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E’ morto l’imprenditore Alberto Bertone

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Acqua Sant’Anna, la famiglia Bertone, i suoi dipendenti e collaboratori, annunciano «con immenso dolore» la scomparsa di Alberto Bertone. L’imprenditore torinese era presidente e amministratore delegato della società. Fondatore dell’azienda nel 1996, Alberto Bertone, 59 anni, «imprenditore visionario e coraggioso, ha saputo coniugare visione imprenditoriale, capacità d’innovazione e una profonda attenzione per le persone, diventando nel tempo un punto di riferimento non solo per il suo settore, ma per l’intero tessuto economico e sociale del Paese» sottolinea la società.

Vi riproponiamo un’intervista a Bertone pubblicata alcuni anni fa dal “Torinese”.

Chi è Alberto Bertone, presidente e ad di Acqua Sant’Anna

Nitto ATP Finals 2025, buona la prima per Sinner. Esordio con sconfitta per Musetti

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Buona la prima per Jannik Sinner alle Nitto ATP Finals di Torino. L’altoatesimo ha inaugurato nel migliore dei modi la sua avventura all’Inalpi Arena, superando con il punteggio di 7-5 6-1 il canadese Felix Auger-Aliassime, frenato da un problema fisico dopo un primo set molto combattuto.

“Sono molto contento di giocare nuovamente a Torino – ha detto Sinner al termine dell’incontro -. Per me è un torneo e un posto davvero speciale. Oggi mi sono sentito bene: il primo set è stato molto tosto, con un livello di gioco molto alto, sono contento di come sono partito. Quest’anno è davvero bello avere due italiani alle Finals, oltre alla coppia nel doppio con Simone e Andrea: c’è tanta Italia qui in casa, e siamo davvero contenti”.

Il campione in carica ha dunque ripreso da dove aveva lasciato: un anno fa, proprio a Torino, Sinner aveva conquistato il suo primo titolo Master al termine di una cavalcata perfetta con cinque vittorie.

Prima della partita, sul campo dell’Inalpi Arena si sono esibiti i The Kolors, che hanno “scaldato” il pubblico con il Music Break, una delle novità delle Finals 2025.

Esordio amaro invece per Lorenzo Musetti, alla sua prima assoluta nel torneo. L’azzurro ha ceduto contro Taylor Fritz con il punteggio di 6-3, 6-4 in un’ora e 42 minuti di gioco, pagando qualche errore di troppo nei momenti decisivi.

TORINO CLICK

Dramma alle Atp, morti per malore due uomini all’Inalpi Arena

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Dramma doppio alle Atp Finals di tennis in corso a Torino: due uomini sono deceduti dopo essere stati colpiti da un malore in due distinti episodi avvenuti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro. Le vittime avevano 70 e 78 anni.

Il primo uomo si è sentito male davanti al Fan Village di piazza d’Armi, nei pressi dell’Inalpi Arena, mentre il secondo ha accusato il malore sugli spalti durante le partite.

In entrambi i casi, i soccorritori del 118 sono arrivati tempestivamente e hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. I due uomini sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Molinette in codice rosso, ma purtroppo sono deceduti poco dopo il ricovero.

Torino, nuovo episodio di furti negli ospedali: devastati oltre cento armadietti al Sant’Anna

Il Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta denuncia un clima di insicurezza crescente per gli operatori sanitari.

Torino, 10 novembre 2025 – Non solo aggressioni e minacce durante i turni, ma ora anche furti e vandalismi negli spogliatoi del personale sanitario. L’ultimo episodio, avvenuto nel cambio turno tra la notte di domenica e la mattina di lunedì all’ospedale Sant’Anna di Torino, è uno dei più gravi degli ultimi mesi: oltre cento armadietti sono stati devastati nello spogliatoio situato al quinto piano della Clinica Universitaria, in un’area isolata e distante dai reparti.

Il furto è stato scoperto intorno alle 7 del mattino, quando il personale del turno di giorno ha raggiunto gli spogliatoi per prendere servizio e ha trovato le serrature divelte e gli effetti personali spariti.

«È inaccettabile – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta –. Parliamo di professionisti che ogni giorno lavorano per garantire l’assistenza ai cittadini e che si ritrovano derubati persino mentre sono in servizio. È un ulteriore segnale di sfregio verso chi lavora nella sanità pubblica».

Il sindacato sottolinea che non si tratta di un caso isolato: episodi analoghi si sono verificati alle Molinette, al CTO e in diversi ambulatori, spesso anche in pieno giorno. I responsabili, veri e propri delinquenti, si muovono indisturbati all’interno delle strutture ospedaliere, approfittando delle aree meno presidiate e della carenza di sistemi di sorveglianza adeguati.

Secondo il Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, la situazione è ormai insostenibile: «Non solo minacce e aggressioni da parte dei pazienti o dei familiari – prosegue Delli Carri – ma anche furti e atti vandalici che colpiscono chi, dopo un turno estenuante, trova i propri effetti personali rubati o distrutti. Alcuni addetti alle pulizie hanno persino subito minacce dirette da parte di chi si introduce negli ospedali armato di attrezzi per scassinare armadietti. È una questione di sicurezza reale e immediata».

Il sindacato chiede interventi urgenti alle direzioni aziendali e alla Regione Piemonte per potenziare i sistemi di videosorveglianza e garantire la sicurezza del personale, soprattutto nelle aree più isolate come spogliatoi e locali tecnici.

«I professionisti sanitari, infermieri e oss non possono continuare a lavorare in un clima di paura – conclude Delli Carri –. Servono controlli, telecamere e misure concrete, non dichiarazioni di circostanza. Difendere chi cura deve diventare una priorità, non un tema da rimandare all’ennesima emergenza».

Punta la pistola in faccia al professore, denunciato studente di 15 anni

Ha puntato la pistola in faccia al suo professore facendo il gesto di caricarla. L’episodio incredibile è successo all’istituto Peano di corso Venezia, in Borgo Vittoria. Lo studente di 15 anni ha poi “deposto” l’arma e si è  seduto al suo banco. Si trattava di una pistola giocattolo, ma priva dell’apposito tappo rosso per il riconoscimento. Il preside ha chiamato  la polizia che ha poi perquisito il ragazzo e lo ha denunciato per minacce.

Strage di Brandizzo, nasce il «Giardino del Ricordo»

 

Lunedì 10 novembre 2025, allo ore 10, all’interno del Parco Bresso, nei pressi della piazza Vittime di Nassiriya a Brandizzo (Torino), si terrà la cerimonia di inaugurazione del «Giardino del Ricordo», in memoria dei cinque lavoratori edili della Sigifer, travolti e uccisi da un treno il 30 agosto 2023 mentre facevano manutenzione sui binari vicino alla stazione ferroviaria della cittadina torinese per conto dRfi – Rete Ferroviaria Italiana: Giuseppe AversaKevin LaganàSaverio Giuseppe LombardoGiuseppe SorvilloMichael Zanera.

 

Nell’occasione verranno piantumati cinque alberi donati dal sindacato edile Filca Cisl di Torino, nell’ambito delle attività promosse in occasione della Settimana del Lavoro Sicuro, l’iniziativa organizzata dall’associazione Sicurezza e Lavoro insieme al Comune di Brandizzo per commemorare la strage ferroviaria.

 

All’inaugurazione, oltre alla sindaca Monica Durante e a rappresentanti di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Filca Cisl e Sicurezza e Lavoro, parteciperanno familiari delle vittime, il prefetto di Torino, Donato Cafagna, la presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, e il dirigente scolastico Gabriele Bonifacio e 130 studenti e studentesse dell’Istituto comprensivo “Gianni Rodari” di Brandizzo che hanno aderito al progetto “A scuola di Sicurezza”, promosso da Sicurezza e Lavoro e dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con Fillea Cgil.

 

«Brandizzo non può e non vuole dimenticare quanto accaduto il 30 agosto 2023 – dichiara la sindaca del Comune, Monica Durante – e con un gesto simbolico come l’inaugurazione del Giardino del Ricordo, rendiamo omaggio alle cinque vittime e ci stringiamo al dolore dei loro familiari, ma, allo stesso tempo, insieme a Istituzioni, Sicurezza e Lavoro, sindacati e cittadinanza, ribadiamo il nostro impegno per luoghi di lavoro sicuri».

 

«In attesa che venga fatta giustizia nelle aule di tribunale – afferma Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – continuiamo a impegnarci per sostenere le famiglie delle vittime e la comunità, duramente colpita dalla strage del 30 agosto 2023. Senza retorica, ma insieme a Istituzioni, sindacati e cittadinanza, vogliamo fare memoria, per non dimenticare i cinque caduti sul lavoro e gettare un seme di speranza per il futuro, per un lavoro più sicuro e dignitoso per tutti e tutte».

 

«Il ricordo dei cinque lavoratori edili morti a Brandizzo non è solo un atto dovuto di pietà e rispetto, ma deve trasformarsi in un appello alla responsabilità e alla consapevolezza collettiva» – dichiara Vittorio Di Vito, segretario generale Filca Cisl Torino.

 

«Per noi – aggiunge il dirigente sindacale – la sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un diritto inalienabile e un investimento fondamentale nella dignità umana, come ricorda sempre il nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella».

 

Torino virtuosa nella gestione degli impatti climatici urbani

Clima: in Italia la crisi accelera, ma le città arrancano. Solo 4 su 10 hanno un piano di adattamento

La crisi climatica avanza rapidamente in Italia, mentre le città faticano a reagire con la stessa velocità. Negli ultimi undici anni – dal 2015 a settembre 2025 – si sono registrati 811 eventi meteorologici estremi, di cui 97 soltanto nei primi nove mesi del 2025, in 136 comuni con oltre 50mila abitanti, dove vivono 18,6 milioni di persone, pari al 31,5% della popolazione nazionale.
Nonostante l’evidenza dei dati, solo il 39,7% dei comuni coinvolti dispone di un piano o di una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

A tracciare questo quadro è Legambiente, che in vista della COP30 in Brasile e della seconda edizione del “Climate Pride” del 15 novembre a Roma, presenta il nuovo rapporto “CittàClima. Speciale governance per l’adattamento al clima delle aree urbane”, realizzato con il Gruppo Unipol. Il report analizza gli impatti crescenti della crisi climatica nei centri urbani italiani e rilancia proposte per rendere le città più resilienti e sostenibili.

Gli impatti: allagamenti, vento e infrastrutture danneggiate

I fenomeni più ricorrenti sono gli allagamenti da piogge intense (371 casi), seguiti da raffiche di vento e trombe d’aria (167) ed esondazioni fluviali (60). Non mancano i danni alle infrastrutture – 55 episodi, in gran parte legati a precipitazioni eccezionali e temperature record – e 33 eventi di grandine distruttiva.
A soffrire maggiormente sono i centri di medie dimensioni (tra 50mila e 150mila abitanti), che concentrano quasi la metà degli eventi (48%). In testa alla classifica figurano Agrigento (28 casi), Ancona (14), Fiumicino (11), Forlì (11) e Como (11).

Le grandi città non sono immuni: Roma detiene il primato con 93 eventi estremi dal 2015 a oggi, seguita da Milano (40), Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13).
Fra le città metropolitane, Napoli è l’unica a non aver ancora adottato un piano di adattamento climatico, insieme a centri come Bari, Reggio Calabria, Prato, Perugia, Como e Potenza.

Ritardi e responsabilità: il PNACC e la legge sul suolo ancora fermi

Per Legambiente, l’Italia sta pagando il prezzo di gravi ritardi nell’attuazione del PNACC (Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici) e dell’assenza di una legge contro il consumo di suolo.
A quasi due anni dalla sua approvazione, il PNACC resta infatti “un piano solo sulla carta”, con 361 misure previste ma non operative.
Non è stato ancora istituito nemmeno l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, previsto entro marzo 2024 per coordinare regioni ed enti locali.

L’associazione chiede quindi al Governo di stanziarie risorse adeguate per rendere operativo il piano e avviare una legge nazionale che limiti la cementificazione e imponga il divieto di edificazione nelle aree a rischio idrogeologico. Tra le azioni prioritarie: recuperare la permeabilità dei suoli, riaprire i corsi d’acqua tombati e promuovere sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS) al posto di asfalto e cemento.

Governance, innovazione e buone pratiche

Secondo Legambiente, rendere le città più resilienti significa puntare su una governance integrata, sulla partecipazione dei cittadini e sull’innovazione tecnologica, replicando modelli virtuosi italiani ed europei.
L’associazione cita, ad esempio, Bologna, prima grande città italiana ad adottare un piano climatico nel 2015, e Vienna, dove l’adattamento climatico è pienamente integrato nella pianificazione urbana, con azioni contro le ondate di calore e l’effetto “isola di calore”.

La crisi climatica è una priorità nazionale – sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ma in Italia sembra esserci urgenza solo per opere come il Ponte sullo Stretto di Messina. È indispensabile invece investire in interventi che aumentino la resilienza urbana, inserendo nella legge di Bilancio risorse per attuare il PNACC e rilanciare l’impegno del nostro Paese alla COP30 in Brasile.”

Focus: piani di adattamento, Italia a più velocità

L’analisi mostra che la risposta dei comuni italiani procede a velocità molto diverse.
Tra i centri tra 50mila e 150mila abitanti, solo il 32% (35 su 110) ha un piano di adattamento, contro il 70% delle città tra 150mila e 500mila abitanti.
Le grandi città, invece, si distinguono positivamente: 5 su 6 (83%) hanno già approvato un piano o una strategia, tra cui Bologna, Milano, Genova e – dal 2025 – anche Roma.

“L’assenza di piani diffusi – spiega Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – deriva dai ritardi del PNACC e dalla mancanza di risorse e competenze tecniche nei comuni. Servono fondi dedicati e criteri nazionali minimi, come avviene per i PUMS (Piani Urbani di Mobilità Sostenibile), per garantire strumenti di pianificazione efficaci e omogenei su tutto il territorio.”

Torino, un modello virtuoso di adattamento urbano

Nel rapporto 2025, Torino emerge tra le città più attive sul fronte dell’adattamento climatico. Pur avendo subito 13 eventi estremi negli ultimi undici anni – tra allagamenti, siccità, danni da vento ed esondazioni – il capoluogo piemontese ha saputo rispondere con una pianificazione lungimirante.

Il Piano di Resilienza Climatica, approvato nel novembre 2020, mira a ridurre la vulnerabilità urbana attraverso azioni integrate su energia, mobilità, edilizia e verde urbano.
Tra le 40 azioni contro le ondate di calore: nuove alberature con specie resistenti, materiali riflettenti per coperture e pavimentazioni, infrastrutture verdi e fermate del trasporto pubblico riprogettate per mitigare l’effetto “isola di calore”.
Per fronteggiare allagamenti ed esondazioni, il piano prevede rain garden, sistemi di drenaggio sostenibile e aree di raccolta delle acque meteoriche.

Come spiega Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, “Il caso di Torino dimostra che l’adattamento climatico non è solo una necessità, ma anche un’opportunità per ripensare le città in chiave sostenibile e inclusiva. È un punto di partenza verso un futuro urbano più sicuro, vivibile e resiliente.”

Torino, bilancio 2026-2028: più fondi per scuole, verde e manutenzioni

Prosegue il percorso di risanamento finanziario del Comune di Torino. Nonostante un triennio che, secondo il cronoprogramma, vedrà una progressiva riduzione delle contribuzioni del Patto per Torino e un contesto internazionale caratterizzato da instabilità dei prezzi energetici e di beni e servizi, la Città approva una manovra finanziaria per il triennio 2026-2028 in grado di garantire la piena continuità dei servizi ai cittadini. Restano inoltre confermate le agevolazioni Isee a sostegno delle famiglie in difficoltà economica.

Crescono gli investimenti destinati a servizi sociali e all’edilizia abitativa pubblica, al trasporto per le persone con disabilità, ai servizi educativi e all’edilizia scolastica, così come alla cultura, allo sport, al turismo e al commercio. Particolarmente significativo l’aumento delle risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria, del verde e del suolo urbano.

Prosegue e si rafforza anche l’attività di riscossione e di contrasto all’evasione fiscale, che ha già consentito di recuperare 30,3 milioni di euro nel triennio precedente.

È questa, in sintesi, la fotografia del Bilancio di previsione 2026-2027-2028, presentato  dal sindaco Stefano Lo Russo e dall’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli ai principali interlocutori della società civile: organizzazioni sindacali, rappresentanti del mondo economico e industriale, fondazioni, associazioni e realtà del terzo settore.

Il documento sconta ancora la rigidità di un Fondo per i crediti di dubbia esigibilità pari a circa 311 milioni di euro nel triennio, e di un indebitamento e disavanzo che, pur in netto miglioramento, incidono ancora per il 27% sulla spesa corrente.

A sostenere l’equilibrio dei conti contribuiscono le risorse straordinarie del Patto per Torino per il periodo 2022-2042, seppure in misura inferiore rispetto al triennio precedente (-56 milioni). Nel 2026 esse garantiranno 39 milioni di entrate e una riduzione delle spese per interessi sui mutui pari al -10,12% sulla media triennale.

Le parole del sindaco Stefano Lo Russo

“Fin dall’inizio del nostro mandato abbiamo lavorato con determinazione per risanare i conti del Comune e garantire la stabilità finanziaria dell’ente. Grazie al Patto per Torino e a una serie di azioni mirate, siamo riusciti a ridurre in modo significativo l’indebitamento, mantenendo inalterati tariffe e servizi, tutelando chi si trova in difficoltà economica e, allo stesso tempo, rafforzando gli investimenti, sia sulle grandi opere sia sulle manutenzioni, avviando un ciclo che, in questa misura, non veniva condotto da decenni.

In questi anni Torino ha intrapreso una profonda fase di trasformazione, fondata su quattro grandi priorità: sviluppo, per promuovere crescita economica, innovazione e nuove opportunità; coesione, per ridurre le disuguaglianze e rafforzare il senso di comunità; sostenibilità, per rendere la città più verde, efficiente e rispettosa dell’ambiente; e cura, intesa come attenzione alla qualità degli spazi pubblici, alla sicurezza, alla vivibilità e al benessere delle persone.

Questa visione è stata possibile anche grazie alle risorse straordinarie del Pnrr, che ci hanno permesso di essere tra le poche città italiane ad aver avviato tutti i cantieri nei tempi stabiliti, un risultato di cui siamo orgogliosi e che testimonia la forza di una macchina comunale profondamente rinnovata, capace di accompagnare con competenza, dedizione e spirito di servizio questa grande fase di trasformazione che abbiamo fortemente voluto.

Il nostro lavoro continua nella direzione di costruire la città del futuro, attraverso il dialogo e il confronto con i cittadini e con i corpi intermedi, come avviene per il bilancio previsionale e per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale, con l’obiettivo di fare di Torino un modello nazionale di innovazione urbana, sostenibilità e inclusione.”

L’intervento dell’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli

“Lo sforzo, in un generale contesto di instabilità finanziaria per gli enti locali, – spiega l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli – è quello di approvare un bilancio che non incida sulla qualità e sulla continuità dei servizi per i nostri cittadini, cui continueremo a garantire un’offerta e uno standard di livello adeguato. Non vogliamo lasciare indietro nessuno, come testimoniano gli interventi con cui, rispetto alla Tari, abbiamo aumentato la rateizzazione e le agevolazioni sia nella platea dei destinatari che nelle percentuali di sconto.

Tra le misure messe in atto per meglio valorizzare le nostre entrate c’è un ulteriore rafforzamento della capacità di riscossione. Tra queste, il progetto di ‘ottimizzazione gestione entrate tributarie’, che ha ottenuto un finanziamento da 2,5 milioni dalla Compagnia di San Paolo e che auspichiamo ci porti ad accertare, a fine progetto, il 45% in più di recupero evasione rispetto al triennio precedente, per un ammontare complessivo fino a 16,6 milioni. O ancora, ad esempio, l’introduzione, grazie all’applicazione di una normativa nazionale, della possibilità di sospendere la licenza ai grandi morosi, che hanno un debito tributario Imu e Tari superiore a 50 mila euro”.

Investimenti, servizi e manutenzioni

Per garantire l’efficienza della macchina comunale sarà assicurato il turn over e confermati i piani di assunzione: nel 2025 sono previsti 230 nuovi ingressi. Nel periodo 2022-2028, grazie alle assunzioni già effettuate e a quelle programmate, sarà sostituito oltre l’80% del personale andato in quiescenza.

Aumentano gli stanziamenti per il trasporto delle persone con disabilità (+1,05%) e per i servizi sociali e l’edilizia abitativa pubblica (+0,35%), che potranno contare su 16 milioni di euro del Pnrr, oltre al cofinanziamento comunale e del privato sociale. Queste risorse saranno destinate alla riqualificazione di 26 immobili e all’attivazione di servizi per giovani, persone con disabilità, anziani e famiglie fragili.

Incremento anche per i servizi educativi e l’edilizia scolastica (+1,82%), con un ampio piano di interventi che porterà, entro la fine del 2026, alla conclusione dei lavori di riqualificazione e di efficientamento energetico in 100 istituti e alla costruzione di 4 nuovi edifici.

Per cultura, eventi, sport, turismo e commercio lo stanziamento cresce dello 0,15%: i 35 milioni previsti per il 2026 garantiranno il sostegno agli enti culturali, l’ampliamento delle attività nelle periferie, la promozione sportiva per giovani e over 60 e il rafforzamento della promozione turistica e dei grandi eventi.

Molto consistente l’aumento delle risorse per le manutenzioni ordinarie (+34% rispetto alla media del triennio precedente): 9 milioni (+1,67%) saranno destinati alla manutenzione del verde, mentre la spesa per la manutenzione del suolo raggiungerà i 34 milioni nel 2026 (+83,73%), anche grazie al piano straordinario “Torino Cambia, spazi che uniscono” finanziato dalla Fondazione CRT.

Sul fronte degli investimenti straordinari, ammontano a 2,7 miliardi di euro le risorse complessive destinate alla città – tra fondi Pnrr, React, Pon Metro e finanziamenti statali – che contribuiranno a ridisegnarne il volto.

Dopo l’incontro con le rappresentanze economiche e sociali, il documento sarà sottoposto alla Giunta comunale per l’approvazione giovedì 11 novembre. Lunedì 17 novembre inizierà invece l’iter in Consiglio comunale, con il passaggio nelle varie Commissioni, mentre la discussione e il voto finale in Sala Rossa sono previsti per lunedì 15 dicembre.

Aperto il Fan Village delle Atp Finals

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Il Fan Village questa mattina ha aperto le porte al pubblico, con una giornata a ingresso gratuito e il “Meet the Champions”, cerimonia di presentazione degli otto doppi al via di questa edizione delle Nitto ATP Finals.

Alla presenza del Vice Presidente Vicario della Fitp, Gianni Milan, del Chief Tour Office ATP Andre Silva, del Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo e del Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, gli otto team hanno fatto il loro ingresso raggiungendo il palco tra due ali di folla per poi schierarsi al gran completo e offrirsi alle domande del pubblico.

Il boato più grande è stato quello che ha accolto gli italiani Simone Bloelli e Andrea Vavassori, teste di serie n.7 inserite nel girone Peter Fleming con i britannici Julian Cash e Lloyd Glasspool, prime teste di serie, dello spagnolo Marcel Granollers e dell’argentino Horcio Zeballos (3) e dei tedeschi campioni in carica Kevin Krawietz e Tim Puetz (6). Nel girone John Mc Enroe si affronteranno le coppie formate da Harri Heliovaara e Henry Patten (2), Marcelo Arevalo e Mate Pavic (4), Joe Salisbury e Neal Skupski (5), Christian Harrison e Evan King (8).

“Abbiamo disputato una buona stagione, ci sono stati degli alti e bassi ma siamo contenti e carichi per essere di nuovo qui per la seconda volta consecutiva”, ha dichiarato Simone Bolelli. “E’ emozionate – ha sottolineato Andrea Vavassori – Era il nostro obiettivo principale. Per me essere a casa è un qualcosa di ancor più particolare. C’è tantissima gente, domani esordiremo alle 18 e avremo bisogno del vostro tifo, mi raccomando fatevi sentire! E’ un evento pazzesco – ha poi concluso – Ho fatto i complimenti a tutte le persone coinvolte perché ogni anno vediamo dei miglioramenti incredibili, è un piacere e ce la godremo al meglio”.

La coppia azzurra ha conquistato quattro titoli in stagione: tre ATP 500 (Rotterdam, Amburgo e Washington) e un ATP 250 (Adelaide). Inoltre ha raggiunto una finale Slam all’Australian Open. Tornano per il secondo anno consecutivo alle Nitto ATP Finals con l’obiettivo di superare per la prima volta la fase a gironi.

Il Sindaco Stefano Lo Russo ha salutato i giocatori ribandendo la soddisfazione “per il lavoro svolto per la realizzazione di questa quinta edizione delle Nitto ATP Finals”. “Questa dimensione del torneo è la dimensione con cui cerchiamo di coinvolgere tutta la città – ha proseguito il Sindaco – Abbiamo inaugurato Casa Tennis e invito tutti a visitarla perché sono davvero tanti gli eventi che la caratterizzano e che contribuiscono a fare di Torino la città del tennis. Tutto ciò è stato possibile perché abbiamo lavorato insieme con le istituzioni, la Fitp e tutti gli espositori presenti all’interno di questo Fan Village che sarà sempre aperto per tutti coloro che vorranno respirare l’atmosfera di questo torneo. In bocca al lupo a tutti, ma un po’ di più ai nostri tennisti italiani”.

E un in bocca al lupo è stato rivolto ai nostri azzurri anche da parte del Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, che non ha esitato a dichiarare come “ci ricorderemo a lungo di questa edizione” e di come “in Piemonte si sia registrato un +23% di iscritti al tennis, un dato che certifica la grande attenzione nei confronti di questo sport da parte delle famiglie e dei giovani”.

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Jannik Sinner superstar del blue carpet delle Nitto ATP Finals

 

Torino torna capitale mondiale del tennis. I migliori tennisti al mondo hanno sfilato ieri sera sul blue carpet allestito in piazza Castello, prima di raggiungere il Teatro Regio, dove si è tenuto l’incontro con i giornalisti e l’evento “Meet the Champions”, con la partecipazione speciale di Riccardo Cocciante.

Una folla di appassionati ha accolto i campioni con grandissimo entusiasmo, assiepandosi ai lati del tappeto blu per scattare selfie, chiedere autografi e immortalare i propri beniamini. L’ennesima testimonianza del calore del pubblico torinese per questo grande evento sportivo.

L’accoglienza più calorosa è stata, come prevedibile, per il campione in carica Jannik Sinner, attesissimo idolo di casa e candidato a un ruolo da protagonista sul campo dell’Inalpi Arena. Applausi e cori anche per Carlos Alcaraz, lo spagnolo che contenderà all’altoatesino sia il trofeo delle Finals sia il vertice della classifica ATP di fine anno.

Per questa edizione, il gruppo dei partecipanti non è ancora completo: sei i giocatori presenti a Torino, mentre gli ultimi due posti saranno assegnati domani. Tutto dipenderà dalle decisioni di Novak Djokovic, che deve ancora confermare la sua presenza, e dall’esito del torneo ATP di Atene. In caso di vittoria, Lorenzo Musetti entrerà di diritto tra i Magnifici 8 dell’edizione 2025, portando due giocatori italiani sul palcoscenico mondiale delle Nitto ATP Finals.

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