PRIMA PAGINA- Pagina 718

Una piattaforma informatica per gestire l’emergenza

Processi di analisi dei tamponi, presa in carico dei pazienti, dimissioni e trasferimenti. Ma anche acquisizioni straordinarie di personale, servizi e presidi medici e gestione delle quarantene. Sono le principali funzionalità della nuova “Piattaforma Covid-19”, voluta dalla Regione Piemonte e messa a disposizione dell’Unità di Crisi regionale per affrontare con maggiore efficacia l’emergenza corona virus.

«La battaglia contro il coronavirus covid19 – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – si combatte anche con i dati, che sono fondamentali per fornire all’Unità di crisi informazioni cliniche ed epidemiologiche condivise e in tempo reale, indispensabili per poter analizzare e decidere in tempi stretti, in un contesto in continua e rapidissima evoluzione.

E’ stata un’esigenza prioritaria, fin dalla costituzione dell’Unità di crisi. Abbiamo progettato e realizzato la piattaforma informatica con il Consorzio per il Sistema Informativo (Csi) del Piemonte in tempi record e siamo pronti a metterla a disposizione delle Regioni che ne avranno la necessità. In pochi giorni, si è riusciti a mettere in piedi un sistema di dialogo tra tutte le Asl che fino ad un momento prima sembrava molto laborioso, se non impossibile da realizzare. Un modello che sarà certamente di estrema utilità per la Sanità piemontese, anche dopo questa emergenza».

In poche settimane, la piattaforma è stata arricchita progressivamente di nuove funzionalità, diventando di fatto un sistema gestionale completo e flessibile con soluzioni tecnologiche open source in cui le informazioni sono fruibili facilmente anche in mobilità e con dispositivi diversi.

A usarla sono tutti gli attori coinvolti dall’emergenza: Unità di Crisi, 18 Aziende Sanitarie regionali (sanitarie, ospedaliere e ospedaliere universitarie), 13 laboratori analisi e laboratori privati convenzionati. In totale sono state finora distribuite credenziali di accesso a circa 700 operatori sanitari, 1.181 sindaci e oltre 90 rappresentanti delle forze dell’ordine e 20 operatori dell’Unità di crisi.

«In primo luogo – spiega l’assessore Icardi -, la piattaforma è in grado di supportare i sindaci piemontesi nella gestione delle quarantene. L’obiettivo è di fornire a ogni primo cittadino un elenco delle persone del proprio comune che le Aziende sanitarie regionali decideranno di mettere in isolamento. Attraverso la piattaforma, è possibile seguire il percorso di cura di ogni persona che viene presa in carico dal sistema sanitario regionale, utilizzando in automatico i dati presenti nell’anagrafe assistiti regionale: dalla richiesta dei tamponi al loro esito, dal ricovero fino al trasferimento verso reparto o struttura, o alla dimissione in isolamento domiciliare».

Il sistema tiene traccia di tutte le richieste di tampone, monitorandone il percorso dall’azienda sanitaria verso il laboratorio autorizzato e la registrazione del risultato. In più, consente anche di gestire la disponibilità dei posti letto nelle varie strutture (in base ai target impostati dall’Unità di crisi), monitorare quelli disponibili in tempo reale nelle aree critiche (terapia intensiva, semi-intensiva, media intensità, etc) e mettere a disposizione una panoramica di tutti i posti letto liberi e occupati in ogni ospedale.

«Presto – anticipa Icardi – sarà possibile gestire i fabbisogni e il percorso di acquisizione di nuovo personale medico e infermieristico da parte delle aziende sanitarie in prima linea nella lotta contro il virus. Abbiamo in sviluppo, poi, altri moduli per l’acquisto di beni e presidi medici e per la gestione del post ricovero per tutte le persone dimesse dall’ospedale».

Soddisfazione, sul piano tecnico, viene espressa da Pietro Pacini, direttore generale del Csi Piemonte: «Abbiamo lavorato letteralmente giorno e notte per mettere a disposizione dell’Unità di crisi regionale e della Regione Piemonte questo strumento completamente nuovo – dichiara Pacini -; posso dire che si tratta di una piattaforma che racchiude in sé tutta la competenza e la professionalità che la nostra azienda ha maturato in oltre 40 anni di vita nella gestione dei dati e nella realizzazione di soluzioni informatiche innovative. Soluzioni che in questo caso non semplificano soltanto il lavoro di medici e amministratori, ma aiutano davvero a salvare la vita delle persone. Non potevamo trovare un modo migliore per rivendicare con forza il nostro ruolo di servizio pubblico essenziale sempre al fianco dei nostri soci».

PROTOCOLLO DI ACCESSO ALLA PIATTAFORMA COVID-19 PIEMONTE: «UNO STRUMENTO FONDAMENTALE PER SINDACI E OPERATORI DELL’EMERGENZA»

Sul piano operativo, l’accesso alla piattaforma è stato definito attraverso un protocollo che l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha siglato con le rappresentanze degli Enti Locali.

Dopo l’inserimento di una presenza di Anci all’interno dell’Unità di Crisi come presidio dedicato ai sindaci, Anci Piemonte (in rappresentanza di Anci e Upi), Anpci, Uncem Piemonte e Ali Piemonte hanno lavorato in sinergia con la Regione Piemonte per creare strumenti e canali di comunicazione che possano rispondere alle numerose richieste dei Comuni piemontesi.

«Il protocollo – afferma il vicepresidente e assessore regionale agli Enti Locali, Fabio Carosso – offre ai sindaci strumenti importanti per lo svolgimento del loro ruolo di primi referenti della pubblica autorità sul territorio, cui i cittadini mai come ora, si rivolgono per avere informazioni, rassicurazioni, indicazioni, chiarimenti. La collaborazione tra Regione ed Enti Locali permette di non lasciare soli i sindaci e di poterli supportare attraverso l’Unità di crisi nell’applicazione dei provvedimenti governativi e regionali e nella possibilità di assumerne di propri».

«Grazie alla convergenza di tutti i soggetti interpellati, Anci, Anpci, Uncem, Upi e Ali, possiamo ora contare su una gestione dell’emergenza più sicura e più fluida da parte dei Comuni nel territorio di loro competenza – commenta l’assessore regionale alla Protezione civile, Marco Gabusi -, un territorio che i sindaci conoscono benissimo e su cui hanno una sensibilità specifica: come Protezione civile stiamo implementando per loro strumenti utili per conoscere l’andamento dell’epidemia a livello locale, stiamo distribuendo le mascherine per chi ne ha necessità e stiamo rafforzando le relazioni e i contatti utili».

«La collaborazione tra le istituzioni – sottolinea Andrea Corsaro, presidente di Anci Piemonte – ha permesso di arrivare ad un metodo che risulta essere il più efficace possibile per contenere il contagio e ridurre gli effetti dell’epidemia. Un grazie di cuore a tutto lo staff Anci, alle altre rappresentanze degli Enti locali e alla Regione per aver concretizzato questo accordo, con cui andiamo a colmare un buco di coordinamento locale, che andava a creare situazioni pericolose per la sicurezza».

«Il protocollo è molto importante per rafforzare la coesione del sistema istituzionale in una fase molto complessa – dichiara Lido Riba, presidente di Uncem Piemonte -. Ritengo importante e accurato il lavoro che la Regione sta facendo, poiché grazie a questo accordo possiamo strutturare un modello di comunicazione tra Regione ed Enti locali grazie anche a sistemi informativi moderni, digitali, smart. Questi rimarranno anche nella fase che seguirà all’emergenza, sulla quale diamo la disponibilità sin d’ora alla Regione a lavorare, nella cabina di regia che avviamo».

«Un grazie all’Unità di crisi della Regione Piemonte per aver condiviso il protocollo d’intesa con ALI Piemonte e le altre associazioni di Enti Locali – aggiunge il presidente di ALI, Federico Borgna -. Da parte nostra abbiamo chiesto che nell’ultimo comma del documento, quello relativo al monitoraggio del rispetto della normativa sui dati personali, si inviti a creare un gruppo di lavoro composto da esperti che si occupi di supportare l’attività di indagine e comunicazione degli enti locali in questa fase di emergenza».

«L’Associazione nazionale piccoli comuni – dichiara Franca Biglio, presidente nazionale Anpci – condivide l’operato della Regione Piemonte in quanto, anche questo nuovo Protocollo dimostra la volontà di mantenere una comunicazione costante con i piccoli comuni piemontesi. Dall’inizio dell’emergenza Covid 19 l’attività di condivisione e coinvolgimento dell’ANPCI è stata fondamentale per evitare che nessun ente fosse dimenticato».

Coronavirus: in Piemonte 88 pazienti guariti, 454 in terapia intensiva, 61 vittime

Il bollettino della Regione Piemonte: ore 19 di lunedì 30 marzo

OTTANTOTTO PAZIENTI GUARITI, 243 IN VIA DI GUARIGIONE

Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 88 (+13 rispetto a ieri), cosi suddiviso su base provinciale: 5 in provincia di Alessandria, 10 in provincia di Asti, 2 in provincia di Biella, 12 in provincia di Cuneo, 7 in provincia di Novara, 34 in provincia di Torino, 10 in provincia di Vercelli, 3 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 provenienti da altre regioni.

Altri 243 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo.

SESSANTUNO DECESSI, 795 MORTI COMPLESSIVI

Sono 61 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 1 in provincia di Alessandria, 3 in provincia di Asti, 1 in provincia di Biella, 3 in provincia di Cuneo, 1 in provincia di Novara, 35 in provincia di Torino,14 in provincia di Vercelli, 2 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 provenienti da fuori regione,

Il totale complessivo è ora di 795 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 156 ad Alessandria, 35 ad Asti, 69 a Biella, 53 a Cuneo, 104 a Novara, 271 a Torino, 46 a Vercelli, 47 nel Verbano-Cusio-Ossola, 14 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 8.835 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.287 in provincia di Alessandria, 407 in provincia di Asti, 477 in provincia di Biella, 687 in provincia di Cuneo, 741 in provincia di Novara, 4.193 in provincia di Torino, 456 in provincia di Vercelli, 382 nel Verbano-Cusio-Ossola, 83 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 122 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 454.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 26.578, di cui 15.283 risultati negativi.

Dalla Svizzera alle Molinette, riuscito trapianto di reni

Nonostante il periodo di grande emergenza legata al Covid-19, si é svolta una vera e propria maratona di trapianti negli ultimi giorni della scorsa settimana presso la Città della Salute di Torino. Uno di questi addirittura ha valicato i confini che in questo momento ci separano unendo l’Europa. Dalla Svizzera alla Città della Salute di Torino donati e trapiantati due reni

TRAPIANTI, L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ DEL PIEMONTE, LUIGI ICARDI: «LA RETE SANITARIA REGIONALE STA DANDO PROVA DI STRAORDINARIA EFFICIENZA»
Tra il 25 ed il 26 marzo i reni di un donatore di 28 anni, deceduto in Svizzera, sono stati offerti alla Rete italiana, e dopo ore di intensi scambi di informazioni tra il Coordinamento svizzero, il Centro Nazionale Trapianti ed il CRT Piemonte, sono stati assegnati ai nostri Centri di Trapianto. Nel cuore della notte un’auto della Città della Salute di Torino ha raggiunto il confine con la Svizzera a Chiasso ed ha preso in consegna gli organi arrivati con un’autoambulanza da Zurigo. I reni sono arrivati alle Molinette, l’Immunogenetica ha effettuato le prove di compatibilità terminate all’alba, per dare il via a due trapianti nella mattinata successiva: uno pediatrico all’ospedale Regina Margherita ed uno ad un giovane adulto alle Molinette.
Il giorno successivo, presso l’ospedale di Chivasso, ormai dedicato ai pazienti COVID, è stata ricoverata una donna in condizioni estremamente critiche, senza possibilità di cura; di fronte ad un possibile decesso, i familiari hanno subito testimoniato la volontà della signora di donare gli organi. I rianimatori dell’ospedale, grazie al coordinamento della rete piemontese, hanno trasferito la donna presso le Molinette, dove, quando si è verificata la morte encefalica, si è andati incontro alla volontà espressa e si sono prelevati gli organi ed i tessuti idonei. Grazie alla decisione in vita della signora, alla disponibilità dei familiari ed all’organizzazione della nostra regione sono stati eseguiti un trapianto di fegato e due trapianti di rene alle Molinette.
L’ultimo caso è di sabato mattina, quando sono stati prelevati gli organi di un giovane donatore, ricoverato alle Molinette il 21 marzo per emorragia cerebrale, la cui morte è avvenuta venerdì. Sono stati trapiantati nella giornata di sabato a pazienti in urgenza nazionale: il cuore a Milano, la porzione sinistra del fegato a Bergamo su un bambino in urgenza nazionale, il fegato destro alle Molinette di Torino ed infine i reni sempre alle Molinette di Torino.
«In questa situazione di grande emergenza legata al Covid-19, il Sistema Sanitario regionale sta dando prova di capacità e generosità davvero straordinarie, non solo per arginare l’infezione da coronavirus, ma anche per affrontare tutte le altre emergenze quotidiane, a cominciare dai trapianti. Questo grazie all’impegno di tutto il personale, non solo di chi esegue i trapianti, e degli ospedali dove questi si realizzano, ma soprattutto della Rete delle terapie intensive che sono riuscite a segnalare i potenziali donatori di organo deceduti nelle rianimazioni della regione, consentendo la continuazione dell’attività di trapianto».
Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, in merito agli ultimi trapianti eseguiti nel fine settimana all’ospedale Molinette di Torino.

Il colpo di coda del Generale Inverno

In arrivo in Piemonte un colpo di coda dell’inverno, tra lunedì e martedì, che si prevede sia più intenso di  quello dell’ultima settimana,  per intensità delle precipitazioni

La Smi -Società Meteorologica Italiana e Arpa – Agenzia regionale per la protezione ambientale registrano un’altra ondata di maltempo, con precipitazioni diffuse. Ancora incerta  la quota delle nevicate provocate dall’aria fredda della Scandinavia, quota che potrebbe essere molto bassa, o un po’ più alta se il minimo della depressione andasse più a ovest delle Alpi. Pioggia e neve da qui a martedì su Torino e Piemonte.

In Piemonte 75 pazienti guariti e 72 nuove vittime del virus

Il comunicato della Regione Piemonte

CORONAVIRUS : IL BOLLETTINO DELLE ORE 19 DOMENICA 29 MARZO

SETTANTACINQUE PAZIENTI GUARITI

Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 75 (+21 rispetto a ieri), cosi suddiviso su base provinciale: 5 in provincia di Alessandria, 10 in provincia di Asti, 1 in provincia di Biella, 11 in provincia di Cuneo, 7 in provincia di Novara, 26 in provincia di Torino, 9 in provincia di Vercelli, 3 nel Verbano-Cusio-Ossola, 3 provenienti da altre regioni.

Altri 212 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo.

SETTANTADUE DECESSI

Sono 72 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 14 in provincia di Alessandria, 2 in provincia di Asti, 4 in provincia di Biella, 9 in provincia di Cuneo, 10 in provincia di Novara, 23 in provincia di Torino, 4 in provincia di Vercelli, 4 nel Verbano-Cusio-Ossola, 2 provenienti da fuori regione,

Il totale complessivo è ora di 734 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 155 ad Alessandria, 32 ad Asti, 68 a Biella, 50 a Cuneo, 103 a Novara, 236 a Torino, 32 a Vercelli, 45 nel Verbano-Cusio-Ossola, 13 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 8.461 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.266 in provincia di Alessandria, 385 in provincia di Asti, 467 in provincia di Biella, 613 in provincia di Cuneo, 715 in provincia di Novara, 4.012 in provincia di Torino, 442 in provincia di Vercelli, 363 nel Verbano-Cusio-Ossola, 80 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 118 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 446.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 24.782, di cui 14.657 risultati negativi.

Tamponi anche ai medici di famiglia e agli operatori del 118

Il presidente Cirio e l’assessore alla Sanità Icardi: «Fondamentale prenderci cura di chi, senza sosta, lo sta facendo per tutti noi»

Accanto al personale sanitario della Regione Piemonte, per il quale sono già in corso i test virologici sul coronavirus, anche i medici di famiglia convenzionati del territorio  e gli operatori del 118 saranno sottoposti al tampone per verificarne lo stato di salute.

La decisione è stata assunta dall’Unità di crisi della Regione Piemonte: «La forza e la dedizione del nostro personale sanitario e dei nostri medici è ciò che sta reggendo da settimane una situazione senza precedenti – sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Icardi -. Prenderci cura e sostenere chi da più di un mese senza sosta si sta prendendo cura degli altri è più che mai fondamentale. Ringraziamo il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Alessandro Stecco, per il prezioso lavoro di collegamento con tutti i rappresentanti di medici e operatori. Andiamo avanti per superare insieme questo grande momento di difficoltà».

Il protocollo per l’esecuzione dei tamponi è stato definito in accordo con le rappresentanze istituzionali e sindacali dei medici e degli infermieri e, oltre ad ampliare i test ai medici di famiglia convenzionati e agli operatori del 118, potenzia il meccanismo di controllo per garantire, alla luce della delicatezza del loro ruolo, la massima rapidità nei tempi di esecuzione e riscontro.

Il modello condiviso prevede per gli operatori sanitari e i tecnici della Regione Piemonte l’esecuzione del tampone su coloro che presentano sintomi riconducibili al Covid-19 o che abbiano avuto contatti stretti con soggetti positivi e, in parallelo, anche per tutti i medici di famiglia convenzionati che siano sintomatici. Analoghe disposizioni anche per gli operatori del 118.

Scossa di terremoto nel Torinese

Questa mattina una scossa di terremoto è stata avvertita nella  provincia di Torino poco dopo le 9

Le prime informazioni indicherebbero come intensità la magnitudo di  3,4 con epicentro nei pressi di  Coazze, a una ventina di chilometri di profondità.

La scossa si è sentita a Torino e in molti comuni dell’area metropolitana. Numerosi i commenti sui social da parte di persone preoccupate anche dal fatto di dover restare nelle proprie abitazioni a causa delle limitazioni dell’emergenza sanitaria.

L’epicentro in provincia di Torino. Non ci sono danni al momento

“Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.4 è avvenuto nella zona a 6 km da Coazze (TO), ad una profondità di di 20 Km, alle 9.11 di questa mattina. Al momento non ci sono segnalazioni di danni”, afferma l’assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte Marco Gabusi.

“La Protezione civile regionale – prosegue l’assessore Gabusi – ha avviato una verifica sul territorio nei paesi interessati dall’evento: Coazze, Giaveno, Valgioie, Cumiana, Cantalupa, Pinasca, Inverso Pinasca, Perosa Argentina, Roletto, Frossasco, Villar Perosa, Pomaretto, San Pietro Val Lemina, che al momento non segnalano danni. In Corso Marche continua l’attività di monitoraggio del territorio per intervenire in caso di necessità”.

 

(Nelle foto: i carabinieri verificano eventuali danni nel centro abitato di Coazze)

Anche le OGR pronte a diventare reparto covid 19

Cento letti di terapia per malati di lieve e media intensità, con terapia sub intensiva, saranno allestiti alle OGR di Torino, Stamattina si è svolto un sopralluogo della Unità di crisi, del commissario Coccolo, Regione, Comune, Prefettura  e del Presidente della Fondazione CRT, Quaglia,  (proprietaria dell’immobile) gestito dalla società OGR CRT

Sono stati fatti rilievi tecnici e lunedì si deciderà di dare il via all’operazione. Le OGR sembrano il luogo adatto, dotate di grandi spazi, riscaldamento, servizi igienici e una cucina ( quella dei ristoranti ora chiusi) in grado di fornire pasti caldi.

Anche un luogo simbolo di svago, cultura e food viene riadattato per l’emergenza per cercare di alleggerire gli ospedali affollati di malati . Diminuire l’affollamento è anche un modo per contenere il contagio. La Fondazione CRT ha accolto prontamente la proposta delle istituzioni, dopo che era scesa già in campo sia con lo stanziamento di 3 milioni di Euro ,sia con il finanziamento di un  ponte aereo dalla Cina, che ha già portato nella nostra regione 2 tonnellate di dispositivi di sicurezza individuale ( mascherine camici usa e getta , guanti  e altro).

Continua il reclutamento di personale sanitario per affrontare l’emergenza

 L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’, LUIGI ICARDI: «LA BATTAGLIA CONTRO IL VIRUS NON CONOSCE SOSTA»

Continua il potenziamento delle personale del Servizio sanitario regionale per affrontare l’emergenza COVID-19. Dall’apertura dell’Unità di crisi ad oggi, sono complessivamente 1.467 le risorse umane aggiuntive reclutate con diverse forme contrattuali dalle Aziende sanitarie regionali del Piemonte. Tra queste, 269 medici, 692 infermieri e 461 operatori socio-sanitari.

In particolare, le nuove risorse risultano così distribuite: 202 Asl To3, 159 Città di Torino, 113 Ospedale Novara, 333 Città della Salute di Torino, 108 Asl Vc, 91 Asl Cn1, 77 Ospedale San Luigi Orbassano, 41 Asl Al, 46 Ospedale Santa Croce Carle Cuneo, 49 Ospedale Mauriziano Torino, 52 Asl To4, 44 Ospedale di Alessandria, 51 Asl Bi, 46 Asl To5, 22 Asl At, 10 Asl Cn2, 13 Asl No e 10 Asl Vco.

«La battaglia che si combatte ogni giorno contro il coronavirus – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – non conosce sosta. Siamo soddisfatti della risposta dei medici, degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, il sistema sta facendo ricorso a tutte le risorse disponibili per affrontare al meglio l’emergenza».

Test covid a tutti gli ospiti e al personale delle case di riposo

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha disposto di effettuare il test sierologico a tappeto per tutti i dipendenti e gli ospiti delle oltre settecento case di riposo della regione

Lo annuncia l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, che ieri ha incontrato in videoconferenza le rappresentanze dei datori di lavoro delle case di riposo e, oggi, la rappresentanze sindacali dei lavoratori delle stesse strutture, ottenendo da tutti la più ampia condivisione dell’operazione.

Domani mattina saranno campionate le prime due case di riposo per la validazione delle procedure, dopo di che, fatte le necessarie valutazioni di efficacia, si procederà progressivamente su tutte le strutture.

«I test sierologici – osserva l’assessore Icardi – offrono un primo screening rapido dell’infezione, in grado di identificare infezioni tardive, pregressi contatti col virus e avvenuto sviluppo di immunità e possono essere utili per confermare la possibilità di consentire il ritorno al lavoro del personale sanitario risultato negativo al tampone. In più – conclude Icardi -, permettono di raccogliere preziosi dati per le analisi epidemiologiche dell’avvenuto contatto col virus in ampie fasce di popolazione».

Sul piano tecnico, il dosaggio degli anticorpi IgM e IgG anti-COVID valuta l’avvenuto contatto col virus da parte delle difese immunitarie del soggetto.

A seconda della presenza e del dosaggio delle une e delle altre, è possibile avere delle informazioni rispetto alla fase della malattia, ovvero se questa è in fase acuta o se è stata superata.