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CINEMA

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale cinematografiche di Torino / A cura di Elio Rabbione

 

1917 – Drammatico. Regia di Sam Mendes, con George MacKay, Dean-Charles Chapman, Colin Firth, Benedict Cumberbatch e Richard Madden. 6 aprile, 1917. Blake e Schofield, giovani caporali britannici, ricevono un ordine di missione suicida: dovranno attraversare le linee nemiche e consegnare un messaggio cruciale che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini sul punto di attaccare l’esercito tedesco. Per Blake l’ordine da trasmettere assume un carattere personale dal momento che suo fratello fa parte di quei 1600 soldati che devono lanciare l’offensiva. Il loro sentiero della gloria si avventura su un terreno accidentato, trincee vuote, fattorie disabitate, città sventrate, per impedire la battaglia. Film importante ma comunque non all’altezza delle aspettative, con Mendes che privilegia gli aspetti tecnici alle vere emozioni. Tre premi Oscar. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 3, Ideal, Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino V.O., Reposi sala 4, Uci Cinemas Lingotto sala 8, Uci Cinemas Moncalieri sala 16)

 

Alice e il sindaco – Commedia drammatica. Regia di Nicolas Pariser, con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier. Per il sindaco di Lione, Paul Théraneau, niente sembra più andare per il verso giusto. Non un progetto, non un’idea originale. Dopo trent’anni passati in politica, Paul si sente completamente svuotato. Per tentare di risolvere il problema gli viene affiancata una giovane e brillante filosofa, Alice Heimann. Tra i due si instaura ben presto un dialogo che avvicinerà la donna al sindaco e sconvolgerà le certezze di entrambi. “Alice e il sindaco” è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Una riflessione contemporanea, lucidissima e spietata, sul rapporto tra la politica e le idee. Cosa sono le idee? Che ruolo hanno oggi gli intellettuali? E come può la politica fronteggiare il senso d’impotenza di fronte alla complessità del mondo? …Pariser trova le parole per decifrare il presente e ipotizzare una possibile soluzione per il futuro”. Durata 105 minuti. (Classico)

 

Gli anni più belli – Commedia. Regia di Gabriele Muccino, con Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Claudio Santamaria e con Emma Marrone. La storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, raccontato lungo l’arco di quarant’anni, dal 1980  ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta, passando attraverso le vicende italiane, la caduta del muro di Berlino e l’11 settembre. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l’intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si racconta anche gli sviluppi della nostra società, gli italiani tutti. Un grande affresco che ci dice chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti. Un omaggio, anni e anni dopo, al “C’eravamo tanto amati” di Scola. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 2, Massaua sala 2, Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Rosso, F.lli Marx sala Groucho e sala Chico, Ideal, Reposi sala 1, The Space Parco Dora sala 1/2/6, The Space Le Fornaci sala 6 e sala 7, Uci Cinemas Lingotto sala 4/5/6/10, Uci Cinemas Moncalieri sala 5/6/7/15)

 

Bad Boys for Life – Azione. Regia di Adil El Arbi e Bilall Fallah, con Will Smith e Martin Lawrence. La vecchia coppia di poliziotti, tornati in azione, uno in piena crisi di mezza età, l’altro contrario ai metodi spicci del collega e sopratutto desideroso di raggiungere la tanto sognata pensione.

Nel bel mezzo, compare la vedova di un boss desiderosa di mettere in azione un piano a lungo preparato, che dovrebbe portare alla eliminazione di quanti sono coinvolti all’arresto del consorte, compreso il sempre più irruente Mike. Seppur all’inizio reticente, riuscirà il collega a non dare una mano a chi ha deciso di mettere fine a quella nuova scia di omicidi? Durata 123 minuti. (Massaua sala 5, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 2/5/8, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 2, Uci Cinemas Lingotto sala 2 e sala 7, Uci Cinemas Moncalieri sala 8 e sala 9)

 

Birds of prey – Fantasy. Regia di Cathy Yan, con Margot Robbie e Ewan McGregor. L’eroina Harley Quinn contro il perfido Black Mask tra le strade di Gotham City, quattro anni dopo le avventure raccontate in “Suicide Squad”: amori finiti cui mettere un cerotto piuttosto spesso a salvaguardia, la ricerche di quelle “colleghe” che abbiano qualche problema da risolvere, fare squadra nel tentativo di mettere al tappeto il supercattivo. Durata 109 minuti. (Ideal, Uci Cinemas Lingotto sala 1, Uci Cinemas Moncalieri sala 4)

 

Cats – Musicale. Regia di Tom Hooper, con Judy Dench, Idris Elba e Ian McKellen. Basato sull’omonimo musical di Webber e su “Il libro dei gatti tuttofare” di T.S. Eliot. Inaspettato flop del genere, uscito e ritirato, rimontato ma ancora pollice verso dal pubblico e soprattutto dalla critica, un budget di 95 milioni di dollari che non torneranno mai a casa. Si festeggia il vecchio gatto Old Deuteronomy, mentre ogni felino racconta la propria storia. Compare Grizabella, un tempo affascinante e ora abbandonata da tutti e in miseria, come compare il malvagio Macavity, che rapisce Deuteronomy lasciando tutti nello sconforto. Ricomposta ogni cosa al meglio, Grizabella ricompare con la richiesta di essere perdonata e riammessa nel loro gruppo: Old Deuteronomy la premia con il privilegio di ascendere al Heaviside Layer, il gioioso paradiso dei Jellicle Cats. Durata 110 minuti. (Lux sala 3, Uci Cinemas Lingotto sala 9, Uci Cinemas Moncalieri sala  14)

 

Cattive acque – Drammatico. Regia di Todd Haynes, con Mark Ruffalo, Anne Hathaway e Tim Robbins. La storia vera dell’impegno civile di Rob Bilott, avvocato di Cincinnati che da paladino dell’industria della chimica si scopre vero e proprio accusatore in una crociata ventennale. Alla fine degli anni 90, l’uomo è appena diventato socio nel suo studio legale e si gode una tranquilla vita familiare con la moglie e il figlio appena nato. Ma una visita in ufficio di un contadino della Virginia gli cambia la vita per sempre: gli animale della fattoria si comportano in modo strano e l’uomo è convinto che sia colpa dell’acqua del lago a cui si abbeverano. La stessa in cui il colosso della chimica DuPont sta scaricando rifiuti tossici da decenni. Durata 126 minuti. (Ambrosio sala 1, Greenwich Village sala 2, The Space Parco Dora sala 7, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 2/8/11, Uci Cinemas Moncalieri sala 2/13/16)

 

 

Criminali come noi – Commedia. Regia di Sebastiàn Borensztein, con Ricardo Darìn. All’inizio dei Duemila, in una cittadina dell’Argentina dell’est rimasta priva di ogni genere di risorse e quasi disabitata, l’ex calciatore professionista Fermin Perlassi e sua moglie mettono insieme una piccola impresa per tentare di risollevare le sorti economiche del circondario. Con degli amici che condividono la loro iniziativa, mettono insieme una più che discreta somma in dollari con cui provare a comprare il locale silos abbandonato ma non essendoci nessuna banca nel paese, i due devono depositare il denaro nella vicina Villagràn: dove un operatore li convince a salvaguardare i soldi non in una cassetta di sicurezza ma sul suo conto corrente per accelerare il processo di vendita del silos. Il giorno dopo il governo del paese annuncia un provvedimento per cui nessun cittadino avrebbe potuto ritirare dalla banca più di 250 dollari al giorno. Tutto il denaro è quindi bloccato in banca e per la necessità impellente di recuperarlo in qualche modo spinge il gruppo a studiare un piano per riuscire a recuperarlo in fretta. Durata 116 minuti. (Greenwich Village sala 1)

 

Il diritto di opporsi – Drammatico. Regia di Destin Daniel Cretton, con Michael B. Jordan, Brie Larson e Jamie Foxx. Tratto da una storia vera. La vicenda di Bryan Stevenson, brillante avvocato di colore nell’Alabama della metà degli anni Ottanta, che assume la difesa di un uomo – anch’egli di colore – accusato di avere ucciso una ragazza senza la minima prova. Durata 137 minuti. (F.lli Marx sala Chico)

 

Doolittle – Commedia avventurosa. Regia di Stephen Gaghan, con Robert Downey jr,  Antonio Banderas e Martin Sheen. Il dottor Doolittle, famoso medico dell’età vittoriana, da quando ha perso la giovane moglie se ne sta chiuso nella propria casa, per unica compagnia una fedele folla di animali esotici, con cui egli regolarmente parla. Quando la sovrana cade vittima di una grave malattia, Doolittle non ci penserà su due volte a imbarcarsi per un lungo viaggio verso un’isola lontana, alla ricerca di quella cura che potrà ridare la salute alla sua regina. Ritornerà rinforzato nello spirito, ma non saranno mancate avventure e lotte contro vecchi nemici. Durata 101 minuti. (Ideal, Lux sala 3, The Space Le Fornaci sala 5, Uci Cinemas Lingotto sala 8, Uci Cinemas Moncalieri sala 2 e sala 10)

 

La Gomera – L’isola dei fischi – Commedia. Regia di Corneliu Porumbolu, con Catrinel Marlon e Vlad Ivanov. La soria di un ispettore di polizia, corrotto dai narcotrafficanti e sottoposto dai superiori a intercettazioni. Viene mandato alle CAnarie, all’isola Gomera, dove è tenuto prigioniero un gangster mafioso. Nel tentativo della sua liberazione, Cristi dovrà imparare un antico linguaggio segreto: ma soprattutto dovrà vedersela con l’affascinante Gilda. Durata 97 minuti. (F.lli Marx sala Harpo e Chico)

 

L’hotel degli amori smarriti – Commedia. Regia di Christophe Honoré, con Chiara Mastroianni, Benjamin Biolay e Carole Bouquet. Maria e Richard sono sposati da vent’anni. Una sera lui scopre che lei ha un amante: si tratta di un suo studente dell’Università. Non valgono a nulla le motivazioni della donna, Richard è sconvolto. Lei decide allora di lasciare il domicilio coniugale senza andare però troppo lontano: la stanza numero 212 dell’hotel di fronte a casa. Da lì può avere una visione a distanza sul consorte e sul suo matrimonio. Ma non sarà sola in questa riflessione. Durata 89 minuti. (Eliseo Blu, Romano sala 1)

 

Jojo Rabbit – Commedia. Regia di Taika Waititi, con Roman Griffin Davis, Scarlett Johansson, Sam Rockwell e Taika Waititi. Il giovanissimo Jojo Betzier ha dieci anni e ha molte difficoltà a relazionarsi con i suoi coetanei.

Sempre impacciato viene appunto chiamato Jojo Rabbit per sottolineare, con la crudeltà di certi bambini, sostenuti dagli adulti in divisa nazista, le sue difficoltà. Per cercare di affrontare un mondo che per lui è del tutto ostile, egli si rivolge allora al suo amico immaginario che ha le sembianze di Adolf Hitler: ma il ragazzino comincia a porsi parecchie domande sulla legittimità di quanto gli viene insegnato a scuola e nel campo di addestramento, quando scopre che la madre (la Johansson, candidata all’Oscar, ma l’avvocato Laura Dern di “Storia di un matrimonio” ha fatto l’asso pigliatutto) nasconde in casa una ragazza ebrea, Elisa. Tra i due nasce un’amicizia che porta il ragazzino a guardare con altri occhi quanto sta succedendo intorno a lui e a dubitare sulla bontà degli insegnamenti relativi al nazismo che riceve. Film d’apertura e grande successo all’ultimo TFF. Durata 108. (Greenwich Village sala 3, Romano sala 3, Uci Cinemas Moncalieri sala 3)

 

Il lago delle oche selvatiche – Drammatico. Regia di Yinan Diao. Un quadro della Cina dei nostri giorni, dove il giovane Zhou appena uscito dal carcere finisce immediatamente in una violenta contesa tra gang che si conclude con l’uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, il bandito è costretto a fidarsi di una giovane prostituta, forse innamorata di lui. Sottolinea il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI): “Diao Yinan porta una prospettiva poetica e un’estetica affascinante in un noir dalle esplosioni di efferata violenza, che diventa anche l’occasione per una riflessione sulla modernità cinese. Una sarabanda del caos, dove a dominare è il senso di impotenza e di morte: il regista si riappropria del “genere”, senza per questo smarrire il contatto con la realtà”. Durata 111 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

La mia banda suona il pop – Commedia. Regia di Fausto Brizzi, con Christian De Sica, Diego Abatantuono, Massimo Ghini e Angela Finocchiaro. È la reunion alquanto tempestosa di un favoloso gruppo rock degli anni Ottanta, tra un manager di cui non ci si deve assolutamente fidare, un magnate russo che vuole il gruppo a San Pietroburgo e una misteriosa Olga che tira le fila perché quel soggiorno frutti a lei un bel gruzzolo di quattrini. Come? Facendo sì che la banda derubi il magnate: ma la banda sta già preparando un altro piano. Durata 95 minuti. (Massaua sala 1, Ideal, Reposi sala 2, The Space Parco Dora sala 5 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 5, Uci Cinemas Lingotto sala 3 e sala 11, Uci Cinemas Moncalieri sala 6/11/14)

 

Memorie di un assassino – Drammatico. Regia di Bong Joon Ho. In una piccola città fuori Seul, nell’arco di sei anni, furono stuprate e uccise dieci donne. Il primo serial killer che ha agito in Corea uccise dieci vittime di varia età, da una nonna settantunenne ad una ragazzina di tredici anni. Con il passare del tempo, il modus operandi del killer si fece più audace e organizzato. Il killer non lasciò mai il più piccolo indizio. Furono interrogati oltre 3000 sospettati e più di 300.000 agenti di polizia presero parte all’imponente indagine. Nessuno è stato arrestato e condannato per questi delitti: ma l’anno scorso le indagini hanno subito una svolta. Il film risale al 2003, ora riscoperto grazie a “Parasite”. Durata 131 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Odio l’estate – Commedia. Regia di Massimo Venier, con Aldo Giovanni e Giacomo, e con Michele Placido e Massimo Ranieri. Aldo non ha un lavoro fisso ma in compenso due figli e una moglie che sbraita in continuazione; Giovanni organizza e dirige un negozio di calzature ma l’impresa è prossima al fallimento; Giacomo è un dentista di successo ma se la deve vedere con un figliastro in piena ribellione adolescenziale. I tre con i rispettivi quanto disastrati nuclei familiari si ritroveranno a trascorrere le vacanze estive su una medesima isola. Non soltanto: per un imperdonabile errore dell’agenzia che ha pilotato il loro soggiorno si vedranno occupare la stessa casa, con tutti gli inconvenienti che la cosa può procurare. Durata 110 minuti. (Massaua sala 3, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 4 e sala 7, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 4 e sala 10, Uci Cinemas Moncalieri sala sala 3 e sala 13)

 

Parasite – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho. Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello stradale. La presenza dei genitori e della sorella rende le condizioni abitative difficoltose ma la “collaborazione familiare” (ovvero una piccola società a delinquere) li unisce nonostante tutto.

Insieme si prodigano in lavoretti di insignificante guadagno per sbarcare il lunario: poi la svolta arriva con un amico che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese della figlia di una ricca famiglia. Il lavoro è ben pagato e la villa del signor Park, dirigente di una ditta d’informatica, è un capolavoro architettonico, pieno di sorprese. Ki-woo ne è talmente entusiasta che intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando per la sorella un’identità segreta come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari proprietari. Anche padre e madre dovranno avere le loro piccole soddisfazioni: sino alla tragedia finale. Quattro Oscar di pieno diritto, miglior film, miglior regia, miglior film internazionale e miglior sceneggiatura originale, un trionfo per un regista che merita di essere ancor più studiato e apprezzato.Durata 132 minuti. (Nazionale sala 1, The Space Parco Dora sala 3, The Space Le Fornaci sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 1 e sala 10, Uci Cinemas Moncalieri sala 10 e sala 14)

 

Piccole Donne – Drammatico. Regia di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chamalet, Louis Garrel, Laura Dern e Meryl Streep. La storia delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy, quattro giovani donne determinate a seguire i propri sogni, alle prese con i problemi della loro età, sullo sfondo della Guerra Civile Americana. Figura di risalto del gruppo è Jo, che si distingue dalle altre per la sua indole indipendente e per la sua perenne ricerca di libertà, che fanno di lei una donna ribelle in pieno contrasto con la figura femminile tradizionale del tempo. Determinata e testarda, Jo desidera affermarsi come scrittrice, nonostante i tempi non siano ancora maturi per un’autrice donna. La giovane è però pronta a tutto pur di realizzare il suo desiderio e spronerà le sue sorelle a fare altrettanto con i loro sogni e a ribellarsi a quel rigido sistema sociale che le vuole sposate in un matrimonio di convenienza, abili soltanto a badare alla casa e ai figli. Oscar per i migliori costumi. Durata 135 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Reposi sala 7)

 

Il richiamo della foresta – Avventura. Regia di Chris Sanders, con Harrison Ford. Dal classico di Jack London una nuova versione cinematografica della storia di Buck, verso la fine dell’Ottocento, che dalla tranquilla California sarà costretto a raggiungere il gelo e i territori del Klondike, incrociando il suo nuovo mestiere di cane da slitta in un tempo in cui in molti raggiungevano quelle distese bianche per l’avventura della corsa all’oro. Lì incontrerà l’amicizia e la protezione di un nuovo, buon padrone, John Thornton. Durata 105 minuti. (Massaua sala 4, Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 6, The Space Parco Dora sala 3/6/8, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 7, Uci Cinemas Lingotto sala 1/2/3/11, Uci Cinemas Moncalieri sala 3 e sala 12)

 

 

 

“Girando per Torino”, omaggio al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

È stato presentato alla stampa e al pubblico torinese il tour di cineturismo, un percorso composto da 20 postazioni multimediali dislocate nel centro cittadino che raccontano la storia del cinema realizzato a Torino nel corso degli anni, dalla nascita della settima arte ad oggi

In questo anno di celebrazioni che vedono il cinema al centro della programmazione culturale della Città, il progetto ha l’obiettivo di offrire ai torinesi e ai turisti la possibilità di approfondire e rivivere venti pellicole che hanno contribuito a rendere Torino meta e location privilegiata di tantissime produzioni cinematografiche.

Venti differenti postazioni nei luoghi più iconici della città, ciascuna dedicata ad una specifica pellicola: da Cabiria fino al recentissimo The King’s Man, passando attraverso Profondo RossoSanta MaradonaLa Meglio GioventùDopo MezzanotteIl Divo.

 

Nell’anno in cui il Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte compiono rispettivamente vent’anni, il tour permetterà ai visitatori di scoprire aneddoti e curiosità su ciascuno dei film individuati, evidenziando ancora una volta lo storico legame tra Torino e l’industria culturale e produttiva del cinema.

 

Ognuna delle venti postazioni è stata realizzata esternamente con grafiche ed immagini legate ad uno specifico film, alternate a pannelli riflettenti che mirano a valorizzare il contesto architettonico circostante. Internamente la postazione permetterà al pubblico di accomodarsi su sedute che richiamano quelle dell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana per visionare video legati alla pellicola e ascoltare commenti e curiosità che hanno la voce di Steve Della Casa e Efisio Mulas, storici conduttori della trasmissione radiofonica di Radio Tre “Hollywood Party”.

 

Una mappa cartacea – che elenca e raffigura le venti location e i venti film ad esse collegate – verrà distribuita presso gli uffici del turismo di Piazza Castello e Piazza Carlo Felice; è naturalmente possibile visionare l’intero tour sul sito di Torino Città del Cinema, ed è inoltre possibile scaricare gratuitamente e utilizzare l’App “Italy For Movies”: all’interno di quest’ultima si trova l’itinerario dedicato a Torino Città del Cinema 2020, con percorsi e itinerari turistici ideati e curati da Steve Della Casa Federica De Luca.

 

Se la postazione punta infatti alla valorizzazione dell’opera filmica, l’uso dell’applicazione – “l’App che fa CIAK”, lanciata lo scorso anno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali- permette di valorizzare la location di riferimento, restituendo così al pubblico tanto l’anima cinematografica quanto quella turistica del progetto.

 

A supporto della promozione del tour è stata inoltre attivata una collaborazione con le Associazioni dei taxisti torinesi e con le Associazioni delle Guide Turistiche regionali, affinché conoscano e promuovano il progetto presso i rispettivi bacini d’utenza: sono infatti stati programmati due specifici momenti di incontro per fornire informazioni e materiali relativi a “Girando per Torino”.

 

Per valorizzare il risvolto turistico del progetto è stata inoltre realizzata un’articolata campagna di comunicazione composta da affissioni, videomapping, merchandise, supporti editoriali di vario tipo (brochure, cartoline, mappe), insieme alla promozione sui più importanti social e ad una pianificazione media (banner e adv sulle principali testate nazionali).

 

Le ‘opere’ – a completamento dell’installazione inaugurata lo scorso novembre in piazza Castello – sono realizzate da Fargo Film, ideate e progettate dallo Studio Loredana Iacopino Architettura.

Tutte le postazioni saranno attivate e fruibili a partire dalla giornata odierna, per l’intero anno. La postazione situata all’interno della Stazione di Porta Nuova verrà invece aperta al pubblico a partire dalla giornata di martedì 18 febbraio.Il progetto è stato curato da Film Commission Torino Piemonte e Museo Nazionale del Cinema e vede Iren come Partner Tecnico di “Girando per Torino”: in questo modo il Gruppo conferma il proprio interesse alle iniziative culturali del territorio.

 

L’iniziativa fa parte di ‘Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno’, un progetto di Città di TorinoMuseo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione PiemonteFondazione per la Cultura Torino, media partner Rai.

www.torinocittadelcinema2020.it

#TOcinema2020

Oggi al cinema

in Cosa succede in città

Le trame dei film nelle sale di Torino      A cura di Elio Rabbione

 

1917 – Drammatico. Regia di Sam Mendes, con George MacKay, Dean-Charles Chapman, Colin Firth, Benedict Cumberbatch e Richard Madden. 6 aprile, 1917. Blake e Schofield, giovani caporali britannici, ricevono un ordine di missione suicida: dovranno attraversare le linee nemiche e consegnare un messaggio cruciale che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini sul punto di attaccare l’esercito tedesco.

Per Blake l’ordine da trasmettere assume un carattere personale dal momento che suo fratello fa parte di quei 1600 soldati che devono lanciare l’offensiva. Il loro sentiero della gloria si avventura su un terreno accidentato, trincee vuote, fattorie disabitate, città sventrate, per impedire la battaglia. Film importante ma comunque non all’altezza delle aspettative, con Mendes che privilegia gli aspetti tecnici alle vere emozioni. Tre premi Oscar. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua sala 1 e sala 4, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 3, Ideal, Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino V.O., Reposi sala 4, The Space Parco Dora sala 7 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 11, Uci Cinemas Lingotto sala 4 e sala 11, Uci Cinemas Moncalieri sala 4 e sala 16)

 

Alice e il sindaco – Commedia drammatica. Regia di Nicolas Pariser, con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier. Per il sindaco di Lione, Paul Théraneau, niente sembra più andare per il verso giusto. Non un progetto, non un’idea originale. Dopo trent’anni passati in politica, Paul si sente completamente svuotato. Per tentare di risolvere il problema gli viene affiancata una giovane e brillante filosofa, Alice Heimann. Tra i due si instaura ben presto un dialogo che avvicinerà la donna al sindaco e sconvolgerà le certezze di entrambi. “Alice e il sindaco” è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Una riflessione contemporanea, lucidissima e spietata, sul rapporto tra la politica e le idee. Cosa sono le idee? Che ruolo hanno oggi gli intellettuali? E come può la politica fronteggiare il senso d’impotenza di fronte alla complessità del mondo? …Pariser trova le parole per decifrare il presente e ipotizzare una possibile soluzione per il futuro”. Durata 105 minuti. (Classico)

 

Gli anni più belli – Commedia. Regia di Gabriele Muccino, con Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Claudio Santamaria e con Emma Marrone. La storia di quattro amici, Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, raccontato lungo l’arco di quarant’anni, dal 1980  ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta, passando attraverso le vicende italiane, la caduta del muro di Berlino e l’11 settembre. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l’intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si racconta anche gli sviluppi della nostra società, gli italiani tutti. Un grande affresco che ci dice chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli.

È il rande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti. Un omaggio, anni e anni dopo, al “C’eravamo tanto amati” di Scola. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua sala 2, Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse, Eliseo Grande, F.lli Marx sala Groucho e sala Harpo, Ideal, Reposi sala 1 e sala 2, The Space Parco Dora sala 1/2/5, The Space Le Fornaci sala 1/2/6, Uci Cinemas Lingotto sala 2/5/6/7, Uci Cinemas Moncalieri sala 7/8/9/10)

 

Birds of prey – Fantasy. Regia di Cathy Yan, con Margot Robbie e Ewan McGregor. L’eroina Harley Quinn contro il perfido Black Mask tra le strade di Gotham City, quattro anni dopo le avventure raccontate in “Suicide Squad”: amori finiti cui mettere un cerotto piuttosto spesso a salvaguardia, la ricerche di quelle “colleghe” che abbiano qualche problema da risolvere, fare squadra nel tentativo di mettere al tappeto il supercattivo. Durata 109 minuti. (Massaua sala 1, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 6 e sala 7, The Space Le Fornaci sala 7, Uci Cinemas Lingotto sala 7 e sala 9, Uci Cinemas Moncalieri sala 3 e sala 6)

 

Il diritto di opporsi – Drammatico. Regia di Destin Daniel Cretton, con Michael B. Jordan, Brie Larson e Jamie Foxx. Tratto da una storia vera. La vicenda di Bryan Stevenson, brillante avvocato di colore nell’Alabama della metà degli anni Ottanta, che assume la difesa di un uomo – anch’egli di colore – accusato di avere ucciso una ragazza senza la minima prova. Durata 137 minuti. (F.lli Marx sala Harpo, Lux sala 1, Uci Cinemas Lingotto sala 11, Uci Cinemas Moncalieri 14)

 

Doolittle – Commedia avventurosa. Regia di Stephen Gaghan, con Robert Downey jr,  Antonio Banderas e Martin Sheen. Il dottor Doolittle, famoso medico dell’età vittoriana, da quando ha perso la giovane moglie se ne sta chiuso nella propria casa, per unica compagnia una fedele folla di animali esotici, con cui egli regolarmente parla. Quando la sovrana cade vittima di una grave malattia, Doolittle non ci penserà su due volte a imbarcarsi per un lungo viaggio verso un’isola lontana, alla ricerca di quella cura che potrà ridare la salute alla sua regina. Ritornerà rinforzato nello spirito, ma non saranno mancate avventure e lotte contro vecchi nemici. Durata 101 minuti. (Massaua sala 4, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 7, The Space Parco Dora sala 6 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 10, Uci Cinemas Moncalieri sala 13/14/15)

 

Figli – Commedia. Regia di Giuseppe Bonito, con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea e Stefano Fresi. Nicola e Sara hanno scoperto a loro spese uno dei segreti meglio custoditi del mondo contemporaneo: fare il secondo figlio, nell’Italia della natalità zero e della precarietà come regola di vita, rischia di innescare una bomba ad orologeria e aprire il varco ad una serie di incognite spesso difficile da gestire.

La relazione fra Nicola e Sara, teoricamente imperniata su una divisione dei compiti 50/50, fa sentire ognuno di loro non riconosciuto nei propri sforzi e gravato ben oltre il dovuto delle incombenze familiari. Che fare allora quando tutto quello che vorresti è saltare fuori dalla finestra di casa tua e abbandonare il campo? durata 97 minuti. (Greenwich Village sala 3, Romano sala 3, Uci Cinemas Moncalieri sala 12)

 

Jojo Rabbit – Commedia. Regia di Taika Waititi, con Roman Griffin Davis, Scarlett Johansson, Sam Rockwell e Taika Waititi. Il giovanissimo Jojo Betzier ha dieci anni e ha molte difficoltà a relazionarsi con i suoi coetanei. Sempre impacciato viene appunto chiamato Jojo Rabbit per sottolineare, con la crudeltà di certi bambini, sostenuti dagli adulti in divisa nazista, le sue difficoltà. Per cercare di affrontare un mondo che per lui è del tutto ostile, egli si rivolge allora al suo amico immaginario che ha le sembianze di Adolf Hitler: ma il ragazzino comincia a porsi parecchie domande sulla legittimità di quanto gli viene insegnato a scuola e nel campo di addestramento, quando scopre che la madre (la Johansson, candidata all’Oscar, ma l’avvocato Laura Dern di “Storia di un matrimonio” ha fatto l’asso pigliatutto) nasconde in casa una ragazza ebrea, Elisa. Tra i due nasce un’amicizia che porta il ragazzino a guardare con altri occhi quanto sta succedendo intorno a lui e a dubitare sulla bontà degli insegnamenti relativi al nazismo che riceve. Film d’apertura e grande successo all’ultimo TFF. Durata 108. (Eliseo Rosso, Greenwich Village sala 1 anche V.O., Romano sala 1, Uci Cinemas Lingotto sala 3, Uci Cinemas Moncalieri sala 12)

 

Judy – Biografico. Regia di Rupert Goold, con Renée Zellweger, Jessie Buckley e Michael Gambon. L’ultimo periodo della vita della grande attrice e cantante Judy Garland, sul finire di una carriera sfolgorante iniziata giovanissima con la Dorothy del “Mago di Oz”.

Un mix di fama e successo e altrettanta disperazione, e poi la battaglia con il suo management, i rapporti con i musicisti, i fan, i suoi cinque matrimoni e gli amori tormentati, il dramma familiare che la spinse a fare i bagagli e a trasferirsi a Londra per un’ultima serie di concerti. Il ritratto appassionato di una donna – che le figlie hanno rifiutato -, un film non del tutto convincente ma un capolavoro della Zellwegwer inevitabile premio Oscar dopo essersi già assicurata il Golden Globe. Durata 118. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu, Uci Cinemas Moncalieri sala 14)

 

Il lago delle oche selvatiche – Drammatico. Regia di Yinan Diao.

Un quadro della Cina dei nostri giorni, dove il giovane Zhou appena uscito dal carcere finisce immediatamente in una violenta contesa tra gang che si conclude con l’uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, il bandito è costretto a fidarsi di una giovane prostituta, forse innamorata di lui. Sottolinea il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI): “Diao Yinan porta una prospettiva poetica e un’estetica affascinante in un noir dalle esplosioni di efferata violenza, che diventa anche l’occasione per una riflessione sulla modernità cinese. Una sarabanda del caos, dove a dominare è il senso di impotenza e di morte: il regista si riappropria del “genere”, senza per questo smarrire il contatto con la realtà”. Durata 111 minuti. (Greenwich Village sala 2)

 

Memorie di un assassino – Drammatico. Regia di Bong Joon Ho. In una piccola città fuori Seul, nell’arco di sei anni, furono stuprate e uccise dieci donne. Il primo serial killer che ha agito in Corea uccise dieci vittime di varia età, da una nonna settantunenne ad una ragazzina di tredici anni. Con il passare del tempo, il modus operandi del killer si fece più audace e organizzato.

Il killer non lasciò mai il più piccolo indizio. Furono interrogati oltre 3000 sospettati e più di 300.000 agenti di polizia presero parte all’imponente indagine. Nessuno è stato arrestato e condannato per questi delitti: ma l’anno scorso le indagini hanno subito una svolta. Il film risale al 2003, ora riscoperto grazie a “Parasite”. Durata 131 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Odio l’estate – Commedia. Regia di Massimo Venier, con Aldo Giovanni e Giacomo, e con Michele Placido e Massimo Ranieri. Aldo non ha un lavoro fisso ma in compenso due figli e una moglie che sbraita in continuazione; Giovanni organizza e dirige un negozio di calzature ma l’impresa è prossima al fallimento; Giacomo è un dentista di successo ma se la deve vedere con un figliastro in piena ribellione adolescenziale. I tre con i rispettivi quanto disastrati nuclei familiari si ritroveranno a trascorrere le vacanze estive su una medesima isola. Non soltanto: per un imperdonabile errore dell’agenzia che ha pilotato il loro soggiorno si vedranno occupare la stessa casa, con tutti gli inconvenienti che la cosa può procurare. Durata 110 minuti. (Massaua sala 5, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 3, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 3/4/9, Uci Cinemas Moncalieri sala sala 9/11/15)

 

Parasite – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho. Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello stradale. La presenza dei genitori e della sorella rende le condizioni abitative difficoltose ma la “collaborazione familiare” (ovvero una piccola società a delinquere) li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti di insignificante guadagno per sbarcare il lunario: poi la svolta arriva con un amico che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese della figlia di una ricca famiglia. Il lavoro è ben pagato e la villa del signor Park, dirigente di una ditta d’informatica, è un capolavoro architettonico, pieno di sorprese. Ki-woo ne è talmente entusiasta che intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando per la sorella un’identità segreta come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari proprietari. Anche padre e madre dovranno avere le loro piccole soddisfazioni: sino alla tragedia finale. Quattro Oscar di pieno diritto, miglior film, miglior regia, miglior film internazionale e miglior sceneggiatura originale, un trionfo per un regista che merita di essere ancor più studiato e apprezzato.Durata 132 minuti. (Nazionale sala 1, The Space Parco Dora sala 7, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 1, Uci Cinemas Moncalieri sala 2 e sala 16)

 

Piccole Donne – Drammatico. Regia di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chamalet, Louis Garrel, Laura Dern e Meryl Streep. La storia delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy, quattro giovani donne determinate a seguire i propri sogni, alle prese con i problemi della loro età, sullo sfondo della Guerra Civile Americana. Figura di risalto del gruppo è Jo, che si distingue dalle altre per la sua indole indipendente e per la sua perenne ricerca di libertà, che fanno di lei una donna ribelle in pieno contrasto con la figura femminile tradizionale del tempo. Determinata e testarda, Jo desidera affermarsi come scrittrice, nonostante i tempi non siano ancora maturi per un’autrice donna. La giovane è però pronta a tutto pur di realizzare il suo desiderio e spronerà le sue sorelle a fare altrettanto con i loro sogni e a ribellarsi a quel rigido sistema sociale che le vuole sposate in un matrimonio di convenienza, abili soltanto a badare alla casa e ai figli. Oscar per i migliori costumi. Durata 135 minuti. (Reposi sala 6, Uci Cinemas Moncalieri sala 12)

 

La ragazza d’autunno – Drammatico. Regia di Kantemir Balagov, con Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina. Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l’assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Lya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto “si blocca” per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c’è più. Spinta psicologicamente al limite dal dolore e dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Lya dovrà aiutarla, a tutti i costi. Durata 137 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Richard Jewell – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Paul Walter Hauser, Kathy Bates e Sam Rockwell. Il regista di “Mystic river”, quasi novantenne (il compleanno il prossimo 31 maggio) racconta la vicenda che scosse la città di Atlanta il 27 luglio 1996, durante le Olimpiadi, allorché l’uomo del titolo scoprì, abbandonato in un parco, uno zainetto con una bomba all’interno. Il pronto intervento di Richard fece sì che, lanciando l’allarme, lo scoppio facesse “soltanto” un morto e un centinaio di feriti. Ben più grave sarebbe stato il bilancio senza il coraggio di quell’uomo: prima salutato come eroe, poi indagato e ritenuto il presunto responsabile dell’attentato dall’FBI, complice delle accuse un quotidiano della città che aveva visto in quell’uomo, che ancora viveva con la madre e che coltivava la passione per le armi e il culto delle forze dell’ordine, il perfetto soggetto da perseguire. Dopo pochi mesi fu scagionato, con le nuove indagini che portarono al vero colpevole, ma la sua vita divenne un inferno. Oggi Clint contribuisce a ridare all’uomo, ormai scomparso, la sua piena dignità. Kathy Bates. Durata 129 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Chico)

 

Sorry we missed you – Drammatico. Regia di Ken Loach, con Kris Hitchen e Debbie Honeywood. Ricky, Debbie vivono a Newcastle con i loro due figli. Sono una famiglia forte che si prende cura l’uno dell’altro. Lui è passato da un lavoro ad un altro mentre lei continua a prendersi cura degli anziani. Nonostante lavorino duramente si rendono conto che non avranno mai l’indipendenza o la propria casa. Ricky – che ha visto sfumare l’ultimo precario lavoro e ha perso la propria casa per non aver potuto pagare il mutuo – accetta un contratto con una ditta di consegne a domicilio, vende l’auto della moglie e si compra un camion, ma non ha un’assicurazione che lo salvaguardi da soprusi di ogni sorta. Durata 100 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria V.O.)

 

Tolo Tolo – Commedia. Di e con Checco Zalone.

Vittima dei debiti (l’apertura di un ristorante di sushi, nel territorio delle Murge, non si è rivelato certo un successo), inseguito da una moglie da cui è separata che pretende gli alimenti e dall’attuale che è ben lontana dall’accettare una situazione disastrosa, il protagonista della vicenda inventata nell’oggi che più oggi non si può, con la collaborazione di Paolo Virzì, dal campione d’incassi Zalone, non vede una via d’uscita ai suoi guai che nella fuga: in Africa, paese ospitale, che, se nasconde qualche attacco dell’Isis, gli offre l’occasione per riprendere la strada di casa a bordo di un barcone. Durata 90 minuti. (Uci Cinemas Moncalieri sala 11 e sala 13)

 

Villetta con ospiti – Drammatico. Regia di Ivano De Matteo, con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo e Vinicio Marchioni. Ventiquattr’ore per raccontare una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina nel nord Italia. Di giorno le nostre signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè, poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze. I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti sono davanti ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è da mettere sotto accusa anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati. Durata 88 minuti. (Romano sala 2 e sala 3)

 

 

I vestiti del grande cinema in mostra alla Mole

in CULTURA E SPETTACOLI

 

La Sartoria Annamode è un’autentica  eccellenza torinese del Made in Italy dagli anni Cinquanta a oggi nel realizzare abiti per il cinema

Alla Mole, il Museo Nazionale del Cinema inaugura venerdì 14 febbraio la mostra ‘Cinemaddosso, i costumi di Annamode da Cinecittà a Hollywood’, curatrice  Elisabetta Bruscolini.

 

Sono esposti 100 costumi per 40 film. Nel percorso  ogni abito è esposto come un’opera d’arte e corredato da brani di film, citazioni, e pannelli touch. Passeggiando sui 280 metri della rampa sotto la volta dell’edificio  dell’Antonelli si rivivono  70 anni della storia imprenditoriale al femminile delle sorelle Anna e Teresa Allegri, che hanno reso celebre la Annamode in tutto il mondo.

 

“La mostra – sottolinea  il presidente del Museo del Cinema, Enzo Ghigo (nella foto ) – è il primo grande evento organizzato dal Museo nell’ambito delle celebrazioni di Torino Città del Cinema 2020″.

Sarà  visitabile fino al 15 giugno. Esposti  costumi di film come Guerra e Pace di King Vidor (1956), Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica (1964),  Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006).

Donne in guerra, Sottodiciotto presenta “For Sama”

in CULTURA E SPETTACOLI

Proiezione in anteprima, mercoledì 12 febbraio. Torino, Cinema Centrale, ore 19.45

Sottodiciotto Film Festival & Campus e la casa di distribuzione Wanted presentano in anteprima torinese, in versione originale sottotitolata in italiano, domani, mercoledì 12 febbraio, al Cinema Centrale, alle ore 19.45, il film For Sama (Alla mia piccola Sama), realizzato dalla giornalista siriana Waad al-Kateab insieme con il regista inglese Edward Watts.

Girato durante la lunga battaglia di Aleppo, il film è candidato all’Oscar 2020 nella categoria “miglior documentario” e vanta già un numero eccezionale di riconoscimenti internazionali. Nella lista degli oltre 50 premi vinti dal lungometraggio in tutto il mondo, figurano quattro British Independent Film Awards, un BAFTA e un European Film Award come “Best documentary”, oltre all’Œil d’or al Festival di Cannes. In Italia ha vinto al Biografilm Festival il Best Film Unipol Award, il premio assegnato dalla giuria internazionale – che lo ha definito “un film potentissimo, straziante, ma al contempo pieno di vita, di amore e di voglia di futuro” – e quello del pubblico.

Frutto della selezione di circa 300 ore di riprese quotidiane, effettuate da Waad al-Kateab negli anni più cruenti del conflitto siriano, For Sama è un viaggio intimo nell’esperienza femminile della guerra, raccontata da una giovane madre alla sua piccola figlia.  Waad ha 21 anni ed è una studentessa universitaria quando, nel 2011, sull’onda delle primavere arabe, i giovani di Aleppo insorgono contro la dittatura di Bashar al-Assas, domandandone a gran voce la fine. La spietata repressione del regime, che darà luogo alla più sanguinosa guerra civile del nostro tempo, induce molti a fuggire dal Paese. Ma Waad sceglie di restare nella città dilaniata e di sposarsi con Hamza, un medico che sarà l’ultimo rimasto, nella zona ribelle, a curare centinaia di feriti al giorno, nei mesi atroci dell’assedio alla città.

For Sama è una videolettera d’amore indirizzata da Waad alla loro bambina nata sotto le bombe per spiegarle perché i suoi genitori hanno voluto rimanere ad Aleppo e tenerla con sé su quello che allora era un fronte di guerra e il teatro di una catastrofe umanitaria. Reportage drammatico e insieme diario personale e familiare, il film è una storia di resistenza e di speranza, in cui spicca, in una cornice di devastazione, lo sforzo costante di ritrovare barlumi di normalità e ricreare una quotidianità in grado di preservare la piccola Sama dalla paura e dall’angoscia della guerra: «Fin dall’inizio – ha detto l’autrice – ho capito che ero più affascinata dal catturare storie di vita e umanità, piuttosto che concentrarmi sulla morte e la distruzione».

La proiezione sarà introdotta da Enrico Bisi, direttore di Sottodiciotto Film Festival & Campus, Giampiero Leo, vicepresidente del Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte, e Hadil Tarakji, insegnante e traduttrice. Il film uscirà nelle sale il 13 febbraio, con il patrocinio di Amnesty International Italia e la voce narrante doppiata da Jasmine Trinca.

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Ingressi: biglietto intero € 8, ridotto € 5
Info: Sottodiciotto Film Festival & Campus c/o AIACE Torino, Galleria Subalpina 30, Torino; tel. 011 538962, info@sottodiciottofilmfestival.it, www.sottodiciottofilmfestival.it
Cinema Centrale, Via Carlo Alberto 27, Torino; tel. 011 540110

Proiezione nell’ambito di Torino Città del cinema 2020

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Alla mia piccola Sama (For Sama) di Waad al-Kateab e Edward Watts (Regno Unito/ Siria 2019, 100’)
La storia di Waad al-Kateab attraverso gli anni della rivolta di Aleppo, in Siria, quando si innamora, si sposa e dà alla luce Sama, il tutto mentre intorno esplode il conflitto. La sua camera raccoglie storie incredibili di perdita, risate e sopravvivenza mentre Waad si chiede se fuggire o meno dalla città per proteggere la vita di sua figlia, in un momento in cui partire significa abbandonare la lotta per la libertà per la quale ha già sacrificato così tanto. La storia di Waad inizia nel 2012 quando era studentessa di marketing alla Aleppo University. Le proteste contro la terribile dittatura di Assad scoppiano anche all’interno dell’ateneo e Waad è una delle prime a prenderne parte. Con la sua macchina fotografica documenta la gioia e l’ottimismo di quei primi giorni. È allora che incontra un giovane medico di nome Hamza insieme al quale, con un gruppo di amici, continua a manifestare anche quando il regime ricorre alla violenza per soffocare le rivolte, gettando la città in una vera e propria guerra. Alcuni loro amici muoiono e loro stessi sfuggono per un soffio ai cecchini, agli attacchi aerei e alle bombe. Ogni momento viene ripreso dalla loro telecamera e, nel mezzo di tutto ciò, Hamza chiede a Waad di sposarlo. Dopo poco tempo Waad rimane incinta e i due ragazzi conducono una vita familiare del tutto simile a quella di qualsiasi giovane coppia, tranne per il fatto che la loro luna di miele si svolge in un momento di guerra. Quando i russi intervengono a sostegno del regime, nel settembre 2015, la repressione nei confronti dei ribelli diventa feroce. Eppure, nonostante la paura, Waad e Hamza decidono di non fuggire dalla città come molti altri, ma di restare e continuare a combattere per la libertà rendendosi conto che quella lotta non è più solo per loro ma soprattutto per il futuro della figlia. Sama nasce il 1 ° gennaio 2016, un piccolo raggio di speranza in mezzo caos. Il primo anno di vita di Sama è l’ultimo di guerra per la città, un momento di oscurità quasi inimmaginabile. Il regime e i suoi alleati ricorrono a ogni atrocità possibile per eliminare i ribelli. L’ospedale di Hamza è bombardato. Vengono assediati e assistono ad attacchi sferrati con ogni tipo di arma, dai gas alle bombe a grappolo che producono veri e propri massacri anche di donne e bambini. Ma nonostante tutto, Waad e Hamza hanno la gioia di essere diventati genitori che dà loro la forza di resistere a lungo, ma non evita che quando la situazione precipita siano comunque costretti all’esilio.
Quando stanno per lasciare la loro città hanno le lacrime agli occhi: una città distrutta, quel luogo dove è nato e morto un sogno di libertà. Sama così diventa un simbolo di amore e speranza che la violenza dei tiranni non potrà distruggere.

Agli Oscar con “Parasite” vince il cinema d’Oriente

in CULTURA E SPETTACOLI

L’Oscar 2020 verrà ricordato come l’Oscar delle sorprese, che in una notte ha sparigliato le carte ordinatissime della vigilia, della sala del Dolby Theatre ad applaudire chi mai si sarebbe pensato di applaudire, dello sconcerto e delle risate dei vincitori ancora in stato di sogno, delle lacrime in bilico su occhi sgranati e increduli

 

Perché non era mai successo, in 92 anni dacché respira l’Academy, di premiare un film di lingua non inglese, di mettere in ombra colleghi più ricercati e sicuri, leggi Scorsese Tarantino Mendes, colonne hollywoodiane, di dare il giusto riconoscimento ad un affresco, ironico e cruento al tempo stesso, che analizza con il suo racconto tutto invenzioni e giravolte stracolme d’intelligenza e universalizza la lotta di classe, la sempiterna battaglia tra chi ha e chi non ha.

Trionfa Parasite di Bong Joon Ho (già Palma d’oro a Cannes), trionfa la Corea del Sud, con quattro statuette da tenere ben strette in mano, le maggiori, quelle che hanno più peso, miglior film in assoluto, miglior regia, miglior film internazionale (come si dice da questa edizione: e qui a riporre grandi speranze era l’Almodovar di Dolor y gloria) e miglior sceneggiatura originale – un vero gioiello! -, trionfa il cinema “altro”, quello che non sta all’ombra dell’industria americana, trionfa quel cinema che ti spinge ad approfondire con una seconda visita, ad una lettura mai frettolosa, ad apprezzare una messinscena straordinaria di piccoli tocchi e di grandi esplosioni, a ripercorrere quelle nominations di migliori film e a convincerti appieno che la multiforme giuria ha davvero fatto un buon lavoro e s’è espressa al meglio.

Lasciando che tutti gli altri premi si diffondessero a pioggia su questo o su quel titolo. Come da previsioni, i migliori attori sono Joaquin Phoenix per Joker e Renée Zellweger per il non eccelso Judy (ma lei è davvero straordinaria nella rivoluzione del suo corpo e del suo viso, nell’aggrapparsi ai figli e alla vita, nel disfacimento e nella sconfitta), i migliori attori non protagonisti, come da previsioni, Laura Dern per Storia di un matrimonio e Brad Pitt, una statuetta alla sua bravura dimenticando quei monumenti che sono Joe Pesci e Al Pacino in Irishman di Scorsese. Nessuno ha pensato di prendere in considerazione Piccole donne di Greta Gerwig se non per i costumi e di questo dobbiamo essere davvero grati al Cielo, Tarantino si deve accontentare dei riconoscimenti davvero circoscritti a Brad e alla miglior scenografia, Jojo Rabbit di Taika Waititi avrà unicamente da rallegrarsi per la statuetta alla miglior sceneggiatura non originale. Il superpronosticato 1917 con il superpubblicizzato e falso pianosequenza di Sam Mendes ha incrociato soltanto tre premi tecnici (quanto ci aveva convinto vedendo la storia dei due soldatini portaordini attraverso le trincee), effetti speciali e sonoro nonché l’obbligato inchino alla magistrale fotografia di Roger Deakins, già vincitore due anni fa, mentre Le Mans ’66 firmato da James Mangold si porta a casa l’Oscar per il montaggio delle immagini e del sonoro. Martin Scorsese sta a guardare a mani vuote e sorride a chi gli proclama devozione e influenze come alla sala in piedi in una riconoscente standing ovation. E Elton John canta al pianoforte la canzone vincitrice di Rocketman: ma la festa è tutta per questo cinema d’Oriente che ha tutte le carte in regola per appassionarci e per farci discutere.

 

Elio Rabbione

Oggi al cinema

in CULTURA E SPETTACOLI

Le trame dei film nelle sale di Torino A cura di Elio Rabbione

 

1917 – Drammatico. Regia di Sam Mendes, con George MacKay, Dean-Charles Chapman, Colin Firth, Benedict Cumberbatch e Richard Madden. 6 aprile, 1917. Blake e Schofield, giovani caporali britannici, ricevono un ordine di missione suicida: dovranno attraversare le linee nemiche e consegnare un messaggio cruciale che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini sul punto di attaccare l’esercito tedesco.

Per Blake l’ordine da trasmettere assume un carattere personale dal momento che suo fratello fa parte di quei 1600 soldati che devono lanciare l’offensiva. Il loro sentiero della gloria si avventura su un terreno accidentato, trincee vuote, fattorie disabitate, città sventrate, per impedire una battaglia e percorrere più in fretta il tempo che li separa dal 1918. Durata 110 minuti. (Ambrosio sala 1, Massaua sala 5, Eliseo Blu, Greenwich Village sala 1 e sala 2, Ideal, Museo del Cinema – Massimo sala Rondolino V.O., Reposi sala 2, The Space Parco Dora sala 5 e sala 6, The Space Le Fornaci sala 3 e sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 4/8/11, Uci Cinemas Moncalieri sala 4 e sala 16)

 

Alice e il sindaco – Commedia drammatica. Regia di Nicolas Pariser, con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier. Per il sindaco di Lione, Paul Théraneau, niente sembra più andare per il verso giusto. Non un progetto, non un’idea originale. Dopo trent’anni passati in politica, Paul si sente completamente svuotato. Per tentare di risolvere il problema gli viene affiancata una giovane e brillante filosofa, Alice Heimann. Tra i due si instaura ben presto un dialogo che avvicinerà la donna al sindaco e sconvolgerà le certezze di entrambi. “Alice e il sindaco” è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Una riflessione contemporanea, lucidissima e spietata, sul rapporto tra la politica e le idee. Cosa sono le idee? Che ruolo hanno oggi gli intellettuali? E come può la politica fronteggiare il senso d’impotenza di fronte alla complessità del mondo? …Pariser trova le parole per decifrare il presente e ipotizzare una possibile soluzione per il futuro”. Durata 105 minuti. (Classico)

 

Birds of prey – Fantasy. Regia di Cathy Yan, con Margot Robbie e Ewan McGregor. L’eroina Harley Quinn contro il perfido Black Mask tra le strade di Gotham City, quattro anni dopo le avventure raccontate in “Suicide Squad”: amori finiti cui mettere un cerotto piuttosto spesso a salvaguardia, la ricerche di quelle “colleghe” che abbiano qualche problema da risolvere, fare squadra nel tentativo di mettere al tappeto il supercattivo. Durata 109 minuti. (Massaua sala 4, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 1, The Space Parco Dora sala 1/2/7, The Space Le Fornaci sala 2/5/6, Uci Cinemas Lingotto sala 6 anche V.O. e sala 7, Uci Cinemas Moncalieri 6/9 e sala 11 anche V.O.)

 

Il diritto di opporsi – Drammatico. Regia di Destin Daniel Cretton, con Michael B. Jordan, Brie Larson e Jamie Foxx. Tratto da una storia vera. La vicenda di Bryan Stevenson, brillante avvocato di colore nell’Alabama della metà degli anni Ottanta, che assume la difesa di un uomo – anch’egli di colore – accusato di avere ucciso una ragazza senza la minima prova. Durata 137 minuti. (Centrale V.O., Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, Lux sala 1, The Space Parco Dora sala 5 e sala 6, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 1/4/8, Uci Cinemas Moncalieri 13)

 

Doolittle – Commedia avventurosa. Regia di Stephen Gaghan, con Robert Downey jr,  Antonio Banderas e Martin Sheen. Il dottor Doolittle, famoso medico dell’età vittoriana, da quando ha perso la giovane moglie se ne sta chiuso nella propria casa, per unica compagnia una fedele folla di animali esotici, con cui egli regolarmente parla. Quando la sovrana cade vittima di una grave malattia, Doolittle non ci penserà su due volte a imbarcarsi per un lungo viaggio verso un’isola lontana, alla ricerca di quella cura che potrà ridare la salute alla sua regina. Ritornerà rinforzato nello spirito, ma non saranno mancate avventure e lotte contro vecchi nemici. Durata 101 minuti. (Massaua sala 1 e sala 5, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 5, The Space Parco Dora sala 2 e sala 8, The Space Le Fornaci sala 7 e sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 9 e sala 10, Uci Cinemas Moncalieri sala 7)

 

Figli – Commedia. Regia di Giuseppe Bonito, con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea e Stefano Fresi. Nicola e Sara hanno scoperto a loro spese uno dei segreti meglio custoditi del mondo contemporaneo: fare il secondo figlio, nell’Italia della natalità zero e della precarietà come regola di vita, rischia di innescare una bomba ad orologeria e aprire il varco ad una serie di incognite spesso difficile da gestire.

La relazione fra Nicola e Sara, teoricamente imperniata su una divisione dei compiti 50/50, fa sentire ognuno di loro non riconosciuto nei propri sforzi e gravato ben oltre il dovuto delle incombenze familiari. Che fare allora quando tutto quello che vorresti è saltare fuori dalla finestra di casa tua e abbandonare il campo? durata 97 minuti. (Massaua sala 3, Greenwich Village sala 3, Ideal, The Space Parco Dora sala 5, The Space Le Fornaci sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 8, Uci Cinemas Moncalieri sala 12)

 

Hammamet – Drammatico. Regia di Gianni Amelio, con Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Renato Carpentieri, Omero Antonutti e Claudia Gerini. Una riflessione su uno spaccato scottante della nostra Storia recente. Gli ultimi sei mesi della vita di Bettino Craxi, il suo esilio, la sua malattia. Sono passati vent’anni dalla scomparsa di uno dei leader più discussi del Novecento italiano e il suo nome, che un tempo riempiva le cronache, è chiuso oggi in un silenzio assordante. Fa paura, scava dentro memorie oscure, viene rimosso senza appello. Basato su testimonianze reali, l film non vuole essere una cronaca fedele né un pamphlet militante. L’immaginazione può tradire i fatti “realmente accaduti” ma non la verità. La narrazione ha l’andamento di un thriller, si sviluppa su tre caratteri principali: il re caduto, la figlia che lotta per lui, e un terzo personaggio, un ragazzo misterioso, che si introduce nel loro mondo e cerca di scardinalo dall’interno. Durata 126 minuti. (Reposi sala 4)

 

Jojo Rabbit – Commedia. Regia di Taika Waititi, con Roman Griffin Davis, Scarlett Johansson, Sam Rockwell e Taika Waititi. Il giovanissimo Jojo Betzier ha dieci anni e ha molte difficoltà a relazionarsi con i suoi coetanei. Sempre impacciato viene appunto chiamato Jojo Rabbit per sottolineare, con la crudeltà di certi bambini, sostenuti dagli adulti in divisa nazista, le sue difficoltà. Per cercare di affrontare un mondo che per lui è del tutto ostile, egli si rivolge allora al suo amico immaginario che ha le sembianze di Adolf Hitler: ma il ragazzino comincia a porsi parecchie domande sulla legittimità di quanto gli viene insegnato a scuola e nel campo di addestramento, quando scopre che la madre (la Johansson, candidata all’Oscar) nasconde in casa una ragazza ebrea, Elisa. Tra i due nasce un’amicizia che porta il ragazzino a guardare con altri occhi quanto sta succedendo intorno a lui e a dubitare sulla bontà degli insegnamenti relativi al nazismo che riceve. Film d’apertura e grande successo all’ultimo TFF. Durata 108. (Eliseo Grande, Greenwich Village sala 1 e sala 2 anche V.O., Romano sala 2, The Space Parco Dora sala 5, The Space Le Fornaci sala 4 e sala 9, Uci Cinemas Lingotto sala 3, Uci Cinemas Moncalieri sala 3 e sala 13)

 

Judy – Biografico. Regia di Rupert Goold, con Renée Zellweger, Jessie Buckley e Michael Gambon. L’ultimo periodo della vita della grande attrice e cantante Judy Garland, sul finire di una carriera sfolgorante iniziata giovanissima con la Dorothy del “Mago di Oz”. Un mix di fama e successo, e poi la battaglia con il suo management, i rapporti con i musicisti, i fan, i suoi matrimoni e gli amori tormentati, il dramma familiare che la spinse a fare i bagagli e a trasferirsi a Londra per un’ultima serie di concerti. Il ritratto appassionato di una donna – che le figlie hanno rifiutato -, un capolavoro della Zellwegwer che pare andare dritta verso l’Oscar dopo essersi già assicurata il Golden Globe. Durata 118. (Ambrosio sala 2 anche V.O., Eliseo Rosso, Uci Cinemas Lingotto sala 2, Uci Cinemas Moncalieri sala 14)

 

Il ladro di giorni – Drammatico. Regia di Guido Lombardi, con Riccardo Scamarcio, Massimo Popolizio e Augusto Zazzaro.

Un padre, appena uscito di galera, raggiunge dopo sette anni il figlio dodicenne, che vive in Trentino con gli zii, per riportarlo con sé al sud: sarà un viaggio di quattro giorni, un’occasione per approfondire una conoscenza da sempre forse cercata ma anche il trovarsi di fronte ad un passato che non vuole scomparire. Durata 105 minuti. (Museo del Cinema – Massimo sala Cabiria, Uci Cinemas Moncalieri sala 5)

 

Odio l’estate – Commedia. Regia di Massimo Venier, con Aldo Giovanni e Giacomo, e con Michele Placido e Massimo Ranieri. Aldo non ha un lavoro fisso ma in compenso due figli e una moglie che sbraita in continuazione; Giovanni organizza e dirige un negozio di calzature ma l’impresa è prossima al fallimento; Giacomo è un dentista di successo ma se la deve vedere con un figliastro in piena ribellione adolescenziale. I tre con i rispettivi quanto disastrati nuclei familiari si ritroveranno a trascorrere le vacanze estive su una medesima isola. Non soltanto: per un imperdonabile errore dell’agenzia che ha pilotato il loro soggiorno si vedranno occupare la stessa casa, con tutti gli inconvenienti che la cosa può procurare. Durata 110 minuti. (Massaua sala 1  e sala 2, Reposi sala 3, The Space Parco Dora sala 3 e sala 6, The Space Le Fornaci sala 1 e sala 8, Uci Cinemas Lingotto sala 3 e sala 5, Uci Cinemas Moncalieri sala sala 7 e sala 8)

 

Parasite – Drammatico. Regia di Bong Joon-ho. Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello stradale. La presenza dei genitori e della sorella rende le condizioni abitative difficoltose ma l’affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario: poi la svolta arriva con un amico che offre al ragazzo l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese per la figlia di una ricca famiglia.

Il lavoro è ben pagato e la villa del signor Park, dirigente di una ditta d’informatica, è un capolavoro architettonico. Ki-woo ne è talmente entusiasta che intravede un’opportunità da cogliere al volo, creando per la sorella un’identità segreta come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari proprietari. Durata 132 minuti. (Nazionale sala 1, The Space Parco Dora sala 5, Uci Cinemas sala 1, Uci Cinemas Moncalieri sala 15)

 

Piccole Donne – Drammatico. Regia di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chamalet, Louis Garrel, Laura Dern e Meryl Streep. La storia delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy, quattro giovani donne determinate a seguire i propri sogni, alle prese con i problemi della loro età, sullo sfondo della Guerra Civile Americana. Figura di risalto del gruppo è Jo, che si distingue dalle altre per la sua indole indipendente e per la sua perenne ricerca di libertà, che fanno di lei una donna ribelle in pieno contrasto con la figura femminile tradizionale del tempo. Determinata e testarda, Jo desidera affermarsi come scrittrice, nonostante i tempi non siano ancora maturi per un’autrice donna. La giovane è però pronta a tutto pur di realizzare il suo desiderio e spronerà le sue sorelle a fare altrettanto con i loro sogni e a ribellarsi a quel rigido sistema sociale che le vuole sposate in un matrimonio di convenienza, abili soltanto a badare alla casa e ai figli. Durata 135 minuti. (Massaua sala 3, F.lli Marx sala Chico, Reposi sala 7, Romano sala 1, Uci Cinemas Moncalieri sala 14)

 

La ragazza d’autunno – Drammatico. Regia di Kantemir Balagov, con Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina. Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l’assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Lya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto “si blocca” per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c’è più. Spinta psicologicamente al limite dal dolore e dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Lya dovrà aiutarla, a tutti i costi. Durata 137 minuti. (Greenwich Village sala 3)

 

Richard Jewell – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Paul Walter Hauser, Kathy Bates e Sam Rockwell. Il regista di “Mystic river”, quasi novantenne (il compleanno il prossimo 31 maggio) racconta la vicenda che scosse la città di Atlanta il 27 luglio 1996, durante le Olimpiadi, allorché l’uomo del titolo scoprì, abbandonato in un parco, uno zainetto con una bomba all’interno. Il pronto intervento di Richard fece sì che, lanciando l’allarme, lo scoppio facesse “soltanto” un morto e un centinaio di feriti. Ben più grave sarebbe stato il bilancio senza il coraggio di quell’uomo: prima salutato come eroe, poi indagato e ritenuto il presunto responsabile dell’attentato dall’FBI, complice delle accuse un quotidiano della città che aveva visto in quell’uomo, che ancora viveva con la madre e che coltivava la passione per le armi e il culto delle forze dell’ordine, il perfetto soggetto da perseguire. Dopo pochi mesi fu scagionato, con le nuove indagini che portarono al vero colpevole, ma la sua vita divenne un inferno. Oggi Clint contribuisce a ridare all’uomo, ormai scomparso, la sua piena dignità. Kathy Bates, nel ruolo della madre, è candidata al premio Oscar come miglior attrice non protagonista. Durata 129 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, F.lli Marx sala Harpo, Reposi sala 6)

 

Sorry we missed you – Drammatico. Regia di Ken Loach, con Kris Hitchen e Debbie Honeywood. Ricky, Debbie vivono a Newcastle con i loro due figli. Sono una famiglia forte che si prende cura l’uno dell’altro. Lui è passato da un lavoro ad un altro mentre lei continua a prendersi cura degli anziani. Nonostante lavorino duramente si rendono conto che non avranno mai l’indipendenza o la propria casa. Ricky – che ha visto sfumare l’ultimo precario lavoro e ha perso la propria casa per non aver potuto pagare il mutuo – accetta un contratto con una ditta di consegne a domicilio, vende l’auto della moglie e si compra un camion, ma non ha un’assicurazione che lo salvaguardi da soprusi di ogni sorta. Durata 100 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Tolo Tolo – Commedia. Di e con Checco Zalone.

Vittima dei debiti (l’apertura di un ristorante di sushi, nel territorio delle Murge, non si è rivelato certo un successo), inseguito da una moglie da cui è separata che pretende gli alimenti e dall’attuale che è ben lontana dall’accettare una situazione disastrosa, il protagonista della vicenda inventata nell’oggi che più oggi non si può, con la collaborazione di Paolo Virzì, dal campione d’incassi Zalone, non vede una via d’uscita ai suoi guai che nella fuga: in Africa, paese ospitale, che, se nasconde qualche attacco dell’Isis, gli offre l’occasione per riprendere la strada di casa a bordo di un barcone. Durata 90 minuti. (Ideal, Uci Cinemas Lingotto sala 4, Uci Cinemas Moncalieri sala 3 e sala 12)

 

Villetta con ospiti – Drammatico. Regia di Ivano De Matteo, con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo e Vinicio Marchioni. Ventiquattr’ore per raccontare una splendida famiglia borghese e una ricca cittadina nel nord Italia. Di giorno le nostre signore e i loro mariti ostentano pubblica virtù ai tavolini dei caffè, poi, di notte, la commedia scivola nel noir ed esplode il lato oscuro della provincia in un susseguirsi di meschinità e violenze. I sette vizi capitali incarnati dai sette protagonisti sono davanti ai nostri occhi quasi con innocenza. Nessuno è da mettere sotto accusa anche se, tutti insieme, si macchieranno del peggiore dei peccati. Durata 88 minuti. (Romano sala 1 e sala 3)

 

 

Pansa e la “Battaglia di Roma” nell’agenda del Pannunzio

in CULTURA E SPETTACOLI

Due appuntamenti culturali in programma nei prossimi giorni

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Venerdì 7 febbraio alle ore 15,30 nella Sala Cinema del Museo Nazionale del Risorgimento (piazza Carlo Alberto 8), il Centro “Pannunzio” invita alla proiezione del film di Luigi Cozzi “LA BATTAGLIA DI ROMA 1849”, ispirato al libro di Giovanni Adduci “Un Garibaldino a casa Giacometti”, premiato dal Centro “Pannunzio”. Interverranno Umberto Levra, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento e lo storico Pier Franco Quaglieni. L’iniziativa è promossa in occasione dei 170 anni dagli avvenimenti narrati nel libro e nel film.Prenotare a info@centropannunzio.it
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Martedì 11 febbraio alle ore 17,30, a Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12), il Centro “Pannunzio” organizza un RICORDO DI GIAMPAOLO PANSA, recentemente scomparso. Ricorderanno il giornalista che scrisse su “La Stampa”, “Il Giorno”, “Il Corriere della Sera”, “La Repubblica”,” L’Espresso”, “Panorama” e l’autore coraggioso di numerosi libri di grande successo sulla storia italiana,  Marco Castelnuovo, Gianni Oliva, Pier Franco Quaglieni. A Pansa fu conferito nel 2006 il Premio “Pannunzio”.Coordina Elisabetta Cocito .

Al via la quattro giorni dei cortometraggi piemontesi

in Cosa succede in città

Giovedì 6 febbraio  parte la quattro-giorni di proiezioni della rassegna TOO SHORT TO WAIT, dedicata ai cortometraggi realizzati nel 2019 in Piemonte; prende il via così il percorso che porterà alla 19ª edizione del Glocal Film Festival (12-16 marzo, Cinema Massimo MNC).

 
Sul grande schermo della sala Il Movie (Via Cagliari 40/e, Torino), tutti gli iscritti alla sezione competitiva Spazio Piemonte e i 9 partecipanti al contest Torino Factory, per un totale di 103 opere brevi che avranno la possibilità di confrontarsi con il grande schermo. Inoltre il pubblico potrà sentirsi parte attiva dell’evento attraverso il proprio voto, quest’ultimo contribuirà alla selezione di 5 corti che approderanno al festival di marzo, mentre saranno 15 i titoli selezionati dalle curatrici di Spazio Piemonte Chiara Pellegrini e Roberta Pozza.
 

In palio per i 20 finalisti il PREMIO TORÈT Miglior Cortometraggio (1.500 €), il Premio ODS – Miglior AttorePremio ODS – Miglior Attrice e Miglior Corto d’Animazione assegnati dalla giuria di professionisti del campo, oltre ai premi speciali dei partner Cinemaitaliano.info, Scuola Holden, Machiavelli Music, Seeyousound International Music Film Festival – Premio Vecosell Miglior Videoclip, il Premio Miglior Corto Scuole e il Premio del Pubblico.

Giovedì 6 febbraio si parte con una doppia proiezione mattutina, alle 9.30 e alle 11.30, che vede in programma i 28 cortometraggi realizzati dagli studenti di scuole medie e superiori di diverse cittadine del Piemonte (Buttigliera Alta, Carignano, Omegna, Rosta, Torino e Torre Pellice).

Alle 19.30, in calendario il blocco DOC con Il Fotografo di Vanchiglia del torinese Maurizio Orlandi, che racconta la storia del fotografo Giovanni Ghija e della sua famiglia, conosciuti da sempre nel quartiere come i fotografi storici di Vanchiglia-Vanchiglietta; Le valli della Salamandra di Lanza di Marco Tessaro, girato sulle Alpi Cozie, tra Italia e Francia, che mostra l’ambiente di montagna dove vive un anfibio poco conosciuto presente esclusivamente in queste valli, la Salamandra di Lanza; Passaggi di Beppe Leonetti, selezionato al 37° TFF e finanziato dallo Short Film Fund di Film Commission Torino Piemonte, unisce le vite di padre e figlio; e Storie Invisibili. La resilienza nei campi profughi palestinesi in Libano di Andrea Tomasetto, girato a Beirut con il giornalista Luca Rolandi, è un viaggio all’interno dei Campi Profughi Palestinesi in Libano, per scoprirne le vite, le persone, le vicende, mettendo sotto i riflettori, in primo luogo, non i problemi, ma le soluzioni.

Il primo appuntamento con le brevi masterclass CORSI CORTI. PICCOLE STORIE DI CINEMA sarà alle 21.30 con il collettivo NERDO, studio creativo e di animazione torinese con un’esperienza decennale riconosciuta a livello internazionale con premi come Promax, Bassawards, The Motion Awards e che ha li ha visti lavorare per brand tra cui Google, Nike, RAI, Sky, Mediaset, MTV. Daniele Gavatorta, Executive Creative Director & Partner, presenterà i corti Beer, libera interpretazione della poesia Beer di Bukowski, che ha riscosso grande successo ed è stato tra i finalisti del Festival di Annecy 2016; Relationshapes, nove brevissime insta-stories che uniscono libertà d’espressione e sperimentazione da ogni membro del team Nerdo; e l’ultimo Anthropocene, LOL, che affronta un tema attuale – la crisi climatica – e passa in rassegna tutti i disastri in corso per concludere con l’inevitabile apocalisse che, però, risulta tale soltanto per il genere umano.

Dopo la presentazione dei NERDO per Corsi Corti delle 21.30, segue ART&CARTOON con 3 corti di affermati animatori: X.Y.U. di Donato Sansone, un piano sequenza unico dove componenti umane mutano nel gioco di una continua trasformazione fisica col mutamento spaziale; Sono un Poeta, Cara di Vincenzo Gioanola, che illustra ironicamente una delle prime poesie del poeta torinese Guido Catalano; Corkscrewed di Massimo Ottoni, sulla storia di un corteggiamento, premiato ai festival Farm Film Festival 2019, Cinanima, Cartoon Club, Oaxaca film fest, Ariano film fest e Lund fantastik film fest.

I frutti del CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia – Animazione non mancano mai a TSTW con 5 corti di animazione anch’essi degni di svariati festival internazionali: Coscienza Pulita di Francesco Corrado, Sara Binetti, Francesca De Toni, Simone Stassano; Maga Wanda di Jacopo Martinello, Domenico Acito, Giulia Auditore, Andrea Parisella, Marta Treccani; Pilgrim di Matteo Ricci, Andrea Berardi; The King Dom di Marco Raffaelli, Elena Sorrentino, Giacomo Bianchi, Melania Campanaro e Whatever Happened To Darwin di Sara Crippa, Leonardo Altieri, Giulia Manna, Maria Nocerino. E ancora And Tear It Apart di Matteo Gentile, su una giovane violoncellista, e XO di Francesco Pellegrino, ha per protagonista un astronauta.


TSTW – Glocal Film Festival è organizzato nell’ambito di Torino Città del Cinema 2020 da Associazione Piemonte Movie in sinergia con Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema, Torino Film Festival, con il contributo di Regione Piemonte e Fondazione Crt, con il patrocinio di Città di Torino e Città Metropolitana di Torino e la collaborazione del Centro Nazionale del Cortometraggio e Seeyousound International Music Film Festival. Main Partner ODS. Main Sponsor Compagnia dei Caraibi.

Enzo Ghigo in visita al negozio Biraghi

in LIFESTYLE

Il Presidente del Museo Nazionale del Cinema consolida la collaborazione con l’azienda cuneese

 

Enzo Ghigo, Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, ha visitato nei giorni scorsi il negozio Biraghi di piazza San Carlo a Torino.

Accompagnato da Claudio Testa, Direttore Marketing e Strategie Commerciali di Biraghi, che ha illustrato il progetto di ristrutturazione del negozio curato in collaborazione con la Soprintendenza delle Belle Arti di Torino, Ghigo ha avuto modo di vedere ambientati i due zootropi moderni – dispositivi ottici per visualizzare immagini e disegni in movimento – creati artigianalmente e commissionati da Biraghi traendo ispirazione da un antico zootropio presente negli archivi del Museo Nazionale del Cinema.

 

Uno di questi, posizionato in vetrina, racconta attraverso la rapida successione di immagini la produzione dei Biraghini. Una collaborazione che l’azienda di Cavallermaggiore ha voluto fortemente per avviare un dialogo con le realtà museali torinesi ed entrare in contatto con il grande pubblico. Il negozio, inaugurato lo scorso ottobre, sorge nei locali ex F.lli Paissa e raccoglie in un unico luogo le eccellenze enogastronomiche di tutto il Piemonte, vicine per filosofia e vocazione al progetto.

 

Ghigo si è poi confrontato con Bruno Biraghi, alla guida dell’azienda con la sorella Anna, e con l’occasione ha espresso il desiderio di rinnovare in futuro la collaborazione con Biraghi: «Ho sempre seguito l’azienda, da quando ero in Regione fino a oggi – sostiene Ghigo -. In questa nuova veste di Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino ho avuto la possibilità e l’onore di visitare il negozio di piazza San Carlo dove sono esposti i due zootropi, che denotano l’attenzione e l’interesse dell’azienda verso la nostra realtà museale. Spero che questo primo passo sia di auspicio per ulteriori collaborazioni con questa azienda che senza dubbio è un fiore all’occhiello per la nostra Regione».

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