Rubrica settimanale sulle novità nel mondo dei libri
A cura di Laura Goria

Karmen Korn “E’ tempo di ricominciare” -Fazi- euro 20,00
E’ il secondo capitolo della trilogia scritta dalla giornalista e scrittrice tedesca Carmen Korn che racconta la sua città, Amburgo, attraversando la Storia, quella con la S maiuscola. Una saga al femminile che in Germania è diventata un vero e proprio caso editoriale. Ruota intorno all’amicizia tra quattro donne molto diverse tra loro, tutte nate nel 900 e travolte da due guerre mondiali, il nazismo e l’antisemitismo. In “Figlie di una nuova era” le avevamo conosciute nel pieno della loro giovinezza, intorno agli anni 20.Henny, ostetrica di buona famiglia; Käthe, di natali modesti, comunista convinta, insegue l’emancipazione; Ida ricca e viziata, ha sposato per convenienza l’intraprendente Friedrich Campmann, ma è innamorata del cinese Tian; Lina che ha avuto vita difficile ed è sopravvissuta grazie al sacrificio dei suoi genitori, letteralmente morti di fame per salvarla.Ora le ritroviamo nel 1949 a guerra finita, nazisti sconfitti, città ridotte in macerie e da ricostruire, vite da reimpostare.

Ed è tempo di ricominciare a vivere. Non vorrei svelare troppo, però posso anticiparvi alcune cose. Henny è riuscita a sposare il suo grande amore Theo; chissà se Käthe sarà davvero scomparsa come sembrava; Ida invece ha mandato all’aria il suo matrimonio ed ora è annoiata dal modesto menage con Tian; Lina riesce ad aprire con successo una libreria con la sua compagna Louise. Questi spunti sono solo l’inizio di più di 560 pagine in cui si affacciano anche personaggi nuovi, a partire dai figli di alcune protagoniste che imbastiscono le loro vite. Tutto sullo sfondo della ripresa economica tedesca, le rivoluzioni sociali degli anni 50-60, il Muro di Berlino, lo sbarco sulla Luna, la paura del nucleare…..insomma tante pagine di Storia vera in cui la Korn sguinzaglia i suoi personaggi….
Alessia Gazzola “Lena e la tempesta” -Garzanti- euro 16,40
Dall’autrice della fortunatissima serie “L’allieva”, di straordinario successo anche in Tv, ora un romanzo in cui non ci sono delitti da risolvere, ma buchi dell’anima da riparare. Un libro ben diverso da quelli in cui a farla da padrona è l’anatomopatologa pasticciona, divertente e dotata di fiuto investigativo, Alice Allevi.Va detto che uno dei tanti talenti della Gazzola è quello di farci comunque affezionare sempre e fin da subito alle sue eroine. In questo caso, protagonista è la giovane Lena, disegnatrice al momento in carenza di ispirazione, scarso conto in banca e solitudine a palla, che pensa: “Ho quasi trent’anni e una vita fatta di cocci che non riesco a rimettere a posto.

E’ arrivato il momento di fermarmi e guardare in faccia cosa o chi mi impedisce di farlo”.Nasconde un terribile segreto, un fattaccio di cui è stata vittima da ragazzina che crede sia stato perpetrato da un amico di famiglia, una violenza che ancora a distanza di tanti anni le impedisce di stringere relazioni affettive e le divora l’anima. Alle spalle ha una famiglia sgangherata. Il padre è uno scrittore famoso e di culto, ma irraggiungibile: si è separato dalla madre di Lena, risposato, ha fatto un altro figlio ed ora vive in America. La mamma di Lena è una folcloristica Metella, “lunga chioma color glicine, la grande borsa alla Mary Poppins e l’abbigliamento hippie”. Donna di grande ironia e anche un po’ sfasata: dopo il divorzio si è costruita il successo come scrittrice di romanzi d’amore sotto pseudonimo, ed ora vive a Parigi. Lena ha avuto in regalo dal padre la suggestiva villa sull’isola di Levura, un posto incantato, affacciato sul mare e un po’ lasciato andare. Per sopravvivere (in più sensi) dopo 15 anni di assenza, torna e pensa di rimettere a posto ed affittare la casa. Al contempo si organizza nella deliziosa minuscola dependance. Ma l’oasi di pace la ribalta anche all’indietro e in ricordi spiacevoli: perché è proprio lì a Levura che anni prima tutto è accaduto. Poi sulla sua strada ecco comparire un affascinante dottore. Si chiama Tommaso e vive nel faro a poca distanza dalla casa di Lena. E’ dotato di quel tanto di mistero che non guasta mai, anzi aggiunge pepe e intrigo alla storia. Riuscirà a scalfire e penetrare la fredda corazza della giovane? Mentre vi tuffate nel mare cristallino del romanzo, tra profumi di agrumi e scorci d’estate, scoprirete come va a finire…
Pino Imperatore “Con tanto affetto ti ammazzerò” -DeA Planeta- euro 15,00
Ritorna la squadra vincente inventata dallo scrittore e umorista napoletano Pino Imperatore, che abbiamo già conosciuto ed amato in “Aglio, olio e assassino”. L’ispettore di polizia Gianni Scapece, il commissario Carlo Improta e i membri della famiglia Vitiello, questa volta sono alle prese con un nuovo caso “blasonato”. Tutto inizia con la sparizione della baronessa Elena De Flavis durante la festa per i suoi 90 anni organizzata nell’avita dimora, Villa Roccaromana (una delle ville più belle di Posillipo) e del suo fedelissimo maggiordomo cingalese Kiribaba. All’evento -oltre alla crème de la crème di nobiltà, borghesia e mondo intellettuale ed artistico partenopeo- sono stati invitati anche il commissario Carlo Improta e l’ispettore Gianni Scapece che, impotenti, assistono a una scena apocalittica che non vi sto a dire. Ed ecco il primo di tanti colpi di scena. Rapimento o altro? La baronessa discende da un illustre casato ed ha un ingente patrimonio di svariati miliardi. E’ conosciuta da tutti per la sua generosità e l’impegno costante nell’aiutare persone meno fortunate di lei, insomma è una grande filantropa con una moralità eccelsa. Peccato discendano dai suoi lombi tre figli per molti aspetti pericolosamente borderline.

Due, Roberto ed Emilia, avuti dal primo marito e il loro fratellastro Simone nato dal secondo matrimonio. Tre sfaccendati meschini, che si detestano l’un l’altro, covano rancori e gelosie divoranti. Ma, soprattutto, sono in attesa come avvoltoi dell’eredità dell’odiata madre. Già perché la Baronessa fin da quando erano piccoli ha assistito alle loro cattiverie e non è riuscita a raddrizzarli; una volta cresciuti non è che i loro animi si siano raffinati, anzi…Lei li ha sistemati in tre splendide dimore, ad Ischia, Capri e Sorrento, tre perle del golfo di Napoli, dove vivono nel lusso senza fare niente di positivo. Nullafacenti e spendaccioni, sono le spine nel cuore della nobildonna che li tiene a stecchetto quanto a contanti. Unica luce è la nipote Naomi, figlia di Emilia, che però grazie a Dio ha ereditato il Dna della nonna e non quello della madre. Questo il frastagliato quadro in cui si inserisce il mistero che è un susseguirsi di tanti colpi di scena, episodi tragici, altri esilaranti, e con una morale finale ben precisa che lascio a voi scoprire.










potuto essere ricco e grande, invece è sempre più allo sbando. Un Venezuela in cui la vita non ha più alcun valore, dove manca tutto a partire da cibo e medicine. Invece abbondano violenze, saccheggi, criminalità mascherata da credo politico, corruzione e repressione feroce che sfocia nella morte di tanti giovani innocenti. Un inferno in terra. La protagonista Adelaida ha appena perso la madre, stroncata dal cancro, e il suo mondo privato si frantuma. Era stata una donna colta, la prima a laurearsi della sua famiglia. Aveva cresciuto da sola la sua unica figlia, dopo che lo studente con cui l’aveva concepita si era eclissato. La famiglia erano sua madre e lei, il loro albero genealogico cominciava e finiva con loro, non aspettavano nessuno e si bastavano a vicenda. Il romanzo inizia con la sepoltura della madre in un paese in cui neanche la morte ottiene rispetto. Perché in Venezuela si assaltano a mano armata i funerali, le tombe vengono aperte e depredate, si derubano pure i morti. Adelaida non perde solo la madre, ma anche il lavoro di traduttrice e soprattutto la casa che le viene sequestrata con violenza da un gruppo di donne legate al regime. Sono guidate da una spietata, corrotta e avida Marescialla: donna orribile e sfatta che distruggerà ogni cosa nell’appartamento e ne farà il magazzino dei suoi traffici illeciti al mercato nero. Ad Adelaida non resta che rifugiarsi dalla vicina, Aurora Peralta. Ma quando varca la sua porta ne rinviene il cadavere. Non vi anticipo cosa ne farà. Però posso dirvi che nelle pagine di questo portentoso libro sono raccontate le torture e le violenze più brutali: perpetrate in un paese in cui la democrazia è cancellata e sostituita da ronde notturne, sequestri, torture e incarcerazioni di innocenti. Karina Sainz Borgo volutamente non riporta date e nomi di personaggi politici Venezuelani, perché ha scelto di rendere il libro più universale. L’allegoria della perdita della madre e di tutto il suo mondo fa della protagonista un’orfana a tutti gli effetti….e la sua storia non lascia certo indifferenti.
normali possibile. 40 anni dopo Susan è una 43enne smarrita, sposata con Bobby Dunn, uomo solido e paziente, capace di starle vicino anche quando lei, avvinghiata dai suoi demoni, lo respinge. Della tragica notte che ha sfaldato la sua vita per sempre ricorda quasi nulla, ma sa che da lì sgorga il dolore e il nemico che si porta dentro e decide così di scrivere un romanzo autobiografico. D’altro canto Daniel è stato scarcerato dopo 15 anni e si è ritirato sulla costa del New England a vivere da solo, in libertà vigilata, a lavorare e convivere con la sua colpa. Ma la sua vita è agli sgoccioli, è invecchiato corroso dai tormenti, sta morendo e decide di andare alla ricerca della sua bambina. E’ combattuto tra mille pensieri, ma convinto di dover fare qualcosa per sua figlia, altrimenti resterebbe “solo il fantasma di un sogno e niente più”. E’ il crocevia da cui finiscono per passare i tre personaggi. Susan che chiede alla nonna di ospitarla per un po’, e riceve una lettera dal padre che le chiede di incontrarlo. Lois che farà fuoco e fiamme per impedire il riavvicinamento dei due, tanto da procurarsi armi e munizioni, tale è l’odio che cova per Daniel per il quale avrebbe voluto la pena di morte. Poi c’è lui, Daniel che insegue riscatto e perdono, che cerca disperatamente di lasciare qualcosa di positivo dietro di sè. Non anticipo nulla…ma ancora una volta Andre Dubus III (nato in California nel 1959, che oggi vive con la moglie e tre figli nel Massachussetts, dove insegna all’università) ha raccontato una struggente storia in cui gli uomini amano poco-niente (come l’ex marito di Lois, Gerry) o troppo e male, come Daniel che ha perso la testa divorato da gelosia e possessività.
non la prende bene. Anzi, il mondo le si rovescia addosso, e quando Pietro le dice che la sua non è semplicemente un’infatuazione passeggera, ma molto di più….Emma esplode. Gliene dice di tutti i colori (proprio lei sempre così controllata e mai una parola volgare) e lo caccia via da casa. Poi viene la parte più difficile…..dopo il tradimento, come andare avanti? Tanto più che a complicarle la vita c’è anche la figlia adolescente in classico complesso edipico, odiosa più che mai, scarica tutte le colpe sulla madre. Le cose con Giulia poi miglioreranno, anche se, com’è giusto che sia, la ragazzina mette in pool position i suoi progetti per il futuro, con il suo ragazzo e in un’altra città. Per Emma è un vuoto in più all’orizzonte. Anche il lavoro che adora e le presentazioni degli scrittori che organizza in libreria non riescono a lenire lo sfracello della sua vita. Oltre al buio e solitario futuro, dietro l’angolo ci sono poi problemi pratici come quello del denaro e della dipendenza economica dal marito. Supporter di Emma sono soprattutto le sue amiche che fanno di tutto per consolarla, dal presentarle altri uomini (come se questa fosse la soluzione…ma magari anche no) all’aiutarla a non sentirsi finita e al capolinea. Più facile a dirsi che a farsi…Perché shopping sfrenato, attività ricreative a gogò e nuovi fugaci incontri di letto mettono solo in stallo il problema senza risolvere nulla. La Schisa è bravissima a sviscerare stati d’animo, pensieri e progetti che si annidano a intermittenza nella testa di una donna tradita e abbandonata… non propriamente nel fiore degli anni, anche se ancora molto piacente. Però preparatevi a sviluppi imprevisti, ripensamenti, andate e ritorni….perché nella vita mai dire mai più.