Conclusa l’edizione 2026 dell’evento benefico a favore di UGI. In campo bambini e ragazzi provenienti dai centri di oncoematologia pediatrica italiani, dai Paesi Bassi e dalla Romania. Premiati Pecco Bagnaia, Domizia Castagnin, Luciana Littizzetto e Riccardo Garelli. Presente anche Leonardo Bonucci.
Canale (CN), 14 giugno 2026 – Non ci sono vincitori né vinti quando il risultato più importante è il sorriso di chi torna a correre dietro a un pallone dopo aver affrontato la malattia. Si è conclusa con grande partecipazione di pubblico e un forte messaggio di speranza l’edizione 2026 de “La Partita più bella del mondo”, l’evento benefico organizzato da La partita più bella del mondo Aps, insieme con UGI (Unione Genitori Italiani Odv), Canale Academy, Ente Fiera del Pesco, con le Pro Loco di Canale e di Valpone, il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e del Comune di Canale.
In campo sono scese otto squadre composte da bambini e ragazzi provenienti da centri di oncoematologia pediatrica italiani e internazionali: Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Ospedale Santa Chiara di Pisa, Ospedale Gaslini di Genova, Azienda Ospedale-Università di Padova, AORN Santobono Pausilipon di Napoli, Princess Máxima Center for Pediatric Oncology di Utrecht (Paesi Bassi) e due rappresentative di giovani pazienti dell’associazione rumena dell’oncoematologia pediatrica, la cui partecipazione è stata resa possibile grazie al contributo del Consolato Generale di Romania di Torino, attraverso il Console Generale dottor Cosmin Dumitrescu.
Nel pomeriggio di domenica si è poi disputata la tradizionale “Partita più bella del mondo”, che ha visto la presenza di artisti, rappresentanti delle istituzioni, personaggi pubblici, musicisti ed ex calciatori, tutti uniti dall’amicizia con UGI e dall’obiettivo di sostenere i progetti dedicati ai bambini e ai ragazzi colpiti da patologie oncologiche. Tra i presenti anche Leonardo Bonucci.
“La Regione Piemonte – ha detto il consigliere regionale Daniele Sobrero, portando il saluto del Presidente, Alberto Cirio – sostiene con convinzione questa iniziativa perché rappresenta un esempio concreto di come solidarietà e territorio possano camminare insieme. È una manifestazione che coinvolge la comunità, crea partecipazione e trasmette valori autentici. La presenza oggi di personalità che hanno portato il nome del Piemonte in Italia e nel mondo è motivo di grande orgoglio. Li ringraziamo non solo per i successi professionali che hanno raggiunto, ma soprattutto perché sono campioni nella vita e nel loro impegno a favore della solidarietà”.
“Questa edizione – ha dichiarato il sindaco di Canale, Enrico Faccenda – rappresenta un risultato importante, reso possibile grazie alla collaborazione tra tutte le associazioni coinvolte e all’intuizione di Marco Milano, che quest’anno ha proposto di portare la manifestazione nel cuore del nostro paese. Una scelta che ha permesso di renderla più vicina ai cittadini, più partecipata e più visibile, contribuendo a rafforzarne il valore sociale. L’obiettivo principale resta quello di sostenere concretamente, attraverso le donazioni, realtà che ogni giorno sono accanto ai ragazzi e alle loro famiglie. Ma altrettanto importante è accrescere la sensibilità della comunità verso queste tematiche e condividere momenti di gioia e vicinanza con i giovani protagonisti di queste giornate”.
Marco Milano, presidente de La Partita più bella del mondo APS, ha dichiarato: “Anche quest’anno la Partita più bella del mondo ha dimostrato che il calcio può essere molto più di uno sport. A Canale abbiamo visto sorrisi, amicizia, coraggio e voglia di guardare avanti. I ragazzi sono stati i veri protagonisti della giornata e ci hanno ricordato che ogni traguardo raggiunto dopo la malattia ha un valore speciale. Per noi organizzatori, vedere il campo riempirsi di entusiasmo e di storie di rinascita è la soddisfazione più grande e il motivo per cui continuiamo a portare avanti questo progetto”.
“La bellezza di questa manifestazione – ha dichiarato il Professor Enrico Pira, presidente di UGI – sta nella sua autenticità. Non conta il risultato finale, ma l’energia che si crea quando famiglie, medici, volontari e ragazzi condividono la stessa esperienza. Ogni anno la Partita più bella del mondo lancia un messaggio forte: il percorso oncologico non definisce una persona e, dopo la malattia, è possibile tornare a progettare, a divertirsi e a sognare. La partecipazione e l’emozione che abbiamo respirato a Canale ci confermano quanto sia importante continuare a investire in iniziative come questa”.
La Professoressa Franca Fagioli, Direttore del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino dell’Ospedale Regina Margherita di Torino ha dichiarato: “La partita più bella del mondo ha tanti significati. È un momento di incontro, condivisione, ma anche di conferma del percorso di guarigione. Non inteso solo a livello terapeutico, ma anche psicologico, sociale e fisico. Lo sport è una delle principali modalità di inclusione per i nostri giovani e quest’evento non è solo benefico per il paziente, ma anche per la comunità, che conosce la nostra realtà ospedaliera e può, se lo ritiene opportuno, supportarla”.
La manifestazione è stata accompagnata anche da altri momenti significativi. Giovedì sera si è svolta “La cena più bella del mondo” al Garden del Lago Fontanafredda di Serralunga d’Alba, con la partecipazione degli chef Ugo Alciati, Michelangelo Mammoliti, Paolo Griffa e Antonella Ricci, che hanno firmato una serata di alta cucina interamente dedicata alla raccolta fondi.
Nel corso dell’evento è stato inoltre assegnato il Premio Alter Ego Piemont, realizzato dall’artista Alessandro Piano e istituito in accordo con la Regione Piemonte. Il riconoscimento è stato conferito a Luciana Littizzetto, Pecco Bagnaia, Domizia Castagnini e Riccardo Garelli per il loro contributo nel valorizzare il Piemonte in Italia e nel mondo. La cerimonia – in cui è stato presentato il primo brand ambassador della manifestazione, Paolo Priolo – è stata condotta da Andrea Chi di Radio Alba e dallo scrittore Luca Bianchini. Durante la cena di beneficienza è stata premiata anche Paola Farinetti.
L’intero ricavato della manifestazione sarà destinato a finanziare l’adozione annuale di un’unità abitativa di Casa UGI, che ospiterà un paziente oncologico pediatrico con la propria famiglia, contribuendo anche al sostegno delle necessità quotidiane.


L’Art Nouveau apre la strada all’architettura moderna e al design. Determinante per la diffusione di quest’arte è sicuramente l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, tuttavia anche altri canali ne segnano l’importanza: ad esempio la pubblicazione di nuove riviste, come L’art pour tous, e l’istituzione di scuole e laboratori artigianali. La massima diffusione del nuovo stile è comunque da rapportarsi all’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino del 1902, in cui vengono presentati progetti di designer provenienti dai maggiori paesi europei, tra cui gli oggetti e le stampe dei famosi magazzini londinesi del noto mercante britannico Arthur Lasemby Liberty. La nuova linea artistica, in rottura con la tradizione, è presente nelle grandi capitali europee, come Praga, con la grande figura di Moucha, Parigi in cui Guimard progetta le stazioni per la metropolitana, Berlino, dove nel 1898 i giovani artisti si dissociano dagli stili ufficiali delle accademie d’arte, intorno alla figura di Munch, Vienna, dove gli artisti della secessione danno un nuovo aspetto alla città. Una delle caratteristiche più importanti dello stile, che presenta affinità con i pittori preraffaelliti e simbolisti, è l’ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata, con tratto “a frusta”, e semplici figure sembrano prendere vita naturalmente in forme simili a piante o fiori. Si stagliano in primo piano le forme organiche, le linee curve, con ornamenti a preferenza vegetale o floreale. Tra i materiali, vengono adoperati soprattutto il vetro e il ferro battuto. In gioielleria si creano alti livelli di virtuosismo nella smaltatura e nell’introduzione di nuovi materiali, come opali e pietre dure, nascono monili in oro finemente lavorato e smaltato; i diamanti vengono accostati ad altri materiali, come il vetro, l’avorio e il corno. Solo in Italia, a differenza degli altri territori prima chiamati in causa, il Liberty non si contrappone al passato o alla tradizione accademica dell’insegnamento e dell’esercizio delle arti, con la conseguenza che qui, sulla nostra penisola, non si consolidò mai una scuola di riferimento identificabile con il movimento Liberty, al contrario ci furono singole personalità artistiche che si dedicarono ad approfondire i caratteri dello stile floreale ed epicentri per la diffusione del gusto dell’arte nuova, tra questi poli di profusione ci fu proprio Torino. Nei prossimi articoli considereremo nel dettaglio alcuni palazzi e quartieri della città sabauda particolarmente suggestivi e rilevanti dal punto di vista decorativo e architettonico, che testimoniano la meravigliosa trasformazione della nostra città, ancora oggi conosciuta come capitale del Liberty italiano.
