ECONOMIA

Cantine e mercati globali: il Piemonte punta sul vino con nuovi fondi europei (quasi 20 milioni)

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, annuncia lo stanziamento di nuove risorse europee destinate al comparto vitivinicolo piemontese, provenienti dall’Ocm Vino e ripartite secondo le priorità individuate per il biennio 2026-2027.

«Il nostro vino è una delle locomotive trainanti della promozione del Piemonte enogastronomico e turistico sui mercati internazionali, e apripista nella conquista di nuovi scenari commerciali che i rapidi cambiamenti delle condizioni economiche e geopolitiche ci incoraggiano ad andare ad aggredire con determinazione. Per queste ragioni sono stati stanziati per il 2026 18,8 milioni di euro interamente destinati al mondo vitivinicolo, e che andranno a sostenere i diversi attori della filiera nel realizzare investimenti per rafforzare il comparto e promuovere sempre più i nostri grandi vini a livello globale».

Le risorse complessive ammontano a 18,79 milioni di euro, finanziate dall’Unione Europea e quindi senza impatto sul bilancio regionale. La suddivisione prevede 7,5 milioni di euro per la promozione del vino piemontese nei mercati extra Ue, 7.390.582 euro per sostenere investimenti aziendali e 4 milioni di euro destinati alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti. La definizione delle priorità e la rimodulazione delle somme sono state condivise con i rappresentanti della filiera vitivinicola regionale.

Spiega Bongioanni: «Se negli ultimi anni abbiamo dato un forte impulso alla realizzazione di punti vendita e degustazione in cantina per sviluppare l’enoturismo, quest’anno orientiamo il sostegno Ocm verso gli investimenti materiali e immateriali per la trasformazione e commercializzazione del vino, quali opere edili, impianti, attrezzature, contenitori e macchinari per produzione e vendita come grandi botti in acciaio, macchine imbottigliatrici e linee di confezionamento, esclusi piccoli contenitori e materiali di consumo. La dotazione per questa voce passa da 4,8 milioni del 2025 a 7,4 del 2026: un potenziamento che ci consente di sfruttare razionalmente tutte le risorse disponibili entro la conclusione della Pac e del Csr 2023-27, in chiusura a fine ottobre 2027. Lo stesso vale per gli interventi realizzabili nella ristrutturazione dei vigneti, che non hanno subito variazione nei criteri rispetto agli ultimi anni e che dovranno essere terminati entro quella scadenza».

Aumenta inoltre di 100 mila euro lo stanziamento destinato alla promozione internazionale, che raggiunge così i 7,5 milioni di euro. I contributi saranno accessibili sia a singole aziende sia a realtà associate e consorzi di tutela, permettendo loro di partecipare a fiere, eventi di settore, degustazioni, attività promozionali e iniziative di incoming. Da quest’anno tali attività potranno essere accompagnate anche dal marchio territoriale “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, con l’obiettivo di rafforzare l’identità e la riconoscibilità del territorio sui mercati internazionali.

«L’Osservatorio regionale del vino, che stiamo costituendo – sottolinea Bongioanni – a regime fornirà agli operatori ulteriori indicazioni previsionali utili a programmare e orientare la propria attività nel modo più scientifico ed efficace sulla base delle caratteristiche dei mercati».

Nelle prossime settimane verranno pubblicati i bandi attuativi, a partire da quello relativo alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti.

Ferramenta e Casalinghi, è tempo di “Expo Machieraldo 2026”

L’atteso evento di riferimento di settore protagonista sabato 21 e domenica 22 Febbraio presso l’area espositiva “Malpensa Fiere” di Busto Arsizio (Va).

Nuova partenza d’anno col botto per la ‘Machieraldo Gustavo Spa’, dal 1910 azienda leader in Italia nel settore ferramenta, casalinghi e sicurezza.

Nata in Piemonte, a Cavaglià, ha conosciuto in oltre un secolo uno sviluppo crescente che ne ha fatto un’impresa fiorente e in continua espansione.

Torna infatti “Expo Machieraldo”, atteso evento di riferimento per quanti operano nel comparto, che quest’anno festeggia 9 candeline dal suo debutto. Una kermesse che ha visto sfilare i migliori marchi legati alla grande distribuzione e al commercio al dettaglio per tutto quanto concerne il mondo dei beni e prodotti di largo consumo tanto per casa, bottega, ufficio o impresa.

Una rassegna che, per l’edizione in corso pronta ad andare in scena i prossimi 21 e 22 febbraio, conta di richiamare su invito un pubblico specializzato ancora più ampio pronto a scoprire tutte le novità che attendono quanti operano in ambito professionale in tale contesto.

Grande attenzione, come sempre, da parte del Board ‘Machieraldo Spa’ in termini di attenzione, accoglienza e stimolo ai partecipanti, con promotion benefit dedicati a sorpresa per quanti si tufferanno a piè pari in una full immersion di un intero weekend riservato, per l’appunto, a ferramenta, casalinghi, sicurezza e dintorni.

Per l’occasione, un parterre di ospiti speciali individuati fra nomi di punta e volti noti legati ad attualità, cronaca e showbusiness.

Tra essi, ospite d’eccezione sarà Diletta Leotta, Ambassador ospite di ‘Upower’, figura amatissima dal grande pubblico. Mentre il giorno prima, a precederla, sarà un trio di giornalisti e anchorman d’attacco dell’informazione italiana: Giuseppe Cruciani, ideatore e altrettanto iconico conduttore e voce de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, il programma radiofonico e podcast più seguiti d’Italia. Con lui anche Pietro Senaldi, Condirettore di ‘Libero’.

A moderarli entrambi, in un originale talk-show tra il serio e il faceto promosso in collaborazione con ‘Libreria Mondadori’ di Chieri (TO), Maurizio Scandurra, anch’egli opinionista radiotelevisivo dell’arena quotidiana in FM e in streaming firmata proprio da Cruciani: che presenterà al pubblico ‘Ipocriti!’, suo ultimo bestseller per ‘Cairo Editore’, con Senaldi pronto invece a raccontare ‘Sveglia!’, libro di altrettanto successo appena pubblicato sotto l’insegna di ‘Marsilio Editore’. Al termine dello show, i protagonisti saranno disponibili per foto e firmacopie con i presenti in sala.

“Expo Machieraldo 2026” è un evento prodotto da ‘Ma.Mu Marketing Multimediale Srl’, con la supervisione artistica e l’ottimizzazione di Sebastian Galimberti. Così Michele Raselli, Ceo di ‘Machieraldo Gustavo Spa”: “La nostra è una realtà che ha fatto delle relazioni dirette e dell’interazione spontanea il mood ricorrente alla base della propria crescita. La rassegna in oggetto costituisce al contempo un punto di partenza e un traguardo con cui ringraziare coloro che ci permettono, anno dopo anno, di continuare a fare il mestiere che amiamo. Crediamo fortemente nella sintesi famiglia, lavoro, coraggio e successo: l’equazione sempre verificata su cui poggia il nostro modo di essere e fare azienda. Siamo lieti di condividere il nostro successo con quanti ogni giorno ci consentono di scriverlo, secondo quelle linee guida di impegno, operosità e principio di redistribuzione della ricchezza che animano il nostro mondo dal Fondatore a oggi”.

Maggiori informazioni sul sito www.machieraldo.it.

I leader dell’economia sociale arrivano a Torino

BUSINESS, SOCIAL, ONE VISION

Social Economy for Competitiveness and Social Justice

20 febbraio 2026 – dalle ore 9,30 alle ore 13,00

Aula Magna Cavallerizza Reale | Università degli Studi di Torino | Via Verdi 9

Sarà la Cavallerizza Reale a fare da cornice al forum Business, Social, One Vision – Social Economy for Competitiveness and Social Justice, organizzato da Torino Social Impact, dal Centro Internazionale di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ITCILO) e dalla Camera di commercio di Torino in occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale. L’appuntamento si configura come un evento di respiro europeo e globale, dedicato al ruolo strategico dell’economia sociale come leva per la competitività e la giustizia sociale.

Il forum si inserisce in una fase decisiva per lo sviluppo dell’economia sociale in Italia, oggi rafforzata dall’elaborazione del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale e dal consolidamento delle politiche europee e globali, ma al tempo stesso segnata da nuove incertezze legate ai cambiamenti dell’agenda strategica e geopolitica dell’Unione Europea. Al centro della riflessione, il contributo delle imprese sociali e dei modelli a impatto nella promozione di una transizione giusta verso un’economia più sostenibile, inclusiva e resiliente.

L’incontro punta ad approfondire la comprensione dell’economia sociale come motore strategico capace di integrare la competitività, mettendo in luce anche il recente lavoro della Coalizione globale per la giustizia sociale sul ruolo dell’economia sociale e solidale nella promozione di un’economia dei diritti umani. Sarà inoltre l’occasione per analizzare come, in una fase in cui l’identità democratica e i valori fondamentali sono sotto pressione e i sistemi politici risultano sempre più polarizzati dal predominio del potere rispetto agli approcci cooperativi, l’economia sociale possa offrire principi e modelli in grado di rafforzare, praticare e promuovere i valori civici e democratici.

A confrontarsi sul futuro dell’economia sociale saranno alcune delle voci più autorevoli a livello istituzionale, europeo e accademico:

Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Irene Tinagli, Europarlamentare e Presidente dell’Intergruppo su Economia Sociale e Servizi di Interesse Generale (in collegamento da remoto)
Silvia Roggiani, Deputata
Mario Nava, Direttore Generale della DG Employment della Commissione Europea
Juan Antonio Pedreño, Presidente di Social Economy Europe
Simel Esim, Responsabile dell’Unità Social Economy dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e Presidente della Task Force interagenzia delle Nazioni Unite sull’economia sociale e solidale
Lamia Kamal-Chaoui, Direttrice del Centre for Entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities, OECD
Olivier De Schutter, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani
Mario Calderini, Professore al Politecnico di Milano e Portavoce di Torino Social Impact
Gianluca Salvatori, Segretario Generale di EURICSE

Stefano Granata, Presidente di Social Impact Agenda per l’Italia e Confcooperative Solidarietà
Aicha Belassir, Direttrice Generale per l’Economia sociale e la Responsabilità sociale d’impresa, Ministero del Lavoro e dell’Economia sociale, Governo della Spagna

Dimitri Buzio, Presidente di Legacoop Piemonte

Sarah de Heusch, Direttrice di Social Economy Europe
Paola Babos, Direttrice aggiunta ITCILO

Torino promuove l’evento nella convinzione che i territori rappresentino un elemento chiave per valorizzare il potenziale dell’imprenditoria a impatto sociale. Infatti, la città si distingue per un ecosistema dell’economia sociale dinamico e innovativo, sostenuto da istituzioni finanziarie e filantropiche orientate all’impatto e da politiche pubbliche attente alla rigenerazione urbana e allo sviluppo sostenibile.

È in questo scenario che opera Torino Social Impact, piattaforma aperta nata nel 2017 nell’ambito del Comitato Imprenditorialità Sociale della Camera di commercio e oggi composta da oltre 400 partner tra attori pubblici e privati, profit e non profit, finanza, filantropia e ricerca. Un ecosistema che ha dato impulso a progetti innovativi come la Borsa dell’Impatto Sociale e ha contribuito all’adozione del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030.

Il livello estremamente qualificato dei relatori internazionali previsti all’evento è anche un riconoscimento del lavoro svolto per posizionare l’ecosistema come modello virtuoso di promozione dell’impact economy a livello territoriale.

Dal 1964 la città ospita inoltre il Centro Internazionale di Formazione dell’OIL (ITCILO). In quanto parte integrante dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il Centro è impegnato nella promozione del lavoro dignitoso e nella ridefinizione del futuro dell’apprendimento e dello sviluppo delle competenze al servizio della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile.

Nel 2025 Torino Social Impact ha lanciato la campagna di comunicazione Business, Social, One Vision per promuovere l’economia sociale, da cui prende il titolo anche l’evento del 20 febbraio. La campagna intende esprimere la visione di impatto e di economia di TSI attraverso un’azione sinergica capace di unire il mondo profit e non profit, creando un ponte tra i due ambiti. Il concept creativo nasce dal ritratto di una persona del “domani”, idealmente una potenziale imprenditrice di un futuro già presente: un occhio è truccato in chiave più classica, “business”, mentre l’altro richiama la diversità e l’impegno “social”. Due dimensioni che possono coesistere armonicamente, proprio come sul suo volto.

Il programma aggiornato e il form di registrazione si trovano a questo link

Per informazioni: www.torinosocialimpact.it

Condizioni favorevoli ai giovani artigiani: il Piemonte quarto in Italia

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Indice Confartigianato dei territori “Youths friendly” 2025 (ICYF), punteggio di 673

Quarto posto per il Piemonte per l’indice Confartigianato dei territori “Youths friendly” 2025 (ICYF), con punteggio di 673, che va letto senza filtri: siamo al secondo posto per occupazione, e scendiamo al quarto posto per vitalità del sistema produttivo, solo al decimo posto come performance del sistema educativo e precipitiamo al sedicesimo posto per capacità amministrativa e inclusione territoriale.
L’indice elaborato da Confartigianato Imprese misura quanto le regioni italiane offrano condizioni favorevoli ai giovani, ed è calcolato a partire da 27 indicatori elaborati dall’ufficio studi di Confartigianato sulla base di dati INPS, ISTAT e Unioncamere, ognuno dei quali standardizzato su una scala compresa tra 100 e 1000 punti. Ai primi tre posti troviamo la Lombardia, con un indice pari a 709, il 22,5% superiore alla media nazionale, seguita dell’Emilia Romagna con indice pari a 687, il 18,6% rispetto alla media nazionale, e il Veneto, con indice pari a 680, il 17,4% superiore alla media nazionale.

Torino è la provincia più performante della regione, con indice ICYF a 657 punti, in quarta posizione nazionale. Analizzando i singoli pilastri emergono Cuneo per occupazione e dinamiche giovanili, e Torino, per struttura e vitalità del sistema produttivo, per capitale umano e istruzione, per capacità amministrativa e inclusione territoriale.

Per occupazione e dinamiche giovanili, siamo di di fronte a una categoria che riassume la capacità di offrire ai giovani opportunità lavorative di qualità, contratti stabili. In questa categoria si registrano condizioni migliori nel Veneto, prima in classifica, e a seguire Piemonte e Umbria. Quelle peggiori si registrano in Sardegna, Campania e Calabria.
Per struttura e vitalità del sistema produttivo, categoria che indica quanto un territorio sia capace di crescere e coinvolgere le nuove generazioni, e che comprende l’indicatore di presenza di imprese nuove giovanili e la loro capacità di sopravvivenza a livello retributivo di dipendenti, si registrano condizioni migliori, in ordine, in Lombardia, Campania, Lazio e Piemonte, e peggiori risultano quelle di Valle d’Aosta, Marche e Toscana. Il Veneto si ferma al nono posto.

Il Piemonte scende al decimo posto in classifica nella categoria “capitale umano e istruzione”, ambito che raccoglie la qualità e le performance del sistema educativo e formativo, la diffusione di competenze alfanumeriche trasversali fra i giovani, la quantità di laureati, nonché la capacità di valorizzare giovani ad alto titolo di studio. Il Piemonte è al sedicesimo posto per quanto riguarda il pilastro della capacità amministrativa e inclusione territoriale, categoria che valuta quanto l’Amministrazione Pubblica locale e i servizi territoriali siano efficienti, accessibili e di qualità, contribuendo a creare un contesto favorevole per i giovani e le famiglie, e che include l’indicatore relativo alla capacità di conciliare vita e lavoro alla diffusione dei servizi sociali ed educativi, alle condizioni abitativeq (affitti e equità abitativa), e alle relazioni digitali con con la Pubblica Amministrazione.

“Oggi il Piemonte è davanti a un bivio: continuare a vivere di rendita, contando su un mercato del lavoro altalenante, oppure elaborare una politica generazionale che rimetta al centro istruzione, servizi, qualità della vita e innovazione produttiva – afferma Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte – in Italia, come in Piemonte, il numero legato alla crescita giovanile è crollato, per questo riteniamo fondamentale sostenere le imprese guidate da under 35 attraverso misure concrete che favoriscano l’accesso al credito, la semplificazione burocratica e il supporto alla formazione e all’innovazione. È fondamentale inoltre riconoscere un credito d’imposta per i giovani che vogliano rilevare l’azienda di famiglia, subentrare in un’azienda già avviata o creare una propria attività. Se da un lato i settori tradizionali soffrono maggiormente, dall’altro la crescita dei servizi alle imprese e la stabilità di altri settori dimostrano che, con le giuste competenze e opportunità, i giovani possono ancora costruire il proprio futuro da protagonisti”.

Mara Martellotta

“Innamorati di Torino”: lavoratori e sindacati in piazza per il futuro dell’auto

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Nel giorno di San Valentino Torino è  teatro della manifestazione “Innamorati di Torino”, un’iniziativa che ha portato in centro città lavoratori, rappresentanti sindacali, amministratori locali e cittadini per richiamare l’attenzione sul destino del settore automotive e, più in generale, sul futuro economico e produttivo del capoluogo piemontese. Il corteo ha attraversato le vie del centro di Torino, trasformando la giornata simbolicamente dedicata all’amore in un momento di mobilitazione collettiva per difendere il tessuto industriale e occupazionale del territorio.

La manifestazione ha riunito le principali organizzazioni sindacali del comparto metalmeccanico insieme a delegazioni di lavoratori provenienti non solo dalla città ma anche da numerose realtà produttive della provincia e della regione. Tra i temi più discussi è emersa la necessità di definire strategie industriali solide e di lungo periodo in grado di accompagnare la trasformazione del settore automobilistico, oggi alle prese con cambiamenti profondi legati all’innovazione tecnologica, alla transizione energetica e alla competizione internazionale. Secondo i promotori, il rischio è che la riconversione industriale avvenga senza adeguate garanzie occupazionali e senza un piano complessivo capace di tutelare competenze e professionalità costruite in decenni di storia industriale.

Dai sindacati un appello ai cittadini, alle associazioni, agli studenti, agli artisti, agli intellettuali:  “il rilancio del territorio riguarda tutti. Chiediamo a Stellantis investimenti a Torino, è troppo semplice scappare via come sta facendo Elkann”, così il segretario generale della Fiom torinese, Edi Lazzi.  “A Stellantis  chiediamo responsabilità sociale verso il territorio nel dare commesse alle aziende dell’indotto torinese e chiediamo alle istituzioni azioni di sistema”, dice Ficco. “Domani c’è un’altra puntata di un ciclo di iniziativa sindacale che abbiamo aperto due anni fanello stesso giorno. Un percorso che ha coinvolto le associazioni datoriali, le istituzioni, la società civile”, commenta Rocco Cutrì, della Fim torinese.  “ Il percorso iniziato due anni fa, unitariamente, proseguirà con coerenza e determinazione. È un cammino che ha già prodotto un primo risultato concreto con l’avvio della 500 ibrida, ma non può e non deve fermarsi” aggiunge Lillo Taormina della segreteria Fismic Confsal di Torino.

Al centro del dibattito si è collocata la situazione dello storico Stabilimento Fiat Mirafiori, simbolo della produzione automobilistica nazionale e nodo cruciale per migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto. Il sito produttivo, legato alle attività del gruppo Stellantis, sta attraversando una fase di ridefinizione industriale che ha alimentato preoccupazioni tra i dipendenti e tra le aziende che gravitano attorno alla filiera. I partecipanti alla mobilitazione hanno sottolineato come il futuro dello stabilimento rappresenti una questione centrale non solo per l’occupazione locale ma anche per l’identità produttiva della città, storicamente legata all’industria dell’automobile.

Nel corso della giornata sono stati ribaditi appelli rivolti alle istituzioni affinché venga rafforzato il confronto tra enti locali, governo, imprese e rappresentanze dei lavoratori. Tra le richieste principali figurano maggiori investimenti, nuovi progetti produttivi e strumenti di sostegno alla riqualificazione professionale, ritenuti indispensabili per affrontare le sfide poste dall’evoluzione del settore. L’attenzione si è concentrata anche sulle difficoltà che stanno colpendo numerose aziende dell’indotto, considerate parte essenziale dell’ecosistema industriale torinese e particolarmente esposte ai cambiamenti della produzione automobilistica.

La manifestazione ha assunto anche un valore simbolico e culturale, richiamando il legame storico tra la città e il lavoro industriale. Lo slogan scelto dagli organizzatori ha voluto sottolineare la volontà di difendere un patrimonio economico e sociale che per decenni ha rappresentato uno dei motori dello sviluppo locale. La partecipazione diffusa ha mostrato come il tema del rilancio produttivo venga percepito come una questione collettiva che coinvolge non solo i lavoratori del settore ma l’intera comunità cittadina.

L’iniziativa si inserisce in un percorso di confronto già avviato nei mesi precedenti e destinato a proseguire con nuovi tavoli di discussione e proposte progettuali. Sindacati e rappresentanti istituzionali hanno evidenziato la necessità di costruire una visione condivisa capace di coniugare innovazione, sostenibilità e tutela del lavoro, con l’obiettivo di garantire a Torino un ruolo centrale anche nel futuro dell’industria automobilistica europea.

Pentenero – Avetta (Pd): “Salvaguardare stile Borello e dipendenti”

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«Auspichiamo che la società Unes Maxi, che ha acquisito i supermercati Borello, sappia dare continuità ad una storia imprenditoriale tipicamente piemontese, tutelando le prospettive contrattuali degli 800 dipendenti e la diffusione capillare dei punti vendita anche nei comuni più piccoli. L’impostazione commerciale che ha accompagnato il successo della catena Borello, con una rete commerciale capillare, attenta alle esigenze del territorio e in particolare dei piccoli Comuni, rappresenta un patrimonio rilevante che la Regione Piemonte deve saper tutelare». Lo affermano il consigliere regionale Alberto AVETTA e la Capogruppo in Consiglio regionale Gianna PENTENERO (Pd), che hanno presentato un’Interrogazione per sapere se la Giunta Cirio ha già preso o intenda prendere contatti con la nuova proprietà lombarda del gruppo Finiper Canova, che controlla la Unes Maxi.

«Borello è un’impresa familiare che, partendo dal primo punto vendita di Gassino Torinese, ha costruito una realtà importante che oggi passa nelle mani lombarde di un importante soggetto della grande distribuzione. Una scelta strategica che apre nuovi scenari  ma che non deve far venire meno lo “stile Borello”, ovvero una filosofia imprenditoriale improntata a supermercati di prossimità, attenzione ai prodotti di qualità e in particolare a quelli locali, un dialogo diretto con gli amministratori del territorio per i quali i punti vendita Borello non sono semplici supermercati ma preziosi presìdi comunitari. Per questo è importante attivare da subito un canale istituzionale di confronto con la nuova proprietà lombarda e con le sigle sindacali per rassicurare i dipendenti e le amministrazioni locali interessate, e per sviluppare al meglio anche le opportunità offerte dal cambio di proprietà».

Alberto AVETTA

Consigliere regionale PD

Gianna PENTENERO

Capogruppo PD Consiglio regionale del Piemonte

Confcooperative Piemonte Sud dialoga sui temi della comunità

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A Cuneo la seconda Assemblea dei soci: l’economia sociale e il ruolo della cooperazione

Mercoledì 11 febbraio scorso si è tenuta a Cuneo la seconda assemblea dei soci di Confcooperative Piemonte Sud, alla presenza dei rappresentanti di Confcooperative nazionali e delle istituzioni del territorio. Durante l’evento sono intervenuti l’assessore regionale Marco Gallo, la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e il vescovo di Cuneo, Mons. Piero Delbosco. Erano anche presenti i rappresentanti delle Camere di Commercio di Cuneo-Asti e Alessandria, e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Questo appuntamento ha voluto ribadire una priorità condivisa: la cooperazione è una leva strutturale per lo sviluppo locale, la coesione sociale e la tenuta della comunità.

A confermarlo sono anche i numeri del sistema cooperativo del Sud Piemonte: sono presenti 385 imprese cooperative, con oltre 35 mila soci, 15 mila occupati e 1,5 miliardi di euro di fatturato complessivo. Si tratta di un tessuto produttivo in cui l’agricoltura genera oltre il 50% del fatturato dell’unione territoriale, mentre l’area sociale e sanitaria concentra più della metà dell’occupazione. A questo si aggiunge il contributo delle nove Banche di Credito Cooperativo, con 150 mila soci, 1500 occupati, 12 miliardi di raccolta diretta, dati che indicano con chiarezza quale sia il peso economico e civile della cooperazione per il territorio.

“La cooperazione ha dimostrato di saper tenere insieme sviluppo economico e valore sociale – ha spiegato nel suo intervento il presidente di Confcooperative Piemonte Sud, Mario Sacco  – oggi più che mai è necessario rafforzare questa consapevolezza e guardare avanti con una visione condivisa”.
Sacco ha inoltre evidenziato alcuni nodi strategici per il futuro delle comunità locali: dal valore del lavoro nella cooperazione sociale al coinvolgimento delle nuove generazioni, fino alla qualità dell’occupazione in agricoltura.

“Confcooperative è sempre stata in prima linea nel sottolineare l’importanza di correggere le tendenze negative di una globalizzazione priva di regole, e pertanto di costruire un’Europa del pilastro sociale, capace di mettere al centro persone e cittadini, non solo le comunità finanziarie – ha dichiarato il presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini – costruire con generosità per consegnare a chi prenderà in mano le nostre cooperative”.
In rappresentanza della Regione Piemonte, l’assessore Marco Gallo ha sottolineato che non può esserci prospettiva per la comunità senza il contributo dell’economia sociale, richiamando il valore del modello cooperativo come presidio territoriale capace di coniugare crescita, inclusione e prossimità. Bisogna inoltre dare spazio alle esperienze cooperative con il racconto del territorio, a rimarcare che la cooperazione parte dalle persone e trasforma i bisogni in risposte organizzate, durature e radicate nei territori.
A due anni dalla sua costituzione, Confcooperative Piemonte Sud conferma così la propria funzione di rappresentanza e di coordinamento su un’area ampia e diversificata, nata dall’unione di Cuneo, Asti e Alessandria, un soggetto capace di fare sintesi fra settori diversi e di generare un impatto reale  sulle comunità locali sul piano locale, sociale e occupazionale.

Mara Martellotta

Urgente la convocazione tavolo di crisi per Coldiretti Piemonte Riso

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Il 2026 si è aperto con il mercato del riso in sofferenza, con continui cali dei prezzi e un aumento delle esportazioni soprattutto dai Paesi asiatici. Questo è il contenuto della denuncia di Coldiretti Piemonte che chiede urgentemente alla Regione Piemonte di convocare e costituire un tavolo di crisi del comparto riso.

“Ad oggi, i prezzi riconosciuti ai nostri agricoltori sono nettamente in perdita, tanto che alcune varietà che hanno perso fino al 40% del valore rispetto allo scorso anno, con i costi di produzione sono balzati alle stelle con fertilizzanti, energia e mezzi tecnici, che hanno registrato incrementi a doppia cifra negli ultimi anni secondo l’analisi di Coldiretti – ha dichiarato Roberto Guerrini, membro di Giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo – una situazione insostenibile per le imprese risicole del nostro territorio, sacrificate alle logiche del massimo ribasso”.

“Il tavolo di crisi regionale che abbiamo chiesto con urgenza di convocare  – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – serve ad analizzare le problematiche e ad approfondire le progettualità che fin da subito vanno messe in atto per il comparto, coinvolgendo anche la parte industriale e tutti gli attori della filiera. Difendere il riso piemontese significa difendere la sovranità alimentare europea e il lavoro agricolo italiano, che garantisce oltre il 50% dell’intera produzione di riso della UE con una gamma di varietà e una qualità uniche al mondo”.

Mara Martellotta

Collina Morenica, bando da 175mila euro: commercio e somministrazione

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Il Distretto del Commercio della Collina Morenica annuncia l’apertura di un bando a favore delle imprese del territorio, rivolto alle attività di vendita al dettaglio di beni e alle attività di somministrazione e ristorazione operanti nei Comuni di Rivoli, Buttigliera Alta, Rosta e Villarbasse

Il bando mette a disposizione 175.000 euro complessivi a fondo perduto per sostenere interventi di: ammodernamento delle esteriorità dei locali commerciali, acquisto di arredi interni, interventi volti ad aumentare la sicurezza e di abbattimento delle barriere architettoniche, innovazione e digitalizzazione delle attività.

Un’opportunità concreta per rafforzare la competitività delle imprese, migliorare l’attrattività dei centri urbani e accompagnare il commercio locale in un percorso di crescita e rinnovamento.

Questo bando rappresenta una grande occasione per le imprese, che potranno accedere a contributi a fondo perduto per investire sul proprio futuro e sulla qualità degli spazi commerciali. – dichiara Marco Tilelli, assessore al Commercio della Città di Rivoli – Sostenere il commercio di prossimità significa sostenere la vitalità della città”

Anche Gianni Gallo, assessore al Commercio di Villarbasse, sottolinea l’opportunità per le imprese del piccolo commercio – “Si tratta di una misura molto attesa, che permette alle attività del nostro territorio di realizzare interventi concreti senza gravare interamente sulle proprie risorse. Un segnale importante di attenzione verso chi ogni giorno tiene vivi i nostri centri”.

Il bando è un’opportunità strategica per le imprese – dichiara Mauro Mellano, assessore al commercio di Buttigliera Alta. “I contributi a fondo perduto consentono di investire in innovazione, digitalizzazione e miglioramento degli spazi, elementi oggi fondamentali per affrontare le sfide del mercato“.

Chiara Iglina, assessore al Commercio di Rosta mette in evidenza come il percorso del Distretto del Commercio dalla sua nascita ad oggi permetta di avere ricadute concrete sulle aziende del territorio attraendo fondi che diversamente non sarebbe possibile intercettare. “Come amministrazioni crediamo fortemente in questo strumento, che offre alle imprese del territorio una vera possibilità di crescita e rilancio, valorizzando al tempo stesso l’immagine complessiva dei nostri Comuni“.

Anche Confesercenti Torino e provincia esprime grande soddisfazione per l’iniziativa. Giancarlo Banchieri dichiara – “Questo bando rappresenta una opportunità concreta e immediata per le imprese del commercio e della ristorazione. Come associazione di categoria accompagneremo le attività del territorio nella comprensione delle misure e nella partecipazione al bando, perché strumenti come questo sono fondamentali per sostenere il tessuto economico locale”.

Incontri di presentazione del bando

Per favorire la massima partecipazione e fornire tutte le informazioni operative, sono stati organizzati incontri pubblici di presentazione del bando, aperti alle imprese interessate. Il contenuto degli incontri sarà il medesimo, con date e orari differenti per agevolare la partecipazione:

  • Lunedì 9 febbraio – ore 21.00
    Villarbasse, Sala Consiglio – Via Vitrani 9
  • Martedì 10 febbraio – ore 14.30
    Buttigliera Alta, Sala Consiglio – Via Reano 3
  • Martedì 17 febbraio – ore 13.00 e ore 15.00
    Rivoli, Sala Centro Congressi – Via Dora Riparia 2
  • Giovedì 19 febbraio – ore 20.30
    Rosta, Sala Consiglio – Piazza Vittorio Veneto 1
  • Lunedì 23 febbraio – ore 21.00
    Rivoli, Centro Don Puglisi – Via Camandona 9/A

Per partecipare agli incontri è consigliata l’iscrizione tramite Google Moduli al link https://forms.gle/ogq5x3yNhJLXAHmG7

Spreco alimentare: in Piemonte e’ nata “Una Buona Occasione”

Un problema globale con responsabilità quotidiane

Ogni anno, nel mondo, circa un terzo della produzione alimentare finisce nella spazzatura. Oltre un miliardo di tonnellate di cibo sprecato, con conseguenze pesantissime sul piano ambientale, climatico ed economico. Secondo le stime internazionali, questo fenomeno è responsabile fino al 10 per cento delle emissioni globali di gas serra, oltre a comportare un enorme consumo inutile di risorse naturali come acqua, suolo ed energia. Anche l’Italia non è immune da questo fenomeno. I dati più recenti indicano che ogni cittadino getta mediamente oltre mezzo chilo di cibo alla settimana, pari a circa 29 chilogrammi all’anno. Un dato in lieve diminuzione rispetto al passato, ma ancora lontano dagli obiettivi fissati dalla Strategia europea “Farm to Fork” e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che prevedono di dimezzare lo spreco alimentare pro capite entro il 2030. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo spreco non riguarda soltanto la fase di produzione agricola, la quota maggiore si concentra, infatti, nella distribuzione e, soprattutto, nel consumo domestico. Nelle case si buttano alimenti ancora commestibili per una pianificazione imprecisa della spesa, per la confusione tra data di scadenza e termine minimo di conservazione, per una cattiva conservazione o per porzioni eccessive che restano inutilizzate.

Eppure, ridurre lo spreco è possibile a partire da gesti semplici per esempio pianificare i pasti e la spesa in base alle reali abitudini familiari, leggere con attenzione le etichette, conservare correttamente gli alimenti rispettando le temperature adeguate del frigorifero e della dispensa. Importante è anche imparare a valorizzare gli avanzi: bucce, scarti commestibili e cibo non consumato possono trasformarsi in nuove ricette, dalle zuppe ai dolci, recuperando gusto e valore. Un ruolo significativo è giocato anche dalle scelte di acquisto: privilegiare prodotti locali e di stagione, oltre a sostenere le filiere del territorio, può ridurre fino al 70 per cento lo spreco come evidenziato da Coldiretti Piemonte. Proprio il Piemonte sta affrontando il tema attraverso strategie integrate di prevenzione, educazione e sensibilizzazione. La Regione ha avviato iniziative come il progetto “Una Buona Occasione”, che coinvolge cittadini, scuole, enti pubblici e imprese nel contrasto allo spreco e nel recupero delle eccedenze alimentari, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Sebbene manchino dati ufficiali aggiornati sul totale delle tonnellate sprecate annualmente, in passato si stimava una produzione di circa 450 mila tonnellate di spreco alimentare all’anno, con solo una quota limitata recuperata attraverso le donazioni. Oggi, tuttavia, il territorio mostra segnali di crescente impegno: scuole, centri di ricerca e imprese locali promuovono formazione specifica, innovazione tecnologica e nuove strategie di valorizzazione dei residui agroalimentari. Ridurre lo spreco alimentare non è soltanto una necessità ambientale, ma una responsabilità etica e sociale. Significa rispettare il cibo, le risorse naturali e il lavoro di chi lo produce, ma anche rispondere a una disuguaglianza ancora troppo diffusa nell’accesso a un’alimentazione adeguata. Spesso basta un piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane per generare benefici concreti, per la comunità e per il pianeta.

 Maria La Barbera