CRONACA- Pagina 990

Pasquaretta assolto dall’accusa di estorsione, condannato per peculato

Luca Pasquaretta, ex portavoce di Chiara Appendino, allora chiamato il “pitbull” della sindaca è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione per peculato in relazione alla sua consulenza prestata per il Salone del Libro, ritenuta fittizia. Invece  è assolto da altri capi d’accusa. La sentenza è stata pronunciata oggi a Torino dove in tribunale è stato assolto dall’accusa di estorsione ai danni della ex sindaca.

Manutenzione al grattacielo della Regione, fuori i dipendenti. L’assessore: “Prova di attenzione massima alla loro sicurezza”

L’assessore Tronzano: “La tempestiva decisione di far uscire i dipendenti è la prova che l’attenzione alla loro sicurezza è altissima”. Valle (Pd): “Ma cosa deve succedere ancora perché Cirio e Tronzano ammettano che non è vero che tutto va bene e rispondano alle tante questioni sollevate dalle opposizioni come dai sindacati?”

 

 Oggi alle 12 i dipendenti della Regione Piemonte hanno dovuto lasciare i loro uffici nel grattacielo di via Nizza a Torino per un intervento di manutenzione improvviso. A tale proposito ecco la nota dell’assessore al patrimonio regionale:

 

Il grattacielo ha un sofisticato sistema quotidiano di verifica e controllo di tutta la impiantistica. Essendo emersa la necessità di un intervento, a scopo meramente precauzionale, e nel rispetto delle normative di sicurezza previste per questo tipo di edifici, è stato chiesto ai dipendenti di non rientrare dalla pausa pranzo.

Per quanto attiene alla comunicazione, l’avviso è stato comunicato sulla pagina intranet dell’ente e, dal momento che si era già in una fascia oraria coincidente con la pausa pranzo, parallelamente i direttori hanno informato i propri settori, per la massima e capillare informazione.

“A chi cerca ogni occasione per fare polemica, e creare allarmismo tra i dipendenti, vorrei ricordare che questo grattacielo è rimasto incompiuto per tutti gli anni di governo del centrosinistra, ed è stata questa amministrazione a concludere i lavori e trasferire i dipendenti – dichiara l’assessore al Patrimonio Andrea Tronzano – La loro sicurezza è la priorità della Regione come dimostrano i quotidiani controlli sugli impianti e i tempestivi interventi di manutenzione che vengono effettuati se si riscontrano delle anomalie, svolti sempre in totale e precauzionale sicurezza per i dipendenti”.

“L’intervento di oggi, per sostituire una valvola del sistema antincendio, è appunto la dimostrazione che i controlli sono puntuali e funzionano. In tutti gli edifici si possono verificare delle anomalie, tanto più in un grattacielo di 43 piani. La differenza la fa la tempestività che qui è garantita, come dimostra l’intervento di oggi”.

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E’ intervenuto sulla questione anche Daniele Valle (Pd), vice Presidente Consiglio regionale: «Per il grattacielo della Regione Piemonte non c’è pace. Questa mattina è stato sgomberato senza che nessuno abbia spiegato il perché, lasciando i dipendenti nel caos, dando la notizia con il passaparola (!!!). Pare si tratti di un guasto all’impianto antincendio che abbia portato a dover evacuare tutto l’edificio. L’ennesimo segnale che dimostra come la sede regionale sia un’incompiuta, con troppe criticità e disservizi. Ma cosa deve succedere ancora perché Cirio e Tronzano ammettano che non è vero che tutto va bene e rispondano alle tante questioni sollevate dalle opposizioni come dai sindacati?».

 

“Operazione pusher”: maxi blitz della polizia, sequestro di droga e denaro in Barriera di Milano

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Sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, la Squadra Mobile della Questura di Torino, in stretta collaborazione con il competente Commissariato di P.S., ha svolto un’articolata investigazione per il contrasto del fenomeno dello spaccio al minuto di sostanze stupefacenti, nel quartiere di Barriera Milano.

Le modalità dello spaccio e gli accorgimenti adottati per eludere gli interventi di prevenzione e repressione, da parte degli equipaggi del controllo del territorio delle Forze di Polizia, hanno richiesto il ricorso ad una strategia investigativa di più ampio respiro, anche per cercare di superare le limitazioni imposte dal dettato normativo in tema di fatti di lieve entità.

L’attento studio eseguito dagli investigatori aveva evidenziato alcuni luoghi di maggior concentrazione di soggetti dediti allo smercio di stupefacenti, nell’arco dell’intera giornata, ove costoro sono soliti sostare in attesa di potenziali acquirenti, in particolare nel tratto di c.so Palermo, compreso tra via Malone, via Sesia e via Scarlatti.

Conseguentemente, d’intesa con la competente Autorità Giudiziaria, a decorrere dalla primavera del 2022, era stata svolta una mirata attività attraverso l’installazione di alcune telecamere strategicamente posizionate in luoghi individuati, che avevano consentito di cristallizzare il fenomeno e di attestare le singole condotte criminose, testimoniando l’esistenza di una vera e propria “piazza di spaccio”.

Erano stati individuati i gruppi di pushercentrafricani, che presidiavano la piazza di spaccio con l’ausilio di vedette, nell’arco delle 24 ore, spesso utilizzando biciclette e monopattini per i loro spostamenti, in modo da poter guadagnare repentinamente la fuga, nel caso di un eventuale intervento delle Forze dell’Ordine.

L’attività di videosorveglianza, supportata da interventi mirati di equipaggi della Polizia di Stato, aveva consentito l’identificazione di numerosissimi soggetti (autori di cessioni ovvero acquirenti di sostanze stupefacenti), di raccogliere preziose informazioni circa le dinamiche e le tecniche di spaccio adottate dai pusher, di sequestrare molteplici dosi di stupefacente di varia natura (crack, eroina e cocaina) nonché di procedere ad arresti in flagranza e ad arresti differiti di presunti spacciatori.

Nel corso delle lunghe attività svolte, erano stati operati numerosi arresti differiti e in flagranza di reato di stranieri responsabili di condotte di cessione di sostanze stupefacenti.

Stante la perdurante gravità del fenomeno, la Squadra Mobile, d’intesa con la competente Autorità Giudiziaria, intraprendeva un’ulteriore attività investigativa, supportata da numerosi presidi tecnologici, volta all’individuazione dei fornitori dei pusher precedentemente tratti in arresto.

La stessa, protrattasi per ulteriori sei mesi, consentiva agli investigatori di raccogliere gravi elementi indiziari, sulla base dei quali il G.I.P. del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica, emetteva un’ordinanza dispositiva di misure cautelari, disponendo la custodia in carcere per 7 soggetti e il divieto di dimora nel Comune di Torino per altri 3 individui, tutti di nazionalità straniera.

A decorrere dalla giornata di mercoledi 20 u.s., il personale della Polizia di Stato (Squadra Mobile e Commissariato di P.S. “Barriera di Milano”) ha dato esecuzione ai provvedimenti restrittivi di cui sopra, oltre che ad alcune mirate perquisizioni domiciliari.

Sono state eseguite sette misure cautelari (cinque custodie in carcere e due divieti di dimora), mentre non sono stati rintracciati gli ulteriori tre stranieri destinatari del provvedimento, in quanto non più presenti sul territorio nazionale. A carico di uno dei destinatari è risultato altresì pendente un Ordine per la Carcerazione per l’espiazione di una condanna divenuta definitiva, cui è stata data esecuzione.

Le perquisizioni hanno consentito l’arresto in flagranza di uno dei destinatari delle misure e di un ulteriore straniero, in quanto presso l’abitazione di costoro è stata rinvenuta e sequestrata sostanza stupefacente (circa 300 grammi di cocaina e oltre 2,7 kg. di hashish).

Complessivamente, nel corso dell’attività investigativa, sono stati sequestrati oltre 2,8 chilogrammi di cocaina/crack, 1,6 chilogrammi di eroina, oltre 2,7 chilogrammi di hashish, nonché la somma contante di oltre € 80.000,00 (ottantamila).

 

La polizia arresta ladri che frugavano nelle cantine

Nelle scorse ore l’attività dei poliziotti del Comm.to di P.S. “Madonna di Campagna” ha condotto all’arresto di un cittadino marocchino di 29 anni per furto aggravato all’interno di un condominio di via Orvieto.

L’intervento è nato dalla segnalazione di alcuni residenti dello stabile, i quali si erano insospettiti  udendo dei rumori particolari provenire dal vano cantine, ove nei giorni precedenti si erano verificati numerosi furti.

Sul posto, veniva rintracciato un soggetto intento a frugare all’interno di una cantina: si tratta di un ventinovenne di nazionalità marocchina, trovato in possesso di uno zaino contenente diversi arnesi atti allo scasso.

A seguito di accurata ispezione dei locali, venivano rinvenute 5 cantine forzate, con la luce accesa e l’interno messo a soqquadro, da una delle quali mancava un amplificatore e 5 casse audio.

L’uomo era stato altresì denunciato in stato di libertà, nei giorni antecedenti, sempre da personale della Polizia di Stato per furto aggravato nelle cantine dello stesso comprensorio edilizio e per possesso ingiustificato di arnesi atto allo scasso.

I procedimenti penali si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.

“Rosmini, primo banco, fila centrale, capelli all’umberta…”. Gianni Vattimo nei ricordi di un allievo

Il grande professore-filosofo che mi riconciliò con la scuola

Gianni Milani

Martedì 19 settembre, già da giorni ricoverato all’Ospedale di Rivoli, Gianni Vattimo ci ha lasciati. L’avevo incontrato poco più di un mese fa. Una mattina d’estate, nella settimana successiva al Ferragosto, a Sauze d’Oulx. Seduto, assente, sulla sedia a rotelle, nel dehor esterno dell’Hotel “Holiday Debili” di via Clotes. Il mondo intorno, all’apparenza, non faceva più parte di quella “cosa strana, non percepita” che sembrava essere ormai per lui la vita. O ciò che di essa rimaneva. Lo scorrere, il vociare dei turisti lungo una delle vie principali e più “goderecce” del paese sembrava essere per lui vuoto assoluto, assenza di suoni, luogo non luogo, buio informe in cui lo sguardo era fisso solo su mani scheletriche, al pari del corpo, su mani tremanti, scosse dai brividi della malattia e che forse gli ricordavano pagine sfogliate di libri e giornali esistiti in un tempo troppo lontano. Dimenticato. Rimosso. Ad accudirlo una premurosa signora … dai, Gianni, vedi che qui, al fresco della montagna, riesci anche a muovere i piedi, su forza, muovili … Lui alzava il viso e, obbediente, forse un po’ felice della felicità di un bimbo che ha compiuto il suo dovere, lentamente muoveva le dita dei piedi. A comando. Va bene così?, sembrava voler dire. Accanto a lui il giovane brasiliano Simone Caminada, da oltre dieci anni, suo assistente e compagno.

Cappello di paglia a larghe tese, maglioncino bianco e blu a righe orizzontali (un “gondoliere” ai Milleecinque di Sauze?) cercava, anche lui, di scuoterlo, di regalargli un assenso, un sorriso. Con scarso successo. Professore, posso salutarla? Che piacere incontrarla! Il Maestro, il forte Padre del “pensiero debole”, alzò a fatica lo sguardo, gli occhi tristemente acquosi. Mi guardò e mi regalò un dolce, faticoso sorriso. Forse sì. Alla mente gli balenarono i contorni di un viso non del tutto sconosciuto, ma perduto, di fatto e di nome, nel tempo. E subito ritornò a quelle mani deboli e tremanti. Mio Dio, quanti anni da quei fine ’60, in cui, al piano nobile (sede storicamente dell’“Accademia di Medicina” di Torino e forse allora temporaneamente prestato alla “Facoltà di Lettere e Filosofia”) nel complesso della “Corte dei Minimi”, ex “Convento di San Francesco da Paola”, in via Po 18, diedi con lui il mio primo esame universitario di “Estetica”! Credo (ma non ne sono sicuro) si trattasse di esporre quanto s’era capito delle “Lettere sull’Educazione Estetica” di Friedrich Schiller. Fu allora che Vattimo, vedendomi arrivare al “banco di tortura”, sbottò con un largo sorriso, decisamente antistress, Milani, Rosmini, primo banco, fila centrale, capelli all’umberta …Il grande prof., al mio timido procedere, mi aveva immediatamente riconosciuto. Un magnifico 30 il voto finale (su libretto ancora cartaceo) che mi portai felice a casa … e non si pensi sia un voto da “raccomandato”, mi sorrise il buon Vattimo.

Erano passati una decina d’anni, da quei primi anni Sessanta, quando il sottoscritto, da ripetente (preferivo allora il pallone e le partite all’oratorio, anziché le “sudate carte”) frequentava la prima media all’Istituto “Rosmini” di Torino. E proprio quell’anno, mi pare ad anno iniziato, eccoci piombare atleticamente in classe, come docente di Lettere, quel po’ po’ di giovanottone biondo, sorridente e bruciato dal sole di montagna. Ben colorito, come sarebbe stato tutti i lunedì, dopo sportivi weekend passati sci ai piedi. E fu subito un ciclone, una ventata di freschezza che scosse piacevolmente l’intera classe. Rigoroso nello studio, ma anche “compagnone”, ironico, teatrante improvvisato. Grande juventino, per “disgrazia” di tal  Bongiovanni (mi pare fosse questo il nome del malcapitato compagno di classe), di fede interista e immancabilmente interrogato in occasione del “derby d’Italia”. Guai se la Juve perdeva. Interrogazione “cruenta”, ma anche tutta da ridere, e un bel potevi studiare di più Bongiovanni, invece di vedere la partita … vai vai, ti interrogo la prossima volta. Vattimo fu professore brillante. E brillante educatore. Con lui si studiava, eccome, ma senza paure e angoscianti patemi d’animo. Io diventai il primo della classe. Da ripetente a primo della classe. Un bel salto! Avevo ancora il pallone in testa, ma sapevo di dover anche studiare. E come studiare. Ce l’aveva insegnato lui. Grande affetto e immensa empatia.

Ecco allora spiegato quel … Rosmini, primo banco, fila centrale, capelli all’umberta, al primo esame di Estetica. Penso che proprio dal suo modo di “fare scuola” mi sia venuta la voglia di abbracciare anch’io, come ho fatto per quasi quarant’anni, il mestiere dell’insegnante. Grazie Maestro-Amico Vattimo. Prima dello scorso agosto, ebbi occasione di incontrarlo, sempre a Sauze, nell’agosto del 2019 “pre-pandemia”, lungo la strada che porta alla chiesetta cinquecentesca di San Giovanni Battista. Era di domenica. Vattimo, profondamente credente (“comunista cristiano”, si definiva) si recava a Messa camminando lento, a fatica, appoggiato al bastone e a braccetto di una giovane (credo) badante. Ci incrociammo. Professore, gli sorrisi. Milani!!, mi rispose. Che gioia! A sessant’anni dal “Rosmini” e a una cinquantina dai tempi universitari, mi aveva ancora riconosciuto. Anche se non avevo più i capelli “all’umberta”, anche se non avevo più, o quasi, capelli. Due parole. Non di più. Il fiato gli serviva per arrivare a Messa. Ma quelle parole e quel Milani mi resero l’uomo più felice del mondo. Spirito libero, garbatamente ironico, “rivoluzionario integrato” e “profondamente sabaudo”, lo ha definito l’amico filosofo Maurizio Ferraris. In “Non Essere Dio”, scritto nel 2006, a quattro mani, con Piergiorgio Paterlini, Vattimo scriveva. “Alla fine, senza che mai me lo sia detto così esplicitamente e con tanta forza, su tutto io ho cercato la libertà…più della fama e del successo certamente, più del potere di sicuro, io ho cercato la libertà”. Missione compiuta, caro grande Maestro!

Gianni Milani

 

I funerali del filosofo Gianni Vattimo si terranno sabato mattina alle 10 in piazza Castello a Torino nella Real chiesa di San Lorenzo. Ad officiate il rito sarà il rettore Don Giovanni Ferretti, filosofo e amico di Vattimo.

Celebrato San Matteo patrono delle Fiamme gialle

Ieri presso il Santuario di Santa Rita in Torino, è stata celebrata la tradizionale funzione religiosa in occasione della ricorrenza di San Matteo, Apostolo ed Evangelista, proclamato Santo Patrono della Guardia di Finanza da Papa Pio XI il 10 aprile 1934.

La Santa Messa, presieduta da S.E.R. Mons. Alessandro Giraudo, Vescovo Ausiliare di Torino, alla presenza del Comandante Regionale del Piemonte – Valle D’Aosta, Generale di Divisione Benedetto Lipari, ha visto la partecipazione delle principali Autorità Civili e Militari cittadine nonché di una rappresentanza di Finanzieri di ogni ordine e grado in servizio a Torino e delle Fiamme Gialle in congedo, appartenenti all’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, accompagnati dai propri familiari.

La scelta del Santuario di Santa Rita, vicino alla sede del Comando Regionale Piemonte – Valle D’Aosta, ha consentito anche quest’anno – grazie alla rinnovata disponibilità del Parroco, Mons. Mauro Rivella, ad ospitare l’evento – di assicurare una nutrita partecipazione del personale, con la possibilità altresì di condividere questo particolare momento spirituale con i rispettivi familiari.

In concomitanza con la ricorrenza del Santo Patrono, la Guardia di Finanza celebra anche la “giornata della memoria”, per ricordare i militari del Corpo che si sono sacrificati nell’adempimento del dovere.

Nel corso della cerimonia, in particolare, sono stati ricordati, alla presenza dei rispettivi familiari, il Brigadiere Antonio Rocco Cillo, deceduto nel 1973 e il Finanziere Antonio Farci, deceduto nel 1971.

Al termine del rito religioso, il Generale Lipari ha rivolto parole di vivo ringraziamento al Vescovo Ausiliario di Torino, S.E.R. Mons. Alessandro Giraudo, per aver presieduto la solenne celebrazione votiva di San Matteo, nonché i vertici di tutte le altre Istituzioni del territorio presenti alla funzione religiosa per il sostegno assicurato in ogni circostanza all’operato della Guardia di Finanza.

Con l’occasione, il Comandante Regionale ha altresì espresso parole di apprezzamento per il quotidiano servizio svolto da tutte le Fiamme Gialle piemontesi e valdostane con abnegazione e generosità, a tutela della legalità economico-finanziaria.

In zona Porta Nuova sequestrati quasi 5 chili di hashish

CONTROLLI STRAORDINARI AD ALTO IMPATTO

 

 

Continuano i servizi di controllo straordinario del territorio ad alto impatto che con cadenza giornaliera interessano diversi quartieri della città, in special modo quelle aree colpite da fenomeni di criminalità e degrado sociale, quali spaccio e reati predatori, che minano il senso di sicurezza dei cittadini. Tra le zone più volte oggetto di detti controlli ci sono le aree di Piazza Bengasi, dei Giardini Ginzbug e quella dei portici via Nizza, tutte sotto la giurisdizione del Commissariato Barriera Nizza.

Da inizio 2023, sono stati oltre 20 i controlli ad alto impatto coordinati dal Commissariato Barriera Nizza, oltre ai numerosi controlli straordinari che interessano settimanalmente i quartieri San Salvario e Millefonti.

Nel corso di tali attività:

ü identificate circa 4400 persone;

ü controllati quasi 400 veicoli;

ü arrestate 22 persone;

ü denunciati 57 individui;

ü controllati quasi 100 esercizi pubblici;

ü sequestrati oltre 7 kg di di sostanza stupefacente.

Proprio ieri pomeriggio, ha avuto luogo un nuovo controllo straordinario del territorio ad alto impatto coordinato dal Commissariato di P.S. Barriera Nizza, con l’ausilio degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, svolto in collaborazione con la Polizia Ferroviaria, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Complessivamente, l’attività, che si è concentrata nella zona circostante la stazione ferroviaria Porta Nuova, con particolare attenzione all’area di via Nizza vie limitrofe, ha consentito:

ü l’identificazione di 170 persone;

ü il controllo di 28 veicoli;

ü l’arresto di persona;

ü il sequestro di 4,75 kg di hashish;

ü il controllo di 3 esercizi pubblici.

Nel corso dell’attività, un esercizio di via Sacchi è stato sanzionato per 3500 euro per violazioni amministrative in materia di alimenti.

Un cittadino straniero, inoltre, è stato arrestato poiché trovato in possesso di quasi 5 chili di hashish contenuti in uno zaino.

Uomo muore schiacciato da un albero

Un uomo di 68 anni si trovava in una zona boschiva nel territorio di Monastero di Vasco nel Cuneese. Stava tagliando i rami in una zona boschiva con una motosega. Per ragioni da accertare un albero cadendo lo ha ucciso. I soccorsi intervenuti non hanno potuto fare nulla per salvarlo.

Sport: tutto pronto a Chivasso per il festival “Canali”

Lo sport quale denominatore comune di una manifestazione inserita all’interno della Festa
dei Nocciolini che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Beniamino Pagliaro, Elisa Rigaudo,
Fabio Monti e Franco Arese.
Chivasso (TO). Un immediato rimando al Canale Cavour, la straordinaria opera idraulica
di origine ottocentesca divenuta simbolo della città di Chivasso e dell’intero territorio
circostante, ma anche un richiamo ai canali di comunicazione, imprescindibili strumenti di
informazione, ascolto e confronto. Nasce da qui il nuovo festival “Canali”, organizzato dalla
Città di Chivasso in seno al Distretto Urbano del Commercio e inserito all’interno della
ventisettesima edizione della Festa dei Nocciolini, per un amalgama eterogeneo di
cultura, enogastronomia, letteratura e sport. Sport che, non a caso, sarà il protagonista
indiscusso della prima edizione della manifestazione, con quattro momenti di confronto e
divulgazione insieme a nomi di prestigio del panorama giornalistico nazionale.
Si inizierà sabato 23 settembre alle ore 11.30 nell’area food experience di piazza della
Repubblica, con la tavola rotonda “Lo sport cambia canale? Dati, evoluzioni e prospettive
dello sport italiano” dove Beniamino Pagliaro (caporedattore de “la Repubblica Torino”)
dialogherà con Franco Arese (già presidente Federazione Italiana Atletica Leggera), Elisa
Rigaudo (medaglia olimpica e testimonial 1° edizione di CANALI), Alberto Dolfin
(giornalista del “Corriere dello Sport” e consigliere regionale Unione Stampa Sportiva
Italiana) e Alessandro Ciro Sciretti, presidente Giochi Mondiali Universitari
di Torino 2025.
Alle ore 15.30 invece, con ritrovo in piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, la camminata non
competitiva “Due passi con l’olimpionica” in compagnia di Elisa Rigaudo, medaglia di
bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2008 e testimonial della prima edizione di Canali. Alle 17.30
nel Teatrino Civico di Palazzo Santa Chiara, poi, la presentazione del libro “I cento metri.
Storie, leggende e protagonisti di 100 sprint da ricordare” con Fabio Monti (già firma de
“La Gazzetta dello Sport” e il “Corriere della Sera”) e Claudio Colombo, già responsabile
della redazione sportiva del “Corriere della Sera”. Domenica 24 settembre alle ore 10.30 di
nuovo in piazza della Repubblica, infine, la presentazione del libro “Iron Mark” con Alberto
Dolfin (giornalista de “Il Corriere dello Sport – Stadio”) in dialogo con Claudio Arrigoni,
giornalista de “La Gazzetta dello Sport” e “Corriere della Sera”, tra i massimi esperti italiani
delle Paralimpiadi. Tutti gli eventi saranno gratuiti e ad accesso libero.

City playground, un progetto di Graphic Days, uno spazio a misura di cittadino

Dopo il focus sui diritti dell’infanzia e sullo “Slow Learning”, con una selezione di poster art vincitori del concorso Posterheroes, Spazio Portici – Percorsi Creativi e Graphic Days® rinnovano il sodalizio attraverso un nuovo progetto che intende sensibilizzare i passanti di Corso San Martino sui temi del vivere gli spazi pubblici della città.

 

City playgroundun progetto di Graphic Days®, nasce in occasione della terza edizione di Countless Cities – Biennale delle Città del Mondo, promossa da Farm Cultural Park di Favara. Il progetto intende sollecitare i passanti sul ruolo del contesto urbano partendo dalla domanda “Che cosa ti fa star bene nello spazio pubblico?”. Le 10 illustrazioni hanno quindi cercato di interpretare le differenti sensazioni derivanti dalla fruizione di uno spazio a misura di cittadino. Un luogo per nutrire la mente? Una panchina da condividere? Un posto dove curarsi?

Queste sono alcune tra le suggestioni emerse spostandosi da una creatività all’altra e che, attraverso la traduzione in simboli e concetti chiave, rappresentano diverse visioni sulla città del futuro.

“Il successo di Spazio Portici – spiega l’assessora alla Rigenerazione Urbana, Carlotta Salerno – dimostra che l’arte è ovunque e si può fare dovunque. Grazie a questa iniziativa i portici della nostra città si trasformano in musei a cielo aperto, diventando veicoli di diffusione dell’offerta culturale e, al tempo stesso, elemento di rigenerazione urbana e presidio sul territorio. Un’opportunità, per i cittadini, di disegnare la propria città ideale”.

 

 

 

Una mostra ma anche un “gioco” per ragionare sul ruolo fondamentale che lo spazio pubblico ricopre nel vivere quotidiano: inquadrando il QR code presente sui pannelli dell’esposizione, i cittadini potranno infatti disegnare la propria città ideale a partire dall’individuazione delle sue funzioni, rispondendo alle domande:

Che cosa è casa per te? Che cosa ti fa sentire ricaricato? Che cosa ti fa sentire connesso agli altri? Che cosa ti fa sentire nel comfort? Che cosa ti fa sentire ispirato? Che cosa ti fa sentire coinvolto?

Il riferimento teorico è l’emotional design, disciplina nata in ambito di design di prodotto che studia come creare oggetti o servizi che evochino emozioni e che si traducano in esperienze positive per le comunità; Graphic Days® ha applicato i suoi principi a scala urbana per esplorare in che modo la progettazione della città può influire sul benessere delle persone.

 

“L’utilizzo dello spazio pubblico e la riflessione sullo sviluppo urbano sono temi più che mai attuali per la Città – è il commento dell’assessora alla Cultura, Rosanna Purchia – per questo trovo di particolare interesse il progetto. Un luogo di passaggio, come i portici di corso San Martino, rappresenta una grande opportunità per coinvolgere i cittadini riguardo alla città del futuro, attraverso un linguaggio che evoca emozioni e che spinge alla riflessione sul contesto urbano”.

 

“Spazio Portici — Percorsi Creativi vuole essere la nostra occasione per trasformare un luogo di passaggio in un spazio culturale di comunità, afferma Germano Tagliasacchi, Direttore della Fondazione Contrada Torino Onlus. Grazie a questo nuovo progetto espositivo di Graphic Days®, torniamo su Corso San Martino con la mission di Fondazione Contrada: aprire spazi di espressione artistica sotto i 12 chilometri di arcate della città di Torino, valorizzando la creatività giovanile e coinvolgendo il pubblico come fruitore attivo”.

 

A partire dai principi emersi nella realizzazione di interventi di urbanismo tattico nello scenario torinese condotti da Graphic Days®i due isolati compresi tra Piazza XVIII Dicembre e la via Juvarra, con la collaborazione delle Proprietà, si prestano anche questa volta come luogo per far riflettere tutte le classi sociali e le fasce d’età. Attraverso l’utilizzo del social ed emotional design, City Playground mira a creare una connessione emotiva tra il pubblico e le tematiche trattate.

“La mostra presenta in forma simbolica e semplificata i concetti emersi nei percorsi di coinvolgimento della cittadinanza che abbiamo sviluppato in questi anni”, affermano Ilaria Reposo e Fabio Guida, direttori creativi di Graphic Days®. “Attraverso la realizzazione di interventi a carattere temporaneo nello spazio pubblico abbiamo potuto infatti far sperimentare utilizzi innovativi e far ragionare le comunità su modelli di sviluppo urbano differenti, che il linguaggio del visual design ha valorizzato a livello comunicativo. Raccontare questo processo attraverso il percorso espositivo di Spazio Portici ci offre l’opportunità di estendere le riflessioni fatte a un pubblico allargato ed eterogeneo”.

 

 

Spazio Portici – Percorsi Creativi è un progetto di Fondazione Contrada Torino Onlus, realizzato con il sostegno della Città di Torino e Torino Creativa.  A partire dal 2020 gli happening artistici ideati all’interno del progetto Portici Creativi – Percorsi Creativi, hanno trovato collocazione in via Po (street art), via Nizza (video & sound art – in corso), Corso San Martino (graphic art), Piazza Vittorio (allestimento di 3 percorsi di giovani curatori e curatrici).