Per il quinto anno consecutivo Teatrosequenza sceglie la suggestiva cornice del Teatro Le Serre (Via T. Lanza, 31, Grugliasco, 327.7423350, cirkovertigo.com) per il Torneo professionisti del Match d’Improvvisazione Teatrale 2017 all’interno della Stagione Eccentrika 2017 curata da Cirko Vertigo. Dopo le date sold out della scorsa stagione, il noto format di improvvisazione teatrale, che vede sfidarsi in scena attori suddivisi in squadre per contendersi il favore del pubblico, da sabato 4 febbraio torna con un calendario di cinque date fissate nei mesi di febbraio, marzo e aprile. Grande ritorno: Marco Maccarini nelle vesti di conduttore dello spettacolo.

Il noto VJ non ha mai abbandonato il mondo dell’improvvisazione teatrale e con la sua energia accompagna il pubblico attraverso le fasi dello spettacolo, lo coinvolge dall’inno solenne di inizio spettacolo fino all’ultimo inchino dei saluti. In questa nuova edizione ogni serata avrà un TEMA che farà da filo conduttore per tutte le improvvisazioni degli attori. Si partirà con il match musicale per poi passare a serate ad ispirazione cinematografica o teatrale. L’immancabile sfida tra uomini e donne arriva a metà della rassegna che si concluderà con un Gran Finale il primo aprile…non si garantisce l’assenza di “pesci”! Gli spettacoli si tengono al Teatro Le Serre di Grugliasco (Via Tiziano Lanza, 31) e sono inseriti nella stagione Eccentrika 2017 curata da Cirko Vertigo. Informazioni e prenotazioni 327.7423350 oppure 011.0714488 e all’indirizzo email biglietteria@cirkovertigo.com. Il costo dell’ingresso è di 13 euro (ridotto 11 euro). I posti prenotati devono essere ritirati entro 30 minuti dall’inizio dello spettacolo. Successivamente, in caso di grande affluenza, saranno rimessi in vendita. E’ vivamente consigliata la prenotazione. Prevendite on line su Vivaticket.it. Info e prenotazioni www.cirkovertigo.com.
DA MEMOIR DI SARAH BERNHARDT CON ANNA BONAIUTO E GIANLUIGI FOGACCI
La
Venerdì 3 febbraio ore 21.00 si terrà, presso la Sala Poli del Centro Studi Sereno Regis
settimana prima del suo debutto ufficiale. Un cortometraggio la cui proiezione sarà preceduta e conclusa da parole dedicate all’oceano, ai pescatori, alla storia ed ai tanti giovani che hanno vissuto dentro ai sottomarini. A presentare la serata l’autore del libro edito da Aletti Renzo Sicco con Angela Dogliotti Marasso, presidente del Centro Studi Sereno Regis. Sarà presente anche Renato Di Gaetano, regista del corto. La storia narrata è straordinaria. Il 3 gennaio 1945 l’U-Boat 1277 usciva dall’hangar gelato di Bergen in Norvegia. Quarantasette marinai
Con tutte le possibilità contro. L’equipaggio si arrese il 4 giugno 1945, un mese dopo la fine del secondo conflitto mondiale, a un capo della Guardia di Finanza portoghese. Renzo Sicco ha recuperato questa storia di mare e di fuga per la vita, appartenente ad una piccola comunità di pescatori, e rimasta sconosciuta anche agli stessi portoghesi. L’ha riscattata e rappresentata con un grande spettacolo realizzato con successo sull’oceano, sulla stessa spiaggia di Angeiras dove avvenne la vicenda. C’erano 47 marinai a bordo dell’U-Boat-1277, tutti giovanissimi. Come tutti i militari tedeschi avevano ricevuto l’ordine di consegnarsi ai vincitori, ma non lo fecero. In occasione del Torino Film Festival 2016, il cortometraggio di U-Boat 1277 è stato inserito nella Italian Short Films Library, proposta dal Centro Nazionale del Cortometraggio.

L’opera, scritta da Luc Plamondon e musicata da Riccardo Cocciante è tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo
2017. L’opera, scritta da Luc Plamondon e musicata da Riccardo Cocciante è tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo. La storia narrata dal grande scrittore francese si svolge nel 1482 e vede protagonisti Quasimodo, il campanaro gobbo della famosa cattedrale parigina, la giovane e bellissima zingara Esmeralda e il malvagio arcivescovo Frollo. Scenario principale degli eventi è la cattedrale di Notre Dame, capolavoro dell’arte gotica, affascinante esempio di architettura nella quale si alternano motivi ornamentali e gargoyle. Cocciante e Plamondon realizzarono quest’opera per il puro piacere di scrivere musica, senza pensare a trasformarla in forma scenica. Al termine del lavoro decisero di creare uno spettacolo teatrale che ha avuto un successo travolgente, a partire dal debutto, nel 1998, a Parigi, fino ad oggi.
Si racconta abbia scattato la sua prima foto semplicemente a una pila di ciottoli ammucchiati a terra per l’occasione. Era il 1928 e Robert Doisneau aveva solo 16 anni
Sabato 28 gennaio nel Salone d’onore dell’Accademia Albertina, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico2016 – 2017 alla presenza della Ministra dell’Istruzione Università e Ricerca Valeria Fedeli sono stati conferiti i diplomi honoris causa a tre importanti protagonisti dell’arte e della cultura italiana
Paolini, dalla storica dell’arte e curatrice, Maria Teresa Roberto, docente dell’Accademia Albertina e per la coppia Ferretti – Lo Schiavo dallo stesso Direttore Bitonti, regista e docente di Regia e Storia del Cinema. Erano presenti e sono intervenuti la Sindaca della Città Chiara Appendino, il Presidente della Regione Sergio Chiamparino, ill Rettore dell’università Gianmaria Ajani, il Rettore del Politecnico Marco Gilli, il Presidente del Conservatorio Valentino Castellani e il Direttore Marco
Zuccarini. Nei panni della cerimoniera l’attrice Mita Medici. La Ministra Fedeli nel corso della cerimonia ha colto l’occasione per annunciare la nascita del Polo dell’Arte,una nuova grande realtà educativa culturale, che avrà luogo dall’accorpamento dell’Accademia Albertina e del Conservatorio. Nel suo personale intervento Dante Ferretti (vincitore
insieme alla moglie di tre premi Oscar: The Aviator nel 2004, Sweeney Todd nel 2008, Hugo Cabret nel 2012) ha dichiarato di essere orgoglioso di ricevere un premio così prestigioso e ha ricordato i criteri da lui seguiti nel processo di costruzione scenica attraverso la massima attenzione e studio del periodo storico considerato in un approccio di totale immersione.”Mi immergo nella ricerca come fossi un artista dell’epoca”. Ricordiamo anche le parole significative di Giulio Paolini, che nella sua prolusione ha detto che “la parola dell’arte è il silenzio. Penso sia superata la stagione delle prediche liberatorie…Ritengo che nessuno sia in grado di ‘fare arte’ perchè è l’opera, essa stessa, ad accedere alla cifra segreta e immutabile della propria esistenza”. 


Per la dignità della storia della cultura del nostro paese, che vuole cambiare per un definitivo passaggio giuridico e legale