo gioco di squadra

Giovedì 26 marzo, ore 14

Bibiana (Torino)

Siamo all’imbocco della Val Pellice, in uno dei punti nevralgici dell’Unione Montana del Pinerolese. Simbolico il luogo d’incontro. Quella “Fondazione Malva Arnaldi” di via San Vincenzo 48, a Bibiana (nata come “Ente Morale” nel 1931 e diventata “Fondazione del Terzo Settore” nel 2021, oggi presieduta da Danilo Breusa), che oltre a curare i “campi-collezione” di melepere uva, mette al centro di progetti di sperimentazione e aggregazione agricola antiche varietà di frutta, tanto da portare, nel tempo, al riconoscimento di “nuovi vini DOC” e alla nascita dell’Associazione “Antiche mele piemontesi”. Non si poteva dunque trovare luogo significativamente migliore per ospitare l’incontro dal titolo “Pinerolese e Valli: turismo, gusto, identità. Dalla vocazione alla destinazione”, promosso dal “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli” per riflettere sulle potenzialità di un’area “che chiede di passare da una semplice attitudine naturale a una vera e propria strategia di sistema”. Tema chiave della giornata sarà infatti “la necessità di fare rete per costruire un modello di turismo enogastronomico integrato, capace di mettere a sistema le diverse anime che compongono l’offerta del territorio”.

L’incontro vedrà la partecipazione di figure di spicco delle Istituzioni e del “settore agroalimentare”, impegnate in un confronto serrato e concreto a tracciare un possibile “percorso comune” che sia in grado di unire commercio, agricoltura e sport sotto un’unica visione di “sviluppo turistico”. Coordinatore il giornalista “Mediaset” Beppe Gandolfo, tra i relatori interverranno Maria Luisa Coppa, presidente di “Ascom Torino” e vicepresidente della torinese “Camera di Commercio”, e Paolo Bongioanni, assessore della “Regione Piemonte” con deleghe al “commercio, agricoltura, cibo, turismo e sport”, a testimonianza della trasversalità necessaria per far crescere la destinazione Pinerolese. Il dibattito entrerà nel merito delle dinamiche produttive e culturali con il contributo di Silvio Barbero, del Comitato esecutivo dell’“Università di Scienze Gastronomiche” di Pollenzo, che analizzerà il legame profondo tra la terra e la tavola come elemento di attrazione turistica consapevole. Ad arricchire la tavola rotonda, porteranno il loro contributo anche Luigi Caricato, scrittore e oleologoAnnalisa Renzi per la “Fondazione UNA – Uomo, Natura, Ambiente” e Rossana Turina, presidente del “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli”, che porterà l’esperienza diretta di chi ogni giorno lavora per la promozione di queste vallate”. Argomento in discussione nel pomeriggio, le strade da seguire per trasformare le “produzioni tipiche” e il “paesaggio agrario” in “esperienze turistiche memorabili”, capaci di attrarre un pubblico nazionale e internazionale interessato all’autenticità e alla qualità della vita.

“L’enogastronomia – dichiara Rossana Turina, presidente del ‘Consorzio Turistico Pinerolese e Valli’ –  non è solo un biglietto da visita, ma un vero motore del nostro sviluppo turistico. Il nostro obiettivo è stimolare un salto di qualità culturale: vorremmo che ogni operatore, dall’albergatore al ristoratore, diventasse il primo ambasciatore delle eccellenze del territorio. Conoscere i prodotti locali, proporli con orgoglio e raccontarne la storia significa elevare l’esperienza dell’ospite, trasformando un semplice soggiorno in un viaggio nei sapori autentici.  E aggiunge: “C’è di più: fare rete intorno ai nostri prodotti significa far crescere l’intero tessuto economico. Vogliamo innescare un meccanismo virtuoso che porti a ripensare le dinamiche della produzione in chiave turistica, creando un legame indissolubile tra chi coltiva la terra e chi accoglie il viaggiatore. Questo incontro vuole essere uno stimolo concreto per passare dalla consapevolezza all’azione: solo mettendo a sistema le nostre identità potremo dare al Pinerolese la forza di una destinazione competitiva e moderna”.

E alla Turina, fa eco Maria Luisa Coppa, presidente “Ascom Torino”: “Il Pinerolese e le sue Valli esprimono una vocazione turistica legata a un turismo dolce, slow, attento alla scoperta autentica dei luoghi, dei paesaggi e delle comunità. È un territorio che si presta in modo particolare a questo approccio perché unisce la dimensione ‘outdoor’, fatta di cammini, trekking e natura, a una forte identità storica e culturale, che va dalla tradizione cavalleresca di Pinerolo ai luoghi d’arte e di spiritualità diffusi sul territorio. L’enogastronomia rappresenta, in questo quadro, un autentico volano per il turismo, perché raccoglie e rende riconoscibile l’anima più profonda del territorio. La sfida, oggi, è compiere un passo ulteriore, trasformando questa ricchezza in un’offerta turistica sempre più strutturata e capace di generare valore diffuso per il territorio, per il commercio e per l’intero sistema delle imprese locali”. Per partecipare all’incontro, è necessario confermare la presenza all’indirizzo info@turismopinerolese.it . “Sarà un’occasione fondamentale – concludono i promotori – per passare dalle parole ai fatti, consolidando quella rete tra pubblico e privato che è l’unica base solida su cui fondare una destinazione turistica moderna, sostenibile e orgogliosa della propria identità”.

g.m.

Nelle foto: Maria Luisa Coppa e Rossana Turina

Nodes, un ecosistema di ricerca e innovazione

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A conclusione del programma NODES – Nord Ovest Digitale E Sostenibile, l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Next Generation EU, presenta i risultati delle attività realizzate e l’impatto generato su ricerca, imprese e territori nel corso di oltre tre anni di attività e il contributo offerto al rafforzamento del sistema della ricerca e dell’innovazione nel Nord Ovest e nel Paese.

Nato all’interno del programma nazionale degli Ecosistemi dell’Innovazione, NODES ha avuto l’obiettivo di rafforzare la capacità di collaborazione tra università, imprese e territori, accelerando il trasferimento tecnologico, sostenendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e favorendo lo sviluppo di competenze avanzate per accompagnare la doppia transizione digitale ed ecologica.

Con una dotazione complessiva di oltre 112 milioni di euro, il programma ha coinvolto 33 partner tra universitàcentri di ricerca e attori dell’innovazione, attivando un ampio sistema di collaborazioni tra università, imprese, pubbliche amministrazioni e territori. Le attività si sono sviluppate principalmente nei territori di Piemonte, Valle d’Aosta e nell’area occidentale della Lombardia, rafforzando allo stesso tempo la cooperazione con università e imprese delle regioni del Sud Italia, attraverso un investimento dedicato di circa 15 milioni di euro, in linea con gli obiettivi nazionali di sviluppo e coesione territoriale.

“Innovare oggi significa trasformare la conoscenza scientifica in valore concreto per imprese e territori. L’Ecosistema NODES ha contribuito a costruire ponti tra università, ricerca e sistema produttivo, accompagnando la trasformazione digitale ed ecologica del Paese. Il progetto ha rappresentato un’ottima palestra per testare le ricadute su tutto il territorio delle competenze tecnologiche e scientifiche messe a disposizione dagli atenei”, dichiara Stefano Corgnati, Presidente dell’HUB NODES e Rettore del Politecnico di Torino.

Un ecosistema di ricerca e innovazione

Il modello NODES si fonda infatti sulla collaborazione tra università, imprese e territori e sull’organizzazione delle attività in sette Spoke tematici, coordinati dagli Atenei partner dell’Ecosistema.

Gli Spoke hanno sviluppato progetti di ricerca e innovazione in ambiti strategici per lo sviluppo sostenibile, tra cui:

  • aerospazio e mobilità sostenibile
  • green technologies e industria sostenibile
  • turismo e industria culturale
  • montagna digitale e sostenibile
  • salute e silver economy
  • agroindustria primaria
  • agroindustria secondaria

Questo modello ha permesso di mettere in rete competenze scientifiche, infrastrutture di ricerca e capacità imprenditoriali, favorendo la nascita di nuove collaborazioni e la sperimentazione di soluzioni innovative con ricadute concrete sul territorio.

I risultati e l’impatto del programma

Nel corso dei tre anni di attività, NODES ha sostenuto numerosi progetti di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e innovazione, contribuendo a rafforzare in modo concreto il dialogo tra sistema accademico e sistema produttivo.

Le iniziative dell’Ecosistema hanno coinvolto centinaia di ricercatori, innovatori, studenti e professionisti, favorendo lo sviluppo di nuove competenze e modelli di collaborazione tra ricerca e imprese. In questo contesto, un ruolo centrale è stato svolto dalle attività di supporto alle imprese e alle startup innovative, attraverso programmi di accompagnamento all’innovazione, formazione imprenditoriale e strumenti di accelerazione.

In particolare circa l’80% delle imprese coinvolte in NODES riconosce l’impatto positivo del ruolo degli Atenei nei processi di innovazione delle imprese.

Nel complesso, NODES ha generato un impatto significativo sul territorio, rafforzando le connessioni tra università, imprese e istituzioni e sostenendo la diffusione di conoscenze e competenze avanzate. Le attività sviluppate hanno contribuito ad aumentare la capacità dei territori di generare innovazione, attrarre talenti e favorire la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico, consolidando il ruolo del Nord Ovest come uno dei principali poli italiani della ricerca e dell’innovazione.

Un risultato particolarmente rilevante riguarda lo sviluppo tecnologico dei Proof of Concept Accademici: le soluzioni sviluppate hanno registrato un avanzamento medio di due livelli di maturità tecnologica (TRL 4 → 6), avvicinandosi alla fase di applicazione sul mercato. I PoC accademici si sono anche rivelati un potente catalizzatore di nuove collaborazioni con aziende, enti industriali e partner territoriali. Un percorso che si traduce anche in nuove imprenditorialità: 10 startup e spin-off avviati, con 2 ulteriori realtà in fase di costituzione.

L’impatto sulle imprese dell’Ecosistema è altrettanto significativo: il 92% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi o innovato quelli esistenti, risultato che contribuisce alla crescita e all’espansione dei mercati di riferimento già nel breve-medio termine, mentre l’89% ha introdotto innovazioni di processo, rafforzandone efficienza e competitività nel medio-lungo periodo. Inoltre, il 79% delle imprese dichiara di aver coinvolto giovani neo-laureati o alla prima esperienza professionale nelle attività di ricerca e innovazione, lasciando emergere una forte domanda di nuove competenze e una crescente apertura delle imprese verso giovani talenti.

Uncem: che fare per acqua, foreste, ghiacciai

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Si celebrano insieme, in due giorni, acqua, foreste, ghiacciai. Tre Giornate internazionali, evocate anche  a Che tempo che fa e in tante situazioni dai media. Due giorni che cosa lasciano? Uncem da sempre lavora su questi temi chiedendo percorsi politici. Chiedendo che siano la Politica, le Istituzioni, a tracciare pecorsi senza arretrare, guardando avanti. Ma siamo tutti noi Politica. Attivi. Non diamo la colpa, non gettiamo veli e non chiediamo sempre ad altri. Impegniamoci noi, Comuni, Enti locali montani. Anche noi dobbiamo cambiare passo. Le Green Community sono il naturale perimetro di queste azioni che passano dalla valorizzazione dei servizi ecosistemici-ambientali, dalla costruzione di scelte oltre i singoli campanili. Sui servizi ecosistemici, è necessario dare pieno valore all’acqua e alle foreste. Togliamo di mezzo ideologie e millantatori sui crediti di carbonio forestali. Facciamo ordine dicendo che sono il mezzo e non il fine per la pianificazione e la gestione forestale sostenibile. Sull’acqua, si introduca in tutte le Regioni una percentuale della tariffa del ciclo idrico integrato, senza aumentarla, che torni al territorio montano, attraverso gli Enti locali sovracomunali, per la prevenzione del dissesto e la tutela delle fonti. Ci sono 200milioni di euro potenziali annui, con una percentuale tra il 3 e il 5% di quello che le famiglie pagano l’anno. Sul legno, si creino accordi tra proprietari forestali, Enti locali, imprese: le filiere foreste-legno-energia sono pezzo portante delle rinnovabili. Scegliere il legno è presente. Per fare calore, per fare case, per essere meno dipendenti dall’estero. Serve la Politica. Servono azioni di giustizia sociale, necessarie, come scrive la Laudato Si, come recita un sano e duraturo Green Deal. No alle semplificazioni. È un percorso politico complesso quello in cui vogliamo essere. Non basta dire che investiamo qualche risorsa economica, è greenwashing. Non bastano promesse o dichiarazioni. La montagna garantisce l’acqua perché le foreste sono gestite e non più abbandonate. Perché ci sono comunità che vivono i territori, i paesi. I ghiacciai dipendono dalla nostra capacità di essere lungimiranti. Anche qui, serve la Politica. Che sappia essere impegnata negli investimenti, non solo di soli e nel riconoscere i ruoli dei territori connessi tra loro, i flussi tra Città e Montagne. Ne abbiamo bisogno, e i Comuni insieme sono chiamati a fare la loro parte”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

Torino ospita una nuova tappa del Net Forum 2026

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Martedì 24 marzo, nella cornice di Palazzo Barolo

Torino ospita una nuova tappa del Net Forum 2026, il percorso di confronto e approfondimento sui cambiamenti del sistema produttivo e del mercato del lavoro. L’appuntamento è per martedì 24 marzo alle ore 14.30, nella cornice di Palazzo Barolo, nel cuore cittadino.

Il focus dell’incontro, dal titolo “Dalla fabbrica al territorio: competitività, competenze e governance” è costruire una base comune di lettura del sistema economico produttivo, andando oltre una fotografia settoriale e frammentata. La sessione inaugura i lavori del workshop con un approccio sistemico alle filiere industriali, con particolare attenzione al comparto della meccanica, strategico per il territorio piemontese e nazionale. Obiettivo centrale dell’incontro è quello di fornire strumenti di interpretazione condivisi sulle trasformazioni in atto, mettendo in relazione dinamiche produttive, territori e mercato del lavoro, per favorire un dialogo efficace tra istituzioni, imprese e sistema formativo.

L’evento è co-progettato con Sviluppo Lavoro Italia, il quale darà un contributo chiave attraverso l’analisi basata sui dati di Labour Market Intelligence, che offre un inquadramento aggiornato delle principali dinamiche occupazionali e delle criticità legate al mismatch di competenze lungo le filiere industriali.

L’analisi consentirà di individuare i nodi strutturali tra domanda di lavoro e offerta di competenze, ponendo le basi per il lavoro di approfondimento successivo. Nel corso della sessione, verrà inoltre illustrato il disegno dell’indagine “Quali-quantitativa” che Sviluppo Lavoro Italia approfondirà nelle prossime settimane. L’indagine, attraverso il coinvolgimento di testimoni privilegiati, mira a rilevare in modo puntuale il disallineamento tra fabbisogni professionali delle imprese e offerta formativa, fornendo evidenze utili nell’orientamento delle politiche del lavoro e della formazione più efficaci.

L’evento si rivolge a rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, delle parti sociali, della formazione e della ricerca, e rappresenta un’occasione di confronto aperto sui grandi temi dello sviluppo, del lavoro e delle competenze.

Mara Martellotta

A 40 anni dallo scandalo del metanolo: meno etichette, più voce. Il Piemonte oltre la retorica del vino

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L’OPINIONE

Dal metanolo alla qualità: quarant’anni dopo, il vino italiano è un’altra cosa. I numeri parlano chiaro — meno quantità, più valore, denominazioni passate dal 10% al 60%, export moltiplicato — ma la vera domanda oggi non è più cosa siamo diventati è:  “come lo raccontiamo”?

Il Piemonte del vino è arrivato dove voleva arrivare. Anzi, oltre. Le Langhe e il Monferrato non devono più dimostrare nulla: sono diventati un riferimento globale per i vini rossi: Barolo, Barbaresco, Barbera

Allora il punto è un altro. Se il livello si è alzato così tanto, perché il modo di comunicarlo è rimasto così uguale?  Stesse parole, stessi codici, stessa estetica rassicurante. Territorio, tradizione, eccellenza. Tutto vero, per carità. Ma anche tutto terribilmente omologato, quasi invisibile.

La domanda scomoda che dobbiamo porci è questa: “c’è davvero ancora bisogno di raccontare l’identità del vino piemontese come se fosse una scoperta? Non è forse arrivato il momento di cambiare linguaggio?”

Perché oggi il consumatore non è più quello degli anni ’90. È più curioso, meno reverente, più distante da certi rituali. E forse proprio per questo più disposto ad ascoltare — ma solo se qualcuno smette di parlargli dall’alto.

Perché la qualità, ormai, è acquisita. Adesso tocca alla voce.


Chiara Vannini

 

 

 

1. La vicenda del vino al metanolo (1986)
Nel marzo 1986 scoppiò in Piemonte, soprattutto tra le province di Cuneo e Asti, uno dei più gravi scandali alimentari italiani. Alcuni produttori senza scrupoli alterarono vini economici aggiungendo metanolo, una sostanza tossica, per aumentarne artificialmente la gradazione alcolica e il prezzo di vendita. Le conseguenze furono drammatiche: 23 persone persero la vita, oltre 150 rimasero intossicate e molte subirono danni permanenti, tra cui la perdita della vista.

Le indagini portarono alla luce un sistema di frodi diffuso e coinvolsero numerose aziende, con processi e condanne per i responsabili. L’impatto sul settore fu immediato: i consumi crollarono, le esportazioni subirono forti limitazioni e l’immagine del vino italiano venne seriamente compromessa a livello internazionale.

Tuttavia, da questa crisi nacque una svolta importante: furono introdotti controlli più rigorosi, si rafforzò il sistema delle denominazioni di origine e si avviò un progressivo passaggio verso una produzione orientata alla qualità e alla valorizzazione del territorio.

2. L’export del vino piemontese oggi (dati recenti)
Attualmente il Piemonte si conferma tra le principali regioni italiane per esportazione di vino. Nel 2025 il valore delle vendite all’estero ha superato 1,15 miliardi di euro, pari a circa il 15% dell’export nazionale, collocando la regione tra le prime tre in Italia.

Il dato evidenzia però una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (circa -2%), legata a un contesto internazionale più complesso: incidono fattori come il rallentamento dei consumi, le tensioni commerciali e alcune difficoltà nei mercati chiave, come quello statunitense.

Nonostante queste criticità, il settore resta competitivo: una quota significativa della produzione regionale (intorno al 60%) è destinata ai mercati esteri. Accanto ai tradizionali sbocchi europei e nordamericani, si stanno rafforzando nuove aree di crescita, tra cui Medio Oriente e Asia.

Il Piemonte continua quindi a puntare su vini di fascia alta, certificazioni di qualità e forte identità territoriale, mantenendo un ruolo di primo piano nello scenario vitivinicolo internazionale.

Ai Comuni i Fondi di sviluppo e coesione

Dopo l’approvazione della Giunta regionale i 24 accordi di collaborazione, uno per ogni Area Territoriale Omogenea (ATO), che consentiranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione, hanno iniziato ad essere sottoscritti con gli 805 Comuni beneficiari, che riceveranno complessivamente 105 milioni di euro.

«Con queste risorse diamo risposte ai territori e finanziamo interventi strategici per le nostre comunità – dichiara il presidente della Regione Alberto Cirio – In questi anni abbiamo concentrato la nostra programmazione utilizzando le risorse disponibili, a partire dai fondi europei, per le necessità dei Comuni, con progetti su misura, costruiti insieme alle comunità locali, portando avanti un grande lavoro di trasformazione di un Piemonte che sta cambiando e che investe sul futuro».

«Il metodo con il quale in questa programmazione sono stati stanziati i Fondi di Sviluppo e Coesione – specifica l’assessore Gian Luca Vignale – ha consentito ai Comuni utilizzare le risorse per le priorità delle loro comunità con un’ampia gamma di possibilità. Dalla rigenerazione urbana alla salute e dall’istruzione al welfare. Ha visto le amministrazioni collaborare all’interno dell’Area con efficacia per creare strategie di sviluppo condivise e progetti di ampio respiro sovracomunale. Grazie ad un iter semplificato, infine, diverse opere sono state realizzate a poco più di un anno dall’inizio della programmazione, mentre gran parte dei progetti presentati e finanziati sono in corso d’opera o hanno già superato la fase di progettazione per essere cantierizzati. Uno strumento che per la sua semplicità, efficacia e coinvolgimento dal basso dei Comuni contiamo di replicare come buona pratica per l’utilizzo dei fondi di sviluppo».

Si è cominciato mercoledì 11 marzo dal Cuneese: a Ceva per le aree Terre di Langa, Valle Stura, Monregalese, Valle Tanaro e Cebano, poi a Cherasco per le aree Roero, Pianura cuneese, Terre del Monviso, alla presenza del presidente Cirio e degli assessori Vignale e Marco Gallo.

Torino, lieve aumento dei prezzi al consumo 

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Un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del +1,2% rispetto al mese di febbraio 2025. Questi i dati diffusi nel mese di febbraio 2026 a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dall’Ufficio di Statistica della Città. L’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 100,9 (Base Anno 2025=100).

L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi delle bevande alcoliche, tabacco e droghe (+2,0%), trasporti (+1,2%), servizi di ristoranti e servizi di alloggio (+1,0%), informazione e comunicazione (+0,9%), assistenza alla persona, protezione sociale e beni e sevizi sociali (+0,8% ), ricreazione, sport e cultura (+0,3%), abbigliamento e calzature (+0,2%). Pressoché invariati i servizi relativi all’abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili (+0,1%), i finanziari e assicurativi (+0,1%). Così come gli apparecchi per uso domestico, arredamenti e manutenzione corrente dell’abitazione (0,0) e i servizi di istruzione (0,0).

In diminuzione i prodotti alimentari e le bevande analcoliche (-0,1%), la sanità (-0,1%).

L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’ISTAT.

I dati relativi al mese di febbraio si possono consultare sul sito: http://www.comune.torino.it/statistica/

TorinoClick

Gli Oscar dell’Ecoturismo

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Sono stati assegnati al Salone Fa’ la cosa giusta di Milano, da Legambiente con PEFC Italia e Uncem, gli Oscar dell’Ecoturismo. L’iniziativa coordinata da Sebastiano Venneri e Antonio Nicoletti, dirigenti di Legambiente, ha visto l’incontro tra le migliori esperienze italiane per un “altro turismo” che incrocia sostenibilità, rispetto per l’ambiente, gestione forestale, cura del turista in località di pregio e sviluppate in sinergia tra imprese ed Enti locali. “Le esperienze che ottengono gli Oscar dell’Ecoturismo  – evidenzia Sebastiano Venneri, responsabile nazionale Turismo di Legambiente – mirano a minimizzare l’impatto ambientale, a sostenere le comunità locali e a promuovere la conservazione della biodiversità e l’inclusività. Una direzione giusta, che speriamo venga replicata in tantissime altre occasioni che vogliamo valorizzare con sinergie e strumenti di incoming nell’interesse pieno dei territori, delle comunità che li vivono”.

Di seguito tutti i premiati:

Sardegna

Ammentos – Ospitalità diffusa

Comune: Posada (Nu)

Il progetto di ospitalità diffusa Ammentos interessa il borgo medioevale di Posada, comune Dal 2021 un’impresa edile locale ha convertito la propria attività scegliendo consapevolmente di abbandonare la nuova costruzione, con conseguente consumo di suolo, per dedicare le proprie energie al recupero del costruito esistente. Ha dunque avviato -con risorse proprie e senza alcun finanziamento pubblico- un progetto di progressivo acquisto e riqualificazione di abitazioni medioevali abbandonate site nel centro storico per comporre un sistema di ospitalità diffusa che punta sulla qualità dell’esperienza.

Tutte le case hanno un affaccio sul delta del Rio Posada, facente parte del Parco di Tepilora, e sull’arco costiero. Sono arredate e climatizzate per consentire un utilizzo non soltanto estivo, ma in tutto l’arco dell’anno.

Dopo anni di totale assenza di servizi nel centro storico, la comunità “fluttuante” che si è ricreata grazie alla capacità ricettiva di Ammentos ha stimolato l’apertura di una gastronomia, un bar, una pizzeria e una gelateria.

Sito web: https://www.ammentosposada.it/

Referente: Luigi Contu

 

Limolo House 56 Green

Comune: CABRAS (OR)

Limolo House 56 Green si trova nel centro storico di Cabras, nel territorio del Sinis, un’area di altissimo valore naturalistico, paesaggistico e culturale, caratterizzata da zone umide di importanza internazionale, lagune costiere, spiagge naturali, sistemi dunali e un importante patrimonio archeologico (Tharros, Mont’e Prama luogo di ritrovamento dei Giganti, villaggi nuragici).

Si tratta di un progetto di ospitalità sostenibile che integra accoglienza turistica, bioarchitettura ed educazione ambientale.

La struttura è stata ristrutturata secondo criteri di sostenibilità ambientale, utilizzando materiali naturali e soluzioni a basso impatto, e propone un modello di turismo lento e consapevole.

Oltre al soggiorno, Limolo House promuove:

· esperienze di conoscenza del territorio del Sinis;

· momenti di incontro, divulgazione e scambio culturale sui temi della sostenibilità;

· una relazione diretta e responsabile tra ospiti, ambiente e comunità locale.

Recapiti Sito web: https://www.limolo.it

 

Referente: Daniela Meloni

 

Lombardia

EcoOstello Interflumina – Cascina Sereni

Comune: Casalmaggiore (Cr)

Situata nel verde delle campagne casalasche, l’EcoOstello si trova all’interno del Parco Golena del Po, a soli 1 km dal centro di Casalmaggiore.

L’EcoOstello si distingue per il suo approccio educativo innovativo, che integra sport, salute e inclusione. L’obiettivo è favorire una rigenerazione spirituale che coinvolga anima e corpo attraverso:

  • Immersione nella natura: itinerari nel Bosco Golena del Po per osservare la biodiversità e godere di un ambiente lontano dal caos cittadino.
  • Attività pedagogico-didattiche: basate su metodologie cooperative e strumenti come il Circle-Time e il Diario di Bordo.
  • Proposte personalizzabili: i docenti possono modulare le attività secondo le esigenze didattiche della classe, con il supporto di personale specializzato.

Il progetto prevede un uso sperimentale dei campi circostanti, con coltivazioni mirate sia alla produzione di alimenti per la cucina dell’EcoOstello, sia alla sensibilizzazione e formazione dei visitatori. Le coltivazioni, che comprendono verdure, cereali e frutta, saranno utilizzate per educare i visitatori sul significato di pratiche come la coltivazione biologica e la permacoltura.

 

Hotel Funivia

Comune: Bormio (So)

  • Immerso nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, in una natura incontaminata tutta da scoprire, l’hotel Funivia è situato in centro a Bormio. Tantissime proposte per lo sport, il benessere, e il relax; si distingue soprattutto per i tanti servizi per i ciclisti: servizio noleggio, percorsi guidati alla scoperta del territorio, spazi comuni dove poter conoscere altri ciclisti e confrontarsi

 

Piemonte

Azienda agricola Marco Bozzolo

Comune: Viola Castello (Cn)

La famiglia Bozzolo si dedica alla castanicoltura da diversi secoli a Viola Castello. Attraverso molte generazioni, ha sempre gestito direttamente questa attività mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. L’Azienda fa parte della Comunità Slow Food “Custodi dei Castagneti delle Alpi Liguri”. Impegnata da sempre nella castanicoltura, ogni generazione che si è succeduta ha custodito i segreti del lungo processo di essiccazione delle castagne nel rispetto dell’antica tradizione che, ancora oggi, avviene nell’essiccatoio originale, una costruzione dell’800 in pietra e legno completamente ristrutturata nel 2018.

L’Azienda Agricola Marco Bozzolo gestisce e controlla tutta la filiera produttiva, dalla conduzione dei castagneti, alla raccolta, alla selezione, alla trasformazione fino al confezionamento e alla commercializzazione.

https://www.marcobozzolo.com/

 

Trentino Alto Adige

Hotel Bertelli

Comune: Madonna di Campiglio (Tn)

L’Hotel Bertelli è guidato da oltre 40 anni dalla famiglia Bertelli, e fin dalla nascita la sostenibilità è stata una scelta prima di tutto etica e successivamente strategica, seguendo valori e principi di sostanza come il rispetto della natura e del territorio, l’integrità personale e professionale e il ruolo strumentale del profitto. Si tratta di un progetto che non riguarda solamente la sostenibilità ambientale, ma anche, quella sociale intesa nei termini di prendersi cura e tutelare i rapporti con clienti, dipendenti, fornitori, stakehoder locali. L’attenzione verso l’ambiente fa da sempre parte del DNA della famiglia Masè, tanto che nella primavera 2015 all’Hotel Bertelli è stata realizzata una centrale termica alimentata a biomasse.  L’Hotel Bertelli utilizza energia green e si approvvigiona da fornitori certificati che garantiscono elevati livelli di qualità; sostiene le produzioni agroalimentari locali; valorizza il capitale umano, supportando i propri dipendenti e collaborando con la comunità locale

 

Veneto

Natiia Wine Relais

Comune: Lazise (Vr)

Ospitalità rurale tra le colline di Lazise che si affacciano sul Lago di Garda, il Natiia Wine Relais offe accoglienza autentica, elegante e raffinata, che affonda le sue radici nella storia di Villa Bottona e della sua azienda agricola. Con una profonda sensibilità per la sostenibilità e il design integrato nella natura, ha trasformato l’ospitalità in un’esperienza autentica e non convenzionale, dove la terra e il benessere, la storia e la bellezza si fondono armoniosamente.

 

Azienda Agricola Damòs

Comune: Valle di Cadore (Bl)

L’Azienda Agricola Damòs (già Bandiera Verde di Legambiente) nasce per concretizzare la volontà di vivere in armonia con il territorio, imparando a rispettare lo scorrere delle stagioni e ciò che la terra naturalmente è in grado di offrire. Un impegnativo progetto agricolo, ma sicuramente stimolante e sorprendente. Oltre all’ospitalità e alla produzione di prodotti agricoli, l’azienda ospita attività didattiche, organizza escursioni ed arrampicate nella vicina falesia.

 

Lazio

Bottega Parlante

Comune: Settefrati (Fr)

La Bottega Parlante è il negozio di alimentari e lo spazio coworking del piccolo borgo montano di Settefrati, nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
La Bottega offre cibi e bevande del territoriogeneri alimentari freschi e genuiniprodotti per la casa eco-friendly, e prepara aperitivi, merende e picnic. Con un’ampia gamma di generi alimentari, detersivi alla spina ed altri prodotti per la casa e per l’igiene personale, promuove pratiche sostenibili per ridurre l’impatto ambientale. Oltre alla vendita, La Bottega è uno spazio di incontro e condivisione, con aree dedicate al lavoro e alla socializzazione.

 

Fra i Monti

Comune: Terelle (Fr)

La cantina Fra i Monti nasce acquistando vecchi vigneti abbandonati ad un’altitudine piuttosto elevata, a circa 1000 metri sul livello del mare. Circondati da una natura prevalente, caratterizzata da castagni, i vigneti sono composti da cultivar autoctone come Maturano, un vitigno bianco quasi completamente estinto, e Semillion, vitigno importato dalla Francia in epoca napoleonica. Tutti i vigneti sono coltivati biologicamente senza l’uso di sostanze chimiche e in cantina, c’è un approccio biodinamico, con vinificazione spontanea, lieviti indigeni e affinamenti in anfore. Oltre al vino, l’azienda produce olio, la caratteristica birra di castagne proveniente dal proprio castagneto, sott’olio. Inoltre la ristrutturazione dell’antico casolare accoglie nuclei familiari, coppie e giovani.


Abruzzo

Terra di Ea

Comune: Tortoreto (Te)

Trenta ettari tra parco sensoriale, orto biologico, uliveto, vigneto, fattoria degli animali, attività pedagogiche e formative, ristorante, 5 appartamenti. Tutto questo è Terra di Ea, cooperativa dove agricoltura naturale, cibo sano, cultura, arte e convivialità si fondono in uno spazio ideale. L’azienda si sviluppa come agriturismo, fattoria didattica, fattoria di animali, orto e produce miele, vino, pane con grani antichi. Qui tutto è certificato biologico e tutto viene condotto seguendo una filosofia ben precisa: ridare il giusto valore all’uomo dietro ai prodotti, perché ciò che rende una materia prima unica è proprio la mano dell’uomo.

 

Molise

Consorzio Forestale del Matese

ll Consorzio Forestale del Matese interessa il territorio dei comuni di Sepino, Campochiaro, San Giuliano del Sannio, Cercepiccola e Guardiaregia in provincia di Campobasso e parzialmente inseriti nel Parco nazionale del Matese. Il Consorzio, oltre alla gestione forestale sostenibile, è impegnato nella valorizzazione delle diversità paesaggistiche del vasto territorio coinvolto, e promuove la valorizzazione turistica e dei servizi per le attività outdoors, e il ripristino dei sentieri forestali per soddisfare le necessità di un turismo lento e sostenibile. Il Consorzio, nato nel 2023 ha ottenuto la certificazione forestale PEFC nel 2025, ed ha già realizzato una serie di cartografie tematiche per il cammino della Via del Legno e del Grano che interessa i sentieri dei comuni consorziati, e organizza escursioni guidate alla visita degli esemplari di faggio monumentale “i tre frati” sul Monte Mutria per promuovere a piccoli passi la conoscenza della gestione forestale sostenibile.

 

Campania

Agriturismo Porta Sirena

Comune: Paestum (Sa)

L’agriturismo Porta Sirena, a Paestum, è una realtà che coniuga ospitalità (a due passi dall’area archeologica), ristorazione legata alla tradizione, produzione casearia di eccellenza e allevamento di bufale improntato al benessere animale provenienti dall’azienda agricola Jemma

 

Vigna delle Rose – Casa Setaro

Comune: Trecase (Na)

Un pó casa e un pó albergo, ma soprattutto un luogo dove vivere diverse esperienze legate al Vesuvio: Vigna delle Rose – Casa Setaro sorge all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. Diciotto ettari vitati, su suoli vulcanici a diversa altitudine ed esposizione, sono coltivati in regime biologico con sole varietà autoctone, perseguendo la salvaguardia ambientale, il recupero e la valorizzazione del paesaggio. Il modello di ospitalità scelto, l’Albergo Diffuso, è sicuramente l’unico che poteva tradurre la filosofia di Casa Setaro.

 

Le prelibatezze di Nonno Luigi

Comune: San Giuseppe Vesuviano (Na)

Pierfrancesco Ammendola, titolare dell’azienda agricola Le prelibatezze di nonno Luigi, ha messo a frutto la sua grande passione per l’agricoltura. La mission dell’azienda è coltivare prodotti rispettando la terra ed i prodotti, senza l’utilizzo di pesticidi né diserbanti ma concimi naturali che non alterano le proprietà del prodotto finale. Dal 2006 ad oggi l’azienda agricola è diventata punto di riferimento importante sul territorio sia per i prodotti nati dalle sue coltivazioni sia per l’impegno nel portare avanti un’agricoltura sana che rispetta il territorio. I prodotti offerti sono marmellate, miele, conserve di pomodoro, vin cotto, crema di castagne; verdure in foglia, radicchio, scarole, cipolle, aglio, zucca, zucchine, fagioli, pomodorino del piennolo DOP, pomodoro pacchetella DOP.

 

Cooperativa Nuovo Cilento

Comune: San Mauro Cilento (Sa)

Da 50 anni la cooperativa Nuovo Cilento cresce, arrivando a 420 soci e 2500 ettari di terra nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e lavora per creare un’esperienza senza fine a contatto con la terra per uno stile di vita sostenibile, genuino e felice. La cooperativa è attiva in tante attività: corsi nella Biofattoria Didattica, esperienze di gusto al Ristorante Al Frantoio e prodotti di qualità. Si usano metodi di coltivazione che rigenerano la vita del suolo attraverso i principi dell’agricoltura organica e rigenerativa; si pratica innovazione tecnologica per il rispetto della vita della terra e per la sicurezza del lavoro in collina e montagna; vanta un frantoio all’avanguardia in Italia per un olio con altissima concentrazione di antiossidanti con certificazione biologica e nella denominazione di origine protetta DOP Cilento per l’olio di oliva

 

Calabria

Sibaritide Turismo

Comune: Corigliano Rossano (Cs)

Sibaritide Turismo è una piattaforma di promozione territoriale e gestione della destinazione che valorizza la Sibaritide attraverso un approccio orientato alla sostenibilità ambientale, culturale e sociale. Il portale mette in rete esperienze, itinerari e servizi che favoriscono un turismo lento, consapevole e rispettoso dei luoghi, con particolare attenzione ai paesaggi naturali, alle aree rurali, ai borghi e alle comunità locali. Pur non configurandosi come progetto di ecoturismo in senso esclusivamente tecnico, Sibaritide Turismo rappresenta uno strumento abilitante per lo sviluppo di pratiche ecoturistiche, promuovendo attività a basso impatto, la conoscenza del patrimonio naturale e culturale e il coinvolgimento diretto degli operatori del territorio. In questa ottica, il portale contribuisce alla costruzione di un modello di turismo responsabile, capace di generare valore duraturo per l’ambiente e per le comunità ospitanti.

 

Sicilia

Palma Nana

Comune: Palermo

Palma Nana è una cooperativa che opera da 40 anni nel settore del turismo sostenibile e sociale in maniera coerente, crescendo anno dopo anno e proponendo attività integrate di turismo, educazione ambientale e divulgazione. Scoprire, osservare, assaporare, toccare, emozionarsi davanti ad uno spettacolo della natura o alle parole di un testimone del sapere, sono indispensabili strumenti da portare sempre con sé, insieme al rispetto verso l’ambiente, le persone e le scelte coerenti in un’ottica di sostenibilità ambientale e sociale

 

Fontes Episcopi

Comune: Aragona (Ag)

Fontes Episcopi è un bioresort tra le dolci colline della provincia di Agrigento, che propone un’esperienza autentica di ospitalità e ristorazione. Oggi è anche un agriturismo biologico conosciuto come vero e proprio centro di ospitalità rurale, dove il vero “lusso” è il ritorno alla terra, tra orto biologico, cucine tradizionali a chilometro zero e una SPA ricavata dal palmento originale. Gestione della struttura all’insegna del motto “ricicla, riusa, riduci”. La struttura ottimizza il consumo idrico attraverso un sistema di raccolta delle acque piovane e fitodepurazione. Sotto il profilo energetico c’è un impianto fotovoltaico ad accumulo, una colonnina per la ricarica di moto e autoveicoli elettrici e gli impianti di riscaldamento e raffreddamento sono di ultima generazione gestiti con domotica. In struttura è bandita la plastica, vengono usati detersivi bio e agli ospiti sono riservati detergenti naturali di produzione propria a base di olio e piante.

Caro energia e petrolio, l’allarme di Confcooperative Piemonte

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Aumentano i costi lungo tutta la filiera, dalle imprese alle famiglie

Le tensioni internazionali e le nuove oscillazioni del prezzo del petrolio stanno tornando a pesare sull’economia reale e sul sistema cooperativo piemontese. A essere colpite sono attività diverse ma strettamente collegate tra loro: produzione agricola, trasporti, distribuzione, consumi energetici e casa. Il rischio, sottolinea Confcooperative Piemonte attraverso le voci delle proprie federazioni, è quello di una crescita dei costi lungo tutta la filiera, con effetti sempre più evidenti sia per i produttori sia per i consumatori.

Nel comparto agroalimentare, l’aumento del gasolio incide anzitutto sul lavoro quotidiano delle imprese agricole. “Ci sono almeno tre aspetti da considerare – osserva Roberto Morello, presidente di Confcooperative Fedagripesca Piemonte –. Il primo è l’impatto immediato sulla coltivazione dei fondi e sulla gestione degli allevamenti, perché il caro gasolio fa crescere i costi legati all’uso di attrezzature e mezzi. Il secondo riguarda i trasporti, quindi la raccolta e la movimentazione dei prodotti agroalimentari, dal latte alla frutta. Il terzo è la conseguenza finale: questi aumenti si ripercuotono inevitabilmente anche sulle tasche di tutti, perché significano maggiori costi per i consumatori.

A questa pressione si aggiunge quella che grava sul mondo dei servizi, dove energia e carburanti incidono direttamente sull’organizzazione delle attività. “Per molte cooperative del settore – dichiara Gianni Di Nunno, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Piemonte – i rincari pesano sulla gestione quotidiana, sugli spostamenti, sulla logistica e più in generale sui costi di esercizio. Quando i margini sono già limitati, anche aumenti contenuti possono diventare difficili da assorbire e mettere in tensione la sostenibilità delle attività. Una cooperativa su quattro, in particolare nei settori maggiormente energivori, rischia di non riuscire ad affrontare anche questa crisi”.

Sul fronte della distribuzione e dei consumi, il caro energia colpisce in modo diretto anche negozi e supermercati. “Con le speculazioni correlate alla guerra nell’area mediorientale e con le fluttuazioni del prezzo del petrolio, il costo dell’energia è aumentato creando non pochi problemi nella gestione delle attività”, afferma Roberto Forelli, presidente di Confcooperative Consumo e Utenza Piemonte. “Industria e supermercati cercano di frenare gli aumenti dei prezzi, ma la pressione sui costi rischia di essere forte”. Forelli richiama però anche una prospettiva di risposta strutturale. “Siamo sempre più convinti che l’unico modo per affrontare davvero il problema sia produrre una parte crescente dell’energia che consumiamo. Le cooperative di produzione e distribuzione di energia elettrica e le comunità energetiche rinnovabili che stanno nascendo possono dare un contributo concreto, sia nel contrasto alla povertà energetica sia sul piano della sostenibilità ambientale”.

I rincari, infine, rischiano di colpire subito anche le famiglie attraverso la casa. “Difendere il diritto all’abitare significa oggi anche proteggere le famiglie dal rischio di bollette e spese condominiali sempre più pesanti”, dichiara Alberto Anselmo, presidente di Confcooperative Habitat Piemonte. “Le tensioni sui mercati energetici possono avere effetti molto concreti nei nostri alloggi, soprattutto dove ci sono impianti centralizzati e costi comuni legati al riscaldamento e ai consumi elettrici. È una questione di tenuta sociale, prima ancora che economica”. Accanto a questo, Habitat richiama anche il ruolo delle cooperative di comunità, che nei territori costruiscono reti, servizi e risposte condivise in una fase di crescente fragilità.

Il quadro che emerge è quello di una catena in cui ogni anello è collegato all’altro: se aumentano i costi dell’energia e dei carburanti, crescono le spese per produrre, trasportare, distribuire e abitare. E alla fine il peso si trasferisce sull’intero sistema economico, incidendo in modo progressivo sulla sostenibilità delle attività cooperative, e sulla vita quotidiana delle persone. Confcooperative Piemonte richiama dunque l’attenzione sulla necessità di una risposta che sappia muoversi su un doppio binario: servono misure capaci di contenere gli effetti immediati dei rincari, ma anche una strategia più solida per rafforzare autonomia energetica, tenuta sociale e sostenibilità dei territori.

cs

Il Piemonte è secondo tra le regioni virtuose per usi e consumi idrici in casa

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In Piemonte il risparmio idrico è diventato un’abitudine diffusa. In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, la seconda edizione dell’Osservatorio sugli usi e consumi idrici in ambito domestico, il Piemonte è risultato al secondo posto, sul podio nazionale delle regioni virtuose. Il 78% dei cittadini dichiara di adottare comportamenti orientati alla riduzione degli sprechi, un dato che colloca la Regione subito dietro all’Emilia-Romagna (80%) e davanti alla Lombardia (76%), confermando un utilizzo responsabile della risorsa acqua.

In Piemonte questa attenzione coinvolge uomini e donne in modo equilibrato, ed è particolarmente radicata nell’emisfero d’età più adulte. Oltre il 27% dei cittadini ha tra i 46 e i 55 anni, il 26% rientra nella fascia 56-65 e quasi il 22% supera i 26 anni, a conferma di come la gestione dell’acqua sia strettamente legata alla quotidianità domestica. Le buone pratiche sono ormai parte della routine: il 92% dei cittadini torinesi e piemontesi preferisce la doccia al bagno, e quasi l’80% limita la durata della doccia a una media di 10 minuti, con il 40% che rimane all’interno dei 5 minuti. Il 90% utilizza lavastoviglie solo a pieno carico, mentre l’80% chiude il rubinetto mentre si lava i denti o si insapona. Dati in crescita rispetto al 2025. Anche la manutenzione gioca un ruolo importante: oltre il 53% interviene con costanza su impianti e rubinetteria per prevenire perdite e sprechi, contro il 45% del 2025.

Si consolidano inoltre comportamenti domestici attenti alla gestione dell’acqua, in cucina e negli spazi verdi. Più del 50% lava frutta e verdura in ammollo anziché sotto l’acqua corrente, e il 57% annaffia le piante durante le ore serali per ridurre l’evaporazione. Tra le strategie citate emergono l’attenzione a non sprecare acqua nelle azioni quotidiane (36%) e l’utilizzo di cicli eco durante le attività domestiche (31%). L’indagine ha fatto emergere un altro segnale: l’87% dei cittadini si è dichiarato disponibile a modificare le proprie abitudini per ridurre l’impatto ambientale legato al consumo di acqua. Nel complesso emerge il profilo di una Regione in cui la sostenibilità si costruisce attraverso piccole azioni quotidiane, ancor prima dei grandi interventi strutturali. La somma dei piccoli gesti quotidiani consente oggi al Piemonte di distinguersi tra le Regioni più sensibili verso lo spreco dell’acqua in ambiente domestico.

Mara Martellotta