“Dobbiamo riportare un equilibrio nella fauna selvatica ma anche aumentare e rendere più tempestivi risarcimenti e sostegni per le difese passive”
Il governo ha emanato il decreto che dispone definitivamente il declassamento del lupo a specie con protezione semplice. Sono quindi possibili interventi di contenimento rispettando precise quote ripartite tra le regioni. Intanto non si fermano gli attacchi al bestiame da parte di lupi. Negli ultimi due mesi si sono moltiplicate le aggressioni agli animali al pascolo, soprattutto su ovini e caprini. Sono colpite un po’ tutte le zone della provincia di Torino ma i danni sono stati particolarmente pesanti nella Bassa valle di Susa dove un allevatore è stato attaccato più volte e, nonostante le precauzioni, compresi i recinti elettrificati, ha perso oltre 20 pecore e capre. Tutti gli attacchi si sono verificati in zone urbanizzate e per nulla isolate. Attacchi che si sommano a quelli denunciati nei mesi precedenti.
«Regione e Città Metropolitana devono attuare programmi di riequilibrio delle popolazioni di lupo in provincia di Torino – chiede il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma accanto a questa strada i nostri allevatori chiedono risarcimenti congrui e soprattutto tempestivi oltre che maggiore sostegno per le pratiche di difesa passiva del bestiame».
Lupi continuano ad essere avvistati nelle ore notturne accanto all’autostrada della valle di Susa e lungo le statali di fondovalle. Ma gli agricoltori segnalano avvistamenti un po’ ovunque mentre cresce la preoccupazione tra gli abitanti dei territori rurali dove da tempo si segnalano anche uccisioni di cani da parte di lupi che non trovano altre prede. Del resto, le prede naturali del lupo per le quali ha svolto anche un ruolo di regolazione, oggi sono specie in forte contrazione a causa dell’eccessiva presenza di predatori.
«È ormai saltata ogni forma di equilibrio nella fauna selvatica. Mentre i cinghiali si spostano dai boschi per distruggere le coltivazioni i lupi attaccano sempre di più i capi di bestiame degli allevatori. Una situazione che, da tempo, è diventata insostenibile».
Mancano ancora i dati per il 2025 ma nel corso del 2024 sono stati registrati dai Servizi Veterinari sul sistema informativo regionale ARVET n. 534 eventi predatori al bestiame domestico, per un totale di n. 1.894 capi coinvolti (1.092 morti, 81 feriti e 721 dispersi). Nell’anno 2023 è stato registrato dai Servizi Veterinari un totale di n. 1.501 capi coinvolti (1.009 morti, 88 feriti e 404 dispersi).
Anche gli ultimi dati dei censimenti del progetto di monitoraggio Life-Wolfalps registrano una presenza in aumento anche solo rispetto a due anni fa con una stima di 464 esemplari presenti in Piemonte.
«Apprezziamo che molti sindaci del territorio stiano prendendo posizione in difesa degli agricoltori e a favore di una regolazione di quelle specie di fauna selvatica con cui è sempre più difficile la convivenza. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa del sindaco di Roure, che ha segnalato a Regione e Prefettura la situazione difficile che si vive nel territorio della val Chisone dove sono presenti decine di lupi. Nessuno vuole riportare all’estinzione specie di fauna selvatica come il lupo ma ci pare assolutamente legittimo chiedere che la fauna selvatica non scacci l’Uomo dalla montagna. La presenza del lupo deve cessare di essere una delle grandi difficoltà che sempre più scoraggiano gli allevatori a continuare a svolgere un lavoro prezioso che da 5.000 anni è in simbiosi con l’ambiente naturale alpino».
A proposito dei rilievi della Corte dei Conti europea sull’aumento dei costi per la costruzione della TAV vedo che chi interviene pensa al proprio ruolo ma all’interesse nazionale chi ci pensa ? Per capirci la TAV per la nostra economia è molto più importante del Ponte. La TAV e’ l’anello centrale di un corridoio ferroviario lungo circa 3.000 km che attraversa Paesi che producono 1/5 del PIL europeo e incrocia altri corridoi ferroviari Sud Nord che valgono anch’essi oltre il 40% del PIL europeo. Oltre a creare vantaggi economici importanti nei prossimi decenni , la TAV , trasferendo traffico merci e passeggeri dalla strada alla rotaia , migliorerà nettamente l’ambiente e farà diminuire il numero molto alto di cittadini europei che muoiono prima per problemi di respirazione. Ogni ritardo nel costruirla danneggia tutti noi a partire dalla crescita della economia e del lavoro. Per un Paese con un Debito Pubblico di 3000 miliardi che costa 90 miliardi di interessi, sottratti alle spese più importanti come Scuola, Salute e Ricerca, la Crescita deve essere il primo obiettivo. Dopo i fatti di Venaus il Governo Berlusconi nel 2006 istituì l’Osservatorio presieduto da Mario Virano e chiese di modificare il progetto. Il progetto fu corretto da Virano nel 2011 e ora è assolutamente meno impattante ma ci si mise altri 4 anni per definire il progetto con il relativo costo. Nell’ultima Legge Finanziaria del Governo Berlusconi, novembre 2011, fu inserita la norma che consentiva di proteggere il cantiere definendolo di interesse nazionale . Una norma che ho l’onore di aver illustrato nelle Commissioni parlamentari come Sottosegretario di Stato ai trasporti. Grazie a quella norma e all’impegno del Comune di Chiomonte , di alcune coraggiose imprese locali e al forte impegno delle forze dell’ordine , fu costruita la galleria di sicurezza che ora sarà strategica per i lavori di costruzione della tratta italiana del tunnel ( la tratta francese è già in costruzione da tempo perché nessun francese si sogna di andare a tirar pietre o altro a un cantiere così importante. In Francia il senso dello Stato è molto alto). . I ritardi incidono sui costi, ritardano le ricadute positive sulla economia locale , ritardano la assunzione di lavoratori che nella attesa fanno fatica a vivere , cosa mi pare cui molti incaricati di seguire l’opera non pensano. Di più. Dalle elezioni del 2018 nacque il primo Governo Conte ostile all’opera . Solo la nostra grande Manifestazione di piazza Castello del 10.11.2018 fece cambiare idea e il 7.8.2019 il Senato col voto decisivo della Lega boccio la Mozione NOTAV dei Cinquestelle. Purtroppo anche durante il Governo Conte PD l’opera stette ferma . Al ritardo politico si aggiunse il ritardo dovuto al Covid. I lavori dalla parte italiana anche in questo periodo procedono con molta lentezza e l’entrata in funzione dell’opera è stata spostata al 2033/4. Nel frattempo ogni anno tre milioni di tir passano il versante francese attraverso Ventimiglia e i trafori del al Frejus e del Bianco, congestionando le autostrade e inquinando. In questi anni in Svizzera sono stati costruiti due tunnel simili a quello della TAV. Nel frattempo il PIL procapite della Bassa Valle e’ sceso ai livelli delle regioni del Sud. Per fortuna alcuni ragazzi valsusini nel frattempo hanno preso il diploma da macchinisti a Bologna e ora sono stati assunti dalle aziende private che gestiscono il trasporto merci su ferrovia. A dimostrare che al trasporto green ci crediamo perché vogliamo bene al nostro Paese e ai nostri figli, nel 2009, quando ero al governo, feci approvare la norma del FERROBONUS , l’incentivo alle aziende a usare il trasporto merci su rotaia . Siamo stati i primi in Europa e all’epoca Greta andava ancora l’asilo. L’Italia cioè non costruisce solo le reti ferroviarie ma si è data un incentivo che spinga ulteriormente le aziende a scegliere il trasporto su rotaia. Siamo più green noi che non molti che si dicono ambientalisti e si battono contro la TAV. In questi lunghi anni I costi sono sicuramente aumentati di tre miliardi di euro. Mi fido della assicurazione del Direttore della TELT, Bufalini, che i lavori termineranno nel 2033. Mi piacerebbe però che la Regione insieme al bravissimo Commissario MAUCERI riuscisse a supportare molto meglio i Comuni nella realizzazione di tutte le opere di compensazione concordate nei mesi scorsi. Se tutti capiamo che quando ci sarà la TAV, Torino sarà nel centro della futura rete di trasporti merci e passeggeri europea con enormi ricadute . Se in Val Susa tutti capissero che attorno alla nuova Stazione internazionale e alla linea ferroviaria verso Torino i terreni si valorizzeranno come mai prima, allora i prossimi anni saranno anni di attesa del meglio e non di paura di mostri immaginari. Capirlo ora ci aiuterà molto, capirlo dopo che l’opera sarà realizzata sarà una magra consolazione.