Lo spettacolo mette in scena gli aspetti più emotivi, teneri e anche divertenti delle storie di donne migranti, senza negare gli aspetti drammatici dell’immigrazione
Sabato 5 dicembre alle ore 21 al Teatro Magnetto di via Avigliana 17 ad Almese, va in scena lo spettacolo “Donne che cucinano la vita”. Si tratta di un’opera che costituisce il quarto appuntamento della stagione teatrale del comune del torinese, “Camaleontika”, a cura della compagnia Fabula Rasa, diretta da Beppe Gromi, sostenuta dal Comune di Almese e dalla Fondazione Live Piemonte dal Vivo.
Lo spettacolo mette in scena gli aspetti più emotivi, teneri e anche divertenti delle storie di donne migranti, senza negare gli aspetti drammatici dell’immigrazione.
E’ liberamente tratto dai racconti del Concorso Letterario Lingua Madre. Daniela Finocchi e Laura Malaterra, nella stesura del testo e nella sua sceneggiatura, hanno distillato il cammino, difficile e appassionante, da un passato che sempre riaffiora ad un futuro che talvolta è già raggiunto ma spesso è ancora da inventare.
La riduzione teatrale e la regia sono di Laura Malaterra, i canti e i movimenti sono a cura di Domenico Castaldo con le attrici Ginevra Giachetti, Marta Laneri e Francesca Netto che portano sulla scena desideri, relazione, ascolto, cibo, ma soprattutto speranza, felicità e amore di tre donne.
Canti, danze, movenze, gesti, immagini e profumi costruiscono le storie che si fondono l’una con l’altra trasformando i pensieri di ogni donna in una narrazione coinvolgente ed emozionante, che avvicina mondi e culture diverse in un cammino a volte doloroso ma non estraneo alla felicità e alla speranza. Per scoprire che le donne, da qualsiasi Paese provengano e a qualsiasi cultura appartengano, hanno un modo assai simile di affrontare la vita e di viverne gli eventi.
Massimo Iaretti

Una vera e propria rivoluzione nella rete oncologica piemontese. Da oggi ogni ospedale della regione sarà adibito alla cura di specifiche patologie tumorali. Il Piemonte, dicono in Giunta “è così la prima Regione italiana ad individuare, nell’ambito del proprio Dipartimento di rete oncologica – anche questo unico in Italia – i Centri di riferimento per la cura le singole patologie tumorali, ferma restando naturalmente la libertà dei pazienti di scegliere il centro presso il quale farsi curare” . Il provvedimento modifica l’assetto della sanità sotto il profilo organizzativo e della razionalizzazione del sistema e dal punto di vista della qualità delle cure. L’obiettivo raggiunto di individuare i centri di riferimento significa fornire ai malati oncologici le risposte più appropriate rispetto alle complessità delle patologie, assicurando qualità delle prestazioni e la presa in carico in tutto il percorso di cura.
viene indirizzato nella struttura ospedaliera appropriata per la sua patologia, garantendo così una risposta terapeutica e assistenziale corretta ed efficace ”. 
Dopo tanta preoccupazione, raggiunta l’intesa tra sindacati e azienda. La Michelin nelle scorse settimane aveva annunciato un piano strategico per con 570 esuberi negli stabilimenti italiani, compresi quelli di Torino e Piemonte. Ora è prevista la ricollocazione di 362 lavoratori, oltre a incentivi all’autoimprenditorialità, prepensionamenti e alla riqualificazione professionale esterna. Michelin comunica che l’accordo si è trovato “sulla possibilità di individuare gli strumenti che nel periodo 2016-2020 consentiranno a tutti di trovare una soluzione”.
L’Istituto apre le sue porte ed invita famiglie e ragazzi delle scuole medie ad una visita guidata dai docenti ed alunni
Il concerto di giovedì 3 dicembre, con replica venerdì 4 dicembre, all’Auditorium Rai di Torino, propone due diverse composizioni di Manuel de Falla, capaci di unire la tradizione classica al folklore spagnolo. La prima si intitola “Siete canciones populares espanolas”, presentate nel l’orchestrazione di Luciano Berio, risalente al 1978, e interpretate da Anita Rachbvelishvili, la seconda è una gitaneria in un atto e due quadri, dal titolo “El amor brujo”, proposta nella versione del 1915 e cantata da Maria Toledo.
Le aziende del settore prevedono nei prossimi mesi una riduzione di fatturato
Anche il pubblico ha mostrato di gradire il film : la sala del Reposi dove è stato proiettato il primo giorno era gremitissima e con una lunga coda anche all’esterno del cinema