ECONOMIA

Coldiretti Piemonte, difendiamo il riso 100% italiano

Sabato 12 settembre dalle 9.30 a Vercelli presso il teatro Civico si terrà un incontro  di cui sarà protagonista il riso italiano dal titolo “Difendiamo il riso 100% italiano”, nell’ambito di Risò, la seconda edizione del Festival internazionale del riso.
Difendere il riso italiano dai danni causati dai cambiamenti climatici, tra maltempo e siccità, ma anche dall’azione dei trafficanti che sfruttano le importazioni a basso costo dall’estero per far abbassare le quotazioni di quello nazionale, costringendo le aziende agricole a lavorare senza coprire i costi di produzione. È  il tema al centro dell’incontro organizzato da Coldiretti Piemonte  in un anno reso difficilissimo per i problemi causati dalla siccità e per il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori. L’obiettivo è quello di rilanciare la necessità di un piano strutturale per affrontare l’emergenza acqua, ma anche per combattere le speculazioni, in un contesto  segnato dall’aumento delle importazioni da Paesi asiatici a dazio zero che mettono a rischio la leadership europea della risicoltura nazionale e piemontese.

All’incontro prenderanno parte il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas, l’ad di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, il presidente di Coldiretti Vercelli e Biella Roberto Guerrini, il direttore Coldiretti Bruxelles Arianna Giuliodori, il sindaco di Vercelli Roberto Scheda e il presidente della provincia di Vercelli, Davide Gilardino.
Per tutta la durata del Festival che avrà la sua chiusura domenica 13 settembre, Coldiretti Piemonte sarà presente con uno stand presso il Padiglione Istutuzionale e Filiera, in piazza Antico Ospedale , con ingresso principale situato in via Galileo Ferraris, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Andrea.

MM

Rider licenziato da Glovo, il Tribunale di Torino: «Era un lavoratore dipendente»

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Una pronuncia del Tribunale del Lavoro di Torino potrebbe avere conseguenze importanti sul fronte dell’occupazione legata alle piattaforme digitali. La causa riguardava un rider torinese che aveva lavorato per Glovo dall’ottobre 2024 e che, dopo essere stato licenziato, aveva deciso di rivolgersi alla giustizia con l’assistenza dell’Usb.

Il Tribunale ha riconosciuto che le modalità con cui veniva svolta l’attività erano riconducibili a quelle di un rapporto subordinato. Il rider, dunque, non doveva essere considerato un lavoratore autonomo: il suo rapporto con la società è stato qualificato come un impiego a tempo pieno e senza scadenza.

Particolarmente significativo è anche quanto stabilito sul calcolo dell’orario. Per i giudici non conta soltanto il tempo impiegato materialmente per effettuare le consegne. Anche le attese tra un ordine e l’altro, quando il lavoratore resta disponibile per ricevere dalla piattaforma una nuova richiesta, rientrano nell’attività lavorativa e devono quindi essere pagate.

I Presìdi di bellezza di Fondazione CRT per il rilancio di Aurora-Porta Palazzo, Barriera di Milano e la Bassa Val di Susa

5,9 MILIONI DI EURO CONTRO LA POVERTÀ EDUCATIVA

Con SERMIG e Salesiani prenderanno vita a Torino e ad Avigliana due grandi interventi di rigenerazione sociale che trasformeranno luoghi fragili in hub educativi e di comunità

Torino, 10 settembre 2026 – Rigenerare luoghi per rigenerare comunità. Restituire bellezza agli spazi per offrire nuove opportunità di crescita a bambini, ragazzi, famiglie. È questa la sfida al centro di “Presìdi di bellezza. Luoghi rigenerati, comunità che crescono“, il nuovo programma con cui la Fondazione CRT, con un investimento di 5,9 milioni di euro, mette in campo, insieme a SERMIG e Salesiani, due grandi interventi contro la povertà educativa tra Torino e Avigliana.
Due territori diversi ma accomunati da fragilità profonde – i quartieri Aurora-Porta Palazzo Barriera di Milano a Torino e la Bassa Val di Susa, con il complesso del Santuario Madonna dei Laghi di Avigliana – diventeranno nuovi poli educativi e di comunità. Entrambi gli interventi si svilupperanno nell’arco di tre anni e affiancheranno alla riqualificazione degli spazi un programma di attività educative e sociali rivolte ai giovani e alle famiglie.
Ogni comunità si misura da come sa prendersi cura delle proprie bambine e dei propri bambini, delle ragazze e dei ragazzi che ne rappresentano il futuro – afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi -.  Contrastare la povertà educativa significa creare le condizioni perché ciascuno possa sviluppare i propri talenti, indipendentemente dal contesto in cui nasce. La bellezza non è un elemento accessorio: è una condizione che favorisce l’apprendimento, rafforza il senso di appartenenza e restituisce fiducia nel futuro, è una leva di sviluppo. I nostri “Presìdi di bellezza” nascono con questo obiettivo: tenere insieme due investimenti inseparabili, quello nella rigenerazione degli spazi e quello nelle comunità educanti che li animeranno”.
Questo progetto significa prima di tutto investire nelle opportunità educative dei giovani più poveri e bisognosi che incontriamo ogni giorno. Avigliana è prima di tutto una casa, proprio come don Bosco voleva che si chiamassero le nostre opere – afferma don Giorgio Degiorgi, Superiore dei Salesiani del Piemonte -. Sarà un luogo importante, capace di offrire esperienze residenziali, occasioni di incontro, formazione e crescita, ed evangelizzazione, mettendo a disposizione dei giovani e delle famiglie uno spazio nel quale sperimentare relazioni, scoprire capacità e costruire nuove possibilità per il proprio futuro. In questa prospettiva si inserisce Costellazioni, che permetterà di mettere in rete il lavoro educativo portato avanti nelle case salesiane del Piemonte tra attività tipiche del carisma salesiano che realizza ogni giorno il sistema preventivo: momenti aggregativi, progetti di contrasto alla dispersione scolastica e lotta alla povertà educativa. Una rete che vuole fare della bellezza non soltanto una qualità dei luoghi, ma un’esperienza educativa concreta: capace di raggiungere i ragazzi nei loro territori, generare opportunità e rafforzare comunità che si prendono cura della loro crescita, nel nome di don Bosco. Perché nessun giovane dovrebbe crescere pensando che il luogo da cui parte possa decidere fin dove può arrivare“.
Il nostro è da sempre un quartiere abituato a raccogliere sfide – spiega Rosanna Tabasso responsabile del Sermig – difficoltà e contraddizioni non mancano, ma siamo testimoni di un bene possibile, che esiste, che dà speranza. Un bene che nasce proprio dalle differenze, dalla capacità di incontro, dalla disponibilità a vedere negli altri mai un problema, ma un’opportunità. Questo vale soprattutto con i bambini e i giovani. Il programma della Fondazione CRT ci aiuterà ad andare ancora più in questa direzione, mettendo a disposizione nuovi spazi e occasioni di crescita, per creare maggiore coesione sociale e immaginare e costruire un quartiere diverso”.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la povertà educativa rappresenta oggi una delle principali sfide sociali del Paese. Secondo lo Studio Strategico sul contrasto alla povertà educativa, promosso da TEHA Group con il contributo di Fondazione CRT, nel 2025 il 22,6% degli italiani è a rischio di povertà o esclusione sociale, tra i valori più elevati dell’Unione Europea. I minori in povertà assoluta sono 1,3 milioni, in crescita del 47% negli ultimi dieci anni; l’Italia continua inoltre a registrare una quota elevata di giovani NEET e una mobilità sociale fortemente limitata: servono mediamente cinque generazioni perché chi nasce in una famiglia svantaggiata raggiunga il reddito medio nazionale.
Anche il Piemonte presenta criticità significative: il 15,9% dei minori vive in condizioni di povertà assoluta (Istat, 2023), il tasso di abbandono scolastico precoce è pari all’8,7% (Istat, 2024) e quasi un giovane su dieci (9,8%) non studia e non lavora (NEET) (Istat, 2024). Dati che confermano come la povertà educativa rappresenti una sfida concreta anche sul territorio regionale.
In questo scenario, la qualità degli spazi assume un valore educativo-sociale prima ancora che urbanistico. Diversi studi internazionali dimostrano che l’esposizione a spazi curati e a esperienze estetiche riduce lo stress fisico e migliora il benessere psicologico. Ricerche condotte dall’Università di Westminster o – in Italia – presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna dall’Università di Roma Tre, evidenziano positivi effetti diretti sulla capacità di attenzione e apprendimento. Su scala più ampia, il report internazionale “Clever Classrooms” dell’Università di Salford ha dimostrato che la qualità fisica degli ambienti scolastici può incidere fino al 16% sui progressi annuali degli studenti in lettura, scrittura e matematica.
Avigliana: un nuovo polo educativo per i giovani e le famiglie
Il primo intervento riguarda il complesso del Santuario Madonna dei Laghi di Avigliana, dove Fondazione CRT sostiene un articolato progetto sviluppato insieme all’Istituto Salesiano Agostino Richelmy e all’Associazione Giovanile Salesiana per il Territorio ETS.
L’iniziativa prevede la riqualificazione della Casa per Ferie e degli spazi del Santuario, attraverso interventi di adeguamento strutturale, restauro e rifunzionalizzazione, con l’obiettivo di trasformare il complesso in un moderno polo educativo e comunitario.
Accanto alla riqualificazione degli edifici prenderà forma il progetto “Costellazioni“, che raccoglie e mette a sistema le migliori esperienze educative sviluppate negli anni nei Centri Salesiani del Piemonte per il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa. Il nuovo polo ospiterà laboratori, percorsi formativi, soggiorni residenziali, attività per le scuole, momenti dedicati alle famiglie, percorsi di orientamento e formazione degli educatori, diventando un punto di riferimento stabile per l’intero territorio.
Il progetto si inserisce in un contesto regionale nel quale la povertà educativa si manifesta con livelli di apprendimento insufficienti: alla fine della scuola secondaria di I grado, il 40% degli studenti non raggiunge i livelli minimi in italiano e il 41% in matematica.
L’intervento coinvolgerà complessivamente oltre 6.000 beneficiari, tra cui circa 2.500 giovani dagli 11 ai 19 anni, circa 1.400 famiglie, 400 docenti e oltre 1.450 membri delle comunità locali.
Torino: nuovi spazi di comunità nei quartieri Aurora e Barriera di Milano
Il secondo intervento interessa due dei quartieri torinesi maggiormente segnati da fragilità sociali, isolamento e disuguaglianze: Aurora-Porta Palazzo e Barriera di Milano. Qui la presenza di studenti con background migratorio arriva fino al 77,9% a Barriera di Milano e al 73% ad Aurora e la dispersione scolastica implicita può raggiungere il 53,6% (rispetto alla media cittadina del 10,5%). Aurora e Barriera di Milano sono incluse, per ragioni di sicurezza, nelle aree cittadine soggette a vigilanza rafforzata.
Insieme a Fondazione SERMIG e all’ Oratorio Maria Regina della Pace, la Fondazione CRT sostiene un progetto di rigenerazione che interesserà diversi spazi del quartiere, alcuni locali polifunzionali e l’ex Cinema Lanteri e che coinvolgerà circa 500 bambini e ragazzi.
Gli spazi ospiteranno attività educative, culturali, sportive e ricreative rivolte ai bambini e agli adolescenti, percorsi di doposcuola, sostegno scolastico, protagonismo giovanile, volontariato civico e animazione sociale. Parallelamente saranno sviluppati interventi di accompagnamento e sostegno alla genitorialità, con servizi dedicati ai nuclei familiari più fragili. I nuovi spazi saranno inoltre aperti all’intera cittadinanza e alla rete delle associazioni locali, con l’obiettivo di rafforzare le opportunità educative e le relazioni di comunità.

Le Regioni del Nord Ovest insieme per la filiera energetica

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Genova – Tre milioni a sostegno della filiera dell’industria energetica del Nord-Ovest. A illustrare la misura, la prima a livello interregionale, Alessio PianaGuido Guidesi e Andrea Tronzano, assessori allo Sviluppo economico di Liguria, Lombardia e Piemonte. L’annuncio è arrivato in occasione della Cabina Economica del Nord-Ovest, che ha riunito a Genova, presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, con la collaborazione di Ansaldo Energia, istituzioni e stakeholder territoriali del settore energetico.

“L’obiettivo è quello di favorire la nascita di catene del valore, mettendo in relazione le competenze delle grandi imprese, la capacità innovativa delle PMI e il patrimonio di conoscenze degli organismi di ricerca – spiegano congiuntamente gli assessori Piana, Guidesi e Tronzano -. Quella odierna è una giornata importante perché dà concretezza alla Cabina Economica del Nord-Ovest, avviata da Liguria, Lombardia e Piemonte nel 2023. Un percorso che nasce dalla convinzione che, davanti alle grandi trasformazioni industriali che abbiamo di fronte, competere insieme su filoni strategici, come quello dell’industria energetica, mettendo da parte i campanilismi e ragionando insieme in un’ottica di filiera, possa rendere i nostri territori più competitivi sui palcoscenici internazionali”.

Il bando metterà a disposizione diversi strumenti, pensati per accompagnare le tecnologie lungo il percorso che va dalla ricerca alla concreta applicazione industriale. Potranno partecipare partenariati interregionali composti da un minimo di cinque e un massimo di otto soggetti, con la presenza obbligatoria di almeno una grande impresa, almeno una PMI per ciascuna delle tre Regioni e almeno un organismo di ricerca.

L’incontro è stato anche l’occasione per approfondire le politiche energetiche regionali e le

prospettive di sviluppo della filiera energetica del Nord-Ovest.

“La collaborazione tra le nostre Regioni – sottolineano gli assessori all’Energia di Liguria, Lombardia e Piemonte, Paolo Ripamonti, Massimo Sertori e Matteo Marnati – permette di mettere a sistema competenze, capacità industriali e innovazione in un settore decisivo per la competitività dei territori. Rafforzare la filiera energetica significa creare nuove opportunità per le imprese e accompagnare lo sviluppo delle tecnologie strategiche per il futuro”.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata la candidatura, sostenuta dalla Liguria, ad ospitare la sede della prossima agenzia nazionale del nucleare.

Visite d’impresa: torna Open Factories

Dal 17 al 19 settembre, dieci aziende del comparto agroalimentare sono coinvolte in 34 visite, il cui ricavato sarà destinato alla Fondazione Paideia

Da giovedì 17 a sabato 19 settembre, è atteso il ritorno di Open Factories, l’evento dedicato alle visite d’impresa realizzato da Turismo Torino e Provincia, e con il sostegno di Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con aziende partner di Made in Torino Tour the Excellent, iniziativa che accompagna i visitatori all’interno degli stabilimenti e dei laboratori per assistere al processo produttivo industriale o artigianale di qualità.

Sono due le novità di questa edizione: in vista di Terra Madre Salone del Gusto, sono dieci le aziende coinvolte del comparto agroalimentare, per un totale di 34 visite, e l’intero ricavato, al netto dell’Iva, sarà destinato alla Fondazione Paideia come Charity Partner dell’iniziativa. La collaborazione è nata per mettere al centro i valori della partecipazione, dell’inclusione e della solidarietà, con un’ attenzione ai bisogni, alle speranze e al talento dei più piccoli affetti da disabilità, per sostenere la loro crescita e chi si cura di loro.

Durante la tre giorni di Open Factories, le aziende apriranno le loro porte gratuitamente a turisti e appassionati per scoprire dal vivo i processi di lavorazione che hanno contribuito a fare la storia produttiva della città. Si potrà assistere alla preparazione del gelato di Alberto Marchetti, Maestro del Gusto di Torino e Provincia; dei famosi Nicciolini di Chivasso della celebre Pasticceria Bonfante, nata nel 1922; la pasta fresca ripiena o ancora scoprire come gli artigiani realizzino le praline di cioccolato. Sarà possibile visitare anche la cioccolateria Croci del quartiere San Donato, laboratorio artigianale nata nel 1930; l’azienda agricola Essenzialmenta, specializzata nella coltivazione e produzione di menta di Pancalieri, e Casa Martini, a Pessione di Chieri. Insieme saranno visitabili anche la pinerolese Galup, La Perla di Torino, che produce una delle nocciole più pregiate al mondo, la Tonda Gentile Trilobata della Langhe, e la storica cioccolateria Peyrano Torino.

Le visite sono gratuite con prenotazione obbligatoria. La prenotazione prevede un contributo di 5 euro per le persone dai 12 anni di età, e di tre euro per i bambini da 0 a 11 anni

Mara Martellotta

Tavolo Verde in Regione: il punto con il mondo agricolo sui danni da siccità

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In arrivo per il Piemonte 20 milioni per le nostre aziende penalizzate dall’aumento dei costi dei fertilizzanti

 

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni ha riunito al Grattacielo Piemonte il Tavolo Verde, l’organo consultivo che riunisce le associazioni di categoria agricole e i rappresentanti delle organizzazioni cooperative a livello piemontese. Tre i punti del confronto fra Regione e gli esponenti del mondo agricolo: la situazione dei danni provocati alle produzioni dall’eccezionale siccità di questi mesi, la posizione delle associazioni sul nuovo disegno di legge di riforma della governance irrigua, e l’annuncio di un significativo aiuto – dell’ordine di 20 milioni di euro – in arrivo per le aziende agricole piemontesi per far fronte all’aumento dei costi dei fertilizzanti determinato dalla situazione internazionale.

Spiega Bongioanni: «È stata esaminata con le associazioni datoriali una serie di criticità. Si è valutata la necessità di interventi straordinari sui temi dei prestiti a tasso agevolato, della proroga delle scadenze delle operazioni di credito e dell’esonero parziale dai pagamenti dei contributi previdenziali: allo studio la possibilità di strutturare queste misure. Il Piemonte, grazie al protocollo stretto con Agea, è all’avanguardia in Italia nella delimitazione satellitare delle aree e delle particelle colpite, il che consente su questo fronte una più precisa quantificazione dei danni e l’accelerazione dei tempi di pagamento».

Le associazioni agricole regionali hanno espresso il loro consenso al progetto di riforma della governance irrigua del Piemonte, che nelle prossime settimane approderà in III Commissione Agricoltura del Consiglio regionale per un ampio calendario di consultazioni, discussione e messa a punto del testo da presentare in Aula. Soddisfazione dall’assessore Bongioanni: «Ringrazio i rappresentanti del mondo agricolo e le associazioni di categoria e cooperative per il loro appoggio e sostegno al progetto di riforma di un bene primario sempre più indispensabile quale l’acqua, che il Piemonte attende da quarant’anni. Con loro abbiamo condiviso di aggiungere nello strumento legislativo il piano regionale dei piccoli e medi invasi: questo posticiperà inevitabilmente di una quarantina di giorni l’inizio delle attività in Commissione e in Aula, ma sarà strategico per dare uno strumento completo per i prossimi anni al nostro mondo agricolo».

E infine una significativa e positiva novità in arrivo dal Governo per le aziende agricole piemontesi sul fronte costi dei fertilizzanti. «Una modifica del regolamento comunitario – ha annunciato Bongioanni – ha assegnato all’Italia 92 milioni di euro, e il Ministero ne ha destinato al Piemonte l’importante somma quantificata attorno ai 20 milioni. Essi andranno alle aziende piemontesi le cui colture più hanno risentito dell’aumento di costi dei fertilizzanti agricoli causato dalle guerre e dalla situazione internazionale». I ristori arriveranno direttamente sotto forma di pagamento diretto alle aziende interessate che hanno presentato domanda unica Pac per il 2026. Il protocollo di lavoro è stato condiviso dalle associazioni agricole.

Credito alle imprese, le Regioni del Nord aprono il confronto con le banche

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Dalla riunione di Torino arriva la prima iniziativa della Cabina di Regia delle Regioni del Nord. Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia-Romagna puntano sull’accesso al credito come uno dei primi terreni sui quali costruire una strategia comune a sostegno del sistema produttivo.

I cinque assessori regionali Vincenzo Colla per l’Emilia-Romagna, Alessio Piana per la Liguria, Guido Guidesi per la Lombardia, Andrea Tronzano per il Piemonte e Massimo Bitonci per il Veneto hanno deciso di avviare un confronto con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). L’obiettivo è affrontare le difficoltà che le imprese incontrano nel reperire risorse finanziarie e approfondire il tema delle garanzie, con particolare attenzione alle necessità del nuovo Distretto Manifatturiero Unico del Nord.

L’iniziativa dà seguito all’incontro che si è tenuto giovedì scorso a Torino e rappresenta il primo passo operativo della collaborazione tra le cinque Regioni. L’intenzione è mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni e sistema bancario per valutare strumenti capaci di sostenere tanto gli investimenti quanto le esigenze di liquidità e di capitale circolante delle aziende.

La Cabina di Regia ha quindi chiesto un incontro ai presidenti delle ABI regionali: Cristian Berselli per l’Emilia-Romagna, Luigi Zanti per la Liguria, Alessandro Azzi per la Lombardia, Stefano Cappellari per il Piemonte e Sergio Bava per il Veneto.

Il confronto dovrebbe concentrarsi soprattutto sulle condizioni di accesso ai finanziamenti e sugli strumenti di garanzia disponibili. Secondo la Cabina di Regia, il credito «rappresenta, infatti, un elemento fondamentale per competitività e la stabilità delle nostre aziende per continuare a innovare».

La questione assume un peso particolare in una fase segnata dai costi energetici, dall’incertezza dei mercati e dalle tensioni geopolitiche internazionali. Per un’area nella quale il manifatturiero continua a rappresentare una componente decisiva dell’economia, poter finanziare nuovi investimenti, innovazione e crescita viene considerato un fattore essenziale per mantenere la competitività.

Con questa prima iniziativa, le cinque Regioni intendono trasformare il coordinamento politico in interventi comuni sui principali problemi dell’economia del Nord. La sfida è costruire condizioni più favorevoli per le aziende, favorendo investimenti e occupazione e rafforzando la capacità del sistema produttivo settentrionale di competere sui mercati italiani e internazionali.

Immagine generata con AI

I SÌ TAV ritornano in piazza domenica 27 settembre

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La manifestazione davanti al municipio alle ore 11

Giachino: “Torino e il Piemonte hanno bisogno come il pane della TAV ma nel PD esplodono contraddizioni gravissime che fanno capire chi ha frenato in questi anni l’opera del futuro”

L’andamento economico del Piemonte, condizionato dalla crisi torinese, continua ad essere deludente nonostante interviste ottimistiche di tanti. Mentre le previsioni del PIL dicono che l’Italia dovrebbe crescere dell’uno per cento con alcune regioni come la Lombardia, l’Emilia e la Liguria che cresceranno oltre l’1%, il Piemonte è dato in crescita solo dello 0,8%. Tutte le iniziative ideate, lanciate da interviste roboanti, in questi ultimi vent’anni non sono riuscite a rilanciare la crescita dell’economia dell’area torinese. La botta data dall’Europa al settore auto non viene purtroppo pareggiata dagli eventi, dall’aerospaziale, dal turismo ecc. ecc. In questa situazione la TAV porterà sicuramente grandi benefici con l’aumento del turismo internazionale e con l’aumento della logistica legata agli scambi commerciali che stanno crescendo nel mondo al ritmo del 3% l’anno.

Ne parliamo con Mino Giachino, che raggiungiamo al telefono a Genova mentre sta brindando con i suoi più stretti collaboratori all’undicesimo anno di presidenza di Saimare, un’azienda leader nelle spedizioni internazionali.

«Mi stupisce come Torino, in venticinque anni, pur essendo governata quasi sempre dal PD, salvo la parentesi grillina, e pur disponendo di un nugolo di economisti importanti di area, non sia riuscita a rilanciare l’economia cittadina», osserva Giachino. Anzi, in questi giorni i dati sugli stipendi e sui risparmi dimostrano che la Torino divisa in due, di cui parlò per primo nel 2012 l’arcivescovo Nosiglia, ha visto aumentare le distanze. «La metà della città che quando venne eletto Lo Russo stava male oggi sta peggio, a partire dal commercio».

«Eppure l’anno scorso il numero dei container trasportati nel mondo è aumentato di 6 milioni, gli armatori investono e guadagnano. Il centro MSC di controllo della movimentazione delle merci insediato al Lingotto è arrivato al migliaio di dipendenti, laureati in informatica. A Genova si fa fatica a trovare le professionalità da assumere, a Torino 3/4 dei ragazzi ha un impiego a tempo parziale».

A livello generale, secondo Giachino, conta la maggiore lentezza nel costruire le opere pubbliche, in particolare le infrastrutture di trasporto, di cui si è accorta finalmente anche la Confetra. «Punto centrale è il MIT, dove è diminuita l’efficienza senza che nessuno capisca i danni per l’economia italiana».

Altro punto si trova nelle divisioni nel PD dove l’ala ex DC non conta o non ha voci, salvo Delrio. «La TAV è l’opera che ne paga le peggiori conseguenze. Lo si vedeva già quando ideai da solo e organizzai la grande manifestazione di piazza Castello a favore della TAV. Tutti furono sorpresi e invece di capire cercarono di mettermi da parte da parte, ma rallentando l’opera, malgrado il voto del Senato del 7.8.2019 quando venne bocciata la mozione NO TAV dei Cinque Stelle».

Quando Renzi fece fallire l’iniziativa di Salvini e si costituì il governo Conte 2, la costruzione delle infrastrutture venne strozzata. «Il PD per non far cadere il governo bloccò tutto. Stando fermi le divisioni interne del PD sulla TAV non esplodevano». I cambi nell’Unione Industriali, nella Giunta regionale, negli uffici ministeriali del MIT con un forte calo delle competenze fecero il resto.

«Eppure le divisioni interne al PD in Val Susa hanno bloccato o rallentato i lavori della TAV. I lavori di costruzione del Tunnel dalla parte italiana assegnati a fine 2023 sono lì fermi. Nel frattempo però i costi di costruzione sono cresciuti di quasi tre miliardi». Ora si è risvegliata nella Confetra la consapevolezza sui gravi danni che derivano dal rallentamento nella costruzione delle opere e in particolare nelle reti TEN-T.

Unico spiraglio in questa situazione i lavori del Terzo Valico e per la costruzione della nuova Diga foranea a Genova. «Ma in Liguria non stanno fermi e in questi anni hanno lavorato molto in Europa e con la Francia per spingere alla creazione della linea ferroviaria europea da Marsiglia a Genova via Ventimiglia. Una linea che porterà via traffico turistico alla Torino-Lione».

In questa situazione i tentativi di Lo Russo di accordarsi con Askatasuna sono falliti per l’indisponibilità degli estremisti che però partecipando alle manifestazioni Pro Pal hanno accresciuto i consensi in particolare nelle file di AVS.

«Il PD, che appoggiò insieme agli altri partiti la nostra grande manifestazione del 2018, oggi non vuole la nuova manifestazione di domenica 27 settembre per non far emergere le sue contraddizioni e diversità».

Ma Torino, se non rispondesse alla violenza del 25 luglio scorso, si condannerebbe alla crescita dei NO a TUTTO.

«Ecco perché chi vuole rilanciare Torino, che in questi mesi oltre ai ritardi nella costruzione della TAV rischia di perdere anche l’aeroporto, deve venire in piazza del Municipio domenica 27 settembre alle ore 11, allargando la voce agli amici».

«Diremo NO alla VIOLENZA, SÌ alla TAV ma di fatto diremo SÌ al rilancio di Torino e del suo futuro di lavoro» conclude Giachino.

Uncem, il “caso Umbria”

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Un’“Umbria cuore verde d’Italia non deve perdere altro tempo secondo l’UNCEM.
Deve riattivare le politiche montane e scegliere politiche serie per le montagne appenniniche.

“Occorre dirlo chiaramente: l’Umbria non può restare senza un’organizzazione istituzionale dei Comuni Montani pressoché grandi e piccoli. Dopo aver distrutto drammaticamente le comunità montane 15 anni fa, non ha mosso un dito politico – afferma Marco Bussone, presidente UNCEM, intervenuto in un dibattito pubblico a Terni – e i loro Comuni vivono nelle solitudini, e questo è grave. Ritengo che la presidente della Regione, con Giunta e Consilio, debbano agire in fretta, senza perdere tempo, riattivando le comunità montane. È questione di lungimiranza politica e istituzionale. Con Agnese Benedetti, presidente UNCEM Umbria e sindaca di Vallo di Nera, abbiamo già lavorato a un articolato consegnato alla Giunta Regionale, che sta invece perdendo tempo”.

M.M.

R3DEFINE, un progetto per lo sviluppo di metastrutture

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Con applicazioni anche in campo aerospaziale e antisismico

Un nuovo ERC Starting Grant al Politecnico di Torino per lo sviluppo di metastrutture prenderà il via con il progetto R3DEFINE, una metodologia avanzata di modellazione agli elementi finiti sviluppata dal gruppo MUL2 e finalizzata allo sviluppo di un nuovo framework computazionale multifisico basato sulla Carrera Unified Formulation (CUF). Con il progetto R3DEFINE, il dottore ricercatore Riccardo Augello svilupperà nuovi modelli computazionali capaci di attenuare le vibrazioni senza rinunciare alla robustezza, con possibili applicazioni dal settore aerospaziale alla protezione antisismica.

“Con R3DEFINE vogliamo superare uno dei principali compromessi dell’isolamento delle vibrazioni: ottenere una risposta efficace a frequenze ultra-basse senza rinunciare alla capacità di sostenere carichi elevati – ha dichiarato il dottor Riccardo Augello – progetteremo metastrutture tridimensionali riconfigurabili, combinando simulazioni basate sulla Carrera Unified Formulation con la fabbricazione e la validazione sperimentale di prototipi. L’obiettivo è sviluppare soluzioni compatte e omnidirezionali, applicabili in tutti gli ambiti nei quali sia necessaria una marcata attenuazione delle vibrazioni in ingresso”.

Le metastrutture sono strutture ingegnerizzate le cui proprietà dipendono non soltanto dai materiali impiegati, ma soprattutto dalla geometria e dall’architettura interna. Modificando la disposizione dei loro elementi, è possibile farle passare da una configurazione all’altra e variare gli intervalli di frequenza nei quali le vibrazioni vengono isolate o filtrate. R3DEFINE sfrutterà questi meccanismi per ottenere un isolamento efficace a frequenze ultra-basse, mantenendo allo stesso tempo la robustezza e la capacità di sostenere carichi elevati.
Le simulazioni numeriche guideranno la progettazione e l’ottimizzazione di prototipi, che saranno successivamente fabbricati e validati attraverso prove sperimentali in più direzioni. L’obiettivo non è quindi soltanto sviluppare nuovi modelli computazionali, ma realizzare una piattaforma di metastrutture tridimensionali riconfigurabili, capaci di adattare la propria risposta e di attenuare vibrazioni provenienti da direzioni diverse. Una sfida che, se vinta, aprirebbe la strada a una nuova generazione di materiali e componenti per applicazioni avanzate. In ambito aerospaziale, un’applicazione concreta riguarda l’adattatore che collega il satellite al lanciatore. Durante il lancio, il carico utile è sottoposto a intense vibrazioni che possono danneggiarne i componenti o comprometterne il corretto funzionamento. L’integrazione di metastrutture nell’interfaccia potrebbe ridurre la trasmissione delle vibrazioni e aumentare la protezione del satellite durante le fasi più critiche della missione.
Anche nell’ingegneria antisismica le potenzialità sono significative: i dispositivi di isolamento sismico sfruttano spesso una bassa rigidezza dinamica per ridurre la trasmissione delle vibrazioni generate dai terremoti, ma questa caratteristica può comportare limitazioni nella capacità di sostenere carichi elevati. Le soluzioni sviluppate in R3DEFINE mirano a combinare elementi con elevata capacità portante ed elementi progettati per ridurre la rigidezza dinamica, contribuendo alla realizzazione di sistemi di protezione sismica più efficienti.
Uno degli obiettivi più ambiziosi di R3DEFINE è ottenere un isolamento omnidirezionale, capace cioè di attenuare le vibrazioni indipendentemente dalla direzione dalla quale provengono. Il raggiungimento di questo risultato richiede architetture realmente tridimensionali, la cui complessità rende oggi estremamente onerosa la simulazione e porta molti modelli a limitarsi a rappresentazioni bidimensionali.

Mara Martellotta