Aumento del 5,4% e nuove tutele per i lavoratori
È stato sottoscritto oggi, nella sede di Confagricoltura Piemonte a Torino, il rinnovo del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro per i quadri e gli impiegati agricoli del Piemonte, valido per il quadriennio 2026-2029.
L’intesa, che interessa oltre 2.000 quadri e impiegati agricoli operanti nelle aziende agricole piemontesi, è stata firmata dalle organizzazioni datoriali Confagricoltura Piemonte, Coldiretti Piemonte e Cia Piemonte e dalle organizzazioni sindacali Confederdia, Flai-Cgil Piemonte, Fai-Cisl Piemonte e Uila-Uil Piemonte, al termine di un confronto che, secondo Confagricoltura Piemonte “ha consentito di raggiungere un accordo equilibrato, in grado di coniugare le esigenze delle imprese agricole con la tutela e la valorizzazione del lavoro qualificato nel settore”.
Sul piano economico è stato concordato un incremento complessivo del 5,4% dei minimi tabellari, calcolato sui valori in vigore al 16 luglio 2026, articolato in due tranche: 4% dal 1° luglio 2026 e 1,4% dal 1° dicembre 2026. Il contratto avrà validità dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029.
Il rinnovo introduce inoltre numerose innovazioni sul piano normativo, con particolare attenzione alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare, all’evoluzione delle professionalità e all’organizzazione del lavoro.
“Il rinnovo del contratto – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – conferma il valore del dialogo tra le parti sociali e la volontà di individuare soluzioni equilibrate, capaci di coniugare la tutela del lavoro con la sostenibilità delle imprese agricole. In una fase caratterizzata da forti pressioni sui costi e dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, era importante raggiungere un’intesa che riconoscesse la professionalità dei quadri e degli impiegati agricoli e, allo stesso tempo, guardasse al futuro del settore. Le novità introdotte, dall’aggiornamento delle figure professionali alle misure per la conciliazione tra vita e lavoro, rappresentano un passo avanti per accompagnare l’innovazione e rafforzare la competitività dell’agricoltura piemontese”.
Tra le principali novità figurano otto ore annue di permessi retribuiti per l’assistenza ai figli minori, ai genitori non autosufficienti e al convivente di fatto in particolari situazioni sanitarie, ulteriori otto ore per favorire la presenza dei genitori nei primi giorni di inserimento dei figli all’asilo o alla scuola primaria, la possibilità di introdurre, tramite accordi aziendali, la banca delle ore, il rafforzamento delle tutele assicurative per alcune figure che ricoprono specifiche responsabilità, il recepimento della disciplina sul lavoro agile e delle ferie solidali e un impegno condiviso a promuovere la formazione continua attraverso l’Osservatorio regionale, anche in collaborazione con il sistema universitario.
Particolare rilievo assume anche l’istituzione, entro la fine dell’anno, di una Commissione incaricata di aggiornare la classificazione professionale degli impiegati agricoli, con l’obiettivo di adeguare il sistema alle nuove competenze richieste dall’evoluzione dell’agricoltura piemontese, sempre più orientata all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.
Con questo rinnovo le organizzazioni firmatarie dell’accordo confermano la volontà di mantenere un sistema di relazioni sindacali improntato al dialogo e alla responsabilità, offrendo alle imprese uno strumento contrattuale aggiornato e ai lavoratori maggiori tutele in una fase di profonda trasformazione del settore agricolo, chiamato a confrontarsi con le sfide del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica e della competitività dei mercati.

La Crisi del settore auto è indotto sta penalizzando la crescita economica del nostro Paese e del Piemonte da anni. Non c’è settore economico che abbia analoghe ricadute sulla economia. Non a caso chi lo segue con competenza lo definisce la fabbrica delle fabbriche perché l’auto è i suoi tanti componenti hanno generato la filiera industriale più importante d’Europa. Altri settori crescono , dell’aerospazio alla difesa, all’edilizia con l’operazione del superbonus, niente la nostra economia cresce dello zero virgola e il Debito Pubblico aumenta. Personalmente avevo messo in moto l’operazione incentivi sfociata nella mozione Molinari e che portò il Governo Draghi a rifinanziarli. La vendita della Fiat ai francesi senza che il Governo giallorosso mettesse il golden power ci ha indebolito ancor di più. La azione Tavares ostile al nostro Paese penalizzo soprattutto i fornitori italiani. Come Governo avete ottenuto l’arrivo della 500 ibrida a Mirafiori ma non basta. L’alto costo della energia regalo del No al referendum sul nucleare è infine la grave delibera europea del green deal ha fatto il resto. La lentezza sia nel cambio di rotta europeo così come nella strategia di Stellantis, nonostante le speranze su Filosa, aggiunta ad un atteggiamento inspiegabilmente conservativo delle Banche mettono in crisi un settore che non possiamo assolutamente perdere. Nel 2025 sono state prodotte nel mondo più di 100 milioni di auto. Dobbiamo assolutamente restare nel settore con tutte le innovazioni possibili a a partire dall’uso della Intelligenza Artificiale. In altri tempi i grandi Sindaci si sarebbero incatenati alla palazzina di Mirafiori per evitare la dismissione. Ti segnalo l’intervista di alcuni importanti imprenditori nel settore indotto perché spero Tu possa organizzare al più presto un tavolo con Filosa, Altavilla che rimane sempre italiano, sindacati, enti locali e aziende dell’indotto, un patrimonio industriale fondamentale che Torino e l’Italia non possono assolutamente perdere.