CULTURA

La storia greca per indagare il presente attraverso il passato

  Un incontro con la professoressa Enrica Culasso Gastaldi, curato da Art Ensemble
Venerdì 15 maggio, alle ore 18, la sala Art Ensemble di via Petitti 24, a Torino, ospiterà un incontro di profondo spessore culturale e civile: la professoressa Enrica Culasso Gastaldi, figura di riferimento negli studi classici e ordinaria di storia greca presso l’Università degli Studi di Torino, condurrà il pubblico in un’imdagine sul pensiero occidentale. Al centro dell’incontro vi sarà l’analisi del concetto di democrazia nell’antica Grecia, filtrata attraverso l’occhio lucido di Tucidide. Lo storico ateniese non si limitò a scrivere cronaca di guerra, ma realizzò i meccanismi del potere, del consenso e delle fragilità istituzionali. Attraverso un’esposizione ricca di immagini e suggestioni visive, la relatrice illustrerà come le dinamiche della polis del V secolo a.C. riflettano nodi irrisolti anche nella società odierna. In un’epoca di trasformazioni globali e crisi della rappresentanza, interrogare Tucidide significa confrontarsi con l’attualità: il rapporto tra libertà e responsabilità, il ruolo dell’informazione e il rischio della demagogia. L’incontro non si configura solo come una lezione accademica, ma come un’opportunità di riflessione collettiva. L’esposizione della professoressa indagherà il presente partendo dal passato, dimostrando che la democrazia rappresenta un dato vivo e complesso. Si tratta di un appuntamento dedicato a chiunque voglia comprendere meglio il nostro presente attraverso la lente preziosa della storia greca.
Il progetto Art Ensemble-Cultura e Socialità è promosso e finanziato da Regione Piemonte e dall’Assessorato alle Politiche Sociali.
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Maggiori informazioni e prenotazioni al numero 366 3407927
Mara Martellotta

Dialoghi al Museo Pietro Micca con Gianni Oliva

Lo scrittore presenterà, in occasione del Salone Off, ilsuo ultimo libro “La Prima Guerra Civile”

Il Museo Civico Pietro Micca di Torino inaugurerà, in occasione del Salone Off, un nuovo ciclo di incontri culturali dal titolo Dialoghi al Museo pensato come spazio di confronto, approfondimento e riflessione sulla storia e sull’attualità attraverso la voce di autori, studiosi e protagonisti del panorama culturale torinese e italiano. Il primo appuntamento si terrà il prossimo 12 maggio e avrà come ospite lo storico e scrittore Gianni Oliva, tra i più autorevoli divulgatori della storia contemporanea italiana. L’incontro sarà dedicato alla presentazione del suo ultimo libro, La Prima Guerra Civile, edito da Le Scie Mondadori, un’opera che affronta con rigore storico e grande capacità narrativa una delle pagine più complesse e controverse della storia nazionale; questa scelta rappresenta la volontà del Museo Pietro Micca di avviare questo percorso culturale con una voce autorevole e riconosciuta, capace di coinvolgere il pubblico in una riflessione profonda sul passato e sulle sue conseguenze nel presente. Il ciclo di incontri nasce con l’obiettivo di trasformare il museo in un luogo sempre più vivo e partecipato, aperto non soltanto alla memoria storica del protagonista, ma anche al dialogo culturale e civile. In questo spirito, la presenza di Gianni Oliva assume un valore simbolico importante, inaugurando una rassegna che intende diventare un appuntamento stabile per la città di Torino.

L’incontro si svolgerà presso il Museo Pietro Micca il 12 maggio prossimo alle 17.30

Per partecipare è richiesta la prenotazione all’ indirizzo email museopietromicca@comune.torino.it

Agliè, cultura e teatro protagonisti nel ricordo di Guido Gozzano

 

Il fascino senza tempo del liberty e la suggestione della parola scritta rivivranno ad Agliè, domenica 24 maggio prossimo, a partire dalle ore 15, nella storica villa Il Meleto, la celebre residenza estiva e ben retiro del poeta Guido Gozzano, che si trasformerà nello scenario ler un evento capace di unire letteratura, storia e teatro. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la scrittrice Lilita Conrieri e la casa editrice Edizioni Pedrini si propone di trasformare lo splendido giardino della villa in un salotto culturale a cielo aperto, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nel mezzo delle atmosfere che ispirarono i versi più celebri del crepuscolarismo italiano.

Il programma della giornata è fitto e articolato: ad aprire il pomeriggio saranno le visite guidate alla Casa-Museo, gioiello architettonico che conserva ancora arredi e cimeli d’epoca intatti. Due i turni previsti per permettere al pubblico di scoprire l’intreccio tra la vita del poeta e le sue opere. Il primo gruppo partirà alle 15, il secondo alle 16. Il cuore letterario dell’evento sarà concentrato nel giardino della villa, dove sul palco si alterneranno tre autori di rilievo. Alle 15.30 Silvia Bardesono presenterà “Il canto di Vega”, seguita alle 16.30 da Luigi Cunti con l’opera “Il sole si fermò- e se Giosuè e Galilei avessero avuto entrambi ragione?”, volume che promette di stimolare riflessioni profonde fra scienza e fede. Il finale sarà affidato a Danilo Alberto, con il suo “Sussurro del bagatto”. La presentazione sarà arricchita da una performance scenica della compagnia teatrale Voci nel Frutteto-Macedonia d’arte, che porterà in scena “La notte delle leggende”, suggestivo artefatto del romanzo.

La proposta culturale sarà arricchita da “La biblioteca in giardino”, uno spazio dove il pubblico potrà acquistare o consultare una selezione curata da Edizioni Pedrini con titoli storici legati al territorio, come l’antologia “Gotta”, “Una volta c’era Ivrea e Canavese” e i classici di Giuseppe Giacosa e Nino Costa. Le visite guidate avranno la durata di circa 45 minuti e sono accessibili su prenotazione fino a esaurimento posti, al numero 348 6955290. Il costo dell’ingresso all’evento è 6,50 euro a persona. Si tratta di un appuntamento per riscoprire l’anima letteraria del Canavese.

Mara Martellotta

Progetto Ulisse, visite guidate a Miradolo

A cura degli studenti di alcuni istituti superiori di Pinerolo
Domenica 10 maggio, per la decima edizione del Progetto Ulisse,  gli studenti di quattro Istituti di Istruzione Superiore di Pinerolo  hanno organizzato  visite creative guidate alla mostra intitolata “C’è  oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki  Smith a Lucio Fontana”. Si tratta di cammini tematici con ispirazioni artistiche e citazioni letterarie per raccontare, sotto varie forme e attraverso prospettive nuove e affascinanti, il parco storico, il castello e la mostra “C’è oggi una fiaba”
L’approccio adottato dai ragazzi si distingue per il forte carattere laboratoriale e collaborativo. Le visite non si limitano a una semplice presentazione delle opere in mostra, ma si configurano come percorsi di accompagnamento narrativo, capaci di restituire al pubblico una visione personale e interdisciplinare delle tematiche affrontate.
I percorsi spaziano dall’esplorazione delle fasi di vita e delle nuove prospettive che questa può offrirci alla dimensione della scelta e del destino individuale, fino all’interpretazione del rapporto tra la comunità e l’individuo. Nella stessa giornata sarà  allestita  un’esposizione di tavole di progettazione a cura degli studenti di Architettura del Liceo Artistico  M. Buniva , che immagina elementi di design in armonia con il sito storico.
Il Progetto Ulisse rappresenta un dialogo sull’Uomo, sui suoi viaggi reali o immaginari, sui suoi limiti, le sue paure, sulla scoperta. Il tema di Ulisse, paradigma di conflitti elementari, ha condotto gli studenti a lavorare in maniera multidisciplinare sull’educazione alla creatività per sviluppare un progetto formativo che è un invito al viaggio, alla riflessione non solo sull’eroe mitologico, ma sull’Uomo, in tutta la sua forza e debolezza.
Gli studenti delle classi coinvolte si sono occupati delle varie fasi del lavoro, dallo studio dei contenuti esposti alla progettazione del percorso, fino  alla scelta dei destinatari e alla scrittura dei testi.
Diversi gli istituti di Pinerolo coinvolti, dal Liceo Scientifico Marie Curie, al Liceo Classico Porporato, all’Istituto di Istruzione Superiore Buniva all’Istituto Immacolata.
Castello di Miradolo  via Cordonata 2 San Secondo di Pinerolo
Domenica 10 maggio 2026, ore 15
Il progetto Ulisse prevede l’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 0121502761
Mara Martellotta

Ricordando Giovanni Testori… Ogni anno, il 12 maggio

Dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’“Università di Torino” l’avvio di una dedica annuale al grande intellettuale milanese nel giorno della sua nascita

Martedì 12 maggio

Dopo il grande successo ottenuto dalle celebrazioni del “Centenario” della nascita (con la messa in scena di decine di spettacoli, pubblicazioni, mostre e quattro convegni organizzati a Roma, Milano e Udine), per l’indimenticato Giovanni Testori (Novate Milanese, 12 maggio 1923 – Milano, 16 marzo 1993), tra le figure più poliedriche ed anticonformiste della cultura italiana del secondo Novecento, s’è ben pensato di dare avvio ad una nuova tradizione celebrativa a cadenza annuale. Da “Casa Testori” che, nel Paese natio, ne conserva il ricco “Archivio” e soprattutto la dovuta Memoria, è nata l’idea di ricordare ogni anno colui che seppe abbracciare con prodigiosi, incredibili risultati e balzi dell’intelletto il più vasto arco dell’attività culturale – da drammaturgo, scrittore, pittore, “passionale” critico d’arte nonché poeta, regista ed intellettuale “irregolare e ribelle” – nel giorno della sua nascita, il 12 maggioIl 12 maggio, come detto, di ogni anno. Un appuntamento che troviamo assolutamente condivisibile e che partirà quest’anno proprio da Torino, città che molto contò – nonostante la sua indomita “meneghinità” – per Giovanni Testori, che sotto la Mole fu ospitato per importanti esposizioni artistiche (alla Galleria “Galatea”, ad esempio, anni ’70, Galleria fondata dal banchiere e mercante d’arte Mario Tazzoli e strettamente seguita da Luigi Carluccio, per ricordare, forse, la principale) e dove frequenti – e accolte con gran successo – grazie al “Progetto Testori” di Valter Malosti, sono state anche negli anni alcune sue importanti opere teatrali, come la “Trilogia degli scarrozzanti” e “Cleopatràs” ai Teatri “Carignano” e “Gobetti”.

Orbene, a prendere in mano le redini delle prime celebrazioni subalpine, sarà il Dipartimento di Studi Umanistici dell’“Ateneo” torineseE a seguire ogni anno e sempre il 12 maggio, una diversa Università italiana chiamerà a raccolta studiosi, ricercatori e appassionati per una “giornata testoriana”, quale occasione per fare il punto sugli studi e sugli spettacoli intercorsi nell’anno e presentarne le novità editoriali più significative.

A Torino, dunque, l’appuntamento è per il prossimo martedì 12 maggio, presso la “Sala lauree” del “Complesso Aldo Moro”, in via Sant’Ottavio, 18.

Per questa prima edizione dell’iniziativa un focus speciale sarà dedicato alla recente pubblicazione “Con Roberto Longhi. Lettere e scritti, 1951-1990” (Feltrinelli 2026). Per raccontarne i contenuti si partirà dalla “Narrativa” testoriana, per ricostruire i dialoghi epistolari – 62 lettere – con Roberto Longhi (origini albesi, tra i più grandi storici dell’arte del Novecento e figura carismatica, il primo e unico “Maestro” di Testori) intrecciandoli con le voci di Giulio EinaudiItalo Calvino ed Elio Vittorini: personaggi chiave di questa importante storia culturale del Novecento. E quanta Torino! L’amicizia e il sodalizio artistico-culturale tra Testori e Longhi durò quasi vent’anni, dal 1951 fino al 1969, a pochi mesi dalla scomparsa (1970) a Firenze di Roberto Longhi e fu un rapporto che proseguì, da parte dell’intellettuale milanese (che Longhi volle anche nello staff di redazione della sua rivista “Paragone”), negli anni, come documentano i numerosi articoli e interventi dedicati a lui e alla moglie Anna Banti (nom de plume di Lucia Lopresti) scrittrice  e, anche lei, importante critica d’arte, riproposti o pubblicati per la prima volta in questo volume.

Nel pomeriggio, il percorso del “Testori torinese” proseguirà grazie all’invito del Museo Civico di “Palazzo Madama” che, dagli anni Cinquanta, vide Testori impegnato in mostre e riscoperte al fianco di Vittorio Viale (direttore dei “Musei Civici” di Torino dal 1930 al 1965) e Luigi Mallé (storico dell’arte e successore, alla scomparsa di Viale, nella direzione degli stessi “Musei Civici”).

Sarà questa l’occasione per un “dialogo itinerante a porte chiuse”, tra i quadri al centro della sua scrittura critica, da Martino Spanzotti a Giacomo Ceruti e di fronte ai dipinti del “Seicento piemontese e lombardo” da lui donati al “Museo”, dal Cerano (Giovan Battista Crespi, detto il “Cerano”, tra i maggiori esponenti artistici della Controriforma milanese e dal 1629 direttore a Milano della “Fabbrica del Duomo”, che del suo progetto riporta ancora i cinque portali dell’attuale facciata ) al milanese Francesco Cairo, o “Cavalier Cairo” per aver ricevuto la medaglia dell’“Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro” a Torino, dove da Milano si trasferì giovanissimo, nel 1633, alla Corte dei Savoia.

Per info e programma dettagliato della “giornata torinese”: “Casa Testori”, Largo Angelo Testori 13, Novate Milanese (Milano); tel. 02/36586877 o www.associazionetestori.it

Gianni Milani

Nelle foto: Giovanni Testori e Locandina evento; Cover “Con Roberto Longhi. Lettere e scritti, 1951-1990” (Feltrinelli, 2026)

Nasce la Fondazione Centro Studi Carlo Alberto

Lo “Spirito Albertino” 

Uno sguardo al passato per comprendere il futuro, la nascita della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto


Nella mattinata di venerdì 8 maggio scorso, presso la Sala Azzurra dell’Accademia Albertina di Torino, è stata presentata la neonata Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. Si tratta di una realtà senza fini di lucro che si pone l’obiettivo, attraverso un preciso “spirito” riferito a Re Carlo Alberto di Savoia, figura chiave in un’epoca di responsabilità e decisioni determinanti, di rivolgere uno sguardo al passato e alla nostra storia per comprendere le sfide del futuro, valorizzando l’identità di Torino e del Piemonte e promuovendo eventi di varia natura, dagli incontri di formazione alle conferenze, dai convegni fino alle pubblicazioni inerenti al mondo dell’arte, del teatro, della musica e della lirica. Il coinvolgimento dei giovani rappresenterà una finalità importantissima per la Fondazione, che metterà a loro disposizione borse di studio, riconoscimenti e incentivi per stimolarne la partecipazione.

Il futuro, guardato attraverso la lente dell’immaginifico “Spirito Albertino”, significa quindi andare oltre le difficoltà del presente con coraggio e intraprendenza, rimanendo sensibili ai temi centrali – e basilari per qualsiasi società che necessiti di definirsi solida – quali l’istruzione, la valorizzazione del soggetto in quanto simbolo di collettività, la responsabilità pubblica, l’emancipazione, lo spirito critico e il senso fondante della meritocrazia.

La Fondazione Centro Studi Carlo Alberto nasce grazie alla volontà del Professor Giorgio Gagna, Presidente della Fondazione Romano Gazzera e attivo in diversi sodalizi culturali, ispiratosi ai valori coltivati durante il suo periodo di formazione presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, che egli considerò come una seconda casa, un rifugio sicuro, un’oasi felice di stabilità e crescita personale. Un vero e proprio sentimento amoroso, quello del Professor Gagna, che oggi si traduce in un progetto contemporaneo di ricerca, dialogo interdisciplinare e impegno culturale di cui fanno parte esperti e professionisti del calibro di Elena D’Ambrogio Navone, nel ruolo di Vicepresidente, i consiglieri Roberto De Masi, Sabrina Gonzatto e Gustavo Mola Di Nomaglio, oltre al revisore dei conti Luciano Marchisio e il segretario generale Valentina Caputo.

Tra le prime iniziative presentate vi sono la “Sindone tattile”, sviluppata in collaborazione con la Confraternita del Santo Sudario”, con il Direttore del Museo della Sindone e con i Cultores Sindonis, finalizzata a una migliore fruizione della Sindone da parte delle persone non vedenti; la borsa di studio per il Conservatorio Giuseppe Verdi, dedicata ai giovani, e un’altra da destinare ai bambini di una scuola pubblica sita in Barriera di Milano, oltre a un ciclo di tavole rotonde e momenti di confronto sui temi citati nel primo paragrafo. In cantiere anche la progettazione del Premio Carlo Alberto, che verrà conferito a personalità di rilievo distintesi come contemporanee portatrici dello “Spirito Albertino”, la celebrazione dei 180 anni dello Statuto Albertino (nel 2028) e una raccolta fondi atta a finanziare i nuovi progetti della Fondazione, che si svolgerà durante una “Cena Reale” prevista per la fine dell’anno corrente.

Mara Martellotta

 

                                                                                                           

Un sabato “magico”, tra natura e arte, al Castello di Aglié

Nell’antica “Residenza Sabauda”, visita guidata alla mostra “VITAE” di Jessica Carroll e “workshop” di acquerello a tema naturalistico

Sabato 9 maggio, ore 10

Aglié (Torino)

L’occasione per un sabato “fuori porta” (a circa 40 chilometri da Torino), in cui immergersi nella magia della natura – in tutte le sue forme – così come nello splendore di una tra le più prestigiose “Residenze Sabaude” del Torinese e nelle opere di un’artista che alla “natura” dedica, da sempre, tutto il suo più alto “mestiere”, è davvero ghiotta. A fornircela è, ancora una volta, il prestigioso “Castello Ducale” di Aglié, nel cuore del Canavese (inserito, dal 1997, nel circuito delle “Residenze Reali Sabaude”), origini remote risalenti al XII secolo quale “Fortezza” dei Conti di San Martino e trasformato nel Seicento in sontuosa dimora signorile, acquisita nel 1764 dai “Savoia-Genova” per poi passare allo Stato nel 1936.

Ebbene l’occasione ghiotta di cui sopra è in programma, proprio al “Castello” alladiese, per il prossimo sabato 9 maggioa partire dalle ore 10 e rientra nel più ampio programma “Arte e Naturalia”, promosso dalle “Residenze Reali Sabaude” in collaborazione con “Vivere i Parchi” e “Morena Ovest”, l’accordo di “promozione territoriale” tra i comuni di Aglié (capofila), Bairo, Castellamonte, Cuceglio, Vialfré, San Martino, San Giorgio e Torre Canavese.

Il nuovo appuntamento, dal titolo “Lo sguardo dell’alveare. Dialogo visivo tra l’arte di Jessica R. Carroll e l’illustrazione naturalistica” nasce dall’idea di abbinare l’approccio conoscitivo al “Castello” e ai suoi magnifici “Giardini” alla visita guidata della mostra, attualmente in corso, “VITAE. Il sentimento della natura” che, fino a domenica 27 settembre, proporrà in visione (con la curatela di Alessandra Gallo Orsi, Elisabetta Silvello e Lorenza Salamon) un ragguardevole gruppo di opere – installazioni dell’artista romana (oggi residente a Ivrea) Jessica Rosalind Carroll. Artista che alla “Natura” deve tutto il suo istinto creativo ed ispirativo e che nella forza della “Natura” trova piena compiutezza di vita e ragione operativa. Tanto da farsi inarrestabile, indomita e appassionata viaggiatrice (illustratrice e fotografa) in numerosi parchi, riserve e luoghi naturali di tutto il mondo, dai parchi italiani a quelli dell’est Europa (per citarne alcuni), fino al Caucaso, all’altopiano del Pamir, in Turchia, Birmania, India e Africa, osservando  il mondo naturale “come un insieme di dinamiche condivise più che come repertorio di forme”. In quest’ottica andrà a muoversi anche il Progetto fissato al “Castello” per il prossimo sabato 9 maggio. Seguendo obiettivi, ad un tempo, esplicativi e pratico – formativiil percorso infatti unirà “visita guidata” e “pratica artistica”, esplorando il rapporto tra osservazione scientifica e interpretazione creativa, con un “focus” sull’illustrazione naturalistica che, in modo particolare, punterà all’osservazione dello sviluppo estetico di quella grande passione che, da sempre, accompagna la Carroll nella definizione del complesso “Universo Api”.

“Nell’alveare – si sottolinea nella nota critica alla mostra – ogni gesto è funzione, ogni traiettoria costruisce spazio”. E al “Castello di Agliè”, le opere di Jessica R. Carroll dedicate alle api – dai rilievi di “La vie des Abeilles” all’“Ape che dorme”, al bellissimo “Alveare” e alla “Panchina Alveare” in bronzo che nei Giardini rappresenta una dimensione di sosta fino all’“Afelio e Perriello” in ceramica con patina color miele – rendono ben visibile “questo sistema fatto di ripetizione, cooperazione e differenze”. Non meno che in altre opere, dai “13 modi di vedere un merlo” (per cambiare attori-protagonisti) al “Concerto notturno per rane e grilli” – sacrale metafora di perfette “canne d’organo” – in marmo bianco di Carrara e rosa portogallo. Questi alcuni dei passaggi che, dal “Salone delle Guardie d’Onore” alla “Terrazza” antistante lo “Scalone San Massimo”, faranno da “corpus didattico” alla mostra. E la giornata non finirà qui.

Dopo un approfondimento sulle opere e sui processi creativi dell’artista, è, infatti, prevista una “sessione di pittura ad acquerello” en plein air nel “Giardino” del Castello.

A condurre l’improvvisato “workshop” a tema naturalistico sarà l’illustratrice e pittrice romana, Gioia Marchegiani,  appassionata osservatrice della natura che ama dipingere dal vero ad acquerello, con grande attenzione ai dettagli. Molti i suoi libri illustrati per l’infanzia, pubblicati in Italia e all’estero, insegna disegno e acquerello botanico e organizza sessioni pittoriche “en plein air” per “conoscere la natura e apprezzarne la ricchezza di forme e colori, in un dialogo che si fa più profondo attraverso l’arte”.

I materiali per il laboratorio sono messi a disposizione da “A. Gallo Colors” di Assisi.

Per info: “Castello Ducale”, piazza Castello 1, Aglié (Torino); tel. 0124/330102 o www.residenzerealisabaude.com

Gianni Milani

Nelle foto: “Giardini” Castello di Aglié; Jessica R. Carroll: “Alveare”, bronzo, 2022; “Afelio e Perriello”, ceramica con patina color miele, 2022; “Panchina Alveare”, bronzo, 2022

Al castello di Miradolo incontro tra Emilio Isgrò e Francesco Poli 

Al castello di Miradolo un’occasione da non perdere è rappresentata dall’appuntamento di sabato 9 maggio, quando l’artista Emilio Isgrò dialogherà  con lo storico dell’arte Francesco Poli. L’incontro, dal titolo “Una mezz’ora per due: cancellare le fiabe” rappresenta un momento dedicato all’esplorazione della mostra “C’è oggi una fiaba” e alla poetica del maestro, caratterizzata da narrazione e cancellature. A seguire Enrica Dorna presenterà il volume “Madrigali, Michelangelo Buonarroti-Emilio Isgrò”, pubblicato da Edizioni dell’Arte. Si tratta di un evento inserito nel programma del Salone OFF.
Domenica 10 maggio si terrà la giornata di restituzione del Progetto Ulisse, percorso multidisciplinare,  che ha coinvolto studenti e studentesse avvicinandoli al mondo delle professioni culturali e del lavoro in ambito museale.
Domenica 31 maggio tornerà al castello di Miradolo ‘Rustica’, esperienza che unisce arte, gusto e natura negli spazi contadini del castello, tra momenti all’aria aperta e convivialità.
Il consueto concerto d’estate si terrà alle 4 di domenica 21 giugno, nel momento più silenzioso e suggestivo della giornata. Sul prato del castello, tra le prime luci del giorno, sarà  possibile godere di un’esperienza immersiva capace di unire suono e paesaggio in modo unico.
La visita al parco e alla mostra avviene ogni sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30.
Per gruppi e scuole, castello e parco sono visitabili tutti i giorni su prenotazione.

Info e prenotazioni 0121502761
prenotazioni @fondazionecosso.it

Mara Martellotta

Chiamati due volte: i martiri d’Algeria

Una mostra a Maria Ausiliatrice

Trent’anni fa, il 21 maggio 1996, venivano uccisi in Algeria i 7 monaci trappisti di Tibhirine, il cui martirio fu reso celebre in tutto il mondo dal film “Uomini di Dio” che solo in Francia ebbe 4 milioni di spettatori e vinse il premio speciale della giuria al Festival di Cannes. Ora una mostra a Torino, a Maria Ausiliatrice ( dal 10 al 24 maggio , ore 10-20), ricorda questo drammatico evento e tutti i 19 martiri dichiarati beati dalla Chiesa nel 2018 uccisi dal fondamentalismo islamico durante il decennio nero del terrorismo algerino ( 1992-2002) : oltre ai 7 monaci, religiose, religiosi e il vescovo di Orano Pierre Claverie, A organizzarla il Centro studi Perione, che si occupa a Torino dello studio e delle relazioni cristiano-islamiche, in collaborazione con il Centro Frassati, nell’ambito del Salone del libro. La mostra, che è stata esposta anche a Parigi, New York, Roma e Milano, ripercorre con foto , video, scritti la vita donata di questi martiri, la loro fede e la scelta di restare tra la gente.. Si intitola “Chiamati due volte”, perché la fedeltà alla loro vocazione si è incarnata in una fedeltà al popolo algerino, vittima anch’esso della violenza e dell’odio. Ricordare il loro sacrificio è un messaggio universale di dialogo e riconciliazione, come fu tutta la loro vita. Evento centrale sarà Giovedì 14 maggio alle ore 20,45 l’intervento del cardinale di Algeri , S.Em. Jean Paul Vesco, che parlerà nella sala don Bosco di Valdocco, sul tema :”I martiri di Algeria, testimoni di fraternità”. Venerdì 15 maggio alle ore 9 il Cardinale Vesco dirà messa in Maria Ausiliatrice, dopo la messa incontrerà nella sala don Bosco sacerdoti, religiose e religiosi che vorranno intervenire. Ha scritto Alessandro Banfi, uno dei curatori con Michele Brignone , Martino Diez Lorenzo Fazzini, Caudio Fontana e Michele Pellegrino, « Nessuno dei diciannove martiri è stato colpito in solitudine – compresa suor Odette Prévost che pure è morta da sola, perché l’altra sorella del Sacro Cuore di Gesù, Chantal Galicher, è sopravvissuta –, forse un segno che la scelta di rimanere non è mai stata del singolo individuo, ma è maturata in comunione con altri» .Al vescovo di Orano Claverie, è toccato di morire con un giovane musulmano che lo accompagnava quel giorno. La sua tomba, nella cattedrale di Orano , è accessibile da una porticina per permettere ai musulmani di visitarlo e rendergli omaggio. «I diciannove beati martiri d’Algeria», scrive ancora Banfi, «hanno lasciato opere, segni concreti: una scuola di cucito, una biblioteca, un dispensario medico… Papa Leone nella sua visita in Algeria il 13 aprile ha reso omaggio a questo “dialogo della vita”. Loro continuano a provocare, con la loro intercessione, piccoli e grandi fatti. Ha scritto Joseph Ratzinger che i santi sono come le porte delle chiese, sono sempre un tramite, un passaggio, un’occasione. Per arrivare ad altro. E anche per i diciannove succede così»