feudo di alcune famiglie nobili. La presenza di giardini è attestata da un atto del 1588, non vi sono invece notizie sulla fisionomia del giardino antistante il fabbricato. Risale a fine XIX secolo la realizzazione del giardino sviluppato sul versante collinare posto a oriente del castello, caratterizzato da una serie di sentieri delimitati da siepi di bosso. L’originale soluzione di giardino su scarpata, unico nella zona del Monferrato Casalese è attestato da due giardini biellesi. Tra le piante c’è da segnalare quella cara al Maresciallo d’Italia Ugo Cavallero che, nelle ore libere, amava passare il tempo alla sua ombra.
delimitate da siepi di bosso con numerose piante di rose, disposte attorno ad un antico pozzo in pietra. Il Giardino della Dimora Il Sagittario domina la vallata che separa il paese di Ponzano dal Sacro Monte di Crea. Edificata nella seconda metà del XVIII secolo fu dotata di una piccola chiesa (era il 1783) dedicata a San Bernardo, circondata da una ampia superficie a giardino di cui non si conoscono le caratteristiche dell’impianto originario. Un pergolato di glicine e rose chiude il giardino creando un piacevole passaggio. Nell’area antistante la residenza vi sono antichi esemplari arborei, alcuni dei quali – probabilmente – risalgono all’epoca della fondazione dell’edificio: un cedro del Libano, un ulivo, un faggio rosso.
Ubicato nella corte interna della villa Il Cedro, non rilevabile dall’esterno, il giardino suscita nel visitatore inaspettata sorpresa. Il suo impianto risale al 1877, anno in cui la contessa Adele Roggeri Sannazzaro affidò all’ingegner Brocchi il progetto di ampliamento della “Casa di campagna” sita in Ponzano. Dall’analisi degli elaborati progettuali si evince che oltre alla residenza il progetto del Brocchi interessò anche il giardino. L’impianto, oggi ancora perfettamente conservato, prevedeva la realizzazione di aiuole dalle forme curve definite da basse siepi di bosso a contenimento di superfici tenute a prato. Grazie a un attento restauro attuato dagli attuali proprietari è stato recentemente ripristinato l’antico orto, dove cordoli di vecchi mattoni delimitano le aiuole coltivate con verdure di grande effetto decorativo. Infine c’è Villa Larbel, il cui nucleo originario documentato nel “Libro figurato ” del 1773, era costituito da una modesta casa appartenente alla famiglia di Francesco Maria Sapelli, che sul finire del XVIII secolo rivestì la carica di sindaco della comunità di Salabue. Si deve a Sebastiano Antonio Sapelli l’ampliamento della proprietà e l’edificazione dell’attuale residenza. Con l’inizio del XX secolo il toponimo fu trasformato in “villa Restano”, nome dei nuovi proprietari della villa. Il giardino, posto su un ampio terrazzamento antistante la residenza, faceva probabilmente parte del progetto di abbellimento della villa iniziato dal conte Sebastiano Sapelli. Per Giuseppe
Niccolini era “la casa dal superbo giardino”. Oggi è Villa Larbel, e il suo giardino, come già nella seconda metà dell’Ottocento, a buon diritto può essere definito superbo: per la raffinata eleganza esaltata dal paesaggio incontaminato su cui si affaccia, come anche per la ricchezza botanica e la cura con cui viene mantenuto. Sui giardini del Monferrato Casalese (quindi anche della Valcerrina) è stata realizzata una pregevole pubblicazione “Il Giardino Diffuso – Alla scoperta dei giardini di interesse storico e botanico del Monferrato casalese”, a cura dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, cui qui si è ampiamente attinto.






















