ECONOMIA

Cristina Bargero riconfermata Presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese

Martedì 28 aprile, l’Agenzia della Mobilità Piemontese ha rinnovato il proprio Consiglio d’Amministrazione, confermando alla guida, con la carica di Presidente, Cristina Bargero. Sono stati riconfermati i Consiglieri Raffaele Bianco, rappresentante per il bacino della Città metropolitana di Torino, e Davide Gilardino, rappresentante per il bacino del Nord-Est. In Consiglio entrano Giampaolo Lumi, in rappresentanza del bacino Sud-Est, e Davide Sannazzaro, in rappresentanza del bacino Sud.

“Desidero ringraziare tutti gli Enti soci, la Regione Piemonte e la Città di Torino per la fiducia rinnovata, che rappresenta uno stimolo importante per proseguire il lavoro avviato – ha dichiarato la Presidente Cristina Bargero – in questi anni abbiamo costruito un percorso condiviso basato sulla collaborazione tra territori e sull’obiettivo comune di rendere il trasporto pubblico ancora più efficiente e vicino alle persone. Un ringraziamento sincero va ai Consiglieri uscenti per il contributo offerto, e un benvenuto ai nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione: il loro apporto sarà fondamentale per affrontare le sfide che ci attendono, a partire dall’innovazione dei servizi, dalla sostenibilità e dal rafforzamento dell’integrazione del sistema regionale. Continueremo a lavorare in sinergia con la Regione Piemonte e con l’Assessore Marco Cabusi, che ringrazio per il lavoro sinergico di questi anni, con lo stesso metodo e la stessa determinazione l’obiettivo è di consolidare quanto fatto e sviluppare nuove progettualità, capaci di migliorare la mobilità per cittadini e territori”.

Export e imprese, nuovo piano della Regione: 27 milioni per il triennio 2026-2029

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La Regione Piemonte ha avviato il nuovo ciclo dei Progetti integrati di filiera (PIF) per il periodo 2026-2029, con una dotazione complessiva di 27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni stanziati per il triennio precedente. Le piccole e medie imprese piemontesi potranno aderire fino al 21 maggio, rispondendo all’avviso pubblicato sul sito istituzionale.

L’annuncio è arrivato nella giornata in cui il Piemonte ha ospitato, alle OGR Torino, la prima tappa del ciclo nazionale “Obiettivo Export: imprese e territori”, promosso dalla Farnesina, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. L’iniziativa è dedicata al rafforzamento della presenza internazionale delle imprese italiane e allo sviluppo dell’export.

«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026–2029, mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza della Regione Piemonte di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, quali quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione – proseguono Cirio e Tronzano – È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia regionale, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».

I progetti saranno gestiti da Ceipiemonte e sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri. Il programma coinvolge dieci comparti produttivi: automotive e trasporti, aerospazio, agritech e macchinari agricoli, cleantech e green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività previste comprendono la partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, iniziative promozionali e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.

«Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese – aggiungono Cirio e Tronzano – vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorso settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. E’ ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».

Con l’avvio della nuova programmazione, la Regione Piemonte prosegue dunque nella strategia di sostegno all’internazionalizzazione, puntando sulla competitività delle imprese e sulla loro presenza nei mercati globali.

Auto usate in Piemonte: circa 119mila veicoli presentavano un rischio

Torino, Cuneo, Alessandria le province con i volumi più alti di auto a rischio.

L’80% degli utenti CARFAX che hanno controllato la propria auto non era
a conoscenza di tutti i danni rivelati dalla cronologia del veicolo. In
Piemonte, su circa 242.000 auto usate compravendute nel 2025 (fonte
ACI), il 49% presenta almeno un fattore di rischio (ad esempio un
incidente, un danno pregresso, un’incongruenza nella storia di
importazione oppure nel chilometraggio). Torino guida la classifica
provinciale con circa 59.600 veicoli venduti potenzialmente a rischio,
seguita da Cuneo (circa 16.600) e Alessandria (circa 11.700).

Acquistare un’auto usata senza conoscerne la
storia può costare molto più del previsto: l’80% degli utenti italiani
che ha ricevuto un report CARFAX con la storia e le segnalazioni dei
danni ha dichiarato di non essere a conoscenza di quei danni prima di
aver effettuato il controllo targa. Lo rivela una ricerca condotta da
CARFAX, azienda leader internazionale nelle informazioni sulla storia
dei veicoli, su un campione di clienti italiani che avevano effettuato
un controllo targa sulla piattaforma e ricevuto un report che segnala
incidenti o danni.

Un dato che assume una dimensione ancora più concreta declinato sul
Piemonte. Il 49% dei veicoli controllati su carfax.it in tutta Italia
mostrava un rischio _(ad esempio un incidente, un danno pregresso,
un’incongruenza nella storia di importazione oppure nel
chilometraggio)_: applicando questa percentuale alla regione Piemonte
(fonte ACI)[1], si stima che circa 119.000 veicoli potessero nascondere
una storia problematica, forse mai comunicata al compratore.

Il quadro non cambia considerando soltanto le auto coinvolte in
incidenti stradali o altri eventi che hanno causato danni documentati
nel database CARFAX: la percentuale è del 36%, pari a quasi 87.300
veicoli stimati con una storia di danni tra le auto usate compravendute
in Piemonte nel 2025. Il report CARFAX non viene richiesto soltanto al
momento dell’acquisto di un’auto, ma può essere utile anche in altre
fasi della vita del veicolo. Pertanto, rapportando il dato all’intero
parco circolante piemontese (fonte ACI), si stima che oltre 1,5 milioni
di auto presentino almeno un fattore di rischio e che oltre 1,1 milioni
abbiano subito danni o incidenti stradali. Numeri che rendono il
controllo targa non più un optional, ma una necessità concreta per
chiunque si appresti ad acquistare un’auto di seconda mano.

A livello provinciale, è Torino a guidare la classifica piemontese, con
una stima di circa 59.600 veicoli venduti con almeno un fattore di
rischio e circa 43.800 con una storia di danni documentata. Sul fronte
del circolante, si stimano circa 808.000 auto con almeno un rischio e
circa 594.000 con danni. Segue Cuneo, con circa 16.600 veicoli venduti a
rischio e circa 12.200 con danni; nel circolante, circa 213.000 auto a
rischio e circa 157.000 con danni. Al terzo posto Alessandria, con circa
11.700 auto vendute a rischio e circa 8.600 con danni; nel circolante,
circa 145.000 vetture a rischio e circa 106.000 con danni.

Scorrendo la classifica, Novara registra quasi 10.100 veicoli venduti a
rischio e circa 7.400 con danni (nel circolante: circa 125.000 a
rischio), Asti (quasi 6.200 venduti a rischio, circa 4.500 con danni;
nel circolante circa 75.900 a rischio), Biella (oltre 5.400 venduti a
rischio, circa 4.000 con danni; nel circolante circa 64.300 a rischio),
Vercelli (circa 4.800 venduti a rischio, circa 3.500 con danni; nel
circolante circa 60.400 a rischio) e infine Verbano Cusio Ossola, che
registra comunque quasi 4.400 veicoli venduti a rischio e circa 53.600
auto a rischio nel circolante. In ogni provincia la quota di auto usate
con almeno un elemento di rischio si conferma vicina a una su due: un
dato che rende il controllo targa un passaggio imprescindibile, a
prescindere dalla dimensione del mercato locale.

“In un momento in cui il mercato dell’auto usata riveste un ruolo
sempre più centrale per il settore automotive, la verifica dello
storico del veicolo rappresenta una tutela concreta per chi acquista –
commenta Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di
CARFAX. Quando si acquista un’auto usata, è possibile imbattersi in
veicoli con diversi elementi di rischio, che vanno dal chilometraggio
non corretto ai danni subiti in passato. In questo contesto, richiedere
un report CARFAX può aiutare gli automobilisti italiani ad affrontare
l’acquisto con maggiore serenità. Non si tratta necessariamente di una
volontà di omissione da parte dei venditori: spesso anche loro non
dispongono di tutte le informazioni sulla storia del veicolo. In questo
senso, CARFAX non solo supporta l’acquirente, ma rappresenta anche un
valido strumento per i dealer, contribuendo a rendere il mercato più
trasparente ed equilibrato.”

 

CS

Fungo di Ceva e Trifola di Murisengo, due nuove fiere internazionali

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L’ultimo aggiornamento delle manifestazioni fieristiche 2026 in Piemonte vede promosse da nazionali a internazionali la Mostra del Fungo di Ceva, a Cuneo dal 15 al 28 settembre, e la Trifola di Murisengo Monferrato, ad Alessandria il 15 e 22 novembre. Viene riconosciuta la qualifica di manifestazione nazionale e due new entry, che sono Bra’s, il festival della salsiccia, del formaggio, pane e riso di Bra, dal 17 al 20 settembre, e Amts Auto Moto Turin Show, a Torino dal 27 al 29 marzo. Salgono da regionale a nazionale “Un borgo di cioccolato”, di Borgo San Dalmazzo (7-8 marzo), Fungo in festa di Giaveno, 11 ottobre, la Fiera agricola di Oleggio, il 1⁰ maggio, la Fiera della zucca di Piozzo, il 3 e 4 ottobre. Sale da interesse locale a rilevanza regionale la Fiera del porro di Cervere, dal 7 al 22 novembre, mentre sono due i nuovi ingressi nel campo regionale: la Fiera del miele di Montezemolo, il 4 e 5 luglio, e Casale Comics & Games di Casale Monferrato, dal 29 al 31 maggio.

“Fiere e sagre in Piemonte sono un fortissimo veicolo di promozione agroalimentare – spiega l’Assessore al Commercio, Agricoltura, Cibo, Turismo, Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni – perché rappresentano un momento di contatto a km 0 fra produttori e consumatori, perché valorizzano un rapporto indissolubile fra un territorio, le sue tradizioni e specificità, e per questo possiedono un grande potenziale di visibilità e attrazione turistica. Quest’anno la Mostra del Fungo di Ceva e la Trifola di Murisengo Monferrato hanno conquistato la Palma di Fiere internazionali per la loro capacità, attestata nel tempo, di richiamare turismo e appassionati al di fuori dei confini nazionali. Alla ribalta nazionale salgono ‘Un borgo di cioccolato’, di Borgo San Dalmazzo, Fungo in festa di Giaveno, Fiera della zucca di Piozzo e la Fiera agricola di Oleggio, che hanno saputo mobilitare grandi numeri e legare in modo visibile territorio e prodotto. Oltre al settore agroalimentare spiccano le nuove attribuzioni per l’Auto Moto Turin Show, che rinnova il legame secolare fra la capitale del Piemonte e l’automotive, e un’altra passione capace di muovere un grande indotto turistico come quella dei fumetti e dei game, che trova a Casale Monferrato un appuntamento imperdibile”.

Sono gli uffici dell’Assessorato al Commercio della Regione Piemonte, dietro verifica dei requisiti di legge, a qualificare ogni Fiera. L’iscrizione al calendario regionale delle manifestazioni fieristiche è la condizione necessaria per accedere ai contributi regionali, infatti la qualifica di ‘manifestazione fieristica internazionale’ dà la possibilità di accedere ai bandi regionali a sostegno dei grandi eventi, offrendo un punteggio nel bando dell’Assessorato al Turismo tra gli eventi di interesse turistico. Il calendario fieristico del Piemonte è molto ricco e conta, nel 2026, 10 manifestazioni fieristiche internazionali, 48 nazionali, 50 regionali, 140 locali, a cui si aggiungono 247 sagre e fiere mercato regionali, che offrono delle occasioni di svago e turismo diversificate.

Mara Martellotta

Gruppo di lavoro sul trasporto pubblico piemontese

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In seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta oggi da Nadia Conticelli è stato istituito il gruppo di lavoro sul sistema dei trasporti e del trasporto pubblico locale (TPL) coordinato appunto dalla vicepresidente Conticelli.

Il gruppo di lavoro approfondirà i temi del trasporto pubblico, su ferro e su gomma, attraverso specifiche audizioni dei soggetti coinvolti, dai comitati pendolari, ai sindacati, alle Province e all’Agenzia per la Mobilità. Lo scopo è predisporre una relazione finale che sarà presentata al Consiglio e alla Giunta, un quadro chiaro e il più possibile completo dai punti di forza alle carenze e alle potenzialità da sviluppare.

In precedenza, la seduta ordinaria aveva svolto l’audizione dell’Agenzia della mobilità piemontese in merito alla nuova linea ferroviaria Avigliana – Orbassano.

“Stiamo lavorando per un ulteriore rafforzamento, nei prossimi anni, dell’integrazione tra Valle di Susa e area metropolitana torinese”. Questa è l’evoluzione, illustrata dal direttore dell’Agenzia Cesare Paonessa nel corso dell’audizione, del servizio ferroviario in Valle di Susa sulla linea storica. Il riferimento è alla linea SFM3.

In particolare, è prevista l’attivazione di due nuove fermate in ambito metropolitano, a Buttigliera Alta–Ferriera e nella nuova stazione di Torino San Paolo, quest’ultima integrata anche con la linea SFM5, al fine di migliorare l’interconnessione tra le diverse direttrici del Servizio Ferroviario Metropolitano; ci sarà anche il prolungamento della Torino-Bardonecchia fino all’Aeroporto di Caselle, per rafforzare l’accessibilità aeroportuale su ferro dell’intera valle.

Si prevede anche di incrementare i treni sulla Torino-Avigliana. Si pensa anche di migliorare la cooperazione transfrontaliera Italia – Francia, attivando una vera e propria “metropolitana di valle” partendo dal collegamento tra Avigliana e Saint Jean de Maurienne, fino ad arrivare all’aeroporto di Caselle”.

Nel corso dei lavori sono intervenuti per chiarimenti la stessa Conticelli (Pd) e la richiedente dell’audizione, Alice Ravinale (Avs).

Ufficio Stampa CRP

Torino si prepara ad accogliere turisti per il ponte del 1⁰ maggio. Le previsioni di Federalberghi

Torino si prepara a un ponte del 1⁰ maggio molto positivo per il comparto turistico ricettivo: secondo le prime rivelazioni di Federalberghi Torino, l’occupazione delle camere potrebbe attestarsi a consuntivo tra l’80 e l’85%, con un risultato in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il calendario offriva un giorno in più di vacanza. L’andamento conferma la solidità della domanda verso la destinazione  e la continuità del trend positivo registrato negli ultimi anni in occasione dei ponti primaverili. A incidere sul risultato, è una combinazione di elementi favorevoli, quali il meteo stabile, l’attrattività della città, il match domenicale della Juventus e la diffusione del “City Break”, una modalità di viaggio che si è consolidata negli ultimi anni, che premia le destinazioni urbane. L’incremento rispetto allo scorso anno è favorito dalla maggiore distanza temporale tra il pinte di Pasqua e quello del 1⁰ maggio, e dall’assenze di un weekend lungo in occasione della Festa della Liberazione.

“I dati che stiamo registrando in vista del 1⁰ maggio sono molto positivi, e rappresentano una conferma del prezioso lavoro sinergico svolto in questi anni dal sistema turistico ricettivo torinese. Dalle istituzioni pubbliche e dagli steak-holders per accrescere l’attrattività della destinazione – ha dichiarato Fabio Borio, Presidente di Federalberghi Torino – è un risultato che premia l’impegno quotidiano degli operatori e la qualità che la città è in grado di offrire in ogni periodo dell’anno. In un contesto internazionale che rimane complesso, non osserviamo ripercussioni dirette sui flussi turistici, e possiamo ipotizzare che i turisti, soprattutto italiani, stiano orientando le proprie scelte su un turismo interno. Torino, con la sua capacità di accogliere pubblici diversi e con la sua offerta culturale continua a presentarsi come una destinazione solida e appetibile”.

Prezzi su, consumi in calo: la sfida energetica del Piemonte

Energia in Piemonte: prezzi in aumento, ma forniture stabili

Non si registrano criticità nell’approvvigionamento energetico in Piemonte. È quanto emerso dalla relazione presentata in Consiglio regionale dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, che ha annunciato anche un prossimo incontro con Eni, previsto per il 7 maggio, per discutere strategie energetiche e attività estrattive nel Novarese.

Secondo i dati illustrati, oltre il 52% dei consumi regionali dipende dal gas naturale, rendendo il territorio particolarmente sensibile all’aumento dei prezzi. Parallelamente, però, si evidenzia una crescita della produzione elettrica e un rafforzamento del contributo delle fonti rinnovabili: nel 2024 il Piemonte ha prodotto più energia di quanta ne abbia consumata, con il 46% derivante da idroelettrico e fotovoltaico. Attualmente, circa il 20% dei consumi energetici complessivi (elettrici e termici) è coperto da fonti rinnovabili.

Sul fronte dei carburanti, il gasolio resta il più utilizzato, rappresentando il 63% delle vendite totali nel 2024 e impiegato prevalentemente nel settore dei trasporti. Nonostante una recente flessione dei consumi, il comparto risente fortemente dell’aumento dei prezzi, con ricadute sull’intero sistema produttivo e sui consumatori.

Per affrontare le sfide del mercato energetico e favorire la transizione, la Regione ha avviato diverse iniziative. Tra queste, la proposta di istituire un’Unità di monitoraggio energetico regionale per analizzare consumi, fabbisogni e criticità nei settori più sensibili, come trasporti e logistica. Si punta inoltre a incentivare l’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili, in particolare attraverso il fotovoltaico e le Comunità energetiche.

Il Piemonte si distingue a livello nazionale proprio per la diffusione dell’autoconsumo: la potenza installata nelle Comunità energetiche supera del 25% la media nazionale. Tra le soluzioni in fase di sviluppo figurano anche l’agrivoltaico, le bioenergie e la produzione di biocarburanti da scarti agricoli e forestali.

Restano tuttavia alcune criticità, tra cui la necessità di un maggiore coordinamento tra politiche, più investimenti, tempi di realizzazione più rapidi e l’adeguamento delle infrastrutture. L’obiettivo della strategia regionale è raggiungere la neutralità tecnologica attraverso la decarbonizzazione, con emissioni zero e un mix energetico basato su rinnovabili e biocarburanti, anche in collaborazione con il Politecnico.

Nel dibattito finale, alcuni consiglieri di opposizione hanno evidenziato l’assenza di una visione di lungo periodo e la necessità di rafforzare gli investimenti nelle rinnovabili. Altri interventi hanno sollevato temi come il possibile ritorno al carbone e allo sfruttamento di risorse petrolifere locali, oltre a richieste di chiarimenti sul futuro dell’aeroporto di Caselle e sull’eventuale ruolo dell’energia nucleare.

“Lavoro dignitoso”, il tema del Primo Maggio 2026: corteo e comizio in piazza Castello

 

“Lavoro dignitoso”: questo il tema al centro della manifestazione organizzata da CGIL CISL UIL per celebrare la Festa dei Lavoratori 2026.

Anche quest’anno a Torino, venerdì 1° maggio, si terrà il tradizionale corteo, con ritrovo alle 9 in Corso Cairoli (angolo Corso Vittorio Emanuele II) e comizio conclusivo in Piazza Castello.

Nel contesto attuale, caratterizzato da lavoro precario, sottopagato e insicuro – in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e mentre l’intelligenza artificiale non è ancora governata da regole condivise e contrattate – Cgil, Cisl, Uil ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro. Per farlo è necessario garantire nuovi diritti e nuove tutele, dare valore alla contrattazione, tutelare la dignità delle persone, assicurare la qualità dell’occupazione ed il ruolo democratico di relazioni industriali e rappresentanza.

“Il lavoro e Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – sono intimamente connesse dal punto di vista della vocazione della città e sappiamo bene quanto il lavoro sia un tema cruciale anche per dare futuro e speranza ai nostri giovani. C’è una grande emergenza italiana, quella del cosiddetto lavoro povero, cioè del lavoro che magari c’è, che fa alzare le statistiche degli occupati a livello nazionale, ma che per questioni salariali, invece, non permette alla gente di vivere in maniera dignitosa e ai giovani di programmare il proprio il proprio futuro. Mi sembra davvero un elemento – conclude – su cui occorra una riflessione collettiva così come per il salario minimo, che io credo davvero debba essere introdotto nel nostro sistema”.

Priorità da cui ripartire, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione.

“Il contrasto al dumping contrattuale e agli squilibri retributivi è oggi una condizione indispensabile per difendere i diritti, la qualità del lavoro e la coesione sociale – ha sottolineato la vicesindaca della Città di Torino, con delega al Lavoro, Michela Favaro, presente alla conferenza stampa -. In questa direzione va anche il Protocollo sulla sicurezza e la legalità negli appalti pubblici e nei subappalti, sottoscritto il 24 marzo scorso dalla Città di Torino insieme alle organizzazioni sindacali. Un atto concreto che afferma con chiarezza un principio per noi irrinunciabile: non può esistere lavoro senza sicurezza, legalità e rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali. Contrastare il dumping contrattuale, limitare i subappalti a cascata, rafforzare i controlli e tutelare la continuità occupazionale sono condizioni essenziali di uno sviluppo giusto, sano e rispettoso delle persone che lavorano”.

La manifestazione torinese, partecipata da lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, delegate e delegati, partirà da Corso Cairoli per percorre Lungo Po Armando Diaz, Piazza Vittorio Veneto, via Po e giungere alle ore 11:00 in piazza Castello, dove si terrà il comizio conclusivo del segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Giuseppe Filippone, a nome di Cgil Cisl Uil provinciali.

Sul palco, prima dell’intervento finale, prenderà la parola il sindaco Stefano Lo Russo. A seguire gli interventi di Elena Adamo, responsabile GiOC (Gioventù Operaia Cristiana), Enrico Francia, rider di Deliveroo e Just Eat, delegato NIdil (CGIL), Lucia Tiani, delegata call center Covisian, per FISTEL (CISL) e Gianluca Rindone, delegato Carrozzerie Stellantis per UILM (UIL).

TorinoClick

 

Erica Maggiora, l’impresa della memoria: quando la famiglia diventa futuro

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Gli insegnamenti della mamma Elena e di Gualtiero Marchesi sono sempre stati il cuore del percorso della chef

Erica Maggiora, chef, docente e imprenditrice piemontese, e’ oggi impegnata in un progetto che intreccia memoria familiare, cultura gastronomica e visione contemporanea.

La sua formazione è precoce e solida: a soli diciannove anni consegue il diploma di Cordon Bleu, per poi affinare tecnica e sensibilità accanto a maestri della cucina italiana. Nel 1999 apre a Rivoli la sede della Scuola d’Arte Culinaria La Maggiorana, fondata nel 1973 dalla madre Elena, trasformandola in uno spazio dinamico in cui didattica, ricerca ed esperienza convivono. Qui la cucina non è solo tecnica, ma linguaggio culturale, occasione di incontro e sperimentazione.

Oggi, però, il cuore del suo lavoro è un altro: il recupero dello storico Biscottificio Maggiora, fondato dal nonno Ermenegildo e per lungo tempo simbolo dell’eccellenza dolciaria piemontese. Una storia interrotta bruscamente dopo la cessione al gruppo Venchi Unica e il coinvolgimento nel crack finanziario legato a Michele Sindona. Da allora, per oltre quarant’anni, il marchio è rimasto sospeso, privato della sua identità.

La riattivazione non nasce da una strategia commerciale, ma da una presa di coscienza. “È stato un percorso”, racconta la Maggiora. “Determinante è stata la tesi di una studentessa della Bocconi dedicata proprio al Biscottificio: un segnale inatteso che ha riacceso l’attenzione su un patrimonio dimenticato. Da lì prende forma un lavoro lungo e meticoloso: recupero degli archivi, studio delle ricette storiche, ricerca delle iconiche scatole di latta, fino alla costruzione di una nuova identità capace di dialogare con il presente”. Non si tratta semplicemente di rimettere in elaborazione dei prodotti, ma di restituire un’anima. Nasce così il marchio E. Maggiora, che richiama le iniziali del fondatore e segna una nuova fase, in cui tradizione e contemporaneità trovano un equilibrio.

Il momento decisivo arriva durante la pandemia, quando il progetto prende forma concreta con il panettone. Non solo un prodotto, ma un simbolo di rinascita. Il packaging, ispirato all’Art Déco, è realizzato a mano a Torino con materiali riciclati e rifinito con una passamaneria preziosa, a sottolineare una precisa idea di qualità e cura. La distribuzione avviene inizialmente fuori dai canali tradizionali, grazie a una rete costruita negli anni attraverso la scuola. Il riscontro è immediato e supera i confini nazionali, con richieste da Stati Uniti, Canada e Australia, a cui si affiancano altre specialità come biscotti e cioccolato. Il controllo sulla qualità e’ il cuore di tutto e anche quando la produzione è affidata a laboratori esterni, ogni ricetta viene seguita con attenzione. “Ogni prodotto deve essere il risultato di studio e ricerca” sottolinea la chef. Un principio che guida anche la scuola, evolutasi nel tempo per rispondere ai cambiamenti sociali: meno tempo a disposizione, nuove esigenze alimentari, maggiore attenzione al benessere. Nascono così formule più snelle, come “Note nel Parco”, che uniscono cucina, musica e divulgazione nutrizionale. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’esposizione mediatica del cibo, la posizione di Maggiora è chiara: “ Tutto e’ diventato quasi prêt-à-porter. Io, al contrario, continuo a credere nel tempo e nella progettazione”. Una scelta controcorrente, che si riflette anche nella cura artigianale del dettaglio, dal disegno delle forme alla costruzione dei sapori.

Il percorso non è stato privo di ostacoli, soprattutto in un settore storicamente maschile. Ma la qualità del lavoro e la coerenza nel tempo hanno costruito una credibilità solida, trasformando le difficoltà iniziali in una forma di rivalsa professionale. Oggi Erica Maggiora continua a muoversi tra impresa, didattica e ricerca con una sfida precisa: innovare senza tradire le radici, un equilibrio delicato, che guarda al futuro, rappresentato anche dalle figlie Carolina e Camilla già coinvolte nei progetti di famiglia. Più che un’operazione di rilancio, la sua è una riflessione sul valore della memoria, perché alcune storie non chiedono di essere conservate, ma di tornare a vivere.

 Maria La Barbera

Fondazione CRT, il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro

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Avanzo di 208,7 milioni e posizione finanziaria netta a 979 milioni. In crescita i proventi da partecipazioni, rafforzato il fondo di stabilizzazione delle erogazioni
 Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione CRT ha approvato all’unanimità dei presenti il bilancio consuntivo 2025, predisposto dal Consiglio di Amministrazione con il parere favorevole del Collegio Sindacale e della società di revisione.
L’esercizio 2025 conferma un quadro di solidità patrimoniale e finanziaria. L’avanzo si attesta a 208,7 milioni di euro, mentre il patrimonio netto raggiunge 2,85 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto al 2024.
La posizione finanziaria netta raggiunge i 979 milioni di euro, sostenuta da flussi cedolari robusti e da una gestione attiva della liquidità e del portafoglio obbligazionario.
Positivo e diversificato il contributo delle partecipazioni: i proventi cedolari complessivi ammontano a 233,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 219,7 milioni del 2024. Il risultato riflette un flusso di dividendi in crescita derivante dalle partecipazioni strategiche in portafoglio, all’interno del quale si conferma il contributo della banca conferitaria UniCredit e della partecipazione in Assicurazioni Generali.
La gestione attenta e prudente del nostro patrimonio, sia attraverso partecipazioni solide sia grazie a un portafoglio ben diversificato ed efficiente, ci permette di garantire continuità e stabilità alla nostra azione. In un contesto complesso come quello attuale, in cui il ruolo delle Fondazioni è sempre più determinante, la Fondazione CRT conferma il proprio impegno nella filantropia moderna, mettendo risorse concrete al servizio dello sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio e rispondendo in modo tempestivo alle esigenze del momento” ha dichiarato Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT.
Prosegue, inoltre, il rafforzamento degli strumenti a supporto dell’attività istituzionale. Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni raggiunge 198,4 milioni di euro, in crescita del 5,9%, consolidando la capacità della Fondazione di assicurare continuità e programmazione degli interventi sul territorio.
Al risultato contribuiscono il controllo dei costi operativi e un’attenta gestione delle leve fiscali.
Nel corso del 2025 la Fondazione CRT ha dunque destinato 80,8 milioni di euro a oltre 1.500 progetti e iniziative in Piemonte e Valle d’Aosta, affiancati da risorse per progetti straordinari per oltre 118 milioni di euro. Gli ottimi risultati della gestione hanno consentito di mettere fin d’ora a disposizione per l’attività istituzionale 2026 risorse pari a 120 milioni di euro.