ECONOMIA

L’ecosistema aerospaziale piemontese protagonista al Farnborough International Airshow 2026

Prende il via oggi, lunedì 20 luglio, la partecipazione del Piemonte al Farnborough International Airshow 2026, la più importante vetrina internazionale dedicata ai settori dell’aeronautica, dello spazio, della difesa e delle tecnologie dual use, in programma fino al 24 luglio nell’aeroporto di Farnborough, nella contea inglese dell’Hampshire. L’obiettivo della missione è consolidare il posizionamento della regione tra i principali poli europei dell’innovazione aerospaziale, presentando all’industria mondiale un sistema produttivo che integra manifattura avanzata, ricerca e sviluppo.

La presenza piemontese è coordinata da Ceipiemonte nell’ambito del Progetto Integrato di Filiera (PIF) Aerospazio, promosso dalla Regione Piemonte e finanziato attraverso il Programma Regionale FESR 2021-2027, in collaborazione con la Camera di commercio di Torino.

A rappresentare il territorio sono 16 piccole e medie imprese, riunite nello spazio espositivo regionale all’interno del Padiglione 1, nell’area ufficiale italiana AIAD–Ministero della Difesa, insieme al Distretto Aerospaziale Piemonte. La collettiva offre una panoramica completa delle competenze della filiera regionale, capace di operare lungo tutta la catena del valore, dall’aeronautica allo spazio, fino ai sistemi per la difesa.

Le aziende presenti portano a Farnborough tecnologie e competenze che spaziano dalla progettazione e produzione di componenti ad alta tecnologia alla meccanica di precisione, dai materiali innovativi alle lavorazioni avanzate, dai servizi di ingegneria e certificazione fino alla manutenzione industriale. Accanto alle tradizionali eccellenze manifatturiere, il Piemonte presenta anche le più recenti applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nel settore aerospaziale, la robotica spaziale, le tecnologie per l’esplorazione e l’abitabilità dello spazio, i sistemi di propulsione a basse emissioni, i nuovi lanciatori riutilizzabili, la manifattura additiva e le soluzioni orientate a un’aeronautica e a una Space Economy sempre più sostenibili.

Tra gli appuntamenti in programma spicca il workshop “Elevating Aerospace Excellence: Piemonte’s Innovation Ecosystem and Investment Outlook”, previsto il 22 luglio nello stand regionale. L’incontro vedrà la partecipazione del responsabile Affari internazionali e Cooperazione della Regione Piemonte Davide Gandolfi, del segretario generale della Camera di commercio di Torino Guido Bolatto, del direttore generale di Ceipiemonte Stefano Nigro e dei rappresentanti di alcune delle principali aziende internazionali insediate in Piemonte, tra cui Leonardo, Avio Aero, Thales Alenia Space, Altec, Safran e Mecaer Aviation Group. L’obiettivo è presentare ai partner internazionali le competenze industriali del territorio e le opportunità di investimento offerte dall’ecosistema piemontese.

Sempre sul fronte dell’attrazione degli investimenti esteri, il 21 luglio si svolgerà a Londra l’iniziativa “Piemonte’s ecosystem and its investment opportunities”, organizzata da Ceipiemonte insieme a ICE Londra. L’evento riunirà una ventina di potenziali investitori britannici per illustrare le opportunità di business e gli strumenti di supporto disponibili per chi intende insediarsi in Piemonte.

L’edizione 2026 del salone concentra l’attenzione sui temi che stanno ridisegnando il comparto aerospaziale mondiale: digitalizzazione, Intelligenza Artificiale, sostenibilità, resilienza delle catene di fornitura, nuove tecnologie per il volo e sviluppo della Space Economy. In questo scenario il Piemonte si presenta come uno dei principali distretti europei del settore, grazie alla presenza di grandi gruppi industriali come Leonardo, Avio Aero, Thales Alenia Space, Altec, Safran e Mecaer Aviation Group, affiancati da oltre 450 piccole e medie imprese altamente specializzate.

L’industria aerospaziale piemontese genera oggi un fatturato di circa 8 miliardi di euro, occupa 35 mila addetti e si sviluppa all’interno di un ecosistema che comprende imprese, startup innovative, centri di ricerca pubblici e privati, Poli di innovazione, università e la Città dell’Aerospazio, destinata a diventare il principale hub italiano per ricerca, sviluppo e manifattura nel comparto.

La partecipazione a Farnborough si inserisce in un più ampio percorso di internazionalizzazione che proseguirà tra il 2026 e il 2027 con la presenza del Piemonte ai principali eventi mondiali del settore, tra cui Space Tech Expo Europe, Aeromart Toulouse, Spacecom, Space Symposium negli Stati Uniti, DSEI, Aircraft Interiors Expo, Paris Air Show e IAC – International Astronautical Congress, fino agli Aerospace & Defense Meetings, che torneranno a Torino nel novembre 2027 con l’undicesima edizione.

Il Regno Unito rappresenta uno dei principali partner economici del Piemonte fuori dall’Unione europea. Nel 2025 l’interscambio commerciale ha raggiunto 3,3 miliardi di euro, con esportazioni regionali superiori a 2,4 miliardi. Secondo le elaborazioni di Ceipiemonte, il solo comparto aerospaziale vale circa un miliardo di euro di scambi tra Piemonte e Regno Unito, con circa 600 milioni di esportazioni piemontesi e 450 milioni di importazioni dal mercato britannico. A rafforzare questi rapporti contribuisce anche la collaborazione con importanti cluster aerospaziali del Regno Unito, tra cui Midlands Aerospace Alliance, West of England Aerospace Forum, Aerospace Wales Forum, Farnborough Aerospace Consortium e Invest Northern Ireland, molti dei quali condividono con Ceipiemonte l’appartenenza alla rete europea EACP (European Aerospace Cluster Partnership).

“L’aerospazio è uno dei settori che sta crescendo con maggiore dinamismo in Piemonte, in quanto registra un fatturato di 8 miliardi di euro, 35 mila addetti e commesse per i prossimi 15 anni, e rappresenta una leva strategica per la competitività del nostro sistema produttivo e la presenza a Farnborough è un investimento su questa crescita – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – Essere presenti nei luoghi in cui si incontrano imprese, investitori e grandi committenti significa creare occasioni concrete per le nostre aziende, favorire nuove collaborazioni internazionali e rafforzare l’attrattività del nostro territorio. È così che accompagniamo la crescita delle imprese sui mercati globali, valorizzando un ecosistema che unisce competenze industriali, ricerca, innovazione e una filiera capace di competere ai massimi livelli internazionali”.

“Farnborough è da sempre una tappa strategica nel calendario degli eventi che vedono la filiera aerospaziale piemontese al centro dell’interesse dei più prestigiosi interlocutori internazionali, grazie alla presenza big player leader di mercato, ma grazie anche al tessuto di pmi capaci di offrire servizi e soluzioni flessibili e all’avanguardia – spiega Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino. – La nostra presenza, che prevede anche un incontro strategico con un selezionato parterre di 20 potenziali investitori inglesi, conferma dunque il nostro posizionamento internazionale, in attesa di ospitare tutti i maggiori protagonisti di questo settore a Torino, in occasione degli Aerospace & Defense Meetings 2027”.

“A Farnborough il Piemonte si presenta da protagonista, forte della qualità delle sue imprese e del lavoro che portiamo avanti insieme ai nostri Soci e a tutti gli attori del territorio per rafforzarne la competitività internazionale”, evidenzia Stefano Nigro, Direttore Generale di Ceipiemonte. “Grazie a una consolidata rete di relazioni internazionali e a una strutturata attività di scouting, Ceipiemonte presenterà la supply chain piemontese ad alcuni dei principali player mondiali del settore, tra cui Airbus, Blue Origin, GE Aerospace, Fokker e Meggitt. La missione nel Regno Unito rappresenta inoltre un’importante occasione per promuovere il Piemonte come destinazione di investimenti esteri. Siamo diventati stabilmente la seconda regione italiana per attrazione di investimenti internazionali, ma siamo convinti che il comparto aerospaziale abbia ancora un grande potenziale di crescita. Con l’evento “Invest in Piemonte” presenteremo il nostro ecosistema a nuovi potenziali investitori, proseguendo un’attività che oggi conta oltre 100 dossier aperti nel settore aerospaziale e che ha già portato a 13 insediamenti di qualità”.

“Farnborough rappresenta un momento cruciale per intessere relazioni internazionali e avviare progetti di collaborazione tecnologici – dichiara Maurizio De Mitri Presidente del Distretto Aerospaziale Piemonte – abbiamo organizzato incontri con i distretti esteri per rafforzare il nostro posizionamento espressione di un territorio leader nello sviluppo dell’aerospazio. Già il primo giorno firmeremo un protocollo di intesa (MoU) con AIAA (American Institute of Aeronautics and Astronautics), la più grande società tecnica al mondo dedicata all’ingegneria e alla professione aerospaziale globale, con circa 30.000 membri in oltre 90 Paesi. Il DAP intende affiancare, come partner tecnologico strategico globale le aziende piemontesi per consentire loro di essere protagoniste nelle traiettorie dedicate al futuro dell’aviazione e dello spazio. Il Distretto Aerospaziale Piemonte si presenta a Farnborough non solo per testimoniare la storia industriale, ma per consolidare le nuove sfide della transizione ecologica e digitale nei cieli di tutto il mondo”.

Riuso e sostenibilità: nasce il mercato tematico “Torino Green”

 

Torino avrà un nuovo mercato dedicato al riuso. La Giunta Comunale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, di concerto con l’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, l’istituzione di “Torino Green”, il mercato periodico tematico dedicato alla vendita occasionale di beni usati tra privati. L’iniziativa punta a valorizzare il riutilizzo degli oggetti, ridurre gli sprechi e sostenere le politiche di economia circolare.

“Con ‘Torino Green’ istituiamo un mercato periodico dedicato alla vendita occasionale tra privati, che permette di dare nuova vita a beni altrimenti destinati a essere dispersi – commenta l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino –. L’obiettivo è mettere a disposizione dei cittadini uno spazio dedicato, con criteri di partecipazione chiari, controlli e regole certe, valorizzando il riutilizzo dei beni ancora in buono stato e promuovendo un modello di consumo più consapevole”.

“Il riuso e l’economia circolare hanno un valore ambientale evidente e nei contesti urbani complessi svolgono anche una funzione sociale importante – sottolinea l’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta –. In un momento in cui il consumo eccessivo pesa sull’ambiente e le disuguaglianze incidono sulla vita quotidiana delle persone, iniziative come questa contribuiscono a tenere insieme sostenibilità ambientale e attenzione alle persone, offrendo un’opportunità concreta di riutilizzo di beni ancora perfettamente utilizzabili”.

Il mercato si svolgerà in via Carcano 14/A ogni sabato e domenica dell’anno e sarà riservato esclusivamente alle persone fisiche in possesso del tesserino hobbistico “green.To:”, rilasciato dalla Città conforme al modello previsto dalla normativa regionale e non cumulabile con altri tesserini per hobbisti.

Sui banchi sarà possibile trovare beni usati appartenenti alla sfera personale dei partecipanti, come oggetti da collezione, articoli vintage, libri, giocattoli, abbigliamento e accessori, oggetti per la casa, attrezzature sportive e altri beni ancora utilizzabili. Il valore di vendita di ciascun articolo non potrà superare i 150 euro, come previsto dalla legge regionale.

Il tesserino “green.To:”, dotato di fotografia, personale e non cedibile, sarà rilasciato senza il pagamento dei diritti di istruttoria, mentre resterà dovuta l’imposta di bollo prevista dalla normativa. Al mercato, riservato alla vendita occasionale, non potranno partecipare imprese commerciali, artigiane o agricole né operatori professionali in tale veste. A rilasciare il tesserino sarà la Città, che verificherà il rispetto dei requisiti previsti e il corretto svolgimento dell’attività da parte dei partecipanti: il tesserino potrà essere sospeso o revocato nei casi stabiliti dalla normativa regionale.

La gestione e l’organizzazione del mercato saranno affidate a un soggetto senza scopo di lucro, selezionato attraverso una procedura a evidenza pubblica. A breve, la Città pubblicherà l’avviso pubblico per raccogliere le candidature.

Con questa iniziativa Torino rafforza gli strumenti dedicati al riuso dei beni e al prolungamento del loro ciclo di vita, in coerenza con gli indirizzi regionali e con le politiche cittadine per la riduzione dei rifiuti e lo sviluppo dell’economia circolare.

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Monferrato Green Farm torna nel mese di ottobre

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Fiera Nazionale del Verde e dell’Agricoltura a Casale Monferrato

Molte novità di una rassegna sempre più specialistica
Da venerdì 2 a domenica 4 ottobre prossimi, il Polo Fieristico Riccardo Coppo di Casale Monferrato ospiterà Monferrato Green Farm quarta edizione, seconda come Fiera Nazionale. L’innovativa Fiera del Verde e dell’Agricoltura vede il coinvolgimento al loro ‘servizio’ degli altri comparti produttivi, artigianato, industria e commercio in una prospettiva di crescita del territorio sostenibile per l’ambiente da quest’anno, ormai forte delle esperienze acquisite, si allinea alle altre Fiere di settore e prepara una serie di novità a partire dall’incremento dell’offerta di laboratori, incontri, momenti di approfondimento e di formazione nei vari settori, per andare sempre di più incontro ai gusti ed alle esigenze di pubblico ed espositori. Un’altra novità è costituita dall’orario in quanto tutte le sere il ‘sipario’ calerà alle ore 21.

La rassegna prevede, come negli anni passati cinque sezioni, ognuna delle quali presenterà diverse novità che verranno disvelate man mano all’avvicinarsi dell’evento:

Agricoltura; Vivai; Mostra con esposizione di animali; Salone eccellenze alimentari; Cura della persona

L’evento è organizzato dalla società D&N Eventi Srl in collaborazione, con il patrocinio la partnership di Istituzioni, Enti, Aziende ed Associazioni in fase rinnovo

Orari
Venerdì 2 ottobre 17 – 21
Sabato 3 ottobre 10 – 21
Domenica 4 ottobre 10-21

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi ai seguenti contatti

cell. 366 28 29 982
mail: commerciale@deneventi.it

Casale Monferrato, 15 luglio 2026

Ufficio Stampa
D&N Eventi Srl
Cell. 370 3017529

Conad Nord Ovest, operazione PiùMe

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 Conad Nord Ovest prosegue il percorso di crescita e guarda al futuro: con il via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), senza nessuna prescrizione, si perfeziona l’acquisizione di General srl e delle società alla stessa collegate, titolari della catena di negozi PiùMe, realtà di riferimento nel settore home care e personal care. Con questa autorizzazione, l’operazione, annunciata lo scorso dicembre, entra ora nella sua fase operativa e le parti possono procedere al closing. L’operazione non impatta in alcun modo sulle relazioni che General srl intrattiene con le altre società che gestiscono il marchio PiùMe in altre zone d’Italia.

L’operazione comprende 260 punti vendita PiùMe, presenti in Emilia, Friuli, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino, Lazio, Toscana e Veneto, che entrano così a far parte del Gruppo Conad Nord Ovest, insieme ai centri logistici e direzionali di Querceta (LU).  L’operazione prevede di mantenere questo business separato da Conad e quindi resterà invariata l’insegna e tutta l’organizzazione, con il mantenimento in forza di tutto il personale di sede e dei negozi, punto di riferimento fondamentale dei clienti e del personale delle società di servizi, con il proseguimento della collaborazione della famiglia Tognetti. La rete acquisita conta oltre 810 mila carte fedeltà attive e sviluppa un fatturato di circa 190 milioni di euro.

“Questa operazione conferma la nostra visione strategica: crediamo in un modello di sviluppo che sappia coniugare crescita economica, valorizzazione dei territori, innovazione di servizio e attenzione costante ai bisogni dei nostri clienti” – dichiara Adamo Ascari, Amministratore Delegato di Conad Nord Ovest“Con l’ingresso nel mondo degli specializzati-drugstore, confermiamo i nostri obiettivi di diversificazione, di ampliamento dell’offerta di servizi e format, diventando un ecosistema di soluzioni sempre più completo verso il cliente. Con questa importante operazione guardiamo a un mercato in continua evoluzione, con l’obiettivo di essere sempre la prima scelta per i nostri clienti, oggi e in futuro.”

 

Per Conad Nord Ovest, l’ingresso in questo mercato è parte del Piano Strategico 2025-2027, che punta su specializzazione, multicanalità, diversificazione del business e innovazione per rispondere in modo sempre più completo e tempestivo ai nuovi paradigmi di consumo, sempre più orientati verso una spesa multicanale e integrata.

CONAD NORD OVEST è una delle maggiori imprese italiane della distribuzione associata, con un giro di affari di 5,51 miliardi di euro. I territori in cui opera con 342 soci imprenditori e 19.500 occupati sono la Valle d’Aosta, con una quota di mercato del 23,8%, il Piemonte, con quota di mercato al 6,2%, la Liguria, con quota di mercato al 11,5%, la Provincia di Mantova, con una quota di mercato del 5,8%, l’Emilia (province di Modena, Bologna e Ferrara), con quota di mercato al 13,9%, la Toscana, con quota di mercato al 15,2%, il Lazio (province di Roma e Viterbo), con quota di mercato al 27,7% (assieme a Pac2000) e la Sardegna, con quota di mercato al 19,5%. Conad Nord Ovest conta 588 punti di vendita, in cui sono presenti tutti gli attuali format, per un totale di 515.270 mq di superficie complessiva.

Nuovo Regina Margherita: 300 milioni nel programma Inail

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IL MINISTERO ACCOGLIE LA RICHIESTA DELLA REGIONE  

Il presidente Cirio e l’assessore Riboldi: «La proposta di decreto prevede 300 milioni di euro aggiuntivi, facendo arrivare a 2,4 miliardi le risorse complessive per il Piemonte»

Il Ministero della Salute ha accolto la richiesta della Regione Piemonte, formulata sulla base del dossier tecnico trasmesso lo scorso 16 aprile, e ha inserito la realizzazione del nuovo Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino nella proposta di decreto relativa al programma degli interventi di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria finanziabili da INAIL.

La proposta di decreto è stata trasmessa alla Conferenza Stato-Regioni e dovrà ora completare il proprio iter prima dell’emanazione definitiva.

Il provvedimento prevede per il Piemonte un incremento di 300 milioni di euro, che si aggiungono ai 2 miliardi e 89 milioni già destinati agli interventi regionali, portando a circa 2,4 miliardi il valore complessivo delle opere piemontesi inserite nel programma INAIL.

Il nuovo Regina Margherita si aggiunge così ai sette ospedali già compresi nell’intesa operativa sottoscritta nel giugno 2025 dalla Regione Piemonte e da INAIL: Torino Nord, Cambiano, Ivrea, Vercelli, Savigliano, Cuneo e Alessandria.

«L’accoglimento della richiesta della Regione da parte del Ministero della Salute rappresenta un passaggio molto importante nel percorso che porterà alla realizzazione del nuovo Regina Margherita – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Il dossier predisposto dai nostri uffici ha dimostrato la necessità di dotare uno degli ospedali pediatrici più importanti d’Italia di una nuova sede moderna, funzionale e all’altezza della qualità dei suoi professionisti e delle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.

Sappiamo che l’iter dovrà ora concludersi con l’emanazione del decreto, ma l’inserimento dell’intervento nella proposta trasmessa alla Conferenza Stato-Regioni costituisce un riconoscimento importante del lavoro svolto dalla Regione e prevede i 300 milioni di euro necessari alla realizzazione dell’opera, portando a circa 2,4 miliardi le risorse complessivamente destinate al Piemonte nell’ambito del programma INAIL.

Una volta concluso l’iter del decreto, procederemo all’individuazione delle risorse necessarie per avviare la progettazione e chiederemo immediatamente un incontro con INAIL per definire il cronoprogramma del nuovo Regina Margherita e degli altri ospedali piemontesi già inseriti nel programma. Vogliamo che a questo importante risultato amministrativo seguano rapidamente i successivi passaggi operativi.

Il nuovo Regina Margherita rappresenta un tassello fondamentale del grande piano di edilizia sanitaria da quasi 5 miliardi di euro con cui stiamo rinnovando la sanità piemontese dopo decenni di investimenti insufficienti. Il nostro obiettivo è trasformare la programmazione in cantieri, i cantieri in ospedali e gli ospedali in servizi sempre migliori per i cittadini».

Il dossier predisposto dalla Direzione Sanità individua per il nuovo ospedale una superficie complessiva di circa 50 mila metri quadrati e una dotazione di 294 posti, composta da 263 posti letto e 31 posti tecnici.

La localizzazione proposta è in prossimità del futuro Parco della Salute, nell’area a sud del Grattacielo Piemonte e consentirà di mantenere una stretta integrazione funzionale con il nuovo Parco, anche attraverso una passerella attrezzata di collegamento tra le strutture.

Il quadro economico complessivo di 300 milioni di euro comprende la costruzione dell’edificio ospedaliero, la passerella di collegamento, gli interventi di bonifica del suolo, la realizzazione dei parcheggi interrati e le opere relative alla viabilità.

Il progetto nasce dall’esigenza di dotare l’assistenza pediatrica piemontese di una struttura moderna, capace di rispondere alla crescente complessità dei bisogni di salute dei bambini e degli adolescenti e di rafforzare ulteriormente la vocazione di eccellenza del Regina Margherita nella cura, nella ricerca e nella formazione.

Con l’emanazione definitiva del decreto potranno proseguire le successive fasi previste dal programma, a partire dagli approfondimenti progettuali e dalle procedure necessarie per la valutazione e il finanziamento dell’intervento da parte di INAIL.

Allarme crisi idrica: oltre 10 mila imprese piemontesi rischiano gli effetti della scarsità d’acqua

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In Piemonte la crescente carenza di risorse idriche, aggravata dalle alte temperature e dalla prolungata assenza di precipitazioni, rappresenta un motivo di forte preoccupazione anche per il mondo dell’artigianato e per il sistema produttivo regionale.

Secondo uno studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese dedicato alle attività a maggiore consumo di acqua, elaborato utilizzando l’indicatore ISTAT sull’intensità d’uso della risorsa idrica, nella regione – classificata a severità idrica media – i dieci comparti più dipendenti dall’acqua comprendono oltre 10 mila imprese, che occupano circa 125 mila lavoratori. Di queste, quasi 7 mila sono aziende artigiane, con circa 28 mila addetti, pari al 66,9% delle imprese attive nei settori a più elevato fabbisogno idrico.

Il tema non riguarda soltanto le attività manifatturiere, ma anche numerosi servizi alla persona, come lavanderie, parrucchieri ed estetisti, la cui operatività dipende da un utilizzo quotidiano e significativo dell’acqua.

“La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sarà un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale.”

A rendere ancora più critica la situazione contribuiscono le condizioni della rete idrica. I dati di una recente analisi della CGIA di Mestre evidenziano infatti che in Piemonte vengono immessi ogni giorno negli acquedotti 359 litri d’acqua per abitante, ma ben 127 litri si disperdono lungo il percorso, con una perdita complessiva del 35,4%.

A livello nazionale, il primato negativo spetta alla Basilicata, dove si disperde il 65,5% dell’acqua distribuita, seguita dall’Abruzzo con il 62,5%. All’estremo opposto si colloca l’Emilia-Romagna, che limita le perdite al 29,7%.

Guardando ai capoluoghi piemontesi, la situazione più critica si registra a Verbania, dove la dispersione raggiunge il 43%. Seguono Novara e Cuneo, entrambe al 31,5%, quindi Biella con il 30,7%, Alessandria con il 28,9%, Torino con il 25,6%, Vercelli con il 22,2% e Asti con il 19,2%.

“Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! – conclude Felici – Con la scusa del “cambiamento climatico” non si fa più manutenzione e si preferisce scaricare responsabilità e disagi su cittadini ed imprese. E’ necessario, con estrema rapidità continuare a ripensare alle priorità del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficoltà le attività produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l’emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche”.

Rinnovato il contratto regionale per i quadri e gli impiegati agricoli

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Aumento del 5,4% e nuove tutele per i lavoratori

 

È stato sottoscritto oggi, nella sede di Confagricoltura Piemonte a Torino, il rinnovo del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i quadri e gli impiegati agricoli del Piemonte, valido per il quadriennio 2026-2029.

L’intesa, che interessa oltre 2.000 quadri e impiegati agricoli operanti nelle aziende agricole piemontesi, è stata firmata dalle organizzazioni datoriali Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Piemonte e Cia Piemonte e dalle organizzazioni sindacali Confederdia, Flai-Cgil Piemonte, Fai-Cisl Piemonte e Uila-Uil Piemonte, al termine di un confronto che, secondo Confagricoltura Piemonte “ha consentito di raggiungere un accordo equilibrato, in grado di coniugare le esigenze delle imprese agricole con la tutela e la valorizzazione del lavoro qualificato nel settore”.

Sul piano economico è stato concordato un incremento complessivo del 5,4% dei minimi tabellari, calcolato sui valori in vigore al 16 luglio 2026, articolato in due tranche: 4% dal 1° luglio 2026 e 1,4% dal 1° dicembre 2026. Il contratto avrà validità dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029.

Il rinnovo introduce inoltre numerose innovazioni sul piano normativo, con particolare attenzione alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare, all’evoluzione delle professionalità e all’organizzazione del lavoro.

“Il rinnovo del contratto – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – conferma il valore del dialogo tra le parti sociali e la volontà di individuare soluzioni equilibrate, capaci di coniugare la tutela del lavoro con la sostenibilità delle imprese agricole. In una fase caratterizzata da forti pressioni sui costi e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, era importante raggiungere un’intesa che riconoscesse la professionalità dei quadri e degli impiegati agricoli e, allo stesso tempo, guardasse al futuro del settore. Le novità introdotte, dall’aggiornamento delle figure professionali alle misure per la conciliazione tra vita e lavoro, rappresentano un passo avanti per accompagnare l’innovazione e rafforzare la competitività dell’agricoltura piemontese”.

Tra le principali novità figurano otto ore annue di permessi retribuiti per l’assistenza ai figli minori, ai genitori non autosufficienti e al convivente di fatto in particolari situazioni sanitarie, ulteriori otto ore per favorire la presenza dei genitori nei primi giorni di inserimento dei figli all’asilo o alla scuola primaria, la possibilità di introdurre, tramite accordi aziendali, la banca delle ore, il rafforzamento delle tutele assicurative per alcune figure che ricoprono specifiche responsabilità, il recepimento della disciplina sul lavoro agile e delle ferie solidali e un impegno condiviso a promuovere la formazione continua attraverso l’Osservatorio regionale, anche in collaborazione con il sistema universitario.

Particolare rilievo assume anche l’istituzione, entro la fine dell’anno, di una Commissione incaricata di aggiornare la classificazione professionale degli impiegati agricoli, con l’obiettivo di adeguare il sistema alle nuove competenze richieste dall’evoluzione dell’agricoltura piemontese, sempre più orientata all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

Con questo rinnovo le organizzazioni firmatarie dell’accordo confermano la volontà di mantenere un sistema di relazioni sindacali improntato al dialogo e alla responsabilità, offrendo alle imprese uno strumento contrattuale aggiornato e ai lavoratori maggiori tutele in una fase di profonda trasformazione del settore agricolo, chiamato a confrontarsi con le sfide del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica e della competitività dei mercati.

“Ti presento i vini della provincia di Torino”

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L’evento Coldiretti per promuovere i vino del territorio

Showcooking e menù dedicati ai piatti della tradizione sono stati al centro dell’iniziativa “Ti presento i vini della provincia di Torino”, organizzata da Coldiretti Torino presso il Mercato del Corso e finalizzata a promuovere i vini del territorio. 300 sono le persone che hanno partecipato all’evento e che hanno potuto vedere all’opera le note cuoche televisive Stefania Grandinetti e Giovanna Ruo Berchera. L’appuntamento, firmato Coldiretti, ha rappresentato anche un’occasione per lo svolgimento del convegno dal titolo “Il potenziale enologico della provincia di Torino: territorio, identità e nuovi mercati”.

Al centro dell’evento la serata “Origine Torinese”, con 17 produttori proprietari di territori vitivinicoli tra Collina, Canavese, Pinerolese, valle di Susa, valle della Dora Baltea, che hanno messo a disposizione di varie degustazioni oltre 70 etichette. Tra gli aderenti all’iniziativa risultano Azienda Agricola Alberand, Salassa (To) con Doc Canavese e Doc Piemonte; Azienda Agricola Gesiun, di Piverone (To), con Docg Erbaluce di Caluso; Doc Canavese; Doc Piemonte; Azienda Agricola La Palera di Borgomasino (To) con Docg Erbaluce Di Caluso; Doc Canavese; Massoglia Chiara, di Aglie’ (To) con Docg Erbaluce Di Caluso; Doc Canavese; Azienda Agricola Rubatto Guido di Chieri (To) con Doc Freisa Di Chieri; Doc Collina Torinese; Societa’ Agricola Vitivinicola L’Autin, Bibiana (To) con Doc Pinerolese e Doc Piemonte; Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso con Docg Erbaluce Di Caluso; Cantina Sociale Della Serra, di Piverone (To), con Docg Erbaluce Di Caluso; Doc Canavese; Caretto Loris Livio, di San Giorgio Canavese (To), con Docg Erbaluce Di Caluso e Doc Canavese; Nuove Tradizioni, di Strambinello (To) con Doc Canavese; Società Agricola Rostagno 1918, di Forno Canavese (To), con Doc Canavese e Doc Piemonte; Società Agricola Il Canarone, di Chieri (To) con Doc Collina Torinese e Doc Piemonte; Azienda Agricola Martina, Giaglione (To) con Doc Valsusa e Doc Piemonte; Il Bosco Di Eme, Pont Canavese (To) con Docg Erbaluce Di Caluso e Doc Canavese; Agri Cjb Società, di Sant’ambrogio Di Torino (To) con Doc Valsusa e Doc Piemonte; Coppo Gian Carlo, Marentino (To), con Doc Freisa Di Chieri e Doc Piemonte; Condio Matteo, di Mercenasco (To) con Docg Erbaluce Di Caluso, Doc Canavese e Doc Piemonte.
Mara Martellotta

Cia Agricoltori delle Alpi: allarme siccità in montagna

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Il caldo estremo e la persistente siccità stanno producendo gravi effetti sui territori agricoli del Torinese e della Valle d’Aosta, con le situazioni più critiche che si registrano nelle aree interne, collinari e montane, dove la disponibilità di acqua rappresenta ormai il principale fattore di rischio per la tenuta delle aziende agricole e zootecniche.

«Le conseguenze di questa torrida estate non sono uguali ovunque – dichiara Luigi Andreis, direttore provinciale di Cia Agricoltori delle Alpi –. Nelle aree di pianura la presenza di impianti irrigui, canalizzazioni e sistemi di captazione consente, pur con molte difficoltà, di gestire la situazione. Ben diverso è il quadro nelle zone collinari, marginali e soprattutto in alta montagna, dove non esistono infrastrutture per l’approvvigionamento idrico. Quando manca l’acqua, manca anche l’erba e gli allevatori sono costretti a rinunciare all’alpeggio oppure ad anticipare la demonticazione, riportando le mandrie a valle con settimane di anticipo».

Una situazione che rischia di trasformarsi in un doppio danno economico per le aziende zootecniche.

«Chiediamo a Regione Piemonte, Regione Valle d’Aosta e Governo di prevedere deroghe immediate alle regole sul calendario del pascolamento – prosegue Andreis –. Chi è costretto ad abbandonare l’alpeggio prima del tempo, oppure non può nemmeno salirvi per mancanza di pascolo, non deve perdere i contributi pubblici. Sarebbe inaccettabile che, oltre ai danni causati dalla siccità, gli allevatori fossero costretti anche a restituire gli aiuti ricevuti o a vederseli negare, mentre devono acquistare foraggio in pianura per alimentare animali che avrebbero potuto pascolare in montagna. Oltre al danno, sarebbe una vera e propria beffa».

Per questo, Cia Agricoltori delle Alpi chiede anche che venga dichiarato lo stato di emergenza nei casi di demonticazione anticipata o di mancato alpeggio dovuti alle condizioni climatiche eccezionali.

L’associazione sottolinea inoltre come l’attuale quadro normativo non sia più adeguato all’evoluzione del clima: «Prendiamo amaramente atto che il clima cambia molto più rapidamente delle norme – osserva Andreis –. Regole scritte decenni fa non possono più governare una realtà profondamente diversa. Non ha più senso fissare rigidamente al 15 ottobre la conclusione della stagione del pascolamento, quando ottobre e novembre presentano ormai temperature molto più elevate rispetto al passato, consentendo in molti casi ancora il pascolo. È necessario aggiornare la normativa alla nuova realtà climatica, introducendo maggiore flessibilità nella gestione delle attività agricole e zootecniche».

Accanto agli interventi urgenti, Cia Agricoltori delle Alpi ribadisce la necessità di affrontare il problema della siccità con una strategia di lungo periodo: «L’emergenza va gestita, ma non basta più. Occorre mettere in campo misure strutturali che consentano all’agricoltura di adattarsi a un cambiamento climatico ormai evidente. Servono un piano straordinario per la realizzazione di nuovi invasi e micro-invasi, semplificando il più possibile le procedure autorizzative, così da trattenere l’acqua nei periodi piovosi e renderla disponibile durante quelli siccitosi. È fondamentale incentivare la diffusione di sistemi irrigui a basso consumo idrico, dall’irrigazione a goccia a quella a pioggia, e promuovere sistemi agroidraulici per la raccolta delle acque meteoriche, soprattutto nelle aree collinari».

Infine, secondo Andreis, è inevitabile pensare anche all’aggiornamento del modello produttivo: «Se vogliamo mantenere le colture tradizionali, dobbiamo investire in ricerca per rendere varietà come il mais e il nocciolo resistenti ai climi siccitosi, prima che gli agricoltori siano costretti ad affidarsi a produzioni tropicali, come il mango e le banane, uno scenario che preferiremmo non dover vedere».

TAV, Unione Montana Valle Susa: “Inutile progetto Avigliana Orbassano”

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TAV TORINO-LIONE: IL COMMISSARIO DI GOVERNO PRENDA ATTO DELLA REALTÀ. DOPO IL RINVIO DELLA TRATTA FRANCESE AL 2045

«Il Commissario prenda atto della realtà: non si anticipa di dodici anni un’opera che la Francia stessa colloca al 2045, e non si progettano compensazioni per un cantiere privo di necessità dimostrata e di localizzazione condivisa. Quelle risorse servono, subito, al trasporto pubblico che i cittadini e le cittadine usano ogni giorno», ha dichiarato il Presidente dell’Unione Montana Valle SusaPacifico Banchieri.

L’Unione Montana Valle Susa, con i Comuni di AviglianaCaselette e Sant’Ambrogio di Torino (direttamente interessati dal tracciato della tratta nazionale) chiede a GovernoRegione Piemonte e Rete Ferroviaria Italiana un riscontro formale e tecnico sulle affermazioni attribuite al Commissario di Governo Calogero Mauceri, diffuse ieri dalla stampa.

Alla Conferenza Intergovernativa di giugno, a Chambéry, la stessa capo delegazione francese Josiane Beaud ha ammesso il ritardo della Francia, fissando al 2045 l’orizzonte di esercizio della propria tratta di accesso e non prima del 2038 l’avvio dei cantieri, mentre Parigi punta al potenziamento delle linee esistenti. Sono date dichiarate dalla Francia stessa, al tavolo ufficiale.

A fronte di ciò, appare irrazionale insistere per anticipare al 2033 la Avigliana-Orbassano: significherebbe destinare oltre 3 miliardi di euro – costo complessivo ammesso dallo stesso Commissario, di cui oltre 800 milioni già impegnati sulla tratta nazionale – a un’opera destinata a restare improduttiva per non meno di 12 anni, in attesa di raccordi francesi che, nella migliore delle ipotesi, arriveranno solo nel 2045.

Peraltro il progetto definitivo depositato a dicembre 2025 dovrà essere riformulato in larga parte, come confermato dalla stessa RFI lo scorso 22 giugno nell’incontro convocato dalla Regione Piemonte, di fronte alle numerose lacune e criticità tecniche sollevate dal Ministero dell’Ambiente, anche sulla base delle osservazioni dell’Unione Montana Valle Susa, rilanciate dalla Regione. Il progetto non è approvato dallo Stato: siamo ancora in Valutazione di Impatto Ambientale e, a seguire, in Conferenza dei Servizi.

Del tutto fuori contesto, inoltre, i riferimenti a presunte compensazioni sulla tratta nazionale. Per la Avigliana-Orbassano le compensazioni non sono mai state oggetto di alcuna richiesta formale ai comuni. Le uniche compensazioni in campo, per circa 50 milioni, riguardano i comuni della tratta internazionale, e sovrapporle alla nazionale serve solo a creare confusione.

Ribattezzarle “opere di accompagnamento” poi non cambia la logica del procedimento: non essendo ancora verificate né la necessità dell’opera (le previsioni di traffico che la giustificherebbero non sono state ancora confermate come da richiesta dei comuni) né i disagi che produrrebbe, né ciò che il progetto approverà, ventilarle per un’opera utile è, prima ancora che paradossale, un errore di metodo.

La vera infrastruttura strategica è il trasporto pubblico locale, per la mobilità quotidiana delle cittadine e dei cittadini. Torino e il Piemonte scontano una cronica carenza di risorse, per decenni stornate a favore del megaprogetto Torino-Lione, tuttora incompiuto e di dubbia realizzabilità: è inaccettabile tenere congelati oltre 800 milioni sulla tratta nazionale mentre i cantieri della mobilità reale restano fermi.

A questo proposito proprio il Commissario dal 2021 ha la supervisione degli interventi di ammodernamento dell’attuale linea esistente tra Bussoleno e Avigliana già finanziati. Nessuno dei 7 interventi  previsti è  stato ancora realizzato. Un grave ritardo su opere di fondamentale importanza per l’asse ferroviario Torino Lione (quello già esistente).

Anche per questo l’Unione Montana Valle Susa, con i Comuni di AviglianaCaselette e Sant’Ambrogio di Torino, ribadisce la richiesta di ritiro del progetto Avigliana-Orbassano e chiede che quelle risorse siano destinate allo sviluppo della Metropolitana di Torino: sbloccare i cantieri fermi, acquistare i treni mancanti e completare la seconda linea.

Unione Montana Valle Susa