Nel convegno ‘Oltre i Muri’ 20 ANNI DEL PROGETTO MURARTE, a cura di Roberto Mastroianni e dell’assessore alle Politiche Giovanili della Città di Torino Marco Giusta, si sono accolte le sollecitazioni provenienti dai tre tavoli di lavoro. Queste costituiranno le basi per la riscrittura (con il Gai e il suo tavolo sulla street art coordinato dalla città di Ravenna e tramite Inward) del progetto Murarte che potrà essere utilizzata da tutte le amministrazioni interessate a sperimentare queste azioni.

In particolare Marco Giusta ha posto l’accento sul tema della curatela e dello spazio riservato a esperti e artisti all’interno delle commissioni dei bandi, che potranno essere costruiti anche per valorizzare le competenze relazionali legate alle storie e ai territori di cui gli e le artiste possono divenire traduttori nelle loro opere. “Si è immaginata la possibilità di stilare un elenco delle opere murarie ‘irrinunciabili’ per la cittadinanza e i movimenti dei writer, con l’intento di catalogare quelle da tutelare per dar vita a un protocollo di intesa con la sovrintendenza che si pone l’obiettivo di innovare il rapporto tra artisti, istituzioni e cittadinanza”, spiega l’assessore.
Roberto Mastroianni ha ribadito che lo spirito e i valori che spingono gli Street ed Urban Artist oggi, e i writer ieri, a operare devono restare quelli della scrittura e riscrittura del tessuto metropolitano attraverso una narrazione pittorica (la città come tela dell’artista) in stretta relazione con territorio e comunità. Murarte deve continuare a garantire libertà espressiva (i muri liberi) e, nello stesso tempo, valorizzare la portata artistica di un’esperienza che ha reso Torino una delle capitali europee della Street Art. La peculiarità di questo progetto è sempre stata la capacità di promuovere la creatività giovanile, la qualità estetica e la critica sociale e politica che storicamente è stata alla base della street art fino a oggi.
“A partire da questo elenco e grazie al lavoro di Torino Creativa, si potrà alzare lo sguardo verso il futuro. Dopo questi venti anni di Murarte Torino è diventata una galleria di arte pubblica a cielo aperto. Sarà fondamentale valorizzare la ricchezza che le artiste e gli artisti hanno regalato al territorio immaginando con loro come documentarla, raccontarla e promuoverla”, conclude Giusta.






Con l’obiettivo, che già il titolo mette in chiara evidenza, di proporre ancora una volta al pubblico la sintesi di una narrazione pittorica di fascinosa “poliedricità”, la rassegna assembla oltre trenta lavori poco conosciuti e mai esposti ad Alba e nel Cuneese, concentrandosi in particolare su acquerelli, gouache e opere a tecnica mista realizzate su carta. Non mancano gli oli, come il klimtiano – permeato di armonioso erotismo – “Nudo sul tappeto” dell’’85, e le incisioni, con “La rosa” del ’70. Pezzi, questi, più noti al grande pubblico, rispetto alle inquietanti “Marionette” dell’ ’89 o all’accademico “Studio di testa” dell’’84, accanto al cupo “Anfiteatro con nuvola nera” del ’70 e al fantasioso “Soggiorno di via Calandra” del ’78. Opere in cui s’intrecciano sogni, realtà e le personalissime emozioni di un “uomo solitario e complesso”, impegnato a regalarci e a regalarsi racconti spesso intrisi di “quell’epico senso dell’inconcludenza umana” e di quel pessimismo – soffuso ma pesante – propriamente legati alle sue origini ebraiche.
