Il Museo di Scienze naturali si rinnova

La Regione Piemonte investe sulle migliorie del museo di proprietà regionale di Scienze Naturali di Torino con un intervento appaltato a dicembre del 2025 dell’importo di 4 milioni di euro. Il cantiere è finalizzato alla riqualificazione delle aree di accoglienza, al potenziamento dei servizi al pubblico e al recupero dei cortili storici, nel pieno rispetto del valore monumentale dell’edificio. I lavori, finanziati nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, rappresentano un passaggio fondamentale per uno dei beni faro del patrimonio regionale migliorandone l’accessibilità, la funzionalità e la qualità complessiva dell’esperienza di visita.

«Questo intervento – dichiara l’Assessore al Patrimonio e ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale – è un esempio concreto di come le risorse FSC possano essere utilizzate per valorizzare il patrimonio pubblico. Investire sul Museo di Scienze Naturali significa investire su un bene identitario della Regione, rendendolo più efficiente, sicuro e accogliente, senza tradirne la storia e il valore architettonico». L’Assessore Vignale ha effettuato, a tal proposito, un sopralluogo nella giornata odierna accompagnato dal Direttore Ingegnere Marco Fino.

Il progetto prevede la riorganizzazione dell’atrio e delle gallerie storiche, la realizzazione di nuovi spazi per l’accoglienza, il bookshop e la caffetteria, il potenziamento delle aule didattiche, il completo adeguamento dei servizi igienici e il superamento delle barriere architettoniche. Particolare attenzione è riservata alla riqualificazione dei cortili interni, che torneranno a essere spazi armonici con il complesso e la storia della struttura grazie alla rimozione di manufatti antiestetici e fuori dal contesto di pregio.

«Il Museo Regionale di Scienze Naturali – afferma l’assessora alla Cultura Marina Chiarelli – è un presidio culturale fondamentale per Torino e per tutto il Piemonte. Questi lavori non sono solo un intervento edilizio, ma un vero progetto di potenziamento culturale: migliorano l’esperienza dei visitatori, rafforzano l’offerta educativa e didattica e restituiscono dignità e centralità a spazi storici di straordinario valore. È un passo decisivo per rendere il museo sempre più aperto, accessibile e attrattivo per cittadini, scuole e turisti. Rappresentano solo uno degli interventi che riguardano il grande investimento che la Regione sta promuovendo su questo polo e sulla rete dei musei regionali».

«Come Museo Regionale di Scienze Naturali siamo grati ed estremamente felici che l’Amministrazione continui fattivamente a crede nel progetto ed a prodigarsi per darci l’opportunità di proseguire con la riapertura degli spazi espositivi. Quest’ultimo finanziamento ci permetterà di completare tutto il piano terra, di ripristinare l’ingresso da via Giolitti e di permettere ai cittadini di fruire di nuovi spazi al Museo, non solo espositivi. Grazie a questi lavori infatti sarà ripristinato l’accesso al pubblico alla biblioteca ed ai magnifici cortili interni, che vogliamo diventino uno spazio pubblico da vivere liberamente» conferma il direttore del museo ingegnere Marco Fino.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dei luoghi della cultura regionali, con l’obiettivo di coniugare tutela del patrimonio, innovazione e qualità dei servizi. Al termine dei lavori, il Museo Regionale di Scienze Naturali potrà contare su spazi rinnovati, più funzionali e inclusivi, capaci di sostenere pienamente la sua missione scientifica, educativa e divulgativa.

 

Sapori di famiglia: il polpettone gustoso e casereccio

Polpettone al forno con patate

Una ricetta della tradizione dagli antichi sapori di pranzi in famiglia. Questo è il polpettone, un secondo gustoso ed economico che racchiude un goloso e succulento ripieno.
Un piatto che rende felice tutti.

Ingredienti

600gr. di carne trita di manzo
2 uova
50gr.di grana grattugiato
4 grissini ridotti in polvere
3 fette di prosciutto crudo
100gr. di toma o fontina
Sale, pepe q.b.
5 patate
1 rametto di rosmarino
Sale, olio q.b.

In una ciotola impastare la carne con le uova, il parmigiano, la polvere di grissini, il sale ed il pepe. Stendere l’impasto su un foglio di carta forno, dare una forma rettangolare, sistemare le fette di prosciutto e sopra, il formaggio a tocchetti.
Arrotolare la carne aiutandosi con la carta forno e sigillare bene. Chiudere a caramella e sovrapporre un altro foglio di carta forno sigillando bene. Sistemare il polpettone al centro di una pirofila da forno, aggiungere le patate tagliate a cubetti condite con olio e rosmarino.
Infornare a 180 gradi per 30 minuti. Estrarre il polpettone, togliere la carta e rimettere in teglia per altri 15 minuti.

Servire caldo.

Paperita Patty

 

BardoLesa 2026: la gara più pazza del mondo sotto una fitta nevicata

E’ STATA VINTA DALLA TOUR EIFFEL

Ancora una volta la BardoLesa, celebre gara amatoriale per equipaggi a bordo di pittoresche slitte autocostruite, non ha tradito le aspettative. Una sfida che mette insieme creatività, ingegno e un pizzico di follia nell’affrontare una rocambolesca discesa lungo la zona parterre di arrivo delle piste di Campo Smith, nel comprensorio Bardonecchia Ski, organizzata dalla Pro Loco di Bardonecchia e Comune di Bardonecchia in collaborazione con ASD Colomion.

Sabato 24 gennaio, sotto una fitta nevicata, una folla in delirio ed un tifo da stadio hanno accompagnato le performance di tutti gli equipaggi iscritti: dalle realizzazioni più semplici a quelle più elaborate e curate nei minimi dettagli. Tra le creazioni più appariscenti ed originali è stata senza dubbio una copia fedele in scala della Tour Eiffel, giunta incredibilmente al traguardo superando curve, salti e ostacoli disseminati lungo il percorso reso ancor più insidioso da una fitta nevicata. La giuria non ha avuto dubbi premiando il monumento simbolo di Parigi quale miglior creazione della nona edizione della BardoLesa.

“La BardoLesa è l’evento più atteso e divertente dell’inverno – ha dichiarato Vittorio Montabone, Vice Sindaco di Bardonecchia e ideatore dell’evento – un momento di intrattenimento dedicato a tutti coloro in soggiorno nella nostra stazione turistica. Una sfida nata per gioco, organizzata dalla Pro Loco Bardonecchia, che di anno in anno è cresciuta sempre più divenendo un evento capace di richiamare migliaia di spettatori. Grazie a condizioni di innevamento ottimali, la stagione turistica a Bardonecchia prosegue alla grande. Lo sguardo è già rivolto ai mesi di febbraio e marzo con l’arrivo di diversi gruppi di tour operator, nazionali ed internazionali, e di tutti coloro che sceglieranno di trascorrere il periodo compreso tra le settimane bianche in programma dal Carnevale sino alla vigilia di Pasqua sulle nostre splendide montagne più che mai innevate”.

“Il Suono delle nostre radici”, cinquanta anni del metodo Suzuki

Una grande festa corale partirà da Torino e attraverserà tutto il Paese per un anno intero. Nel 2026 oltre quaranta concerti ed eventi in tutta Italia celebreranno il metodo che ha rivoluzionato la didattica musicale, mettendo al centro tanto la crescita dell’individuo quanto quella dell’artista.
Torino celebra un traguardo storico per la musica e l’educazione. Il 2026 segna, infatti, il cinquantesimo anniversario del metodo Suzuki che, grazie ai musicisti Lee Robert e Antonio Mosca, pionieri di un sogno educativo e musicale, da Torino si è diffuso in tutto il Paese.
Nel1976 nasceva la prima scuola Suzuki in Italia e prendeva forma l’orchestra Suzuki, oggi considerata la più giovane orchestra da camera d’Europa. Si tratta di un’esperienza che ha dimostrato, in modo concreto, cosa accade quando si dà fiducia  ai bambini e si investe nella loro educazione musicale sin dalla prima infanzia.

Lunedì 9 febbraio prossimo il teatro Alfieri ospiterà il concerto “Il Suono delle nostre Radici”, che inaugura  ufficialmente l’anno Suzuki, dando il via a dodici mesi di celebrazioni diffuse su tutto il territorio nazionale.
Per la prima volta,  si incontreranno sul palcoscenico tre generazioni di musicisti  formatisi all’Accademia Suzuki,  l’Orchestra Humoresque, formata da bambini dai 6 ai 10 anni, l’Orchestra Suzuki ( ragazzi dagli 8 ai 16 anni ) e l’Orchestra degli ex Allievi, composta da musicisti dai 20 ai 65 anni.
Il concerto racchiude in sé  l’essenza di questo anniversario, tre orchestre, tre generazioni, un’unica comunità sul palco, per raccontare cinquanta anni di storia con uno sguardo aperto verso il futuro.
Il metodo Suzuki si basa su un principio rivoluzionario,  che la musica possa essere appresa come una lingua madre, attraverso l’ascolto, l’imitazione e la condivisione fin dai primi anni di vita. “Il talento non è un dono raro, ma il frutto dell’amore e della perseveranza” diceva Shinichi Suzuki, fondamento ancora oggi di una pedagogia che ha dato vita ad oltre sessanta scuole in Italia e coinvolto più di 1000 ex allievi, tra musicisti professionisti, docenti, direttori d’orchestra e cittadini consapevoli.

“Cinquanta anni di metodo Suzuki hanno creato una comunità viva fatta di musicisti, insegnanti, genitori e famiglie – ha sottolineato Liviana Pittau, vice presidente  e direttrice dell’Accademia torinese. Per valorizzare tutto ciò che questa storia ha generato è nato l’Anno Suzuki, una grande festa che celebra il Metodo per un intero anno. Torino, città che per prima ha creduto in questo progetto, continua a essere il cuore di questa storia straordinaria”.
L’Anno Suzuki è promosso e coordinato dall’Accademia Suzuki in collaborazione con l’Istituto Italiano Suzuki con il contributo della Fondazione CRT e sotto il patrocinio della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Città di Torino.
Le celebrazioni del cinquantesimo anniversario si svilupperanno attraverso un calendario diffuso di eventi che coinvolgerà  le più prestigiose istituzioni musicali e culturali torinesi e nazionali. Un programma di oltre quaranta appuntamenti tra concerti, iniziative formative e progetti musicali territoriali, fino all’evento di chiusura del 21 dicembre 2026 all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto.

“I cinquanta anni di storia del metodo Suzuki – ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia – raccontano un impegno costante nell’accompagnare generazioni di giovani lungo il loro percorso di crescita artistico. Molti di questi musicisti, oggi attivi in molteplici orchestre di Torino e non solo, si esibiranno al fianco degli attuali allievi dell’Accademia in un fitto programma di concerti che celebrerà il metodo Suzuki, segno tangibile  di una comunità che si riconosce e di un legame che rimane vivo nel tempo. Come Città di Torino abbiamo accompagnato  questo percorso, convinti del valore di un progetto che investe nelle nuove generazioni e nella loro formazione,  rendendo la cultura un’esperienza accessibile e continua”.

Il primo grande momento simbolico del 2026  sarà  il 9 febbraio, al teatro Alfieri, con il concerto inaugurale “Il Suono delle nostre Radici “, un dialogo musicale tra le orchestre di età diverse, che offrirà al pubblico un viaggio emozionante attraverso cinquanta anni di educazione musicale secondo il metodo Suzuki.
Sotto la direzione di Antonio Mosca e Marco Mosca, il programma, presentato da Filippo Cavallo e Clara Piccoli ex allievi e violoncellisti, spaziare dai brani della tradizione didattica di Shinichi Suzuki e della musica popolare fino alle grandi pagine orchestrali di Mozart, Vivaldi,  Brahms, Popper, Migliavacca, Fiocco e Rossini.

A febbraio due saranno gli appuntamenti,  il 13 alle 18 l’Anno Suzuki si aprirà al territorio con “Sinfonie in maschera” al teatro Giacosa di Ivrea e coinvolgerà le scuole Suzuki del Canavese e di Aosta. Il 16 febbraio al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino gli ex allievi Suzuki Francesco e Stefano Cerrato suoneranno con l’Ensemble Armoniosa, all’interno della stagione dell’Unione Musicale.

Lunedì 9 febbraio 2026 ore 20.30 al teatro Alfieri di Torino

Biglietti per bambini 10 euro, Adulti 15 euro.

Prenotazioni 3804614154 info@suzukicenter.it

Mara Martellotta

La Polizia postale di Torino smantella rete di pedopornografia: coinvolto 17enne

La rete di  pedofili coinvolgeva un sacerdote di Brescia e un medico di Chivasso, nel Torinese. Ma il fulcro dell’organizzazione era un ragazzo minorenne di Como, 17 anni, che gestiva il gruppo Telegram attraverso il quale le immagini pedopornografiche venivano diffuse in tutta Italia. I membri del gruppo non si limitavano a scambiarsi il materiale, ma lo producevano direttamente, e abusavano delle vittime coinvolte. Al termine di due anni di indagini sotto copertura, la polizia postale di Torino ha denunciato il diciassettenne e arrestato tre uomini: un 52enne di Cuneo e un 40enne di Genova, accusati di detenzione di materiale ottenuto tramite sfruttamento sessuale di minori, e un 27enne residente a Pordenone, che deve rispondere anche del reato di produzione di materiale pedopornografico. L’operazione è il risultato di una lunga attività investigativa condotta dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta.

Fondazione Amendola, Giulio Napolitano presenta “Il mondo sulle spalle”

Giovedì 5 febbraio, alle ore 18, la Fondazione Giorgio Amendola di Torino, ospiterà in collaborazione con Legacoop Piemonte e Generazioni Legacoop la presentazione del libro “Il mondo sulle spalle”, una storia familiare e politica di cui l’autore è Giulio Napolitano, giurista e Professore Ordinario di Diritto Amministrativo all’Università degli Studi Roma Tre, nonché figlio di Giorgio Napolitano. Il volume unisce dimensione privata e storia pubblica, tracciando un ritratto inedito dello statista e dell’uomo. Attraverso uno sguardo intimo e partecipe, il racconto ripercorre i principali snodi della storia italiana dell’ultimo mezzo secolo, offrendo una prospettiva rigorosa su un lungo percorso politico e umano. All’incontro porterà i saluti istituzionali Alessandro Regge, coordinatore di Generazioni Piemonte, il coordinamento under 40 di Legacoop Piemonte. Con l’autore dialogherà Sofia Ferrari, direttrice della biblioteca della Fondazione Giorgio Amendola. La moderazione è affidata a Giancarlo Quagliotti, storico dirigente del Partito Comunista.

“La presentazione si inserisce nel programma culturale della Fondazione Amendola, da sempre impegnata nella promozione della memoria storica, del pensiero politico e del confronto pubblico sul grande tema della democrazia italiana – dichiara Domenico Cerabona, direttore della Fondazione Giorgio Amendola – in questo caso specifico, al centro della presentazione la storia umana e politica in grado di narrare non solo una vicenda individuale, ma diversi decenni del nostro Paese, dai comizi alle feste dell’Unità, dalle manifestazioni alla vita di partito. Al Presidente Napolitano ci lega una profonda sintonia culturale e politica, essendo stato uno dei più celebri allievi della scuola comunista napoletana di Giorgio Amendola nel secondo dopoguerra e, di fatto, colui che ha raccolto il testimone del riformismo e dell’europeismo del PCI”.

“Siamo molto contenti di questa iniziativa, che abbiamo voluto rivolgere alle giovani generazioni di cooperatori e cooperatrici – spiega Dimitri Buzzio, Presidente di Legacoop Piemonte – la presentazione del libro di Giulio Napolitano rappresenta un’occasione per approfondire la storia del nostro Paese e della nostra Repubblica, ripercorrendo l’impegno politico di Giorgio Napolitano, il cui ruolo di Presidente è coinciso con anni attraversati da tensioni profonde e significativi cambiamenti. L’appuntamento è anche l’occasione per ricordare, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, la figura di Clio Bittoni, madre dell’autore, già dirigente dell’Ufficio Legislativo di Legacoop Nazionale, contribuendo ad alcuni dei successi più importanti del movimento cooperativo”.

Giovedì 5 febbraio, ore 18, Fondazione Amendola -via Tollegno 52, Torino. Appuntamento a ingresso libero.

Mara Martellotta

Volley Serie A: 12.853 spettatori per la Finale di Coppa Italia Frecciarossa 

Era nell’aria, ma i dati finali hanno superato le migliori previsioni: la Finale della Coppa Italia Frecciarossa è ufficialmente sold-out. Sono 12.853 gli spettatori che accorreranno per assistere alla Finale dell’Inalpi Arena, la squadra Campione del Mondo di Scandicci contro la squadra Campione d’Europa e d’Italia di Conegliano in programma oggi, domenica 25 gennaio alle ore 15 in diretta Rai 2. Un nuovo record storico per la pallavolo italiana, in un weekend che ha già raggiunto obiettivi incredibili e unici, con più di 25mila persone che in questa due giorni hanno animato e animeranno le sfide delle eccellenze della Serie A.

Questo il commento del Presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, Mauro Fabris: “Quello a cui abbiamo assistito all’Inalpi Arena non è solo un evento sportivo, è un punto di svolta per l’intero movimento. Portare oltre 25.000 persone in due giorni in una delle eccellenze impiantistiche italiane è un risultato senza precedenti che premia la nostra volontà di osare, responsabilmente, una prova che la nostra Serie A può e deve crescere ancora. Il dato di oggi, con 12.853 spettatori, segna il record storico assoluto per la Lega Volley Femminile: un passaggio, non definitivo, che conferma la bontà delle scelte della Lega nel puntare su palcoscenici iconici, sfidanti, che però ci ha premiato con le splendide immagini di questo fine settimana”.

“Conoscere la Storia e capire per chi amministra fa la differenza”

“E ci guadagna la gente” 

Egregio Direttore,
Alcuni giorni fa si è tenuto un incontro tra Sindaci del rivolese e della Bassa Valle in cui si è messa in alternativa il prolungamento della Metro a Rivoli con la TAV, una delle dieci reti europee di trasporto su rotaia , lunga tremila chilometri che collega tra loro Paesi che valgono 1/5 del PIL europeo e che metterà in rete almeno altri tre corridoi ferroviari che collegano i porti del Mediterraneo con i porti del Nord Europa con l’obiettivo di caricare il più possibile su rotaia i container e la merce che arriva via mare e portarli a destinazione senza inquinare . Personalmente ritengo che chi si candida ad amministrare la cosa pubblica dovrebbe dare un esame sulla Storia d’italia, sul Risorgimento e sulle scelte strategiche che il Paese ha fatto negli ultimi duecento anni. Le Alpi come ci ha insegnato Cavour sono un impedimento strutturale per i nostri collegamenti con l’Europa. Il primo appunto di Cavour al Re parlava propriodi questo. Se Tu chiedi a Sindaci, Deputati  Senatori, Consiglieri Comunali e Regionali quanti hanno studiato il libro di Rosario Romeo che più di tutti spiega la strategia di governo del più grande Statista europeo dell’800 ,come venne definito Cavour dagli inglesi Ti cadranno le braccia. Cavour fece allargare il porto di Genova per spingere la economia piemontese. Cavour disegnò la rete ferroviaria e spinse la nascita dell’Ansaldo così l’Italia mentre metteva i binari costruiva anche le locomotive che trainavano i carri ferroviari. Nel 1857 il più piccolo degli Stati europei approvò l’opera del Secolo, il traforo del Frejus. Quella era gente che aveva la Vision su dove portare il Paese ma sapeva anche essere molto efficiente nel realizzare le opere perché sapeva bene che noi avevano un PIL che era un quarto di quello inglese ed eravamo poveri e arrivavamo in ritardo alla industrializzazione. La Scuola di governo piemontese e’ stata la migliore Scuola di governo italiana . Solo i Governi De Gasperi degli anni cinquanta che ci dettero il Boom economico possono essere paragonati ai Governi di Cavour e Giolitti. La risposta di Cavour al Re che gli elencava i contrari al Traforo dovrebbe essere controfirmata da chi va al governo oggi : “Maestà noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”. Come sai i trasporti sono responsabili per un terzo dell’inquinamento che causa decine di migliaia di morti ogni anno, in particolare coloro che hanno problemi di respirazione. La costruzione delle nuove reti europee di trasporto su rotaia ridurranno strutturalmente per sempre una delle tre cause di inquinamento. Tutti gli altri mezzi di trasporto inquinano, chi più chi meno. Treno e Metropolitane sono le due modalità di trasporto green più importanti. MAdrid da sola ha più km di rete di metropolitane di tutta l’Italia messa insieme. Come sai da noi il PCI è sempre stato contrario alle autostrade e alle metropolitane. Al Sindaco Peyron che voleva costruire la Metropolitana negli anni 50, il capogruppo del PCI in Consiglio comunale rispose : “Signor Sindaco gli operai preferiscono andare in auto”. Nel 75 il manifesto del PCI era NO ALLE GRANDI OPERE così nel 76 dopo la vittoria di Novelli il Comune rinunciò al finanziamento del Governo . Riuscimmo ad avere la Linea 1 solo perché era una delle condizioni poste del CIO per darci le Olimpiadi del 2006.
TAV e Metro sono però due cose diverse. La TAV porta sviluppo e crescita della economia . Noi siamo il Paese europeo ad averne più bisogno perché abbiamo un Debito Pubblico di 3000 miliardi (nel 2011 quando arrivò Monti eravamo sotto i 2000 miliardi ) che ci costano 90 miliardi di interessi l’anno . Soldi tolti alla Scuola, alla Sanità etc.etc. La TAV come il Terzo Valico e il Brennero sono indispensabili per farci crescere di almeno un punto di PIL in più all’anno come ho scritto nel mio ultimo libro presentato alla Camera dal dott. Gianni Letta.
La maggiore crescita economica genera l’aumento delle somme incassate dallo Stato e che annualmente vengo ripartite alla Sanità , alla Scuola e al Trasporto pubblico locale.
Se qualcuno dei Sindaci avesse mai amministrato una azienda saprebbe che gli investimenti sono prioritari per far crescere il fatturato della azienda col quale fatturato si pagano stipendi del personale, affitti e servizi. Ecco perché sono sempre stato favorevole sia alla TAV che al prolungamento della Metropolitana a Rivoli oltre che alla linea 2 che avrebbe dovuto essere progettata massimo in due anni dopo l inaugurazione del 2006 (primo sabato di febbraio). E qui arriviamo alla seconda questione. Che affronto simpaticamente e scherzosamente. Il Vice presidente della Città Metropolitana Suppo , il giovane Sindaco di Condove, chiudendo la riunione dice “se proprio devono fare la TAV allora ci diano là Metro sino a Rivoli come compensazione. Sono completamente d’accordo solo che io questa proposta “Lasciateci fare la TAV e noi finanzieremo la Metro sino a Rivoli ” la feci da Sottosegretario di Stato ai trasporti nel 2011 in Comune a Rivoli quando firmai insieme all’allora Presidente della Peovincia Saitta la richiesta di finanziamento al Governo per prolungare là Metro sino a Rivoli.
Se i NoTav lo avessero capito allora invece di darmi del ricattatore oggi avremmo la TAV e la Metro a Rivoli. Capire prima fa sempre la differenza , in particolare per quelli che hanno responsabilità amministrative e le cui scelte ricadono su tutti noi.
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Mino GIACHINO 
Responsabile torinese UDC

Prima Giornata della prevenzione veterinaria

25 GENNAIO 2026

In Piemonte ogni anno visitati quasi 40 milioni di animali per garantire la salubrità delle carni

Il 25 gennaio 2026 si celebra per la prima volta la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, un appuntamento istituito con la Legge 1° aprile 2025, n. 49 e pensato per promuovere la cultura della prevenzione veterinaria e rafforzare l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente.

I veterinari

I veterinari svolgono un ruolo chiave in questo sistema, contribuendo a tutelare la salute umana mediante la sorveglianza delle malattie infettive e parassitarie degli animali che in molti casi possono trasmettersi all’uomo, al controllo degli allevamenti per il benessere animale e la sostenibilità ambientale, alla sicurezza degli alimenti di origine animale e alla tutela della biodiversità.

Gli allevamenti e la filiera agroalimentare

Il controllo sanitario degli animali destinati alla produzione di carne, latte e uova è essenziale per garantire prodotti sicuri e di qualità sulle tavole dei consumatori. Attraverso ispezioni, monitoraggi e piani di prevenzione, i servizi veterinari contribuiscono a ridurre l’uso improprio di farmaci, come gli antibiotici, contrastando il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.

La medicina veterinaria

Altrettanto importante risulta il ruolo della medicina veterinaria anche per garantire la salute ed il benessere degli animali da compagnia, sempre più presenti nelle famiglie italiane: visite veterinarie regolari permettono di individuare precocemente patologie spesso silenziose, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita di cani, gatti e altri animali domestici ed esotici presenti nelle nostre case. Inoltre, una corretta informazione dei proprietari favorisce comportamenti responsabili, come l’identificazione tramite microchip, la sterilizzazione e il rispetto delle esigenze etologiche degli animali.

Alcune azioni in Piemonte

Sicurezza Alimentare: controlli rigorosi “dal campo alla tavola”. Ogni passaggio della filiera produttiva è monitorato per garantire che carne, latte e derivati siano privi di rischi per il consumatore.

Gestione della Fauna Selvatica: il Piemonte è in prima linea nella gestione della Peste Suina Africana (PSA), con interventi di sorveglianza e biocontenimento che sono diventati un riferimento per la gestione delle emergenze epidemiologiche.

Anagrafe degli Animali d’Affezione: Una gestione dell’anagrafe canina e felina che riduce l’abbandono e favorisce una convivenza urbana responsabile.

 

Le collaborazioni

La Regione Piemonte mantiene da anni una stretta collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Questa sinergia permette di applicare le più moderne tecniche di analisi genomica per tracciare i virus in tempo reale, anticipando possibili focolai prima che diventino emergenze.

 

Alcuni dati

In Piemonte gli iscritti agli Ordini professionali provinciali dei medici veterinari sono 3 mila: 450 impegnati nelle Asl, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le attività nell’ambito dei dipartimenti di prevenzione, nell’amministrazione regionale e, in qualità di docenti, nel Dipartimento delle scienze veterinarie dell’Università di Torino, mentre 2.550 sono impegnati nella clinica degli animali da compagnia, nelle attività zooiatriche, dove contribuiscono con la veterinaria pubblica ad assicurare la sicurezza delle produzione agro-alimentari, o dipendenti di aziende private (laboratori, mangimifici, industrie alimentari, ecc.).

I veterinari delle Asl piemontesi ogni anno visitano quasi 40 milioni di animali per garantire la salubrità delle carni bovine, suine e avi-cunicole immesse sul mercato, con oltre mille analisi igienico-sanitarie lungo la filiera del latte.

Sulla base dei controlli effettuati, e su richiesta delle imprese, i servizi veterinari delle Asl emettono annualmente oltre 25 mila certificati per permettere l’export di alimenti piemontesi, facilitando l’accesso delle aziende locali ai mercati internazionali e promuovere i prodotti del territorio.

Negli allevamenti di animali da reddito vengono effettuati ogni anno oltre 5 mila controlli per garantire il rispetto del benessere animale, l’identificazione dei capi e il corretto utilizzo del farmaco veterinario, oltre ad essere effettuati quasi 28 mila accessi in stalla per prevenire la diffusione di malattie infettive.