ECONOMIA

Nuovo stop produttivo a Mirafiori, le linee ferme altri due giorni

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Nuovo stop produttivo a Mirafiori, dove le linee resteranno ferme anche lunedì 7 e martedì 8 settembre. Le due giornate si aggiungono alle sospensioni già previste dal 2 al 4 settembre e riportano l’attenzione sulla situazione dello stabilimento torinese proprio mentre i dati del 2026 mostrano alcuni segnali di recupero per Stellantis. Alla base delle fermate ci sarebbero difficoltà nella disponibilità di componenti destinati alle motorizzazioni, ma per i sindacati resta forte la preoccupazione per le ricadute sui lavoratori e soprattutto sull’indotto piemontese.

Il quadro di Mirafiori è oggi molto diverso rispetto al difficile 2025. Nei primi sei mesi del 2026 dallo stabilimento torinese sono uscite 36.048 vetture, contro poco più di 15 mila nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita superiore al 135%. A spingere i volumi è soprattutto la Fiat 500 ibrida, affiancata dalla versione elettrica. Il recupero è significativo, ma parte da livelli produttivi particolarmente bassi e non è ancora sufficiente a garantire la piena utilizzazione di un complesso industriale delle dimensioni di Mirafiori. Per l’intero 2026 le stime sindacali indicano una produzione torinese nell’ordine delle 80 mila vetture, al di sotto dell’obiettivo delle 100 mila unità indicato dall’azienda.

Segnali positivi arrivano anche dal quadro nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno Stellantis ha prodotto in Italia oltre 252 mila veicoli, con un aumento di quasi il 14% sul 2025. La crescita delle sole automobili sfiora il 28%, mentre resta più debole il comparto dei veicoli commerciali. Anche sul fronte delle vendite il gruppo sta recuperando terreno: nei primi otto mesi del 2026 Stellantis ha immatricolato in Italia circa 341 mila vetture, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, conquistando una quota superiore al 30% del mercato. Complessivamente, le immatricolazioni italiane sono aumentate dell’8,5%, anche se rimangono ancora sensibilmente inferiori ai livelli precedenti alla pandemia.

Per Torino, tuttavia, la partita va ben oltre Mirafiori. Il Piemonte conserva la più importante concentrazione italiana della componentistica automotive, con circa 717 imprese, quasi 60 mila addetti e un fatturato vicino ai 20 miliardi di euro. È un patrimonio industriale enorme, ma sottoposto a una trasformazione profonda. Negli ultimi anni sono diminuiti fatturato, occupazione ed esportazioni del settore, mentre molte aziende rimangono fortemente dipendenti dalle commesse di Stellantis e dalla produzione di componenti legati alle motorizzazioni tradizionali.

In Monferrato la Fiera nazionale del verde e dell’agricoltura

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MONFERRATO GREEN FARM, DAL 2 AL 4 OTTOBRE 2026

Fiera Nazionale del Verde e dell’Agricoltura a Casale Monferrato

Molte novità di una rassegna sempre più specialistica – AREA FOOD

Dal 2 al 4 ottobre prossimi, il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà la 4ª edizione di Monferrato Green Farm.

La manifestazione è al suo secondo anno con il titolo di “Nazionale”, a testimonianza dei numerosi espositori che ad ogni edizione giungono anche da regioni esterne al Piemonte, oltre a quelli locali e regionali. La Fiera riguarda tutte le cinque principali categorie che la caratterizzano.

Si tratta dell’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura, che vede il coinvolgimento e il supporto degli altri comparti produttivi – artigianato, industria e commercio – in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente.

L’evento è organizzato da D&N Eventi S.R.L., in collaborazione con il Comune di Casale Monferrato, l’Unione dei Comuni della Valcerrina, l’Associazione dei Comuni del Monferrato e Confartigianato Imprese Alessandria, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Casale Monferrato, del Comune di Olivola (Prima Città dell’Olio del Piemonte), della Provincia di Alessandria, della Provincia di Mantova e della Camera di Commercio di Alessandria-Asti.

La manifestazione si avvale inoltre della partnership di Enti, Aziende e Associazioni, tra cui Asproflor  Comuni Fioriti, Confartigianato Alessandria, Confagricoltura Alessandria, FAI – Delegazione di Casale Monferrato, Garden Club di Alessandria, Istituto Tecnico Vincenzo Luparia, Ediltecnica Ferrari BK, Vivai Rosa Cisalpina, Marco Marinone Garden Designer, Provera, Occhio con Occhio, Love Monferrato, F.I.P.P.O., IIS Galileo Ferraris sede di Crescentino.

AREA FOOD

L’AREA FOOD prevede:

  • Salone delle Tipicità;

  • Punto Ristoro;

  • Birrificio Baladin.

Nel corso dei tre giorni sarà possibile degustare e acquistare svariate tipicità ed “Eccellenze alimentari enogastronomiche” regionali e nazionali, con “chicche” a sorpresa.

Sarà inoltre possibile assaporare piatti caldi di qualità nel ristorante interno, che proporrà pietanze della tradizione contadina e piemontese e utilizzerà, all’occorrenza, per la realizzazione dei piatti dei menù proposti, anche prodotti di altri espositori partecipanti e presenti in Fiera.

All’interno del Salone delle Tipicità è importante segnalare la presenza di molte eccellenze alimentari provenienti anche da svariate regioni quali Puglia, Calabria, Liguria e Sardegna, oltre alle eccellenze piemontesi e, in particolare, monferrine.

Sarà inoltre presente un’area dedicata ad aziende provenienti dai Comuni della Valcerrina e uno stand che ospiterà le eccellenze del Comune di Olivola, riconosciuto come “Prima Città dell’Olio del Piemonte”.

Le aziende che cureranno il punto ristorazione sono tre eccellenze artigiane alimentari:

  • Panisium”, con i loro deliziosi piatti della nostra tradizione regionale, tra cui spiccano incontrastati la Panissa, gli Agnolotti Monferrini, la Polenta Concia e molto altro;

  • l’Associazione “La Meridiana”, che farà degustare caratteristici piatti locali aventi come ingrediente principale la zucca, oltre a somministrare la caratteristica “Merenda Sinoira”;

  • il famoso Birrificio Baladin, che servirà anche una meravigliosa Pinsa Artigianale.

Il tutto verrà accompagnato da pregiati vini durante i pasti.

Ma ci sono anche molte altre novità in questa edizione, che presenterà un aumento delle attrazioni e delle esperienze all’interno dell’evento.

Il pubblico potrà partecipare alle diverse attività acquistando all’ingresso della Fiera il biglietto “Tutto incluso”, che consentirà di accedere a tutte le attività, tutte le volte che lo si desidera durante la permanenza, ottimizzando notevolmente i costi. Nel biglietto sono compresi anche spettacoli e dimostrazioni.

Tra le attività previste:

  • Laboratori didattici per adulti e bambini nella Fattoria Didattica, nell’area laboratori e nell’area animali.

  • Convegni e seminari scientifici e culturali con esperti del settore green.

  • Maneggio con pony per il divertimento dei più piccoli.

  • Area bimbi con veicoli elettrici, tra mini moto e automobiline ecosostenibili.

  • Ricerca dell’oro vero, con attività pratiche e dimostrative. La pagliuzza più grande che troverai sarà tua!

  • Area dog con esibizioni di varie discipline cinofile aperte al pubblico.

  • Falconiere, che farà conoscere ai visitatori i vari tipi di rapaci e le loro caratteristiche.

  • Spettacolo con motosega per la creazione in diretta di sculture in legno.

  • Casa delle Farfalle, una serra interattiva con farfalle vive: oltre 100 esemplari, anche esotici.

  • Mostra degli insetti, per scoprire da vicino i segreti del micro-mondo naturale.

  • Masterclass con degustazioni, per assaporare le eccellenze del territori

Per Acquistare i biglietti:  https://www.monferratogreenfarm.it/biglietti/

 Per avere informazioni sugli eventi scientifici e culturali, tutti i laboratori, gli spettacoli e le dimostrazioni presenti in Fiera, è possibile consultare il programma sul sito:

www.monferratogreenfarm.it  (sito in aggiornamento)

e le pagine social di:

D&N Eventi S.R.L  https://www.facebook.com/deneventisrl/

Monferrato Green Farm  https://www.facebook.com/deneventisrl/

ORARI

Venerdì: 17:00 – 21:00

Sabato: 10:00 – 21:00
Domenica: 10:00 – 21:00

PER INFORMAZIONI

D&N Eventi S.R.L.

Cell. 335.7404114 – 366.2829982
Email: 
info@monferratogreenfarm.it

Al via giovedì 10 settembre la 50ª edizione di “Artigianato del Pinerolese”

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Da giovedì 10 a domenica 13 settembre prossimi, Pinerolo ospiterà la cinquantesima edizione di “Artigianato del Pinerolese”, una rassegna che racconta cinquant’anni di storia attraverso mani che creano, persone che tramandano un mestiere e comunità che cambiano senza perdere la propria identità. Si tratta di un appuntamento rappresentativo del territorio che, quest’anno, sceglie di festeggiare anche i duecento anni dalla nascita della fotografia attraverso il progetto “Scatti. Istanti di storie. 50 anni di Artigianato, 200 anni di Fotografia”, un percorso che parte dal primo scatto realizzato da Nicéphore Niépce nel 1826 fino agli smartphone di oggi. In questi dieci lustri di manifestazione, l’artigianato ha saputo documentare l’evoluzione della società, dei mestieri, delle tecniche produttive e delle relazioni umane, conservando però intatti i valori che lo caratterizzano: creatività, competenza, passione e capacità di innovare. Per questo motivo, l’edizione del cinquantenario intende trasformare Pinerolo in una grande galleria fotografica a cielo aperto. Il centro storico ospiterà 30 mostre fotografiche e artistiche, distribuite tra piazze, cortili, musei, portici e spazi espositivi, anche in luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Un percorso che accompagnerà cittadini e visitatori attraverso linguaggi e sensibilità differenti, intrecciando fotografia d’autore, memoria storica, arte contemporanea, reportage, paesaggio e racconto sociale. Tra i principali progetti espositivi spiccano “L’arte della fotografia – 200 anni”, che ripercorre la storia della fotografia con documenti storici, immagini provenienti da archivi fotografici, laboratori di camera oscura e sala posa; “Becoming Climate”, il progetto internazionale di World Press Photo dedicato ai cambiamenti climatici ospitato alla Cavallerizza Caprilli; “Life in Trenches – Vita nelle Trincee”, con le immagini della Grande Guerra al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria; “Album di Famiglia”, con le fotografie dell’Archivio dell’Associazione Culturale Valdese Ettore Serafino; “Torino 4×4. Fotografie per una nuova era”, progetto che restituisce il volto degli artigiani pinerolesi attraverso gli scatti realizzati da Remo Caffaro tra il 1978 e il 1988. I temi dedicati al territorio, alla memoria collettiva e all’arte contemporanea troveranno spazio nelle mostre “Pinerolo… Altri sguardi”, “Interferenze”, “Gli Eterni Contemporanei”, “Neve”, “Acqua”, “Lettere di un paesaggio”, “Respirare con gli occhi”, “Sono solo un fotografo (Una questione di luce)”, e ancora “Abitare l’aria”, “Flash Room”, “Eterni contemporanei, in evoluzione: Giotto”, “Ferite Bianche”, “Le stagioni della montagna” e “Biforcazioni”. I temi della montagna, della scienza e della fotografia di guerra saranno invece al centro degli incontri con Nives Meroi, Valerio Minato, Fabio Bucciarelli ed Emanuele Pasquet. Sabato 12 settembre, in occasione del centenario della sezione CAI di Pinerolo, si esibiranno cori e bande musicali locali. La moda sarà protagonista al Teatro Sociale, con “Rivèlati – Atto unico. Moda, movimento e trasformazione”, una performance che intreccia moda, movimento e arti performative, e con la Torino Fashion Week – “Scatti. Istanti di moda in passerella”. Anche quest’anno tornerà “Pinerolo Botteghe Aperte”, un progetto coordinato CNA Torino e Nodo Concept Space, che porterà artigiani e artisti selezionati attraverso una call negli spazi di Nodo e in piazza San Donato. Il pubblico potrà assistere alle lavorazioni dal vivo e partecipare a una proposta di 9 workshop artistico-artigianali, dalla sartoria all’upcycling, dal ricamo alla fotografia, dall’illustrazione alla tessitura e alla lavorazione della carta. I laboratori, realizzati con il supporto di Turismo Torino e Provincia, sono dedicati a diverse fasce d’età e livelli di esperienza. A questo si affiancheranno gli espositori di Mani Creative, collocati tra piazza Facta, via Savoia, via Duomo e via Trento, il Fab Lab Pinerolo, dove stampa 3D e fotografia si incontreranno per dare forma tridimensionale alle immagini, e le attività dedicate alle piccole e medie imprese in piazza Cavour, luogo di incontro innovazione, servizi, aziende e artigianato. Sono previste attività per le famiglie con bambini grazie ad Artigianato Kids, che avrà luogo nel cortile del Vescovado. Largo Lequio diventerà, invece, il cuore della convivialità, con il Villaggio del Gusto e Arti Beer Festival “L’arte del bere bene. 50 sfumature di birra per i 50 anni di Artigianato”. Un’area dedicata allo street food, alle specialità locali e ai sapori da tutto il mondo che ogni sera si trasformerà in uno spazio dedicato alla musica e all’ intrattenimento. Le Terrazze Acaja accoglieranno le eccellenze enogastronomiche del territorio. Accanto alla Borgata dell’Agricoltura, con 14 stand dedicati alla produzione agricola locale e realizzata in collaborazione con CIA Agricoltura e Coldiretti, Terre da Tasté – Distretto del Cibo Pinerolese proporrà degustazioni, masterclass, incontri e momenti di convivialità. Tra gli appuntamenti, le masterclass dedicate ai Cru degli Acaja, le serate “Convivio – 8 Cru degli Acaja”, la degustazione di caffè in collaborazione con Slow Food Coffee Coalition e, domenica, l’incontro su olio EVO e cucina vegetale, con degustazione tematica. Sempre all’insegna del gusto e della formazione sarà la proposta del CFIQ Il Germoglio, che sabato 12 settembre ospiterà “A Cena con i ragazzi del CFIQ”, una cena di beneficenza realizzata con studenti, formatori e aziende del territorio per sostenere borse di studio. Domenica spazio invece a “Bimbi ai fornelli”, allo yoga e alla Colazione benefica, con proventi destinati alla realizzazione di un laboratorio di trasformazione alimentare a Bahia, in Brasile. Anche il Consorzio dei vini del Pinerolese proporrà delle degustazioni presso il proprio stand. Domenica 13 settembre prossimo, nel cuore della città, partirà il tour guidato “Welcome Tour Pinerolo Speciale Artigianato”, alla scoperta dei luoghi d’arte e delle botteghe storiche e arricchito da un assaggio di vino locale. Sabato sera sarà inoltre possibile vivere un’esperienza speciale al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria con “Notte al Museo”, con visite guidate serali che permetteranno di scoprire la Scuola di Cavalleria e i suoi personaggi attraverso un percorso immersivo nel fascino notturno del museo. “Artigianato del Pinerolese” è organizzato dal Comune di Pinerolo con il contributo di Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino e CNA Torino.

Info e dettagli: http://artigianatopinerolo.it/ – www.comune.pinerolo.to.it / Facebook – Città d Pinerolo

Mara Martellotta

Le aziende piemontesi in vetrina a “Vicenzaoro September”

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Sono ottantanove le aziende piemontesi che da domenica 6 fino a martedì 8 settembre prossimi parteciperanno alla vetrina internazionale del prezioso “Vicenzaoro September”. Trainate dal distretto di Valenza (74 presenze), le imprese del nostro territorio faranno parte di un quadro espositivo che conta 1300 espositori, di cui il 45% proveniente da Paesi esteri, tra i quali spiccano Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia e Gran Bretagna, mentre tra quelli extraeuropei risultano presenti Turchia, Hong Kong, Thailandia, India e Stati Uniti d’America, insieme alle novità rappresentate da Corea del Sud, Ucraina e Uzbekistan.
Cresce anche la delegazione di buyer ospitati, che risultano essere 910, il 33% in più rispetto ai 605 del settembre dello scorso anno. La delegazione estera da 73 Paesi, grazie alla partnership con Ministero degli Affari esteri, Cooperazione internazionale e ICE Agenzia, vede in fiera 700 buyer che conoscono profondamente le aziende espositrici di Vicenzaoro e i mercati esteri di riferimento. Le rappresentanze maggiori provengono da Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a pari merito, Cina e Spagna; 210, infine, i buyer italiani.

“Una domanda internazionale che si allarga per provenienze e consistenza e che conferma la capacità di Vicenzaoro di attrarre operatori dai principali mercati mondiali – ha sottolineato Matteo Farsura, a capo delle fiere orafe di IEG – da questa edizione noi rispondiamo a questa domanda con un riordino delle aree espositive, grazie al nuovo Padiglione 2. Dall’alto di gamma, al packaging, alle gemme, alle tecnologie, alla manifattura orafa: tutta la filiera è ora sotto lo stesso tetto e il Jewellery Boutique Show è oggi ancora più competitivo”.

Alle ore 11 di domenica 6 settembre, la manifestazione verrà aperta con la cerimonia inaugurale condotta da Marino Smiderle, direttore de Il Giornale di Vicenza, alla quale sono stati invitati Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group; Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza; Maria Cristina Squarcialupi, presidente Federorafi Confindustria in rappresentanza di tutte le associazioni nazionali del settore orafo; Fabrizio Lobasso, vice direttore generale per la crescita e la promozione delle esportazioni e direttore centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Matteo Zoppas, presidente ICE Agenzia, senatrice Mara Bizzotto, sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Marco Zecchinato, assessore alla Cooperazione interregionale, Governo del territorio e Infrastrutture della Regione Veneto.

Info e dettagli sul sito vicenzaoro.com

Mara Martellotta

Mirafiori si ferma ancora il 7 e 8 settembre, l’automotive piemontese cerca la vera ripartenza

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Nuovo stop produttivo a Mirafiori, dove le linee resteranno ferme anche lunedì 7 e martedì 8 settembre. Le due giornate si aggiungono alle sospensioni già previste dal 2 al 4 settembre e riportano l’attenzione sulla situazione dello stabilimento torinese proprio mentre i dati del 2026 mostrano alcuni segnali di recupero per Stellantis. Alla base delle fermate ci sarebbero difficoltà nella disponibilità di componenti destinati alle motorizzazioni, ma per i sindacati resta forte la preoccupazione per le ricadute sui lavoratori e soprattutto sull’indotto piemontese.

Il quadro di Mirafiori è oggi molto diverso rispetto al difficile 2025. Nei primi sei mesi del 2026 dallo stabilimento torinese sono uscite 36.048 vetture, contro poco più di 15 mila nello stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita superiore al 135%. A spingere i volumi è soprattutto la Fiat 500 ibrida, affiancata dalla versione elettrica. Il recupero è significativo, ma parte da livelli produttivi particolarmente bassi e non è ancora sufficiente a garantire la piena utilizzazione di un complesso industriale delle dimensioni di Mirafiori. Per l’intero 2026 le stime sindacali indicano una produzione torinese nell’ordine delle 80 mila vetture, al di sotto dell’obiettivo delle 100 mila unità indicato dall’azienda.

Segnali positivi arrivano anche dal quadro nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno Stellantis ha prodotto in Italia oltre 252 mila veicoli, con un aumento di quasi il 14% sul 2025. La crescita delle sole automobili sfiora il 28%, mentre resta più debole il comparto dei veicoli commerciali. Anche sul fronte delle vendite il gruppo sta recuperando terreno: nei primi otto mesi del 2026 Stellantis ha immatricolato in Italia circa 341 mila vetture, il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, conquistando una quota superiore al 30% del mercato. Complessivamente, le immatricolazioni italiane sono aumentate dell’8,5%, anche se rimangono ancora sensibilmente inferiori ai livelli precedenti alla pandemia.

Per Torino, tuttavia, la partita va ben oltre Mirafiori. Il Piemonte conserva la più importante concentrazione italiana della componentistica automotive, con circa 717 imprese, quasi 60 mila addetti e un fatturato vicino ai 20 miliardi di euro. È un patrimonio industriale enorme, ma sottoposto a una trasformazione profonda. Negli ultimi anni sono diminuiti fatturato, occupazione ed esportazioni del settore, mentre molte aziende rimangono fortemente dipendenti dalle commesse di Stellantis e dalla produzione di componenti legati alle motorizzazioni tradizionali.

Torino accoglie la community internazionale di ESCP

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La community di ESCP, al fine di accompagnare i nuovi studenti del Bachelor in Management e del Master in Management all’inizio del loro percorso in Italia, propone un programma di appuntamenti tra orientamento, inclusione, sport e networking, pensato per favorire occasioni di incontro, condivisione e nuove connessioni, a cui hanno già aderito 1.334 studenti provenienti da 79 Paesi, a conferma della forte vocazione internazionale del progetto.

“Il rapporto con il territorio è parte integrante della nostra identità come istituzione internazionale – ha commentato Alberta Di Giuli, Professoressa di Finanza e Dean di ESCP Torino – ogni anno accogliamo studenti provenienti da Paesi, culture e contesti diversi, creando a Torino un ambiente naturalmente aperto al confronto e allo scambio. La presenza di questa community porta in città nuove tradizioni, sensibilità e punti di vista, che entrano in dialogo con la cultura e l’identità del territorio. È proprio dall’incontro tra queste diversità che nasce una comunità capace di amalgamarsi e arricchirsi reciprocamente. Vogliamo che i nostri studenti possano conoscere la città, lasciarsi ispirare dalle sue persone e dal suo patrimonio e, allo stesso tempo, contribuire con le proprie esperienze e prospettive.  La relazione con il territorio deve essere uno scambio, in cui Torino entra nel percorso e nel bagaglio di chi la vive, mentre la presenza internazionale degli studenti contribuisce a portare nuove energie e contaminazioni alla città. È da questo incontro che nascono nuove connessioni e un arricchimento reciproco tra la nostra comunità internazionale e Torino”.

I numeri e i dati della partecipazione sono notevoli: 26 Paesi dell’Unione Europea e 53 extra-UE. Francia (28,9%) e Italia (25,1%) sono i Paesi più rappresentati, seguiti da Germania (6,8%), Stati Uniti (4%) e Cina (3,3%). Tra gli studenti provenienti da Paesi extra-UE, gli Stati Uniti rappresentano il 26,56%, seguiti da Cina (22%), Marocco (12,03%), India (10,37%) e Turchia (8,71%). Un mosaico di esperienze, prospettive e background che contribuisce ogni anno alla vita del Campus e al dialogo con la città.

Gli eventi di benvenuto che accompagnano i nuovi studenti alla scoperta della vita in ESCP, alternano momenti di orientamento, formazione e socializzazione. Tra gli appuntamenti centrali, la Student Experience Fair che riunisce dipartimenti, servizi e realtà partner della Business School, offrendo agli studenti una panoramica delle opportunità e delle attività che li accompagneranno durante il percorso accademico.
In parallelo alla fiera, all’aiuola Balbo, gli studenti hanno condiviso un momento di relax all’aperto tra pizza, gelato e caffè con prodotti del territorio: un modo informale per raccontare Torino attraverso alcune delle sue eccellenze.
Accanto alle attività di networking, il programma ha previsto workshop e incontri dedicati agli strumenti utili per affrontare il nuovo percorso universitario, come lo Study Skills Workshop, dedicato all’organizzazione dello studio e degli impegni accademici. Spazio anche ai temi della diversità, dell’inclusione e della gender equality durante l’Inclusion & Diversity Day, con un Business Theatre dedicato ai temi del sessismo e della parità di genere e il workshop “Toward the Other”, pensati per favorire il confronto e il dialogo tra gli studenti.
Gli eventi di welcome hanno portato gli studenti anche sulle rive del Po, con una Giornata dello Sport presso Amici del Fiume. Rowing, beach volley, tennis, calcio e yoga hanno offerto occasioni per conoscersi, fare squadra e vivere insieme uno degli spazi naturali più caratteristici della città. La giornata si è conclusa con un aperitivo di networking e le premiazioni dei team vincitori.
Il calendario degli eventi di benvenuto si concluderà al Monte dei Cappuccini, con una serata che riunirà gli studenti in uno dei luoghi più suggestivi della città, con la Mole e Torino sullo sfondo.

Mara Martellotta

Coldiretti Piemonte, richiesta Tavolo Verde in Regione

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 Per adottare urgentemente ogni azione al fine di evitare ulteriori penalizzazioni per l’emergenza siccità

“Con l’emergenza siccità, che prosegue, è necessario adottare tutte le misure che consentono di salvaguardare le realtà produttive anche attraverso provvedimenti straordinari”. È quanto afferma Coldiretti Piemonte, che ha chiesto la convocazione del Tavolo Verde tramite una specifica lettera all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni.

“Sono già significativi i danni alle produzioni di quest’annata, situazioni che ovviamente si riflette sul reddito delle imprese e sulla tenuta di importanti settori produttivi regionali – hanno fatto notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – il fondo AgriCat è solo il primo tassello attraverso il quale attivare una rete di effettivo supporto al tessuto imprenditoriale piemontese. Poiché l’emergenza in atto rischia di generare ulteriori ripercussioni nelle varie realtà produttive, è urgente, come già richiesto, adottare ogni provvedimento possibile, che consenta di giungere al riconoscimento dello stato di calamità naturale. Al fine di approfondire i diversi aspetti connessi con lo stato di emergenza in atto, e fornire agli operatori del settore puntuali indicazioni, e urgentemente la Regione convochi, come abbiamo sollecitato, un Tavolo Verde. Ribadiamo, come già più volte fatto, che resta necessario lavorare con una programmazione e pianificazione per ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, al fine di incrementare la capacità di stoccaggio e non arrivare sempre ad operare in emergenza”.

M.M.

Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Veneto insieme per le politiche economiche

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Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto e imprese mettono a sistema una strategia condivisa sulle politiche industriali. I primi obiettivi sono il censimento e la mappatura del Distretto e credito per le imprese

 Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto avviano una nuova fase di collaborazione attraverso una ‘Cabina di Regia delle Regioni del Nord’, con l’obiettivo di coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e, soprattutto, di rendere più strutturato ed efficace il confronto con il Governo e con la Commissione europea.

La costituzione della Cabina di Regia arriva dopo l’incontro del 30 giugno a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni: Andrea Tronzano (Piemonte), Vincenzo Colla (Regione Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia) e Massimo Bitonci (Veneto). Un confronto che ha consentito di entrare nel merito delle questioni sulle quali i territori stanno già lavorando e che, proprio per la loro rilevanza strategica, possono essere affrontate con una prospettiva comune. Nella giornata odierna tenutasi a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, la Cabina di regia ha lanciato la grande scommessa su cui si lavorerà da subito: l’istituzione del Distretto unico della manifattura del Nord con l’intento di essere propositivi nelle relazioni con il Governo italiano e nei confronti della Commissione Europea.

La posta in gioco è significativa. Nel loro insieme, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto rappresentano una componente del sistema economico italiano che contribuisce a più della metà del Pil nazionale. Un peso economico che, nelle intenzioni dei promotori della Cabina di Regia, può tradursi in un contributo ancora più qualificato alla definizione delle politiche industriali, economiche ed energetiche del Paese e dell’Unione europea.

Dalle aree industriali al credito: una piattaforma ampia

Il lavoro avviato dalle cinque Regioni non si limita a un singolo dossier. Al contrario, l’agenda condivisa abbraccia alcuni dei principali nodi che riguardano oggi la competitività del sistema produttivo.

Tra i temi individuati ci sono innanzitutto le aree di accelerazione industriale, insieme agli strumenti territoriali come le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), la Zona Logistica Semplificata (ZLS) e le Reti innovative regionali (RIR), il rafforzamento delle filiere industriali e le misure di sostegno agli investimenti. L’obiettivo è capire come rendere più efficace l’utilizzo di questi strumenti, favorendo nuovi insediamenti, rafforzando quelli esistenti e creando condizioni più favorevoli per gli investimenti produttivi.

Altro capitolo centrale è quello dell’accesso al credito. Sul tavolo ci sono la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e, più in generale, gli strumenti necessari a garantire alle imprese condizioni di finanziamento adeguate in una fase nella quale costo del denaro, investimenti e transizione industriale sono strettamente collegati.

La questione riguarda soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese, che costituisce una parte essenziale delle filiere produttive del Nord. Da qui anche l’attenzione alle certificazioni delle PMI e delle filiere industriali, considerate uno degli strumenti attraverso cui rafforzare qualità, affidabilità e capacità competitiva delle imprese.

La sfida dopo il PNRR: innovazione, ricerca e talenti

Un altro terreno sul quale le cinque Regioni intendono coordinarsi è quello dell’innovazione.

Il tema è particolarmente rilevante per un territorio nel quale convivono grandi gruppi industriali, PMI, università, centri di ricerca e filiere altamente specializzate. La questione, dunque, non è soltanto quella di sostenere la nascita di nuove tecnologie, ma di riuscire a trasferirle concretamente nei processi produttivi, aumentando produttività e competitività delle imprese. Un nuovo modello a sistema per essere competitivi anche nell’attrarre e trattenere i talenti. In questo quadro, la collaborazione tra le Regioni può assumere un valore politico preciso: evitare la frammentazione degli interventi e provare a costruire una massa critica sufficiente per competere con i grandi ecosistemi industriali europei.

Aiuti di Stato e dimensione d’impresa: il nodo delle regole europee

La partita non si gioca però soltanto sul terreno delle risorse. Una parte decisiva riguarda infatti le regole.

Tra i temi individuati c’è la revisione del regime degli aiuti di Stato, a partire dal de minimis, insieme alla questione del dimensionamento delle imprese.

La possibilità di intervenire sulle imprese, sostenerne gli investimenti e accompagnarle nei processi di trasformazione dipende quindi anche dal quadro regolatorio europeo. Per le cinque Regioni, il confronto con Bruxelles diventa inevitabilmente parte integrante della strategia.

Lo stesso vale per gli IPCEI di natura nazionale, strumenti attraverso i quali sostenere progetti strategici e tecnologicamente avanzati. Anche in questo caso il coordinamento tra territori può servire a costruire proposte più forti e coerenti rispetto alle singole iniziative regionali.

Casa, Torino recupera terreno: prezzi su del 17,4% negli ultimi cinque anni

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Nel lungo periodo il mattone torinese resta sotto i livelli di vent’anni fa, ma i dati più recenti indicano una netta inversione di tendenza. Milano continua invece a correre e si conferma un caso a parte tra le grandi città italiane

Il mercato immobiliare italiano ha cambiato più volte direzione negli ultimi vent’anni e Torino ne rappresenta bene l’andamento. Se si guarda al lungo periodo, infatti, i prezzi delle abitazioni nel capoluogo piemontese risultano ancora inferiori del 26,9% rispetto a vent’anni fa. Negli ultimi cinque anni, però, la situazione è decisamente cambiata: i valori sono cresciuti del 17,4%, una performance superiore alla media nazionale.

È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha messo a confronto l’andamento dei prezzi delle abitazioni in Italia e nelle quattro grandi città di Milano, Napoli, Roma e Torino, prendendo come riferimento periodi di venti, dieci e cinque anni.

Il dato di lungo periodo restituisce gli effetti delle diverse fasi attraversate dal mercato, a cominciare dalla crisi immobiliare iniziata nel 2007. Complessivamente, in Italia, rispetto a vent’anni fa le abitazioni hanno perso il 24,1% del loro valore. Tra le città considerate, la contrazione più consistente riguarda Napoli, con il -32,4%, seguita da Roma con il -29,8% e Torino con il -26,9%.

A distinguersi nettamente è Milano, unica delle quattro città ad avere oggi valori superiori a quelli di vent’anni fa: nel capoluogo lombardo l’incremento raggiunge infatti il 25,1%.

Lo scenario cambia radicalmente restringendo l’analisi all’ultimo decennio. In Italia i prezzi sono aumentati mediamente del 16,7%. Milano guida ancora la classifica con un balzo del 59,2%, mentre Napoli registra un +17,1%. Più contenuto il recupero di Torino, pari all’8,7%. Roma rimane invece leggermente in territorio negativo, con una variazione del -1,2%.

Sono soprattutto gli ultimi cinque anni a mostrare la nuova fase del mercato torinese. In questo periodo il prezzo delle abitazioni in città è cresciuto del 17,4%, contro una media italiana del 16%. Tra le quattro metropoli esaminate, Torino è seconda soltanto a Milano, dove l’aumento raggiunge il 22,3%. Seguono Napoli con il 15,9% e Roma con il 9,7%.

Il quadro che emerge è quindi quello di una Torino che non ha ancora recuperato le quotazioni di vent’anni fa, ma che negli anni più recenti ha mostrato una rivalutazione significativa del patrimonio residenziale.

“L’analisi su diversi archi temporali – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – evidenzia come il mercato immobiliare residenziale italiano abbia attraversato fasi molto diverse. Se il confronto a vent’anni mostra una contrazione dei valori generalizzata, incorporando la crisi iniziata nel 2007, gli ultimi dieci e cinque anni rivelano una ripresa più marcata, soprattutto in alcune grandi città. Milano si distingue per continuità e intensità della crescita, mentre Torino evidenzia negli ultimi anni un recupero significativo.

Due elementi rendono particolarmente interessante il caso di Milano nel confronto con Napoli, Roma e Torino: dopo la diminuzione dei prezzi iniziata nel secondo semestre del 2007, in linea con il dato nazionale, il capoluogo lombardo è stato il primo a invertire la tendenza, registrando una fase di stabilità già nel secondo semestre del 2016. Inoltre nel 2020, anno segnato dalla pandemia, Milano è stata l’unica tra le quattro città considerate a rilevare prezzi ancora in aumento”.

Variazione prezzi 20 anni 10 anni 5 anni
Italia -24,1% +16,7% +16,0%
Milano +25,1% +59,2% +22,3%
Napoli -32,4% +17,1% +15,9%
Roma -29,8% -1,2% +9,7%
Torino -26,9% +8,7% +17,4%

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Più giovani nel sistema produttivo piemontese. La Regione punta sulla formazione tecnica

Una filiera della formazione tecnica superiore sempre più forte, capace di offrire ai giovani competenze specialistiche e di rispondere alla crescente domanda di professionalità del sistema produttivo piemontese. La Regione Piemonte rafforza la programmazione 2026-2029 con quasi 6 milioni di euro di risorse aggiuntive, portando l’investimento complessivo da 42,31 a 48,25 milioni di euro.

È quanto prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale, che integra le risorse già stanziate per la programmazione dell’offerta formativa regionale del Sistema di Formazione Tecnica Superiore. Complessivamente, 40,57 milioni di euro saranno destinati alle attività degli ITS Academy, mentre 7,68 milioni finanzieranno i percorsi IFTS.

L’integrazione, pari a 5,94 milioni di euro, deriva dalle nuove risorse assegnate al Piemonte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso il Fondo per l’istruzione tecnologica superiore e consentirà di rafforzare ulteriormente il sistema regionale: 3,45 milioni di euro saranno destinati al potenziamento dellofferta formativa degli ITS Academy, mentre 2,49 milioni di euro di risorse premiali sosterranno la gestione, il funzionamento e la sostenibilità delle Fondazioni ITS Academy piemontesi.

Una scelta che si inserisce in una programmazione più ampia con la quale la Regione punta a consolidare una vera e propria filiera della formazione tecnica superiore, attraverso percorsi fortemente orientati all’acquisizione di competenze specialistiche e costruiti per mantenere uno stretto raccordo con l’evoluzione del mercato del lavoro e con i fabbisogni professionali delle imprese.

ITS Academy e IFTS rappresentano infatti due componenti strategiche di questa filiera: percorsi differenti per durata, caratteristiche e livello di specializzazione, ma accomunati dalla capacità di avvicinare formazione e mondo produttivo e di offrire ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro professionale.

«Vogliamo costruire in Piemonte una filiera della formazione tecnica sempre più forte e riconoscibile, capace di accompagnare i nostri ragazzi dalla formazione alle competenze e dalle competenze al lavoro. ITS Academy e IFTS sono due strumenti diversi, ma fanno parte della stessa visione: offrire percorsi di qualità, vicini alle esigenze delle imprese e capaci di creare opportunità concrete per i giovani» dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito, Formazione professionale e Diritto allo Studio universitario Daniela Cameroni.

«Portare l’investimento complessivo a oltre 48 milioni di euro conferma quanto crediamo in questa direzione: il Piemonte è una terra che produce e innova, per questo motivo ha bisogno di competenze tecniche sempre più qualificate. Il nostro compito è fare in modo che formazione e lavoro continuino ad avvicinarsi, dando ai ragazzi la possibilità di scegliere percorsi validi e alle nostre imprese le professionalità necessarie per continuare a crescere» conclude Cameroni.