CULTURA

Gli “Snodi Culturali”della “Fondazione Cesare Pavese”

In “Zona Cesarini” gli incontri proseguono a Neviglie e a Guarene con altre due proposte d’indubbio interesse

Martedì 19 e giovedì 21 maggio

Neviglie/Guarene (Cuneo)

Al via dal 16 aprile scorso e in programma fino al prossimo 26 maggio, sta dunque per concludersi “Snodi Culturali”, il ciclo di 11 incontri gratuiti e aperti al pubblico organizzato dalla “Fondazione Cesare Pavese” (con il coordinamento di Pierluigi Vaccaneo) al “belvedere” di Neviglie e negli “hub” di Guarene e Piea, con lo scopo di “promuovere la Cultura come strumento concreto per la riqualificazione e rivitalizzazione dei piccoli centri dell’Alta Langa e del Roero”, oltre la scadenza del “PNRR”.

Tra gli appuntamenti ancora in agenda, i prossimi due meritano una particolare attenzione.

Il primo, martedì 19 maggio (ore 18), presso la “Chiesa dei Battuti Bianchi” di Neviglie, vedrà protagonista Luca Luongo, con un incontro dedicato alla “Progettazione culturale come leva strategica per lo sviluppo dei territori”.

Potentino di Matera (classe 1989), Luongo è operatore culturale, autore ed organizzatore di eventi, occupandosi, in particolare, di “costruzioni di reti” tra Istituzioni e Associazioni attive nel concreto sul territorio. Dal 2017 dirige l’Associazione “Lu. Pa.”, da lui fondata insieme a Miriam Pallotta (e acronimo dell’Associazione materana) attiva a livello nazionale e tra i beneficiari del bando “Arte et Iubilaeum” per il “Giubileo 2025”. Notevole l’esperienza maturata da Luongo anche nella mediazione tra amministrazioni civiche, operatori culturali e territorio. Nell’incontro a Neviglie, proprio a partire da queste sue esperienze operative, “si esploreranno pratiche, strumenti e visioni capaci di generare impatto sociale, attivare comunità e costruire reti”, all’interno di un confronto aperto su modelli sostenibili, innovazione e ruolo degli operatori culturali oggi.

Secondo incontro, giovedì 21 maggio (ore 18), a Guarene, presso la “Sala CCLN” (piazza Roma, 6), già sede di incontri organizzati da “ANCI Piemonte”, come la XIX “Assemblea Piccoli Comuni” ivi tenutasi lo scorso febbraio. Ospite di rilievo sul tema “Il patrimonio è di tutti”, sarà Daniele Lupo Jallà, storico e presidente del “Museo diffuso della Resistenza”. L’incontro partirà da un sacrosanto presupposto: “Per lungo tempo la tutela del patrimonio è stata una competenza pressoché esclusiva dello Stato”. Presupposto oggi non più accettabile. Non più accettabile “perché oggi – si sostiene – questa responsabilità non ha più un unico centro”“Al modello tradizionale – spiega Jallà – si affianca e sempre più spesso si integra un approccio che riconosce alle Comunità un ruolo attivo e condiviso nella cura e valorizzazione dei beni culturali, secondo quanto conferma, in estrema sintesi, il principio della ‘Convenzione quadro’ del ‘Consiglio d’Europa’ del 2005, nota come ‘Convenzione di Faro’ e ratificata anche dall’Italia nel 2020”. L’incontro sarà dedicato ad approfondire questi due modelli, solo in apparenza contrapposti, per comprendere come “possano dialogare ed integrarsi in una visione più ampia e partecipata della tutela del patrimonio culturale”.

Daniele Lupo Jallà, storico di formazione, è stato funzionario e dirigente della “Regione Piemonte” e dei “Servizi museali” della Città di Torino, presidente di “ICOM Italia” (il principale network italiano di “Musei” e “Professionisti Museali”, con più di 5mila soci, individuali e istituzionali), docente di “Museografia” e “Museologia” presso vari Atenei italiani. Attualmente è presidente del “Museo diffuso della Resistenza” di Torino ed è impegnato nella creazione del “Museo nazionale della Resistenza” di Milano. Nelle Langhe, ha progettato il Museo all’aria aperta “In vigna” al Castello di Grinzane Cavour, innovativo Museo e “percorso didattico” immerso nella “Vigna del Conte”, ai piedi dello storico maniero, che racconta, attraverso 65 pannelli e 110 illustrazioni (dislocati tra i filari) il ciclo vitale della vite ed il lavoro del vignaiolo, offrendo una suggestiva esperienza immersiva nel paesaggio vitivinicolo del “Patrimonio UNESCO: Langhe – Roero e Monferrato”.

Per maggiori infowww.progettosnodi.it

g.m.

Nelle foto: Luca Luongo e Daniele Lupo Jallà

“Lucio Dalla e Roberto Roversi. Automobili. Un disco” in mostra al MAUTO

 Fino a domenica 20 settembre prossimo

Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta il progetto espositivo dal titolo, ”Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco”, in esposizione da mercoledì 13 maggio a domenica 20 settembre prossimi, nella Project Room al primo piano. La mostra raccoglie materiali di archivio, illustrazioni e automobili che accompagnano il visitatore  in un percorso in cui le canzoni dell’album prendono forma nello spazio espositivo, intrecciando memoria storica, immaginario collettivo e riflessione contemporanea sul ruolo che l’automobile ha nella nostra società.
“Il Museo Nazionale dell’Automobile rappresenta il contesto ideale per accogliere e ampliare il progetto “Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco” – ha spiegato il Direttore del MAUTO Lorenza Brevetta –  Da luogo tradizionalmente deputato alla conservazione e valorizzazione dell’oggetto automobile, il Museo si configura oggi come uno spazio culturale più ampio, in sintonia con una strategia che privilegia approcci trasversali e intersezionali. Portare questa mostra al MAUTO significa spostare lo sguardo da oggetto tecnico a fenomeno culturale complesso  e interrogare le narrazioni che hanno costruito il mito dell’auto, metterle in discussione e aprire nuove prospettive di lettura  capaci di coinvolgere musica, letteratura, arte e società. La mostra si inserisce pienamente nella nuova visione del Museo, un’istituzione capace di raccontare l’automobile quale lente privilegiata per comprendere le trasformazioni del Novecento e le sfide della contemporaneità.  “Automobili” diventa allora un archivio vivo, un racconto aperto, uno strumento critico”.

Nel 1976  la casa discografica RCA pubblica “Automobili”, il concept album di Lucio Dalla e Roberto Roversi dedicato al simbolo per eccellenza della modernità e delle trasformazioni del Novecento.
Il cantautore e il poeta, entrambi bolognesi, avevano composto undici brani destinati alla scena teatrale. La scelta di ridurli a soli sei per la pubblicazione  su LP segna, al tempo stesso, il culmine e la rottura della loro collaborazione, una decisione che rende necessario oggi riscoprire le cinque canzoni escluse , che risultano fondamentali per comprendere la portata sociale e politica della loro visione del rapporto tra l’uomo e l’automobile.
Le recensioni dell’epoca ne sottolinearono la natura spiazzante, considerandolo un concept album che smontava il mito dell’automobile proprio nel momento nel quale raggiungeva la sua massima espansione. Nelle parole di Dalla e Roversi, infatti, l’automobile diventa teatro di contraddizioni, promessa di libertà ma, al tempo stesso, strumento di alienazione, icona di modernità e simbolo di crisi industriale.
A distanza di cinquanta anni “Automobili” si rivela un’opera sorprendentemente attuale. In un’epoca come quella attuale segnata dalla transizione ecologica,  dalla ridefinizione dei modelli di mobilità  e da un radicale ripensamento del rapporto tra ambiente, uomo e tecnologia, il futuro incompleto evocato dal disco risulta una chiave di lettura potente per interpretare il nostro tempo.
Le canzoni diventano matrici narrative capaci di attivare una serie di linguaggi per costruire un racconto stratificato, in grado di attraversare storia, cultura, pop, industria, immaginario e critica sociale.

Sono in esposizione materiali originali provenienti dall’archivio di Antonio Bagnoli, nipote di Roberto Roversi, dedicati all’universo di Automobili e alla collaborazione tra Lucio Dalla e il poeta, programmi di sala, locandine dello spettacolo teatrale “Il futuro dell’automobile “ 1976, taccuini manoscritti  di Roberto Roversi con testi e scalette preparatorie, lettere autografe tra Dalla e Roversi, documenti legati alla richiesta dello pseudonimo Norisso presso la SIAE, interviste e articoli pubblicati sui giornali dell’epoca e testi originali delle canzoni, oltre a materiale audiovisivo, tratti dal programma televisivo “Automobili” andato in onda nel 1977.

Accanto ai documenti figurano due vetture,  la Alfa Romeo tipo B P3 del 1932 e la Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 che, accostate, restituiscono la parabola culturale dell’automobile italiana, da simbolo eroico e visionario a presenza diffusa e contraddittoria della modernità contemporanea.
La prima vettura rimanda alla dimensione epica evocata dal brano Nuvolari e al racconto della velocità come mito moderno. Si tratta dell’automobile delle corse, delle mille miglia e dei grandi piloti celebrati nel disco, una macchina simbolo di un’Italia che costruisce il proprio immaginario sportivo e tecnologico attraverso figure leggendarie e imprese collettive.
La Bianchina rappresenta l’altra faccia del racconto, l’automobile popolare, entrata nella vita quotodiana degli italiani durante gli anni del boom economico. Si tratta della vettura degli italiani, delle vacanze, della motorizzazione di massa che Dalla e Roversi osservano criticamente.

Mara Martellotta

Al Centro Pannunzio il Premio Mario Soldati 2026

 

Consegnato presso l’aula del Consiglio Provinciale a quattro personalità del mondo della cultura e della scienza del Novecento

Il Centro Pannunzio premio quattro protagonisti della cultura e della scienza conferendo, mercoledì 20 maggio, alle 17.30, nell’aula del Consiglio Provinciale di Torino, il Premio Mario Soldati 2026. Questo riconoscimento rende omaggio alle figure più significative della cultura italiana del Novecento e celebra personalità che si sono distinte per il loro contributo alla crescita civile e culturale del Paese. I premiati di questa edizione sono Ludovica Gullino, tra le più autorevoli studiose nel campo della patologia vegetale, già Ordinaria all’Università di Torino, che ha dedicato la propria attività scientifica alla difesa delle colture e alla sostenibilità agricola, contribuendo in modo significativo alla ricerca internazionale e alla tutela dell’ambiente. Il secondo premiato è Mario Morino, chirurgo di fama internazionale e docente universitario riconosciuto come uno dei pionieri della chirurgia mininvasiva. Il suo lavoro ha innovato profondamente la pratica chirurgica con importanti ricadute sulla qualità di vita dei pazienti. Terzo premiato è Giovanni Quaglia, Presidente e Banchiere dell’Accademia Albertina di Belle Arti. Ha svolto un ruolo di primo piano nella promozione delle istituzioni culturali torinesi coniugando competenze economiche e impegno civile a sostegno dell’arte e della formazione. Ultima premiata, ma non meno importante, la pittrice Emma Viora di Bastide Zavattaro, la cui ricerca artistica si esprime per sensibilità espressiva e coerenza stilistica, contribuendo al panorama dell’arte contemporanea con opere di forte intensità e identità.

Il Premio riproduce una celebre caricatura di Mino Maccari e intende valorizzare percorsi umani e professionali caratterizzati da indipendenza di pensiero, rigore e responsabilità civile. La figura di Mario Soldati, nato a Torino nel 1906 e spentosi a Lerici nel 1999, poliedrico intellettuale italiano, scrittore, giornalista, sceneggiatore e regista, continua a rappresentare un modello di libertà e curiosità intellettuale, valori che il Centro Pannunzio, nel nome e nello spirito di Mario Pannunzio, rinnova attraverso questa iniziativa.

Mara Martellotta

La storia greca per indagare il presente attraverso il passato

  Un incontro con la professoressa Enrica Culasso Gastaldi, curato da Art Ensemble
Venerdì 15 maggio, alle ore 18, la sala Art Ensemble di via Petitti 24, a Torino, ospiterà un incontro di profondo spessore culturale e civile: la professoressa Enrica Culasso Gastaldi, figura di riferimento negli studi classici e ordinaria di storia greca presso l’Università degli Studi di Torino, condurrà il pubblico in un’imdagine sul pensiero occidentale. Al centro dell’incontro vi sarà l’analisi del concetto di democrazia nell’antica Grecia, filtrata attraverso l’occhio lucido di Tucidide. Lo storico ateniese non si limitò a scrivere cronaca di guerra, ma realizzò i meccanismi del potere, del consenso e delle fragilità istituzionali. Attraverso un’esposizione ricca di immagini e suggestioni visive, la relatrice illustrerà come le dinamiche della polis del V secolo a.C. riflettano nodi irrisolti anche nella società odierna. In un’epoca di trasformazioni globali e crisi della rappresentanza, interrogare Tucidide significa confrontarsi con l’attualità: il rapporto tra libertà e responsabilità, il ruolo dell’informazione e il rischio della demagogia. L’incontro non si configura solo come una lezione accademica, ma come un’opportunità di riflessione collettiva. L’esposizione della professoressa indagherà il presente partendo dal passato, dimostrando che la democrazia rappresenta un dato vivo e complesso. Si tratta di un appuntamento dedicato a chiunque voglia comprendere meglio il nostro presente attraverso la lente preziosa della storia greca.
Il progetto Art Ensemble-Cultura e Socialità è promosso e finanziato da Regione Piemonte e dall’Assessorato alle Politiche Sociali.
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Maggiori informazioni e prenotazioni al numero 366 3407927
Mara Martellotta

Dialoghi al Museo Pietro Micca con Gianni Oliva

Lo scrittore presenterà, in occasione del Salone Off, ilsuo ultimo libro “La Prima Guerra Civile”

Il Museo Civico Pietro Micca di Torino inaugurerà, in occasione del Salone Off, un nuovo ciclo di incontri culturali dal titolo Dialoghi al Museo pensato come spazio di confronto, approfondimento e riflessione sulla storia e sull’attualità attraverso la voce di autori, studiosi e protagonisti del panorama culturale torinese e italiano. Il primo appuntamento si terrà il prossimo 12 maggio e avrà come ospite lo storico e scrittore Gianni Oliva, tra i più autorevoli divulgatori della storia contemporanea italiana. L’incontro sarà dedicato alla presentazione del suo ultimo libro, La Prima Guerra Civile, edito da Le Scie Mondadori, un’opera che affronta con rigore storico e grande capacità narrativa una delle pagine più complesse e controverse della storia nazionale; questa scelta rappresenta la volontà del Museo Pietro Micca di avviare questo percorso culturale con una voce autorevole e riconosciuta, capace di coinvolgere il pubblico in una riflessione profonda sul passato e sulle sue conseguenze nel presente. Il ciclo di incontri nasce con l’obiettivo di trasformare il museo in un luogo sempre più vivo e partecipato, aperto non soltanto alla memoria storica del protagonista, ma anche al dialogo culturale e civile. In questo spirito, la presenza di Gianni Oliva assume un valore simbolico importante, inaugurando una rassegna che intende diventare un appuntamento stabile per la città di Torino.

L’incontro si svolgerà presso il Museo Pietro Micca il 12 maggio prossimo alle 17.30

Per partecipare è richiesta la prenotazione all’ indirizzo email museopietromicca@comune.torino.it

Agliè, cultura e teatro protagonisti nel ricordo di Guido Gozzano

 

Il fascino senza tempo del liberty e la suggestione della parola scritta rivivranno ad Agliè, domenica 24 maggio prossimo, a partire dalle ore 15, nella storica villa Il Meleto, la celebre residenza estiva e ben retiro del poeta Guido Gozzano, che si trasformerà nello scenario ler un evento capace di unire letteratura, storia e teatro. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la scrittrice Lilita Conrieri e la casa editrice Edizioni Pedrini si propone di trasformare lo splendido giardino della villa in un salotto culturale a cielo aperto, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nel mezzo delle atmosfere che ispirarono i versi più celebri del crepuscolarismo italiano.

Il programma della giornata è fitto e articolato: ad aprire il pomeriggio saranno le visite guidate alla Casa-Museo, gioiello architettonico che conserva ancora arredi e cimeli d’epoca intatti. Due i turni previsti per permettere al pubblico di scoprire l’intreccio tra la vita del poeta e le sue opere. Il primo gruppo partirà alle 15, il secondo alle 16. Il cuore letterario dell’evento sarà concentrato nel giardino della villa, dove sul palco si alterneranno tre autori di rilievo. Alle 15.30 Silvia Bardesono presenterà “Il canto di Vega”, seguita alle 16.30 da Luigi Cunti con l’opera “Il sole si fermò- e se Giosuè e Galilei avessero avuto entrambi ragione?”, volume che promette di stimolare riflessioni profonde fra scienza e fede. Il finale sarà affidato a Danilo Alberto, con il suo “Sussurro del bagatto”. La presentazione sarà arricchita da una performance scenica della compagnia teatrale Voci nel Frutteto-Macedonia d’arte, che porterà in scena “La notte delle leggende”, suggestivo artefatto del romanzo.

La proposta culturale sarà arricchita da “La biblioteca in giardino”, uno spazio dove il pubblico potrà acquistare o consultare una selezione curata da Edizioni Pedrini con titoli storici legati al territorio, come l’antologia “Gotta”, “Una volta c’era Ivrea e Canavese” e i classici di Giuseppe Giacosa e Nino Costa. Le visite guidate avranno la durata di circa 45 minuti e sono accessibili su prenotazione fino a esaurimento posti, al numero 348 6955290. Il costo dell’ingresso all’evento è 6,50 euro a persona. Si tratta di un appuntamento per riscoprire l’anima letteraria del Canavese.

Mara Martellotta

Progetto Ulisse, visite guidate a Miradolo

A cura degli studenti di alcuni istituti superiori di Pinerolo
Domenica 10 maggio, per la decima edizione del Progetto Ulisse,  gli studenti di quattro Istituti di Istruzione Superiore di Pinerolo  hanno organizzato  visite creative guidate alla mostra intitolata “C’è  oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki  Smith a Lucio Fontana”. Si tratta di cammini tematici con ispirazioni artistiche e citazioni letterarie per raccontare, sotto varie forme e attraverso prospettive nuove e affascinanti, il parco storico, il castello e la mostra “C’è oggi una fiaba”
L’approccio adottato dai ragazzi si distingue per il forte carattere laboratoriale e collaborativo. Le visite non si limitano a una semplice presentazione delle opere in mostra, ma si configurano come percorsi di accompagnamento narrativo, capaci di restituire al pubblico una visione personale e interdisciplinare delle tematiche affrontate.
I percorsi spaziano dall’esplorazione delle fasi di vita e delle nuove prospettive che questa può offrirci alla dimensione della scelta e del destino individuale, fino all’interpretazione del rapporto tra la comunità e l’individuo. Nella stessa giornata sarà  allestita  un’esposizione di tavole di progettazione a cura degli studenti di Architettura del Liceo Artistico  M. Buniva , che immagina elementi di design in armonia con il sito storico.
Il Progetto Ulisse rappresenta un dialogo sull’Uomo, sui suoi viaggi reali o immaginari, sui suoi limiti, le sue paure, sulla scoperta. Il tema di Ulisse, paradigma di conflitti elementari, ha condotto gli studenti a lavorare in maniera multidisciplinare sull’educazione alla creatività per sviluppare un progetto formativo che è un invito al viaggio, alla riflessione non solo sull’eroe mitologico, ma sull’Uomo, in tutta la sua forza e debolezza.
Gli studenti delle classi coinvolte si sono occupati delle varie fasi del lavoro, dallo studio dei contenuti esposti alla progettazione del percorso, fino  alla scelta dei destinatari e alla scrittura dei testi.
Diversi gli istituti di Pinerolo coinvolti, dal Liceo Scientifico Marie Curie, al Liceo Classico Porporato, all’Istituto di Istruzione Superiore Buniva all’Istituto Immacolata.
Castello di Miradolo  via Cordonata 2 San Secondo di Pinerolo
Domenica 10 maggio 2026, ore 15
Il progetto Ulisse prevede l’ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 0121502761
Mara Martellotta

Ricordando Giovanni Testori… Ogni anno, il 12 maggio

Dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’“Università di Torino” l’avvio di una dedica annuale al grande intellettuale milanese nel giorno della sua nascita

Martedì 12 maggio

Dopo il grande successo ottenuto dalle celebrazioni del “Centenario” della nascita (con la messa in scena di decine di spettacoli, pubblicazioni, mostre e quattro convegni organizzati a Roma, Milano e Udine), per l’indimenticato Giovanni Testori (Novate Milanese, 12 maggio 1923 – Milano, 16 marzo 1993), tra le figure più poliedriche ed anticonformiste della cultura italiana del secondo Novecento, s’è ben pensato di dare avvio ad una nuova tradizione celebrativa a cadenza annuale. Da “Casa Testori” che, nel Paese natio, ne conserva il ricco “Archivio” e soprattutto la dovuta Memoria, è nata l’idea di ricordare ogni anno colui che seppe abbracciare con prodigiosi, incredibili risultati e balzi dell’intelletto il più vasto arco dell’attività culturale – da drammaturgo, scrittore, pittore, “passionale” critico d’arte nonché poeta, regista ed intellettuale “irregolare e ribelle” – nel giorno della sua nascita, il 12 maggioIl 12 maggio, come detto, di ogni anno. Un appuntamento che troviamo assolutamente condivisibile e che partirà quest’anno proprio da Torino, città che molto contò – nonostante la sua indomita “meneghinità” – per Giovanni Testori, che sotto la Mole fu ospitato per importanti esposizioni artistiche (alla Galleria “Galatea”, ad esempio, anni ’70, Galleria fondata dal banchiere e mercante d’arte Mario Tazzoli e strettamente seguita da Luigi Carluccio, per ricordare, forse, la principale) e dove frequenti – e accolte con gran successo – grazie al “Progetto Testori” di Valter Malosti, sono state anche negli anni alcune sue importanti opere teatrali, come la “Trilogia degli scarrozzanti” e “Cleopatràs” ai Teatri “Carignano” e “Gobetti”.

Orbene, a prendere in mano le redini delle prime celebrazioni subalpine, sarà il Dipartimento di Studi Umanistici dell’“Ateneo” torineseE a seguire ogni anno e sempre il 12 maggio, una diversa Università italiana chiamerà a raccolta studiosi, ricercatori e appassionati per una “giornata testoriana”, quale occasione per fare il punto sugli studi e sugli spettacoli intercorsi nell’anno e presentarne le novità editoriali più significative.

A Torino, dunque, l’appuntamento è per il prossimo martedì 12 maggio, presso la “Sala lauree” del “Complesso Aldo Moro”, in via Sant’Ottavio, 18.

Per questa prima edizione dell’iniziativa un focus speciale sarà dedicato alla recente pubblicazione “Con Roberto Longhi. Lettere e scritti, 1951-1990” (Feltrinelli 2026). Per raccontarne i contenuti si partirà dalla “Narrativa” testoriana, per ricostruire i dialoghi epistolari – 62 lettere – con Roberto Longhi (origini albesi, tra i più grandi storici dell’arte del Novecento e figura carismatica, il primo e unico “Maestro” di Testori) intrecciandoli con le voci di Giulio EinaudiItalo Calvino ed Elio Vittorini: personaggi chiave di questa importante storia culturale del Novecento. E quanta Torino! L’amicizia e il sodalizio artistico-culturale tra Testori e Longhi durò quasi vent’anni, dal 1951 fino al 1969, a pochi mesi dalla scomparsa (1970) a Firenze di Roberto Longhi e fu un rapporto che proseguì, da parte dell’intellettuale milanese (che Longhi volle anche nello staff di redazione della sua rivista “Paragone”), negli anni, come documentano i numerosi articoli e interventi dedicati a lui e alla moglie Anna Banti (nom de plume di Lucia Lopresti) scrittrice  e, anche lei, importante critica d’arte, riproposti o pubblicati per la prima volta in questo volume.

Nel pomeriggio, il percorso del “Testori torinese” proseguirà grazie all’invito del Museo Civico di “Palazzo Madama” che, dagli anni Cinquanta, vide Testori impegnato in mostre e riscoperte al fianco di Vittorio Viale (direttore dei “Musei Civici” di Torino dal 1930 al 1965) e Luigi Mallé (storico dell’arte e successore, alla scomparsa di Viale, nella direzione degli stessi “Musei Civici”).

Sarà questa l’occasione per un “dialogo itinerante a porte chiuse”, tra i quadri al centro della sua scrittura critica, da Martino Spanzotti a Giacomo Ceruti e di fronte ai dipinti del “Seicento piemontese e lombardo” da lui donati al “Museo”, dal Cerano (Giovan Battista Crespi, detto il “Cerano”, tra i maggiori esponenti artistici della Controriforma milanese e dal 1629 direttore a Milano della “Fabbrica del Duomo”, che del suo progetto riporta ancora i cinque portali dell’attuale facciata ) al milanese Francesco Cairo, o “Cavalier Cairo” per aver ricevuto la medaglia dell’“Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro” a Torino, dove da Milano si trasferì giovanissimo, nel 1633, alla Corte dei Savoia.

Per info e programma dettagliato della “giornata torinese”: “Casa Testori”, Largo Angelo Testori 13, Novate Milanese (Milano); tel. 02/36586877 o www.associazionetestori.it

Gianni Milani

Nelle foto: Giovanni Testori e Locandina evento; Cover “Con Roberto Longhi. Lettere e scritti, 1951-1990” (Feltrinelli, 2026)

Nasce la Fondazione Centro Studi Carlo Alberto

Lo “Spirito Albertino” 

Uno sguardo al passato per comprendere il futuro, la nascita della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto


Nella mattinata di venerdì 8 maggio scorso, presso la Sala Azzurra dell’Accademia Albertina di Torino, è stata presentata la neonata Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. Si tratta di una realtà senza fini di lucro che si pone l’obiettivo, attraverso un preciso “spirito” riferito a Re Carlo Alberto di Savoia, figura chiave in un’epoca di responsabilità e decisioni determinanti, di rivolgere uno sguardo al passato e alla nostra storia per comprendere le sfide del futuro, valorizzando l’identità di Torino e del Piemonte e promuovendo eventi di varia natura, dagli incontri di formazione alle conferenze, dai convegni fino alle pubblicazioni inerenti al mondo dell’arte, del teatro, della musica e della lirica. Il coinvolgimento dei giovani rappresenterà una finalità importantissima per la Fondazione, che metterà a loro disposizione borse di studio, riconoscimenti e incentivi per stimolarne la partecipazione.

Il futuro, guardato attraverso la lente dell’immaginifico “Spirito Albertino”, significa quindi andare oltre le difficoltà del presente con coraggio e intraprendenza, rimanendo sensibili ai temi centrali – e basilari per qualsiasi società che necessiti di definirsi solida – quali l’istruzione, la valorizzazione del soggetto in quanto simbolo di collettività, la responsabilità pubblica, l’emancipazione, lo spirito critico e il senso fondante della meritocrazia.

La Fondazione Centro Studi Carlo Alberto nasce grazie alla volontà del Professor Giorgio Gagna, Presidente della Fondazione Romano Gazzera e attivo in diversi sodalizi culturali, ispiratosi ai valori coltivati durante il suo periodo di formazione presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, che egli considerò come una seconda casa, un rifugio sicuro, un’oasi felice di stabilità e crescita personale. Un vero e proprio sentimento amoroso, quello del Professor Gagna, che oggi si traduce in un progetto contemporaneo di ricerca, dialogo interdisciplinare e impegno culturale di cui fanno parte esperti e professionisti del calibro di Elena D’Ambrogio Navone, nel ruolo di Vicepresidente, i consiglieri Roberto De Masi, Sabrina Gonzatto e Gustavo Mola Di Nomaglio, oltre al revisore dei conti Luciano Marchisio e il segretario generale Valentina Caputo.

Tra le prime iniziative presentate vi sono la “Sindone tattile”, sviluppata in collaborazione con la Confraternita del Santo Sudario”, con il Direttore del Museo della Sindone e con i Cultores Sindonis, finalizzata a una migliore fruizione della Sindone da parte delle persone non vedenti; la borsa di studio per il Conservatorio Giuseppe Verdi, dedicata ai giovani, e un’altra da destinare ai bambini di una scuola pubblica sita in Barriera di Milano, oltre a un ciclo di tavole rotonde e momenti di confronto sui temi citati nel primo paragrafo. In cantiere anche la progettazione del Premio Carlo Alberto, che verrà conferito a personalità di rilievo distintesi come contemporanee portatrici dello “Spirito Albertino”, la celebrazione dei 180 anni dello Statuto Albertino (nel 2028) e una raccolta fondi atta a finanziare i nuovi progetti della Fondazione, che si svolgerà durante una “Cena Reale” prevista per la fine dell’anno corrente.

Mara Martellotta

 

                                                                                                           

Un sabato “magico”, tra natura e arte, al Castello di Aglié

Nell’antica “Residenza Sabauda”, visita guidata alla mostra “VITAE” di Jessica Carroll e “workshop” di acquerello a tema naturalistico

Sabato 9 maggio, ore 10

Aglié (Torino)

L’occasione per un sabato “fuori porta” (a circa 40 chilometri da Torino), in cui immergersi nella magia della natura – in tutte le sue forme – così come nello splendore di una tra le più prestigiose “Residenze Sabaude” del Torinese e nelle opere di un’artista che alla “natura” dedica, da sempre, tutto il suo più alto “mestiere”, è davvero ghiotta. A fornircela è, ancora una volta, il prestigioso “Castello Ducale” di Aglié, nel cuore del Canavese (inserito, dal 1997, nel circuito delle “Residenze Reali Sabaude”), origini remote risalenti al XII secolo quale “Fortezza” dei Conti di San Martino e trasformato nel Seicento in sontuosa dimora signorile, acquisita nel 1764 dai “Savoia-Genova” per poi passare allo Stato nel 1936.

Ebbene l’occasione ghiotta di cui sopra è in programma, proprio al “Castello” alladiese, per il prossimo sabato 9 maggioa partire dalle ore 10 e rientra nel più ampio programma “Arte e Naturalia”, promosso dalle “Residenze Reali Sabaude” in collaborazione con “Vivere i Parchi” e “Morena Ovest”, l’accordo di “promozione territoriale” tra i comuni di Aglié (capofila), Bairo, Castellamonte, Cuceglio, Vialfré, San Martino, San Giorgio e Torre Canavese.

Il nuovo appuntamento, dal titolo “Lo sguardo dell’alveare. Dialogo visivo tra l’arte di Jessica R. Carroll e l’illustrazione naturalistica” nasce dall’idea di abbinare l’approccio conoscitivo al “Castello” e ai suoi magnifici “Giardini” alla visita guidata della mostra, attualmente in corso, “VITAE. Il sentimento della natura” che, fino a domenica 27 settembre, proporrà in visione (con la curatela di Alessandra Gallo Orsi, Elisabetta Silvello e Lorenza Salamon) un ragguardevole gruppo di opere – installazioni dell’artista romana (oggi residente a Ivrea) Jessica Rosalind Carroll. Artista che alla “Natura” deve tutto il suo istinto creativo ed ispirativo e che nella forza della “Natura” trova piena compiutezza di vita e ragione operativa. Tanto da farsi inarrestabile, indomita e appassionata viaggiatrice (illustratrice e fotografa) in numerosi parchi, riserve e luoghi naturali di tutto il mondo, dai parchi italiani a quelli dell’est Europa (per citarne alcuni), fino al Caucaso, all’altopiano del Pamir, in Turchia, Birmania, India e Africa, osservando  il mondo naturale “come un insieme di dinamiche condivise più che come repertorio di forme”. In quest’ottica andrà a muoversi anche il Progetto fissato al “Castello” per il prossimo sabato 9 maggio. Seguendo obiettivi, ad un tempo, esplicativi e pratico – formativiil percorso infatti unirà “visita guidata” e “pratica artistica”, esplorando il rapporto tra osservazione scientifica e interpretazione creativa, con un “focus” sull’illustrazione naturalistica che, in modo particolare, punterà all’osservazione dello sviluppo estetico di quella grande passione che, da sempre, accompagna la Carroll nella definizione del complesso “Universo Api”.

“Nell’alveare – si sottolinea nella nota critica alla mostra – ogni gesto è funzione, ogni traiettoria costruisce spazio”. E al “Castello di Agliè”, le opere di Jessica R. Carroll dedicate alle api – dai rilievi di “La vie des Abeilles” all’“Ape che dorme”, al bellissimo “Alveare” e alla “Panchina Alveare” in bronzo che nei Giardini rappresenta una dimensione di sosta fino all’“Afelio e Perriello” in ceramica con patina color miele – rendono ben visibile “questo sistema fatto di ripetizione, cooperazione e differenze”. Non meno che in altre opere, dai “13 modi di vedere un merlo” (per cambiare attori-protagonisti) al “Concerto notturno per rane e grilli” – sacrale metafora di perfette “canne d’organo” – in marmo bianco di Carrara e rosa portogallo. Questi alcuni dei passaggi che, dal “Salone delle Guardie d’Onore” alla “Terrazza” antistante lo “Scalone San Massimo”, faranno da “corpus didattico” alla mostra. E la giornata non finirà qui.

Dopo un approfondimento sulle opere e sui processi creativi dell’artista, è, infatti, prevista una “sessione di pittura ad acquerello” en plein air nel “Giardino” del Castello.

A condurre l’improvvisato “workshop” a tema naturalistico sarà l’illustratrice e pittrice romana, Gioia Marchegiani,  appassionata osservatrice della natura che ama dipingere dal vero ad acquerello, con grande attenzione ai dettagli. Molti i suoi libri illustrati per l’infanzia, pubblicati in Italia e all’estero, insegna disegno e acquerello botanico e organizza sessioni pittoriche “en plein air” per “conoscere la natura e apprezzarne la ricchezza di forme e colori, in un dialogo che si fa più profondo attraverso l’arte”.

I materiali per il laboratorio sono messi a disposizione da “A. Gallo Colors” di Assisi.

Per info: “Castello Ducale”, piazza Castello 1, Aglié (Torino); tel. 0124/330102 o www.residenzerealisabaude.com

Gianni Milani

Nelle foto: “Giardini” Castello di Aglié; Jessica R. Carroll: “Alveare”, bronzo, 2022; “Afelio e Perriello”, ceramica con patina color miele, 2022; “Panchina Alveare”, bronzo, 2022