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“Un Piemonte libero dalle mafie”. Allarme sul crescente radicamento della criminalità

Dal convegno “Un Piemonte libero dalle mafie”, voluto dalla Commissione Legalità del Consiglio regionale, è arrivato forte l’allarme per il crescente radicamento delle organizzazioni criminali, in particolare la ‘ndrangheta, in Piemonte. Una mafia che si è fatta imprenditore e che, come ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco durante i saluti istituzionali, “si insinua nell’economia legale, nel tessuto imprenditoriale e negli appalti pubblici, minacciando la libera concorrenza, l’occupazione onesta e la sicurezza dei cittadini. Come istituzioni, abbiamo il dovere di restare vigili, la presenza della Commissione Legalità è un segnale chiaro di questo impegno. Serve un’alleanza tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, mondo dell’informazione, scuola e società civile per contrastare il fenomeno in modo efficace”.

Un invito a tenere alta la guardia è arrivato anche dal presidente della Giunta Alberto Cirio: “Dobbiamo essere tutti noi testimoni di giustizia. Un buon cittadino, un buon amministratore pubblico sono testimone di giustizia. Il dovere non è solo di non girarsi da un’altra parte, ma è quello di denunciare. Sui beni confiscati abbiamo messo più risorse, siamo passati dai 600-700mila euro in media degli ultimi anni a 1.200.000 stanziati nel 2025. Con una recente delibera abbiamo semplificato le procedure di utilizzo di queste risorse da parte degli enti pubblici”.
Sulla stessa linea Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità, che ha condotto la mattinata insieme ai due vice Gianna Gancia e Pasquale Coluccio: “Siamo qui perché crediamo che la conoscenza e lo studio siano il primo strumento per difenderci. Se non si riconosce un problema, non lo si può affrontare. Serve tenere sempre alta l’attenzione su questi fenomeni perché tra le ragioni che hanno permesso alla ‘ndrangheta di colonizzare anche le regioni del nord c’è il ‘cono d’ombra’ tra opinione pubblica e ‘ndrangheta. Al rischio dell’ignoranza si aggiunge quello della sottovalutazione”.
Il procuratore generale di Torino, Lucia Musti, ha aperto la lunga serie di interventi: “Le mafie sono dentro la società, e non hanno confini. Il centro nord è occupato ‘militarmente’ dalla ‘ndrangheta. La mafia imprenditrice è ben consapevole di quanto preziosi siano i professionisti e attinge a quelli che, incredibile ma vero, sono attirati come le falene nella luce della notte, proprio dai mafiosi. Le mafie non hanno abbandonato le modalità violente, ma si sono evolute con caratteristiche più sofisticate, più raffinate”.
Il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Torino Giovanni Bombardieri ha evidenziato come “per molto tempo il Piemonte abbia sottovalutato le infiltrazioni mafiose sul territorio come per una volontà di tranquillizzarsi, di pensare che non era un problema nostro. Eppure si erano verificati diversi eventi che avrebbero dovuto far mantenere alta l’attenzione”. “Oggi – ha aggiunto – la criminalità organizzata si mescola all’economia e al mondo degli affari: non fa più ‘click’ con la pistola ma con il mouse del computer”.
Numeri preoccupanti per il capocentro della Direzione investigativa antimafia di Torino Tommaso Pastore che ha illustrato l’evoluzione delle attività di contrasto alle mafie “a partire dal modo di operare della criminalità organizzata nel mondo economico finanziario. In Europa abbiamo mappato 821 reti criminali attive, l’86% è in grado di infiltrarsi nell’economia legale, la quasi totalità (96%) con capacità di riciclaggio autonoma. La migliore strategia di contrasto non può non focalizzarsi sugli strumenti giuridici volti a sottrarre alla criminalità organizzata la disponibilità economica proveniente dalle attività delittuose attraverso il sequestro, la confisca e le attività interdittive”.
Il giornalista de La Stampa Giuseppe Legato ha sottolineato “la necessità, per i giornalisti che si occupano di criminalità organizzata, di studiare in modo approfondito gli atti d’inchiesta, cercando riscontri su dettagli che potrebbero portare alla scoperta di nuovi elementi. Una possibilità fortemente limitata dalle recenti strette sull’informazione in materia di cronaca giudiziaria, che ridurrà il giornalismo investigativo a giornalismo divulgativo”.
La professoressa ordinaria di Diritto processuale penale dell’Università di Torino Laura Scomparin ha illustrato “un progetto di ricerca dell’Università di Padova per individuare un algoritmo predittivo sulle infiltrazioni mafiose” e fatto presente che “negli ultimi anni le Università sono diventate player economici sul territorio, se si pensa che il Pnrr ha attribuito alle Università 30 miliardi di euro in parte per il reclutamento di personale e in larga misura per la costruzione e il potenziamento di infrastrutture e il recupero del patrimonio edilizio. Avremmo bisogno di supporti per individuare strategie di controllo efficaci per non diventare possibile oggetto d’infiltrazione della criminalità”.
Il presidente dell’Associazione Avviso pubblico Roberto Montà ha messo in evidenza il ruolo della Regione e degli Enti locali, sottolineando che “la lotta alle mafie passa attraverso amministratori integri e credibili che scelgono da che parte stare”, evidenziando “l’importanza di restituire alla cittadinanza i beni confiscati” e denunciando che “con poche decine di voti, nei piccoli Comuni, si può condizionare il comune e il suo sindaco”.
Il presidente di Libera don Luigi Ciotti si è dichiarato “preoccupato della ‘retorica della legalità’, un elemento essenziale per la società che rischia di trasformarsi in un idolo, in un sedativo e in una bandiera che tutti usano se è vero che esistono associazioni antimafia fatte dai mafiosi e associazioni per la legalità fatte da chi sceglie di volta in volta la convenienza di stare o meno nella legalità” e ha sottolineato con forza che “prima della legalità dobbiamo educarci alla responsabilità e darci delle regole per costruire percorsi di giustizia”.
Maria Josè Fava della direzione nazionale di Libera ha illustrato i risultati di una ricerca fatta sulla percezione dei fenomeni mafiosi, estorsivi e usurari da parte di operatori economici di Torino, Firenze e Napoli. “A Torino – ha dichiarato – abbiamo distribuito 480 questionari anonimi e ce ne sono stati restituiti circa la metà, di cui 13 compilati da stranieri. Sul pizzo, il 20% ha risposto di sapere che c’è chi lo richiede e che esso viene pagato non solo con il denaro ma anche attraverso l’imposizione di servizi e forniture, il 6% di conoscere qualcuno che lo ha pagato e il 3% di averlo pagato”.
Il professor Rocco Sciarrone, ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università di Torino ha sottolineato che “per definire i fenomeni mafiosi si usa spesso la metafora della ‘mela marcia’, ma la logica che la permea è quella dell’’area grigia”, quella delle collusioni e delle complicità in cui tutti hanno qualcosa da guadagnare e a perderci è la società nel suo complesso. Il vero rischio, oggi, non è tanto la crescita dell’illegalità quanto una commistione sempre più complessa e articolata tra lecito e illecito che rende sempre più difficile distinguere dove si situino i confini tra legalità e illegalità”.

Con il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti e la componente dell’Udp Valentina Cera hanno preso parte ai lavori i consiglieri Debora BigliaMarina BordeseNadia ConticelliFabio IsnardiGianna PenteneroElena RocchiDaniele SobreroEmanuela Verzella, il Difensore civico Paola Baldovino e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza Giovanni Ravalli.

FM – CRP

TAV, opere d’accompagnamento per i Comuni: “completata la prima fase da 10 milioni, sui 100 totali”

“La prima parte delle opere di accompagnamento alla linea ad alta velocità Torino-Lione, che comportano un investimento di circa 10 milioni euro, è stata ultimata”.

Lo ha detto l’assessore Enrico Bussalino nel corso dell’informativa sullo stato delle progettualità correlate alle opere di compensazione della linea ad alta velocità Torino-Lione, che ammontano in totale a quasi 100 milioni di euro e sono divise in tre fasi: la seconda, che vede gli importi assegnati ai comuni beneficiari, è in fase di progettazione e vale oltre 30 milioni e la terza, che è di 50 milioni ancora da deliberare è in fase di approvazione dal Cipe.

Nel corso dell’informativa della seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, sono intervenuti oltre a Nadia Conticelli (Pd) che l’aveva richiesta, per le minoranze anche: Alberto Avetta (Pd), Sarah Disabato e Alberto Unia (M5s), Alice Ravinale (Avs).

I consiglieri di opposizione hanno chiesto chiarimenti su diversi punti tra i quali la collocazione della stazione internazionale prevista a Susa.

“Attualmente lo stato di esecuzione dell’opera di progettazione è avanzato, per cui la stazione verrà collocata nell’area già stabilita. Tuttavia valuterò attentamente il documento che il sindaco di Bussoleno mi ha inviato su una possibile alternativa”.

Nel corso dei lavori sono anche intervenuti, da parte della maggioranza, per chiedere chiarimenti Paolo Ruzzola (Fi) e Roberto Ravello (Fdi), sottolineando che “si tratta di opere che portano un valore aggiunto al territorio. Ci siamo sempre battuti perché il tracciato tutelasse Torino e il Piemonte”.

Ufficio stampa CrP

Montagna: escursioni, paesaggio e tradizioni, un nuovo modo di fare turismo sostenibile

Il progetto “Una montagna di esperienze: turismo sostenibile sul Sentiero Italia CAI in Piemonte” si è classificato al terzo posto nel bando “Montagna Italia” del Ministero del Turismo: un importante risultato per contribuire, grazie alle risorse ottenute, allo sviluppo di zone ricche di bellezze naturali e opportunità di crescita con la partecipazione attiva delle comunità locali.

Presentato nel Grattacielo Piemonte alla presenza degli assessori Paolo BongioanniMarina Chiarelli e Marco Gallo, il progetto ha come capofila il Consorzio Turistico Valle Maira ed è realizzato in collaborazione con tutti gli altri Consorzi che coprono la montagna piemontese (Conitours, Bardonecchia, Fortur, Valli di Lanzo, Valli del Canavese, Alpi Biellesi, Valsesia Monterosa). Tra i partner pubblici ci sono la Regione e il CAI Piemonte.

Gli assessori Chiarelli, Gallo e Bongioanni (al centro) con i rappresentanti dei Consorzi turistici

L’obiettivo è diversificare e destagionalizzare l’offerta turistica, rendere il Piemonte un punto di riferimento nel panorama del turismo escursionistico e sostenibile, mettere sempre più in evidenza i suoi paesaggi montani e le sue tradizioni locali.

Le azioni previste mirano anche a migliorare le infrastrutture, potenziare la segnaletica del Sentiero Italia CAI, favorire la mobilità sostenibile con l’introduzione di mezzi ecologici, creare punti informativi e strutture ricettive specializzate nell’outdoor.

Grande attenzione sarà dedicata alla digitalizzazione, con la creazione di piattaforme web per la promozione dei percorsi e delle esperienze, in modo da facilitare l’accesso a informazioni e itinerari anche tramite app e sistemi di mappatura online.

L’assessore Chiarelli ha sottolineato “quanto sia fondamentale lavorare insieme per creare un’offerta turistica di qualità, che rispetti l’ambiente e valorizzi le tradizioni locali “, l’assessore Gallo ha parlato di “svolta importante per la montagna piemontese grazie all’unione dei Consorzi turistici locali, modello di cooperazione che promuove un futuro sostenibile per le terre alte”, l’assessore Bongioanni ha affermato che “il progetto va nella direzione di promuovere gli straordinari prodotti dell’agroalimentare piemontese offrendo a un pubblico attento, sensibile al rapporto con la natura e il territorio com’è quello dell’escursionismo, la possibilità di scoprirli nei territori alpini dove essi nascono”.

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Mara Favro, dai resti confermata una morte violenta

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L’analisi dei resti di Mara Favro, la donna somparsa lo scorso anno dopo una giornata di lavoro in pizzeria a Chiomonte, attesta che  sarebbe morta a causa di numerose coltellate. L’assassino l’avrebbe uccisa e poi ne avrebbe nascosto il corpo  nei boschi di Gravere,  lungo il fiume Dora. Qui nei giorni scorsi carabinieri e vigili del fuoco avevano trovato le sue ossa.  La vittima potrebbe essere stata colpita più volte alla schiena mentre tentava di fuggire.

Imprese, accordo tra SIMEST e Regione Piemonte: al via nuove possibilità di sviluppo internazionale

L’impegno è quello di “rafforzare il sostegno alle imprese piemontesi che vogliono crescere sui mercati esteri“. Questo è l’obiettivo dell’accordo sottoscritto oggi a Torino dall’Amministratore Delegato di SIMEST, Regina Corradini D’Arienzo, e dal Vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino. La SIMEST è la società del Gruppo CDP che sostiene la crescita delle imprese italiane nel mondo. È una società pubblica controllata al 76% dalla Cassa Depositi e Prestiti.

La firma dell’accordo tra l’azienda SIMEST e la Regione Piemonte, ha l’obiettivo di offrire nuove opportunità di sviluppo internazionale alle aziende del territorio. La collaborazione vuole promuovere e supportare l’internazionalizzazione, selezionando progetti imprenditoriali di particolare interesse e valutando l’accesso alle agevolazioni e agli strumenti  messi a disposizione da SIMEST. Sono infatti moltissimi gli strumenti messi a disposizioni dal portafoglio della SIMEST: dalla finanza agevolata, al supporto all’export, fino agli interventi in equity, con un’attenzione particolare alle esigenze delle imprese piemontesi. Nell’accordo è stato stabilito anche l’importanza di un altro elemento chiave ovvero il monitoraggio costante delle iniziative promosse, con la possibilità di adattare le strategie in base ai risultati ottenuti. Per garantire alle aziende un’informazione sempre aggiornata e strumenti adeguati, verranno organizzati incontri periodici di formazione e approfondimento. Sarà fondamentale sotto questo aspetto anche la collaborazione che la Regione Piemonte avvierà con il supporto operativo di Ceipiemonte S.c.p.a., l’agenzia specializzata nell’internazionalizzazione delle imprese. Grazie a questa iniziativa, le imprese piemontesi potranno contare su un sostegno concreto e mirato per affrontare le sfide dei mercati internazionali e cogliere nuove opportunità di crescita.

 Le Dichiarazioni rese da parte del  Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del Vicepresidente Elena Chiorino con delega al Lavoro e l’Assessore alle Attività produttive e internazionalizzazione Andrea Tronzano sottolineano l’importanza dell’alleanza stretta in questi termini “l’accordo rappresenta un’importante opportunità per le imprese piemontesi già orientate ai mercati esteri e per quelle che vogliono avviare un percorso di crescita internazionale. Il Piemonte è storicamente una regione a forte vocazione all’export, con settori chiave quali l’automotive, l’aerospazio, il tessile, l’agroalimentare e la meccatronica che trainano la competitività del nostro territorio sui mercati globali“.

La Regione Piemonte ha già attivato una serie di strumenti concreti di sostegno all’internazionalizzazione, tra cui i Progetti Integrati di Filiera (PIF), oltre ai voucher per la partecipazione a fiere internazionali e finanziamenti agevolati per le aziende che investono nell’export . Con questo ulteriore accordo il Piemonte rafforza il proprio sistema di sostegno all’export, offrendo alle imprese nuovi strumenti per accedere alla finanza agevolata, ai prestiti partecipativi e agli investimenti in equity, favorendo così il consolidamento delle aziende piemontesi sui mercati internazionali. Ancora sul punto Cirio dichiara che “la collaborazione con SIMEST si inserisce perfettamente nella nostra strategia di sviluppo economico e testimonia il nostro impegno a fianco delle imprese piemontesi e delle loro organizzazioni di categoria affinché possano affrontare con successo le sfide della competizione globale e cogliere nuove opportunità di crescita e occupazione. Il Piemonte ha tutte le carte in regola per continuare a essere protagonista sui mercati internazionali e con questa intesa vogliamo fornire un ulteriore stimolo a chi investe nella crescita e nell’innovazione“.

Anch l’Amministratore Delegato di SIMEST, Regina Corradini D’Arienzo, ha sottolineato l’importanza di quanto raggiunto con Regione Piemonte “l’accordo siglato con la Regione Piemonte rappresenta un ulteriore passo significativo nell’impegno di SIMEST a sostegno della crescita internazionale delle imprese del territorio. Grazie a questa collaborazione, intendiamo rafforzare il nostro supporto alle aziende locali, con un’attenzione particolare alle PMI, amplificandolo con la stretta sinergia con la Regione. Lo faremo – in linea con gli indirizzi della Farnesina – attraverso i nostri strumenti di finanza agevolata, prestiti partecipativi e consulenza strategica mirata all’internazionalizzazione e alla sostenibilità d’impatto. Questa intesa si inserisce in un più ampio piano di intervento a favore del tessuto produttivo piemontese, che SIMEST vuole attuare anche con l’apertura di una nuova sede a Torino in totale sinergia con Cassa Depositi e Prestiti e la firma di un recente accordo per l’internazionalizzazione con l’Unione Industriali di Torino. Un’azione sinergica con i principali attori istituzionali del territorio, volta a garantire un supporto concreto alle imprese locali.”

Ancora Dario Peirone, Presidente di Ceipiemonte ha sottolineato che la partecipazione della Ceipiemonte “contribuisce all’accordo per l’internazionalizzazione delle imprese piemontesi, siglato da SIMEST e Regione Piemonte, portando la stretta connessione con le filiere produttive locali, la nostra rete consolidata di contatti internazionali, la capacità di individuare opportunità di business attraverso un’attenta market intelligence e di attrarre sul territorio operatori da tutto il mondo”.  Aggiunge inoltre che “con questo accordo strategico potremo offrire un ulteriore supporto alla crescita sui mercati esteri delle imprese piemontesi, al cui fianco lavoriamo ogni giorno, accompagnandole nel loro sviluppo internazionale“.

Valeria Rombolà

Giardino “Madre Teresa”, droga e degrado: lo scempio continua

ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7): SENZA SOSTA SPACCIO E DISTRUZIONI

I cittadini che transitano nel Giardino Madre Teresa di Calcutta e soprattutto i residenti nelle case con i balconi in affaccio sul giardino continuano vedere le solite cose senza tregua.
Nei giorni scorsi è stato distrutto un tamburo nell’area giochi, poi tolto dalla Città in quanto pericoloso per i bambini.


Ieri è stata divelta dal terreno una centralina elettrica per il puro gusto di devastare le cose.
La targa in memoria di Madre Teresa è sempre più rotta e da un momento all’altro può cadere.
Anche i manufatti in cemento tra poco faranno la fine di quelli al Giardino Alimonda (che sono stati tolti), infatti giorni fa hanno cercato di aprirli.
Ogni giorno ce n’è una nuova!

 


Invece lo spaccio continua tutti i giorni sempre uguale, senza tregua; si può anche vedere dove posizionano la droga e gli scambi di sostanza.
Possibile che con 6 telecamere, posizionate anni fa, non si riesce a risolvere o migliorare questo luogo?
Un luogo dove l’anno scorso sono stati spesi circa 500 mila euro per la riqualificazione, purtroppo la Città non capisce che la sola riqualificazione urbana non basta, ma ci vogliono progettazioni a 360°.
Ricordo che Il 7 marzo scorso, dopo l’inaugurazione della riqualificazione su FB, si leggevano i seguenti post, completamente fuori dalla realtà quotidiana, che cercano solo di nascondere le quotidiane situazioni inaccettabili:
LO RUSSO: Con la riqualificazione del giardino Madre Teresa di Calcutta restituiamo alle persone che vivono nel quartiere Aurora e a tutta la città un luogo più verde e vivibile. Un luogo che sarà un punto di incontro e favorirà l’aggregazione e la pratica sportiva all’aria aperta, grazie anche alla piastra sportiva e alla nuova area giochi, pensata per essere accogliente e inclusiva per tutte e tutti.

L’inaugurazione di oggi è un segnale ulteriore della nostra volontà di puntare sulla zona di Aurora, e si inserisce pienamente in quella serie di progetti diffusi che stiamo mettendo in campo nelle nostre circoscrizioni in aree protagoniste di interventi particolarmente attenti anche ad aspetti di sostenibilità, inclusione e alle esigenze delle comunità e dei quartieri. #stefanolorussosindaco
DERI: Con la riqualificazione del giardino Madre Teresa di Calcutta restituiamo alle persone che vivono nel quartiere Aurora e a tutta la città un luogo più verde e vivibile. Dopo la rigenerazione dei giardini Michele Pellegrino e Alimonda un’altra area di Aurora è stata completamente recuperata. All’appello manca solo il giardino di via Saint Bon i cui lavori di riqualificazione partiranno tra poche settimane. Tutti gli interventi sono stati realizzati con fondi dell’Unione Europea

Patrizia Alessi

Il Piemonte prima Regione ad attivare lo psicologo delle cure primarie: quasi 40mila prestazioni

Quasi 39 mila prestazioni per più di 7 mila pazienti. Sono questi i numeri dei primi 22 mesi – da marzo 2023 a dicembre 2024 – della sperimentazione che ha coinvolto 65 psicologhe e psicologi del territorio regionale nel progetto dello Psicologo Cure Primarie (PCP), avviato dalla Regione Piemonte e dall’Ordine degli Psicologi del Piemonte. La prima operazione di questo genere realizzata in Italia, avviata due anni fa con l’obiettivo di promuovere la salute psicologica della cittadinanza, grazie alla collaborazione tra il medico di medicina generale e il professionista psicologo.

La presentazione dei risultati è avvenuta questa mattina nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte.

«Siamo stati la prima Regione in Italia ad attivare questo servizio, all’indomani del Covid, confermando un impegno che avevamo avviato durante la pandemia. I dati di questi primi 22 mesi ci confermano l’esigenza di questo tipo di servizio, su cui intendiamo andare avanti avendo già garantito la copertura fino a fine anno. Proprio nei giorni scorsi, infatti, la Regione ha dato indicazione alle Asl di rinnovare le convenzioni con i professionisti, grazie a una dotazione economica di 1,2 milioni di euro per il 2025» dichiarano il presidente Alberto Cirio e gli assessori al Welfare Maurizio Marrone e alla Sanità Federico Riboldi«Il servizio è rivolto a tutti, si accede tramite il medico di famiglia o il pediatra di libera scelta, e si inserisce in una sanità che vogliamo sia sempre più di territorio e capace di intercettare i bisogni delle nostre comunità» concludono il presidente e gli assessori.

Apprezzamento per il percorso sviluppato è stato espresso dalla comunità degli operatori professionali, rappresentata dal presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte Giancarlo Marenco: «Siamo estremamente soddisfatti dei risultati emersi dalla sperimentazione del progetto e grati alla Regione Piemonte per aver dato avvio e sostenuto questo percorso al nostro fianco. Il report presentato oggi dimostra l’importanza di integrare il supporto psicologico nell’assistenza primaria per migliorare il benessere dei cittadini. La collaborazione con i medici di famiglia rappresenta un modello indispensabile per prevenire e affrontare su larga scala i disagi psicologici di grado lieve e moderato. Un’area di intervento complessa e articolata nella quale noi psicologi svolgiamo una funzione preziosa non solo nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi, ma anche nella promozione del benessere emotivo e mentale a livello individuale e comunitario, aiutando le persone nel gestire le problematiche relative all’adattamento e allo stress, le difficoltà relazionali e i cambiamenti del ciclo di vita».

I DATI

Le prestazioni dirette complessivamente effettuate da marzo 2023, quando è partita la sperimentazione, fino a dicembre 2024 sono state 38.805: di queste circa 37 mila sono state destinate a individui adulti e 1700 a minori. La maggior parte di esse sono state erogate su prescrizione dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS), che hanno indirizzato verso la consulenza psicologica 6.895 persone su un totale di 7.084 pazienti adulti trattati e 246 minorenni.

Il numero medio di prestazioni per paziente adulto trattato è risultato pari a 5,2 (a fronte di un percorso massimo di 8 colloqui), mentre il tempo medio di attesa per la prima visita, rispetto alla data di prenotazione tramite Cup, è stato di 33 giorni.

Le prestazioni nelle singole ASL

Servizi di Psicologia delle aziende sanitarie coinvolte

Numero prestazioni dirette

Numero

pazienti adulti

Asl Città di Torino

7.300

1.735

Asl To3

6.587

1.114

Asl To4

5.981

850

Asl To5

3.626

498

Asl Biella

1.320

223

Asl Vercelli

2.217

313

Asl Novara

3.477

560

Asl Verbano Cusio Ossola

1.291

222

Asl Cuneo 1

2.256

566

Asl Cuneo 2

1.157

407

Asl Asti

1.700

296

Asl Alessandria

1.893

300

Totale

38.805

7.084

LE MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO E I DISTURBI RISCONTRATI

Analizzando le principali cause connesse agli invii effettuati dai medici di medicina generale, si evidenziano: sintomi ansiosi, sintomi depressivi, sindromi ansioso-depressive, sindromi da somatizzazione, sindromi legate a malattie organiche, difficoltà di adattamento alle transizioni del ciclo di vita, difficoltà lavorative ed economiche, difficoltà relazionali (di coppia o connesse alla genitorialità), difficoltà legate al caregiver.

Relativamente al conseguente intervento effettuato dagli psicologi, i disturbi diagnosticati in questa prima fase sperimentale, pur considerando che i problemi di natura psicologica che necessitano di interventi di primo livello spesso esulano da una stretta aderenza a tipologie diagnostiche, sono: sindrome ansiosa con e senza attacchi di panico, disturbi dell’adattamento, disturbi depressivi lievi o moderati, depressione connessa a lutti, disturbi psicologici secondari per malattia organica cronica, stressa da lavoro correlato, problematiche relazionali, problematiche legate al ciclo di vita.

Morti sul lavoro: il Piemonte entra in “zona rossa”

Secondo i dati dell’Osservatorio SIcurezza Vega

Per individuare le aree più fragili d’Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio Sicurezza Vega elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.

La zona rossa, quella in cui si trova il Piemonte, è la zona che raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le più elevate a livello nazionale. A fine gennaio 2025, il rischio d’infortunio mortale in regione (2,8 morti per milione di occupati) risulta superiore a quello medio nazionale (2,0).

Per quanto riguarda le incidenze, in regione si scopre che AstiCuneo e Torino si trovano in zona rossa con indici rispettivamente pari a 11,13,8 e a 3,3. Mentre Alessandria, Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli sono in zona bianca, con un’incidenza di mortalità pari a “zero”.

Sia in termini assoluti, sia per infortuni mortali in occasione di lavoro, Torino detiene il primato negativo con 3 vittime, seguono Asti e Cuneo con 1 vittima.

Le Attività Manifatturiere, nel 2025, sono in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (252).

L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale.

  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale.

  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.

  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale.

Rifiuti, in Piemonte aumenta la raccolta differenziata

In Piemonte aumenta la raccolta differenziata ediminuisce la produzione di rifiuti indifferenziati: anche per il 2023 si consolida dunque l’andamento positivo.

In particolare, il raggiungimento del 67,9% di raccolta differenziata supera l’obiettivo del 65% previsto dalla normativa nazionale e dal Piano regionale dei rifiuti e si avvicina alla quota del 70% prevista per la fine del 2025.

La differenziata risulta in crescita rispetto al 2022 di quasi un punto percentuale: ogni cittadino piemontese nel corso del 2023 ha separato 10 kg di rifiuti in più rispetto all’anno prima, lasciando nell’indifferenziato 162 kg contro 163. Così, del 2.140.900 tonnellate di rifiuti prodotte quelle raccolte maniera differenziata sono state 1.454.049. L’indicatore più significativo per verificare l’efficacia della raccolta differenziata e delle attività di riduzione della produzione di rifiuti è il quantitativo pro capite di rifiuto indifferenziato prodotto, il cui valore di riferimento per il 2023 era 159 kg pro capite: l’obiettivo è stato raggiunto in tutte le province tranne Alessandria (165 kg/anno per abitante, in miglioramento rispetto al 2022) e Torino (181 kg/anno per abitante con un obiettivo di 190).

«I dati ufficiali del 2023 dimostrano che il lavoro che stiamo portando avanti, in termini di piani e di investimenti, sta raccogliendo i frutti con risultati sempre migliori – commenta l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – Passo dopo passo, dopo aver raggiunto quasi ovunque l’obiettivo del 65%, ci avviciniamo a quelli fissati entro la fine del 2025. Il costante aumento della raccolta differenziata indica che stiamo recuperando materiale da riciclare e quindi avere, da una parte un minore impatto sull’ambiente, e dall’altra andare nella direzione dell’economia circolare potenziando sempre più le filiere del recupero. Il Piemonte sta diventando una regione dove si rafforza sempre di più l’economia circolare col potenziamento di tutta la filiera del recupero dei materiali. Questo sarà uno dei punti chiave di sviluppo industriale».

La raccolta in dettaglio

La principali frazioni di rifiuti raccolte separatamente

Le frazioni maggiormente raccolte pro capite nel 2023 sono state la carta e il cartone (298.332 tonnellate, 70,2 kg pro capite), l’organico (267.885 tonnellate, 63 kg pro capite), sfalci e potature (150.242 tonnellate, 35,3 kg pro capite), il vetro (124.621 tonnellate, 29,3 kg pro capite) e il legno (110.155 tonnellate, 25,9 kg pro capite).

A livello di province l’obiettivo del raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, previsto dalla normativa nazionale e dal Piano regionale dei rifiuti, viene superato da tutte le province ad esclusione di Torino, che comunque registra un miglioramento di 2 punti percentuali rispetto al 2022, attestandosi ora al 64% contro il 62%.

A livello di Comuni quelli che nel 2023 hanno superato quota 65% di differenziata sono saliti a 757 (64,1%, erano 714 nel 2022 pari al 60,5%), la maggior parte dei quali, circa l’85%, ha meno di 5mila abitanti. In 182 hanno superato l’82% di raccolta differenziata.

Per quanto riguarda il dato di raccolta differenziata riferito ai Comuni capoluogo al primo posto si è collocata Novara (77,18%), seguita da Biella (76,75%), Verbania (76,71%), Vercelli (70,12%), Cuneo (67,67%), Asti (66,5%), Torino (57,2%) e Alessandria (47,8%).

A livello di Consorzio di area vasta il 65% di raccolta differenziata stato raggiunto o superato da 18 Consorzi su 21. Il podio spetta a Medio Novarese e Chierese, a pari merito con l’84%, seguiti da Albese Braidese (81%). Altri sei Consorzi sono tra l’80 e il 70% e restano al di sotto del 65% Alessandrino, Area Vasta Torino e Canavesano. L’obiettivo di riduzione dei rifiuti indifferenziati a 159 kg/abitante è stato raggiunto da 12 Consorzi su 21: il podio è occupato da Chierese (80 kg/abitante), Medio Novarese (84) e Basso Novarese (104).

Conferenza sull’antisemitismo “censurata” mentre i pro Pal manifestano fuori dal Campus

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La conferenza contro l’antisemitismo che si sarebbe dovuta tenere questo pomeriggio all’Universita’ di Torino, presso il Campus Einaudi,   promossa dalle associazioni ebraiche è saltata  per motivi burocratici (tipo procedure non complete per l’uso della sala, dicono i promotori) mentre i pro Pal manifestano in forze all’esterno contro chi sostiene il “genocidio”. I rappresentanti delle organizzazioni ebraiche censurati fanno notare che sul volantino della loro conferenza saltata  i pro Pal hanno aggiunto alcuni  triangoli rovesciati, “simbolo di Hamas, usato  per segnalare obiettivi militari da colpire”.