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Circoscrizioni, la riformina dei quartieri è fatta ma sarà completa solo nel 2021

comune palazzo civicoCinque le astensioni (Altamura, Bertola, Centillo, Levi Montalcini, Onofri), quattro i voti contrari (Ambrogio, Appendino, Curto, Trombotto)

 

Più di dieci anni di sterili dibattiti,  migliaia di emendamenti in aula e polemiche infinite all’interno dell’attuale maggioranza in sala Rossa. Ma i  26 voti favorevoli nell’ultima seduta del Consiglio comunale hanno finalmente dato il via libera alla riforma delle Circoscrizioni. Accorpamento Due-Dieci e Nove-Otto entro il prossimo anno e solo 5 Circoscrizioni però nel 2021. Cinque le astensioni (Altamura, Bertola, Centillo, Levi Montalcini, Onofri), quattro i voti contrari (Ambrogio, Appendino, Curto, Trombotto).

 

 

IL DIBATTITO IN AULA

Alcuni interventi

 

L’assessore al decentramento, Gianguido Passoni, è intervenuto prima del voto finale, in quanto presentatore della delibera e impegnato come rappresentante della Giunta nel lavoro preparatorio svolto dai Consiglieri della commissione speciale per il decentramento presieduta da Laura Onofri: “Si tratta di una delibera importante che affronta quattro punti fondamentali: il rafforzamento del ruolo delle Circoscrizioni, la semplificazione amministrativa, l’assunzione di maggiore responsabilità politica da parte degli amministratori delle Circoscrizioni, l’incremento della partecipazione dei cittadini”.

 

Andrea Tronzano – Forza Italia: Forza Italia vota a favore perché a seguito di una nobile mediazione ha vinto la democrazia rappresentativa. I Consiglieri potranno verificare prima dell’approvazione le delibere di Giunta e questo andrà a beneficio delle decisioni a favore dei cittadini.
Ci sono alcuni problemi, come gli 8 consiglieri di Giunta che potrebbero appesantire i processi decisionali, ma nella sostanza i cittadini rimangono i protagonisti

 

CIRCOSCRIZIONI TORINO QUARTIERIMaurizio Trombotto – SEL: Arrivati all’atto conclusivo di questa riforma, possiamo dire di non essere soddisfatti. Siamo partiti dalla necessità di trasformare le circoscrizioni, che andavano modificate nell’assetto organizzativo e politico e credevamo, come gruppo SEL, che questa fosse l’occasione per risolvere una serie di problemi manifestatisi negli anni e cogliere le istanze suggerite dal territorio. Invece, nonostante la mole imponente di lavoro svolto e il serrato dibattito che hanno caratterizzato le sedute della commissione speciale per il Decentramento siamo arrivati ad un prodotto finale ricco di contraddizioni. Una riforma “barocca” dove prima scompare la rilevanza esterna della giunta salvo tornare attraverso la definizione tautologica di “competenza esterna”, frustrata poi dalla possibilità data ad almeno cinque consiglieri di poter richiamare alla votazione in Consiglio di circoscrizione gli atti approvati dalla Giunta. Ancora più grottesca la composizione della Giunta che vedrà affiancare ai quattro coordinatori per competenza i coordinatori di territorio, con inevitabile rischio di forti conflitti interni o, infine, il finto trasferimento di ulteriori risorse e competenze. Il risultato finale è una pasticciata finta riforma che poco cambia e che dovrà presto essere nuovamente cambiata.

 

Paola Ambrogio – Fratelli d’Italia: Saremo coerenti in questa votazione con le posizioni tenute nei mesi scorsi. Non sappiamo oggi dire se, come sostiene qualche collega, la riforma sarà o meno un fallimento. Credo sia già positivo essere arrivati a definire una riforma che non sarà il meglio ma è un punto di partenza. Noi nei giorni scorsi non abbiamo votato favorevolmente alcuni emendamenti in particolare quelli relativi agli accorpamenti. Abbiamo invece partecipato attivamente, sostenendo la divisione del territorio cittadino in otto circoscrizioni ed abbiamo ritenuto che ci dovesse essere un ruolo del Consiglio circoscrizionale. I lavori della Commissione sono stati importanti così come è stato giusto l’iter seguito nella fase finale con la ricerca di un dialogo delle forze politiche presenti in consiglio. Daremo sostegno nella fase di approvazione dello statuto, sul regolamento manifestiamo una contrarietà nell’iter seguito per definire gli accorpamenti. Essendo sostenitori di una divisione differente del territorio, non daremo il voto favorevole in questa fase.

 

Onofri – Pd: Ringrazio la Commissione che ho presieduto per il lavoro svolto, ma sul voto alla delibera mi asterrò non votando il testo emendato. Non concordo il metodo usato per giungere a questo testo. In Commissione non sono state elaborate le modifiche previste invece nella delibera, specie l’idea di una riforma fatta in due tempi. Lo Statuto del Decentramento approvato nelle scorse settimane dovrà nuovamente essere riscritto: mesi di lavoro per giungere a quel testo approvato che oggi vanno in fumo. E mi chiedo se questo compromesso non manifesti in realtà l’incapacità di sostenere da parte di questa maggioranza il forte ostruzionismo che avrebbe allungato i tempi di approvazione e bloccato i lavori del Consiglio comunale per lungo tempo.E voglio evidenziare che se la politica continua a prendere decisioni con tali modalità, non prendendo decisioni nelle sedi istituzionali preposte, la distanza tra i cittadini e il mondo della politica continuerà a non cambiare. Mi auguro che questa riforma sia funzionale alla nostra comunità, un provvedimento che considero una sfida per il futuro personale politico e amministrativo della Città.

 

Lucia Centillo – PD: I lavori della commissione avevano prodotto un documento sulla base del quale abbiamo votato uno Statuto. Per un fattosala rossa palazzo civico di coerenza e lealtà verso questa maggioranza, avevo scelto di non presentare un emendamento, che pure avevo preparato, per varare cinque Circoscrizioni soltanto. Quella che vedo oggi in aula è una maggioranza non autonoma, formatasi in intreccio con una parte delle opposizioni: se potessi tornare indietro, quel mio emendamento lo presenterei. Mi auguro che si tornio a un metodo diverso; e attenzione a metafore sulle cattedrali, quali ho sentito, poiché esiste anche la cattedrale nel deserto. Per quanto mi riguarda, continua a valere la mozione di accompagnamento votata con lo Statuto.

 

Alessandro Altamura – PD: Non vi è dubbio che questo sia un risultato da ascrivere alla politica, che lo si condivida o meno (e io non lo condivido, con una valutazione coerente con la discussione fatta in precedenza). D’altra parte, è legittimo che oggi alcuni Consiglieri rivendichino il risultato ottenuto. Io vorrei solo ricordare che nella commissione Decentramento istituita nel 2004-2006, si valutava l’ipotesi di cinque Circoscrizioni soltanto: e tra i maggiori oppositori – lo ricordo al consigliere Trombotto – vi fu allora una ex presidente di Circoscrizione, Eleonora Artesio. Oggi ci troviamo con una riforma in due atti, il cui primo atto viene votato da soli 17 consiglieri di maggioranza. Concludo con le parole di Robert Frost, scrittore preferito da John Kennedy: “avevo davanti a me due strade, ho scelto quella meno battuta”.

 

Chiara Appendino – M5S: Durante questo lungo percorso, ho sempre ritenuto che la riforma fosse necessaria, nel rispetto dei cittadini e per realizzare un autentico decentramento. In commissione avevamo appoggiato la proposta uscente. Volevamo competenze vere, la riduzione dei costi, giunte con valenza esterna: anche se siamo all’opposizione. Anche la mediazione su sei Circoscrizioni, l’abbiamo sostenuta. Non so con quale coraggio chi aveva sostenuto determinate posizioni in commissione possa oggi approvare la soluzione che ci si appresta a votare, e definirla anche una grande riforma. La consigliera Onofri ha ragione: sappiamo tutti cosa è successo, il compromesso è stato scelto a fronte dell’ostruzionismo del centrodestra. Con il risultato di avere una riforma di fatto postdatata al 2021, frutto non di una mediazione politica ma del compromesso tra interessi specifici. Una riforma che non sappiamo nemmeno se funzionerà tecnicamente: in sintesi, una riforma invotabile.

 

Fabrizio Ricca – Lega Nord: Tutti quelli che oggi vanno contro la riforma sul decentramento dico che avrebbero dovuto lavorare di più per un accordo migliore. Ai consiglieri della maggioranza che si oppongono avrebbero potuto aprire una discussione con noi. Questa è una riforma scritta nel miglior modo possibile soprattutto a tutela dei cittadini. E’ un piccolo passo avanti e nella prossima legislatura avverrà il passaggio da 8 a 5 circoscrizioni. Il nostro voto è favorevole perchè questo è un atto importante di condivisione.

Fattorie I'amme, dal caffè alla pizza bontà da prendere al volo

L’offerta di I’AMME è ampia e completa per coprire tutte le occasioni di consumo lungo la giornata: caffè e colazione, lunch, te con i dolci, break salato, aperitivo, pizza e pasta, dinner. Il tutto per un consumo veloce

iamme aeroportoConiugare il tempo del viaggio, della rapidità degli spostamenti, con l’amore per il buon cibo: a cominciare da prodotti tipici assolutamente unici, come la Mozzarella di Bufala Campana, ed altre selezionate specialità del Made in Italy. E’ questa la scommessa di Fattorie Garofalo – azienda di Capua a capo di un gruppo di imprese agroalimentari da quasi 60 milioni di euro di fatturato all’anno e oltre 200 dipendenti – che sta lanciando I’AMME (andiamo): una catena di mozzarella bar dedicati ai luoghi di transito dei viaggiatori. Venerdì 18 dicembre all’Aeroporto “Sandro Pertini” di Torino si inaugura il primo I’AMME del Nord Italia.

 

“Sono particolarmente onorato di portare il meglio dell’enogastronomia della mia terra a Torino in un ambiente internazionale e di grande traffico, evento reso possibile dalla fattiva collaborazione dell’Amministratore Delegato della SAGAT, Roberto Barbieri, che intendo pertanto ringraziare – afferma Raffale Garofalo, Presidente di Fattorie Garofalo, la capogruppo che ha gemmato il marchio e le iniziative dei mozzarella bar I’AMME. “Il significato della presenza di I’AMME all’Aeroporto di Torino è quello di una volontà: essere come gruppo imprenditoriale ambasciatori nel mondo di un’arte antica, e al tempo stesso contemporanea, quella della preparazione del buon cibo – afferma Garofalo, che sottolinea – I’AMME significa ‘andiamo’ nel dialetto napoletano ed è un modo per esortare il viaggiatore, che si muove nello spazio, a fermarsi il tempo appena necessario ad intraprendere un ulteriore breve ma intenso viaggio nella gamma di sapori e profumi che il Made in Italy sa offrire. ”

 

“Sono soddisfatto dell’arrivo di I’AMME nel nostro Aeroporto” aggiunge Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di SAGAT, “perché in questo modo si arricchisce e diversifica l’offerta gastronomica per i passeggeri. Quest’ultima apertura si inserisce in un quadro di grande fermento della nostra galleria commerciale: sono terminati i lavori di completo rinnovo del Duty Free Heinemann, e tre nuovi shop apriranno i battenti nell’arco di questa settimana: Oscalito, marchio di eccellenza made in Torino, ST.G , pelletteria di qualità made in Italy, e Week End Max Mara. Insieme a I’AMME, tanti nuovi grandi marchi stanno contribuendo allo sviluppo dell’Aeroporto, supportato dal costante aumento del numero dei passeggeri: +7% nel periodo gennaio-novembre 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una forte crescita della componente di linea internazionale (+15,5%)”

 

I viaggiatori che al Livello Partenze dello scalo torinese sceglieranno I’AMME troveranno una cucina veloce e raffinata, con al centro le prelibatezze della filiera bufalina in un ambiente comodo e rilassante. Il tutto grazie all’iniziativa del gruppo imprenditoriale campano, quello della famiglia Garofalo, che lavora su tutta la filiera: dall’allevamento delle bufale, oltre 8000 presenti nelle 6 aziende agricole del gruppo in area Dop, alla produzione di mozzarelle e salumi di bufalo. L’offerta di I’AMME è ampia e completa per coprire tutte le occasioni di consumo lungo la giornata: caffè e colazione, lunch, te con i dolci, break salato, aperitivo, pizza e pasta, dinner. Il tutto per un consumo veloce, per una sosta oppure per l’asporto. E in un ambiente dove, con la dominanza cromatica del verde e l’utilizzo del legno, è propiziato il relax.

Ferrovie, la fotografia di Legambiente: treni lumaca e rincaro dei biglietti quasi del 50%

treno frecciarossatreno1Sarebbero circa 33 mila i pendolari penalizzati dalla soppressione di 14 linee

 

Al via la campagna Pendolaria di Legambiente: anche quest’anno la nostra regione è caratterizzata da treni vecchi, autentiche lumache, su linee colpite  troppo spesso da tagli e che accumulano ritardi. L’associazione anticipa il Rapporto annuale e sostiene che dal 2010 a oggi, complessivamente, si possono stimare tagli pari all’8,4%. Tra il 2010 e il 2015 il Piemonte avrebbe  anche il non invidiabile  record nazionale di aumento del costo dei biglietti, pari a un +47,3%.

 

Sarebbero circa 33 mila i pendolari penalizzati dalla soppressione di 14 linee. L’ultima linea ad esser stata penalizzata è la Novara-Varallo: dal settembre 2014 è stato infatti soppresso il servizio passeggeri. Si tratta di 55 km frequentati fino a quel momento da più di 1.000 pendolari al giorno, numeri bassi ma che erano in costante aumento negli ultimi anni.

 

(Foto: il Torinese)

La truffa corre sul web: nel 2015 più di 800 denunce alla polizia postale di Torino

WCENTER 0WKCBJVCKD  -  ( Luciano Sciurba - carabiniericomputer (1).JPG )L’episodio più recente ha avuto per protagonisti tre pregiudicati, una donna torinese e due uomini pugliesi, che vendevano sul web Iphone, Ipad e altro materiale informatico a prezzi molto vantaggiosi: tutta merce inesistente

 

Soltanto  a Torino e provincia, nell’anno che sta volgendo al termine, sono state presentate ben 810 denunce alla polizia postale e sono state indagate 245 persone in relazione a reati riguardanti gli acquisti sul web. Spesso, se non ci si serve di siti e marchi certificati si incorre in veri e propri raggiri dai quali è difficile districarsi.

 

L’episodio più recente ha avuto per protagonisti tre pregiudicati, una donna torinese e due uomini pugliesi, che vendevano sul web Iphone, Ipad e altro materiale informatico a prezzi molto vantaggiosi: tutta merce inesistente. Sei persone sono state denunciate dai carabinieri acomputer web Cuneo e Alba per i reati di truffa e frode telematica. Gli acquirenti, acquistata la merce per un totale di 3.000 euro, non hanno mai visto i prodotti. Altri tre truffatori, pregiudicati torinesi, avevano invece ceduto in affitto case di montagna che non esistevano  e poi erano spariti dalla circolazione.

 

“Il fenomeno – dice all’Ansa Paola Capozzi, comandante del compartimento di polizia postale del capoluogo piemontese – ha registrato un sensibile incremento anche sul territorio piemontese. Importante è stato lo sforzo di contrasto realizzato da quest’ufficio”.

Le delizie del Mercato Metropolitano di Porta Susa (vecchia)

Ingredienti selezionati e  accostamenti  insoliti. Il tutto  tra bancarelle colorate e profumate, frutta, verdure, piante aromatiche

 

mercato metropolitanoL’iniziativa è del  marchio friulano Gabin che apre il Mercato Metropolitano a Torino, nella storica stazione di Porta Susa (ora rimpiazzata da quella nuova in vetro e acciaio). E’ un hub interamente dedicato alla gastronomia a 360 gradi, dalla materia prima fino al piatto cucinato. Un format che punta sulla qualità elevata e che ha già riscosso  successo a Milano durante l’Expo.

 

“Un contesto di qualità ed eccellenza – ha dichiarato al giornale ilFriuli.it uno dei soci Umberto Marangoni – con i colori e i sapori dei prodotti della terra che ti accolgono in un mercato cittadino al chiuso e all’aperto, dove i palati più curiosi possono gustare il meglio dello street food”.

 

Lo chef Andrea Gabin all’interno di questo spazio proporrà ingredienti selezionati e  accostamenti  insoliti. Il tutto  tra bancarelle colorate e profumate, frutta, verdure, piante aromatiche e chioschi che offrono tutto ciò che è buono, naturale, artigianale, locale.

Dopo Fiat anche Pininfarina parla straniero: è proprietà dell'indiana Mahindra

pininfarina Lo storico marchio del design è stato ceduto per quasi 25 milioni di euro

 

Dopo la “delocalizzazione” di Fiat/Fca negli States ora tocca a Pininfarina, marchio piemontese che più piemontese non si può, che  passa di mano all’indiana Mahindra. L’accordo è stato siglato dalla Pinca con le società Mahindra e Techmahindra come comunicato dall’azienda. Lo storico marchio del design è stato ceduto per quasi 25 milioni di euro.  Pincar, la holding di controllo di Pininfarina, ha concordato con gli investitori di Mahindra che questi lanceranno una offerta pubblica totalitaria sulle azioni ordinarie Pininfarina, alla stessa quota della compravendita delle azioni di Pincar. L’accordo stabilisce anche un aumento di capitale da 20 milioni di Pininfarina entro la fine del prossimo anno. In Borsa la chiusura è stata in deciso calo per Pininfarina che in un’ora di negoziazione il ha dilapidato il 68,8% del proprio valore crollando dai 4,2 euro di venerdì agli odierni 1,31 euro. La buona notizia è che la produzione sarà mantenuta in Italia.

 

(Foto: www.italia.co)

 

TORNA LA GRANDE FIERA DEL MIELE

miele1 A Torino dal 19 al 20 dicembre

 

In Piazza Carlo Felice da Piazza Lagrange fino all’angolo con Piazza Paleocapa e in Via Roma fino all’angolo con Via Gramsci

 

Torna nel centro di Torino la Grande Fiera del Miele e Mercatino dei Prodotti Tipici organizzata dall’ Associazione Produttori Agripiemonte miele. Vetrine colorate, negozi aperti al pubblico, luci d’artista, dolci suoni natalizi e sapori delicati sono solo alcuni particolari della cornice nel centro di Torino in cui si realizza la settima Grande Fiera del Miele. L’Associazione produttori Agripiemonte miele è lieta di presentare questa edizione particolarmente ricca di appuntamenti e di sorprese per i visitatori. Giunta alla sua settima edizione, la Grande Fiera del Miele che, nelle passate edizioni, ha attirato oltre 40.000 visitatori, presenta anche per questa edizione una ricca e curata selezione degli espositori. Protagonista assoluto il miele piemontese, senza dimenticare le altre regioni italiane. Saranno presenti come sempre gli apicoltori piemontesi con il marchio MielAlpi, non mancheranno, in rappresentanza dei mieli italiani, gli apicoltori ospitati da altre 2 regioni, infatti presenti apicoltori provenienti dall’Abruzzo e dalla Sicilia. La cornice della Fiera è, dunque, il centro in Piazza Carlo Felice da Piazza Lagrange fino all’angolo con Piazza Paleocapa e in Via Roma fino all’angolo con Via Gramsci.

 

La qualità del miele proposto in fiera viene garantita dal marchio MielAlpi marchio di garanzia creato e registrato dall’Associazione Produttori Agripiemonte miele per garantire genuinità e qualità. Il marchio MielAlpi garantisce un miele ottenuto nel massimo rispetto delle qualità naturali che vengono mantenute attraverso un semplice processo di estrazione. “Lo scopo della manifestazione è quello di presentare al pubblico il prodotto miele, in particolare quello piemontese, senza però dimenticare il miele italiano – spiega il Presidente di Agripiemonte miele Rodolfo Floreano – Solo attraverso una corretta informazione, corredata di dimostrazioni “dal vivo” e di percorsi che “educano all’assaggio” e al riconoscimento dei mieli di qualità, sarà possibile promuovere il prodotto e permettere al miele di entrare a pieno titolo nel paniere del consumatore medio del nostro Paese.  Vorrei ringraziare – conclude Floreano – l’Assessore al Commercio del Comune di Torino, Domenico Mangone, che ha creduto in noi permettendoci nuovamente di organizzare la fiera nel centro della città”.

 

Inoltre come di consueto troveremo espositori con i “Prodotti del Paniere” della Provincia di Torino che rappresentano i prodotti agroalimentari tipici del territorio perché legati a tecnologie di produzione precise, nate da una tradizione che utilizza solo materie prime locali. Ricco il programma con molti appuntamenti ed iniziative, educazione all’assaggio del miele tenuta da esperti in analisi sensoriale del miele iscritti all’Albo, degustazioni gratuite di miele in abbinamento con i prodotti tipici del territorio ( salumi, formaggi, biscotti, ecc.) dimostrazioni dal vivo di smielatura.

 

IL PROGRAMMA

 

SABATO 20 DICEMBRE

Alle ore 9.30 prevista l’apertura della Fiera con Inaugurazione ufficiale alla presenza delle Autorità prevista per le ore 11.00. Tanti gli appuntamenti, presso il padiglione di piazza Lagrange dalla presentazione di degustazioni gratuite di miele e prodotti tipici , alla dimostrazione pratica di smielatura con distribuzione di opuscoli informativi sul miele del Piemonte, sulle sue qualità e sulle sue applicazioni in cucina. Gadgets ed assaggi gratuiti di prodotti trasformati con il miele.

Dalle ore 15 alle ore 17 all’interno del padiglione in Piazza Lagrange degustazioni gratuite delle svariate tipologie di miele piemontese in abbinamento con i prodotti tipici del territorio, mentre alle ore 17 si potrà assistere all’affascinante dimostrazione dal vivo della pratica di smielatura con un viaggio per scoprire il fantastico mondo delle api. Tutti i corsi di degustazione e le dimostrazioni di smielatura sono gratuiti e saranno curati dai tecnici apistici di Agripiemonte miele.

La chiusura della Fiera è prevista per le ore 19.00.

 

DOMENICA 21 DICEMBRE

Alle 9.30 prevista l’apertura della Fiera.

Alle ore 11 presso il padiglione di piazza Lagrange il primo appuntamento con la smielatura dal vivo e con il viaggio alla scoperta delle api.

Dalle ore 15.00  in poi le degustazioni gratuite.

Alle ore 17 si assiste nuovamente al processo di smielatura dal vivo.

Tutti gli eventi saranno gratuiti.

Alle 19 è prevista la chiusura della Fiera.

 

LA PRODUZIONE 2015

Annata anomala per l’apicoltura italiana. Lo sviluppo positivo delle famiglie e un avvio vegetazionale strepitoso per le piogge insistenti e per l’inverno mite lasciavano prevedere raccolti eccezionali su tutta la Penisola, dai millefiori primaverili all’acacia al Nord, agli agrumi del Sud e della Sicilia. Le fioriture infatti si sono presentate puntuali e abbondanti ovunque, ma senza produrre i risultati attesi. Ciò non significa che i raccolti siano stati ovunque scarsi. L’andamento meteorologico, con un’alternanza micidiale di pioggia, vento e caldo improvviso, è intervenuto pesantemente, producendo perdite consistenti, ma soprattutto causando una enorme differenziazione dei raccolti, sia in positivo sia in negativo. Il raccolto dell’acacia è complessivamente soddisfacente ma, incredibilmente, questo miele tipico dal Nord prealpino all’alta Toscana, quest’anno si è prodotto al Centro-Sud, con punte in Campania, Molise, Lazio, Basilicata e Calabria, mentre intere importanti aree molto vocate del Nord, come l’Astigiano, sono rimaste a zero o poco più. Infatti per quanto riguarda la nostra regione grandi aspettative erano state riposte nel raccolto dell’acacia per il clima favorevole che stava caratterizzando il periodo di fioritura. Tuttavia, i raccolti hanno ottenuto un risultato mediamente inferiore alle attese (10-20 kg/alveare) e molto variabile nelle diverse zone, con penalizzazione più o meno grave di tutta la parte occidentale della regione.

 

PROPRIETA’ DEL MIELE

Come alimento il miele può essere visto come una fonte di zuccheri semplici e per questo è un cibo altamente energetico e dolcificante.  Il miele è formato quasi esclusivamente da zuccheri: questi infatti rappresentano dal 95 a più del 99% della sostanza secca e gli zuccheri semplici, fruttosio e glucosio, ne costituiscono la maggior parte (85-95%), generalmente con prevalenza del primo. Le proprietà fisiche e nutrizionali del miele sono dovute in gran parte a questa composizione e, in particolare, all’alto contenuto in fruttosio. La ricchezza del fruttosio conferisce al miele alcune proprietà che gli altri alimenti dolci non hanno. Il miele essendo ricco non solo di zuccheri ma anche di enzimi, proteine, vitamine, e sali minerali, si può considerare un alimento dall’alto valore nutritivo e biologico adatto, pertanto, all’alimentazione di tutta la famiglia.

Il programma completo è disponibile sul sito www.apicoltoreitaliano.it

Il Fassino-bis riparte dalle periferie urbane: "Abbiamo da fare ancora tante cose per la città"

fassino 33comune palazzo civico Secondo il sindaco nessuna candidatura “è scontata”. Una frecciata ai “rossi” di Airaudo: “la sinistra dovrebbe essere compatta”

 

Il sindaco Piero Fassino ci riprova e per presentare la sua ricandidatura ha scelto la ex Incet, la storica fabbrica di cavi di via Cigna, in Barriera di Milano, recuperata grazie al progetto Urban. in tutto quasi 70 mila metri quadrati riqualificati.

 

 “Mi ricandido per confermare il mio impegno. Il cambiamento di Torino è già partito  ma abbiamo ancora  tante cose da fare”, ha detto il sindaco, secondo il quale nessuna candidatura “è scontata”. Una frecciata ai “rossi” di Airaudo: “la sinistra dovrebbe essere compatta”.

 

Nel programma del primo cittadino le periferie avranno un posto di primo piano:  “la trasformazione sarà concentrata qui: via Cigna era un’infilata di fabbriche, ora è piena di negozi, uffici e musei. La linea 2 della metro e la variante 200 rappresenteranno il cuore della trasformazione”. E aggiunge: “Non basta denunciare la crisi, ma bisogna sfidarla e superarla, non si può aspettare”.

 

Soddisfatto il governatore Sergio Chiamparino, che dice :”La ricandidatura di Piero Fassino alla guida della città è un’ottima notizia che mi aspettavo. Torino, in questi cinque anni, è migliorata in tutti gli aspetti della vita quotidiana, dall’organizzazione dei servizi all’attenzione verso i cittadini, e in particolare risalta il vero e proprio balzo in avanti compiuto sul piano dell’attrattività turistica e dell’organizzazione culturale. La continuità nella guida della città rappresenta d’altronde anche una garanzia per il rafforzamento di tutto il Piemonte sul piano nazionale e internazionale. Nelle forme che riterrà opportune sarò ovviamente al fianco di Piero nella campagna elettorale.”

 

Mentre il centrodestra pare ormai orientato a candidare il notaio Alberto Morano i grillini – temutissimi dal Pd – hanno già iniziato la campagna nei mercati torinesi per la candidata Chiara Appendino.

 

 (Foto: il Torinese)

 

Quando si dice che il web è insidioso. Condivide su Fb un post contro la ditta in cui lavorava: licenziata

facebLei è Daniela Ciampa, 38 anni di Nichelino, dipendente della ditta che gestisce la mensa

 

Quando si dice che il web è insidioso. Condivide su Facebook un post di lamentele sulla ditta in cui lavorava: licenziata. Il post riportava le lamentele dei genitori per la mensa scolastica dei figli che avrebbero trovato insetti nelle pietanze, e così viene licenziata su due piedi. Lei è Daniela Ciampa, 38 anni di Nichelino, dipendente della ditta che gestisce la mensa. Dice di avere commentato da madre, poiché suo  figlio va a scuola a Nichelino e lei paga il servizio.

 

Una levata di scudi contro il licenziamento arriva da parte del segretario Pd di Torino Fabrizio Morri: Che si possa venire licenziati per aver condiviso un post su Facebook è un qualcosa che lascia increduli e sconcertati. La decisione assunta dalla ditta che gestisce la ristorazione scolastica a Nichelino nei confronti della signora Daniela Ciampa appare del tutto sproporzionata, penalizzando in modo ingiustificato e crudele una madre di due figli che lavora per 370 euro al mese. Nell’augurarmi che l’intera comunità di Nichelino faccia sentire la sua solidarietà alla signora Ciampa, auspico che il Commissario prefettizio possa assumere una qualche iniziativa nei confronti della ditta in questione, per chiarimenti sulla vicenda e per far prevalere il buon senso e la tutela nei confronti dei lavoratori più deboli”.

 

La donna sta valutando il ricorso al tribunale del lavoro. Il Ministero del Lavoro ha fatto sapere che interverrà sul Comune affinché convinca la ditta a reintegrarla.

Salvini a Torino: "il centrodestra unito può andare al ballottaggio con la sinistra e vincere"

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 E poi i temi più politici: “La Lega vuole vincere per cambiare l’Italia. Le elezioni amministrative serviranno a rimettere in moto  delle città che sono ferme: non  solo Torino, ma anche a Milano, Roma e Bologna, amministrate dalla sinistra da troppo tempo”

 

La zona della Gam era blindata dalla polizia anche a causa di una manifestazione di giovani con i costumi dei personaggi del presepe che distribuivano volantini (immagine in bianco e nero in alto) contro Matteo Salvini, in città per un comizio in vista delle prossime elezioni comunali. La risposta ai manifestanti da parte del leader padano: «Coloro che negano il Natale ai bambini sono peggio dell’Isis». E poi i temi più politici: “La Lega vuole vincere per cambiare l’Italia. Le elezioni amministrative serviranno a rimettere in moto  delle città che sono ferme: non  solo Torino, ma anche a Milano, Roma e Bologna, amministrate dalla sinistra da troppo tempo”. ll leader leghista non si sbilancia sul candidato sindaco sotto la Mole:  “il centrodestra unito vince e a Torino dopo tanti anni si può andare  con  la sinistra al ballottaggio. Chi sarà il candidato e’ l’ultimo dei miei problemi. A me interessano il programma, le cose da fare e la squadra per vincere la partita”.