APPELLO DI UNCEM

Poste di montagna, a perderle nessuno ci guadagna

uncem
 
 
Ad essere penalizzati sarebbero soprattutto gli anziani
 
 

Una lettera a Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, (alla quale è giunta prontamente la risposta del governatore, che ha assicurato il proprio interessamento)  per chiedere il massimo impegno nel “favorire una concertazione tra la direzione di Poste Italiane Spa e le amministrazioni locali, al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei Comuni più piccoli del territorio Piemontese”. L’ha inviata Enrico Borghi, presidente nazionale UnceM, chiedendo al presidente del Comitato delle Regioni un’azione congiunta con i Comuni e le Amministrazioni comunali che si sono già mobilitati per contrastare il piano di riorganizzazione presentato da Poste italiane. La società riceve ingenti contributi da parte dello Stato per consentire agli uffici postali periferici di garantire l’erogazione dei servizi postali essenziali, eppure il piano di riorganizzazione previsto dall’azienda, che dovrebbe diventare effettivo dal 13 aprile, prevede, a livello nazionale la chiusura di 455 Uffici Postali e la riduzione degli orari di apertura in 608 uffici.

 

In particolare nella sola Regione Piemonte la chiusura di 40 uffici e la riduzione degli orari di apertura in 134Borghi richiama nella sua lettera la delibera di giugno 2014 dell’Autorità Garante delle Comunicazioni, richiamata poi in una lettera del Presidente Angelo Maria Cardani a gennaio. “In tale missiva – prosegue – il Garante esplicita chiaramente come ‘i divieti di chiusura tutelano situazioni individuate in base a parametri oggettivi: la natura prevalentemente montana e la scarsità abitativa sono desunte da classificazioni Istat e da dati demografici’. La delibera AgCom obbliga Poste Italiane ad “avviare con le istituzioni locali un confronto sulle possibilità di limitare i disagi per le popolazioni interessate, individuando soluzioni alternative più rispondenti allo specifico contesto territoriale”.

 

Invece “La razionalizzazione voluta da Poste – evidenza il presidente Uncem nella lettera – si tradurrebbe in gravi disservizi soprattutto per i residenti anziani, che si troveranno a non poter usufruire con la dovuta comodità di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a fare lunghe file nei giorni di apertura, ritardare le operazioni o affrontare frequenti e difficoltosi spostamenti”.

M.Iar.