ECONOMIA

Terra Madre torna nel cuore di Torino: biodiversità protagonista per i 40 anni di Slow Food

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Dal 24 al 27 settembre il centro di Torino ospiterà la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, che quest’anno celebra i 40 anni di Slow Food nel ricordo del fondatore Carlo Petrini. Tema centrale sarà la biodiversità, sintetizzata nel claim “Biodiversity – Be Diversity”.

La manifestazione, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, si svilupperà lungo un percorso che da piazza Carlo Felice attraverserà via Roma, piazza San Carlo, piazza Castello e altre aree del centro fino a piazza Vittorio Veneto. Una scelta pensata per portare produttori, comunità e “custodi della biodiversità” direttamente nel cuore della città.

I numeri confermano le dimensioni internazionali dell’appuntamento: oltre 1.500 delegati provenienti da 120 Paesi, più di 600 espositori, oltre 130 Presìdi Slow Food e circa mille eventi, tra cui 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto e più di 60 pranzi e cene. Saranno presenti anche oltre 50 cuochi, mentre più di 90 realtà torinesi parteciperanno al programma Terra Madre Off.

Nessun visitatore dovrà tornare a casa senza aver compreso il valore della biodiversità e la necessità, sempre più urgente, di salvarla”, ha ricordato Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia, richiamando le indicazioni lasciate da Carlo Petrini per l’edizione del quarantennale.

Regione Piemonte e Città di Torino sottolineano anche il valore economico e turistico della manifestazione, capace di richiamare migliaia di visitatori e di coinvolgere alberghi, ristoranti e attività commerciali.

Al centro di Terra Madre resteranno il grande Mercato, i Presìdi e i prodotti dell’Arca del Gusto, insieme a incontri dedicati ad agricoltura, sostenibilità, politiche alimentari e giustizia sociale. Tra gli ospiti annunciati figurano Alice Waters, Satish Kumar, Raj Patel, Eric Schlosser, Lella Costa, Massimo Montanari, Moni Ovadia, Paolo Hendel e Fulvio Marino.

L’edizione 2026 ricorda inoltre i 30 anni dalla nascita del Salone del Gusto: una mostra fotografica sotto i portici di via Po ripercorrerà attraverso immagini e gigantografie la storia della manifestazione e alcuni dei progetti più significativi sviluppati da Slow Food.

Nuovo piano regolatore: CIA Agricoltori delle Alpi soddisfatta 

“Esprimiamo soddisfazione per la sensibilità dimostrata dalla Città di Torino nei confronti delle nostre osservazioni al nuovo piano regolatore generale e soprattutto per il sostanziale accoglimento dell’impostazione che avevamo proposto per valorizzare il ruolo dell’agricoltura urbana – dichiara Luigi Andreis, direttore provinciale di CIA Agricoltori delle Alpi, commentando le determinazioni del Comune sulle dieci osservazioni presentate dall’organizzazione in materia di attività agricole”.

“Avevamo chiesto – sottolinea Andreis – che il nuovo Prg non considerasse l’agricoltura solo come elemento paesaggistico e ambientale, ma come una vera e propria componente produttiva della città capace di contribuire al sistema del cibo locale, alla sostenibilità, alla resilienza climatica, alla multifunzionalità e alla vitalità economica del territorio. La risposta del Comune va in questa direzione, e riconosce in larga misura la validità delle nostre proposte”.

Tra i punti principali figurano il riconoscimento dell’agricoltura urbana, professionale, come componente del sistema alimentare cittadino, insieme alla valorizzazione dell’agricoltura multifunzionale quale criterio per l’attività del parco agrario urbano. Il Comune ha inoltre accolto le richiesta di una disciplina più chiara per le colture protette, come serre e tunnel, e per le strutture altamente funzionali al ciclo produttivo agricolo, distinguendosi dalle attività logistiche estranee al settore. Sono stati riconosciuti anche l’allevamento non intensivo, il pascolo e la fienagione quali componenti dell’agricoltura urbana multifunzionale e della rete agricola ed ecosistemica. Per quanto riguarda l’agrivoltaico avanzato è stato condiviso il principio dell’integrazione, tra produzione agricola ed energia da fonti rinnovabili.

“È importante – conclude Andreis – che il Comune abbia riconosciuto la necessità di rafforzare la dimensione produttiva e multifunzionale dell’agricoltura urbana. Nelle determinazioni troviamo accolti elementi per noi fondamentali, dalle colture protette alle strutture funzionali al ciclo produttivo, dall’allevamento non intensivo al pascolo e alla fienagione, fino al riconoscimento dell’agricoltura multifunzionale e del suo ruolo nel sistema alimentare della città. È un segnale d’attenzione che apprezziamo e che dimostra come il confronto con le organizzazioni agricole possa contribuire a costruire un Prg più aderente alle esigenze delle imprese e più coerente con i concetti di sostenibilità e valorizzazione del territorio”.

Mara Martellotta

Terra Madre: “Convivium. Dal ferro al cibo”

In occasione di Terra Madre Salone del Gusto dal 24 al 27 settembre prossimi

Martedì 15 settembre alle 13, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, nell’atrio di Palazzo Lascaris si inaugura la mostra dal titolo “Convivium. Dal ferro al cibo”, in collaborazione con l’associazione Prometheus di Dronero, in provincia di Cuneo
L’esposizione è  composta da venti pannelli, uno per Regione, e presenta  i presidi di Slow Food e le eccellenze enogastronomiche del territorio, associandoli alle tecniche agricole tradizionali di coltivazione e, in particolare, alle zappe in ferro forgiato.

La mostra sarà esposta dal 24 al 29 settembre con ingresso gratuito e fruibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 accedendo a Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15 a Torino.

MM

Wizz Air scommette su Torino: nuova base, 23 rotte e 80 posti di lavoro

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Wizz Air apre ufficialmente la propria base all’aeroporto di Torino-Caselle. Da oggi, 14 settembre, entra in servizio il primo Airbus A321neo stabilmente assegnato allo scalo piemontese, mentre un secondo velivolo arriverà il 25 ottobre. Torino diventa così la settima base italiana della compagnia.

L’operazione amplia in modo significativo la presenza del vettore in Piemonte. Nel corso dell’anno Wizz Air prevede di mettere in vendita da Torino circa 1,3 milioni di posti, mentre la presenza dei due aeromobili dovrebbe generare 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 nell’indotto.

Con l’apertura della base cresce anche la rete dei collegamenti, che arriverà complessivamente a 23 rotte verso 10 Paesi, con 18 destinazioni internazionali e cinque nazionali.

Sono dieci le nuove rotte annunciate. Da oggi partono i collegamenti con Barcellona, con 11 frequenze settimanali, Bilbao, tre volte alla settimana, e Roma Fiumicino, con 11 voli settimanali. Dal 15 settembre sarà la volta di Valencia, con quattro frequenze.

Il programma proseguirà il 25 ottobre con Lamezia Terme, cinque voli alla settimana, e Madrid, quattro; il giorno successivo debutterà Malaga, con tre collegamenti settimanali. Sharm el Sheikh sarà servita dal 27 ottobre con due voli alla settimana, mentre Napoli entrerà nel network dal 1° dicembre con un collegamento giornaliero. Dal 18 dicembre partiranno infine i voli per Suceava, due volte alla settimana.

A queste destinazioni si aggiungeranno dal 16 gennaio 2027 quattro rotte invernali del sabato verso Breslavia, Danzica, Katowice e Praga. Restano inoltre operativi i collegamenti già presenti con Bucarest, Budapest, Catania, Chisinau, Iasi, Londra Luton, Palermo, Tirana e Varsavia.

L’intesa tra la compagnia e Torino Airport rafforza un rapporto iniziato nel 2004 e punta ad aumentare sia i collegamenti internazionali sia quelli tra il Nord-Ovest e il resto d’Italia.

Oggi trasformiamo in realtà un progetto su cui lavoriamo da mesi e che rappresenta un passo strategico di grande importanza per Wizz Air, per Torino e per tutto il Piemonte”, ha dichiarato Mauro Peneda, Managing Director di Wizz Air Malta. “L’arrivo dei primi due aeromobili basati a Torino a distanza di poche settimane segna l’inizio di una nuova fase di crescita. In questi mesi abbiamo ulteriormente ampliato il nostro progetto, aggiungendo continuamente nuove destinazioni a un network già significativamente rafforzato. Oggi Torino è ancora più vicina all’Europa e l’Europa è ancora più vicina a Torino. Vogliamo continuare a offrire ai nostri passeggeri una rete sempre più ampia, con tariffe accessibili e ultra-competitive, contribuendo allo stesso tempo a rendere il Piemonte sempre più connesso, dinamico e competitivo. Let’s WIZZ, Torino!

Soddisfazione anche da parte della società di gestione dello scalo. “Accogliamo con grande soddisfazione l’avvio della nuova base Wizz Air, che amplia in modo importante le possibilità di viaggio da Torino. Con 23 rotte, i passeggeri possono scegliere tra grandi città e capitali europee, mete per le vacanze e destinazioni italiane, con numerosi voli e prezzi accessibili. Sarà quindi più facile e conveniente partire da Torino, sia per una vacanza sia per un viaggio di lavoro. La nuova base rende il nostro aeroporto più competitivo, offrendo a Torino e al Piemonte collegamenti diretti verso un numero sempre maggiore di destinazioni”, ha dichiarato Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport.

I collegamenti della base saranno effettuati con Airbus A321neo. L’investimento torinese rientra nel piano di sviluppo italiano di Wizz Air, che nel 2025 ha trasportato nel Paese oltre 21 milioni di passeggeri, l’8% in più rispetto all’anno precedente, e dispone di 46 aeromobili basati in Italia.

In occasione dell’inaugurazione, il 14 e 15 settembre Wizz Air applica uno sconto del 15% su una selezione di voli da e per Torino per viaggi compresi tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Anche Torino Airport accompagna l’avvio della nuova base con una promozione: fino al 15 settembre è previsto uno sconto del 50% sui parcheggi ufficiali acquistati attraverso i canali diretti dello scalo.

Export piemontese, la crisi in Medio Oriente pesa sulle piccole imprese

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Le tensioni in Medio Oriente si fanno sentire anche sull’economia piemontese. Tra marzo e giugno 2026, nei quattro mesi di guerra, le esportazioni regionali verso l’area mediorientale nei comparti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese sono diminuite del 22%.

La contrazione registrata in Piemonte risulta superiore a quella della Lombardia (-12,5%) e dell’Emilia-Romagna (-19,9%), mentre la Toscana presenta una flessione ancora maggiore, pari al 28,5%.

Tra i settori maggiormente interessati figurano macchinari, apparecchiature elettriche, metallurgia, mobili, pelle e altre produzioni manifatturiere. Particolarmente delicata la situazione sui mercati del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrein, diventati negli ultimi anni destinazioni importanti per numerosi prodotti italiani ad alto valore aggiunto.

«I dati ci dicono che per il Piemonte non siamo davanti a una semplice frenata congiunturale: la geopolitica sta entrando direttamente nelle nostre filiere produttive», afferma Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, sottolineando le difficoltà delle piccole aziende alle prese contemporaneamente con minore domanda, costi energetici e crescente incertezza.

Il problema riguarda l’intero Paese. Nei comparti manifatturieri con maggiore presenza di MPI, l’export italiano verso il Medio Oriente ha raggiunto 7,7 miliardi di euro nei dodici mesi terminati a giugno 2026, ma nel periodo marzo-giugno è arretrato del 17,3%. A soffrire maggiormente è la moda (-33,7%), con pelletteria e prodotti in pelle a -44,1%. In calo anche mobili (-14,4%) e alimentare (-7,7%), mentre i prodotti in metallo crescono del 2,3%.

Secondo Felici, la risposta deve passare anche attraverso una maggiore diversificazione delle destinazioni commerciali, senza abbandonare il Medio Oriente: «Differenziare non significa rinunciare ai mercati mediorientali, ma rafforzare la capacità di presidiare più destinazioni, riducendo la vulnerabilità alle crisi geopolitiche e creando nuove opportunità per il Made in Piemonte».

Fino a domenica “Artigianato del Pinerolese”

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Da giovedì 10 a domenica 13 settembre , Pinerolo ospita la cinquantesima edizione di “Artigianato del Pinerolese”, una rassegna che racconta cinquant’anni di storia attraverso mani che creano, persone che tramandano un mestiere e comunità che cambiano senza perdere la propria identità. Si tratta di un appuntamento rappresentativo del territorio che, quest’anno, sceglie di festeggiare anche i duecento anni dalla nascita della fotografia attraverso il progetto “Scatti. Istanti di storie. 50 anni di Artigianato, 200 anni di Fotografia”, un percorso che parte dal primo scatto realizzato da Nicéphore Niépce nel 1826 fino agli smartphone di oggi. In questi dieci lustri di manifestazione, l’artigianato ha saputo documentare l’evoluzione della società, dei mestieri, delle tecniche produttive e delle relazioni umane, conservando però intatti i valori che lo caratterizzano: creatività, competenza, passione e capacità di innovare. Per questo motivo, l’edizione del cinquantenario intende trasformare Pinerolo in una grande galleria fotografica a cielo aperto. Il centro storico ospiterà 30 mostre fotografiche e artistiche, distribuite tra piazze, cortili, musei, portici e spazi espositivi, anche in luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. Un percorso che accompagnerà cittadini e visitatori attraverso linguaggi e sensibilità differenti, intrecciando fotografia d’autore, memoria storica, arte contemporanea, reportage, paesaggio e racconto sociale. Tra i principali progetti espositivi spiccano “L’arte della fotografia – 200 anni”, che ripercorre la storia della fotografia con documenti storici, immagini provenienti da archivi fotografici, laboratori di camera oscura e sala posa; “Becoming Climate”, il progetto internazionale di World Press Photo dedicato ai cambiamenti climatici ospitato alla Cavallerizza Caprilli; “Life in Trenches – Vita nelle Trincee”, con le immagini della Grande Guerra al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria; “Album di Famiglia”, con le fotografie dell’Archivio dell’Associazione Culturale Valdese Ettore Serafino; “Torino 4×4. Fotografie per una nuova era”, progetto che restituisce il volto degli artigiani pinerolesi attraverso gli scatti realizzati da Remo Caffaro tra il 1978 e il 1988. I temi dedicati al territorio, alla memoria collettiva e all’arte contemporanea troveranno spazio nelle mostre “Pinerolo… Altri sguardi”, “Interferenze”, “Gli Eterni Contemporanei”, “Neve”, “Acqua”, “Lettere di un paesaggio”, “Respirare con gli occhi”, “Sono solo un fotografo (Una questione di luce)”, e ancora “Abitare l’aria”, “Flash Room”, “Eterni contemporanei, in evoluzione: Giotto”, “Ferite Bianche”, “Le stagioni della montagna” e “Biforcazioni”. I temi della montagna, della scienza e della fotografia di guerra saranno invece al centro degli incontri con Nives Meroi, Valerio Minato, Fabio Bucciarelli ed Emanuele Pasquet. Sabato 12 settembre, in occasione del centenario della sezione CAI di Pinerolo, si esibiranno cori e bande musicali locali. La moda sarà protagonista al Teatro Sociale, con “Rivèlati – Atto unico. Moda, movimento e trasformazione”, una performance che intreccia moda, movimento e arti performative, e con la Torino Fashion Week – “Scatti. Istanti di moda in passerella”. Anche quest’anno tornerà “Pinerolo Botteghe Aperte”, un progetto coordinato CNA Torino e Nodo Concept Space, che porterà artigiani e artisti selezionati attraverso una call negli spazi di Nodo e in piazza San Donato. Il pubblico potrà assistere alle lavorazioni dal vivo e partecipare a una proposta di 9 workshop artistico-artigianali, dalla sartoria all’upcycling, dal ricamo alla fotografia, dall’illustrazione alla tessitura e alla lavorazione della carta. I laboratori, realizzati con il supporto di Turismo Torino e Provincia, sono dedicati a diverse fasce d’età e livelli di esperienza. A questo si affiancheranno gli espositori di Mani Creative, collocati tra piazza Facta, via Savoia, via Duomo e via Trento, il Fab Lab Pinerolo, dove stampa 3D e fotografia si incontreranno per dare forma tridimensionale alle immagini, e le attività dedicate alle piccole e medie imprese in piazza Cavour, luogo di incontro innovazione, servizi, aziende e artigianato. Sono previste attività per le famiglie con bambini grazie ad Artigianato Kids, che avrà luogo nel cortile del Vescovado. Largo Lequio diventerà, invece, il cuore della convivialità, con il Villaggio del Gusto e Arti Beer Festival “L’arte del bere bene. 50 sfumature di birra per i 50 anni di Artigianato”. Un’area dedicata allo street food, alle specialità locali e ai sapori da tutto il mondo che ogni sera si trasformerà in uno spazio dedicato alla musica e all’ intrattenimento. Le Terrazze Acaja accoglieranno le eccellenze enogastronomiche del territorio. Accanto alla Borgata dell’Agricoltura, con 14 stand dedicati alla produzione agricola locale e realizzata in collaborazione con CIA Agricoltura e Coldiretti, Terre da Tasté – Distretto del Cibo Pinerolese proporrà degustazioni, masterclass, incontri e momenti di convivialità. Tra gli appuntamenti, le masterclass dedicate ai Cru degli Acaja, le serate “Convivio – 8 Cru degli Acaja”, la degustazione di caffè in collaborazione con Slow Food Coffee Coalition e, domenica, l’incontro su olio EVO e cucina vegetale, con degustazione tematica. Sempre all’insegna del gusto e della formazione sarà la proposta del CFIQ Il Germoglio, che sabato 12 settembre ospiterà “A Cena con i ragazzi del CFIQ”, una cena di beneficenza realizzata con studenti, formatori e aziende del territorio per sostenere borse di studio. Domenica spazio invece a “Bimbi ai fornelli”, allo yoga e alla Colazione benefica, con proventi destinati alla realizzazione di un laboratorio di trasformazione alimentare a Bahia, in Brasile. Anche il Consorzio dei vini del Pinerolese proporrà delle degustazioni presso il proprio stand. Domenica 13 settembre prossimo, nel cuore della città, partirà il tour guidato “Welcome Tour Pinerolo Speciale Artigianato”, alla scoperta dei luoghi d’arte e delle botteghe storiche e arricchito da un assaggio di vino locale. Sabato sera sarà inoltre possibile vivere un’esperienza speciale al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria con “Notte al Museo”, con visite guidate serali che permetteranno di scoprire la Scuola di Cavalleria e i suoi personaggi attraverso un percorso immersivo nel fascino notturno del museo. “Artigianato del Pinerolese” è organizzato dal Comune di Pinerolo con il contributo di Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino e CNA Torino.

Info e dettagli: http://artigianatopinerolo.it/ – www.comune.pinerolo.to.it / Facebook – Città d Pinerolo

Mara Martellotta

Commercio di prossimità, il Distretto Collina Morenica sostiene la pdl di Confesercenti

Il commercio di prossimità non è soltanto una questione economica. La progressiva chiusura dei negozi modifica la vita dei quartieri e dei centri abitati, riduce i servizi e indebolisce quella rete di relazioni e di presidio che le attività commerciali contribuiscono a costruire ogni giorno. È partendo da questa considerazione che i Comuni di Rivoli, Rosta, Buttigliera Alta e Villarbasse hanno scelto di sostenere insieme la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.

Il tema è stato al centro dell’incontro promosso ieri sera, giovedì 10 settembre, nella Sala Giunta del Comune di Rivoli dal Distretto Diffuso del Commercio della Collina Morenica insieme a Confesercenti Torino e Provincia, nell’ambito della campagna nazionale “Una firma per sostenere le imprese di prossimità.” che ha riunito il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo e l’assessore al Commercio Marco Tilelli, il sindaco di Rosta Domenico Morabito e l’assessore al Commercio Chiara Iglina, il vicesindaco e assessore al Commercio di Villarbasse Gianni Gallo e l’assessore al Commercio di Buttigliera Alta Mauro Mellano, insieme alla manager del Distretto Barbara Scandella, a Vincenzo Nettis, Myriam Alu e Silvana Gioia per Confesercenti e a diversi operatori commerciali del territorio.

Un confronto che ha messo a fuoco anche la dimensione locale del fenomeno: dal 2019 al 2025 nei quattro Comuni del Distretto sono circa 2800 le attività commerciali che hanno cessato l’attività. Un dato che dà concretezza a una trasformazione che non riguarda soltanto i commercianti, ma l’intero territorio.

“Non stiamo parlando soltanto di negozi che chiudono, ma di una trasformazione che riguarda la qualità dei nostri territori. – dichiara il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – Quando un’attività scompare, insieme alla sua funzione economica vengono meno un servizio, un punto di riferimento e spesso anche una presenza che contribuisce a rendere più vive le nostre strade. Per questo abbiamo scelto di sostenere questa proposta insieme agli altri Comuni della Collina Morenica: alcune condizioni per fare impresa non possono essere costruite soltanto a livello locale e serve che anche lo Stato riconosca il valore economico e sociale del commercio di prossimità”.

“Per una piccola attività ogni nuovo adempimento e ogni costo aggiuntivo possono pesare molto. – sottolinea l’assessore al Commercio Marco Tilelli – Non si tratta di chiedere meno regole o meno sicurezza, ma di rendere gli obblighi più chiari e sostenibili. Chi fa impresa deve sapere con certezza che cosa deve fare per essere in regola, senza trovarsi a sostenere una complessità burocratica che, sommata agli altri costi, può diventare un motivo per rinunciare e chiudere”.

Per Vincenzo Nettis, presidente di Confesercenti Torino e Provincia, la proposta di legge nasce dalla necessità di intervenire su condizioni che oggi rendono sempre più difficile mantenere e avviare un’attività: “Chiediamo strumenti concreti per contrastare la desertificazione commerciale, sostenere fiscalmente le imprese, favorire nuove aperture e rendere più equilibrata la concorrenza con le grandi piattaforme. Non vogliamo fermare l’innovazione né demonizzare l’online: chiediamo che la competizione avvenga in condizioni più equilibrate e che venga riconosciuto il valore che le imprese di prossimità producono nei territori”.

In Piemonte, tra il 2019 e il 2025, sono state perse oltre 6.500 imprese del commercio, con più di 10.900 addetti in meno. Anche per questo la proposta di Confesercenti punta a introdurre strumenti specifici, tra cui le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), misure fiscali e di semplificazione e un Fondo per la rigenerazione commerciale.

È questo il punto su cui si concentra il sostegno dei quattro Comuni: le amministrazioni possono lavorare sulla valorizzazione dei centri urbani, sulla promozione, sui servizi e sulle iniziative locali, anche attraverso il Distretto del Commercio. Ma per rendere davvero sostenibile fare impresa servono anche interventi che vanno oltre la dimensione comunale: meno burocrazia, regole più proporzionate e strumenti economici capaci di sostenere le piccole attività.

Il Distretto Diffuso della Collina Morenica diventa così uno spazio di collaborazione tra amministrazioni, associazioni di categoria e operatori, per affrontare insieme una trasformazione che riguarda tutti e quattro i territori.

La raccolta firme a sostegno della proposta di legge prosegue attraverso le iniziative promosse da Confesercenti, che sarà presente venerdì 18 settembre a Rivoli al mercato in piazza Aldo Moro e online.

“L’economia di Francesco”

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Quel benedetto sogno di “ecologia integrale”, secondo il pensiero di Francesco: se ne parlerà in un Convegno promosso dalla “Camera di Commercio”cuneese

Martedì 15 settembre, ore 15

Pollenzo (Cuneo)

Duplice l’occasione: la celebrazione degli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi e, ad un tempo, quella del secolo di storia della “Camera di commercio” di Cuneo. E proprio dal cuneese “Palazzo Camerale” di via Emanuele Filiberto viene l’organizzazione (supportata dalla locale “Fondazione Artea”) del Convegno “L’economia di Francesco. Economia, sostenibilità e bene comune”, che si terrà martedì prossimo 15 settembre (ore 15) presso l’“Università di Scienze Gastronomiche” di Pollenzo (piazza Vittorio Emanuele II, 9): un dialogo tra istituzioni, studiosi ed imprese sull’“etica del lavoro”, l’“ecologia integrale” ed i nuovi “modelli aziendali coesivi”.

“La scelta dell’‘Università di Scienze Gastronomiche’ di Pollenzo come sede dell’incontro racchiude un valore altamente simbolico. L’‘UNISG’ pollenzese, infatti, non è soltanto un centro accademico di eccellenza, ma il cuore pulsante dell’intuizione di Carlin Petrini, che proprio qui ha radicato l’idea di un’economia del cibo fondata sulla giustizia sociale, sulla sovranità alimentare e sulla salvaguardia delle comunità locali. Esiste un filo rosso indissolubile che unisce questo luogo, la visione di Petrini e l’eredità spirituale di San Francesco d’Assisi che fu tra i primi a proporre un’ecologia integrale, volta a considerare la natura non come merce da sfruttare, ma come ‘fratello e sorella’ da custodire”: così sottolinea, nel delineare il “perché” dell’incontro, Luca Crosetto, presidente della ‘Camera di commercio’ di Cuneo, dal cui intervento introduttivo sarà, per l’appunto, aperto il pomeriggio di lavoro e confronto.

Di grande levatura culturale e politica gli “ospiti” attesi alla “tavola rotonda” di Pollenzo.

Dopo il presidente Crosetto, la parola passerà ad Alessandro Rinaldi, direttore “Studi e Statistiche” del “Centro Studi delle Camere di commercio Tagliacarne” di Roma, che contestualizzerà e attualizzerà l’insegnamento francescano, calandolo nei dati concreti del Rapporto 2026 “Coesione è competizione: scenario dati e prospettive”, in cui si dimostra come le “imprese coesive”, ovvero i modelli aziendali capaci di fare rete con i lavoratori e il territorio si rivelino nei fatti “più performanti, resilienti e competitivi” sul mercato.

A seguire, sotto la competente moderazione del giornalista Francesco Antonioli (direttore di “Mondo Economico”, dopo quasi vent’anni di lavoro al “Sole 24 Ore”), si confronteranno differenti anime del mondo accademico, economico ed associativo: da Silvio Barbero (“Comitato Esecutivo” dell’“Università” di Pollenzo”) chiamato a valorizzare la “matrice concettuale” di Petrini, evidenziando l’intima affinità tra il modello francescano e le battaglie storiche di “Slow Food” legate all’ecologia della terra e alla centralità del lavoro agricolo, ad Ermete Realacci (presidente della “Fondazione Symbola”, organizzazione indipendente nata nel 2005 per promuovere e valorizzare le qualità e le eccellenze del “Made in Italy”) che offrirà una panoramica sulla “green economy” e sulla “sostenibilità” intese come i veri tratti distintivi dell’identità e della qualità dei “prodotti italiani”, per chiudere con Stefano Zamagni, docente all’“Università di Bologna”, economista e “pioniere” dell’“Economia Civile”, cui sarà affidato il compito di tracciare le coordinate teoriche per arrivare ad un “mercato aperto” che non escluda, ma generi “valore condiviso”. Il confronto darà anche voce diretta a due aziende “coesive” della provincia di Cuneo: “Ferrero SpA” e “Mondo SpA”: vere e proprie eccellenze del territorio chiamate a testimoniare come l’adozione di un modello d’impresa fondato sul benessere dei dipendenti, sulla responsabilità sociale e sull’attenzione al territorio non rappresenti un costo, ma una straordinaria “leva di resilienza, reputazione e crescita futura”. A chiudere l’incontro sarà l’intervento di Padre Enzo Fortunato, frate minore francescano, giornalista (volto noto della Rai, dove cura rubriche e programmi come “Tg1 Dialogo” su Rai1, “In viaggio con Francesco” su Rai Radio 1 e “In cammino” su Rai3), nonché responsabile della comunicazione per i progetti speciali della “Basilica di San Pietro” e coautore del “Manifesto di Assisi”, il documento lanciato nel gennaio 2020 da un’alleanza tra il “mondo ambientalista” ed importanti “realtà economiche e sociali”, quali “Confindustria” e “Coldiretti”. E proprio nell’esposizione riflessiva dei principi chiave del “Manifesto” si concentrerà il suo contributo, al fine di calare la “visione francescana” nel mondo produttivo, indicando come “l’alleanza fra sostenibilità, etica ed impresa rappresenti la via maestra per la competitività e lo sviluppo delle aziende contemporanee”.

L’evento è aperto al pubblico. Per infowww.cn.camcom.it

g.m.

Nelle foto: Da sinistra: Alessandro Rinaldi, Silvio Barbero, Ermete Realacci e Stefano Zamagni; Padre Enzo Fortunato

Rider licenziato da Glovo, il Tribunale di Torino: «Era un lavoratore dipendente»

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Una pronuncia del Tribunale del Lavoro di Torino potrebbe avere conseguenze importanti sul fronte dell’occupazione legata alle piattaforme digitali. La causa riguardava un rider torinese che aveva lavorato per Glovo dall’ottobre 2024 e che, dopo essere stato licenziato, aveva deciso di rivolgersi alla giustizia con l’assistenza dell’Usb.

Il Tribunale ha riconosciuto che le modalità con cui veniva svolta l’attività erano riconducibili a quelle di un rapporto subordinato. Il rider, dunque, non doveva essere considerato un lavoratore autonomo: il suo rapporto con la società è stato qualificato come un impiego a tempo pieno e senza scadenza.

Particolarmente significativo è anche quanto stabilito sul calcolo dell’orario. Per i giudici non conta soltanto il tempo impiegato materialmente per effettuare le consegne. Anche le attese tra un ordine e l’altro, quando il lavoratore resta disponibile per ricevere dalla piattaforma una nuova richiesta, rientrano nell’attività lavorativa e devono quindi essere pagate.

Coldiretti Piemonte, difendiamo il riso 100% italiano

Sabato 12 settembre dalle 9.30 a Vercelli presso il teatro Civico si terrà un incontro  di cui sarà protagonista il riso italiano dal titolo “Difendiamo il riso 100% italiano”, nell’ambito di Risò, la seconda edizione del Festival internazionale del riso.
Difendere il riso italiano dai danni causati dai cambiamenti climatici, tra maltempo e siccità, ma anche dall’azione dei trafficanti che sfruttano le importazioni a basso costo dall’estero per far abbassare le quotazioni di quello nazionale, costringendo le aziende agricole a lavorare senza coprire i costi di produzione. È  il tema al centro dell’incontro organizzato da Coldiretti Piemonte  in un anno reso difficilissimo per i problemi causati dalla siccità e per il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori. L’obiettivo è quello di rilanciare la necessità di un piano strutturale per affrontare l’emergenza acqua, ma anche per combattere le speculazioni, in un contesto  segnato dall’aumento delle importazioni da Paesi asiatici a dazio zero che mettono a rischio la leadership europea della risicoltura nazionale e piemontese.

All’incontro prenderanno parte il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas, l’ad di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, il presidente di Coldiretti Vercelli e Biella Roberto Guerrini, il direttore Coldiretti Bruxelles Arianna Giuliodori, il sindaco di Vercelli Roberto Scheda e il presidente della provincia di Vercelli, Davide Gilardino.
Per tutta la durata del Festival che avrà la sua chiusura domenica 13 settembre, Coldiretti Piemonte sarà presente con uno stand presso il Padiglione Istutuzionale e Filiera, in piazza Antico Ospedale , con ingresso principale situato in via Galileo Ferraris, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Andrea.

MM