ECONOMIA

Ferramenta, Fai-da-te, Giardinaggio, Sicurezza: è tempo di ‘SiFerr 2026’

La più grande kermesse italiana del settore accende Napoli sabato 16 e domenica 17 maggio Con l’irriverente Giuseppe Cruciani e l’iconico Rocco Siffredi l’evento di business dà spazio anche allo spettacolo per essere ancora più trasversale, inedito e sorprendente.

Ferramenta, Fai-da-te, Giardinaggio e Sicurezza. Un intero mondo in Fiera. La 5a edizione di SiFerr è pronta a tornare protagonista con un evento che promette di superare ogni aspettativa e catalizzare l’attenzione anche oltre il settore. Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, business, formazione e intrattenimento si fonderanno in un’esperienza ancora più intensa e coinvolgente, arricchita dalla presenza di due protagonisti capaci di attirare pubblico e media: Giuseppe Cruciani, volto noto per il suo stile diretto e provocatorio, e Rocco Siffredi, icona internazionale e testimonial ufficiale della manifestazione. Punto di riferimento per i professionisti dei settori ferramenta, utensileria, fai da te, colore, sicurezza e giardinaggio, SiFerr, targata Ma.Mu Divisione Eventi, si presenta con una proposta che unisce contenuti di livello e momenti ad alto impatto mediatico.

L’edizione 2026 rafforza la sua mission: creare connessioni, generare valore e sorprendere. Business in prima linea “Visitare SiFerr significa poter scoprire le ultime tendenze, confrontarsi con fornitori qualificati e valutare nuovi prodotti da inserire nel proprio assortimento, aumentando così la competitività dell’attività. Inoltre, la fiera favorisce la creazione di relazioni commerciali solide e durature, facilitando partnership strategiche e opportunità di collaborazione. Partecipare a SiFerr non è solo un’occasione per aggiornarsi, ma anche un momento concreto per generare contatti qualificati, sviluppare il fatturato e rafforzare la presenza sul mercato”, afferma Sebastian Galimberti, ideatore della manifestazione e titolare di Ma.Mu Divisione Eventi.

SiFerr rappresenta una piattaforma strategica per chi vuole trasformare la partecipazione a una fiera in reale opportunità di crescita. “Siamo contenti del ritorno alla Mostra d’Oltremare di SiFerr. Un appuntamento importante atteso da professionisti, aziende e operatori del settore. Un evento che si inserisce coerentemente all’interno della nostra agenda e arricchisce la nostra offerta fieristica”, dicono i vertici della MdO Remo Minopoli e Maria Caputo.

Nel corso delle due giornate, SiFerr offrirà un programma ancora più dinamico, pensato per stimolare confronto, relazioni e opportunità concrete. Dall’inaugurazione ufficiale con le autorità, prevista per la mattinata di sabato, fino ai corsi di formazione ERSI, i visitatori potranno entrare in contatto diretto con aziende e player di riferimento. Spazio anche ai contenuti editoriali, come i podcast “Smile SiFerr”, che darà voce ai protagonisti del mercato con uno sguardo attuale e diretto sulle evoluzioni del comparto. Sabato sarà segnato da uno degli appuntamenti più attesi: il talk show “Ipocriti… punto e a capo!”, che vedrà protagonista Giuseppe Cruciani, ideatore e conduttore del programma radiofonico e podcast più seguiti d’Italia ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, insieme a Maurizio Scandurra, volto noto e opinionista del medesimo programma.

Un confronto diretto, provocatorio e senza filtri, destinato a catalizzare attenzione e dibattito. La giornata culminerà nell’aperitivo serale offerto da Gruppo Cardinale e da un ritmato DJ set, un momento informale. Domenica 17 maggio riflettori puntati su Rocco Siffredi, testimonial ufficiale dell’evento e presenza dirompente di questa edizione. Il suo incontro con il pubblico sarà uno dei momenti più attesi: un’esperienza diretta, coinvolgente e ad altissimo richiamo. Premi e riconoscimenti per celebrare l’eccellenza del settore.

Grande spazio sarà dedicato alla valorizzazione dei protagonisti del settore. Dopo il tributo alle attività delle 10 ferramenta storiche d’Italia nella giornata di sabato, la domenica vedrà la consegna dei Premi SiFerr 2026. Tra i riconoscimenti: il Premio alla Carriera ad Alberto Casati, il Premio alla Comunicazione a Chiara Dell’Acqua (Saratoga), il premio Miglior Agente dell’Anno a Michele Paladino e il riconoscimento a Eurogross come Miglior Grossista dell’Anno. Questi momenti celebreranno non solo i risultati, ma visione, capacità di innovazione e crescita.

SiFerr conferma la sua natura inclusiva con un’offerta pensata anche per le famiglie. Durante entrambe le giornate saranno attive aree dedicate al tempo libero. Dall’area bimbi con attività creative, fino agli spazi dedicati al divertimento come poligono di tiro e area con calcetti balilla, tutto è pensato per alternare lavoro e svago in modo naturale.

Non mancheranno giochi, iniziative speciali e momenti di incontro come “Un caffè con iFerr Magazine”. SiFerr 2026 ha pensato a due giornate che lasceranno il segno, dove ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza unica. L’appuntamento è a Napoli, il 16 e 17 maggio 2026.

Viaggi, ristoranti e benessere. Torino spende in esperienze per dimenticare la precarietà

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L’OPINIONE

A Torino si spende di più, ma non necessariamente si vive meglio
È questa la fotografia più nitida che emerge dai consumi delle famiglie torinesi tra il 2025 e l’inizio del 2026: meno soldi destinati alla spesa alimentare, più risorse investite in viaggi, cene fuori, palestra, sport e benessere personale. Un cambio di priorità che racconta molto più di una semplice moda.

Dietro questi numeri c’è una città che prova a difendere la propria qualità della vita in un clima economico percepito come fragile. La spesa media mensile cresce e supera i 2.600 euro, ma contemporaneamente diminuisce la capacità di risparmio: solo una minoranza riesce ancora a mettere qualcosa da parte. È il segnale di una classe media che continua a consumare, ma lo fa comprimendo le spese considerate essenziali.

Il dato più significativo non è tanto l’aumento delle uscite per il tempo libero, quanto il calo di quelle alimentari. Per la prima volta da anni, molte famiglie riducono acquisti quotidiani e consumi domestici pur di non rinunciare a esperienze che garantiscono evasione immediata. Ma anche qui vale la pena chiedersi: quale turismo, quali esperienze?

“Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico. E sembra quasi il manifesto implicito di questa stagione: spendere oggi per sentirsi vivi subito, anche se il risparmio si assottiglia e il futuro resta opaco. Il fitness, la cena fuori, il weekend diventano piccoli strumenti di compensazione emotiva dentro una quotidianità percepita come instabile.

Eppure sarebbe sbagliato leggere questi dati come il segnale di una città più ricca o più serena. Al contrario: raccontano una fragilità diffusa, mascherata da consumo. Si taglia sulla spesa quotidiana per salvare piccoli spazi di gratificazione personale. È il paradosso torinese contemporaneo: consumare esperienze per sentirsi meno precari, mentre la precarietà resta lì, sullo sfondo, sempre più normalizzata

Chiara Vannini

 

 

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Le famiglie torinesi faticano a risparmiare

La spesa media mensile delle famiglie torinesi si attesta nel 2025 a 2.616 euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Diminuisce la quota destinata ai consumi alimentari, tornati sui livelli precedenti alla pandemia, mentre cresce la spesa per beni e servizi non alimentari, trainata soprattutto dai costi legati alla casa — in particolare utenze e arredamento. Riprende anche il settore dell’abbigliamento, mentre restano stabili le spese per viaggi, vacanze e consumi fuori casa. In calo, invece, il numero delle famiglie che riesce a risparmiare. A livello territoriale, in Lombardia la spesa risulta superiore del 17% rispetto al Piemonte.

I dati sono stati presentati a Palazzo Birago nell’ambito dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine promossa dalla Camera di commercio di Torino che, in coerenza con le rilevazioni ISTAT nazionali, analizza consumi e abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.

Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, si registra un lieve incremento della spesa mensile, dovuto principalmente agli acquisti non alimentari. Tengono le spese per il tempo libero, riparte l’abbigliamento, ma si riduce la quota di famiglie in grado di accantonare risparmi. Cresce inoltre la preferenza per i negozi tradizionali, mentre la grande distribuzione mostra una lieve flessione. Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie torinesi si mantiene in linea con quella regionale piemontese, pur restando inferiore alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche l’evoluzione della composizione familiare nell’ultimo decennio. È diminuito il numero medio dei componenti dei nuclei familiari ed è aumentata in modo significativo la presenza di persone che vivono sole. Nel campione analizzato, le famiglie composte da una sola persona rappresentano oltre il 45%, dato coerente con gli archivi anagrafici della Città di Torino, secondo cui circa un residente su due vive da solo.

Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia di livello medio, il 15% in condizioni di agiatezza e il 14,2% in una situazione di autosufficienza. La fascia di debolezza economica interessa invece il 30,8% delle famiglie torinesi e supera il 53% tra le persone sole.

Nel complesso, il quadro del 2025 mostra famiglie che mantengono stabile il livello di spesa, ma con una crescente pressione sui bilanci domestici e una minore capacità di risparmio.

Dalla Regione un aiuto alle scuole di montagna

Una misura concreta per tutelare i presidi educativi e contrastare lo spopolamento dei territori montani

La Regione Piemonte attiva un nuovo intervento a sostegno dei territori montani con un bando che destina 340 mila euro per l’anno scolastico 2026/2027 alla riorganizzazione delle pluriclassi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

La misura si inserisce nel quadro della delibera del 9 marzo scorso, che prevede azioni per il mantenimento del servizio scolastico nelle aree montane più marginali e per la razionalizzazione delle situazioni di pluriclasse, ed agisce su una delle principali criticità segnalate dalle comunità locali: la sostenibilità dell’offerta scolastica nei piccoli plessi.

Il bando consente infatti di finanziare il parziale sdoppiamento delle pluriclassi, coprendo i costi per personale scolastico aggiuntivo o per l’estensione dell’orario di servizio, con l’obiettivo di rafforzare la presenza dei docenti e migliorare la qualità della didattica.

Destinatarie del bando sono le Unioni Montane piemontesi, che presentano la domanda in collaborazione con gli istituti scolastici di riferimento per i plessi situati nei Comuni montani. Per le scuole primarie il contributo è riconosciuto per ogni intervento di razionalizzazione delle pluriclassi fino a un massimo di 5.000 euro; per le scuole secondarie di primo grado è commisurato ai progetti di parziale sdoppiamento delle pluriclassi, fino a un massimo di 8.000 euro per intervento.

Si tratta di risorse regionali già stanziate e operative, alle quali si aggiungerà con un successivo provvedimento un’integrazione di circa 400 mila euro, destinata sia a rafforzare la dotazione sulle pluriclassi sia a consentire l’attivazione del mantenimento del servizio scolastico nei territori montani più fragili.

«Alle richieste dei territori rispondiamo con atti concreti – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna Marco Gallo – Questa misura si inserisce in una programmazione più ampia che agisce su due fronti: da un lato la gestione delle pluriclassi, dall’altro il mantenimento dei presìdi scolastici nei territori montani più fragili. Con le risorse già stanziate e con l’integrazione prevista rafforziamo la capacità di azione della Regione su entrambi gli ambiti. L’obiettivo è garantire continuità e qualità del servizio scolastico, sostenere le famiglie e contribuire alla tenuta sociale delle comunità montane».

Le domande potranno essere presentate attraverso la piattaforma regionale FINDOM entro il 19 giugno 2026.

Le risorse saranno assegnate per consentire l’attivazione degli interventi già dall’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.

Salone del Libro, hotel torinesi pieni all’85%

I grandi eventi continuano a essere un elemento fondamentale per la crescita economica e turistica di Torino. Manifestazioni culturali e fieristiche richiamano ogni anno migliaia di visitatori, con effetti positivi su hotel, ristoranti, negozi e trasporti, contribuendo a rafforzare il ruolo della città tra le principali mete urbane italiane.

I dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte e di Visit Piemonte confermano il trend positivo: nel 2025 il Piemonte ha superato i 18 milioni di presenze turistiche, mentre Torino si è confermata il principale polo regionale per numero di pernottamenti e flussi turistici.

In questo contesto, il Salone Internazionale del Libro di Torino si conferma uno degli appuntamenti più importanti per il comparto turistico-ricettivo cittadino. Secondo le prime stime diffuse da Federalberghi Torino, l’occupazione media delle camere durante i giorni della manifestazione potrebbe raggiungere l’80-85%, con valori ancora più alti nelle strutture del centro.

Il Salone continua quindi a rappresentare un forte richiamo per visitatori, operatori del settore editoriale e appassionati provenienti da tutta Italia, generando ricadute economiche diffuse sull’intera città.

Nuovi spazi per l’housing sociale a Perosa Argentina e Perrero

Nuovi luoghi di solidarietà e sostegno per le persone più fragili: inaugurato ieri mattina il progetto di housing sociale nei Comuni di Perosa Argentina e Perrero, realizzato nell’ambito della Missione 5 per l’inclusione sociale con la quale Città metropolitana di Torino ha finanziato i PUI-Piani Urbani Integrati attraverso i fondi PNRR.

L’intervento, con finanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro, ha previsto la rilocalizzazione, nell’ambito territoriale delle Valli Chisone e Germanasca, di strutture finalizzate all’housing sociale, individuando due realtà distinte e complementari: il Centro Diurno Socio Terapeutico e il Servizio Residenziale Flessibile di Perosa Argentina e la Comunità Alloggio di Perrero.

Il progetto è stato selezionato e finanziato dalla Città metropolitana di Torino con l’obiettivo di sostenere interventi innovativi e inclusivi capaci di migliorare la qualità della vita delle comunità locali e rafforzare la rete dei servizi territoriali dedicati alle persone in condizioni di vulnerabilità.

Per quanto riguarda il territorio di Perosa Argentina, l’intervento ha previsto la rilocalizzazione del Centro Diurno Socio Terapeutico (CST) riabilitativo rivolto a persone disabili ultraquattordicenni e del presidio di SRF – Servizio Residenziale Flessibile. I servizi sono stati trasferiti dai locali di proprietà dell’Agenzia del Demanio in piazza Santiano Renzosi ai locali del fabbricato di via Roma di proprietà dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca.

La nuova localizzazione risponde meglio alle esigenze di housing sociale per soggetti fragili, grazie all’inserimento in un contesto urbano facilmente accessibile, vicino ai servizi presenti sul territorio e dotato di adeguati spazi esterni attrezzabili per attività educative, riabilitative e all’aperto.

Il presidio comprende servizi collettivi, generali e sanitari destinati ai centri diurni socio terapeutici educativi per 20 utenti, oltre a un nucleo di residenzialità notturna con 10 posti letto dotato dei requisiti previsti per un nucleo R.A.F. Gli spazi inaugurati ospitano inoltre laboratori di tessitura e falegnameria e attività finalizzate a favorire autonomia, integrazione e partecipazione delle persone accolte.

Il secondo intervento, realizzato nel Comune di Perrero, è consistito nella riconversione residenziale di un immobile comunale e nel miglioramento sismico dell’edificio. L’operazione ha consentito di alleggerire le opere strutturali rendendole compatibili con la distribuzione esistente dei locali e di realizzare sei nuovi spazi abitativi dedicati alle esigenze di housing sociale per le fasce più fragili della popolazione.

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato la consigliera metropolitana delegata alle attività produttive Sonia Cambursano, la sindaca di Perosa Argentina Nadia Brunetto, la sindaca di Perrero Laura Richaud e numerosi amministratori e rappresentanti del territorio.

“Il progetto rappresenta un importante tassello delle politiche territoriali dedicate all’abitare sociale e all’inclusione” ha sottolineato la consigliera metropolitana Sonia Cambursano “attraverso la creazione di spazi accoglienti e servizi di prossimità pensati per favorire autonomia, integrazione e partecipazione”.

Cinque nuovi Distretti del Commercio. La Regione: «Più servizi e presidio delle periferie»

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La Giunta Regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo Paolo Bongioanni, ha approvato uno stanziamento di 100mila euro grazie al quale potranno essere costituiti e sostenuti nelle spese d’avviamento 5 nuovi Distretti del Commercio, due dei quali potranno nascere a Torino. La somma – messa a disposizione a bilancio dall’assessore al Bilancio e Attività Produttive Andrea Tronzano – sarà assegnata tramite un bando che verrà pubblicato nelle prossime settimane e consentirà di intervenire con un sostegno di 20mila euro per ogni nuovo distretto.

Spiega l’assesssore Bongioanni: «Ho fatto questa delibera per soddisfare una forte richiesta del territorio che chiede di avere sul territorio altri Distretti del commercio, strumenti che in tutto il Piemonte si stanno rivelando uno strumento strategico per contrastare la desertificazione commerciale, per sostenere l’organizzazione e il miglioramento dei servizi al servizio delle comunità e rilanciare gli esercizi di vicinato. Proprio per questo, con questa delibera, ho modificato la normativa precedente togliendo il vincolo che prevedeva che Torino potesse avere al massimo due distretti, portando a tre il numero istituibile. Una scelta che consente una copertura ancora più capillare dell’area urbana e più rispondente alle specifiche esigenze di ogni quartiere».

Commentano il vicepresidente della Giunta regionale Maurizio Marrone e l’assessore Tronzano«Un distretto commerciale forte è anche un presidio di vitalità e controllo del territorio, e quindi di sicurezza sociale in contesti periferici e difficili. Con particolare riferimento alle periferie urbane di Torino, i negozianti che tengono esercizi di prossimità a fronteggiare spaccate e degrado sono eroi che devono trovare al loro fianco le istituzioni. Per questo motivo, poter accompagnare la nascita di due nuovi distretti in Torino è un intervento di straordinaria importanza per rilanciare il commercio di prossimità, con tutto il volano di effetti positivi che esso porta con sé per il tessuto urbano e i suoi abitanti».

Il bando è rivolto alle Amministrazioni comunali. La spesa progettuale ammissibile per l’istituzione di un nuovo Distretto ammonta a 25mila euro: le agevolazioni concesse della Regione Piemonte coprono fino all’80% della spesa, ossia 20mila euro per ogni progetto. Condizione necessaria per l’attivazione del Distretto è un protocollo d’intesa stipulato tra l’Amministrazione comunale (o le Amministrazioni comunali nel caso di Distretto diffuso) e almeno una fra le associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per il settore del commercio a livello provinciale. In aggiunta a questi partner stabili possono aderire al Distretto altri soggetti interessati. È prevista l’istituzione di un solo Distretto Urbano per ogni Comune, con l’eccezione del Comune capoluogo di Regione che potrà procedere all’istituzione di ulteriori due Distretti oltre a quello già esistente, per un massimo di tre Distretti del Commercio.

Torino ha attualmente un Distretto Urbano del CommercioL’area del Distretto di Torino include il centro storico della città e altre zone limitrofe che comprendono piazza Vittorio Veneto e i Murazzi, Porta Palazzo e l’ambito di Borgo Dora, San Salvario, Vanchiglia e gli assi commerciali di via Sacchi e via Nizza, piazza Statuto. Si tratta di un’area che ospita circa 7.800 esercenti, più di 200 attività ricettive1.690 esercizi pubblici di somministrazione, oltre ad alcune centinaia di attività di servizi alla persona. Da tempo le associazioni di categoria sottolineano come un solo distretto sia ormai inadeguato per rispondere alle dimensioni territoriali del capoluogo, per capacità di copertura del territorio e rispondenza alle caratteristiche specifiche e al tessuto economico composito dei diversi quartieri.

Con i nuovi 5 Distretti del Commercio il numero di quelli attivati in Piemonte salirà a 103, di cui 78 già operativi e 20 in corso di avviamento.

Cosa potrà essere finanziato attraverso questo intervento?

– Spese per la definizione e sottoscrizione del protocollo d’intesa obbligatorio necessario all’individuazione, funzionamento e costituzione del Distretto del Commercio, comprensive di attività di accompagnamento al partenariato, consulenze specialistiche, attività di informazione, ecc.

– Spese per la predisposizione del programma strategico di interventi per il Distretto del Commercio, comprensive di analisi sul tessuto economico del territorio interessato, approfondimenti specialistici, ecc.

– Spese di formazione, di comunicazione e di marketing territoriale per il coinvolgimento del maggior numero possibile di imprese del commercio nell’esperienza del Distretto del Commercio e per la promozione dell’iniziativa

– Eventuali spese di incarico di un manager di Distretto.

Francesco Rondinelli presidente del Banco Alimentare del Piemonte

 

Nel 2025 distribuite 10 mila tonnellate di cibo

10 mila tonnellate di cibo , precisamente 9664, con un aumento di 2136 rispetto al 2024 (+28,4%) sono state raccolte nel corso del 2025 dal Banco Alimentare del Piemonte e distribuite a 111026 persone in difficoltà, tramite 560 organizzazioni partner territoriali convenzionate. Sono questi i  numeri più significativi del Bilancio Sociale 2025 presentati in una conferenza stampa cui hanno partecipato Maurizio Marrone, Vicepresidente e Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte, e Jacopo Rosatelli, Assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino.
Il Banco Alimentare del Piemonte ha completato il passaggio da Organizzazione di Volontariato a Fondazione  e ha annunciato anche il cambio di governance. Dopo venti anni di impegno e tre mandati come Presidente, Salvatore Collarino ha deciso di concludere il proprio mandato e passare il testimone a Francesco Rondinelli, manager con consolidata esperienza internazionale. È  stato anche presentato il progetto di inclusione sociale,  che ha l’obiettivo di far uscire dalla condizione di indigenza le persone in difficoltà alimentare.

Non solo cibo. Il Banco Alimentare, nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà,  promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sta sviluppando l’area Inclusione Sociale, con l’obiettivo di ampliare e consolidare interventi strutturati a sostegno delle persone più  vulnerabili.  L’area di Inclusione Sociale si occupa di diverse tematiche,  tra cui educazione alimentare, salute e benessere, lavoro, economia familiare, e si rivolge alle categorie a maggior rischio di esclusione sociale, quelle già aiutate a livello alimentare tramite le organizzazioni partner territoriali.  Ogni percorso include contenuti informativi, laboratori, workshop, materiali educativi e attività con partner del settore, con l’obiettivo di costruire un sistema capace di accompagnare le persone in difficoltà verso un futuro più consapevole, attivo e partecipato. Lo sportello pilota di Asti è  stato inaugurato nell’ottobre 2024, nel 2025 sono già stati inaugurati lo sportello di Biella  e il primo di quelli che verranno aperti a Torino.

“Il futuro prende forma”. Anche una mostra per raccontare il nuovo Piano regolatore

Torino è una città che ha vissuto e continua a vivere grandi trasformazioni. Per governare il cambiamento e progettare il futuro si è dotata di un nuovo Piano Regolatore Generale, lo strumento strategico e normativo che disegnerà l’assetto urbano dei prossimi anni dopo quello redatto dagli architetti Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi, approvato nel 1995. Il documento preliminare del nuovo Piano, dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale, è stato pubblicato per la raccolta delle osservazioni di cittadini e portatori di interesse cui seguiranno la conferenza di copianificazione per la valutazione da parte degli enti sovraordinati e l’adozione finale.

A raccontare i principi e l’architettura del nuovo Piano sarà la mostra “Il Futuro prende forma. Il nuovo Piano regolatore di Torino”, promossa da Città e Urban Lab, che da venerdì 8 maggio fino a dicembre 2026, accompagnerà i visitatori alla comprensione di un documento solitamente confinato, per la sua natura essenzialmente tecnica, nel dibattito tra esperti, tecnici, politici.

Nei rinnovati spazi di Urban Lab, in piazza Palazzo di Città 8/b e sotto i portici della piazza, sarà così possibile scoprire la Torino che verrà attraverso mappe, dati, immagini e video. Conoscere il Piano significa conoscere la direzione verso la quale tende la Torino del futuro, e capire come si possa predisporre la città fisica per accogliere e accompagnare al meglio politiche, programmi, azioni per lo sviluppo.

Il percorso espositivo curato da Giulietta Fassino di Urban Lab, si articola in tre sezioni, che illustrano le diverse dimensioni del Piano.

Nella prima sala, la visione del Piano racconta la città immaginata per i prossimi trent’anni, anche grazie al confronto multilivello avviato nel percorso di redazione con stakeholder e abitanti, tra potenzialità, sfide e criticità del territorio urbano. La grande mappa della città a parete su lightbox, che diverrà parte dell’allestimento permanente di Urban Lab, orienta il visitatore nelle trasformazioni di Torino, mostrando le oltre 150 aree oggi in trasformazione o in attesa di essere trasformate.

La seconda sala è dedicata all’architettura del Piano, che presenta la fisionomia del nuovo Piano Regolatore Generale di Torino: la sua struttura, le tappe del processo di elaborazione, i principali elementi innovativi.

La terza si focalizza sulla strategia del Piano: le direttrici strategiche e gli ambiti prioritari nei quali governare la trasformazione e orientare, nel tempo, le modalità con cui la città si trasforma. Una seconda grande mappa della città allestita in grande formato (3,50×2,80 metri) su una lightbox mostra due delle principali strategie di trasformazione proposte dal nuovo Piano: le Figure di Ricomposizione Urbana e le Centralità di Quartiere, paradigmi di un approccio di pianificazione che contempera trasformazione, valorizzazione e tutela.

In mostra anche cartografie, dossier, numeri, infografiche illustrano i caratteri principali del Piano. Un video racconta invece la campagna Voci di Quartiere, tre anni di ascolto della città per la costruzione del nuovo Piano Regolatore.

All’esterno, sotto i portici, prende invece forma sui teli allestiti a soffitto la visione che il Piano formula per la Torino di domani, offrendo un racconto sintetico dei tre ambiti di sviluppo individuati per la città, ovvero innovazione, welfare e ambiente, accompagnato dagli scatti di Michele D’Ottavio e da alcuni dati che fotografano la Torino di oggi. A corollario dell’esposizione prenderà il via a breve anche un ciclo di incontri a tema.

“La mostra ‘Il Futuro prende forma. Il nuovo Piano regolatore di Torino’ – spiega l’Assessore all’Urbanistica della Città di Torino, Paolo Mazzoleni – rappresenta un’operazione di trasparenza e partecipazione e ha l’obiettivo di rendere accessibile un documento tecnico solitamente riservato agli addetti ai lavori; raccontare non solo norme, ma l’idea di città del futuro e coinvolgere i cittadini a comprendere come cambiano i quartieri”.

“Raccontare la città che si delinea attraverso il nuovo Piano Regolatore – afferma Piero Boccardo, Presidente di Urban Lab – rappresenta per Urban Lab un passaggio importante e la naturale evoluzione del percorso di ascolto e confronto avviato con Voci di Quartiere. Questa mostra segna inoltre l’inizio di una nuova stagione per gli spazi di Urban Lab, a partire dall’ingresso sotto i portici e dal rinnovo dell’allestimento permanente, che in autunno si arricchirà di un ulteriore, importante tassello”.

La mostra “Il futuro prende forma” è visitabile a partire da venerdì 8 maggio 2026 a Urban Lab, in piazza Palazzo di Città 8b – Torino

Mer-Ven 14/18 – Sab 12/19

Ingresso libero

Info: +39 351 3834368 – info@urbanlabtorino.it

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Stazione di Porta Susa, arriva un nuovo supermercato 

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C’era anche l’assessore al Commercio della città di Torino Paolo Chiavarino, questa mattina alla stazione ferroviaria Porta Susa, all’inaugurazione del nuovo supermercato Carrefour Express. Con l’apertura di oggi Porta Susa inverte la rotta in un hub attraversato ogni anno da circa 13 milioni di viaggiatori. Il nuovo Carrefour sorge al piano strada, sul lato di corso Bolzano. Uno store di venticinque vetrine e 200 metri quadri, con sedute e tavolini all’esterno.

Ma il piano di rilancio guidato da Altageres Srl, la società incaricata da RFI per la gestione degli spazi commerciali, non si ferma qui e prevede una vera e propria rivoluzione logistica interna per valorizzare il piano -1. Le biglietterie abbandoneranno il livello sotterraneo per essere trasferite al piano strada (lo stesso del nuovo Carrefour), occupando i locali attualmente sfitti. La Polizia Ferroviaria (Polfer) resterà al piano -1, ma verrà spostata verso l’uscita di corso Matteotti, con spazi più ampi, su due livelli, e standard di sicurezza aggiornati.

“Sarà un luogo da vivere – spiega l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – Con l’apertura di nuove attività al piano meno uno Rfi intende reinterpretare l’immaginario dei portici torinesi, coniugando identità storica e linguaggi contemporanei, trasformando la stazione in un luogo da vivere oltre la semplice funzione di transito”.

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Il Dipartimento di Management dell’Università di Torino esporta in Europa il Bilancio Pop

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Il Bilancio POP arriva in Spagna e lo fa ad Almería, dove si è tenuta oggi la Giornata internazionale per la creazione della rete spagnola di Popular Financial Reporting. L’iniziativa è volta non soltanto ad esportare un modello tecnico di rendicontazione, ma soprattutto a portare in Europa una risposta concreta a un’esigenza sempre più diffusa: rendere comprensibili ai cittadini le decisioni pubbliche, i bilanci, l’uso delle risorse e i risultati prodotti dalle amministrazioni. “Dal Piemonte all’Andalusia, il Bilancio POP dimostra che la trasparenza non è soltanto pubblicare documenti, ma renderli leggibili; che la rendicontazione non è soltanto un adempimento, ma una relazione; e che un bilancio pubblico può diventare uno strumento democratico, capace di riavvicinare cittadini, territori e istituzioni”, dichiara Silvana Secinaro, Professoressa ordinaria Università di Torino e responsabile scientifica del progetto Bilancio POP e POP Accounting, insieme al professor Paolo Biancone.

Il Progetto del Popular Financial Reporting

Il progetto nasce grazie al contributo scientifico dell’Università di Torino – Dipartimento di Management “Valter Cantino”, che ha sviluppato e diffuso in Italia il Popular Financial Reporting, pensato per tradurre informazioni economico-finanziarie e dati di gestione pubblica in un formato chiaro, sintetico, visuale e accessibile, capace di parlare anche a chi non possiede competenze tecniche. Le linee guida dell’Università di Torino definiscono lo strumento principale del Popular Financial Reporting ovvero il Bilancio POP: una forma trasparente e semplificata di rendicontazione sociale, costruita per facilitare la comunicazione tra amministrazioni e cittadini e fondata anche sull’integrazione dei Sei Capitali: intellettuale, umano, naturale, produttivo, sociale e finanziario.

Il tema è di forte attualità. In un contesto di crescente distanza tra cittadini e istituzioni, il problema non è soltanto pubblicare dati, ma renderli davvero comprensibili. Una recente analisi del progetto Bilancio POP sottolinea che il rischio per la democrazia non è coinvolgere i cittadini su temi complessi, bensì farlo senza adeguati strumenti informativi. I dati ISTAT sulla partecipazione politica confermano questa criticità soprattutto tra i giovani fino al 24 anni, con percentuali molto basse di interesse e informazione: si informa di politica almeno una volta alla settimana solo il 16,3% dei 14-17enni e il 34,6% dei 18-24enni; oltre 15 milioni di cittadini italiani di almeno 14 anni dichiarano di non informarsi mai di politica. In questo scenario, il Bilancio POP si propone come risposta concreta a questa esigenza.

La Giornata internazionale ad Almerìa

L’evento si è svolto nel Salón Noble del Ayuntamiento de Almería e ha avuto come obiettivo la creazione della prima rete spagnola dedicata al Popular Financial Reporting. La Giornata si inserisce nell’ambito del progetto “Almería Innova y Transparente: Impulsando la Agenda 2030 en el Ámbito Local”, co-finanziato dal Ministero dei Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030 – attraverso la Direzione Generale dell’Agenda 2030 – nel quadro del Bando 2024 di Sovvenzioni destinate ad azioni per l’impulso dell’Agenda 2030 negli Enti Locali, gestito in collaborazione con la Federazione Spagnola dei Comuni e delle Province (FEMP) in qualità di ente collaboratore del Ministero, e dallo stesso Ayuntamiento de Almería.

La Giornata è stata l’occasione per presentare il rapporto VISA – Visión Integral y Simplificada Anual, concepito come strumento di trasparenza, comunicazione pubblica e avvicinamento della gestione municipale alla cittadinanza.

L’Università di Torino ha inoltre presentato la propria metodologia ed esperienza nell’innovazione della comunicazione finanziaria pubblica, mostrando come dati economici e gestionali possano diventare informazione utile, accessibile e orientata alla partecipazione.

Alla giornata di Almería ha infine portato la propria testimonianza la Città di Settimo Torinese, rappresentata da Carmela Vizzari, Assessora al Bilancio e Tributi, Lavoro, Sviluppo Economico, Commercio e Mercati Comunali, e Legalità. Settimo Torinese è intervenuta nella tavola rotonda dedicata a come le pubbliche amministrazioni comunicano azioni, bilanci e risultati alla cittadinanza. La sua presenza ha un valore particolare perché la città ha pubblicato più edizioni del Bilancio POP, confermando la possibilità di trasformare la rendicontazione in una pratica continuativa di dialogo con la comunità.

Il percorso italiano dei Bilanci POP

Il percorso italiano è ormai consolidato: i Bilanci POP di enti pubblici sono oltre 50, grazie al contributo scientifico dell’Università di Torino, che ha dato vita anche a un filone di ricerca internazionale sui temi della trasparenza, della rendicontazione dialogica e dell’innovazione nella governance, in sintesi “POP Accounting”. Il modello si è diffuso tra enti pubblici, imprese, scuole, università e organizzazioni professionali, dimostrando di non essere uno strumento per pochi specialisti, ma un linguaggio nuovo per raccontare il valore pubblico.

Tra le esperienze degli enti pubblici si collocano casi diversi per dimensione, territorio e complessità amministrativa, come Regione Piemonte, Settimo Torinese, Benevento, Castel Maggiore, Massafra e la Città Metropolitana di Milano. Alcune di queste esperienze sono già consolidate, altre sono in corso di redazione a seguito di incarico conferito. Il modello sta inoltre uscendo dal perimetro strettamente pubblico. Anche aziende private, fondazioni, infrastrutture strategiche, ordini professionali ed enti di rappresentanza stanno adottando il Bilancio POP di sostenibilità per raccontare in modo accessibile il valore generato. Tra le esperienze già avviate o in corso figurano OGR Torino, GEIE del Traforo del Monte Bianco, CEIP Piemonte, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e la Cassa Ragionieri. In alcuni casi si tratta di Bilanci POP già realizzati, in altri di percorsi in corso di redazione a seguito di incarico conferito. Il segnale è chiaro: la domanda di rendicontazione accessibile non riguarda più soltanto la pubblica amministrazione, ma attraversa il mondo economico, professionale, culturale, infrastrutturale e previdenziale.

Il caso di Dogliani: superare i confini linguistici

Tra le esperienze più significative vi è anche il comune di Dogliani, che ha pubblicato il proprio Bilancio POP in collaborazione con l’Università di Torino – Dipartimento di Management “Valter Cantino”. Il sito istituzionale del Comune presenta il Bilancio POP come uno strumento di rendicontazione sociale pensato per comprendere obiettivi e risultati dell’amministrazione, rendere conto ai cittadini in modo chiaro, trasparente e accessibile e stimolare un processo decisionale condiviso.

L’elemento di forte impatto è che Dogliani ha reso disponibile anche l’English Bilancio POP Dogliani: un segnale concreto della capacità del modello di superare i confini linguistici e territoriali e di proporsi come strumento europeo di comunicazione pubblica.