ECONOMIA

Comitato Emergenza Cultura in Fondazione Crt

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E’ stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt, alla presenza della Presidente della Fondazione Anna Maria Poggi e della Segretaria Patrizia Polliotto. Tema all’ordine del giorno: i tagli ai finanziamenti dei bandi della Regione Piemonte per le attività culturali 2025 e le preoccupazioni sugli investimenti futuri e la conseguente tenuta del tessuto culturale regionale. Ecco la nota del Comitato:

 

Il Comitato Emergenza Cultura Piemonte (CEC) è stato ricevuto dalla Commissione Cultura della Fondazione Crt, presieduta dal coordinatore e consigliere Giampiero Leo, attivo intermediario con il CEC nell’organizzazione della riunione alla presenza della presidente della Fondazione Crt Anna Maria Poggi e della segretaria Patrizia Polliotto.

L’audizione, richiesta per illustrare le criticità emerse a seguito dei bandi regionali per la cultura 2025, si è svolta in un clima di grande serietà e disponibilità al confronto. Il CEC sottolinea la qualità del dialogo instaurato con i presenti e gli interventi emersi nel corso della riunione, che hanno testimoniato un approccio attento e responsabile verso le questioni sollevate dagli operatori culturali.

Giampiero Leo

Questi i principali temi esposti e approfonditi:

  • L’esclusione di circa 100 realtà culturali (aventi diritto a termine di punteggio ottenuto) dai contributi regionali per l’anno 2025, a causa di una mancata copertura economica di circa 1 milione e 600 mila euro.
  • L’ormai endemico ritardo nelle coperture economiche dei capitoli di spesa del settore culturale, con determine di assegnazione dei fondi consegnate agli operatori culturali a fine anno. Valga come esempio ciò che è accaduto a dicembre 2025: determine inviate a dicembre 2025 per le attività da svolgere nell’anno 2025. Una situazione che non consente una programmazione responsabile delle attività.

Particolarmente significativa è stata la disponibilità manifestata dalla Presidente Poggi ad approfondire la situazione esposta e a farsi interprete delle istanze emerse presso le istituzioni regionali.

L’incontro ha inoltre confermato la profonda competenza della Fondazione CRT nell’ambito della cultura diffusa sull’intero territorio regionale e la sua capacità di leggere con attenzione i bisogni degli addetti ai lavori, riconoscendo il valore del sistema culturale piemontese e il ruolo fondamentale che esso svolge nella vita delle comunità.

Confidiamo che il dialogo avviato possa contribuire a individuare soluzioni capaci di sostenere e rafforzare il comparto culturale, che rappresenta una risorsa essenziale per lo sviluppo sociale e culturale della nostra regione.

In questo ambito fa ben sperare la decisione, espressa chiaramente dalla Presidente Poggi, di voler essere parte attiva, come Fondazione Crt, al prossimo Tavolo della Cultura, che l’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, ha annunciato di voler convocare a breve.

 

Comitato Emergenza Cultura Piemonte

Il Presidente

Alessandro Gaido

“Amazon Women in Innovation”, l’innovazione parte dalle donne

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Il futuro dell’innovazione parte dalle donne, , il Politecnico di Torino è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa

Amazon ha annunciato l’apertura dei bandi per l’ottava edizione di “Amazon Women in Innovation”, il programma che assegna borse di studio a sette studentesse universitarie in altrettante Università italiane in ambito STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
Le studentesse immatricolate per la prima volta all’a.a. 2025/2026 al Corso di laurea in Ingegneria informatica, che abbiano conseguito almeno 20 CFU entro il 21 febbraio 2026 con una media ponderata non inferiore a 24/30, potranno presentare la propria candidatura fino al 26 marzo prossimo.

Dal 2018, “Amazon Women in Innovation” ha supportato 33 studentesse e, oltre all’Università degli Studi di Cagliari, il progetto coinvolge altri sei atenei: l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, l’Università di Roma Tor Vergata. Per l’ottavo anno consecutivo, il Politecnico di Torino è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa: la vincitrice del bando beneficerà di un finanziamento di €6.000 all’anno per tre anni e di un percorso di mentorship dedicato, con l’affiancamento di una manager Amazon.

“Otto edizioni di ‘Amazon Women in Innovation’ rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici – ha dichiarato  Rita Malavasi, Responsabile delle Relazioni Istituzionali per Amazon.it. – in questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta”.

‘Amazon Women in Innovation’ si inserisce nel più ampio impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito STEM in Italia entro il 2026, un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale.

Mara Martellotta

Sicurezza sul lavoro, controlli sugli alimenti e vaccinazioni: i numeri della prevenzione in Piemonte

Sono oltre 2.200 i professionisti che ogni giorno operano sul territorio della Regione Piemonte per garantire elevati livelli di tutela della salute pubblica. Si tratta dei dipendenti dei Dipartimenti di Prevenzione, che con un approccio multidisciplinare e con il supporto di ARPA Piemonte e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta, collaborano con i distretti sanitari e con gli altri dipartimenti delle Aziende sanitarie locali e ospedaliere.
Il loro lavoro è finalizzato al controllo dei determinanti di rischio di origine umana, animale e ambientale e alla promozione della salute, con l’obiettivo di prevenire l’insorgenza di nuove patologie e ridurre l’impatto delle malattie cronico-degenerative.

I dati del 2025

Nel 2025 le attività di controllo e prevenzione hanno prodotto risultati rilevanti. Tra i dati più significativi, gli SPreSAL (Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) piemontesi hanno effettuato 8.848 controlli nelle aziende del territorio di competenza, tra cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, settori considerati tra i più esposti ai rischi.
Le verifiche hanno portato all’emissione di sanzioni o prescrizioni per 1.906 aziende e alla sospensione di 43 attività imprenditoriali per gravi violazioni delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro. Gli stessi servizi hanno inoltre condotto quasi mille inchieste in seguito a infortuni sul lavoro.

I Servizi veterinari e i SIAN (Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) hanno effettuato oltre 10.000 controlli su imprese alimentari, negozi al dettaglio, ristoranti, mense e bar per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza degli alimenti. Le attività ispettive hanno rilevato circa 7.000 irregolarità minori e portato alla contestazione di oltre 1.000 sanzioni amministrative.
Nel corso dell’anno sono stati inoltre prelevati circa 6.500 campioni alimentari nelle imprese piemontesi e inviati ai laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le verifiche di sicurezza. Parallelamente, i veterinari delle ASL hanno effettuato controlli negli impianti di macellazione su oltre 40 milioni di animali, garantendo la salubrità delle carni bovine, suine, equine e avicole immesse sul mercato.

Sempre nel 2025 sono stati rilasciati 25.810 certificati per l’export di alimenti piemontesi, favorendo l’accesso delle aziende locali ai mercati internazionali e sostenendo la valorizzazione dei prodotti del territorio.

Le attività dei Servizi veterinari hanno incluso anche quasi 5.500 controlli per verificare il rispetto del benessere animale, l’identificazione dei capi e il corretto utilizzo dei farmaci veterinari. A queste si aggiungono 35.895 interventi negli allevamenti per la prevenzione delle malattie infettive negli animali da reddito e circa 900 controlli igienico-sanitari lungo la filiera del latte piemontese.

Per garantire la qualità dell’acqua potabile, dalla rete acquedottistica regionale sono stati prelevati oltre 15.000 campioni di acqua destinata al consumo umano, successivamente analizzati nei laboratori di ARPA Piemonte.

Un ruolo importante è svolto anche dalle attività di promozione della salute promosse dalle ASL nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione. Tra queste il programma “Scuole che promuovono la salute”, che ha coinvolto circa 198.000 studenti di ogni ordine e grado; il programma “Comunità attive”, che conta 10.743 iscritti; e lo sviluppo della rete dei luoghi di lavoro che promuovono salute (WHP), finalizzata a migliorare il benessere e lo stato di salute dei lavoratori.
I SIAN hanno inoltre svolto quasi 11.600 attività nutrizionali in scuole e strutture sanitarie residenziali, tra consulenze, attività di vigilanza e valutazioni sui menù.

Grazie al lavoro dei SISP (Servizi di Igiene e Sanità Pubblica) e alle campagne vaccinali diffuse su tutto il territorio regionale, nel 2025 in Piemonte sono state somministrate 1.505.340 dosi di vaccino a bambini e adolescenti fino ai 18 anni e 1.350.872 agli adulti. I SISP hanno inoltre effettuato quasi 3.700 sopralluoghi igienico-sanitari presso strutture di uso collettivo e 1.700 campionamenti ambientali su superfici e oggetti di uso comune.

Nel corso dell’anno i Servizi di Medicina Legale dei Dipartimenti di Prevenzione hanno realizzato quasi 172.000 visite per accertamenti relativi a invalidità, disabilità e collocamento lavorativo protetto.

Un ulteriore ambito di attività riguarda i programmi di screening oncologico regionali “Prevenzione Serena”, gestiti dalle UVOS (Unità Valutazione Organizzazione Screening) insieme ai Dipartimenti clinici. I programmi offrono controlli periodici gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori della mammella (donne tra 45 e 74 anni), del collo dell’utero (donne tra 25 e 64 anni) e del colon-retto (donne e uomini tra 50 e 69 anni), rientrando nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Nel 2025 sono stati eseguiti 255.269 esami mammografici, 118.731 test per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (Pap test o test HPV) e 219.526 test per la ricerca del sangue occulto nelle feci.

La presentazione dei dati

I risultati sono stati presentati venerdì 6 marzo nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha sottolineato come:

«I Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie piemontesi svolgono un lavoro fondamentale che troppo spesso viene dato per scontato. Il bilancio ampiamente positivo del 2025 conferma la volontà di proseguire con impegno nelle attività di tutela della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, nella prevenzione delle malattie e nella promozione della salute. Come assessore e come cittadino piemontese desidero ringraziare tutti i professionisti per lo straordinario lavoro svolto, come dimostrano i dati presentati oggi».

Fondo montagna, Uncem avvia monitoraggio

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Con la definizione dei Comuni montani, potranno essere ripartiti dal Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie, i fondi per la montagna 2025 e 2026. Il Fosmit delle due annualità, destinato alle Regioni, Uncem auspica possa essere complessivamente di 180 milioni di euro. Questa cifra si aggiunge altri 220 milioni di euro che Roma terrà per gli interventi di incentivazione previsti dalla nuova legge nazionale montagna di settembre. Uncem, con le Delegazioni regionali, ha avviato un monitoraggio sulla spesa dei fondi nelle diverse Regioni, per evitare ritardi: dal 2022 (dopo la legge di bilancio 2021 composta dal Governo Draghi) al 2024, sono già arrivati sui territori quasi 500 milioni di euro per le montagne italiane. Numero importantissimo, mai in precedenza avuto in un triennio. Il punto è come le Regioni lo hanno usato – precisa il Presidente Uncem Marco Bussone, che aveva anche detto NO al riparto, di alcune Regioni, a pioggia sui Comuni montani e pure era stato duro il NO all’assegnazione diretta ad agenzie regionali per la forestazione oppure a consorzi di bonifica: poche migliaia di euro a ciascun Comune sono del tutto inutili e dannosi. Va evitata secondo Uncem questa modalità. I fondi devono andare per progetti e strategie ai Comuni insieme. Non da soli. Bene le Regioni che hanno investito su Green Community, dissesto idrogeologico, muretti a secco, associazioni fondiarie, filiere bosco-legno-energia, innovazione, digitalizzazione, infrastrutture di comunità. Percorsi virtuosi che devono proseguire oggi dopo l’assegnazione, auspichiamo biennale, del Fosmit 25 e 26. Uncem, con le Delegazioni regionali, ha chiesto però alle Regioni di attivare percorsi vincenti territoriali e non solo usare il fondo che arriva da Roma. Troppo poche le Regioni infatti che hanno un fondo regionale per la montagna: una situazione grave alla quale porre rimedio. Le Regioni investano dai loro bilanci. Non siano timide. Facciano di più per le aree montane, non soltanto grazie al FOSMIT. Investano. Vi sono alcune Regioni molto efficaci in questo impegno e altre devono seguire.

Le donne spingono il cambiamento. Anche in agricoltura

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Nel territorio torinese aumentano le aziende agricole guidate da donne: hanno ormai raggiunto una cifra significativa, con 2.706 realtà che gestiscono principalmente allevamenti di bovini e pollame, frutteti, serre dedicate a ortaggi, piante e fiori, oltre a vigneti; inoltre si occupano direttamente anche della lavorazione delle materie prime, producendo formaggi, prodotti da forno, marmellate, succhi, salumi e preparazioni a base di carne e verdure. Tra gli 11mila associati Coldiretti del Torinese, 4.300 sono donne e 1.600 di loro sono titolari di un’azienda.

“Le donne sono il motore dell’innovazione in agricoltura – sottolinea Mirella Abbà, allevatrice che ha scommesso sul biogas, responsabile di Coldiretti Donne Torino – In una famiglia di agricoltori la spinta a trasformare la vecchia società agricola in una moderna azienda agrituristica con ristorante e posti letto; o di aprire spazi per i bambini e aprire un “agriasilo”; o quando si adegua l’azienda per integrarla con una “fattoria didattica” o per fare vera e propria “agricoltura sociale”; l’idea è della donna, che porta avanti la scelta e diventa conduttrice diretta di questi servizi innovativi”.

Il contributo innovativo portato dalle donne nel settore agricolo riguarda soprattutto la trasformazione dell’azienda agricola: da semplice attività di produzione alimentare a realtà capace di offrire servizi collegati al mondo rurale.

“Ma sono anche le donne a occuparsi della vendita diretta in azienda e nei mercati – ricorda Tiziana Merlo, vicepresidente di Coldiretti Torino – Su 270 soci di Campagna Amica in provincia di Torino un terzo sono donne. Molte di queste hanno dato una svolta all’azienda decidendo di aprire punti vendita e trasformare i prodotti venendo incontro alle esigenze di consumo delle famiglie di. Se l’agricoltura torinese sta cambiando pelle per essere più vicina ai consumatori e alle esigenze dei territori è soprattutto grazie alle donne».

Secondo Claudia Roggero, apicoltrice e titolare di fattoria didattica, responsabile di Coldiretti Giovani Impresa Torino: “In questi tempi dove soffiano di nuovo pericolosi venti di guerra vogliamo ricordare che il cibo è pace, che produrre cibo significa lavorare per le persone e per la vita. Come donne e come coltivatrici non possiamo non ribadire la nostra passione per la vita. Una passione che proviamo a mettere ogni giorno anche nel nostro lavoro e nelle nostre scelte familiari. Ma non solo, con le attività sociali e didattiche contribuiamo a diffondere una cultura del rispetto delle persone, del lavoro agricolo e degli ecosistemi”.

 

Marco Bussone eletto nuovo Presidente di AIEL

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Marco Bussone è stato eletto nuovo Presidente di AIEL – Associazione italiana energie agroforestali nel corso dell’Assemblea straordinaria e ordinaria dei Soci, riunitasi mercoledì 4 marzo 2026 nella sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (Padova). L’Assemblea ha inoltre approvato il Piano programmatico 2026-2029 e rinnovato il Consiglio Direttivo e gli altri organi associativi.

Giornalista professionista, è Presidente di PEFC ITALIA e di UNCEM – Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani dal 2018. Nel suo percorso ha maturato una consolidata esperienza lavorando sui temi dello sviluppo territoriale, della gestione sostenibile delle risorse forestali, delle energie rinnovabili e del dialogo istituzionale a livello locale, nazionale ed europeo.

La sua elezione avviene in una fase di evoluzione normativa e di trasformazione del mercato, in cui la filiera foresta-legno-energia è chiamata a rafforzare il proprio ruolo nel percorso di decarbonizzazione e nelle politiche per la qualità dell’aria.

«Ringrazio il Presidente Domenico Brugnoni e tutto il Consiglio Direttivo uscente per l’importante lavoro svolto nell’ultimo triennio e tutti i Soci di AIEL per la loro fiducia – ha dichiarato Bussone nel corso dell’Assemblea -. La filiera legno-energia non è un settore marginale: è parte dell’economia reale della montagna e delle aree interne, è presidio ambientale, è gestione attiva del bosco, è prevenzione del dissesto idrogeologico. Ma è anche la risposta alla Strategia forestale nazionale di fronte alle crisi che continuano a minacciare la sicurezza energetica nazionale. L’economia del bosco è una priorità che riguarda l’intero Paese».

Nel suo intervento, Bussone ha indicato le priorità della nuova governance associativa: stabilità normativa e fiscale per dare certezze alle imprese, rafforzamento della qualità e della trasparenza del mercato, sviluppo della filiera nazionale dei biocombustibili legnosi, pieno riconoscimento delle bioenergie nei piani energetici per il raggiungimento delle quote d’obbligo di energia da fonti rinnovabili.

«Alle aziende serve un quadro regolatorio chiaro, stabile e coerente – ha proseguito – che valorizzi chi investe in innovazione e qualità. Il nostro obiettivo sarà garantire stabilità normativa e certezza fiscale, rafforzare la qualità e la trasparenza del mercato e sostenere lo sviluppo della filiera nazionale, valorizzando il contributo delle biomasse legnose nel raggiungimento degli obiettivi energetici e ambientali italiani ed europei. AIEL continuerà a essere interlocutore autorevole delle istituzioni, punto di riferimento per imprese e operatori ma soprattutto ad aggregare le aziende di tutti i segmenti della filiera che sono il vero patrimonio e un unicum di questa associazione».

A Torino Africa ed Europa a confronto sull’AI

 

Torino torna protagonista sulla scena tecnologica internazionale. Giovedì 12 marzo la città ospiterà “Shaping AI Futures Across Africa and Europe”, un evento internazionale dedicato all’intelligenza artificiale. Startup africane, imprese europee, università e centri di ricerca si ritroveranno negli spazi dell’ITC-ILO per discutere applicazioni concrete dell’AI e avviare nuove collaborazioni.

Durante la giornata si discuterà di come l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in ambiti quali l’agricoltura, la sanità, i servizi pubblici e la finanza, Oltre ai momenti di dibattito, sono previsti incontri diretti tra imprese e startup per favorire lo sviluppo di iniziative congiunte.

L’incontro è parte delle attività dell’AI Hub for Sustainable Development, progetto sostenuto dal G7 e strettamente legato al Piano Mattei, la strategia italiana per rafforzare la cooperazione tecnologica ed economica con i Paesi africani.

Dopo un anno trascorso da Capitale Europea dell’Innovazione, ospitare un summit di questo livello conferma il ruolo della città come punto di riferimento per le nuove tecnologie. È un’ulteriore occasione per valorizzare la rete locale: un tessuto fertile dove startup, università e imprese sono cresciute costantemente negli ultimi anni.

In questo contesto si inserisce anche il Torino Talent Gateway, il programma cittadino nato per attratte talenti internazionali e supportare le imprese innovative nella loro espansione sui mercati esteri.

L’iniziativa è realizzata con il contributo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’AI Hub for Sustainable Development, dell’ITC-ILO, della Città di Torino, di CTE Next, dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale e dell’Unione Industriali Torino.

Il 12 marzo Torino si propone così come un ponte tra Africa ed Europa per costruire collaborazioni concrete nel campo dell’intelligenza artificiale, consolidando un percorso di innovazione che vede la città sempre più protagonista a livello internazionale.

Chi desidera partecipare può iscriversi compilando il form dedicato.

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Presentato il Rapporto OTI Nord 2025. Il punto sui sistemi infrastrutturali strategici

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L’Osservatorio Territoriale Infrastrutture conferma una dinamica complessivamente attiva, ma segnala la necessità di rafforzare strumenti di semplificazione, stabilità finanziaria e coordinamento tra livelli decisionali. Nella sede degli Industriali genovesi,  Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino. 

Genova, 6 marzo 2026 – È stato presentato questa mattina, nella sede di Confindustria Genova, il Rapporto OTI Nord 2025, redatto dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture, nato nel 2001 su iniziativa di Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino con l’obiettivo di monitorare lo stato di avanzamento dei sistemi infrastrutturali strategici di questa area del Paese.

Il Rapporto 2025 restituisce un quadro articolato delle principali opere strategiche del Nord Italia, evidenziando progressi significativi ma anche criticità che richiedono un rinnovato impegno istituzionale.

Delle 84 opere monitorate nel 2025, il 43% risulta in linea con il cronoprogramma (48% nel 2024), il 36% in lieve frenata (35% nel 2024) e il 21% riporta gravi ritardi (17% nel 2024). Le migliori performance riguardano il sistema portuale e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, con il 100% delle opere in linea con i tempi; la peggiore performance, invece, è del Corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (TI.BRE), con il 100% delle opere in forte rallentamento.

Il 2026 è un anno significativo per il completamento di diverse opere necessarie a migliorare accessibilità e competitività del Nord del Paese, quali l’attivazione dell’Alta Velocità Brescia-Verona, la conclusione del 1° lotto dell’Alta Velocità Verona-Padova nonché l’ultimazione di numerose opere del sistema portuale e di alcune ricomprese nei nodi metropolitani di Genova, Torino, Venezia e Bologna.

All’introduzione ai lavori, a cura di Andrea Carioti, vice presidente di Confindustria Genova con delega a Territorio, infrastrutture e rigenerazione urbana, è seguita una sessione dedicata a “I sistemi infrastrutturali strategici del Nord”, con gli interventi di Davide Zannotti (Unione Industriali Torino) su “I Corridoi Te-T”, di Andrea Agresti(Assolombarda) su “I grandi nodi metropolitani” e di Vincenzo Cellario Serventi (Confindustria Genova) su “Il Sistema portuale”.

Il completamento delle reti TEN-T (Trans-European Network – Transport) rappresenta l’infrastruttura strategica fondamentale per trasformare l’Europa da un insieme di reti nazionali isolate in un unico spazio economico e logistico interconnesso. In questa ottica, il triangolo MITOGENO (Milano-Torino-Genova) emerge come una piattaforma logistica integrata dove le grandi opere transfrontaliere devono trovare una sponda immediata nelle tratte nazionali di accesso. Se da un lato la Torino-Lione procede con 18 fronti di scavo attivi e il 28% dell’opera già completata verso l’orizzonte del 2033, dall’altro l’attenzione si sposta sulla continuità territoriale, strettamente legata alle opere citate in precedenza, come la tratta Avigliana-Orbassano e il potenziamento dello scalo merci di S.I.TO, dove risulterà fondamentale la sincronizzazione con l’ultimazione del tunnel di base. Allo stesso modo, l’efficacia del Terzo Valico dei Giovi è strettamente legata alla risoluzione delle “parti mancanti” verso la Lombardia, in particolare il quadruplicamento della Milano-Pavia-Voghera, essenziale per evitare che i flussi ad alta capacità provenienti da Genova si fermino alle porte di Milano. La sfida per il prossimo decennio, dunque, non riguarda solo la stabilità finanziaria ma la capacità di completare l'”ultimo miglio” ferroviario. Solo garantendola continuità degli standard europei su tutto l’asse Genova-Torino-Milano, il Nord-Ovest potrà trasformare la sua posizione geografica in un vantaggio competitivo permanente, agendo come un unico hub multimodale e connesso, capace di dialogare alla pari coni grandi distretti del Nord Europa.

Il Rapporto OTI Nord 2025 conferma il ruolo strategico dei nodi metropolitani nel garantire accessibilità, integrazione dei sistemi di mobilità e competitività del Nord Italia, evidenziando tuttavia un quadro differenziato nelle performance di avanzamento delle opere infrastrutturali. Nel 2025 si registrano risultati particolarmente positivi per i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, che presentano il 100% delle opere in linea con i cronoprogrammi, e un andamento complessivamente favorevole per il nodo di Torino, seppur con alcuni rallentamenti. Tali contesti mostrano una buona capacità di attuazione e una maggiore stabilità dei processi realizzativi. Permangono invece criticità rilevanti nei nodi metropolitani di Milano e Genova, caratterizzati da un’elevata incidenza di opere in rallentamento o in grave ritardo. In particolare, il nodo di Milano si conferma tra i più problematici anche nel confronto con il 2024, a causa di complessità procedurali, vincoli autorizzativi e difficoltà nel reperimento delle risorse, che incidono sull’avanzamento degli interventi ferroviari e metropolitani.

Per quanto riguarda il sistema metropolitano di Genova, ottobre 2025 ha visto l’inaugurazione di una parte del Nodo ferroviario (quadruplicamento Voltri-Genova Principe), in attesa del completamento del Nodo (sestuplicamento Principe-Brignole) previsto nell’estate 2026. Purtroppo il 2025 registra un’opera fondamentale come la Gronda di ponente ancora ferma al lotto “0”, mentre è stato cancellato lo Skymetro in Val Bisagno in attesa di individuare sistemi di trasporto alternativi. Nell’ambito del sistema dei valichi alpini, il raddoppio ferroviario del ponente ligure è ancora privo di adeguata copertura finanziaria ma, attualmente, in Conferenza dei Servizi. Con riferimento al sistema portuale, a fine 2025 il Programma Straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto e le relative infrastrutture di accessibilità e per il collegamento intermodale dell’aeroporto con la città ha raggiunto circa il 70% di realizzazione, Programma che registra un valore complessivo degli interventi superiore a 3 miliardi di euro. Sono proseguiti i lavori della nuova diga di Genova con previsione di ultimare la fase A tra fine 2027 e inizio 2028 mentre non è ancora chiara la data di completamento della fase B.

Per i presidenti di Assolombarda, Alvise Biffi, di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, e dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, è stata l’occasione per un confronto sui sistemi infrastrutturali, logistica e digitalizzazione in ottica “MITOGENO”, il progetto lanciato alcuni anni fa dalle tre Associazioni con l’obiettivo di condividere un percorso di integrazione delle proprie attività a vantaggio delle rispettive business community e dei territori sui quali operano.

«Le infrastrutture sono un fattore abilitante imprescindibile per rafforzare le connessioni tra territori ad alto valore economico come Milano, Torino e Genova e per valorizzare appieno asset strategici e alleanze industriali che rappresentano un motore di crescita per l’intero Paese – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. Molto resta ancora da fare, come evidenzia il Rapporto OTI Nord: il nodo centrale è certamente quello della burocrazia e dei tempi eccessivamente lunghi, ma anche della disponibilità delle risorse necessarie. Sono emblematici i prolungamenti delle linee metropolitane milanesi, la M4 e la M5, che insieme ai potenziamenti ferroviari risultano fondamentali per costruire un’area metropolitana sempre più accessibile e sostenibile, riducendo la congestione che oggi la penalizza e genera ricadute negative anche sui corridoi di lunga percorrenza che qui trovano un punto critico. Per accelerare su queste opere è ora necessario che il Governo pubblichi il decreto con il finanziamento dei 589 milioni di euro promessi per consentire l’avvio dei cantieri della M5 e si attivi con determinazione per reperire anche i 619 milioni di euro necessari all’estensione della M4 fino a Segrate. A livello generale, per semplificare la burocrazia sul tema delle infrastrutture, diventa fondamentale applicare un modello che renda “ordinario lo straordinario”, attraverso una collaborazione pubblico – privato virtuosa come successo per Expo 2015 e per le Olimpiadi Milano Cortina, dove sono stati accorciati i tempi raggiungendo ottimi risultati».

Per il Presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari «I sistemi infrastrutturali efficienti sono una condizione decisiva per rendere un territorio competitivo e attrattivosia per nuovi insediamenti produttivi sia per i giovani. Investitori nazionali e internazionali scelgono territori dove esistano connessioni rapide e reti logistiche integrate, elementi particolarmente cruciali per Genova, primo porto italiano e sempre più centrale nel traffico dati intercontinentale; così come collegamenti veloci e servizi urbani moderni contribuiscono a creare un ecosistema attrattivo per professionisti qualificati e startup. Elementi cruciali, appunto, per una città e una regione oggi, di fatto, isolate, eppure con grandi potenzialità di sviluppo, come abbiamo sottolineato anche nel nostro recente Position Paper(realizzato con il contributo di Confindustria Alessandria) sulle prospettive di rilancio delle attività siderurgiche e industriali nelle aree di Cornigliano e Novi Ligure. Un ultimo accenno alla Gronda, opera fondamentale non solo per Genova, della quale non si vedono avanzamenti: occorre intervenire con chiarezza sulle criticità ancora presenti, pena rinunciare a una straordinaria leva di crescita nazionale».

«Una rete di infrastrutture e di servizi logistici d’eccellenza è la precondizione della competitività – ha ribadito Marco Gay, Presidente dell’Unione Industriali Torino -, che ci consente di rimanere dentro le catene del valore globali. Perché l’export inizia sui nostri binari e nei nostri porti, e il triangolo MITOGENO – Milano, Torino, Genova – sta dando vita alla piattaforma produttiva più potente del Sud Europa perché connette tre sistemi industriali che si completano. Non dobbiamo però raccontare MITOGENO come una somma di cantieri ma come una metropoli lineare del Nord Italia, un sistema che supporta la nostra manifattura, i servizi, la mobilità di milioni di persone, grazie a infrastrutture connesse e a una posizione geografica grazie a cui siamo al centro dei flussi in Europa e nel Mediterraneo. Insieme, istituzioni e noi mondo produttivo, la stiamo realizzando».

Il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi ha inviato un messaggio dove si sottolinea come “il Governo ha messo in campo risorse, visione e volontà politica. Ora è necessario che tutto il sistema – dalle amministrazioni ai progettisti, fino agli enti coinvolti – contribuisca con responsabilità e rapidità a trasformare questi investimenti in infrastrutture reali, capaci di generare crescita, competitività e sviluppo per il Paese. In questo spirito mi farebbe piacere poter ricevere un documento che sintetizzi le principali istanze emerse dal dibattito. Sarà per noi uno strumento utile per proseguire il confronto e valutare con attenzione i contributi che arriveranno dal vostro lavoro”.

“I 25 anni di OTI Nord sono un patrimonio di analisi, competenze e confronto che ha contribuito a diffondere una visione più moderna della politica infrastrutturale. L’Osservatorio ha dimostrato che le infrastrutture vanno lette in relazione ai sistemi produttivi e ai flussi logistici, perché è così che generano competitività per i territori e per il Paese. La logistica è parte integrante della competitività industriale: le scelte infrastrutturali incidono direttamente sulla capacità delle imprese di esportare e attrarre investimenti. Per questo la politica infrastrutturale deve essere strettamente connessa alla politica industriale e sostenuta da una programmazione credibile: a piani, progetti approvati e poteri dei Commissari devono corrispondere risorse finanziarie certe e adeguate. E soprattutto oggi, alla luce del conflitto mediorientale, vediamo quanto infrastrutture materiali e immateriali solide possano essere essenziali per garantire continuità alle catene logistiche e allo sviluppo” dichiara Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo.

La città che cambia: Borgo San Paolo, nuovo edificio residenziale e aree verdi 

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Nuovo intervento di riconversione edilizia a pochi passi dal grattacielo Lancia, nel quartiere San Paolo. Nella scorsa seduta della Giunta Comunale è stata approvata una delibera, presentata dall’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, contenente lo schema di convenzione che regola i rapporti tra la Città e la proprietà per la realizzazione di un nuovo edificio residenziale di 4.457 metri quadrati di superficie in via Issiglio 96. La nuova costruzione sorgerà nella stessa area in cui era presente un basso fabbricato artigianale dismesso da anni e demolito nel 2022.

Sulle aree private da assoggettare all’uso pubblico, l’impresa edile realizzerà, a propria cura e spese, un’area pavimentata con aiuole verdi. Inoltre, il costruttore si impegna a destinare all’edilizia convenzionata a favore della Città, un’unità abitativa all’interno dell’area di intervento.

Il nuovo edificio avrà otto piani e 41 appartamenti ed è frutto di un intervento di riconversione edilizia inserito nel contesto urbano di Borgo San Paolo, un quartiere che negli ultimi anni è stato interessato da numerosi interventi di riqualificazione.

Torino Click

 

Rinasce la zona ex Michelin tra corso Romania e strada Cebrosa

Prosegue il percorso di recupero di una delle aree industriali dismesse più estese di Torino, già sede dello stabilimento Michelin nel quadrante nord-est della città. La Giunta ha approvato  la delibera presentata dall’Assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, relativa al progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di urbanizzazione e lo schema di convenzione relativo al permesso di costruire convenzionato per l’intervento edilizio sulle aree denominate “Cebrosa”.

Il nuovo centro commerciale principale, situato tra corso Romania e strada Cebrosa, è ormai pienamente operativo. Con il provvedimento odierno si dà seguito alle successive fasi di sviluppo dell’area, attraverso l’approvazione dell’intervento edilizio che prevede la realizzazione di tre strutture commerciali per una superficie complessiva di 15.576 metri quadrati, atto propedeutico al rilascio del titolo abilitativo.

Il progetto contempla inoltre la realizzazione di aree per servizi pubblici per complessivi 16.644 metri quadrati, di cui 13.315 metri quadrati destinati a parcheggio a raso, 2.307 metri quadrati a parcheggio in copertura e circa 1.000 metri quadrati a verde.

Le opere di urbanizzazione sono articolate in due lotti, per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. Il primo lotto comprende: la realizzazione di nuova viabilità e segnaletica lungo l’asse di strada Cebrosa, con riqualificazione dei parcheggi pubblici esistenti; una nuova rete fognaria e l’adeguamento dell’acquedotto; l’illuminazione pubblica; la sistemazione a verde; un nuovo impianto semaforico all’incrocio Cascinette–Cebrosa; la riqualificazione della bealera dell’Abbadia di Stura lato Michelin e dell’alveo della bealera degli Stessi; la realizzazione di una pista ciclabile e di una banchina verde verso corso Romania; nonché l’installazione di una barriera acustica lungo strada Cebrosa e la posa di un manto fonoassorbente, finalizzate alla mitigazione delle criticità acustiche.

Il secondo lotto prevede la realizzazione di un parcheggio a uso pubblico sulla copertura piana del secondo fabbricato.

Per l’impatto residuo derivante dal consumo di suolo, per il quale non sono state individuate specifiche opere compensative, sarà corrisposto alla Città un contributo pari a circa 230.500 euro.