Furto al supermercato, fermati da un agente della Polizia locale fuori servizio

In fuga dopo un furto al supermercato sono stati seguiti e fermati da un agente della Polizia Locale di Torino fuori servizio. È accaduto nel primo pomeriggio di lunedì 16 marzo, in corso Sebastopoli.

L’agente del Reparto Radiomobile si trovava nel parcheggio di un supermercato quando ha visto due uomini correre fuori dall’esercizio commerciale con una borsa in mano mentre una addetta alle vendite chiedeva a gran voce aiuto. A quel punto ha deciso di intervenire e li ha seguiti con l’auto, dove aveva nel frattempo fatto salire un altro dipendente dell’esercizio commerciale, accorso all’esterno, che lo ha messo a conoscenza della dinamica del furto. I ladri si sono dati alla fuga, gettando via la refurtiva. Continuando a seguire i movimenti dei ladri, l’agente ha allertato la centrale operativa che inviato sul posto alcune pattuglie del Radiomobile e del Reparto Operativo Speciale. I ladri, ormai lontani dal primo tentativo di furto e ignari di essere seguiti, si sono così avvicinati ad un altro supermercato, sempre nel quartiere di Santa Rita, con lo stesso intento. Uno è rimasto fuori a “fare il palo”, mentre l’altro è entrato nel punto vendita. Nel frattempo sono sopraggiunti i rinforzi e gli agenti, insieme col collega fuori servizio, hanno così fermato i due uomini, italiani di 31 e 45 anni, mentre stavano per mettere a segno il secondo furto. La refurtiva del primo “colpo”, poi recuperata, consisteva in numerosi tagli di parmigiano, per un valore di circa 200 euro. I due uomini, portati negli uffici di via Bologna, sono stati denunciati per furto (art 624 c.p.) in concorso (art. 110 c.p.).

TorinoClick

 

Derthona DUE.ZERO 2026

28 – 29 – 30 marzo 2026
Museo Orsi – Via Emilia, 446, Tortona (AL)
 
Derthona Due.Zero è l’appuntamento annuale dedicato al Derthona Timorasso DOC Colli Tortonesi, il grande bianco piemontese che ha conquistato critici e appassionati.
Tre giornate imperdibili per scoprire in anteprima le nuove annate direttamente dai produttori, con degustazioni, incontri e approfondimenti.
Elenco aziende e mappa
Cosa ti aspetta?
  • Anteprima annate Derthona Timorasso DOC Colli Tortonesi
  • Degustazione di numerose etichette Derthona
  • Incontro diretto con i produttori dei Colli Tortonesi
  • Confronti e approfondimenti sul territorio e sull’evoluzione del vitigno
  • Occasioni di networking per operatori del settore e appassionati
Sabato 28 marzo, ore 10:00 – 18:00
  • Aperto al Pubblico – Ingresso € 20,00
  • Aperto ad operatori di settore e associazioni di sommellerie
Ingresso € 15,00 – Accredito
  • Masterclass,  h16:00 – Registrazione
Domenica 29 marzo, ore 10:00 – 18:00
  • Aperto al Pubblico – Ingresso € 20,00
  • Aperto ad operatori di settore e associazioni di sommellerie
Ingresso € 15,00 – Accredito
  • Masterclass,  h16:00 – Registrazione
Lunedì 30 marzo, ore 11:00 – 16:00
  • Riservato esclusivamente agli operatori di settore e stampa
Verranno chiesti  € 5,00 di cauzione, che verrà restituita all’uscita, alla riconsegna del bicchiere.
Registrazioni
  • Accredito stampa
  • Accredito operatori di settore e associazioni di sommellerie
  • Registrazione Masterclass Sabato 28 marzo, h16:00
  • Registrazione Masterclass Domenica 29 marzo, h16:00
Derthona Due.Zero si inserisce nel progetto di cooperazione “L’Isola dei Bianchi del Piemonte: la sua filiera”, volto a sviluppare un modello innovativo di filiera corta multiprodotto, per valorizzare le eccellenze dei Colli Tortonesi. Saranno infatti protagonisti, non solo i vini, ma anche i prodotti locali, quali salumi e Salame Nobile del Giarolo, Ortolana Derthona e conserve di verdure, formaggi e formaggio Montebore, pesche di Volpedo e relative marmellate e confetture, fragole, ciliegie di Garbagna, tutti riuniti in un paniere territoriale coerente, al fine di promuovere un’offerta integrata e riconoscibile a livello regionale e nazionale.
Informazioni di contatto
Tel: +39 392-0316625Mail: info@collitortonesi.comPec: consorziocollitortonesi@legalmail.itIndirizzo: Via Isidoro da Tortona 1, TORTONA 15057 (AL)
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Più posti sui treni della linea Cuneo Ventimiglia

Regionale di Trenitalia (Gruppo FS), in accordo con Regione Piemonte e Agenzia per la Mobilità piemontese, potenzia l’offerta di posti sulla linea Cuneo-Ventimiglia per facilitare l’arrivo a Sanremo e al Principato di Monaco.

Il 21, 28 e 29 marzo i treni del Regionale nelle ore di maggior affluenza viaggeranno in doppia composizione garantendo posti aggiuntivi e un viaggio confortevole ai passeggeri diretti alle manifestazioni in programma nella città ligure o per partecipare alla visita del Santo Padre al Principato di Monaco.

Sabato 21 marzo, la città ligure sarà la meta di arrivo della 117ª edizione de La Classicissima, la gara ciclistica Milano-Sanremo. La Riviera di Ponente sarà ancora protagonista con l’evento conclusivo, domenica 29 marzo, della manifestazione Sanremo in fiore e del corso fiorito.

Convogli raddoppiati per assistere i fedeli diretti al Principato Monaco, via Ventimiglia/Nizza anche sabato 28 marzo in occasione della visita apostolica del Santo Padre Leone XIV.

In totale Regionale di Trenitalia metterà a disposizione circa 900 posti in più alla normale offerta commerciale.

Superstizioni, manuale per l’uso

Di Gianluigi De Marchi
Come diceva Michael Scott nella famosa serie televisiva The Office:
“Non sonosuperstizioso, ma sono un po’ stizioso”.
Un’espressione simpatica che la dice tutta su uno dei fenomeni più irrazionali della vita
umana, la superstizione.
Quanti di noi scrollano le spalle parlando di credenze assurde ma poi, alla prova dei fatti, rifiutano
di sedersi a tavola in 13 o chiedono il cambio della stanza in albergo perché ha il numero 17?
Vi offro una carrellata di credenze in giro per il mondo, dalle quali potrete trarre utili suggerimenti
per essere anche voi “un po’ stiziosi”.
In Gran Bretagna, se vi imbattete in una gazza solitaria, dovete salutarla subito con “Good morning
Mister Magpie. How is your lady wife today?” (“Buongiorno, signor gazza, come sta oggi la sua
signora moglie?”). Solo questa formula potrà salvarvi da un terribile destino.
In Svezia si evita di uccidere i ragni per scongiurare la pioggia il giorno dopo. E
restando tra i simpatici aracnidi, in Francia si crede che “Araignée du matin:
chagrin”, cioè “Ragno del mattino: dolore”. Insomma, in questi due paesi i ragni
portano disgrazie. Il bello però è che in Italia invece siamo ben felici di trovare
un ragno in casa, perché siamo fermamente convinti che: “Ragno porta
guadagno!”
In Giappone, porta sfortuna il numero 4 perché si pronuncia shi, che significa anche “morte”.
Pertanto, le case spesso non hanno un quarto piano.
Negli Stati Uniti è il 17 a terrorizzare, tanto che in nessun albergo troverete la stanza con quel
numero che porta sciagure e morte. Vi svelo il perché: il 17, ai tempi dei romani, era scritto XVII;
fin qui, niente di terrificante. Ma l’anagramma di XVII è VIXI cioè vissi, sono morto, quindi…
Capito l’arcano? L’anagramma di un numero scritto 3.000 anni fa semina il panico ancora oggi.
Potremmo continuare per ore, citando i gatti neri che attraversano la strada, gli specchi rotti (con
conseguenti sette anni di disgrazie), i passaggi sotto le scale, il sale o l’olio versati a tavola, i
cappelli sul letto, gli ombrelli aperti in casa, ma sarebbe inutile. Per stare tranquilli, bisognerebbe
leggersi ogni mattina l’enciclopedia della sfiga per evitare i rischi. A proposito di giorni,
ricordiamoci di stare attenti a Martedì e Venerdì, perché: “Né di Venere né di Marte ci si sposa o si
parte!”. Chi avesse tempo a disposizione, potrebbe fare una statistica di quanti matrimoni sono
falliti perché celebrati in quei giorni maledetti anziché nei più tranquilli Sabato o Giovedì; oppure
quanti disastri aerei sono avvenuti di Lunedì o di Domenica, giornate fauste per gli spostamenti
intercontinentali…
Più utile cercare di capire perché certi fatti sono associati alla sfortuna, alle disgrazie, alla morte.
Alla base ci possono essere associazioni casuali tra eventi: un gatto nero passa davanti alla mia auto
e dopo pochi chilometri mi esplode uno pneumatico. Colpa di quel maledetto felino!
Ci possono essere influenze culturali o religiose. Tipica quella legata
alla tavola con 13 commensali, foriera di morte perché nell’ultima cena
Gesù era a pranzo con i 12 apostoli. Pochi giorni dopo fu crocifisso,
quindi evitiamo quel maledetto numero, stiamo attenti negli inviti a
fermarci a 12!
Qualunque sia l’origine, resta il fatto che la superstizione è svincolata
da ogni legame logico con la realtà, non ha radici scientifiche, è totalmente irrazionale e riflette le
ancestrali paure dell’uomo versoi il futuro.
Probabilmente tranquillizza sapere che certi eventi sono rischiosi e quindi, evitandoli, si può vivere
più sereni.
Ma che vita è quella di chi ogni Venerdì 13 resta tappato in casa (magari a letto, per evitare di
scivolare sul tappeto andando in cucina a far colazione?), mangia pasta sciapa per non rischiare di
rovesciare il sale sulla tovaglia, si fa la barba alla finestra guardandosi nel vetro per non rischiare di
rompere lo specchio del bagno?
Riflettiamoci, ed agiamo di conseguenza.
Ora scusatemi, devo chiudere il PC, sono le 17,35, non posso andare oltre perché 17,36 nelle isole
Samoa è un numero che provoca terrificanti conseguenze che voglio assolutamente evitare…
demarketing2008@libero.it

Ma il polo centrista è ancora utile

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Con l’avvio della seconda repubblica nell’ormai lontano 1994 è decollato ufficialmente il
cosiddetto bipolarismo. Anche se, come ricordava sempre Guido Bodrato, uno storico leader
della sinistra Dc, anche nella prima repubblica c’era un vero e proprio bipolarismo. Seppur in un
contesto caratterizzato dal sistema proporzionale. Ed era quello che vedeva contrapposti la Dc da
un lato e il Pci dall’altro. Partiti, alleanze e coalizioni del tutto alternativi l’uno rispetto all’altro.
Sotto il profilo politico, culturale, sociale, programmatico e forse anche etico.

Ora, e per tornare all’oggi, non c’è alcun dubbio che esiste un secco bipolarismo nell’attuale
politica italiana. Ma, al contempo, si tratta di un bipolarismo che non è figlio di una vera e credibile
democrazia dell’alternanza. Semmai, e al contrario, di una volontà pervicace e persin violenta di
distruggere l’avversario che è sempre e solo un nemico da distruggere. Una tentazione che,
soprattutto a sinistra, ha ritrovato un nuovo e rinnovato vigore con l’attuale leadership che coltiva
apertamente l’obiettivo di delegittimare prima moralmente e poi di annientare politicamente
l’odiato nemico. Una prassi che ormai viene persin quotidianamente declinata nelle varie
dichiarazioni, nelle interviste, nei comizi e negli intervenenti nei vari talk televisivi compiacenti e sui
giornali di riferimento. Una tendenza che è presente, seppur con meno violenza verbale e furore
ideologico, anche in alcuni settori della destra italiana.

Ecco perchè, e di fronte ad un quadro politico che evidenzia un bipolarismo violento e che
premia, purtroppo, due derive negative per la qualità della nostra democrazia che sono la
radicalizzazione della lotta politica e la polarizzazione ideologica, si rende sempre più necessaria
ed indispensabile una presenza politica autenticamente centrista, schiettamente riformista,
sinceramente democratica e culturalmente plurale. Una presenza, questa, che abbiamo avuto sin
dal 1994 con il progetto del “Patto per l’Italia” di Marini, Martinazzoli e Segni. Operazione che si è
ripetuta, ovviamente in forme profondamente diverse ed aggiornate, nel 2001 con Democrazia
Europa, nel 2008 con l’Udc di Pier Ferdinando Casini, nel 2013 con Scelta Civica di Monti e nel
2022 con l’ormai famoso “terzo polo” di Calenda e di Renzi. Che poi, come tutti sappiamo, si è
dissolto per decisione del capo del partito personale di Italia Viva. Ed è per queste ragioni che,
soprattutto in vista delle elezioni del 2027, si impone quasi la necessità morale prima ancora che
politica di garantire una presenza politica centrista, riformista e con una chiara ed inequivoca
cultura di governo. Una presenza che da un lato mette a nudo le persin plateali contraddizioni
politiche all’interno dei rispettivi schieramenti maggioritari e, dall’altro, è utile per evidenziare che
le ragioni di un Centro liberale, popolare, riformista e di governo non possono decollare all’interno
di coalizioni estremiste, massimaliste e radicali. Ed è per queste ragioni che il progetto di Calenda,
allargato a forze e a movimenti centristi e riformisti, può realmente rappresentare un valore
aggiunto non solo per il futuro del Centro ma per la stessa salute dell’intero sistema politico
italiano.

Il Piemonte verso la Giornata dell’endometriosi

28 MARZO

Le cause, i sintomi e le iniziative nelle Aziende Sanitarie Piemontesi

Il 28 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’endometriosi, una patologia che spesso viene diagnosticata tardivamente. L’informazione può contribuire ad arrivare a una diagnosi tempestiva, evitando conseguenze permanenti come l’infertilità. Inoltre, aiuta a superare lo stigma che circonda questa condizione e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di investire in ricerca.

L’endometriosi

L’endometriosi è la presenza di endometrio – mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina – all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva: la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire e le diagnosi conclamate sono circa 3 milioni.

Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna.

Le cause

Una delle ipotesi accreditate è il passaggio, causato dalle contrazioni uterine che avvengono durante la mestruazione, di frammenti di endometrio dall’utero nelle tube e da queste in addome, con impianto sul peritoneo e sulla superficie degli organi pelvici, raramente su fegato, diaframma, pleura e polmone. Tale ipotetica causa di sviluppo della malattia non ne esclude altre, tanto che in rarissimi casi l’endometriosi è stata diagnosticata anche nel sesso maschile.

L’endometriosi si può sviluppare non solo per le sue caratteristiche istologiche e la stimolazione ormonale, ma anche a causa di un sistema immunologico che ne permette l’impianto, creando successivamente uno stato infiammatorio cronico. Quest’ultimo è caratteristico della malattia e spiega la sintomatologia caratterizzata da dolore e anche da infertilità.

I sintomi

Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono:

  • dolore mestruale

  • dolore cronico e persistente, con aggravamento durante il periodo mestruale

  • astenia

  • lieve ipertermia

  • fenomeni depressivi

Il dolore durante i rapporti sessuali e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci, è caratteristico della endometriosi del setto rettovaginale. Altre volte i dolori si manifestano durante la minzione e sono caratteristici della endometriosi vescicale.

L’’impatto della malattia è alto ed è connesso alla riduzione della qualità della vita e ai costi diretti e indiretti. Una limitata consapevolezza della patologia è causa del grave ritardo diagnostico, valutato intorno ai sette anni. Una pronta diagnosi e un trattamento tempestivo possono migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità.

Sin dalla più giovane età è molto importante sapere che i dolori mestruali e durante i rapporti non sono normali e che non devono essere taciuti. Le donne che hanno la madre o sorelle affette da endometriosi hanno un rischio sette volte maggiore di svilupparla .

A chi rivolgersi

I medici di medicina generale e i ginecologi operanti sul territorio sono le figure strategiche per una pronta diagnosi e un trattamento in grado di migliorare la qualità di vita e prevenire l’infertilità. Di grande utilità è l’ecografia, soprattutto per le forme ovariche e le forme di endometriosi profonda.

L’endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti per gli stadi clinici più avanzati: a queste pazienti (circa 300.000 in Piemonte) è riconosciuto il diritto all’esenzione dal ticket per alcune prestazioni specialistiche di controllo.

La Regione Piemonte

L’attenzione al tema della endometriosi nella Regione Piemonte ha portato negli anni alla formulazione di diversi atti, che ha portato anche alla costituzione dell’Osservatorio regionale sull’endometriosi.

Inoltre in alcune Aziende Sanitarie e Comuni della Regione Piemonte sono state inaugurale nel corso degli anni le “panchine gialle”, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione nei confronti della patologia.

Le iniziative sul territorio piemontese

AO MAURIZIANO

28 marzo, Open Day, dalle ore 10,100 alle ore 12,00, nella Palestra del Reparto 5A, al piano terra dell’ospedale. Gli specialisti dell’Ambulatorio multidisciplinare Endometriosi incontreranno e si confronteranno con le pazienti e chiunque abbia interesse a conoscere meglio la malattia, approfondendo aspetti legati alla diagnosi, alle nuove terapie e a tutti gli aspetti della qualità della vita. Nella stessa giornata sarà pubblicato sui canali social dell’azienda un video informativo sulla malattia e sui servizi offerti dall’ospedale.

ASL BI

24 marzo, alle ore 11,00 all’ospedale di Biella inaugurazione della panchina gialla dedicata all’endometriosi. Nella stessa giornata sarà pubblicato un video tematico sui canali social aziendali.

28 marzo, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 Open Day con consulti informativi sulla patologia a cura di Giulia Parpinel, dottoressa dello staff della struttura di Ostetricia e Ginecologia, diretta da Bianca Masturzo. Per info e prenotazioni, fino esaurimento posti, scrivere a: eventi@aslbi.piemonte.it.

ASL NO

15 aprile, al Castello Sforzesco di Galliate, alle ore 20,45 incontro dal titolo “Una patologia al femminile; oltre il dolore, oltre l’invisibilità ricorda non sei sola”, a cui partecipano Carmen Ceffa (ostetrica), Angelo Danieli (ginecologo), Daniela Longo (ginecologa) e Alberto Amulfo (direttore Ostetrica e Gincologia dell’Ospedale di Borgomanero). Modera Angela Maccagnola (presidente Ordine delle Ostetriche NO – VCO).

OIRM – SANT’ANNA

28 marzo, all’Ospedale Sant’Anna di Torino Open Day sull’endometriosi dalle ore 9,00 alle ore 15,00. Nell’Aula Delle Piane (via Ventimiglia 1), evento gratuito che prevederà al mattino incontri informativi con gli specialisti e nel pomeriggio, dalle ore 13,00 alle ore 15,00, brevi visite di valutazione e colloqui specialistici per le donne con screening positivo.

Link utili

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/strumenti-operativi/lendometriosi

 

TorinoDanza Extra presenta Juliet & Romeo

Martedì 31 marzo prossimo, alle ore 19.30, al teatro Gobetti, torna Torinodanza Extra, percorso dedicato alla danza e al teatro performativo che, dopo il successo ottenuto nelle due passate stagioni, continua a definire e sottolineare il carattere multidisciplinare e contemporaneo della programmazione del Teatro Stabile di Torino.

Torinodanza Extra si articolerà, nella stagione 2025-2026, in tre appuntamenti. Il primo sarà  Juliet & Romeo, ideato e diretto da Ben Duke, talento visionario della scena britannica e sviluppato dallo stesso Duke insieme a Solène Weinachter, a partire dall’opera di William Shakespeare. In scena la performer e coreografa Emily Terndrup e il danzatore John Kendall.

Regista associata Raquel Meseguer, la progettazione delle luci è di Jackie Shemesh, la scenografia e i costumi sono di James Perkins.

Lo spettacolo è  stato rappresentato più  di 140 volte in sette Paesi diversi ed  è prodotto da Lost Dog e commissionato da Battersea Arts Centre e da The Place, con il supporto di Arts Council England.

Juliet & Romeo debutta a Torino in prima nazionale e rimarrà in scena al Teatro Gobetti per la stagione in abbonamento dello Stabile fino a giovedì 2 aprile e sarà  proposto in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

E se Romeo e Giulietta fossero sopravvissuti per vivere davvero la loro storia d’amore? Immaginiamoli in crisi di mezza età, costantemente derisi dal loro sé adolescenti e tormentati dalle passioni di essere la coppia simbolo dell’amore romantico.

Decidono di affrontare le loro difficoltà mettendo in scena uno spettacolo su se stessi, nonostante il parere negativo del loro analista. Ben Duke affronta la nostra ossessione culturale per la giovinezza e i problemi legati alla longevità. Si tratta di un viaggio sottile tra risata e malinconia, dove il mito dell’amore perfetto si scontra con la disarmante realtà quotidiana. Uno spettacolo per tutti, in cui la danza incontra l’archetipo dell’amore contrastato.

“Ho visto Romeo e Giulietta per la prima volta quando ero adolescente – spiega il regista Ben Duke – era una produzione della Royal Shakespeare Company. Sapevo, fin dall’inizio dello spettacolo, che nel giro di circa due ore sarebbero morti, quindi ero riluttante ad affezionarmi a loro […], ma quegli attori della RCS erano talmente bravi e Shakespeare sa quello che fa, così mi sono lasciato coinvolgere, mi sono affezionato, ho ceduto controvoglia all’energia emotiva. Come esseri umani siamo con rare eccezioni predisposti a farlo. Non vogliamo che le persone a cui teniamo muoiano, quindi non volevo che Giulietta e Romeo morissero. In produzioni successive mi è capitato di provare l’opposto, perché i due protagonisti erano molto irritanti, ma in quella prima esperienza volevo la vita. C’erano così tante occasioni che li avrebbero fatti sopravvivere: se solo Romeo avesse ricevuto il messaggio di Giulietta, se solo Giulietta avesse bevuto qualche milligrammo di pozione in meno si fosse svegliata trenta secondi prima, se solo Paride fosse stato più abile con la spada e avesse ritardato l’ingresso di Romeo di un minuto o due. Come pubblico dovevamo assistere a quanto vicino fossero andati a restare in vita, e lo trovavo quasi insopportabile, e così questo spettacolo nasce da una mia antica avversione per la morte, e dalla progressiva consapevolezza che nel mio lavoro ero perfettamente in grado di riscrivere quell’episodio che mi aveva frustrato per qualche tempo. Volevo che Giulietta e Romeo vivessero e questo è stato il punto di partenza.

All’inizio tutto è stato esaltante e tutto possibile. Dove sarebbero andati e come avrebbero vissuto? Eravamo travolti dalle possibilità. Secondo gli esperti, il filtro d’amore che percepiamo come amore romantico dura soltanto tre anni, in cui si passa gradualmente dall’ideale al reale, e Giulietta e Romeo avevano una caduta particolarmente difficile da affrontare. Mi interessava questa seconda parte della loro relazione, quella successiva all’amore romantico, meno drammatica e più ripetitiva. Se la loro passione iniziale era alimentata dalle famiglie in guerra, che tipo di relazione nasceva nella quotidianità e nell’ordinarietà? Il processo creativo ha in qualche modo rispecchiato questa discesa nell’ordinario. Abbiamo iniziato con leggerezza e ottimismo, che ci hanno permesso di giocare con la storia di Shakespeare e di trovare il lato ridicolo di questa presunta tragedia. Abbiamo trascorso quanto più tempo possibile a guardare le numerose versioni dei balletti di MacMillan e Nureyev, e i film di Zeffirelli e di Lurhman, lasciando che tutte queste versioni si confondessero nella nostra mente. Ed ecco Juliet & Romeo raccontato nel technicolor di parole e movimento, un esperimento alchemico che sfida la morte e afferma la vita, trasformando gerbilli in tartarughe e rimodellando questa iconica storia di amore e morte in qualcosa di molto più ordinario”.

Teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino – orari: martedì, giovedì ore 19.30; mercoledì ore 20.45

Biglietti: da euro 12 a euro 28 – biglietteria presso il teatro Carignano (piazza Carignano 6, Torino) – biglietteria@teatrostabiletorino.it

Mara Martellotta

Granfondo Torino 2026: il grande ciclismo amatoriale pedala nella storia

 

È stata presentata al Motovelodromo Fausto Coppi l’undicesima edizione della Granfondo Torino – Memorial Luca Ferrero, uno degli appuntamenti più attesi del calendario ciclistico amatoriale. L’evento tornerà domenica 19 aprile, offrendo agli appassionati l’opportunità di pedalare nel cuore di Torino e del suo territorio, tra storia e paesaggi d’eccellenza.

La manifestazione proporrà un percorso unico di 113 chilometri con 1900 metri di dislivello: un tracciato tecnico e impegnativo, ma accessibile a un ampio pubblico di ciclisti, che si snoda tra alcune delle aree più suggestive della collina torinese e dell’arco alpino occidentale. Salite mai eccessivamente lunghe ma capaci di mettere alla prova la resistenza, alternandosi a scorci panoramici di grande fascino.

“L’edizione 2026 della Granfondo Torino rappresenta un traguardo significativo per la manifestazione, che negli anni ha consolidato il proprio ruolo nel panorama sportivo cittadino – ha commentato l’assessore Carretta nel corso della presentazione -. .L’evento continua a distinguersi per la capacità di coinvolgere il territorio, promuovendo la cultura dello sport, del benessere e della mobilità sostenibile. La Granfondo non è solo una grande festa dello sport, ma un’occasione per promuovere Torino e i suoi dintorni, scoprendone paesaggi in maniera attiva e consapevole. Il Memorial Luca Ferrero ci ricorda, inoltre, quanto sia fondamentale continuare a promuovere la sicurezza di chi utilizza la bicicletta, sia nelle competizioni sia nella vita quotidiana. È un impegno che la Città di Torino porta avanti con determinazione. Eventi di questa qualità confermano la volontà di sostenere lo sport come strumento di partecipazione, promozione, crescita e cultura civica”.

Cuore pulsante della due giorni sarà ancora una volta il Motovelodromo Fausto Coppi, simbolo del ciclismo cittadino e nazionale. Le attività inizieranno già sabato 18 aprile con il ritiro dei pacchi gara e con un momento particolarmente significativo: l’omaggio al Grande Torino sulla collina di Basilica di Superga, con la deposizione di una corona di alloro nel monumento dedicato agli Invincibili. Un gesto che negli anni è diventato parte integrante dello spirito della manifestazione, capace di unire sport e memoria collettiva.

La gara partirà domenica 19 aprile alle ore 8.30 da corso Casale, accanto al Motovelodromo, per concludersi dopo 113 chilometri sulla strada dei Colli, lungo la panoramica tra Pino Torinese e Superga.

Per il secondo anno consecutivo, la Granfondo sarà anche “Memorial Luca Ferrero”, dedicato al veterinario e appassionato ciclista scomparso tragicamente mentre si allenava. L’intitolazione rappresenta non solo un tributo alla sua figura, ma anche un forte richiamo alla sicurezza stradale. Parte delle quote di iscrizione sarà devoluta alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, dove Ferrero prestava attività di volontariato.

TorinoClick

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Fallaci, Terzani e Trump – L’eterno dilemma dell’autonomia della Magistratura – “Dio distrugga Israele” – Lettere

Fallaci, Terzani e Trump
Pochi si sono ricordati dell’anniversario della morte di Oriana Fallaci , grande giornalista e donna coerente e coraggiosa mancata nel 2006. La sua “rabbia e l’orgoglio“ ha aiutato  molti a capire le radici profonde del terrorismo islamico e della necessità di non cedere alle minacce nei confronti dell’ Occidente.  Nessuno ha avuto il coraggio, salvo forse qualche estremista ignorante, di evocare il suo nome in riferimento a quanto sta accadendo in Iran dove gli Stati Uniti, per l’incapacità di Trump, si sono lasciati impelagare in una vicenda che difficilmente avrà un lieto fine di natura politica e potrà invece, quasi certamente, generare un’ immigrazione incontrollabile di profughi e determinare  pericoli reali di  terrorismo fanatico in Europa. Oriana che conobbi di persona, era una donna colta che da buona toscana amava Machiavelli. Una volta parlammo anche del Segretario fiorentino e del suo realismo politico coniugato all’utopia – allora – di liberare l’Italia dagli stranieri . Machiavelli analizzava l’essere, pur ipotizzando un dover essere.
Il suo “eroe”, il Duca Valentino fallì, anzi “ruinò ‘perché  manco’ di preveggenza.  Credo che Oriana viva sarebbe ferocemente contro il miliardario americano senza cultura politica che si rivela un farneticante che rischia la terza guerra mondiale senza neppure accorgersi. Certo lui non ha letto Machiavelli neppure in versione Wikipedia. L’altro giorno in Tv ho seguito un’interessante trasmissione dedicata ad un altro fiorentino, Tiziano  Terzani, che non mi  è mai stato simpatico soprattutto per le sue polemiche contro Oriana. Giustamente il prof. Cardini mise in evidenza che i due erano “faziosamente toscani senza moderazione alcuna”. Sono stato indotto ad approfondire le opere di Terzani che venne scoperto come giovane giornalista da Ferruccio  Parri all’ “Astrolabio”  (che fu concorrente del “ Mondo “ di Pannunzio), altro motivo che rafforza la mia scarsa simpatia per lui e per tutti gli ex azionisti finiti a fare i compagni di strada del PCI, se non i suoi “utili idioti“, come si diceva un tempo. Ma va detto che Terzani, uomo di sinistra, ebbe il coraggio di denunciare con totale fermezza i massacri in Cambogia e in Cina , rifiutando in blocco il sistema comunista che si rivelava “nemico dell’umanità“. Il suo anticomunismo nato direttamente sul campo e ‘ cosa apprezzabile perché constatato di persona, viaggiando , quindi senza deduzioni ideologiche. L’ultimo Terzani si impegnò fortemente per la pace, provvisto  di una cultura che andava ben oltre il fragile e pallido  pacifismo nostrano di Aldo Capitini e dei suoi seguaci. La pace per Terzani non era una chimera ideologica , ma rappresentava l’unica modalità di sopravvivenza dell’ umanità . Non dico cosa potrebbe dire di Trump Terzani, perché appare scontato il suo “disprezzo” (uso una parola a lui congeniale) per il presidente americano che gli sarebbe apparso un tragico clown che mette a repentaglio la vita di milioni di uomini, magari credendo di meritare il Nobel per la pace.
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L’eterno dilemma dell’autonomia della Magistratura
In Italia si discute da 80 anni dell’ autonomia e sulla indipendenza della magistratura , un argomento che genera i duelli all’ultimo sangue di questi giorni. E’ un eterno dilemma. Molti hanno fatto polemiche strampalate che rivelano la loro inesistente cultura giuridica anche solo  di base. Altri hanno dimostrato di non conoscere la storia. Tutti parlano e scrivono a ruota libera di temi che non conoscono. Solo così si spiega la confusione che si è generata e che non aiuta a capire un tema complesso eppure molto importante per una democrazia liberale o almeno non troppo illiberale. A far capire il problema dell’indipendenza della Magistratura intesa come potere autonomo  dello Stato  è l’episodio del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, il monarchico Pilotti, che all’apertura dell’anno giudiziario 1947 ignorò la presenza del capo provvisorio dello Stato De Nicola e  non fece  neppure un cenno del capo o un semplice riferimento a De Nicola e alla nascita della Repubblica del giugno 1946.
L’atteggiamento del procuratore Pilotti creò scandalo e suscitò un dibattito infuocato all’assemblea costituente al quale prese parte Piero Calamandrei che disse che quell’episodio lo induceva a non essere favorevole all’ “indipendenza  assoluta“ dei magistrati come non lo fu neppure  Togliatti che avrebbe  anzi voluto l’eleggibilità dei magistrati in nome della sovranità popolare. Calamandrei fu  per in ‘autonomia dei magistrati  temperata dal fatto che il presidente della Repubblica presiedesse il CSM che oltre ai togati doveva avere anche membri laici eletti dal Parlamento. I comunisti prevedevano inizialmente  un CSM sottoposto al ministero della Giustizia. L’episodio del procuratore Pilotti che offese, ignorandolo, il Capo dello Stato ,rende ancora oggi assai bene  l’idea  estrema di un magistrato del tutto autoreferenziali di cui c’è traccia assai eloquente anche oggi.  Il ministro comunista  della Giustizia Gullo, succeduto a Togliatti, rimosse Pilotti, ma lo nominò magistrato delle Acque con lo stesso grado e stipendio del Procuratore generale. Un episodio eloquente anche per la rimozione ricompensata con un incarico che Pilotti accettò di buon grado.
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“Dio distrugga Israele”
Ho dei  forti dubbi sulla politica e sulla guerra  di Netanyahu  che però non incrinano la mia storica vicinanza ad Israele, rinnegata da vergognosi  apostati come Anna Foa e Gad  Lerner, per non parlare di Moni Ovada che non ho mai neppure seriamente considerato. Che adesso Il presidente Erdogan, un dittatore che fa parte della NATO ,chieda senza mezzi termini che sia Dio stesso a distruggere Israele, mi appare così mostruoso da farlo considerare un alleato dell’ Iran che vuole eliminare dalla faccia della terra Israele, come Hitler voleva eliminare il popolo ebreo. Questo antisemitismo va denunciato e combattuto. E’ quello che ha guidato i Pro Pal e i fessi doro che li hanno seguiti. Trump è a sua volta un personaggio inaffidabile e inadeguato, iracondo e irrazionale, preda di una visione guerresca in cui la politica e la diplomazia sono bandite. Siamo in un mondo in cui prevalgono i violenti, gli irrazionalisti, i dittatori. Credo di dover  dire: Dio salvi il mondo e salvi i suoi abitanti dal disastro e dalla morte.
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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Un piccolo oltraggio al grande Conte
Incuriosito dal suo ricordo di Maurizio Corgnati ho acquistato su una bancarella il libro del regista su Cavour che lei ha segnalato. Concordo sui contenuti e sul giudizio che lei ne dà, ma la veste editoriale è davvero pessima perché le fotografie delle lettere autografe di Cavour sono illeggibili. E si tratta di un libro  edito con un  contributo pubblico. La veste editoriale è approssimativa, direi casalinga. Capisco perché Lei ha scritto che Corgnati ha scelto male l’editore.
Filippo De Angeli
Ho ripreso in mano il libro ed è davvero scadente. Un piccolo oltraggio al grande Conte da parte di un editore che si vanta di difendere niente di meno che  la storia piemontese.
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Testimonial referendari
Cosa ne pensa di attori e cantanti che si pronunciano pubblicamente per il referendum? Mi sembra che la loro opinione non sia attendibile.      Tino Busi
Concordo sul fatto che attori e cantanti non siano molto ferrati sui temi giuridici , ma anche tanti politici non sono preparati . Forse non lo sono neppure tanti elettori , ma queste sono le regole del suffragio universale. Non possiamo pesare i voti, ma dobbiamo limitarci a contarli. Certamente molti testimonial  non sono affidabili. Il problema è facilmente risolvibile. Basta non stare ad ascoltarli . Più problematico resta il voto di chi non sa. Ma anche il voto di chi sa non è di per sé così positivo. Non dovremmo mai dimenticare – senza pretendere di risolvere il problema – che molte dittature sono nate dal voto popolare. Per questo motivo esiste la democrazia delegata ai Parlamenti. Ma spesso nei parlamenti siedono persone non preparate.  In passato anche cantanti ed  attori sono diventati onorevoli.

Frenata Juve!

 

La Juventus rallenta la sua corsa e si ferma tra le mura amiche contro il Sassuolo. Dopo due vittorie consecutive, i bianconeri non vanno oltre il pareggio, perdendo un’occasione importante nella lotta per un posto in Champions League.
La squadra di Luciano Spalletti costruisce molto e tira più degli avversari, ma manca di concretezza sotto porta. Un limite che si rivela decisivo:al vantaggio bianconero di Yildiz il Sassuolo non perde la testa e resta in partita colpendo con Pinamonti, sfruttando così una delle poche occasioni create.
Nel finale arriva anche l’episodio che poteva cambiare tutto: calcio di rigore per la Juve, ma Locatelli calcia male e trova la risposta di Muric.
Un pari che lascia l’amaro in bocca e che potrebbe pesare: alle spalle, Como, Roma e Atalanta restano pronte ad approfittarne. Per la Juventus, ora, ogni passo falso può fare la differenza.

Enzo Grassano