Per il concerto di venerdì 26 giugno, alle ore 21, nella chiesa di Santa Teresa, nell’ambito del progetto lo Spirituale nell’Arte
Venerdì 26 giugno, alle ore 21, nella chiesa di Santa Teresa, in via Santa Teresa 5, a Torino, promosso dall’Accademia della Cattedrale di San Giovanni per lo Spirituale nell’Arte, si terrà l’anteprima della tournée europea della Victoria Chorale Melbourne. Si rinnova così, anche nel 2026, la proficua sinergia con il maestro Mario Dobernig, direttore artistico e principale della Art of Sound Orchestra e della Victoria Chorale di Melbourne, che sostiene il progetto pilota lo Spirituale nell’Arte, confermando un percorso culturale che ha saputo conquistare il favore del pubblico più eterogeneo, grazie all’impegno dell’Accademia della Cattedrale di San Giovanni e alla generosa disponibilità del parroco di Santa Teresa, verrà proposto un concerto straordinario, offerto dal governo australiano come anteprima della tournée europea della Victoria Chorale, una delle realtà corali d’oltreoceano più apprezzate. L’iniziativa rappresenta un’occasione rara e preziosa per ascoltare artisti di livello internazionale in un contesto di particolare suggestione artistica, nel segno del dialogo tra culture attraverso il linguaggio universale della musica.
La Victoria Chorale Melbourne è un coro sinfonico che ha sede a Melbourne, in Australia, fondato nel 1993 dal compianto Val J Pyerce Oam. Negli ultimi trent’anni si è guadagnata un’importante reputazione per l’eccellenza delle sue esibizioni e per il forte spirito di squadra che anima i suoi componenti. Per la tournée di quest’anno, si unirà alla Victoria Chorale Melbourne, e al direttore Mario Dobernig, Sally-Anne Russel, che vanta tra le sue esibizioni più significative quella al festival di Spoleto, in Italia, alla Washington Concert Opera e al Carmel Bak Festival, in California. Il pianista che accompagnerà la Victoria Chorale Melbourne sarà William Schmidt che, tra i riconoscimenti ricevuti, ha avuto il Guy Parsons Award dell’Australian Music Foundation, e altri importanti premi australiani per la composizione.
È gradita un’offerta libera e consapevole, suggerita di minimo 10 euro a persona, finalizzata all’operosità filantropia della Parrocchia in soccorso alle persone più fragili
Mara Martellotta



Accanto alle saline si sviluppa anche un’importante attività termale. I fanghi e le acque madri provenienti dai bacini salanti vengono utilizzati per trattamenti terapeutici e di benessere, richiamando visitatori da tutta Italia. Per conoscere la storia di questo straordinario patrimonio è possibile visitare il Museo Storico delle Saline, che conserva documenti, fotografie e strumenti utilizzati nel lavoro di estrazione del sale.


La città di Torino è tutta magica, ma ci sono dei punti più straordinari di altri, uno di questi è la chiesa della Gran Madre di Dio, o per i Torinesi, ël gasometro. La particolarità del luogo è già nel nome, è, infatti, una delle poche chiese in Italia intitolate alla Grande Madre. L’edificio, proprietà comunale della città, venne eretto per volontà dei Decurioni a scopo di rendere onore al re Vittorio Emanuele I di Savoia che il 20 maggio 1814 rientrò in Torino dal ponte della Gran Madre (la chiesa sarebbe stata edificata proprio per celebrare l’evento), fra ali di folla festante. Massimo D’Azeglio assistette all’evento in Piazza Castello. Il dominio francese era finito e tornavano gli antichi sovrani. Il passaggio del Piemonte all’impero francese aveva implicato una profonda trasformazione di Torino: il Codice napoleonico trasformò il sistema giuridico, abolì ogni distinzione e i privilegi che in precedenza avevano avvantaggiato la nobiltà, la nuova legislazione napoleonica legalizzò il divorzio, abolì la primogenitura, introdusse norme commerciali moderne, cancellò i dazi doganali. La spinta modernizzatrice avviata da Napoleone con il Codice civile fu di grande impatto e le nuove norme commerciali furono fatte rispettare dalla polizia napoleonica con un controllo sociale nella nostra città senza precedenti. Tuttavia il carattere autoritario delle riforme napoleoniche relegava i Torinesi a semplici esecutori passivi di ordini imposti dall’alto e accrebbe il malcontento di una economia in difficoltà. Quando poi terminò la dominazione francese non vi fu grande entusiasmo, né vi fu esultanza per l’arrivo degli Austriaci. L’8 maggio 1814 le truppe austriache guidate dal generale Ferdinand von Bubna-Littitz entrarono in città, e prontamente rientrò dal suo esilio in Sardegna il re Vittorio Emanuele I, il 20 maggio dello stesso anno. Il re subito volle un immediato ritorno al passato, ossia all’epoca precedente il 1789, abrogando tutte le leggi e le norme introdotte dai Francesi. Il nuovo regime eliminò d’un tratto il principio di uguaglianza davanti alla legge, il matrimonio civile e il divorzio, e reintrodusse il sistema patriarcale della famiglia, le restrizioni civili riservate a ebrei e valdesi e restituì alla Chiesa cattolica il suo ruolo centrale nella società. Il 20 maggio 1814 fu recitato un Te Deum nel Duomo di Torino per celebrare il ritorno del re, che si fermò a venerare la Sacra Sindone. L’autorità municipale festeggiò il ritorno dei Savoia costruendo una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel punto in cui il re aveva attraversato il Po al suo rientro in città. A riprova di ciò sul timpano del pronao si legge l’epigrafe “ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS”, (“L’autorità e il popolo di Torino per l’arrivo del re”) coniata dal latinista Michele Provana del Sabbione.
imperturbabile e regale: stringe con la mano destra una croce latina e sta seduta mentre guarda fissa l’orizzonte, incurante del giovane che la sta invocando porgendole due tavole di pietra bianca. I capelli sono ricci, e sulla fronte, lasciata scoperta dal manto, vi è una sorta di copricapo, come una corona, su cui compare un simbolo: un triangolo dal quale si dipartono raggi. Spesso, con un occhio al centro del triangolo, il simbolismo è usato in ambito cristiano per indicare l’occhio trinitario di Dio, il cui sguardo si dirama in ogni direzione, ma anche in massoneria è un importante distintivo iniziatico. Perfettamente centrale, ai piedi della scalinata, è l’imponente statua di quasi dieci metri raffigurante Vittorio Emanuele I di Savoia. La torre campanaria, munita di orologio, venne costruita sui tetti dell’edificio che si trova a destra della chiesa nel 1830, in stile neobarocco.
L’importante e geniale musicista, compositore, maestro di tango argentino nella scuola Tango mio, Oscar Casares riversa il suo versatile temperamento, sensibile ad ogni forma di bellezza e di espressione vitale anche nella poesia. GRB