In programma mercoledì 21 marzo, dalle ore 21:30

Anche quest’anno la Bandragola Orkestar apre le porte alle prove d’orchestra – anzi, d’Orkestar – e dà al pubblico una volta al mese la possibilità di seguire come nascono e si sviluppano i famigerati brani dello sconfinato repertorio del simpatico gruppo musicale. A seguire, la jam session più imprevedibile della città, con i musicisti della banda impegnati a fornire l’impalcatura sonora e ospiti a sorpresa, soprattutto per la banda medesima, ad arrampicarsi sopra e volteggiare. Portatevi uno strumento qualsiasi, purché musicale, e lasciate libera la vostra fantasia! Vi copieranno tutte le buone idee.
Ingresso libero con tessera ARCI.
Informazioni:
Anatra Zoppa
Cell. 333/9643834
Email: anatrazoppa@gmail.com
www.facebook.com/anatrazoppa
I giochi sono fatti e tutto quanto è chiaro, senza errori (“quando sentirete il vostro nome – ha detto ad inizio serata il presentatore Jimmy Kimmel rivolto ai futuri premiati – aspettate qualche minuto prima di muovervi”, ricordando la gaffe delle buste scambiate lo scorso anno, colpevoli senza colpa Faye Dunaway e Warren Beatty, “perdonati” e tornati l’altra sera in palcoscenico).


di Tonya: il film uscirà da noi nelle prossime settimane quindi un giudizio ancora non lo possiamo esprimere, ma i giurati avranno pensato molto seriamente a Lesley Manville, sorella di ferro e perfidamente accattivante del protagonista Daniel Day-Lewis nel Filo nascosto, film perfetto, angoscioso e algido che nessuno al di là delle sei nomination ha voluto prendere in considerazione, se non per i costumi – ma s’imponevano – premiati con la statuetta a Mark Bridges? Con la soddisfazione per i riconoscimenti agli aspetti tecnici di Dunkirk, resta una consolazione per il cinema italiano, ma quello “alto”, costruito su un ampio respiro: l’Oscar al novantenne (tanto quanto l’Academy) James Ivory per la miglior
sceneggiatura non originale costruita per Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino: un lavoro prezioso, non certo soltanto per la trasposizione dei luoghi diversi da quelli che occupano il romanzo di André Aciman, ma per l’esattezza dei sentimenti, per gli scorci narrativi, per la maestria nel prosciugare anche gli aspetti più duri della vicenda, per la negazione del buco della serratura, per l’eleganza e la continua e profonda schiettezza, per gli sguardi, per i silenzi, per i furori del corpo, per il grande ritratto del giovanissimo protagonista Timothée Chalamet (avrà tempo a portarsi a casa anche lui un futuro Oscar), per il modernissimo messaggio del padre, un ispirato quanto modernissimo Michael Stuhlbarg, che ritroviamo come sensibile spia tra il cast della Forma dell’acqua. E il cerchio degli Oscar per questa edizione si chiude qui.
L’associazione Culturale Galfer20 ospita la mostra di Angelo Lussiana
Lo staff della nota trasmissione televisiva sarà il 10 e l’11 marzo a Torino nello Spazio FLIC.



di Pier Franco Quaglieni 