ECONOMIA

Piattaforma per il lavoro: dalla Città un piano per facilitare gli investimenti

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Uno strumento di coordinamento con il territorio, capace di intercettare tutte le esigenze che interessano sia le imprese intenzionate a investire, sia i lavoratori arrivati a Torino per iniziare un nuovo percorso professionale e di vita.
È questo uno dei propositi emersi dal quinto incontro della Piattaforma per il Lavoro, un ciclo di tavoli voluti dalla Città di Torino che hanno visto confrontarsi sindacati, associazioni datoriali, enti del terzo settore, fondazioni, atenei, centri per la formazione, chiamati a individuare quali possano essere sfide e soluzioni connesse al mondo produttivo.

L’evento ha visto l’apertura dei lavori da parte del sindaco Stefano Lo Russo e della vicesindaca Michela Favaro. Hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio Massimiliano Cipolletta, il segretario regionale CISL Giuseppe Filippone, il segretario regionale UIL Gianni Cortese, Elena Ferro segretaria della Camera del lavoro di Torino (CGIL), Marco Piccolo Unione Industriali, Filippo Provenzano segretario CNA, Dimitri Buzio presidente Legacoop Piemonte  oltre a rappresentati di API, ASCOM, Università di Torino, Politecnico, ITC ILO, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo,  ordini professionali e altri stakeholder del territorio.

Tra febbraio e maggio 2026 la Città ha avviato una serie di momenti di confronto e progettazione collaborativa con gli attori del territorio.
L’obiettivo dell’iniziativa è stato costruire una cornice stabile di collaborazione e innovazione per il lavoro, capace di connettere strategie pubbliche, progettualità territoriali e competenze diffuse.

Tra i temi sollevati ci sono stati quelli connessi al lavoro giusto, dignitoso e inclusivo, al capitale umano e all’attrattività dei talenti, allo sviluppo industriale e all’innovazione ma anche, appunto, alla necessità di un accesso territoriale sia per gli investitori che per le lavoratrici e i lavoratori. Uno snodo facilitatore, o una “porta d’ingresso”, pensato per dare risposte mirate a problematiche pratiche. Una infrastruttura di accesso per le persone alla vita urbana (ricerca della casa e orientamento nel mercato degli affitti, servizi sanitari, trasporti e mobilità, servizi comunali, opportunità formative, servizi per famiglie e bambini, attività culturali e reti sociali, etc.) e per le imprese la possibilità di orientarsi tra opportunità, incentivi, spazi disponibili, relazioni con università e centri di ricerca, reti territoriali, servizi e procedure (spazi disponibili per attività imprenditoriali o eventi, strumenti di sostegno, attivazione di collaborazioni con università e sistema della ricerca, reti territoriali di appoggio, servizi per lavoratori temporanei o personale internazionale, etc.).

“Quando parliamo di lavoro vogliamo partire da analisi puntuali. Tavoli come questo riuniscono coloro che possono aiutarci ad avere ampie chiavi di lettura e prospettive per il futuro dell’economia di questo territorio – ha affermato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, intervenuto all’apertura dei lavori -. Ciascuno di noi ha un punto di vista che è figlio della propria esperienza e del proprio ruolo e il compito della Città credo sia quello di raccogliere tutti gli elementi utili ad individuare le migliori strategie possibili da mettere in campo. Torino si trova al centro di una stagione di grande trasformazione che con l’azione del nuovo piano regolatore porterà cambiamenti positivi sostanziali. Stiamo costruendo la linea direttrice del prossimo futuro e vogliamo davvero farlo insieme”.

Nel corso della mattinata di confronto, guidato dalla vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro, è emersa anche la necessità di dotare il tessuto cittadino di tavoli di monitoraggio inter-istituzionali che periodicamente analizzino tematiche di forte interesse per il territorio.

“Ringrazio le oltre 50 istituzioni che hanno preso parte in modo costruttivo al percorso della Piattaforma per il lavoro. Dobbiamo avere la possibilità di fare periodicamente il punto della situazione, assistiti da dati e focus su produzione e occupazione– ha spiegato la vicesindaca Michela Favaro -. In questo specifico momento storico è essenziale vigilare sulla corsa ai rincari di fonti energetiche e materie prime ma dobbiamo anche dare voce alle diverse esigenze dei diversi comparti sul nostro territorio, che meritano piattaforme specifiche ad essi dedicate. Anche lo stesso servizio unico per imprese e lavoratori, questa porta d’ingresso alla produzione cittadina, va in questa direzione, cioè quella di far diventare la Città un punto di riferimento di chi investe e di chi lavora, un partner affidabile su cui contare per crescere insieme”.

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Auto, Stellantis cerca nuovi accordi globali per sfidare la crisi dell’elettrico

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Stellantis guarda con crescente attenzione alla strada delle partnership internazionali per rafforzare la propria posizione in un mercato automobilistico sempre più competitivo, soprattutto nei settori dell’elettrico e delle vetture di fascia alta. Nelle ultime ore il mondo dell’auto ha acceso i riflettori sui possibili sviluppi dei rapporti tra il gruppo e Jaguar Land Rover, mentre proseguono anche i dialoghi con costruttori cinesi come Dongfeng e Leapmotor.

Le indiscrezioni circolate sulla stampa economica internazionale parlano di un accordo preliminare tra Stellantis e Jaguar Land Rover finalizzato a esplorare forme di cooperazione industriale e tecnologica negli Stati Uniti. Tra le ipotesi sul tavolo figurano la condivisione di piattaforme produttive, componenti e progetti destinati al mercato nordamericano.

Per Jaguar Land Rover, società controllata dall’indiana Tata Motors, una collaborazione di questo tipo rappresenterebbe un’opportunità importante per rafforzare la propria presenza negli Usa, dove il marchio non dispone di strutture produttive dirette e deve confrontarsi con l’incertezza legata ai dazi e alle tensioni commerciali internazionali. Stellantis, dal canto suo, potrebbe sfruttare l’intesa per consolidare il proprio ruolo nel comparto premium e ottimizzare l’utilizzo di alcuni stabilimenti americani oggi impiegati solo parzialmente.

Nel frattempo il gruppo presieduto da John Elkann continua ad ampliare i rapporti con l’industria automobilistica cinese. Dopo l’investimento in Leapmotor, Stellantis ha avviato nuove collaborazioni con Dongfeng nel settore delle auto elettriche, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sia sul mercato europeo sia su quello asiatico. Parte della produzione potrebbe essere assegnata a impianti europei già esistenti, in particolare in Francia e Spagna, nel tentativo di contenere i costi e fronteggiare la concorrenza asiatica.

In questo scenario si inseriscono anche le mosse di Jaguar Land Rover in Cina, dove il gruppo opera già attraverso una joint venture con Chery. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le indiscrezioni su una possibile revisione delle strategie industriali e sull’utilizzo condiviso di nuove piattaforme dedicate ai modelli elettrici.

L’intero settore automobilistico sembra ormai orientato verso una fase caratterizzata da alleanze strategiche sempre più strette. I grandi costruttori cercano infatti di dividere investimenti e costi legati a software, batterie, ricerca tecnologica ed elettrificazione, in un momento in cui il tradizionale modello industriale europeo appare sotto pressione a causa della competizione cinese e della necessità di sostenere investimenti enormi.

Dal punto di vista finanziario, Stellantis rimane uno dei principali gruppi automobilistici mondiali, forte di ricavi superiori ai 150 miliardi di euro e di una produzione che supera i cinque milioni di veicoli all’anno. Nonostante ciò, il gruppo attraversa una fase complessa: il rallentamento del mercato statunitense, la debolezza della domanda europea, i costi elevati della transizione energetica e la crescita dei marchi cinesi stanno incidendo sulla redditività e sulle quote di mercato.

La società può ancora contare su una notevole solidità finanziaria e su marchi storici capaci di generare utili importanti, da Jeep a Peugeot, da Fiat a Ram, fino ad Alfa Romeo. Tuttavia le sfide dei prossimi anni riguarderanno soprattutto la capacità di razionalizzare le piattaforme globali, contenere i costi industriali e rilanciare i brand più esclusivi, come Maserati e Lancia. In quest’ottica, le future collaborazioni internazionali potrebbero diventare decisive non solo per crescere, ma anche per mantenere equilibrio economico e competitività nel lungo periodo.

A Bagnolo Piemonte in mostra la Filiera delle Cave delle Valli Pellice e Infernotto

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A Bagnolo Piemonte, Pietra Tec, la Fiera della pietra e della meccanizzazione, inaugura dal 21 al 24 maggio l’edizione 202, consolidando l’area espositiva dedicata alle attrezzature e alle lavorazioni di un settore produttivo grazie al quale il territorio al confine tra il Pinerolese e il Saluzzese ha costruito il suo benessere economico. Anche se si svolge in provincia di Cuneo, la manifestazione Pietra Tec, ideata dalla Pro Loco di Bagnolo Piemonte, in collaborazione con ,’amministrazione comunale, è patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, in considerazione della presenza di molti operatori provenienti dai comuni di Viviana e Luserna San Giovanni.

L’evento è in programma da giovedì 21 a domenica 24 maggio nell’area Expo Tecnica, in piazza Senatore Paire, dalle 10 alle 23. Dalle 10 alle 17.30 sarà visitabile su prenotazione e gratuitamente il padiglione Pietra Tec, che rappresenta una vetrina molto importante per il territorio montano e pedemontano dell’evasione Pellice e Infernotto. Sarà presente anche un’area food in piazza Divisione Alpini, e quella per i bambini in piazza San Pietro, che completano le proposte di una rassegna commerciale che vuole essere anche una festa di paese capace di confermare il legame inscindibile con l’attività delle cave che ha reso Bagnolo, Viviana e Luserna San Giovanni famose in tutto il mondo.

L’inaugurazione ufficiale avverrà alle 10.30 di giovedì 21 maggio, nella piazza del Municipio. Nel palazzo Comunale e nel Pietra Tec, sia nel giorno inaugurale sia sabato 23 maggio, saranno in programma incontri per gli allievi degli istituti per geometri e scuole professionali, a cui saranno illustrate le opportunità professionali del settore. Incontri sul tema “progettare con la pietra”, in pieghi storici e contemporanei di una materia sostenibile, saranno affidati a architetti e ingegneri, da giovedì 21 a sabato 23 maggio presso Pietra Tec. Sono anche in programma visite guidate alle cave storiche incastonate nelle montagne, programmate con partenza dal Pietra Tec, alle 14.15, in tutte e quattro le giornate di manifestazione.

Info e prenotazioni: contattare la Pro Loco Bagnolo al numero 328 6979118 o agli infopoint di piazza Senatore Paire e di piazza del Municipio.

Dettagli della manifestazione consultabili sul sito www.pietratec.it

Mara Martellotta

Dalla terra alla tavola: quando la filiera diventa politica pubblica

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Parla Con Me®: online la nuova puntata 

Simona Riccio dialoga con Daniela Caracciolo e Angela Costa della Regione Piemonte sul valore del cibo, le politiche alimentari, le mense scolastiche, l’educazione e il contrasto allo spreco

È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Digital Strategist del settore agroalimentare, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.

La puntata, dal titolo “Dalla terra alla tavola: quando la filiera diventa politica pubblica”, affronta un tema centrale per il presente e il futuro del sistema agroalimentare: il cibo non è soltanto ciò che arriva sulle nostre tavole, ma è anche educazione, territorio, mense scolastiche, sostenibilità, responsabilità collettiva e capacità delle istituzioni di costruire politiche pubbliche concrete.

Ospiti della puntata sono Daniela Caracciolo, Vice Direttore Direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, e Angela Costa, Funzionario Settore Politiche del cibo, valorizzazione e promozione del sistema agroalimentare della Regione Piemonte.

Il confronto mette al centro il ruolo delle politiche del cibo come strumento di connessione tra istituzioni, territori, scuole, famiglie, imprese e cittadini. Parlare di filiera oggi significa infatti andare oltre la sola dimensione produttiva o commerciale, per comprendere come il cibo possa diventare leva educativa, culturale, sociale e ambientale.

Durante la puntata si affrontano temi di grande attualità: il valore del cibo nelle mense scolastiche, la cultura alimentare come parte dell’educazione dei più giovani, il rapporto tra produzione agricola e consumo consapevole, la prevenzione dello spreco alimentare e l’importanza di restituire dignità e valore a ogni fase della filiera.

Il 2026 rappresenta inoltre un anno particolarmente significativo: ricorre infatti il decennale della Legge 166/2016, conosciuta come Legge Gadda, che ha segnato un passaggio importante nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione del recupero e della redistribuzione delle eccedenze.

In questo contesto, Parla Con Me® intende contribuire al dibattito pubblico dando spazio a esperienze, progetti e buone pratiche che dimostrano come il cibo possa essere raccontato non solo come prodotto, ma come bene comune.

«Con questa puntata abbiamo voluto allargare lo sguardo sulla filiera agroalimentare», spiega Simona Riccio. «Il cibo non riguarda soltanto chi produce o chi consuma, ma coinvolge scuole, famiglie, istituzioni, territori e comunità. Parlare di politiche del cibo significa parlare di futuro, di educazione, di spreco alimentare e di responsabilità collettiva».

La puntata è disponibile online sul canale YouTube di Parla Con Me®.

Guarda la puntata: https://lnkd.in/d7FUCyBG

 

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

 

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

 

Giovani agricoltori, dalla Regione bando record da 20 milioni di euro  per il ricambio generazionale e l’ innovazione

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Un bando con la dotazione record di 20 milioni di euro per l’insediamento dei giovani in agricoltura e la nascita di nuove aziende agricole under 41 in Piemonte: è una somma quasi doppia rispetto agli 11,6 milioni del bando precedente.

Lo hanno voluto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che illustrano: «Una delle sfide cruciali della nostra agricoltura, sottolineata con forza dalle associazioni di categoria e dall’intero mondo produttivo, è il ricambio generazionale. Anche in Piemonte l’agricoltura condivide negli ultimi anni il trend della contrazione complessiva del numero di aziende a fronte di un aumento delle superfici produttive, ma anche di un progressivo invecchiamento. Eppure vediamo che sempre più giovani sono attratti dal mondo rurale, dalle produzioni agroalimentari di qualità e dalla possibilità di applicare approcci innovativi nell’uso di risorse, tecniche e tecnologie. Servono incentivi che diano la scossa, che incoraggino con strumenti concreti i giovani fino a 40 anni a subentrare nelle aziende o avviarle da zero. Grazie a questo bando che verrà pubblicato nei prossimi giorni, la Regione Piemonte li accompagna nella fase di startup per valorizzare il contributo di innovazione, idee ed entusiasmo indispensabile nella nuova fase di rilancio e promozione dell’eccellenza agroalimentare piemontese».

In soli 2 anni la dotazione regionale per i giovani agricoltori è passata da 400mila euro a 20 milioni, oltre ai bandi per l’agricoltura di precisione e innovativa cui possono partecipare anche i giovani già beneficiari degli altri bandi. L’ultimo ha consentito la partenza di 299 aziende agricole under 41 in tutto il Piemonte, facendo crescere il numero complessivo di 444 unità dalle 5.902 del 2023-24 alle 6.346 del 2025, con una crescita del 7,5% e un’incidenza del 15% sul totale delle imprese agricole piemontesi.

I fondi provengono per il 40,70% da fondi europei, per il 41,51% da fondi statali e per i17,79% da risorse regionali. Il premio di insediamento è erogato in conto capitale: per poterne beneficiare, il giovane imprenditore dovrà assumere la carica di capo di un’azienda agricola, presentando un dettagliato Piano Aziendale. Ecco come funziona il premio d’insediamento:

  • Insediamento di un solo giovane (impresa individuale): € 45.000, con una maggiorazione di € 10.000 se l’insediamento avviene in zona di montagna.

  • Insediamento congiunto di due giovani (soci): € 35.000 per ciascun giovane, con una maggiorazione di € 8.000 per ciascuno in caso di insediamento in zona di montagna.

  • Insediamento congiunto di più di due giovani (fino a un massimo di cinque): € 30.000 per ciascun giovane, con una maggiorazione di € 5.000 per ciascuno se l’insediamento avviene in zona di montagna.

Aggiunge l’assessore Bongioanni«I criteri premiali del bando attribuiscono inoltre punteggi maggiori o precedenze all’imprenditoria femminile, agli insediamenti che aderiscono ai regimi di qualità come produzioni Dop, Igp, Doc, Docg e bio, a quelli in aree marginali o sottoposte a particolari regimi di tutela ambientale, a quelli particolarmente attenti all’utilizzo delle risorse idriche. È un bando pensato per coniugare il potenziale di competitività e sviluppo delle nostre giovani imprese con le trasformazioni dei mercati e l’evoluzione delle loro richieste e sensibilità, cui la giovane imprenditoria piemontese è pronta a rispondere con idee ed entusiasmo».

Il bando verrà pubblicato nei prossimi giorni e resterà aperto fino al 15 settembre 2026.

Aerospazio e difesa, nasce il polo del Nord-Ovest: vale oltre il 60% del mercato italiano

Un nuovo tassello si aggiunge al percorso di collaborazione economica del Nord-Ovest. Nella cornice del Castello del Valentino di Torino, il Distretto Aerospaziale Piemonte, il Lombardia Aerospace Cluster e il Distretto ligure Sistemi Intelligenti Integrati hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di rafforzare la competitività internazionale della filiera Aerospazio e Difesa e consolidare un ecosistema industriale integrato.

L’accordo punta a sviluppare sinergie in alcuni ambiti strategici: innovazione e ricerca, con progetti condivisi su green aviation, space economy, intelligenza artificiale e industria 5.0; internazionalizzazione, attraverso la partecipazione coordinata a bandi, fiere e appuntamenti globali a sostegno di imprese e start-up; formazione e capitale umano, per avvicinare i giovani alle professioni dell’alta tecnologia; sicurezza, con particolare attenzione a cybersecurity e mobilità avanzata, temi centrali per i futuri standard del volo urbano.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di cooperazione avviato da Piemonte, Lombardia e Liguria attraverso la Cabina economica del Nord-Ovest, tavolo che negli ultimi anni ha promosso progettualità comuni nei principali settori industriali, dall’automotive alla microelettronica, dall’energia alla logistica, fino all’aerospazio.

Le tre Regioni sostengono così un processo di integrazione tra i rispettivi ecosistemi produttivi, valorizzando il ruolo dei Distretti come motori di innovazione, trasferimento tecnologico e apertura ai mercati internazionali. Nel complesso, i tre poli rappresentano oltre il 60% del fatturato nazionale dell’aerospazio. Il Piemonte conta circa 8 miliardi di euro di fatturato e 35 mila addetti, distinguendosi nella motoristica e nelle infrastrutture spaziali; la Lombardia registra 6,3 miliardi di fatturato, quasi 3 miliardi di export e 22 mila occupati, con eccellenze nei comparti di aeromobili, elicotteri e satelliti; la Liguria supera il miliardo di euro di fatturato con 5 mila addetti ed è specializzata in elettronica, cybersecurity e sistemi integrati.

L’intesa è stata firmata da Maurizio De Mitri per il Distretto Aerospaziale Piemonte, Paolo Cerabolini per il Lombardia Aerospace Cluster e Remo Giuseppe Pertica per il Distretto ligure Sistemi Intelligenti Integrati.

Prima della sottoscrizione sono intervenuti Andrea Tronzano, assessore alle Attività produttive e all’Internazionalizzazione della Regione Piemonte, Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Alessio Piana, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria e Cristina Leone, presidente del CTNA.

“L’aerospazio – ha sottolineato l’assessore Tronzano – è uno dei settori nei quali il Nord-Ovest può esercitare un ruolo determinante per la crescita industriale del Paese. La collaborazione tra Piemonte, Lombardia e Liguria mette in relazione sistemi produttivi complementari, competenze tecnologiche e capacità di ricerca che rappresentano un valore strategico per l’Italia. Con questa intesa si mettono a disposizione dimensione, coordinamento e presenza internazionale per accompagnare le imprese nelle grandi trasformazioni industriali ed energetiche che stanno interessando il comparto”.

Stellantis-Dongfeng, maxi accordo da un miliardo: la Cina torna centrale nella strategia del gruppo

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Nuovo passo strategico di Stellantis sul mercato cinese. Il gruppo automobilistico ha raggiunto un’intesa con Dongfeng Motor per sviluppare e produrre in Cina nuovi modelli dei marchi Peugeot e Jeep, con un forte orientamento verso motorizzazioni elettriche e ibride.

L’operazione, dal valore superiore al miliardo di dollari, segna un ritorno di centralità della Cina nelle strategie industriali di Stellantis, impegnata a recuperare terreno in un mercato diventato cruciale per la mobilità del futuro. La produzione dovrebbe concentrarsi principalmente nello stabilimento di Wuhan, polo industriale già importante per il settore automotive cinese.

L’accordo prevede la realizzazione di vetture destinate non soltanto ai consumatori cinesi, ma anche ai mercati internazionali, in particolare Asia, Medio Oriente e America Latina. Per il marchio Jeep si tratta anche di una ripartenza produttiva nel Paese asiatico dopo l’interruzione della precedente collaborazione con GAC avvenuta alcuni anni fa.

La nuova alleanza arriva in una fase delicata per l’industria automobilistica europea, stretta tra la transizione ecologica, la concorrenza asiatica e la necessità di ridurre i costi produttivi. Per questo motivo il rafforzamento dei rapporti con Dongfeng viene osservato con attenzione anche in Europa e in Italia, dove il futuro degli stabilimenti Stellantis resta al centro del confronto politico e sindacale.

Negli ultimi mesi il gruppo ha già intensificato i rapporti con diversi partner cinesi, soprattutto nel settore delle auto elettriche. L’obiettivo è accelerare lo sviluppo tecnologico e ampliare l’offerta di veicoli a basse emissioni, sfruttando il know-how maturato in Cina, oggi leader mondiale della mobilità elettrica.

L’intesa con Dongfeng rappresenta quindi molto più di una semplice collaborazione industriale: è un tassello della nuova strategia globale di Stellantis, chiamata a competere in un mercato automobilistico sempre più orientato verso innovazione, elettrificazione e alleanze internazionali.

Aperto il bando della Regione, via libera a 5 nuovi distretti del Commercio

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Bongioanni: “Due nasceranno a Torino per rilanciare gli esercizi di vicinato, il presidio del territorio e delle periferie e la qualità della vita”

La Regione Piemonte apre ufficialmente il nuovo bando dedicato ai Distretti del Commercio, iniziativa promossa dall’assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni, con l’obiettivo di favorire la nascita di cinque nuovi distretti sul territorio piemontese, due dei quali nel capoluogo torinese.

La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 100 mila euro, destinata a sostenere le spese di costituzione e avvio dei nuovi distretti attraverso contributi fino a 20 mila euro per ciascun progetto.

Il bando regionale è consultabile qui:

Bando Distretti del Commercio Regione Piemonte

Le candidature potranno essere presentate entro il 30 giugno, mentre la graduatoria finale sarà resa nota a partire dal 30 luglio.

L’assessore Bongioanni sottolinea la rapidità con cui è stato predisposto il provvedimento: «Abbiamo aperto il bando a tempo di record per rispondere alla richiesta delle amministrazioni, dei territori e delle associazioni di categoria del commercio. Tutti sono consapevoli quanto il distretto sia lo strumento organizzativo necessario per fare massa critica, mettere in rete servizi e organizzazione e rilanciare così quel comparto imprescindibile che è il commercio di prossimità: indispensabile presidio del territorio, baluardo di servizi diffusi, di qualità della vita e sicurezza sociale in particolare in aree difficili come le periferie urbane».

L’assessore evidenzia inoltre le modifiche introdotte alla normativa regionale, che consentiranno a Torino di ampliare il numero dei distretti attivabili: «Per questo ho voluto modificare la normativa precedente che consentiva la presenza a Torino di soli due distretti, portandone il numero a tre: potranno quindi nascere altri due nuovi distretti che andranno a operare accanto a quello già esistente, creando un connettivo commerciale esteso su ulteriori, ampi spazi dell’area urbana e garantendo una copertura ancora più capillare e più rispondente alle specifiche esigenze di ogni quartiere».

Con questa nuova misura salgono a 103 i Distretti del Commercio attivati in Piemonte: 78 risultano già operativi, mentre altri 20 sono in fase di avviamento.

Il bando si rivolge alle amministrazioni comunali. Ogni progetto potrà contare su una spesa ammissibile di 25 mila euro, coperta fino all’80% dal contributo regionale. Per l’attivazione del distretto sarà necessario sottoscrivere un protocollo d’intesa tra il Comune interessato — o più Comuni nel caso di distretti diffusi — e almeno una delle associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative del commercio a livello provinciale. Al progetto potranno inoltre aderire ulteriori soggetti del territorio.

La normativa prevede l’istituzione di un solo Distretto Urbano del Commercio per ciascun Comune, fatta eccezione per Torino, che potrà arrivare a un massimo di tre distretti.

Attualmente il Distretto Urbano del Commercio già operativo a Torino interessa il centro storico e diverse aree limitrofe, tra cui piazza Vittorio Veneto, i Murazzi, Porta Palazzo, Borgo Dora, San Salvario, Vanchiglia e gli assi commerciali di via Sacchi, via Nizza e piazza Statuto. L’area coinvolge circa 7.800 attività commerciali, oltre 200 strutture ricettive, quasi 1.700 esercizi di somministrazione e numerose attività di servizi alla persona.

Tra le spese finanziabili rientrano:

  • la definizione e la sottoscrizione del protocollo d’intesa necessario alla costituzione del Distretto del Commercio, comprese consulenze specialistiche, attività informative e accompagnamento al partenariato;
  • la predisposizione del programma strategico del distretto, incluse analisi del tessuto economico locale e approfondimenti tecnici;
  • attività di formazione, comunicazione e marketing territoriale finalizzate a coinvolgere il maggior numero possibile di imprese commerciali e promuovere l’iniziativa;
  • eventuali incarichi per la figura del manager di Distretto.

Commercio di prossimità in Piemonte: in dieci anni spariscono quasi 9 mila negozi, ma crescono gli occupati

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Torino è la provincia più colpita dalla contrazione della rete commerciale. La ristorazione traina il settore, mentre soffrono soprattutto i negozi di vicinato legati a cultura, svago e abbigliamento. Il commercio locale continua però a rappresentare un presidio fondamentale per economia, socialità e qualità della vita

È il quadro delineato dalla prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma insieme a Percorsi di Secondo Welfare, che analizza l’evoluzione del commercio di prossimità tra il 2015 e il 2025.

Secondo lo studio, in Italia negli ultimi dieci anni hanno chiuso oltre 86 mila negozi di vicinato. In Piemonte il saldo negativo ammonta a 8.979 attività in meno. L’analisi evidenzia una trasformazione profonda della rete distributiva, accompagnata dal rischio crescente di desertificazione commerciale in numerosi territori.

La situazione più critica riguarda la provincia di Torino, che da sola registra una perdita di 4.269 esercizi commerciali rispetto al 2015. Seguono Alessandria (-1.125), Cuneo (-931) e Novara (-887).

A livello nazionale il numero delle imprese attive del commercio locale è diminuito del 6,7% nell’arco di un decennio, raggiungendo nel 2025 il valore più basso dell’intero periodo osservato. Anche il Piemonte segue questo andamento, sebbene con intensità differenti tra le province.

Le flessioni più marcate si registrano a Biella (-15,9%) e Vercelli (-15,5%), seguite da Alessandria (-13,6%), Novara (-13,2%) e Asti (-13,1%). Torino limita la contrazione al -9,3%.

N° unità locali Var% 2015-2025 saldo unità locali 2025 vs 2015
ALESSANDRIA -13,6% -1.125
ASTI -13,1% -533
BIELLA -15,9% -517
CUNEO -8,8% -931
NOVARA -13,2% -887
TORINO -9,3% -4.269
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA -4,5% -163
VERCELLI -15,5% -554
Tot Piemonte -10,5% -8.979

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

«Non si tratta soltanto di un dato economico preoccupante, ma del segnale di città e comunità che stanno cambiando profondamente», osserva Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. «La perdita dei negozi di prossimità incide infatti sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale. Allo stesso tempo emerge con forza quanto queste attività continuino a essere centrali per sostenere l’economia locale, favorire relazioni sociali e aumentare la percezione di sicurezza nei quartieri».

Crescono gli addetti: oltre 23 mila occupati in più in Piemonte

Nonostante la diminuzione del numero di attività, aumenta invece l’occupazione nel comparto. A livello nazionale gli addetti crescono del 21,2%; in Piemonte l’incremento è del 14,1%.

L’aumento più consistente si registra nel Verbano-Cusio-Ossola (+28,9%), mentre Torino segna un +15,9%. La crescita più contenuta riguarda Vercelli (+5,4%).

Nel complesso gli addetti del commercio di prossimità piemontese superano oggi quota 187 mila, con oltre 23 mila occupati in più rispetto al 2015.

N° addetti Var% 2015-2025
ALESSANDRIA 10,1%
ASTI 9,6%
BIELLA 7,1%
CUNEO 14,0%
NOVARA 9,2%
TORINO 15,9%
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA 28,9%
VERCELLI 5,4%
Totale Piemonte 14,1%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Settori: la ristorazione cresce, in difficoltà abbigliamento e cultura

Lo studio mette in evidenza andamenti molto differenti tra i comparti. A trainare il commercio locale sono soprattutto ristorazione e bar, che continuano a espandersi e rappresentano il settore più dinamico.

In forte difficoltà risultano invece i negozi di vicinato legati a cultura e svago, oltre al comparto tessile, abbigliamento e accessori, penalizzati sia dalla diminuzione delle attività sia dal calo degli addetti. Soffrono anche ferramenta, gioiellerie, arredamento e alimentari.

Tra i pochi comparti in crescita significativa figura invece il commercio di articoli per l’edilizia.

Ricavi in aumento ma cresce il divario tra grandi e piccoli operatori

L’analisi economico-finanziaria dei bilanci mostra come, tra il 2015 e il 2024, le imprese sopravvissute abbiano comunque registrato una crescita dei ricavi. In Piemonte l’aumento medio è stato del 28,8%.

Le performance migliori riguardano gli articoli per l’edilizia (+73,1%), seguiti da ristorazione (+45,6%), bar (+38,7%), mobili (+37%) e cultura e svago (+31,9%).

Più deboli invece i risultati di salute e cura della persona (+10,2%) e del comparto tessile e abbigliamento (+4,3%), penalizzati dalla riduzione dei consumi discrezionali, dalla concorrenza dell’e-commerce e dalle difficoltà del post-pandemia.

Secondo Nomisma, le grandi imprese mostrano capacità di crescita più solide, mentre per le realtà più piccole aumentano le difficoltà legate alla sostenibilità economica, ampliando così il divario competitivo.

Prezzi di vendita in calo, affitti in aumento

L’Osservatorio evidenzia inoltre un andamento divergente tra prezzi di vendita e canoni di locazione dei negozi.

In Piemonte il valore di acquisto degli immobili commerciali è diminuito del 15,3% tra il 2015 e il 2025. I cali più consistenti si registrano a Biella (-29,7%), Asti (-23,2%), Novara (-22,6%) e Torino (-22,1%).

Prezzo acquisto negozi Var% 2025-2015
ALESSANDRIA -16,7%
ASTI -23,2%
BIELLA -29,7%
CUNEO -3,2%
NOVARA -22,6%
TORINO -22,1%
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA -0,6%
VERCELLI -15,5%
Totale Piemonte -15,3%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Sul fronte degli affitti, invece, i canoni risultano mediamente in crescita. Gli aumenti più rilevanti interessano il Verbano-Cusio-Ossola (+30,6%) e Cuneo (+24,8%). In controtendenza Biella (-11,8%), Asti (-2,6%) e Torino (-1,5%).

Canoni di locazione dei negozi Var% 2025-2015
ALESSANDRIA 3,6%
ASTI -2,6%
BIELLA -11,8%
CUNEO 24,8%
NOVARA 0,7%
TORINO -1,5%
VERBANIA-CUSIO-OSSOLA 30,6%
VERCELLI 6,9%
Totale Piemonte 7,7%

Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale

Secondo Francesco Capobianco, la desertificazione commerciale rappresenta una sfida cruciale sia per le istituzioni sia per gli operatori economici. Tra le possibili risposte individuate dallo studio vi sono la costruzione di reti territoriali, nuove forme di collaborazione locale e patti di reciprocità capaci di sostenere il tessuto commerciale di prossimità.

Per approfondimenti sull’Osservatorio: Nomisma – Osservatorio sulla reciprocità e il commercio locale

Prosegue al CAAT il percorso verso l’orario Diurno

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Posticipato dal 18 maggio a settembre

La sperimentazione del passaggio della contrattazione dell’orario diurno al CAAT, inizialmente prevista per il 18 maggio, è stata rinviata a settembre a seguito del Comitato operativo convocato dal Presidente di CAAT ScpA su richiesta dei rappresentanti di APCO e del rappresentante dei movimentatori. APCO ribadisce che, pur essendo presenti le condizioni per agire fin da subito a un avvio della sperimentazione già a partire da lunedì 18 maggio, ha condiviso la scelta di posticipare il cambio degli orari al mese di settembre, nel rispetto degli altri soggetti coinvolti e nella convinzione che una trasformazione strategica di tale portata debba sempre essere accompagnata dal massimo confronto possibile. Il tema del superamento dell’attuale modello notturno, è entrato nell’agenda dell’Ente gestore ed è riconosciuto come uno concreta prospettiva di sviluppo e modernizzazione del CAAT. L’Associazione ha scelto di non procedere a uno scontro frontale che avrebbe potuto irrigidire il confronto e rallentare il percorso di cambiamento ormai avviato.

Nello stesso tempo è stato concordato l’affidamento da parte di CAAT ScpA di uno studio tecnico indipendente sull’impatto economico, logistico e territoriale del nuovo assetto orario, con particolare riferimento al centro agroalimentare, alla Città di Torino e ai Comuni limitrofi.

“La scelta del rinvio non rappresenta in alcun modo un arretramento – dichiara Vittorio Rovetta, Presidente di APCO – ma un atto di maturità istituzionale e di responsabilità verso il Centro e tutti i soggetti interessati. Abbiamo deciso di ascoltare le istanze emerse nel confronto, pur nella consapevolezza della bontà e della necessità del cambiamento. Il percorso verso il diurno prosegue e oggi, più che mai, è irreversibilmente accettato”.

APCO conferma la propria determinazione nel perseguire l’obiettivo indicato con chiarezza dall’Assemblea degli operatori: quello di rendere il CAAT un Centro più moderno, competitivo, sostenibile e maggiormente integrato con l’esigenza del mercato contemporaneo e del territorio.

Mara Martellotta