La rettrice dice no al concerto, attacco dei collettivi: “atteggiamento vigliacco e autoritario”

L’Università ha disposto la chiusura temporanea di Palazzo Nuovo, sede storica delle facoltà umanistiche, dopo che sui social era stata pubblicizzata una festa a sostegno di Askatasuna, accompagnata da slogan come “Que vive Askatasuna” e dalla presenza di dj e artisti. L’iniziativa, però, non aveva ricevuto alcuna autorizzazione ufficiale e non offriva garanzie adeguate sul piano della sicurezza. La rettrice ha chiarito che, se l’evento fosse stato organizzato ugualmente, l’ateneo avrebbe informato le autorità competenti.

Il provvedimento ha provocato una dura reazione da parte di collettivi studenteschi e ambienti antagonisti, . Secondo i contestatori, la rettrice avrebbe ceduto alle pressioni delle forze dell’ordine, restringendo così gli spazi di aggregazione e socialità all’interno dell’università.”In piena sessione viene blindato Palazzo Nuovo per impedire lo svolgimento di una festa, come se ne sono fatte tante fino ad oggi, momenti in cui condividiamo una socialità fuori dalle logiche del profitto, organizzata e autogestita dalle studentesse e dagli studenti che ogni giorno vivono l’ateneo.

Riteniamo quello della rettrice un comportamento vigliacco, autoritario e inutilmente allarmista, che succube delle intimidazioni della questura cerca in ogni modo di montare casi mediatici dal nulla ed esercitare la propria influenza su tutte le emanazioni istituzionali della città”. Così in una nota  sui social, il Collettivo universitario autonomo (Cua), realtà studentesca vicina al centro sociale Askatasuna, dopo la decisione della rettrice dell’Università di Torino di chiudere Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, fino a lunedì per motivi di sicurezza

LE REAZIONI POLITICHE
«Preservare la libertà di espressione di un luogo sacro per lo studio come un Ateneo è un dovere di ogni cittadino. È questo quello che ha fatto, ancora una volta, Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell’Università di Torino, ed è anche per questo che esprimo a lei la mia solidarietà, come in passato avevo avuto modo di manifestarle tutto il mio apprezzamento per il prezioso lavoro già svolto in questi mesi», lo dichiara Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue:
«La decisione di chiudere temporaneamente il Polo universitario di Palazzo Nuovo è un atto di responsabilità istituzionale, assunto per garantire la sicurezza degli studenti, del personale e dei beni pubblici, di fronte al rischio concreto di iniziative non autorizzate e a un clima di tensione alimentato da sigle che strizzano l’occhio ad Askatasuna e ad altre realtà eversive.
Siamo di fronte a una galassia antagonista impegnata a pianificare disordini, scontri e attacchi alle Forze dell’Ordine. Chi diffonde manuali di guerriglia urbana, inneggia alla violenza e minaccia le istituzioni si colloca deliberatamente fuori da ogni perimetro di dialogo civile. L’Ateneo è un luogo di sapere, libertà e confronto democratico e non può diventare una zona franca per l’illegalità né un palcoscenico per feste abusive o iniziative che mettono a rischio l’incolumità pubblica. Accusare di autoritarismo chi tutela sicurezza e legalità significa ribaltare la realtà ed è un gioco pericoloso che va fermato», conclude il ministro Zangrillo
«Askatasuna e i satelliti di eversione che le ruotano attorno non hanno nulla a che vedere con il diritto allo studio. Le Università non possono e non devono concedere alcuno spazio, né fisico né politico, a chi sostiene organizzazioni che hanno già annunciato per il prossimo 31 gennaio una giornata di guerriglia, distruzione e attacchi alle Forze dell’Ordine. Alla Rettrice Cristina Prandi va la nostra piena solidarietà e il nostro totale appoggio per la fermezza con cui ha scelto di dire no alla prepotenza e all’intimidazione», dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino che proseguono
«Gli insulti e le minacce rivolti alla Rettrice confermano la pericolosità di certi ambienti. Chi oggi attacca l’Ateneo non difende gli studenti, ma tenta di piegare l’università agli interessi di un universo antagonista che da anni usa Torino come laboratorio di scontro. La chiusura temporanea di Palazzo Nuovo è una scelta obbligata di sicurezza, non censura. È irresponsabile far finta che il problema non esista mentre gli stessi circuiti diffondono online manuali di guerriglia urbana e istruzioni operative per colpire le Forze dell’Ordine.
L’università non è una zona franca né una retrovia logistica per centri sociali e gruppi che pianificano disordini. Il tempo dell’ambiguità è finito: o si sta con lo Stato e con la legalità, o si è complici di chi vuole trasformare Torino in un campo di battaglia», concludono Rosso e Fontana.

Rock Jazz e dintorni a Torino: i Nomadi e Flavio Giurato Quartet

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Alla Bottega Baretti si esibisce Mark Bonifati.

Martedì. Alla Cricca Matteo Castellano canta Jannacci.

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Vegas Jones. Al Vinile suona Felicia Juno Ensemble.

Giovedì. Alla Divina Commedia si esibisce la House Band. Al Blah Blah suonano i Medusa +Malibu Stacey. All’Hiroshima è di scena il quintetto Si’ Boom! Voilà!

Venerdì. Al Magazzino sul PO sono di scena gli Hate Moss. Alla Divina Commedia si esibiscono i Secret Chords. All’Hiroshima suonano i Mefisto Brass. Al Circolo Sud è di scena la Piccola Compagnia “Behemoth”. Al Circolino suona  Giorgio Diaferia Ensemble. Al Vinile si esibisce il Trio Marciano & Silver. Al Blah Blah suonano i No More Extasy + Hexabrot.

Sabato. Al Teatro Colosseo arrivano i Nomadi. Al Folk Club suona il quartetto di Flavio Giurato. Alla Divina Commedia si esibiscono i Bluescreen. Alla Suoneria di Settimo  è di scena la Banda Osiris. Al Circolo Sud si esibisce Ila Rosso. Al Vinile suona Diane Kowa 6 Piaggio Soul Combination.

Domenica. Allo Ziggy sono di scena Nyos + Gordonzola. Al Blah Blah suona Iguana Project + The Bang Tales. Al Vinile si esibiscono Milkway + Funkyfied.

Pier Luigi Fuggetta

Lupi, nuovi attacchi al bestiame

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“Dobbiamo riportare un equilibrio nella fauna selvatica ma anche aumentare e rendere più tempestivi risarcimenti e sostegni per le difese passive”

 

Il governo ha emanato il decreto che dispone definitivamente il declassamento del lupo a specie con protezione semplice. Sono quindi possibili interventi di contenimento rispettando precise quote ripartite tra le regioni. Intanto non si fermano gli attacchi al bestiame da parte di lupi. Negli ultimi due mesi si sono moltiplicate le aggressioni agli animali al pascolo, soprattutto su ovini e caprini. Sono colpite un po’ tutte le zone della provincia di Torino ma i danni sono stati particolarmente pesanti nella Bassa valle di Susa dove un allevatore è stato attaccato più volte e, nonostante le precauzioni, compresi i recinti elettrificati, ha perso oltre 20 pecore e capre. Tutti gli attacchi si sono verificati in zone urbanizzate e per nulla isolate. Attacchi che si sommano a quelli denunciati nei mesi precedenti.

«Regione e Città Metropolitana devono attuare programmi di riequilibrio delle popolazioni di lupo in provincia di Torino – chiede il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma accanto a questa strada i nostri allevatori chiedono risarcimenti congrui e soprattutto tempestivi oltre che maggiore sostegno per le pratiche di difesa passiva del bestiame».

Lupi continuano ad essere avvistati nelle ore notturne accanto all’autostrada della valle di Susa e lungo le statali di fondovalle. Ma gli agricoltori segnalano avvistamenti un po’ ovunque mentre cresce la preoccupazione tra gli abitanti dei territori rurali dove da tempo si segnalano anche uccisioni di cani da parte di lupi che non trovano altre prede. Del resto, le prede naturali del lupo per le quali ha svolto anche un ruolo di regolazione, oggi sono specie in forte contrazione a causa dell’eccessiva presenza di predatori.

«È ormai saltata ogni forma di equilibrio nella fauna selvatica. Mentre i cinghiali si spostano dai boschi per distruggere le coltivazioni i lupi attaccano sempre di più i capi di bestiame degli allevatori. Una situazione che, da tempo, è diventata insostenibile».

Mancano ancora i dati per il 2025 ma nel corso del 2024 sono stati registrati dai Servizi Veterinari sul sistema informativo regionale ARVET n. 534 eventi predatori al bestiame domestico, per un totale di n. 1.894 capi coinvolti (1.092 morti, 81 feriti e 721 dispersi). Nell’anno 2023 è stato registrato dai Servizi Veterinari un totale di n. 1.501 capi coinvolti (1.009 morti, 88 feriti e 404 dispersi).

Anche gli ultimi dati dei censimenti del progetto di monitoraggio Life-Wolfalps registrano una presenza in aumento anche solo rispetto a due anni fa con una stima di 464 esemplari presenti in Piemonte.

«Apprezziamo che molti sindaci del territorio stiano prendendo posizione in difesa degli agricoltori e a favore di una regolazione di quelle specie di fauna selvatica con cui è sempre più difficile la convivenza. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa del sindaco di Roure, che ha segnalato a Regione e Prefettura la situazione difficile che si vive nel territorio della val Chisone dove sono presenti decine di lupi. Nessuno vuole riportare all’estinzione specie di fauna selvatica come il lupo ma ci pare assolutamente legittimo chiedere che la fauna selvatica non scacci l’Uomo dalla montagna. La presenza del lupo deve cessare di essere una delle grandi difficoltà che sempre più scoraggiano gli allevatori a continuare a svolgere un lavoro prezioso che da 5.000 anni è in simbiosi con l’ambiente naturale alpino».

Davide, morto a 19 anni: forse investito da un’auto e abbandonato

La morte di Davide Borgione, 19 anni, resta avvolta da molti interrogativi. Il giovane è stato trovato in gravissime condizioni nella notte a Torino, nella zona di San Salvario, all’incrocio tra corso Marconi e via Nizza. Soccorso da alcuni passanti che hanno chiamato il 118, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale CTO, dove è deceduto poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione.

Accanto al ragazzo è stata trovata una bicicletta elettrica, ma la dinamica dell’accaduto non è ancora chiara. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un investimento da parte di un’automobile, che potrebbe essersi allontanata senza fermarsi a prestare soccorso. Al momento non risultano testimoni diretti e le indagini si concentrano sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Davide era conosciuto per la sua passione per il calcio e per la musica e aveva trascorso la serata con amici prima di rientrare verso casa.

Da domenica 1° febbraio autovelox in corso Grosseto e corso Giulio Cesare

 

Dalla mezzanotte di domenica 1 febbraio saranno attivi i due nuovi autovelox fissi di corso Grosseto, in corrispondenza del civico 169, nel tratto tra via Casteldelfino e via Leonardo Fea e di corso Giulio Cesare, all’altezza del civico 283, tra via Oxilia e via Scotellaro.

I nuovi impianti per il controllo elettronico della velocità, che sono stati regolarmente approvati dal Ministero delle infrastrutture e Trasporti, rileveranno automaticamente da remoto, con fotogrammi, le infrazioni per il superamento del limite di velocità di 50 chilometri all’ora.

“Serviranno a garantire la sicurezza stradale su due direttrici di grande scorrimento – spiega l’assessore alla Polizia locale e alla Sicurezza, Marco Porcedda – Solo con la garanzia del rispetto delle regole da parte di tutti automobilisti, ciclisti e pedoni possono viaggiare sicuri. Sino ad ora l’installazione di dispositivi fissi ha portato ad una riduzione significativa di incidenti, soprattutto mortali”.

La fornitura e la realizzazione dei nuovi impianti omologati per il controllo elettronico della velocità, è stata affidata a 5T s.r.l., società in house della Città di Torino, per un totale di 600mila euro.

I due autovelox, che saranno indicati dalla apposita segnaletica prescritta dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, riveleranno e terranno traccia dei veicoli che oltrepassano il limite di velocità consentito e invieranno al centro di controllo di 5T i dati e le immagini dei transiti per le operazioni di accertamento e verbalizzazione da parte della Polizia Locale. Non sarà tenuta traccia di dati sensibili e immagini relative a veicoli non in presunta violazione.

TorinoClick

Il giro d’Italia in 80 dolci approda a Torino

Il sipario più dolce d’Italia si alza su Torino. Dalle grandi platee nazionali approda in città  “Il giro d’Italia in 80 dolci”, monologo teatrale totalmente incentrato sulla cultura italiana della pasticceria, fatta di artigianalità ed eccellenza delle materie prime e l’importanza della formazione.
Mercoledì 28 gennaio, alle 10.30, alla piazza dei Mestieri, verrà portato in scena il monologo unico nel suo genere, ideato e interpretato da Tiziana Di Masi, alias La Signora in Dolce, investigatrice pasticciera, scrittrice, storyteller e, soprattutto, esponente di primo piano nel panorama italiano del teatro civile, nominata da Forbes come una delle cento donne di successo in Italia nel 2024.
Con il giro in Italia in 80 dolci la pasticceria si apre ad un pubblico diverso da quello televisivo o dei social, per dare vita a uno spettacolo  e a un vero e proprio teatro umano del gusto.

La pièce andrà in scena in un luogo simbolo della città, dove l’arte del fare diventa inclusione e futuro per i giovani, e un luogo in cui la cultura si fa mezzo per diffondere la bellezza verso i giovani stessi grazie alle proposte fatte all’interno di un annuale cartellone eventi , in cui è inserito anche questo spettacolo. L’unicità di questo progetto inedito di teatro gastronomico è rappresentata dalla formula che prevede il “Gran finale” affidato  a un maestro o maestra dell’arte pasticciera. In ogni replica sarà un big del settore a chiudere lo spettacolo, raccontando dal palco il legame tra la sua pasticceria e il territorio dove va in scena la rappresentazione. A fine show si farà degustare agli spettatori il dolce iconico da lui scelto.
Gli special guest sul palco torinese saranno proprio due studenti della piazza dei Mestieri, due futuri pasticceri, a testimonianza di come la formazione in pasticceria possa aprire nuove strade e trasformare il talento in opportunità.

I grandi dolci della tradizione italiana amati in tutto il mondo non avranno più segreti per il pubblico e si sveleranno attraverso una narrazione originale ed adatta a qualsiasi tipo di audience, in un monologo teatrale multimediale e interattivo per compiere insieme un viaggio appassionante mai compiuto prima nei dolci.

Piazza dei Mestieri

Via Durandi 13, Torino

Ingresso gratuito

Prenotazione obbligatoria tramite eventi@piazzadeimestieri.it

Mara Martellotta

Al via i festeggiamenti per l’Abbazia di Novalesa

Voglia di Medioevo, anzi di Alto Medioevo. Salone pieno zeppo di gente all’Archivio di Stato di Torino ad ascoltare i monaci benedettini della Novalesa e alcuni storici medievisti nel convegno che ha aperto le celebrazioni per i 1300 anni dalla fondazione della celebre Abbazia, fondata nel 726 tra i monti della Val Cenischia. E dire che non c’era Alessandro Barbero, illustre storico dell’ “età di mezzo”, trascinatore di folle immense, a parlare di Medioevo. Eppure, ad ascoltare i benedettini della Novalesa c’era tanta gente e molti sono rimasti fuori, nella gelida piazzetta Mollino, per motivi di sicurezza. Chi l’avrebbe mai detto, eppure è così, anche vicende di 13 secoli fa affascinano il pubblico.

Riscossa del Medioevo? Certamente un desiderio di riscoprire un’epoca appassionante e un forte interesse culturale per una fase storica ampiamente rivalutata dalla storiografia moderna. Proprio nel Medioevo sorsero le prime università, cattedrali e abbazie, invenzioni e scoperte di varie tipo, fermenti artistici e culturali. Altroché decadenza e secoli bui! L’esatto contrario. Le celebrazioni per la fondazione della Novalesa si apriranno di fatto il 30 gennaio in Abbazia con i Vespri presieduti dal cardinale Repole e continueranno fino a ottobre con un ricco calendario di eventi, tra cui concerti d’organo e musica sacra, pellegrinaggi nei dintorni del monastero con l’urna di Sant’Eldrado (abate della Novalesa nel IX secolo), conferenze, meditazioni e il 28 giugno la posa della stele commemorativa della fondazione dell’Abbazia.  Filippo Re

San Valentino e il Carnevale al castello di Miradolo

Sarà un’apertura straordinaria quella del castello di Miradolo  in occasione di San Valentino e dell’approssimarsi del Carnevale.
Il castello aprirà  le sue porte sabato 14 e domenica 15 febbraio con un  programma speciale ideato per celebrare l’amore per la bellezza, la natura e il tempo condiviso.

Sabato 14 febbraio al castello sarà una giornata pensata per le coppie e per chi ama regalarsi un’esperienza lenta e coinvolgente da vivere insieme. Al mattino avrà luogo un visita tematica dedicata al parco, alle piante e ai fiori che da sempre raccontano storie di amore, passione e affetto, tra curiosità botaniche, simbolismi e leggende tramandate nel tempo.

A seguire la dolcezza diventerà protagonista con una masterclass di pasticceria guidata dal pastry chef dell’Antica Pasticceria Castino, Davide Muro, un’occasione per “mettere le mani in pasta”, scoprire segreti di pasticceria e vivere un’esperienza autentica e conviviale. Insieme verrà realizzata una Cream Tart a tema romantico, seguendo tutte le fasi della preparazione, dalla frolla alla crema, dal montaggio alla decorazione finale. Guidati dal pastry chef sarà possibile scegliere forme, colori e dettagli ispirati all’amore, collaborando in ogni passaggio.Al termine dell’esperienza ogni coppia porterà a casa il proprio dolce, perfetto da condividere e assaporare insieme. Il costo è di 50 euro a partecipante.

Domenica 15 febbraio sarà dedicata, invece, alle famiglie, con un’attività di Carnevale all’aria aperta, un percorso nel parco che accompagnerà grandi e piccini alla raccolta di elementi naturali, che diventeranno parte di una maschera unica , costruita insieme, ispirata alla natura e alla fantasia. Il costo è di 7 euro a partecipante.
Si tratterà di un  weekend da vivere con lentezza, da gustare e ricordare in coppia e in famiglia.

Castello di Miradolo via Cordonata 2, San Secondo di Pinerolo. Tel 0121376545.

Mara Martellotta

A Chieri “caccia” alle auto abbandonate

L’assessore Biagio Fabrizio CARILLO: “La Polizia Locale è intervenuta su 54 autovetture”

 

Nelle ultime settimane 54 autovetture abbandonate sono state oggetto di intervento da parte del Comando della Polizia Locale di Chieri. Lo annuncia l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio Carillo.  «Quando viene individuata o segnalata un’auto che si ritiene essere stata abbandonata, gli operatori della Polizia Locale procedono ai necessari accertamenti sui dati del proprietario, la copertura assicurativa, gli eventuali fermi amministrativi e si verifica se sul mezzo sia pendente una denuncia di furto. Delle 54 autovetture oggetto di intervento, 22 sono state rimosse dai proprietari dopo essere stati contattati dagli uffici comunali, 4 sono state rimosse dalla ditta incaricata, con la quale l’Amministrazione comunale ha un’apposita convenzione, e conferite nei centri di raccolta, mentre altre 10 saranno rimosse a breve; infine, su 18 veicoli sono in corso accertamenti. Gli interventi sono stati effettuati in aree centrali, in zona Maddalene e in località Pessione. Ringrazio il Comandante Marcello Portogallo e i suoi agenti per questo capillare e prezioso lavoro svolto a tutela del decoro della nostra città. Le auto abbandonate sono sostanzialmente dei “rifiuti urbani”, rimuoverle non è solo un’operazione estetica ma ha a che fare con la qualità degli spazi urbani, elimina possibili fonti di pericolo e restituisce ai cittadini stalli indebitamente occupati, in alcuni casi anche stalli blu».

Nei confronti dei proprietari sono state applicate le sanzioni previste (una sanzione amministrativa pecuniaria di oltre 1000 euro), oltre al rimborso delle spese di rimozione, così come previsto dal DM 460/99.

I cittadini che possono segnalare veicoli a motore in condizioni da far presumere lo stato di abbandono direttamente alla Polizia Locale o all’amministrazione comunale attraverso i canali istituzionali (scrivendo a protocollo@comune.chieri.to.it) e l’app Municipium.

Torino e Polonia: asse strategico tra turismo e territorio

 

Si è svolto  presso la Sala Congregazioni di Palazzo Civico, un incontro istituzionale tra la Città di Torino e i massimi rappresentanti della Repubblica di Polonia in Italia. La vicesindaca Michela Favaro ha ricevuto una delegazione guidata da Ryszard Schnepf, ambasciatore della Repubblica di Polonia, per un confronto che ha toccato temi cruciali: dall’internazionalizzazione delle imprese alla gestione del territorio, fino al turismo montano.

Uno dei punti centrali del colloquio è stata la gestione delle risorse idriche e dei parchi urbani. La vicesindaca Favaro ha illustrato i progetti legati ai fondi PNRR, con particolare riferimento al Parco del Valentino. L’obiettivo della Città è il ripristino delle sponde e il rilancio della navigazione lungo il fiume Po. Su questo fronte, Torino e Varsavia hanno già avviato uno scambio proficuo, consolidato dalla recente accoglienza di una delegazione polacca per studiare modelli comuni di sviluppo per le “città dei fiumi”.

Il dialogo ha poi affrontato il settore economico. La vicesindaca ha ricordato l’importanza delle numerose imprese italiane che hanno scelto di investire in Polonia, sottolineando come l’internazionalizzazione sia un pilastro per lo sviluppo locale. In quest’ottica, è stato dato risalto alla cooperazione scolastica, in particolare agli scambi tra scuole alberghiere, e al settore automotive, comparto su cui si stanno intensificando gli scambi tra Torino e Breslavia. Su quest’ultimo punto, Michela Favaro ha ribadito la necessità di investire con forza sulla formazione, elemento chiave per affrontare le transizioni del mercato globale.

L’Ambasciatore Schnepf ha espresso profonda gratitudine per il sostegno che Torino riserva alla comunità polacca residente. “Siamo molto soddisfatti degli eventi culturali realizzati in collaborazione con la Città”, ha dichiarato, evidenziando il forte legame sociale esistente.

Un ulteriore ponte tra le due realtà è rappresentato dalle valli sciistiche piemontesi. I turisti polacchi, infatti, scelgono sempre più spesso le montagne del torinese per le loro vacanze invernali, confermando un trend di crescita che la Città e il Consolato intendono continuare a promuovere.

All’incontro hanno preso parte, oltre alla vicesindaca Michela Favaro e all’ambasciatore Ryszard SchnepfAnna Kurdziel, Consigliere d’Ambasciata, e Ulrico Leiss de Leimburg, Console Onorario della Repubblica di Polonia a Torino, Alessandro Saglio, vicepresidente di Confindustria Polonia e Paolo Zaccone, Rappresentante della comunità polacca in Piemonte.

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