CULTURA

EXPOSED Torino Photo Festival: “Mettersi a nudo”

 

Novità del 2026 la direzione artistica di Walter Guadagnini con la cura e la realizzazione di CAMERA

Torino ospiterà dal 9 aprile al 2 giugno prossimo la terza edizione di EXPOSED – Torino Photo Festival, il cui tema scelto per quest’anno è “Mettersi a nudo”, un invito a guardare dentro di sé e oltre le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile. Questo sguardo attraversa l’intero programma del festival, che si articola in mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse, capaci di coinvolgere istituzioni e artisti nazionali e internazionali, animando alcune delle principali sedi torinesi e dei suoi spazi architettonici di pregio che si trovano nell’intero perimetro della città.

“Mettersi a nudo” diventa così non solo svelamento fisico, ma gesto simbolico e autentico per liberarsi dalle sovrastrutture, mostrarsi per ciò che si è e osservare se stessi e gli altri senza filtri. Una tensione che la fotografia, più di ogni altro linguaggio, sa rendere concreta nella verità di un volto, di un paesaggio, di un corpo e nella pluralità degli sguardi che attraversano i medesimi.

La cabina di regia che promuove la terza edizione di EXPOSED è molto ampia, e dimostra la vocazione di Torino come “città della fotografia”. Vi fanno parte la Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, in sinergia con Fondazione Arte CRT e Intesa Sanpaolo, e coordinata dalla Fondazione per la Cultura Torino, ed è curata e realizzata da CAMERA – Centro italiano per la fotografia.

Il festival segna un passaggio di fase e definisce con maggiore chiarezza la propria identità, affidando la direzione  artistica a Walter Guadagnini, tra le voci più autorevoli della fotografia contemporanea italiana e internazionale.

“Un festival per la città, un festival con la città – ha dichiarato Walter Guadagnini – questo vuole essere la terza edizione di EXPOSED, la grande kermesse che arricchisce Torino di un grande appuntamento fotografico. Per la città, per offrire la possibilità ai torinesi e a chiunque si trovi in Piemonte di vedere mostre sorprendenti, che vanno dallo storico al contemporaneo, dall’Italia al resto del mondo, per confermare Torino come il centro della fotografia nel nostro Paese. Con la città, perché il festival non si manifesterà solo nei musei e negli spazi espositivi, ma anche nelle strade, sotto i portici, in una cancellata, in una edicola e persino in un parcheggio. Tanti luoghi, tantissime immagini, tante storie di ieri e di oggi attraverso gli sguardi di autori e autrici celebri o sconosciuti, di giovani emergenti e di maestri storicizzati, una festa dove la fotografia mette a nudo le sue diverse anime inventando e raccontando il mondo”.

Il programma prevede 18 mostre temporanee indoor e outdoor, incontri, proiezioni e altri eventi realizzati grazie al coinvolgimento delle principali istituzioni torinesi, delle realtà indipendenti e dei protagonisti della scena artistica italiana. Il programma delle mostre indoor si articola in un percorso diffuso che attraversa alcune delle principali istituzioni della città, in quello che si potrebbe definire un vero e proprio “miglio della fotografia”, all’interno del quale sarà possibile passeggiare incontrando la fotografia nelle sue diverse forme. Il percorso costruisce una trama espositiva capace di mettere in relazione autori affermati e pratiche contemporanee, sguardi storicizzati e ricerche emergenti.

“Il miglio della fotografia” inizia da CAMERA, dalla sua Project Room, con la mostra di Toni Thorinbert dal titolo “Donne in vista”, una selezione di fotografie dedicate alla figura femminile scattate dal fotografo svizzero negli oltre 30 anni di carriera. Il progetto, nato da un’idea di Luca Beatrice, rappresenta un omaggio di Thorinbert e Guadagnini all’amico prematuramente scomparso. La cripta di San Michele Arcangelo presenterà l’ampia produzione fotografica del regista greco Yorgos Lanthimos, a cura di Giangavino Pazzola; il Museo Regionale di Scienze Naturali ospiterà la mostra dedicata a Bernard Plossu, dal titolo “Dopo l’estate”, a cura di Walter Guadagnini; il Circolo del Design accoglierà una mostra che riunisce tre serie del fotografo inglese Dean Chalkley, a cura di Walter Guadagnini; al Museo Nazionale del Risorgimento italiano, la mostra “Viva le donne. Il femminismo nelle fotografie di Paola Agosti”, curata da Giangavino Pazzola, celebra uno dei più importanti sguardi sulla nascita del movimento femminista italiano, con un focus particolare su quello romano degli anni Settanta; alle Gallerie d’Italia – Museo di Intesa Sanpaolo si potrà visitare dal 10 aprile al 6 settembre prossimo la mostra “Diana Markosian. Replaced”, a cura di Brandel Estes. Infine, all’Archivio di Stato di Torino, troveranno sede due mostre: la prima dal titolo “Messi a nudo. August Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino”, curata da Barbara Bergaglio, che esplora l’opera di tre figure chiave del mondo della fotografia. La seconda esposizione è dedicata a Ralph Gibson, dal titolo “Self exposed”, curata da Giangavino Pazzola, presenta una selezione di 70 opere che, attraverso oltre 50 anni di carriera, rendono omaggio a uno dei grandi maestri della fotografia del Novecento.

Le mostre outdoor estendono il festival nello spazio urbano, trasformando Torino in una piattaforma espositiva diffusa in cui la fotografia entra in dialogo diretto con l’architettura, i flussi quotidiani e le geografie sociali della città. Interventi eterogenei per scala e linguaggio che, nel loro insieme, ridefiniscono il rapporto tra immagine e spazio pubblico, tra visione e attraversamento. Alcune di queste mostre si trovano all’interno del “miglio della fotografia”, fungendo come una sorta di basso continuo visivo tra una serie e l’altra delle mostre indoor, mentre altre si sviluppano in un’area molto più ampia. Le mostre outdoor troveranno collocazione nella corte di Palazzo Carignano, dove il 2 aprile aprirà “Torino 4×4. Immagini per una nuova era” a cura di François Hébel e Marco Rubiola; il portico di Palazzo Carignano, su piazza Carlo Alberto, ospiterà due progetti outdoor; sotto i portici di piazza San Carlo, Paolo Ventura presenterà “Acrobati 2020-2025”, lavoro realizzato appositamente per questa occasione e curato con Walter Guadagnini.

I portici nord di via Po, da piazza Castello a via Rossini, ospiteranno “5000 lire per un  sorriso. Fotografie dal concorso dell’azienda cosmetica GI.VI. EMME 1939-1941”, esposizione curata da Barbara Bergaglio, che curerà anche una mostra dal titolo “La città in fotografia, la fotografia in città”, ospitata nella cancellata del giardino storico del Palazzo dal Pozzo della Cisterna.

Il Museo Nazionale del Cinema, sulla cancellata della Mole Antonelliana, presenterà l’esposizione “Fuoricampo. Il cinema svelato”, con venti immagini di grande formato tratte dalle proprie collezioni.

Cripta 747 presenterà al piano -2 del parcheggio sotterraneo Valdo Fusi la mostra “Mark Leckey. Catabasis”, curata da Caterina Avataneo, lavoro fotografico che esplora il sottosuolo come dimensione dell’immaginario collettivo.

Ventisei cimase diffuse per la città ospiteranno “I Tuffatori”, a cura di Walter Guadagnini: una mostra collettiva a cielo aperto che si sviluppa su ventisei superfici urbane dedicata a giovani autrici e autori.

“EXPOSED torna a Torino con un programma eccezionale e diffuso – afferma l’assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia – che quest’anno ha saputo coinvolgere il meglio della fotografia. La possibilità di ospitare un festival internazionale di questo livello è una ricchezza importante da promuovere, anche per l’impatto attrattivo che un’offerta culturale di prestigio esercita sul comparto turistico. Questo grande appuntamento si è sviluppato grazie a un importante lavoro di squadra, ampio e sinergico, che ha coinvolto soggetti, pubblici e privati, uniti da un obiettivo comune: quello di costruire un festival internazionale capace di parlare al presente e alla comunità”.

Mara Martellotta

Giornata della Donna alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama

Domenica 8 marzo 2026

Ingresso ridotto alle collezioni e alle mostre temporanee di GAM, MAO e Palazzo Madama

per tutte le visitatrici in occasione della Giornata Internazionale della donna

 

La Fondazione Torino Musei celebra la Giornata Internazionale della Donna con una tariffa promozionale dedicata alle visitatrici di GAM, MAO e Palazzo Madama.

Domenica 8 marzo tutte le donne che sceglieranno di trascorrere qualche ora circondate dall’arte e dalla bellezza potranno usufruire della tariffa ridotta per visitare le collezioni permanenti dei tre musei e le esposizioni temporanee Notti. Cinque secoli di sogni, stelle e pleniluniLinda Fregni Nagler. Anger Pleasure FearElisabetta Di Maggio. Frangibile Lothar Baumgarten. Culture Nature alla GAMChiharu Shiota: The Soul Trembles e Zanabazar. The Wisdom of the Steppes al MAOMonumenTO, Torino Capitale, Vermeer. Donna in blu che legge una lettera Il castello ritrovato Palazzo Madama.

Un’ampia scelta per celebrare al meglio questa giornata, dedicando del tempo a sé stesse.

A completare l’offerta culturale, un ricco programma di visite guidate tematiche a cura di Coopculture:

GAM

ore 11:00 | Insolite Muse

Acquisto online sul sito fino a esaurimento posti disponibili.

 

MAO

ore 14:00 | Chiharu Shiota: The Soul Trembles

ore 11:30 | Donne da Oriente

ore 15:30 | Dee da Oriente

Acquisto online sul sito fino a esaurimento posti disponibili.

PALAZZO MADAMA

ore 11:00 | A tu per tu con un capolavoro: Vermeer a Palazzo Madama

ore 15:30 | Donne da scoprire

Acquisto online sul sito fino a esaurimento posti disponibili.

Informazioni t. 011 19560449 oppure ftm.prenotazioni@coopculture.it

Il Libraccio come luogo di incontro culturale per la città

 

Con un ciclo di incontri dedicati la libreria Libraccio Torino si propone come spazio di dialogo tra libri, autori e pubblico.

In una città come Torino, dove il libro continua a essere un punto di incontro tra cultura, pensiero e vita civile, le librerie non sono soltanto luoghi di vendita ma spazi di relazione e di dialogo. Ne Parliamo con Matteo Parlascino oggi responsabile degli acquisti delle novità e dell’organizzazione eventi per le sedi torinesi di Libraccio.

Perché una libreria oggi sceglie di essere presidio culturale e non solo punto vendita?
Perché crediamo che la cultura debba essere abitata. Essere un presidio significa trasformare i nostri negozi in uno spazio pubblico di confronto: non vendiamo solo oggetti, ma ci proponiamo di offrire il contesto e gli strumenti per comprenderli. Il nostro obiettivo è che chiunque entri in una libreria Libraccio ne esca con una domanda in più o una certezza in meno.

Quando avete deciso di diventare luoghi di incontro?
È un’identità che Libraccio porta avanti da tempo in tutta Italia. La scelta di consolidare un calendario strutturato anche a Torino è una prova di maturità: abbiamo voluto superare la logica degli eventi sporadici per creare percorsi coerenti e continuativi. Vogliamo che il Libraccio sia riconosciuto come un’officina di pensiero costante e affidabile per il territorio torinese.

Che tipo di pubblico desiderate coinvolgere?
Puntiamo a un pubblico intergenerazionale. Passiamo dai laboratori per genitori con la pedagogista Giulia Morlacco al coinvolgimento dei giovani su temi caldi come i diritti e l’identità in cicli come Road to Pride. Vogliamo essere un punto di riferimento tanto per le famiglie, quanto per chi cerca un dibattito civile e attuale.

In che modo questi eventi rafforzano il legame con il territorio?
Dando voce alle questioni che toccano da vicino l’anima della città. Un esempio perfetto è l’incontro del 6 marzo in via Ormea. Presenteremo L’ultimo operaio di Niccolò Zancan insieme all’On. Marco Grimaldi. Non è una semplice presentazione: è una discussione necessaria sul lavoro e sulla dignità in una città che ha nell’identità operaia le sue radici e, spesso, le sue ferite. Portare questi temi in libreria significa dire alla comunità: “Siamo qui per riflettere insieme su chi siamo oggi”.

Collaborate con realtà locali o associazioni?

Sì, questa è la linfa della nostra strategia operativa. Proprio il 2 aprile (DA DEFINIRE!) ospiteremo un tavolo sulla cittadinanza attiva. Metteremo a confronto la riflessione istituzionale di Simone Fissolo, autore di Voto dunque sono, con l’esperienza concreta dell’AGS (Associazione Giovani Salesiani) e del progetto Madama Giotto. L’idea è far dialogare la teoria della democrazia con la pratica di chi trasforma ogni giorno lo spazio urbano ai Giardini Anglesio. Il ruolo del Libraccio vuole essere proprio in questo dialogo, favorendolo.

Cosa distingue il vostro modello rispetto ad altre realtà?
Credo ci distingua la nostra trasversalità e la capacità di non mettere barriere. Siamo una piattaforma aperta che mescola linguaggi diversi: possiamo passare dal firmacopie pop in via Santa Teresa alla riflessione sociologica o scientifica in via Ormea. Questa pluralità è la nostra forza.


Gli eventi sono parte di una strategia di evoluzione del brand?

Più che di un’evoluzione, parlerei di una conferma della nostra identità. Libraccio promuove incontri in tutta Italia da anni e nell’ultimo anno le iniziative si sono moltiplicate, andando ad integrare nell’offerta anche attività di comunità alternative alle tradizionali presentazioni. È nel nostro DNA unire il mercato del libro — storicamente legato all’usato e all’accessibilità — con la creazione di spazi di dibattito. A livello locale, il nostro impegno è far sì che questa missione nazionale si traduca in valore concreto per Torino. Chi entra nelle nostre librerie sa che non sta solo acquistando un volume a buon prezzo, ma sta entrando in un ecosistema che si propone di restituire cultura al quartiere.

Come immagini l’evoluzione del Libraccio nei prossimi anni?

Qui a Torino, così come altrove, lo vedo rafforzare il suo ruolo di hub culturale diffuso. Non un unico centro, ma una rete di sedi che dialogano tra loro e con i rispettivi quartieri: San Salvario, Centro e Borgo San Paolo. Ci proponiamo di essere il luogo dove le persone si sentono autorizzate a partecipare, a prendere la parola e a riscoprire il valore profondo dell’essere cittadini attivi.

Al Teatro di Monteu da Po fino al 22 marzo “Una vita per il jazz”

Dal 28 febbraio  al 22 marzo prossimo Monteu da Po , nel suo Teatro Comunale, ospita una mostra dal titolo “Una vita per il jazz”, promossa da ErreMusica A.P.S. con il patrocinio del Comune di Monteu da Po, in collaborazione con AICS Comitato Provinciale di Torino.

L’esposizione pone in dialogo due linguaggi artistici la pittura digitale e la fotografia,  per raccontare l’irrepetibilità della musica dal vivo attraverso lo sguardo di Sarah Bowyer e Toni Laminarca. La  mostra  nasce dall’esperienza promossa da AICS Comitato Provinciale del Memorial dedicato a Sergio Ramella, figura centrale nella storia del jazz italiano, musicista e promotore culturale,  capace di creare reti, incontri e nuove possibilità espressive sul territorio torinese.
Dalle sonorità di quel primo concerto tributo prende forma una narrazione visiva, costituita dai dipinti digitali realizzati live da Sarah Bowyer durante l’esecuzione musicale alle fotografie d’autore  di Toni Laminarca, testimoni dell’energia e dell’intimità dell’improvvisazione.
Pennellate e scatti concentrati sugli stessi soggetti restituiscono prospettive differenti e complementari, facendo emergere un dialogo potente dove l’immagine non è  solo puro documento , ma interpretazione e trasformazione del gesto musicale in esperienza emotiva condivisa.
“Una vita per il jazz” diventa così una riflessione sull’ improvvisazione come atto creativo e sulla capacità della musica di generare, in ognuno di noi, una dimensione unica e inattesa.

Toni Laminarca rappresenta un punto di riferimento della fotografia jazz a Torino  e, con uno sguardo discreto e profondo, è stato capace di raccontare per anni concerti, musicisti e festival, contribuendo alla costruzione della memoria visiva della scena jazz torinese e piemontese.
Le sue immagini in bianco e nero trasformano il gesto musicale in un racconto umano.

Sarah Bowyer, artista britannica diplomata all’Accademia di Belle Arti di Torino, ha sviluppato un percorso internazionale che attraversa arti visive, scenografia digitale, performance e collaborazioni con il mondo della musica e del teatro.
La sua ricerca unisce tecnologia e sensibilità pittorica, dando forma a performance visive realizzate in tempo reale durante l’esecuzione musicale.

Mara Martellotta

Quaglieni e Breschi ricordano Antiseri

Caro direttore,

venerdì 6 marzo alle 17,30 alla Fondazione de Fonseca in via Pietro Micca 15 a Torino insieme al prof. Danilo Breschi dell’Università di Roma ricorderò il pensatore Dario Antiseri, mancato in febbraio. che molti ricordano per il suo manuale di filosofia per i licei scritto con Reale.

Il prof. Quaglieni

Il miglior testo scolastico non inquinato dalle ideologie. Voglio ricordare alcuni suoi pensieri che commenteremo, il primo è di sorprendente attualità : “Il nostro è un secolo in cui sangue a non finire è stato versato in nome o a causa di idee sbagliate e disumane. Idee sbagliate che hanno visto nella proprietà privata la fonte di tutti i mali , nel capitalismo il cancro dell’Occidente, nel mercato la giungla , nel profitto un furto, nella competizione la guerra “ . Basta questa frase per capire come Antiseri fosse un filosofo controcorrente .Ha introdotto in Italia Karl Popper , ma lui stesso è diventato un maestro da affiancare a Popper nella tutela della “società aperta“ contro i suoi nemici. Torino è piena zeppa di nemici della “società aperta” , ma ci sono anche quelli che , come diceva Popper ,” danno importanza alla libertà individuale e sono consapevoli  dei pericoli inerenti a tutte le forme di poter e di autorità “. Quelli che amano la libertà dovranno essere presenti per conoscere l’opera di Antiseri e di Popper, due veri antidoti alla faziosità dilagante.

Pier Franco Quaglieni

Alla Biblioteca Nazionale Universitaria le lettere autografe di Vivaldi 

Alla Biblioteca Nazionale Universitaria  di Torino si inaugura, mercoledì 4 marzo, l’esposizione degli scritti autografi del grande compositore Antonio Vivaldi, in attesa di celebrare nel 2028 i 350 anni dalla sua nascita. Il musicista infatti nasceva il 4 marzo del 1678. Di Antonio Vivaldi, e in particolare della Primavera delle sue Quattro Stagioni, si conoscono varie versioni per ogni genere musicale. Protagonista di spot pubblicitari e intrattenimenti, le musiche di Vivaldi fanno ormai parte della colonna sonora contemporanea. La Biblioteca Nazionale di Torino possiede un tesoro poco conosciuto, ma di grande valore: 27 volumi quasi interamente autografi di Antonio Vivaldi, facenti parte delle raccolte Enzo Giordano e Mauro Foà, la più importante collezione al mondo di partiture e lettere scritte di pugno dal grande compositore veneziano, del quale nel 2028 si celebreranno i 350 anni dalla nascita.

Nella Sala Mostre Filippo Juvarra della Biblioteca, sono esposti gli scritti, in gran parte autografi, del compositore veneziano, patrimonio della Biblioteca Nazionale di Torino. L’esposizione consente di ammirare una selezione ragionata e commentata delle opere che sono mostrate nelle teche di vetro altamente performanti. Si tratta di un’occasione unica per conoscere aspetti personali e non sono musicali del “Prete Rosso”, con annotazioni private, anche di opere autografe mai esposte. La selezione delle opere accompagnerà il visitatore nel laboratorio creativo del musicista: il percorso propone le vicende che hanno portato alla Biblioteca questo patrimonio eccezionale, con un affondo sul libro di musica, manoscritto e a stampa del Settecento. Spazio al focus per riflettere sul valore e l’importanza del corpus documentario.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 26 marzo prossimo con orario che va dalle 9 alle 19, ad ingresso libero e senza necessità di prenotazione.

Si intitola “Marzo con Vivaldi” la rassegna di talk, presentazioni, dibattiti e laboratori, reading e spettacoli legati all’omaggio al compositore, in vista dei 350 anni dalla nascita. Il primo dei concerti è in programma venerdì 6 marzo alle 17, nell’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale, con l’ensemble “Quadro Raro”, che eseguirà brani del compositore veneziano.

“’Marzo con Vivaldi’ alla Biblioteca Nazionale di Torino – spiega Marzia Dina Pontone, direttrice della Biblioteca – è un’occasione straordinaria per apprezzare dal vivo una selezione di partiture autografe di Antonio Vivaldi; un’opportunità rara per entrare di persona nel laboratorio creativo del famoso compositore veneziano, e per scoprire un patrimonio culturale unico al mondo, perché Vivaldi è stato un compositore e un artista diventato un ‘classico’ in tutto il mondo, che ha saputo ispirare la cultura musicale internazionale da oltre tre secoli, eppure la sua musica barocca non potrebbe essere colta pienamente senza l’apporto di conoscenza offerto dalla nostra Biblioteca. Invitiamo tutti a venire in Nazionale per scoprire le incredibili vicende compositive e conservative degli autografi vivaldiani, attraverso il percorso espositivo e il palinsesto culturale dell’attività ‘Marzo con Vivaldi’”.

Info: 4 marzo 2026 – 26 marzo 2026 – https://bruto.cultura.gov.it/ – bu-to@cultura.gov.it

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – piazza Carlo Alberto 3, Torino

Mara Martellotta

La Palazzina di Caccia di Stupinigi apre le porte dei suoi spazi segreti 

Continuano nel 2026 gli appuntamenti con le visite guidate straordinarie alla riscoperta degli spazi segreti, normalmente chiusi al pubblico, della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Nel mese di marzo saranno attivati i due percorsi che raccontano la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative e il progetto architettonico alla base della sua costruzione.

“Passepartout” conduce dietro le porte segrete agli ambienti nascosti della servitù, ai passaggi e ai corridoi ricchi di fascino e di storia e permette di raggiungere la sommità della cupola juvarriana, per camminare lungo i suggestivi balconi concavi/ convessi che affacciano sul grandioso salone centrale, guardare da vicino il tetto a barca rovesciata di Juvarra dalla complessa orditura in legno e ammirare dall’alto, dopo aver percorso i cinquanta scalini di una stretta scala chiocciola, un panorama unico che si estende a 360 gradi sotto il cervo, simbolo della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

“Dietro le porte segrete” rappresenta la visita agli ambienti della servitù, ai passaggi e ai corridoi segreti usati per divincolarsi nel dedalo di stanze e raggiungere discretamente le sale e gli appartamenti privati.
La visita conduce proprio dietro le porte segrete, negli spazi nascosti dove si muoveva la servitù e dove si trova ancora il quadro dei campanelli automatici che permette di comprendere da vicino il funzionamento di una residenza come quella di Stupinigi.
“Sotto il cervo” è una visita in verticale al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del Padiglione centrale, realizzato da Filippo Juvarra, con una vista mozzafiato a 360 gradi sul paesaggio circostante.

Per partecipare alle visite è necessaria la prenotazione  e vista la particolarità dei luoghi oggetto di visita, normalmente non accessibili al pubblico,  i visitatori saranno forniti di caschetto di protezione e potranno accedere persone dai 12 anni di età in su, in buone condizioni di salute. I gruppi non potranno essere superiori alle 10 persone.
È  necessario indossare un abbigliamento comodo con calzature chiuse, scarpe da ginnastica e trekking leggero. Vietato l’accesso con borse o zaini ingombranti. A causa degli spazi limitati, non agibili a persone con disabilità, si sconsiglia il percorso a persone che soffrano di claustrofobia o di vertigini.

Il costo del biglietto per accedere a “Dietro le porte segrete” è  di 22 euro, ridotto 18, il costo del biglietto per accedere a “Sotto il cervo” è  di 25 euro, ridotto 22 euro.

Prenotazione obbligatoria a

stupinigi@info.ordinemauriziano.it

Tel 0116200601

Dietro le porte segrete
Calendario sabato 7, 14, 21, 28 marzo

Sotto il cervo
Calendario sabato 7, 14, 21, 28 marzo
Mara Martellotta

Appuntamenti al femminile ai Giardini Sambuy: “Leggere le donne”

In attesa dello sbocciare della primavera i giardini torinesi Sambuy si tingeranno di rosa  il 7 e 8 marzo prossimi dedicando interamente alla figura femminile due giornate di cultura, riflessione e narrazione per celebrare il valore, la forza e il pensiero delle donne.
All’interno di questo percorso nasce il progetto LEGGERE LE DONNE, uno spazio che mette al centro la parola scritta e la scena teatrale come strumenti di consapevolezza e trasformazione.
Sabato 7 marzo il primo speciale appuntamento al Gazebo forbito Sambuy, alle 11.30, sarà con l’omaggio a Carla Lonzi “Adesso sono. Carla Lonzi può essere un altro nome”, con preview dello spettacolo in scena al teatro Sociale G. Busca di Alba, in provincia di Cuneo.
Sarà un momento dedicato a una delle figure più incisive del pensiero femminista italiano, attraverso una narrazione intensa e contemporanea con Monica Martinelli , Alessia Donadio e Luana Doni. A tratteggiare la figura sarà  la storica ed esperta di femminismo torinese Maria Teresa Silvestrini, che ha dedicato i suoi studi alla storia politica delle donne e al contesto piemontese tra Sette e Novecento, affiancando alla ricerca un costante impegno civile e istituzionale.
Già consigliera comunale di Torino e componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, oggi è docente di Scienze Umane e Filosofia e attiva nella ricerca e nell’associazionismo culturale del territorio.

Domenica 8 marzo, nel contesto del mercato della  Biodiversità Googreen, la celebrazione continua intrecciando cultura e comunità. Alle 11.30 si terrà l’incontro con Emilio Jona, autore del volume intitolato “Quattro donne”, Neri Pozza editore.
Si tratta di una presentazione letteraria che attraversa storie femminili profonde e potenti , capaci di restituire dignità e centralità a esperienze di vita capaci di parlae al presente.

“Leggere le donne” è  un percorso nato per ascoltare, leggere, approfondire e celebrare le donne non solo come simbolo, ma come presenza viva e generatrice di cambiamento non solo letterario, ma anche presente nelle storie e nelle radici profonde delle produttrici del mercato Googreen , nelle danze popolari proposte da Maria Baffert, nella poesia a gettone di Arianna Abis, nei laboratori di Monica Fissore Beesù e di Francesca Speca.

Domenica 8 marzo anche il mercato della Biodiversità Googreen dedica la sua giornata alla celebrazione della figura femminile , mettendo al centro il valore, la forza e il contributo delle donne nelle società, nella cultura e nella cura del territorio.
Un’edizione speciale che intreccia biodiversità e consapevolezza , rendendo omaggio alle donne che ogni giorno custodiscono sapere, guidano imprese agricole, promuovono cultura, educano, innovano e costruiscono comunità.
L’8 marzo diventa così non solo una ricorrenza simbolica, ma un’occasione concreta per riconoscere il ruolo fondamentale della donna nella rigenerazione sociale e ambientale.
Accanto alla presenza dei produttori e delle realtà impegnate nella sostenibilità,  la giornata sarà accompagnata da una programmazione culturale dedicata, capace di coinvolgere pubblici di tutte le età tra danza, narrazione, laboratori e incontri letterari.

Mara Martellotta

Il 250° anniversario di Fondazione OMI

Opera Munifica IstruIos compie 150 anni e li celebra con un evento “Le Radici del futuro” con Davide “Boosta Di Leo e Gianluca Favetto

La Fondazione Opera Munifica Istruzione compie 250 anni e in questa occasione, lunedì 2 marzo, alle ore 11, nella splendida cornice del coro di Santa Pelagia, ha annunciato i primi appuntamenti del programma previsto per la celebrazione di questo importante traguardo e presentato il nuovo logo dei 250 anni.
L’incontro è avvenuto alla presenza di un folto pubblico, tra cui l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia, l’assessora alle Periferie e Progetti di Rigenerazione Urbana, Politiche Educative e Giovanili Carlotta Salerno e il consigliere regionale dei Moderati Silvio Magliano.

La Fondazione OMI venne fondata  nel marzo 1776 con il riconoscimento della Regia Patente che istituiva l’Opera della Mendicità istruita e perseguiva l’obiettivo di soccorrere e istruire i più fragili, offrendo strumenti concreti di emancipazione sociale attraverso la carità.
Nel 1789 l’Opera apriva le ”Scuole di carità”, che furono tra le prime scuole elementari gratuite in Piemonte e in Italia, affermandosi come un punto di riferimento fondamentale nella storia dell’istruzione italiana e accogliendo migliaia di bambini e bambine e accompagnandoli in processi educativi e professionali.
Dal 2024 l’OMI è diventato Ente Filantropico ETS con sede nello storico complesso che comprende la chiesa di Santa Pelagia e il Convento delle monache agostiniane a Torino. La Fondazione promuove attività educative, culturali e sociali rivolte all’infanzia, ai giovani e agli adulti, contribuendo alla costruzione di comunità inclusive e alla valorizzazione del patrimonio come bene comune.

“Celebrare 250 anni significa onorare una storia che ha saputo attraversare epoche, trasformazioni sociali e culturali,  mantenendo intatta la propria vocazione, quella di mettere al centro le persone e il valore dell’educazione come motore di crescita individuale e collettiva – ha dichiarato la Presidente della Fondazione OMI Maria Cristina Bonansea – Questo anniversario rappresenta non solo un momento di memoria, ma soprattutto un’occasione per rinnovare il nostro impegno verso il futuro”.
L’inaugurazione del 250esimo anniversario della Fondazione OMI sarà affidato a un evento speciale, giovedì 5 marzo, alle ore 21, presso il Coro di Santa Pelagia, in via San Massimo 21, con ingresso libero su prenotazione.
Si tratta di un evento che unisce musica e parole, un racconto musicale e narrativo che attraversa due secoli e mezzo di impegno e visione, dal titolo “Le radici nel futuro”, per la ideazione di Pierumberto Ferrero.

La narrazione si sviluppa in dialogo con la musica del tastierista dei Subsonica Davide “Boosta” Di Leo, che costruisce paesaggi sonori capaci di amplificare la dimensione emotiva del racconto, mentre lo scrittore  e giornalista Gian Luca Favetto restituisce forza e profondità alle parole. Attraverso letture e narrazione, il pubblico viene accompagnato in un percorso  che attraversa il tempo, a partire da una lettera di don Bosco fino alle riflessioni di autori del Novecento che hanno indagato il valore del lavoro e dei percorsi formativi come strumento di crescita personale e collettiva, passando per la Costituzione Italiana.

Mercoledì 11 marzo, alle ore 18, nella Sala Gymnasium di via Giolitti 35 si terrà  l’incontro con lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati , che terrà uno speech dedicato ai temi dell’educazione contemporanea e al suo ultimo libro “Che cosa significa insegnare”. La conferenza fa parte del ciclo “Crescere dalla Beta alla Zeta”  ed è promosso dall’Associazione Forme in Bilico APS con il sostegno della Fondazione OMI e in collaborazione con il Comune di Torino. Un  appuntamento rivolto a genitori, insegnanti ed educatori per riflettere sull’adolescenza, sullo sviluppo emotivo e su nuovi modelli educativi.
Sempre per il ciclo “Crescere dalla Beta alla Zeta” sarà ospite il 30 aprile prossimo, l’artista MIchelangelo Pistoletto che, con Titti Postiglione, Davide Boosta Di Leo, Tea Taramino, Paola Zanini, assisterà alla realizzazione del Terzo Paradiso di Pistoletto con il coinvolgimento delle scuole del territorio, in collaborazione con i Servizi Educativi della Città di Torino.

Opera Munifica del Territorio

Via San Massimo 21

Tel 0118178968

Info@operamunificaistruzione.it

Mara Martellotta

“FAVOLA NERA”. Un corto contro la violenza di genere

ABOUT EVE – ALESSIA ALCIATI 

5 MARZO ORE 21.00 CIRCOLO DEI LETTORI E DELLE LETTRICI

Via Bogino 9 – TORINO

In un’epoca in cui la violenza di genere assume molteplici forme, non sempre semplici da decifrare, il cinema e l’arte possono essere strumenti e veicoli di consapevolezza per comprenderne i segnali.

In quest’ambito il cinema, con la sua profondità e immediatezza, è un veicolo potente per aumentare la consapevolezza e aprire nuove forme di dialogo. È con questa premessa che nasce “Il cinema come voce contro la violenza di genere”, un’iniziativa culturale ed educativa che propone, partendo dalla settima arte, momenti di confronto e consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni.

Per presentare l’iniziativa, il cui cuore pulsante è costituito dal cortometraggio “Favola Nera”, diretto dall’attrice e regista Alessia Alciati, l’appuntamento sarà a Torino, giovedì 5 marzo alle ore 21.00 al Circolo dei lettori e delle lettrici di Via Bogino 9.

Dopo la proiezione, un breve momento di dialogo e confronto sul tema insieme a:

  • Giampiero Leo, Vicepresidente Comitato Regionale per i Diritti Umani e Civili, Consigliere Fondazione CRT e Portavoce del ‘Tavolo della Speranza’,
  • Martina Rogato, Presidente Human Rights International Corner, Co-presidente Women7 per la presidenza Italiana al G7 del 2024,
  • Giulia Cappelletti, Ambassador di Global Thinking Foundation,
  • Daniela Leonardo, EWMD – European Women’s Management Development;
  • Fabrizio Bontempo, Presidente dell’ordine dei consulenti del Lavoro di Torino
  • Alessia Alciati – regista e Founder About Eve.

Il cinema come voce contro la violenza di genere”, si avvale del patrocinio della Regione Piemonte, del Comitato Regionale per i Diritti Umani e della Consulta Femminile Regionale, e si propone come progetto che unisce arte, educazione e impegno sociale, nella convinzione che la cultura sia uno degli strumenti più potenti per generare consapevolezza, cambiamento e responsabilità collettiva.

Mara Martellotta