In arrivo i fondi per salvare i boschi del Piemonte

Un investimento da oltre 12 milioni di euro per rafforzare la gestione sostenibile del patrimonio forestale e accompagnare lo sviluppo delle aree montane nei prossimi anni è quello avviato dalla Regione Piemonte con l’approvazione della delibera sull’utilizzo delle risorse assegnate dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

L’intervento consente di programmare in modo organico e di medio-lungo periodo le politiche forestali, superando una gestione frammentata e rafforzando il ruolo dei boschi come presidio ambientale, economico e di sicurezza del territorio.

«Il Piemonte compie così un salto di qualità nella gestione del proprio patrimonio forestale – afferma l’assessore alla Montagna e Foreste Marco Gallo – Non parliamo solo di pianificazione, ma di una visione che mette insieme tutela ambientale, sicurezza del territorio e sviluppo economico delle comunità montane. Sostenere la gestione associata significa aiutare i territori a prendersi cura dei boschi, trasformando una risorsa naturale in un’opportunità concreta di lavoro, presidio e resilienza».

Le risorse saranno destinate innanzitutto alla redazione del Programma forestale regionale 2028-2037, che definirà le scelte strategiche per il prossimo decennio e orienterà l’accesso ai finanziamenti nazionali ed europei, al finanziamento dei Piani forestali di indirizzo territoriale e all’estensione dei Piani di gestione forestale e pastorali delle proprietà regionali, fondamentali per una gestione attiva, coordinata e rispettosa della biodiversità. Un capitolo centrale del provvedimento riguarderà il sostegno alla gestione forestale associata: oltre 4 milioni di euro saranno destinati a consorzi e altre forme associative, riconosciute come strumenti chiave per tradurre la pianificazione in interventi concreti, rafforzare la filiera del legno locale, ridurre il rischio di incendi e contrastare il dissesto idrogeologico.

Askatasuna: sequestrati bastoni, maschere antigas e bombolette spray. 24 fogli di via

Prima della  manifestazione nazionale di oggi sabato 31 gennaio, in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna, la Questura di Torino ha predisposto servizi di osservazione e di vigilanza connessi all’arrivo nel capoluogo torinese dei manifestanti, nonché vigilanze fisse e dinamiche nei confronti di obiettivi sensibili.

I servizi preventivi, già in corso, riguardano l’ambito stradale, autostradale, ferroviario ed aeroportuale, nonché il valico di frontiera terrestre del Frejus e del Monginevro, con controlli di eventuali manifestanti anche provenienti dall’estero, finalizzati non solo all’identificazione di eventuali facinorosi, ma anche al rinvenimento di oggetti idonei all’offesa o utili al travisamento.

Nel corso dei servizi, nella giornata del 30 gennaio, sono state identificate dalla Polizia di Stato 747 persone, e controllati 236 veicoli e 4 voli aerei.

I controlli si sono intensificati questa mattina su auto, pullman e treni.

10 persone, tre provenienti dalla Francia, 8 dall’autostrada Torino – Milano e due in treno da Genova, sono state accompagnate in ufficio perché trovate in possesso di maschere antigas, passamontagna e oggetti atti al travisamento. Una delle persone provenienti da Genova è stata trovata in possesso di una grossa chiave inglese e un coltello.

Sono stati rinvenuti e sequestrati anche bombolette spray e bastoni.

Al momento sono 24 i fogli di via obbligatori con divieto di ritorno nel comune di Torino, per un periodo variabile da 1 a 3 anni. Tra questi anche due cittadini francesi e un cittadino russo.

10 gli avvisi orali emessi dal Questore di Torino a mezzo della locale Divisione Polizia Anticrimine, nei confronti di manifestanti, provenienti anche da altre province d’Italia e dall’estero. Ulteriori attività di controllo del territorio hanno permesso di emettere 7 DACUR.

Perù: il cammino diventa soglia

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C’è un momento, nel viaggio come nella vita, in cui non si va più “verso qualcosa”, ma si attraversa. Il Perù è quel punto. Non una meta da raggiungere, ma una soglia da varcare.

Arrivare in Perù significa accettare che il confine non è mai solo geografico. È un confine interiore, sottile, silenzioso. Tra ciò che eravamo prima e ciò che siamo pronti a integrare. Qui, sulle Ande, la terra non è mai solo terra: è madre, è memoria, è presenza sacra. La Pachamama non è un concetto folkloristico, ma una relazione viva, quotidiana, fatta di rispetto, di gesti lenti, di offerte semplici. Camminare in Perù non è un’attività: è un linguaggio. Ogni passo ha un peso simbolico. I sentieri che portano a Machu Picchu, le strade di Cusco, i villaggi dell’Altiplano non chiedono velocità, chiedono ascolto. Il cammino qui è sacro perché è consapevole: insegna che non si attraversa un luogo senza lasciarsi attraversare.

La spiritualità andina non separa l’umano dal divino. Li intreccia. Non c’è un altare che non abbia radici nella terra, non c’è rito che non passi dal corpo. Tutto è integrazione: cielo e montagna, passato e presente, individuo e comunità. È una visione del mondo che non grida, non conquista, non esibisce. Accoglie.

Ed è forse questo che rende il Perù un luogo profondamente umano. Qui l’incontro non è mediato dalla performance, ma dalla relazione. I volti portano storie antiche, le mani lavorano ancora come facevano i nonni, i mercati sono luoghi di scambio reale, non scenografie. Viaggiare in Perù richiede rispetto: non si fotografa senza chiedere, non si consuma senza comprendere, non si attraversa senza gratitudine.

In un’epoca che corre, il Perù invita a fermarsi sul limite. A sostare. A riconoscere che ogni viaggio autentico è fatto di soglie, non di checklist. Qui si impara che l’integrazione non è cancellare ciò che siamo stati, ma includerlo in una visione più ampia.

E forse non è un caso che questo viaggio arrivi ora, a chiusura di un percorso narrativo che ha attraversato il mondo come si attraversa un’esistenza.

Il Bhutan ci ha insegnato l’ascolto.
Il Marocco la relazione.
L’India l’abbandono alla trasformazione.
L’Islanda il rispetto del silenzio.
Il Vietnam la lentezza che cura.

Il Perù raccoglie tutto questo e lo tiene insieme.

È il luogo dove il viaggio smette di essere movimento e diventa integrazione. Dove il confine non divide, ma unisce. Dove il cammino non porta altrove, ma più vicino.

E quando si riparte, non si torna a casa uguali. Si torna con un passo diverso.
Più consapevole.
Più umano.
Più intero.

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Alle Olimpiadi invernali De Bernardis dell’Ice Club Torino porta Grassl e Guarino

Da Torino 2006 a Milano-Cortina 2026: una città che continua a far brillare il ghiaccio

 

30 gennaio 2026 – Torino è una città che ha saputo trasformare le Olimpiadi Invernali del 2006 in un’eredità viva, concreta, capace di generare talento, sport e cultura. I suoi impianti – dal Palavela al Pala Tazzoli – non sono solo monumenti di un grande evento del passato, ma luoghi pulsanti dove ogni giorno si allenano atleti di livello internazionale.

È qui, all’Ice Club Torino, storica società presieduta da Claudia Masoero, che da anni si formano pattinatori destinati a prendere parte a eventi internazionali di grande rilievo e anche ai Giochi Olimpici Invernali.

Milano Cortina 2026 vedremo scendere sul ghiaccio: Daniel Grassl, che rappresenterà l’Italia e Tomas Guarino, in gara per la Spagna. Entrambi sono allenati da Edoardo De Bernardis, tecnico e coreografo di fama mondiale, figura di riferimento del pattinaggio artistico internazionale.

De Bernardis ha seguito atleti olimpici come Carolina Kostner, Giada Russo, Karel Zelenka, Sarah Hecken e Natalie Wienzerl, contribuendo a portare Torino al centro della scena mondiale del ghiaccio.

L’Ice Club Torino Asd è diventato un punto di riferimento anche per molti atleti stranieri, che scelgono Torino per la qualità degli impianti, la competenza del team e un ambiente tecnico tra i più avanzati d’Europa.

“Sono molto soddisfatto del lavoro fatto con i miei atleti qui a Torino. Grazie alle Olimpiadi del 2006 abbiamo ereditato impianti sportivi eccezionali in tutto il Piemonte, come il Palavela, dove li alleno quotidianamente.
Sono felice di essere riuscito a portarli a questo importante appuntamento, che per loro è un sogno coltivato fin da bambini. Non è stato facile: il livello del pattinaggio è cresciuto enormemente negli ultimi anni. Con tutto il mio team abbiamo lavorato su ogni dettaglio”
 afferma il coreografo e allenatore internazionale Edoardo De Bernardis.

Torino ha una storia sportiva che non si è mai interrotta. Le infrastrutture nate per i Giochi del 2006 sono diventate un patrimonio stabile per la città e per l’intero Piemonte, permettendo la crescita di nuove generazioni di atleti e attirando talenti da tutto il mondo.

Il Palavela, in particolare, è oggi uno dei templi europei del pattinaggio artistico: un luogo iconico, riconoscibile, che continua a ospitare competizioni internazionali e ad alimentare la vocazione olimpica della città.

Il percorso olimpico non si fermerà a Milano-Cortina 2026. All’orizzonte ci sono le Olimpiadi Invernali francesi del 2030, che coinvolgeranno la Savoia, la regione di Nizza e le Alpi francesi e che potranno vedere coinvolta nuovamente Torino, non solo per la qualità degli impianti, ma per la sua capacità di formare atleti, tecnici, coreografi e professionisti dello sport riconosciuti in tutto il mondo.

La vicinanza geografica e culturale con le Alpi francesi rende naturale immaginare collaborazioni, scambi, eventi preparatori e un ruolo attivo della città nella grande macchina olimpica del 2030.

Torino ha già dimostrato di saper ospitare, innovare, creare eredità durature. Oggi, con una comunità sportiva viva e impianti di eccellenza, può guardare alle Olimpiadi francesi come a una nuova occasione per riaffermare la propria identità di capitale europea degli sport invernali.

Manifestazione di sabato 31 gennaio, previste limitazioni viabili

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Per la manifestazione in programma a Torino sabato 31 gennaio, saranno previste alcune modifiche alla viabilità. Le disposizioni potrebbero subire eventuali modifiche o variazioni nelle prossime ore su decisione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Lungo il percorso saranno istituiti divieti di sosta con rimozione forzata dei veicoli dalle ore 10 sabato 31 gennaio fino a cessate esigenze.A partire dalle ore 14.30 saranno poi previste limitazioni viabili lungo il percorso dei tre cortei che avranno tre distinte partenze dalle stazioni di Porta Susa, di Porta Nuova e da Palazzo Nuovo, per congiungersi in corso Cairoli da dove i manifestanti in un unico corteo convergeranno verso corso Regio Parco, dove terminerà la manifestazione.

La Polizia Locale sarà presente lungo tutto il perimetro per indirizzare i veicoli verso percorsi alternativi durante il passaggio dei manifestanti.

Divieti di sosta
Nello specifico, i divieti, attivi dalle ore 10 del mattino e sino a cessate esigenze, saranno istituiti in: corso Regina Margherita lato civico 47 tratto Tarino – Vanchiglia, via Sant’Ottavio tratto Regina Margherita – Artisti, via Guastalla tratto Regina Margherita – Artisti, via Buniva tratto Regina Margherita – Artisti, via Giulia di Barolo tratto Regina Margherita – Artisti, via Balbo tratto Tarino – Vanchiglia, via Santa Giulia tratto Tarino – Vanchiglia, piazza Santa Giulia, piazza Carlo Felice, piazza Paleocapa, piazza Lagrange
via Lagrange entrambi i lati, tratto Vittorio Emanuele II – Lagrange, stazione FS Porta Susa solo lato Bolzano in entrambi i sensi di marcia, piazza XVIII Dicembre, corso Beccaria, corso San Martino entrambi i lati, tratto Beccaria – XVIII Dicembre, corso San Maurizio su entrambi i controviali, via Roero di Cortanze
lungo Dora Firenze entrambi i lati, tratto Verona – Novara, corso Novara lato est, tratto Varano – Regio Parco, compreso parcheggio Cimitero Monumentale, corso Regio Parco entrambi i lati, tratto Novara – Pindemonte.

La mappa ed eventuali aggiornamenti saranno disponibili in homepage sul sito della Città di Torino.

Trasporto pubblico
A partire dalle ore 13.30 i percorsi di alcune linee del trasporto pubblico subiranno deviazioni nell’area interessata dal corteo. La metropolitana svolgerà regolare servizio ma saranno chiuse le stazioni metro Porta Susa e Porta Nuova. Su eventuale disposizione delle forze dell’ordine, potranno essere chiuse anche alcune stazioni intermedie. Per le informazioni di dettaglio si invita a consultare l’avviso sul sito di GTT:

TorinoClick

Aregoladarte celebra San Francesco a 800 anni dalla morte

All’ Educatorio della Provvidenza

Si terrà mercoledì 4 febbraio, alle 18.30, presso l’Educatorio della Provvidenza, in via Trento 13, a Torino, un incontro multidisciplinare dedicato a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. L’appuntamento reca il titolo “San Francesco, un uomo, molti sguardi”, e anticipa un anniversario di grande rilievo. Nel 2026 ricorreranno gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi. L’incontro rientra nelle iniziative del percorso culturale “Aregoladarte”, associazione culturale fondata dalla storica dell’arte Claudia De Feo, che si basa sulla contaminazione dei linguaggi e delle competenze. San Francesco rappresenta certamente una figura che, più di ogni altra, si presta a una lettura trasversale, avendo lasciato tracce profonde nell’arte, nella letteratura, nella musica e nell’architettura. Durante la serata verranno trattati gli affreschi del ciclo di Giotto, la rappresentazione di Francesco nella storia del cinema e la mistica presente nel suo capolavoro “Il Cantico delle Creature”, nonché l’eco che ha avuto nella letteratura europea, un tema estremamente attuale.

Mara Martellotta

“Anatomia di un assassinio”, Shakespeare incontra Verdi al teatro Astra 

La pièce teatrale in programma martedì 3 febbraio prossimo, alle ore 21, è tratta dai testi del Macbeth di Shakespeare e dal melodramma Macbeth, su testo del librettista Francesco Maria Chiave e musiche di Giuseppe Verdi. L’ideazione e l’elaborazione del testo sono di Chiara Muti. Si tratta di una produzione di Teatro Piemonte Europa in collaborazione con il Teatro Regio di Torino, in occasione della messa in scena del Macbeth di Giuseppe Verdi dal 24 febbraio al 7 marzo prossimi.

Macbeth e Lady Macbeth, coppia infertile di luce e generatrice di oscurità, duettano alternando tragedia in prosa e libretto d’opera immersi in uno spazio sonoro che lascia intuire tutta la modernità dell’opera verdiana. Con schiacciante e rivoluzionaria teatralità, la musica riesce a dar voce e spessore alle cupe allucinazioni dell’incubo della tragedia. Con questo tema di un uomo perso nel reale e nell’immaginario, nella realtà e nella finzione, Shakespeare e Verdi, rispettivamente nel 1606 e nel 1847, anticipano, con grande forza creativa, le teorie sull’inconscio della psiche umana, le cui tesi, tra soglia di visibile e invisibile, sogno e realtà, daranno vita a una nuova coscienza dell’umana natura dal Novecento ai giorni nostri. Si tratta di un testo che indaga la discesa agli Inferi di un prode cavaliere che, galvanizzato da una battaglia perduta e vinta, corroso dall’ambizione di volere più di quel che può, racconta a se stesso di aver udito, nel mormorio del vento, di meritare il trono per volere profetico.

Per sfuggire al sibilo di un pensiero di morte, all’idea fissa del regicidio che si dibatte in lui, torturandolo, e alla paura di non riuscire nell’azione a fare ciò che può nel desiderio, confuso dalla foga d’agire di una moglie castratrice e manipolatrice, che lo induce a confondere la rettitudine morale che lo trattiene in codarda ipocrisia, compie il delitto.

Finisce così per ritrovarsi di fronte all’abisso della propria coscienza sporco che, come uno specchio dell’anima, gli rimanda l’immagine smascherata della sua vera identità: quella di un traditore, di un usurpatore, di un assassino. Il demone della resa dei conti lo fissa, ne aspira il sonno dei giusti e ne corrode i sensi, condannandolo per sempre alla solitidine di un’esistenza che, svuotata di valori, finisce per non aver più significato. Nessuno sfugge al proprio senso di colpa. Hugo ricordava nel suo poema “La conscience” che “l’occhio era nella tomba e fissava Caino”, vale a dire che l’occhio impietoso del carnefice per sempre rispecchierà se stesso nella disarmata luce dell’iride della sua vittima, quale abbagliante e terribile sentenza del giudizio divino. In questo modo, in “Anatomia di un assassinio” sono a confronto due giganti: Shakespeare incontra Verdi in una rielaborazione della tragedia del Macbeth, in un’immersione nelle dinamiche psicologiche del testo shakespeariano, cui fanno eco gli accenti pulsanti e il cupo fraseggio della partitura verdiana.

Mara Martellotta

Il Polo del verde in via Bologna: ok del Comune al nuovo hub dell’associazione Orticola

La Giunta comunale di Torino ha approvato la concessione dell’immobile di via Bologna 175 all’Associazione Orticola per il Piemonte, su proposta della vicesindaca Michela Favaro, in accordo con l’assessorato al Verde Pubblico. L’obiettivo è trasformare uno spazio dismesso in un polo multifunzionale dedicato al verde, all’educazione ambientale e alla partecipazione civica.

Il complesso, di proprietà della Città, si estende su circa 1.830 metri quadrati complessivi, di cui 1.300 coperti, ed è composto da più fabbricati affacciati su un cortile interno. Dopo un avviso pubblico rivolto agli enti senza scopo di lucro, la proposta vincitrice è stata proprio quella dell’Associazione Orticola, realtà storica del territorio torinese, promotrice di manifestazioni molto conosciute come Flor e, più recentemente, del Festival del Verde.

Il progetto presentato prevede la creazione di un “Hub Green” aperto alla cittadinanza. Al suo interno troveranno spazio laboratori didattici, aree di coworking, iniziative culturali legate alla cura collettiva del verde e momenti di aggregazione pensati per coinvolgere il quartiere e rafforzare il tessuto sociale della zona.

Un elemento centrale dell’operazione è la riqualificazione dell’immobile: l’associazione ha stimato un investimento di circa 800mila euro, interamente a proprio carico. Tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, così come le spese per utenze e adeguamenti, saranno sostenuti dal concessionario, senza oneri per la Città. La concessione avrà una durata di dieci anni, rinnovabili, con un canone annuo pari al 20% del valore di mercato stimato dell’immobile.

“L’operazione rappresenta un doppio risultato: da un lato il recupero di un bene pubblico che necessitava di importanti interventi, dall’altro la nascita di un nuovo punto di riferimento per il quartiere, capace di coniugare rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e partecipazione – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. Un tassello in più nella strategia cittadina di valorizzazione del patrimonio pubblico attraverso progetti a forte impatto sociale”.

Ponti Balbis e Umberto I, lavori in corso e modifiche alla viabilità

 

Prenderanno il via lunedì 2 febbraio gli interventi di rimozione dei tronchi e dei materiali legnosi accumulatisi contro le pile dei ponti Balbis e Umberto I, trascinati dalla corrente del fiume Po.

Per consentire lo svolgimento delle operazioni in condizioni di sicurezza, saranno introdotte alcune limitazioni alla viabilità.

Nella giornata di lunedì 2 febbraio, nella fascia oraria compresa tra le 9.30 e le 16.30, il ponte Balbis sarà completamente chiuso al transito veicolare in entrambi i sensi di marcia. Mercoledì 4 febbraio, con i medesimi orari, verrà invece interdetta al transito la semicareggiata Sud del ponte Umberto I, in direzione collina.

Gli interventi di pulizia, finalizzati a garantire la sicurezza dei manufatti, saranno effettuati dal settore Ponti e Vie d’Acqua della Città, con il supporto dei Vigili del Fuoco.

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