CULTURA

“Da questa parte del mare”. Omaggio a Gianmaria Testa

 

A dieci anni dalla scomparsa al teatro Sociale Busca di Alba

Continua  a crescere l’attesa a pochi giorni dal concerto per “Scritto domani. Omaggio a Gianmaria Testa”. Per lo spettacolo in programma il 25 settembre prossimo al Teatro Sociale Busca di Alba, i biglietti sono esauriti, a conferma della risposta entusiasta e partecipe del pubblico e degli appassionati della  musica di Gianmaria Testa, che hanno accolto con grande affetto l’idea di questo omaggio collettivo. Rai Radio 3 è media partner ufficiale dell’evento.

Il concerto nasce per celebrare,  nel 2026, i venti anni dell’uscita  di “Da questa parte del mare”, album premiato nel 2007 con la Targa Tenco e interamente dedicato al tema delle migrazioni contemporanee e ai dieci anni della scomparsa di uno dei più originali cantautori italiani.
Voluto da Paola Farinetti, moglie e produttrice di Gianmaria, realizzato in collaborazione con il Comune di Alba, lo spettacolo restituisce dal vivo, in forma integrale, l’album che ha segnato una tappa fondamentale della ricerca artistica e civile dell’autore.
Sul palco del teatro Sociale, aperto a 360 gradi  ovvero sia nella sala storica, sia in quella moderna, con il pubblico avvolto nella musica e dalle parole, si alterneranno 25 artisti chiamati a interpretare le canzoni di “Da questa parte del mare”, a condividere ricordi, frammenti di biografia, storie di incontri con Gianmaria e con i temi che hanno attraversato le sue canzoni.
Il cuore  musicale del concerto è un supergruppo guidato da Roberto Cipelli, storico compagno di viaggio di Gianmaria Testa, affiancato da altri musicisti del jazz italiano, molti dei quali da sempre legati al suo percorso. Intorno alle canzoni  gli interventi di scrittori, attori e amici che sono stati capaci di restituire il profilo di Gianmaria Testa come “uomo politico”, come un artista  che ha scelto la poesia come forma di impegno, capace di parlare di migrazioni, lavoro, dignità, senza slogan ma con una radicale umanità.

“Questo concerto si intitola “ Scritto domani” perché tutto l’album “Da questa parte del mare” non solo non accusa minimamente i venti anni passati, sia per i temi trattati sia per la freschezza del tessuto musicale, ma anche perché appunto sembra scritto domani, come tutti gli obiettivi che ancora dobbiamo realizzare. Mi piace pensare Gianmaria al futuro e non al passato – spiega Paola Farinetti che aggiunge – Desidero ringraziare tutti gli artisti che hanno accolto il mio invito , tutti coloro che stanno a vario titolo dietro le quinte di questa iniziativa, anche molto Stefano Senardi e Domenico Procacci, insieme a Mirko Capozzoli e Alejandro De La Fuente, senza i quali non sarei mai riuscita a realizzare un progetto così complesso, ambizioso e articolato intorno alla figura di Gianmaria. A Gianmaria in tanti hanno voluto e continuano a voler bene ed è qualcosa che non smette mai di commuovermi”.

Mara Martellotta

“C’era una svolta”, ad Alpignano la prima edizione

 La rassegna “racconta i bivi della storia per decifrare il presente”. Il via con la “Cena in giallo”

Da sabato 19 settembre a venerdì 20 novembre

Alpignano (Torino)

In fondo alla via Cervino, ad Alpignano (una manciata di chilometri da Torino), c’è una storica “Scalinata” a gradoni in pietra che fu via di transito reale, all’epoca, per i nostri valorosi partigiani. Sarà proprio quella preziosa “Scalinata” al centro di uno degli appuntamenti più significativi della Rassegna “C’era una svolta”, rassegna diffusa e “pop” ideata e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune alpignanese per “raccontare i bivi cruciali dell’umanità”. Il tutto nell’ampio arco temporale di ben tre mesi, dal prossimo sabato 19 settembre a venerdì 20 novembre. Attraverso piazze, Biblioteca e “luoghi simbolo” della cittadina valsusina, divisa esattamente a metà dalla Dora Riparia, l’ evento – superando desueti confini narrativi e intrecciando la “grande storia” alle “vicende locali” – spazierà dal “racconto delle origini dell’energia elettrica” alla “memoria dei deportati”, passando per le “trasformazioni del lavoro” a Mirafiori alla “nascita del voto femminile” fino al “passaggio all’età adulta” raccontata dal fumetto. E ad unire i molteplici “passaggi” tematici, “sarà proprio – dicono gli ideatori – la capacità di imprimere una svolta”. Come da titolo, appunto. Sottolinea, in proposito l’Assessora alla Cultura, Chiara Priante“Dietro ‘C’era una svolta’ c’è un obiettivo chiaro: smetterla di considerare la memoria come un soprammobile impolverato, da mostrare ogni tanto, e renderla plasmabile, alla portata di tutti: la storia è materia viva, un incendio che deve accendere il presente. Omaggiamo chi sa cambiare rotta: ogni conquista, dal voto alle donne al progresso industriale, è partita da una scelta”. Tra gli appuntamenti chiave (sabato 24 ottobreore 16) spicca proprio l’inaugurazione della “Scala delle Partigiane”, di cui s’è detto sopra e primo atto del nuovo “Assessorato a Resistenza, Costituzione e Antifascismo” del Comune di Alpignano. Iniziativa unica in Italia, ogni scalino sarà dedicato a una partigiana. I nomi – figure locali o regionali o nazionali – saranno individuati da un gruppo di lavoro composto da Marcella FilippaBruna BertoloMaria Grazia Alemanno e Mariella Di Vietro.

Il ricco calendario di appuntamenti, tutti a ingresso gratuito, si apre sabato 19 settembreore 19,30, nel Cortile all’interno del parco del “Castello Provana” (via Arnò, 33) con la “Cena in Giallo” in omaggio al “vicino di casa”, il piossaschese Alessandro Cruto, geniale inventore della lampadina con filamento al carbonio sintetico (1879-’80), incompreso sognatore, ricercatore solitario, uomo capace di illuminare la notte e di inseguire instancabilmente il suo sogno. La piazza si trasformerà in un’elegante sala da pranzo a cielo aperto. La caratteristica fondamentale è che tutti i partecipanti dovranno essere rigorosamente “vestiti di giallo”. Da casa si porta l’occorrente, dalle sedie ai tavoli, alle tovaglie: gialle o con un elemento giallo, da un semplice fiocco alle stoviglie. Sul tavolo, occorre portare una lampada. Anche il cibo viene portato dai commensali. Dal palco, un piccolo omaggio narrativo ad Alessandro Cruto (cui Alpignano ha dedicato l’“Ecomuseo” all’interno della “Biblioteca Civica”), con l’attore Riccardo De Leo: il 4 marzo 1880, primo in Italia, Cruto riuscì ad accendere una lampadina elettrica ad incandescenza (cinque mesi dopo Thomas Edison) e, nel 1887, a inaugurare la “Fabbrica della luce” ad Alpignano lungo le sponde della Dora Riparia. A seguire, domenica 20 settembre (ore 17), si terrà nel piazzale del Cimitero l’omaggio agli “internati militari alpignanesi” e lo spettacolo “I.M.I. – Lettere di un Internato Militare Italiano”, basato sulle lettere di Prospero Enrico Bertolo, tra gli uomini “che scelsero di dire ‘NO’ il 20 settembre del 1943”.

I mesi di ottobre e novembre riservano altre importanti occasioni d’incontro. Sabato 10 ottobre (ore 18) “Cascina Govean” ospiterà un palco aperto dedicato al “Liceo Darwin” di Rivoli, mentre venerdì 23 ottobre (ore 17,30) la “Biblioteca Comunale” accoglierà il fumettista torinese Claudio Marinaccio per esplorare le comiche e tragiche storture del diventare adulti. Sabato 24 ottobre (ore 16) in via Cervino verrà inaugurata la (più volte citata) “Scala delle Partigiane” con la storica Marcella Filippa, mentre l’analisi del Novecento e delle sue trasformazioni sociali continuerà venerdì 13 novembre (ore 21) presso l’ex “Stabilimento Philips” con la presentazione del libro “L’ultimo operaio” di Niccolò Zancan. A concludere la rassegna venerdì 20 novembre (ore 18,30), al “Salone Cruto” di via Matteotti, l’incontro dedicato, nel centenario della morte e nel giorno della sua nascita, alla figura di “Margherita di Savoia” (“Susalibri” Edizioni) a cura della scrittrice e giornalista rivolese Bruna Bertolo, arricchito dall’esposizione di cimeli della “Collezione Calvo”manufatti dell’“Unitre di Alpignano-Pianezza e Caselette” e del gruppo “Biblioknit” (gruppo di lavori a maglia della “Biblioteca”) e – immancabile! – una degustazione finale della “vera pizza Margherita”. Per info e programma dettagliatowww.comune.alpignano.to.it

g.m.

Nelle foto: La “Scala delle Partigiane” (come si presenta oggi); “Ecomuseo Alessandro Cruto”; Bruna Bertolo e il libro su “Margherita di Savoia”

Sulle tracce degli dei, l’Egitto in mostra a Bra

A Bra approda, fino al 6 gennaio 2027, la mostra dal titolo “EGITTO. Sulle tracce degli dei”, in collaborazione con il Museo Egizio di Torino

La Fondazione Museo Egizio, in stretta collaborazione con il Comune di Bra, ha allestito una mostra straordinaria, dal titolo “EGITTO. Sulle tracce degli dei”, che si inaugura l’8 settembre. L’esposizione, curata da Alessandro Girardi, sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.

La mostra, unica nel territorio, nella sede dell’affascinante cornice storica di Palazzo Mathis. Il percorso espositivo offre un viaggio unico e profondamente suggestivo nel pensiero religioso e nel complesso universo magico-simbolico dell’antico Egitto, svelando in via inedita al pubblico tredici amuleti originali e reperti inediti legati al culto del Faraone. Il visitatore sarà guidato alla scoperta del vasto pantheon Egizio, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra gli uomini e gli dei e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.

“Ospitare a Bra una mostra nata in collaborazione con un’istituzione come il Museo Egizio rappresenta un’iniziativa di altissimo valore culturale per tutta la comunità- dichiarano il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, e l’assessore alla cultura Biagio Conterno – si tratta di un’opportunità di grande prestigio, che permette di valorizzare il nostro patrimonio artistico e di offrire a residenti, artisti e studenti un’occasione unica per accostarsi a reperti di inestimabile valore storico, custodi di millenni di civiltà esposti per la prima volta al pubblico nella cornice di Palazzo Mathis”.

I visitatori potranno incontrare nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside, Thot, Shu, Horus, Taueret e Bes, ognuna rappresenta attraverso un piccolo oggetto, l’amuleto, considerato dagli antichi egizi uno strumento di protezione e magia molto potente. Il percorso sarà poi completato da una tavoletta lignea e da due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio, molti dei quali per la prima volta al pubblico. Gli oggetti in mostra non vengono catalogato nel corredo degli oggetti funerari, ma sono protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.

Una sezione sarà dedicata alla figura del sovrano, che assumeva un ruolo fondamentale nella religione egizia, in quanto figlio del dio Sole Ra, era egli stesso di natura divina, e agiva da intermediario tra uomini e dei. Ogni rituale era mediato dal sovrano, che era anche garante dell’ordine cosmico. Era per questa ragione che i sovrani erano destinatari di culti specifici che proseguivano anche dopo la loro morte.

La regalità era connessa alla figura del dio Horus che, secondo il mito, era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto. Nell’ambito della mostra, l’allestimento di una stele rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio, che si intrecciano strettamente a quella del territorio piemontese. Durante la rassegna in programma a Palazzo Mathis, in città vi saranno proiezioni cinematografiche a tema, visite guidate, approfondimenti scientifici ed eventi per famiglie.

“EGITTO. Sulle tracce degli dei” – Palazzo Mathis, piano nobile – piazza Caduti della Libertà 20, Bra (CN) – 8 settembre 2026/6 gennaio 2027

Orari: da venerdì a domenica in orario 10-18 / da lunedì a giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione – aperture straordinarie 8 dicembre – 26 dicembre e 6 gennaio 2027

Contatti: Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra – 0172 430185 – promozione@comune.bra.cn.it

Mara Martellotta

La quadreria del Castello di Agliè racconta due secoli di collezionismo

Cerno a Torino nel segno di Oriana Fallaci: la libertà di pensare controcorrente

Presentato nella sede dell’Associazione Camis De Fonseca, il libro “Le ragioni di Giuda” del direttore de Il Giornale 

A vent’anni esatti dalla morte di Oriana Fallaci, celebre giornalista e scrittrice che si è sempre tenuta lontana dal ruolo dell’intellettuale che manipola la realtà attraverso sottomissioni mascherate o ideologie assolute, mai compiacente nei confronti delle “verità” al potere, l’Associazione Camis De Fonseca ha ospitato, nei suoi spazi di via Pietro Micca 15, a Torino, la presentazione del libro “Le ragioni di Giuda” (Rizzoli, 2026), scritto dal direttore responsabile del quotidiano Il Giornale, Tommaso Cerno.

L’evento, realizzato in collaborazione con il Centro Pannunzio e il quotidiano online il Torinese, ha rappresentato un’occasione per rendere omaggio al fondamentale concetto di libertà e a un modo di “fare” giornalismo  del quale proprio Oriana Fallaci è stata un grandissimo esempio. Protagonista dell’incontro Tommaso Cerno, alla presenza dei relatori Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio, Cristiano Bussola, direttore del quotidiano il Torinese e Gabriele Barberis, caporedattore responsabile della redazione Politica de Il Giornale.

Direttore responsabile della testata fondata da Indro Montanelli nel 1974, Tommaso Cerno è un intellettuale consapevole del suo ruolo e della sua influenza mediatica, un uomo che sa comunicare il coraggio della propria onestà intellettuale, un leone che ci si immagina facilmente scendere nell’arena a combattere ogniqualvolta la libertà venga minacciata dall’oppressione, fisica o intellettuale che sia.

“Incontro il direttore Tommaso Cerno per la seconda volta qui a Torino con immenso piacere – ha dichiarato il professor Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio – e con grande partecipazione ho letto ‘Le ragioni di Giuda’, un libro che richiama tutti quei valori ideali verso i quali l’uomo di cultura deve sentirsi impegnato, al di là degli schieramenti politici. Questa lettura mi ha fatto tornare alla mente Norberto Bobbio, un uomo che amava il dibattito, che voleva tenere aperti i discorsi, evitando il tradimento dei propri principi e valori, come tutti i grandi intellettuali. Stimavo Tommaso Cerno già ai tempi in cui lo leggevo su L’Espresso e lo stimo in eguale misura oggi come direttore de Il Giornale, a cui ha saputo dare un’eleganza ‘montanelliana’ che, a mio avviso, era andata perdendosi, e penso convintamente che lui abbia una sua dignità intellettuale per cui desidero ringraziarlo”.

Al centro della presentazione, come tema fondamentale, vi è stato quello riguardante il valore di rappresentare se stessi per ciò che si è, senza compromessi, se non quello della verità. Il significato di viaggiare “controcorrente”, i disvalori della censura e il tradimento soggettivo e politico che Tommaso Cerno approfondisce nel suo libro “Le ragioni di Giuda: quando il tradimento ideologico diventa un atto di libertà”, nel quale impone una riflessione su cosa davvero sia il tradimento, se una colpa morale opportunistica o un estremo atto di libertà. Partendo dalla controversa figura di Giuda, Cerno indaga sul senso del tradimento in quanto gesto umano fondamentale: nella fede, nell’amore, nell’ideologia, nell’appartenenza. Un libro che non offre assoluzioni né provocazioni gratuite, ma rivendica il diritto al dubbio, alla contraddizione, alla disobbedienza del pensiero, in cui il tradimento non è sempre una resa, ma anche l’unico modo, talvolta, per non tradire se stessi. In questa opera di Cerno si evince quanto la letteratura rappresenti, in fondo, il coraggio del dubbio, una lettura differente rispetto alle verità imposte, da qualunque parte esse provengano. Un aspetto che sembra emergere fortemente nel direttore de Il Giornale, che interpreta il suo ruolo di giornalista servendo l’informazione nel modo più nobile, escludendo ogni tipologia di pensiero contraffatto.

Mara Martellotta

Bentornata Italia ’61, la mostra per riscoprire la storica Esposizione di Torino

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 Fondazione Giubileo

Venerdì 18 settembre, alle ore 20, a ingresso gratuito, fino a esaurimento posti, si inaugura la mostra “Bentornata Italia ‘61” promossa dalla Fondazione Giubileo per la Cultura, in collaborazione con l’associazione Amici di Italia ’61 e con il patrocinio della Circoscrizione 8 della Città di Torino. L’esposizione sarà inaugurata presso lo spazio culturale Giubileo Incontri, in corso Bramante 58/7 a Torino, e si aprirà con una conferenza accompagnata da immagini e proiezioni video dell’epoca proseguendo con una visita guidata alla mostra. Curatori e prestatori dei materiali sono Piero D’Alessandro e Mario Abrate, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Amici di Italia ’61. Attraverso il loro racconto, il pubblico potrà tornare idealmente ai mesi in cui Torino divenne il centro delle celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia, accogliendo visitatori provenienti da ogni parte del Paese e del mondo.
Il percorso riunisce fotografie, documenti e biglietti storici, oggetti e cimeli originali legati a una manifestazione che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo della città. Dai simboli dell’innovazione tecnologica, come la celebre Monorotaia Alweg e l’Ovovia alle grandi architetture del palazzo del Lavoro e della Mostra delle Regioni, l’esposizione ricostruisce un stagione di straordinario fermento culturale e urbanistico.
“Bentornata Italia ’61” offre così l’occasione di scoprire non solo un grande evento del Novecento torinese, ma anche il clima, che allora si respirava, di fiducia verso il futuro, verso la modernità e la trasformazione, attraverso materiali capaci di restituirne la memoria e il valore storico.
Per l’inaugurazione è obbligatoria la prenotazione a info@fondazionegiubileo.it
Dopo l’inaugurazione, la mostra sarà visitabile dal 21 settembre al 22 novembre prossimo esclusivamente su prenotazione alla mail sopraccitata.
Mara Martellotta

A Cuneo, la “Cultura” corre

In “Palazzo Santa Croce”, sede della nuova Biblioteca Civica”, inaugura nei prossimi giorni “Sclab”, nuovo Centro Culturale della Città

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre

Cuneo

Incontri, Laboratori, Musica e Mostre: agenda già ricca di appuntamenti per la tre giorni (da venerdì 18 a domenica 20 settembre prossimi) dedicata all’inaugurazione di “Sclab” (acronimo che fonde il concetto di “Santa Croce – Sc” con quello di “Lab – Laboratorio”), il nuovo Centro Culturale, promosso dall’Associazione “Noau”, che sta prendendo vita al piano terra del settecento Complesso di “Santa Croce”, in via Santa Croce 6, a Cuneo e primo tassello di una trasformazione più ampia dell’edificio – costruito nel 1770 su progetto dell’architetto Bernardo Vittone, in sostituzione del precedente ospedale medievale – che nel giro di una settimana vedrà anche l’inaugurazione di “Esseci”, il nuovo “polo culturale” sede della nuova “Biblioteca Civica” di Cuneo. L’inaugurazione, come detto, si svilupperà nell’arco di tre giornate, per far conoscere ben bene il nuovo spazio – piattaforma ideato per intrecciare “creatività”“partecipazione” e “comunità”.

Sottolinea, in proposito, Manuele Berardo, presidente e direttore di “Noau”, “Collettivo di progettisti” che da dieci anni si occupa sul territorio provinciale di progettazione, management e fundraising per la valorizzazione, l’innovazione e la rigenerazione culturale degli spazi urbani: “ ‘Sclab’ nasce come centro culturale multidisciplinare e spazio-piattaforma, con una caffetteria, una sala eventi, una sala laboratorio ed uno spazio espositivo. Inauguriamo quello che vuole essere un luogo aperto alla città, pensato per accogliere e mettere in relazione le realtà culturali, creative e sociali del territorio e per costruire insieme un programma rivolto alla comunità, con un’attenzione particolare – pur senza escludere nessuno – a un pubblico giovane, under 35, a cui la  programmazione dedica spazi, linguaggi e occasioni di protagonismo. ‘Noau’ si occuperà per dieci anni della co-progettazione con il Comune di Cuneo, della gestione e delle attività messe in pista”.

In estrema sintesi, questo il programma della tre giorni inaugurativa.

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre, in “Palazzo Santa Croce” si intrecceranno incontri, performance, attività varie, musica, mostre e momenti di convivialità, coinvolgendo realtà e protagonisti del territorio, insieme ad alcuni ospiti di particolare rilievo. Tra gli appuntamenti irrinunciabili, sarà un dialogo tra Adriano Favole, antropologo e docente all’“Università di Torino”, e il genovese Maurizio Carucci, musicista (scrive musiche e testi con gli “Ex-Otago”), agricoltore (“religioso della natura”, come lui stesso si definisce) e scrittore, ad accompagnare l’apertura del programma.

Altro evento assolutamente da segnalare, la “residenza artistica” del catanese John Blond (volutamente riservata la vera identità anagrafica), che si svolgerà durante l’ultima settimana di cantiere, accompagnando la fase conclusiva dell’allestimento di “Sclab”. Al centro del suo lavoro troveremo i famosi pattern o “Noodles”, ovvero disegni (a mezza via tra la “concettualità informale” e l’“op art vasarelyana”), caratterizzati da libere “linee nere audaci e tremolanti” che s’aggrovigliano su sfondi dai colori brillanti ed accesi, creando composizioni che catturano per narrazione cromatica e suggestiva visionarietà. Interventi site-specific pensati per caratterizzare lo “spazio-eventi” e, parallelamente, per l’allestimento di una mostra che accompagnerà i primi mesi di vita del nuovo “Centro Culturale”.

Il programma proseguirà sabato 19 settembre con attività dedicate alla “creatività”, al “benessere” e alla “comunità”, accanto a Laboratori, momenti conviviali e musica, per concludersi domenica 20 settembre con una fruizione più libera dello spazio e la possibilità di conoscere il nuovo Centro e il percorso artistico che ne accompagnerà l’apertura.

Conclude Berardo: “Il progetto di ‘Sclab’ si fonda sull’idea di uno spazio partecipativo, capace non solo di proporre attività, ma anche di ascoltare la città e coinvolgerla attraverso momenti partecipativi e di co-progettazione. Un percorso già avviato nei mesi scorsi, con i primi incontri aperti alle Associazioni e alle realtà del territorio, invitate a conoscere gli spazi e a portare idee, proposte e contatti, proprio per costruire insieme la programmazione dell’inaugurazione. ‘Sclab’ vorrà essere, da un lato, la casa di ‘Noau’ e, dall’altro, una nuova ‘piattaforma’ a disposizione dell’intera comunità”.

Per info e programma nel dettaglio: “Noau”, Piazzale della Libertà 3, Cuneo; tel. 324/5955585 o www.noau.eu

g.m.

Nelle foto: Il team di “Noau” in foto di gruppo e al lavoro all’interno degli spazi “Sclab”; l’artista John Blond al lavoro

Idro Grignolio, il cantore del Monferrato

Ardua impresa è la descrizione della statura di Idro Grignolio, fonte inesauribile di notizie e grande personaggio del panorama culturale monferrino, nel quindicesimo anno della scomparsa avvenuta il 16 settembre 2011. Giornalista, scrittore, poeta, ricercatore, storico, grafico, fotografo, caricaturista, illustratore e autore di romanzi storici sviluppò la capacità di rilevare i contorni umani dei suoi personaggi con arte raffinata illuminata dallo humor. Prima di trasferirsi a Casale, abitò per oltre 40 anni a Balzola, dove nacque il 7 giugno 1922 nel rione Borgoratto, maestro elementare e dal 1945 reggente della segreteria comunale del suo paese.
Famose le oltre 1200 caricature sui Profili Cittadini pubblicati sul bisettimanale “Il Monferrato”, collaborando anche con la prestigiosa “La Settimana Enigmistica”. Fu autore di una dozzina di volumi dedicati al paese natale, tra i quali “B come Balzola” postumo, oltre a 60 volumi dagli svariati contenuti: “Mostra di San Giuseppe”, “Pro Loco”, “I primi 90 anni del Casale Calcio”, “100 anni di Politeama”, “I tesori delle chiese monferrine”, “Le 100 donne di Casale”, “Casale Monferrato e le sue vicende storiche”. Molto interessante “Aleramo e la sua stirpe”, libro voluto dalla Confraternita dei Coppieri di Aleramo, storia e leggenda che ha suscitato la curiosità di studiosi locali vivificata dal suo stile personale con la presentazione di Gabriele Serrafero.
Nel 2005 Jean Servato, della galleria d’arte “Ariete”, omaggiò Grignolio con la pubblicazione di “Caricaturista” recante i più noti personaggi monferrini. Da ricordare il suo dotto intervento durante l’inaugurazione del teatro municipale di Casale Monferrato, restituito alla città nel 1990 dopo 40 anni di chiusura, alla presenza di Vittorio Gassman che propose il monologo “Brindisi per un teatro”. Grignolio si appassionò alla storia delle prestigiose casate monferrine con pubblicazioni sui conti Callori, l’industriale De Mattei, il finanziere Riccardo Gualino e i marchesi Gozzani di Treville e San Giorgio.
Nel palazzo di Ciriè, Idro ritrovò la storia in epoca napoleonica della marchesa Sofia Doria Gozzani residente nel palazzo San Giorgio di Casale e il suo ritratto in età giovanile eseguito all’epoca dal pittore torinese Panealbo, immagine del ritratto recentemente restaurato inviatoci dalla responsabile della quadreria Doria dott. Marina Macario. Durante l’intervista rilasciataci dal figlio Alberto, veniamo a conoscenza del passato militare del padre: allievo ufficiale di Aviazione a Venaria Reale dove, per meglio identificare gli aerei nemici, ne disegnava la sagoma per favorirne il riconoscimento. Nel 1957, durante una serata musicale allestita nel salone consigliare di Balzola, partecipò allo spettacolo trasmesso da una troupe televisiva torinese in cerca di idee.

Avendo solo 30 secondi di tempo per trasferire le immagini di personaggi celebri su un tabellone, egli ebbe l’idea di utilizzare il rossetto di una ragazza presente in sala. Il suo archivio privato consistente in libri, disegni, manoscritti, fotografie, documenti e articoli fu donato nel 2015 alla Biblioteca di Treville che ospita oltre 7000 volumi, intitolata al compianto prof. Giuseppe Spina e gestita dal direttore Paolo Testa, grande amico di Grignolio. Nel 2023 la città di Casale, nel giorno della sua scomparsa, intitolò i giardini del Valentino detti “ex Altera” allo storico e “cantore” di Casale e deI Monferrato Idro Grignolio. Fu eccellente guida turistica, attività svolta con grande passione, competenza e generosità.

Sulla lapide del cimitero di Balzola, una frase posta accanto alla sua immagine con la moglie Luigia Torriano, recita: “La morte non esiste. Esiste l’oblio dei vivi”. La sete del sapere non era in lui gratificazione personale del possedere fredda erudizione ma viscerale desiderio di conoscenza al fine di diffonderla avvicinando ad una cultura accessibile a tutti seppur non in senso semplicemente divulgativo bensì in modo approfondito e con chiarezza espositiva. Significativo, nel 2008, il suo sostegno alla proposta del comitato di presidenza del Mutuo Soccorso di sostituire la denominazione “Circolo delle Tordelle”, allettante e bonariamente ironica ispirata dalle illustrazioni del vecchio “Corriere dei Piccoli”, con “Circolo Culturale Leonardo Bistolfi”.

Grignolio si dimostrò molto favorevole alla proposta in quanto il precedente significato, fuorviante, non corrispondeva alla volontà di creare incontri altamente culturali e non di un semplice intrattenimento di signore in cerca di svago. Tanto più che proprio in questa sede il grande scultore simbolista Leonardo Bistolfi era stato presidente onorario e nei giardini antistanti si può ammirare il suo splendido monumento ai caduti del 1928, importante esempio di unione di Liberty e Simbolismo. Ancora attuale, a distanza dalla pubblicazione nel 1983, la sua guida turistica di Casale scritta e illustrata, prezioso scrigno di dati storici e artistici, aneddoti e curiosità nell’informare, appassionare e incentivare il turismo in Monferrato.
Giuliana Romano Bussola
Armano Luigi Gozzano

In programma a Flashback Habitat una serata di standup comedy

Al Circolino giovedì 17 settembre alle ore 21

Giovedì 17 settembre, alle ore 21, gli spazi del Circolino a Flashback Habitat, in corso G. Lanza 75, si trasformeranno in luogo di risate e di allegria grazie serata dedicata alla standup comedy, rassegna curata da Carlos Gutiérrez e Luca Casaburo. La standup comedy rappresenta una firma di spettacolo in cui comici e comiche si esibiscono in piedi davanti al pubblico senza la “quarta parete”. L’artista che si esibisce in questa forma di spettacolo si chiama “standup comedian”. Al Circolino, sei comici selezionati si metteranno alla prova cercando di far ridere il pubblico il più possibile. Ogni artista ha a disposizione sette minuti e il presentatore, Carlo Gutiérrez, ha il compito di tenere alto l’umore e di interagire con i protagonisti sul paco e con le persone in sala. Un vero e proprio botta e risposta a microfono aperto. Glia argomenti trattati sono diversi: dall’inutilità dei vigili a cavallo alle epiche battaglie contro il casello autostradale, fino a storie di chi è cresciuto/a con storie diverse. Non mancherà l’effetto sorpresa: insieme alle serate jazz si amplia la proposta culturale d’intrattenimento del Circolino a Flashback Habitat.

Flashback Habitat – corso G. Lanza 75, Torino

info@flashback.to.it – 393 6455301

Orari: giovedì dalle 18 – 24 / venerdì, sabato e domenica dalle 11 – 24 / l’accesso alla struttura è consentito con tessera Amic* di Flashback Habitat.

Mara Martellotta