ECONOMIA

A Torino forum sul travel retail

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Si tiene a Torino un forum con la presentazione della ricerca inedita di Nomisma. La notizia è di interesse nazionale e ATRI ha scelto Torino per l’evento non so se riesce a mandare qualcuno. Di seguito tutti i dettagli

quanto vale davvero il travel retail in Italia e quante persone impiega? Per la prima volta, un’indagine ufficiale risponde a queste domande, colmando un vuoto informativo su un settore strategico per il sistema paese.

Il 29 aprile a Torino, presso Palazzo Madama (ore 09:15), l’Associazione Travel Retail Italia presenterà la ricerca inedita realizzata con Nomisma. Lo studio non si limita a quantificare il fatturato e gli occupati del comparto, ma offre un’analisi dettagliata dello scenario attuale, influenzato dalle tensioni legate alla guerra del golfo e alla crisi energetica.

I dati, che verranno svelati integralmente solo in sede di conferenza, mostrano il ruolo del settore come motore economico e il suo impatto sul pil nazionale.

Intervengono:

  • Stefano Gardini, presidente ATRI
  • Emanuele Di Faustino, head of industry & retail Nomisma
  • Paola Piccioni, senior project manager Nomisma

Tavola rotonda:

  • Andrea Arrighi, human resources and organization di Lagardère Travel Retail Italia
  • Marilena Blasi, chief commercial officer di Aeroporti di Roma
  • Stefano Gardini, presidente atri
  • modera: David Jarach, founder & executive chairman di diciottofebbraio

Per partecipare e accreditarsi è necessario inviare una mail a press@atritalia.it

Sertorio presidente di Piccola Industria e Confindustria del Piemonte

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Filippo Sertorio è stato eletto Presidente del Comitato Regionale Piccola Industria di Confindustria Piemonte, che raggruppa il 96% delle 5900 imprese associate al sistema confindustriale regionale, che complessivamente occupano oltre 175 mila addetti. Sertorio resterà in carica per il prossimo quadriennio e subentra ad Alberto Biraghi, eletto nel 2022.

Alla riunione elettiva ha partecipato anche Fausto Bianchi, Presidente Nazionale di Piccola Industria di Confindustria. Sertorio, 54 anni, torinese, è amministratore unico di Blue Jays, holding attiva negli investimenti in PMI e Start up. Già Presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriale di Torino dal 2021 al 2025, attualmente è Vicepresidente di Piccola Industria di Confindustria, con delega al credito finanza e fisco.

“Ringrazio i colleghi per la fiducia che hanno voluto accordarmi, ringrazio inoltre il Presidente Bianchi, che ha voluto partecipare alla riunione e con cui da qualche mese collaboro a livello nazionale nel Consiglio di Presidenza di Piccola Industria  – ha dichiarato il neoeletto Presidente Filippo Sertorio, che presenterà la sua squadra alla prossima riunione del Comitato  – nel corso del mio mandato voglio lavorare, insieme ai miei colleghi, sulla crescita delle PMI e senso di appartenenza al sistema di Confindustria. Le PMI rappresentano l’ossatura del nostro Paese, e il fatto di poterle rappresentare è un grande onore e onere. In questo momento così complicato a livello geopolitico occorre serrare i ranghi, fare squadra, lavorare insieme per dimostrare la compattezza del nostro sistema trovando punti di convergenza con k’intero sistema della rappresentanza”.

“Negli ultimi quattro anni abbiamo attraversa un periodo storico di crisi ricorrenti, come quella energetica, che hanno segnato e colpito profondamente il tessuto delle nostre imprese, eppure non ho mai avvertito da parte di nessuno degli oltre 5 mila imprenditori che Piccola Industria rappresenta in Piemonte, la volontà di rallentare i progetti di sviluppo e crescita delle nostre aziende. Al contrario, e i dati lo dimostrano, gli investimenti sono proseguiti per generare una crescita solida, capace di garantire pieno supporto anche nell’instabilità. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con me, tra cui Filippo, a cui passo il testimone, sapendo di lasciarlo in mani preparate ed entusiaste – ha dichiarato il Presidemte uscente Alberto Biraghi al termine della votazione”.

“Filippo Sertorio ha già evidenziato alla guida della Piccola Industria di Torino visione, competenza e attenzione a quei fattori che contribuiscono alla crescita delle PMI. Sono certo che nel nuovo incarico sarà rafforzare il ruolo del Piemonte all’interno della Piccola Industria Nazionale. Il Piemonte rappresenta uno snodo strategico del sistema manifatturiero del Paese, un territorio capace di coniugare innovazione, tradizione industriale e propensione agli investimenti. La scelta di riunire qui il Consiglio Centrale della Piccola Industria conferma la centralità di questa regione nel confronto sulle priorità di sviluppo del sistema produttivo e nella definzione delle linee di azione a supporto delle imprese. Ad Alberto Biraghi va il mio ringraziamento per come ha guidato il sistema piemontese in una fase complessa, garantendo competenza e vicinanza alle imprese – ha dichiarato Fausto Bianchi”.

La mattinata di lavori è proseguita con la riunione del Consiglio Centrale della Piccola Industria di Confindustria, cui hanno preso parte oltre 150 tra componenti del Consiglio Centrale, Presidenti del Comitati P.I. provinciali, arrivati da tutta Italia, e rappresentanti di Comitati piemontesi della Piccola Industria. Al centro dell’agenda la grave crisi energetica in corso, che impatta il tessuto imprenditoriale delle PMI. All’ordine del giorno, la presentazione della mappa della crescita nazionale, ovvero l’evoluzione su scala più estesa di un oggetto che Filippo Sertorio creò nel 2021, quando divenne Presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriale di Torino. Si tratta di un manuale operativo che serve a guidare il processo di trasformazione delle industrie, comprendente schede sinottiche , best case e testimonianze, offrendo una panoramica delle opportunità e competenze al passaggio dimensionale.

Fumetti, dischi e seconda mano: tre nuovi mercati per potenziare il commercio

Tre nuovi mercati tematici si aggiungono al già ricco tessuto commerciale dei mercati periodici in città. La proposta arriva dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino che ha presentato una delibera approvata dalla Giunta che prevede l’istituzione, per due anni rinnovabili, di tre mercati periodici tematici per il periodo 2026-2028.

Il primo interessa la zona pedonale di via Di Nanni e sarà un mercatino sull’artigianato di creatività, second-hand, vintage e recupero. Si svolgerà l’ultima domenica del mese, ad eccezione del mese di agosto e di dicembre. L’area di via Di Nanni potrebbe, così, avvantaggiarsi di un processo di incentivazione al commercio con positive ricadute sull’area urbana interessata dal mercato.

Anche il secondo mercato sarà sempre a tema artigianato di creatività, second-hand, vintage e recupero, ma si svolgerà in piazzale Rostagno l’ultimo sabato del mese, ad eccezione di agosto e potrà favorire il senso di comunità e appartenenza al quartiere, stimolando l’azione sinergica tra commercio ambulante e quello di prossimità.

L’ultimo mercatino, invece, non è una new entry, in quanto già sperimentato in altra forma, ma con questa delibera si conferma il suo allestimento come mercato periodico in piazza Madama Cristina, vista l’alta adesione e partecipazione, che ha avuto in altra veste, a ogni edizione, anche da fuori regione. L’ottima riuscita di questo mercato, dedicato ai fumetti e ai dischi, ma anche l’alta valenza economica e culturale con ricadute positive sulle attività commerciali di vicinato, ha portato la Giunta a confermarlo per 11 edizioni nel corso del 2026, 2027 e 2028, la seconda domenica del mese, ad esclusione del mese di dicembre, salvo deroghe occasionali, in relazione alla incompatibilità con lavori o altre iniziative concomitanti previste nel territorio circoscrizionale.

“I mercati tematici – afferma l’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino – non sono semplici appuntamenti commerciali, ma veri stimolatori di rigenerazione urbana. Attraverso queste iniziative, puntiamo a trasformare il commercio su area pubblica in un’esperienza di valore, capace di attrarre visitatori e sostenere le eccellenze del nostro territorio. Vogliamo che le nostre piazze continuino a essere il cuore pulsante della comunità, coniugando tradizione, artigianato e innovazione. È una strategia che premia la qualità e crea un indotto concreto per i negozi di vicinato e le attività di ristorazione, rendendo la nostra città più viva, accogliente e competitiva”. La delibera prevede anche l’individuazione, attraverso un bando per ogni mercato tematico, di un soggetto attuatore”.

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Mercato immobiliare, Torino accelera. Più vendite e prezzi in lieve aumento

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Nel 2025 il mercato immobiliare torinese mostra segnali di crescita, con un aumento delle compravendite e un lieve rialzo dei prezzi. In città sono state vendute 16.151 abitazioni, il 6,8% in più rispetto al 2024, mentre i valori medi sono saliti del 2%. I dati arrivano dall’Osservatorio immobiliare 2025 del Centro Studi di Fiaip Torino.

L’andamento è ancora più marcato nel resto della provincia, dove si registrano 21.642 transazioni (+11%) e un incremento medio dei prezzi del 2,2%. Nel complesso, nella città metropolitana si contano 37.793 compravendite, pari a un +9,2% su base annua.

“Il 2025 ha registrato un rimbalzo significativo, soprattutto in termini di compravendite”, commenta Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino. “Dalla fine del 2024 e per tutto il 2025, il calo dei tassi sui mutui ha restituito fiducia, riattivando la domanda e assorbendo anche quella rimasta sospesa tra il 2023 e il 2024. In quel periodo, la volatilità dei tassi e l’aumento del costo del denaro avevano frenato le decisioni di acquisto: molte famiglie avevano preferito rimandare, in attesa di condizioni di credito più stabili e favorevoli”.

Nel dettaglio, la crescita è stata più intensa nella prima parte dell’anno (+12% nel primo semestre), per poi rallentare nella seconda metà (+2,5%). Diversa la dinamica fuori città, dove la domanda si è mantenuta più costante durante tutto il 2025.

“I prezzi – prosegue Gallipoli – mostrano un incremento moderato, con dinamiche differenziate in base alle zone, allo stato degli immobili e agli interventi di riqualificazione o infrastrutturali, determinanti per lo sviluppo immobiliare di un quartiere”.

Il mercato torinese si posiziona tra i più dinamici a livello nazionale: è secondo per crescita delle compravendite tra le grandi città, dietro a Palermo e davanti a Roma, Genova, Bologna e Milano. Il dato supera anche la media italiana (+6,4%).

Nel lungo periodo, la crescita appare più marcata: negli ultimi dieci anni le compravendite sono aumentate del 64%, mentre rispetto al 2011 l’incremento è del 34%.

La domanda resta prevalentemente legata a esigenze abitative: il 96% degli acquirenti è rappresentato da privati, il 47% ricorre a un mutuo e il 73% acquista la prima casa.

Tra i fenomeni emergenti, si segnala una crescente tendenza tra i giovani a vendere gli immobili ricevuti in eredità: circa il 70% sceglie questa opzione, mentre solo una quota ridotta decide di utilizzarli direttamente o affittarli.

Previsioni

Le prospettive per il 2026 restano incerte, anche per via del contesto economico e geopolitico.

“Il mercato immobiliare è strettamente legato all’andamento dei tassi sui mutui e, più in generale, al costo del denaro”, osserva Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino. “Nel corso del 2025, i tagli della Bce hanno avuto evidenti effetti positivi sul mercato immobiliare. Un’eventuale inversione di tendenza, accompagnata da una nuova risalita dell’inflazione, potrebbe rendere il mercato più lento”.

Secondo gli operatori, eventuali rallentamenti si rifletterebbero prima sul numero delle compravendite, mentre i prezzi tenderebbero a muoversi con maggiore gradualità.

“Non ci aspettiamo un brusco ridimensionamento del mercato, ma è evidente che l’incertezza incide sulla fiducia: le decisioni si allungano e l’approccio diventa più attendista – sintetizza la presidente – È quindi plausibile attendersi, tra il 2026 e il 2027, un mercato in cui le scelte degli acquirenti saranno più ponderate e pianificate”.

Questo non implica una perdita di interesse verso il settore: “La casa resta un bene reale – sottolinea – legato a esigenze concrete (cambi di lavoro, ampliamento della famiglia, trasferimenti) ed è percepita come un investimento tangibile e duraturo, un bene rifugio appunto. Dinamiche che non si fermeranno automaticamente per effetto delle tensioni geopolitiche. In sintesi, prevediamo un mercato ancora positivo, ma più lento, più contenuto”.

Quartieri e valori

I prezzi medi al metro quadro risultano in crescita in gran parte della città (+2%). Gli aumenti più evidenti si registrano nelle zone vicine al centro, come San Salvario (+5%), San Donato (+5%) e Borgo Po (+4%). In crescita anche Crocetta (+2,5%).

Buone performance anche per alcune aree semicentrali, tra cui Santa Rita (+5%), San Paolo (+4,8%) e Parella (+4,1%). Più contenute le variazioni in altre zone, mentre si registrano lievi cali in quartieri come Lingotto e Cavoretto.

Nella parte nord della città i valori risultano più stabili, con alcune eccezioni come Barca-Bertolla (+6%), dove incidono prezzi più accessibili e la presenza di soluzioni indipendenti.

Il centro si conferma tra le aree più costose e stabili, con quotazioni elevate nelle zone di Piazza San Carlo, Piazza Statuto e Piazza Vittorio.

Provincia

Nel territorio provinciale (escluso il capoluogo) il mercato cresce più rapidamente rispetto alla città, sia per numero di compravendite sia per valori.

“Nel 2025 si rileva una controtendenza rispetto al passato – commenta Mauro Alasia, vicepresidente di Fiaip Torino -: l’extraurbano registra una crescita maggiore rispetto al capoluogo, sia in termini di compravendite sia di quotazioni, seppur con incrementi contenuti”.

“È una dinamica che ha iniziato a manifestarsi già lo scorso anno – prosegue Alasia – e riflette una crescente propensione a spostarsi fuori città, alla ricerca di una migliore qualità di vita, maggiore sicurezza per le strade e più autonomia nella gestione delle spese abitative. A questo si associa la preferenza per soluzioni indipendenti o semindipendenti”.

La domanda si concentra soprattutto nella cintura torinese e nelle aree ben collegate, come Grugliasco, Collegno e Rosta, oltre alle zone collinari e ad alcune aree della città come Barca-Bertolla.

Box, negozi e uffici

Nel 2025 cresce anche il mercato dei box e dei posti auto: in città le vendite superano le 7mila unità (+20%), con un lieve aumento dei prezzi (+1,1%). In provincia le transazioni salgono a 22.402 (+14%).

“Si tratta di un’impennata in un mercato solitamente poco fluttuante – spiega Mauro Alasia vicepresidente di Fiaip Torino -. La domanda di box e posti auto accompagna spesso quella dell’abitazione ed è sostenuta sia dalla difficoltà a trovare parcheggio in strada sia da una maggiore esigenza di sicurezza”.

“La richiesta è in aumento in modo diffuso in tutta la città, anche nei quartieri periferici o semicentrali -aggiunge Alasia -: da San Salvario e Vanchiglia, dove c’è più vita notturna, fino all’area nord come Barriera e Aurora, dove incidono sia l’elevata densità abitativa sia la necessità di proteggere le proprie vetture”.

Nel comparto commerciale, i negozi venduti in città sono stati 1.324 (+3%), mentre in provincia l’aumento è più marcato (+26%). I prezzi crescono leggermente (+1,2%).

“L’andamento delle quotazioni è suscettibile di forti variabili, con differenze significative tra quartieri e singole vie”, spiega Luca Portinaro, delegato Fiaip Torino all’OMI. “Si registrano aumenti lungo via Roma, mentre allontanandosi dall’asse centrale i valori tendono a ridursi, restando in linea con il 2024. Una dinamica che si replica anche in altre zone della città: alcune arterie mostrano lievi incrementi, mentre altre restano stabili o in calo”.

“I negozi rappresentano una risorsa importante per la città – sottolinea Portinaro – ma quando restano sfitti, il peso fiscale e i costi di gestione rendono difficile per i proprietari mantenerli. Diventa quindi essenziale introdurre misure di sostegno, come l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali e una revisione dell’Imu, adeguandola ai valori reali degli immobili. In presenza di queste criticità, si valuta spesso, laddove possibile, la conversione a uso abitativo”.

In aumento anche il mercato degli uffici, con 326 transazioni in città (+28%) e 203 in provincia (+21%), per un totale di 529 (+25%). I prezzi registrano un incremento contenuto (+1,5%).

“Pur trattandosi di volumi modesti, si tratta di una dinamica rilevante – conclude Portinaro – soprattutto se si considera che in passato il comparto uffici mostrava variazioni minime e un andamento sostanzialmente stabile o in flessione”.

Produttivo

Anche il comparto dei capannoni registra un andamento positivo: nel 2025 sono stati venduti 1.162 immobili (+8,3%), con una crescita trainata soprattutto dalle strutture destinate alla vendita.

“Nel 2025 si amplia la distribuzione territoriale delle compravendite, con un maggior numero di aree coinvolte rispetto all’anno precedente – spiega Lucia Vigna, delegata Fiaip Torino all’Osservatorio – tra cui Collegno e Rivoli, Moncalieri e Mappano”.

Sul fronte dei prezzi, “le quotazioni – aggiunge Vigna – si mantengono complessivamente stabili su base annua, con un lieve incremento nel medio periodo: negli ultimi due anni si registra infatti una crescita di circa il 2,5%. I prezzi al metro quadro si collocano in una forbice compresa tra 230 e 800 euro”.

Infrastrutture, AI e sanità: i temi del “summit” di Liguria e Piemonte in Europa

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Si intensifica, anche a livello europeo, il rapporto tra Liguria e Piemonte. A Bruxelles si è svolta una giornata di incontri istituzionali per i presidenti delle due Regioni, Alberto Cirio e Marco Bucci. In mattinata hanno incontrato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola; nel pomeriggio, presso la Commissione europea, si sono confrontati con la commissaria per la Ricerca e l’Innovazione Ekaterina Zaharieva, il commissario per la Salute Olivér Várhelyi e il direttore generale della DG Connect Roberto Viola. La giornata si è conclusa con un incontro al wine bar Io sono Piemonte, alla presenza di circa 200 stakeholder, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra istituzioni e rappresentanti di altre Regioni europee. Per il Piemonte era presente anche una delegazione del Consiglio regionale composta dai consiglieri Fabio Carosso, Federica Barbero, Gianna Pentenero e Domenico Rossi.

«Il confronto con i massimi vertici dell’Europa è per noi strategico e prezioso. Il Nord Ovest italiano oggi è il motore del Paese ed è una delle zone più dinamiche dell’Europa: per questo la collaborazione tra le nostre Regioni, in Europa e nel mondo, rappresenta la strategia corretta per rafforzare il nostro ruolo e il nostro coinvolgimento nei processi e nelle sfide del mondo globale – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Piemonte e Liguria consolidano negli atti un’alleanza naturale che nasce dalla vicinanza e dalla conformazione geografica dei territori che oggi vivono una sinergia e una connessione strategica grazie alle infrastrutture che si stanno realizzando e che pongono questa parte dell’Italia al centro dell’Europa grazie all’incrocio, proprio nel nostro territorio, tra i corridoi per il trasporto delle merci sugli assi nord – sud ed est-ovest e allo sviluppo della connessione tra i porti liguri e le aree retroportuali e logistiche del nostro Piemonte».
A proposito degli incontri il presidente Cirio aggiunge: «Durante l’incontro con la presidente Metsola abbiamo affrontato i tanti temi che coinvolgono le Regioni nel rapporto con l’Europa, a partire dalla transizione economica e energetica, la competitività dei nostri territori, lo sviluppo delle nostre comunità e delle nostre imprese. Negli incontri con i commissari abbiamo posto l’attenzione sull’innovazione tecnologica e sulla capacità che il Piemonte, e anche la Liguria, hanno nel settore dell’intelligenza artificiale. A Torino e in Piemonte abbiamo ottenuto la sede della Fondazione nazionale per l’intelligenza artificiale e stiamo già facendo un passo in più con la candidatura per diventare la prima città europea per la sperimentazione della guida autonoma che è già realtà negli Stati Uniti e che sta partendo in via sperimentale a Londra. Siamo in campo anche per applicare l’intelligenza artificiale alla telemedicina per rafforzare la sanità territoriale e permettere anche a chi vive nelle aree montane e interne di essere visitato a distanza e, solo in caso di necessità, raggiungere l’ospedale».

«L’incontro con gli stakeholder di questa sera è stato un momento fondamentale di ascolto e confronto, che conferma quanto sia importante fare sistema tra territori, istituzioni e mondo produttivo per affrontare insieme le sfide europee. In questo percorso, il rapporto sempre più stretto tra Liguria e Piemonte rappresenta un valore strategico: un’alleanza concreta tra regioni complementari che, anche a Bruxelles, si presentano unite per rafforzare il proprio ruolo e contribuire in modo più incisivo alle politiche europee. Politiche che sono state al centro del dialogo con i commissari europei – dichiara il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci – Con la commissaria Zaharieva abbiamo discusso di come valorizzare le eccellenze che rendono la Liguria un territorio leader nella ricerca e nell’innovazione, capace di generare crescita economica, indotto e sviluppo industriale sul territorio. Abbiamo convenuto che la creazione di ecosistemi di innovazione possono generare occasioni per attrarre giovani e aumentare i posti di lavoro. Anche la Commissione Europea condivide l’importanza di rendere il territorio sempre a più alta qualità di vita, proprio come stiamo facendo in Liguria. Abbiamo portato all’attenzione della commissaria i risultati raggiunti dai nostri centri di ricerca, tra cui il CNR, l’Istituto Italiano di Tecnologia e l’Università di Genova, anche attraverso l’ecosistema RAISE – Robotics and AI for Socio-economic Empowerment, cofinanziato dal PNRR e in collaborazione con l’ecosistema piemontese NODES. Con il Commissario per la Salute Várhelyi abbiamo invece posto l’accento su alcune importanti politiche da portare avanti nella nostra Regione per quanto riguarda l’health care sui temi di sanità. In particolare, abbiamo messo in grande risalto l’importanza della prevenzione. Ho chiesto maggiore coinvolgimento delle autorità regionali nella politica europea sanitaria, anche attraverso un equo finanziamento, maggiore coordinamento e nuovi strumenti di supporto. Ci siamo soffermari sulla particolarità ligure: una regione tra le piu anziane d’Europa che rappresenta un caso emblematico per il prossimo futuro. Massima condivisione anche sull’approccio One Health: l’obiettivo è quello di combinare migliori stili di vita, con prevenzione e accesso equo e sostenibile ai farmaci. Infine, con il direttore generale Viola, abbiamo approfondito l’interesse della Regione per diverse iniziative coerenti con le priorità europee in materia di digitalizzazione e ricerca, con particolare attenzione all’economia del mare: dalle AI GigaFactories allo sviluppo di tecnologie nel settore subacqueo, in accordo con il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS), fino al Patto del Mediterraneo – in particolare al pilastro dedicato a economie più forti, sostenibili e integrate – e al polo tecnologico e informatico Digital for Development (D4D) Hub».

L’Intelligenza Artificiale parte da Torino: al via il roadshow di Confindustria

Il sistema produttivo italiano è in piena trasformazione: secondo i dati Istat, la quota di imprese che adottano soluzioni di intelligenza artificiale è raddoppiata, passando dall’8% nel 2024 al 16,4% nel 2025. Un trend confermato anche dal report di Confindustria ‘Intelligenza Artificiale per il Sistema Italia’, che raccoglie oltre 240 applicazioni concrete e già operative in più di 70 aziende attive in settori strategici.

Da queste evidenze nasce il roadshow dedicato all’IA, promosso da Confindustria e ospitato dalle associazioni territoriali. Il percorso prende il via da Torino, riconosciuta come capitale italiana della mobilità sostenibile, comparto che rappresenta il 17,4% delle applicazioni analizzate. Tra le soluzioni più diffuse figurano i gemelli digitali per il monitoraggio ambientale e della guida in tempo reale, sistemi di manutenzione predittiva delle flotte e strumenti di ottimizzazione dei percorsi, capaci di ridurre fino al 25% le percorrenze. A livello globale, l’innovazione nel settore è trainata da tecnologie come i robotaxi a guida autonoma, la gestione dinamica dei semafori negli Stati Uniti e modelli predittivi applicati alla micromobilità urbana.

Il roadshow sull’intelligenza artificiale nasce dalla collaborazione tra i Giovani Imprenditori e il Sounding Board sull’IA, gruppo strategico presieduto da Alberto Tripi e dedicato alla diffusione dell’IA nelle imprese italiane. Dopo Torino, il programma proseguirà con le tappe di Milano e Roma, che approfondiranno temi legati a manifattura, salute e scienze della vita, pubblica amministrazione e turismo, ambiti centrali per il sistema Paese.

“L’intelligenza artificiale cresce rapidamente nelle imprese italiane, ma in modo disomogeneo: il rischio è ampliare il divario tra grandi imprese e PMI. Oggi il limite non è la tecnologia, ma la capacità di capire dove e come integrarla nei processi produttivi – ha sottolineato Alberto Tripi, Special Advisor sull’IA di Confindustria – il roadshow nasce per portare questa consapevolezza nei territori. Partire da Torino, con un focus sulla mobilità, significa partire da uno dei settori più esposti alla trasformazione industriale e dove l’IA può generare maggiore valore. La sfida è chiara: trasformare una fase ancora di sperimentazione in una leva strutturale di competitività. E questo richiede un salto culturale e manageriale che va accompagnato, soprattutto nelle PMI, con un’azione capillare sul territorio”.

“Il percorso che Confindustria sta portando avanti sull’intelligenza artificiale rappresenta un segnale importante perché riconosce che l’IA non è solo una tecnologia, ma un vero cambio di paradigma che riguarda tutte le generazioni di imprenditori. Gli incontri tematici sul territorio danno concretezza al lavoro del Sounding Board guidato da Alberto Tripi, che ringrazio per aver coinvolto i Giovani Imprenditori” ha commentato la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri. “Per noi è fondamentale valorizzare esempi reali e testimonianze dirette di come l’IA possa essere applicata in modo sostenibile e accessibile anche nelle PMI, diffondere la cultura dell’innovazione e accelerare l’adozione delle tecnologie di ultima generazione nel sistema industriale italiano – aggiunge – il roadshow rappresenta inoltre una grande opportunità per collegare le esperienze dei giovani imprenditori con quelle delle imprese più strutturate, favorendo contaminazioni positive e nuove collaborazioni”.

“L’intelligenza artificiale sta già trasformando in maniera tangibile il settore della mobilità e della logistica. Nelle filiere industriali non è più futuro, è presente che richiede decisioni. Dobbiamo e vogliamo concretamente promuovere e consolidare la trasformazione digitale e la costruzione di un ecosistema efficace. Ospitare questo roadshow, permette di mostrare il percorso che le imprese di questi settori stanno già compiendo, aprendo già le porte sul futuro per costruire innovazione che parta del territorio ma si allarghi oltre i confini. La filiera della mobilità, come ogni filiera in questa fase, è competitiva solo se la supply chain evolve insieme”. E l’Intelligenza Artificiale è in grado di ridurre distanze, amplificando le competenze e le conoscenze, rafforzando occupazione di qualità e attenta ai giovani” dichiara Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

Alla presentazione del roadshow, ospitata presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino, hanno partecipato anche Chiara Foglietta, assessore all’Innovazione della Città di Torino, Andrea Tronzano, assessore alle Attività produttive della Regione Piemonte, Federico Sandrone, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Unione Industriali Torino, Elena Deambrogio, responsabile progetti innovazione smart city e fondi europei di CTE NEXT, Lorenzo Sabaini, product manager di Alba Robot, Gaetano Volpe, CEO di Latitudo 40, Maurizio Arnone, head of Future Cities and Communities research domain Fondazione LINKS, Romano Coletta, corporate account manager Michelin Connected Fleet Italia, Alfredo Perna, general manager Amazon Transport Services, Claudio Pastrone, head of Connected Systems & Cybersecurity research domain Fondazione LINKS.

A concludere i lavori è stata Giulia Tancredi, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Piemonte.

Caro carburante, l’autotrasporto si ferma: rischio blocco in Piemonte

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Si avvicina lo stop per il settore dell’autotrasporto merci: anche in Piemonte i camion potrebbero presto restare fermi nei piazzali. La decisione è stata assunta da Unatras, che riunisce le principali sigle nazionali del comparto, tra cui Confartigianato Trasporti, al termine di settimane di confronto senza esito con il Governo, in un contesto economico sempre più difficile per imprese e cittadini. Nei prossimi giorni saranno comunicate le date e le modalità della mobilitazione, nel rispetto delle procedure previste dal codice di autoregolamentazione degli scioperi nel settore.

Alla base della protesta ci sono fattori ormai strutturali: l’aumento dei costi di esercizio, la forte instabilità dei prezzi dell’energia, la riduzione dei margini e squilibri lungo la filiera, ma soprattutto l’assenza di risposte politiche concrete. Se non arriveranno interventi immediati, anche in Piemonte si prospetta quindi un blocco con camion e tir fermi, con conseguenze dirette sulla distribuzione delle merci e dei prodotti alimentari.

Secondo Confartigianato Imprese Piemonte Trasporti, il costo del carburante – che ha raggiunto i 2,13 euro al litro – incide da solo per circa il 35% dei costi operativi, mentre il peso complessivo di tasse e oneri arriva a sfiorare il 90%. Una dinamica che riporta il gasolio al centro delle criticità del comparto, già più volte affrontate negli ultimi anni.

A pesare ulteriormente è la mancanza di misure attuative da parte dell’Esecutivo: nessuna convocazione, nessun intervento urgente, nessun segnale tangibile. Tra i punti critici anche il Decreto-Legge 18 marzo 2026 n. 33, che prevede 100 milioni di euro in crediti d’imposta per il settore, risorse però non ancora disponibili mentre le imprese continuano a sostenere costi elevati senza adeguate compensazioni.

I numeri spiegano la portata della situazione: un mezzo pesante percorre mediamente 120 mila chilometri l’anno consumando circa 36 mila litri di gasolio. Un aumento di 25 centesimi al litro comporta un aggravio di circa 9 mila euro per singolo camion, che diventano 90 mila euro per una flotta di dieci mezzi. Un impatto difficilmente sostenibile per un settore in cui la marginalità media resta inferiore al 3% del fatturato, con il rischio concreto di azzerare gli utili.

Il fermo avrebbe ripercussioni significative sull’intero sistema produttivo, soprattutto in una regione come il Piemonte, nodo strategico della logistica nazionale ed europea, dove lo stop rischia di tradursi in una paralisi delle filiere.

«Molte imprese dell’autotrasporto non sono più in grado di sostenere economicamente alcuni servizi – afferma Giovanni Rosso – al punto da valutare più conveniente lasciare i mezzi fermi nei piazzali. Restiamo disponibili a un ultimo confronto con il Governo, ma in assenza di risposte immediate, in particolare sulla riduzione delle accise sul gasolio commerciale, non potremo che fermarci».

Rosso sottolinea come la decisione non sia dettata da volontà di protesta fine a sé stessa, ma da una condizione economica ormai insostenibile: «Quando un camion parte, l’azienda anticipa i costi di carburante e pedaggi, mentre i pagamenti arrivano con ritardi. In queste condizioni, continuare a viaggiare non è più conveniente».

Le associazioni ribadiscono che non si tratta di richieste straordinarie, ma della necessità di ristabilire un equilibrio economico minimo per il comparto. Per evitare pesanti conseguenze sull’economia, UNATRAS chiede al Governo interventi urgenti: l’attuazione dei crediti d’imposta già previsti, ristori per il mancato rimborso delle accise, misure a sostegno della liquidità come la sospensione di versamenti fiscali e contributivi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’introduzione di un quadro temporaneo di aiuti anche a livello europeo.

A Bardonecchia e Sestriere è boom di presenze

Se il turismo in Piemonte ha chiuso il 2025 con numeri positivi – gli arrivi hanno superato quota 6 milioni e 630 mila, e le presenze sono state 18 milioni e 770 mila – le località montane di Bardonecchia e Sestriere non sono da meno. Bardonecchia è il secondo Comune della Provincia di Torino dopo il capoluogo torinese per presenze, e al quinto posto in Piemonte. Sestriere si posiziona al terzo posto. Bardonecchia, una delle sedi sciistiche e dello sci alpinismo più antiche d’Italia, ha registrato 431 mila 892 presenze, mentre Sestriere, il Comune più alto d’Italia, ha chiuso il 2025 con 364 mila 843 presenze. Un ottimo risultato per un territorio che conta poco più di 10 mila abitanti, e che per i due comuni sede degli impianti sciistici dell’Alta Valle di Susa e Chisone ha contato un milione e 321 mila 593 presenze e 300 mila e 700 turisti, con una media di pernottamento di 4,4 notti ciascuno.

“Dati lusinghieri per le nostre montagne – sottolinea Maurizio Vitale, Presidente di Turismo Torino e Provincia – trainati dall’offerta sciistica ampia e moderna, ma anche da una crescente attività delle Montagne Olimpiche, come meta di turismo estivo all’insegna dell’outdoor grazie al prezioso supporto in termini di promozione e accoglienza da parte della nostra ATL”.

Particolarmente important la performance di Bardonecchia, dove si è passati dalle 297 mila 913 presenze del 2024 alle 431 mila 892 presenze del 2025, attestando la conca come la quinta destinazione turistica del Piemonte dopo Torino e le destinazioni lacustri di Verbania, Stresa e Baveno.

“Essere il secondo Comune della Provincia di Torino per flussi turistici, subito dopo il capoluogo, e la quinta destinazione a livello regionale, ci rende molto orgogliosi e testimonia la forza e la resilienza della nostra ‘Bardo’ – dichiara Chiara Rossetti, sindaco di Bardinecchia – siamo passati dalle circa 298 mila presenze del 2024 ad oltre 431 mila. Si tratta di un incremento vertiginoso che premia gli investimenti fatti nelle nostre infrastrutture e nell’accoglienza. Se la nostra storia di patria dello sci e sede di prestigiosi sci club resta il nostro cuore pulsante, questi dati riflettono il successo della nostra offerta outdoor estiva, unitamente alla continuativa offerta culturale, e Bardonecchia si sta avvicinando ad essere una meta viva 365 giorni l’anno. Inoltre, con una media di oltre 5 notti per turista, si dimostra che chi sceglie Bardonecchia non lo fa per un mordi e fuggi, ma per vivere un’ esperienza completa e immersiva nel nostro territorio. Questi dati non sono frutto del caso, ma dell’impegno instancabile dei nostri operatori, dei maestri di sci, degli albergatori, dei commercianti e di tutti i cittadini che con il loro lavoro rendono Bardonecchia una destinazione eccellente. Il supporto di Turismo Torino e Provincia è stato fondamentale per promuovere le nostre montagne, ma il merito principale va a chi ogni giorno accoglie i turisti con il sorriso che ci contraddistingue. Guardiamo al futuro con ottimismo, e continueremo a lavorare per rendere il nostro Comune sempre più sostenibile, moderno e attrattivo, mantenendo fede a quella tradizione sportiva e montana che ci ha resi grandi”.

“È un risultato estremamente significativo quello che emerge dall’analisi di questi dati – spiega il Presidente del Consorzio Turismo Bardonecchia e del Superconsorzio Turin Alps, Giorgio Montabone – essere la prima località turistica dopo Torino, dà a Bardonecchia l’entusiasmo e la forza necessari per continuare a investire sui valori della nostra comunità. Numeri in crescita, ed è positivo per tutti anche grazie a tante seconde case, che sempre più vengono gestiti a rotazione e contribuiscono ad aumentare l’offerta. La forza di Bardonecchia è la doppia stagionalità. L’inverno appena concluso, è stato uno dei migliori degli ultimi anni. Ora lo sguardo è rivolto alla prossima estate. Ci prepariamo a vivere una stagione calda, che speriamo ci permetta di ottenere risultati molto alti anche nei periodi estivi, consolidando ulteriormente il posizionamento di Bardonecchia come destinazione top per tutto l’anno. È necessario continuare a lavorare in sinergia con il Comune, l’Associazione Albergatori, la Pro Loco e la neonata Associazione Commercianti. Numeri altissimi anche da parte di Setriere, Sauze d’Oulx e tutte le Turin Alps. Come territorio Val di Susa e Val Chisone stiamo mettendo a punto le strategie per il prossimo futuro in piena sinergia come territorio unitario.

Mara Martellotta

Oggi Congresso Regionale UILTEC Piemonte

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Martedì 21 aprile a Torino, presso  la Chiesa del Santo Volto (Via Val della Torre, 11) si terrà il 4° Congresso Regionale UILTEC Piemonte.

“L’appuntamento rappresenta un momento centrale di confronto sul futuro dei settori dell’energia, della chimica, del tessile e della manifattura nella Regione, con un focus sulle trasformazioni industriali, sull’impatto dell’intelligenza artificiale e sulla tutela del lavoro”, scrive Uiltec in una nota.

Alle ore 10:00 è previsto un punto stampa con la Segretaria Generale UILTEC nazionale, Daniela Piras, disponibile a incontrare i giornalisti per approfondire i temi al centro del dibattito, con particolare attenzione alle principali vertenze piemontesi, tra cui il caso Kering e la tutela del Made In Italy.

Torino città dell’aerospazio: il progetto di Thales Alenia Space

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La Città di Torino si conferma come polo industriale e tecnologico di rilevanza internazionale, attraverso il consolidamento del sito di Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, realtà di eccellenza nel settore aerospaziale.

Su proposta dell’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, la Giunta comunale ha approvato la richiesta, che passerà successivamente al voto del Consiglio comunale, da parte delle società Leonardo e Thales Alenia Space, di demolire e ricostruire un fabbricato produttivo dismesso localizzato nella zona nord di Torino, in Circoscrizione 4, all’interno dell’isolato compreso tra corso Francia, corso Marche, strada Antica di Collegno e il confine con il comune di Collegno, con accesso da strada Antica di Collegno 253. L’intervento conferma la volontà delle due società di rafforzare e sviluppare le attività industriali esistenti.

L’area coinvolta ha una superficie complessiva di circa 116.396 metri quadri. Il fabbricato esistente presenta una superficie complessiva di circa 5.381 metri quadri e una superficie coperta di circa 4.721 metri quadri. Il nuovo edificio in progetto mantiene una dimensione sostanzialmente analoga e superficie coperta pressoché invariata, ma si caratterizza per una maggiore altezza e una diversa configurazione volumetrica, necessarie per le specifiche attività produttive. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio industriale ad alte prestazioni ambientali, progettato secondo criteri di sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita e finalizzato all’ottenimento della certificazione LEED, standard internazionale per l’edilizia sostenibile.

La proposta consentirà la riqualificazione di un edificio produttivo dismesso, migliorando la qualità edilizia e ambientale di un’area industriale consolidata. Ma rafforzerà anche il ruolo di Torino come polo industriale e tecnologico di rilevanza internazionale, favorendo l’introduzione di tecnologie innovative, con ricadute positive sul posizionamento competitivo del territorio.

“Questo nuovo investimento è sicuramente una notizia positiva – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – che dimostra la crescente vocazione della nostra città come polo d’eccellenza nel settore aerospaziale, una delle leve di sviluppo del futuro. Ma è anche la conferma della crescente attrattività del nostro territorio per le imprese, per la sua capacità di offrire competenze, formazione, ricerca ma anche qualità della vita”.

“A ciò – afferma l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni – si aggiungono importanti effetti occupazionali, sia diretti sia indiretti, legati allo sviluppo delle attività produttive e dell’indotto. Inoltre il progetto presenta un elevato livello di sostenibilità ambientale, grazie alla realizzazione di un edificio ad alta efficienza energetica, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento complessivo delle performance del sito”.

La delibera varata  dalla Giunta passerà nelle prossime sedute all’esame del Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.