Valanga sulle Alpi Cuneesi: un morto e 2 feriti gravi

Un morto, due feriti gravi e una persona illesa. È questo il bilancio di un’enorme valanga che si è staccata in alta Valle Maira a 2.300 metri di quota, nel comune di Acceglio, nell’area del bivacco Bonelli. È accaduto nella tarda mattinata di oggi.

Stando ai primi riscontri, sono quattro gli escursionisti rimasti travolti dalla neve: uno ha perso la vita, due sono stati soccorsi in gravi condizioni e una non ha riportato ferite. Sul posto il Soccorso alpino, il personale del 118 e le forze dell’ordine. Sono in corso le ricerche per trovare eventuali dispersi.

VI.G

Frane, piogge e territorio fragile: l’allarme che arriva da Torino e dal Piemonte

In Italia, anche nel 2025, la crisi climatica continua a lasciare un segno profondo. A certificarlo è il bilancio annuale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, che restituisce l’immagine di un Paese sempre più esposto agli effetti degli eventi meteorologici estremi.

Nel corso dell’anno appena concluso, in tutta la Penisola sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Un dato che colloca il 2025 al secondo posto tra gli anni più colpiti dell’ultimo decennio, subito dopo il 2023, che aveva fatto segnare 383 eventi.

A dominare la scena sono stati soprattutto gli allagamenti dovuti a piogge intense (139 casi), seguiti dai danni provocati dal vento (86) e dalle esondazioni fluviali (37). Particolarmente preoccupante è il forte aumento dei fenomeni legati alle temperature record, cresciuti del 94% rispetto all’anno precedente, così come l’incremento delle frane da piogge intense (+42%) e dei danni da vento (+28,3%).

Il Nord Italia si conferma l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, con 12 eventi estremi, Milano e Palermo con 7 ciascuna. A livello regionale la Lombardia guida la classifica con 50 casi, seguita dalla Sicilia (45) e dalla Toscana (41). Sul piano provinciale Genova è al primo posto con 16 eventi, seguita da Messina e Torino (12), Firenze e Treviso (11), Milano (10), quindi Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo (9).

Pesanti anche le ripercussioni sui trasporti: nel 2025 sono stati 24 gli episodi che hanno causato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Le interruzioni sono state provocate non solo da piogge, allagamenti e frane, ma anche da temperature eccezionalmente elevate e raffiche di vento particolarmente intense.

La fotografia tracciata da Legambiente mostra un territorio sempre più fragile e una crisi climatica che accelera, mettendo a rischio infrastrutture, economie locali e la sicurezza delle persone. L’associazione denuncia la mancanza di una strategia organica di adattamento, sottolineando come le azioni messe in campo risultino ancora frammentate e prive di una governance multilivello.

Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro, una cifra che potrebbe salire fino a 34,2 miliardi entro il 2029. Per evitare questo scenario, Legambiente richiama la necessità di attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato nel 2023 ma ancora privo delle risorse necessarie per rendere operative le 361 misure previste. Urgente anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Ancora una volta l’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni. Le immagini di quanto accaduto in diverse regioni, dalle alluvioni alla grande siccità, parlano da sole. E a pagarne lo scotto sono come sempre i cittadini, i territori, le imprese e più in generale l’economia del Paese. Continuiamo a riconcorrere le emergenze, invece che lavorare su piani di mitigazione e di adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica, attivandosi per lo stanziamento delle risorse necessarie per attuare al più presto il PNACC, che ad oggi resta purtroppo un piano sulla carta, che sono mancate anche nella legge di bilancio in approvazione; approvando il prima possibile una legge contro il consumo di suolo, che non si combatte fermando il fotovoltaico a terra ma vietando poli logistici, data center, nuove infrastrutture stradali, aree residenziali o produttive sui suoli agricoli; istituendo l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sono più ammessi ritardi”.

Siccità

Il 2025 è stato segnato anche da una siccità ormai strutturale, che ha colpito soprattutto il Sud Italia, con particolare intensità in Sardegna, Puglia e Sicilia. Nel Nord della Sardegna, in particolare nella Nurra, numerose aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, con gravi ricadute economiche. Drammatica la situazione degli allevamenti, che hanno dovuto affrontare il rischio di restare senza acqua per l’abbeveraggio, costringendo le imprese ad acquistare acqua a costi insostenibili.

In Sicilia, a settembre, i sindaci dei comuni del comprensorio irriguo di Ribera hanno chiesto una terza irrigazione di soccorso per salvare frutteti e colture di qualità. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle temperature elevate.

Caldo record in Europa

Le alte temperature rappresentano un ulteriore segnale di allarme. Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service, il 2025 è destinato a essere il secondo anno più caldo mai registrato, al pari del 2023 e subito dopo il 2024. È inoltre probabile che la temperatura media globale del triennio 2023-2025 superi per la prima volta la soglia di 1,5°C fissata dagli Accordi di Parigi.

In Europa, l’estate è stata segnata da ondate di calore eccezionali. Uno studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che il cambiamento climatico abbia causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate priva dell’aumento delle temperature legato alle attività umane.

“Il bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – conferma una tendenza allarmante: gli eventi meteorologici estremi continuano ad aumentare, con impatti sempre più gravi anche sul nostro territorio. Piemonte e Valle d’Aosta non sono immuni: la provincia di Torino figura tra le più colpite in Italia, con 12 eventi registrati nell’anno, mentre le piogge intense e le frane hanno messo a dura prova la tenuta idrogeologica delle nostre aree montane e collinari, in particolare la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. In Piemonte gli eventi estremi registrati nel 2025 sono 28 (+27% rispetto al 2024) e, come da trend nazionale, anche nel territorio piemontese sono gli allagamenti da piogge intense i fenomeni più frequenti.
Questi numeri non sono semplici statistiche: raccontano di territori fragili, di comunità esposte a rischi crescenti e di un’emergenza climatica che richiede risposte immediate. È indispensabile accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e approvare una legge contro il consumo di suolo. Ma non basta: occorre avviare con urgenza la redazione dei Piani locali di adattamento al clima per Piemonte e Valle d’Aosta, strumenti fondamentali per tradurre le misure nazionali in azioni concrete sui territori, dalle città alle aree interne. Solo così potremo proteggere le persone, le infrastrutture e il nostro patrimonio naturale. Il tempo delle scelte è adesso.
Ricordiamo che nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia ammontano già a 11,9 miliardi di euro: senza interventi strutturali, entro il 2029 si rischia di arrivare a 34,2 miliardi. È altrettanto urgente avviare una quantificazione economica puntuale dei danni subiti dal Piemonte, per programmare risorse e interventi adeguati. Non possiamo più permetterci ritardi: il PNACC deve uscire dalla teoria e diventare realtà, con risorse certe e governance efficace.”

Alice torna nel paese delle Meraviglie

OPERETTA TEATRALE A STUPINIGI

A tutti è familiare la Palazzina di Caccia di Stupinigi, delizia dell’Ordine Mauriziano, alle porte di Torino, uno dei tesori architettonici di cui è ricca la nostra regione. Non tutti però conoscono il programma a regìa del Gruppo Storico Nobiltà Sabauda previsto per il 6 gennaio 2026, con ben due spettacoli, il primo alle ore 15.00 e il secondo alle 17.00

Grazie a questi spettacoli, la Palazzina di Caccia si trasformerà in un palcoscenico incantato.

Il citato gruppo storico porterà in scena una rivisitazione del capolavoro di Lewis Carrol ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’, dal titolo: “ALICE: IL RITORNO NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”.

L’ormai ventenne Alice ritorna nel mondo fatato che l’aveva accolta da bambina. Il Paese che la vide con i capelli sciolti, i calzettoni bianchi e gli occhioni azzurri, luccicanti, di fronte ad ogni sorpresa è però cambiato.

Purtroppo quella realtà è minacciata sia da una regina crudele che da una tetra ombra che insieme incombono sul regno di quelle creature fantastiche. Ormai giovane adulta, l’eroina di Carrol (che nacque matematico, prima che romanziere di successo) dovrà caricarsi sulle spalle la responsabilità di aiutare i vecchi amici a liberarli da quell’incubo.

Il Gruppo Storico Nobiltà Sabauda nasce nel 1997 ed è ormai noto per iniziative che uniscono recitazione, danza e rievocazione storica. Grazie a un corposo numero di oltre quaranta artisti, questo cammeo culturale – vanto per la nostra regione – ha partecipato a manifestazioni culturali sia in Italia che all’estero, riscuotendo ovunque gran successo, grazie alla sua peculiare capacità di saper ricreare atmosfere, sia aristocratiche che contadine, militari, artigiane, religiose del nostro luminoso passato ducale.

Fra gli altri, ricordiamo spettacoli come “C’era una volta l’Italia che non c’era”, “L’eclissi del Re Sole” e i “Racconti dalla gabbia dorata”.

Dove si esibiscono? Principalmente in piazze, borghi antichi e palazzi storici.

L’opportunità di ambientare questo ‘ritorno di Alice’ nella Palazzina di Caccia, un gioiello barocco di particolari peculiarità, è stata quanto mai valida come scenario indispensabile per far risaltare la magia di trama, costumi e le capacità artistiche del Gruppo.

E’ certo che questa Epifania 2026, passata in loro compagnia, potenzierà la dolcezza di una festa principalmente cara ai bimbi.

Il costo di 8 euro (ridotto) e di 12 (intero), non solo permetterà l’accesso allo spettacolo ma anche alla visita alla Palazzina. No prevendita né posti prenotabili, perciò si consiglia di presentarsi agli ingressi con un certo anticipo.

Per ulteriori informazioni – soprattutto logistiche – fare riferimento alla Fondazione Ordine Mauriziano-Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Telefono 011-62.00.601 e.mail stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it

Ferruccio Capra Quarelli

Previste interruzioni sulle Provinciali del Canavese

 263 A PIVERONE E 36 A SAN PONSO

 

Piverone, per consentire l’installazione di un cantiere edile in una proprietà privata, la Strada Provinciale 263 sarà chiusa al traffico dal km 5+510 al km 5+514 da mercoledì 7 gennaio a lunedì 2 marzo. Sul posto è previsto il posizionamento di una gru. Il percorso alternativo sarà segnalato in loco e la chiusura al traffico non si protrarrà oltre la conclusione dei lavori.

Nell’abitato di San Ponso, per consentire la posa di una nuova condotta idrica, la Strada Provinciale 36 di Salassa sarà interrotta dal km 4+200 al km 4+800 dalle 8 di lunedì 12 gennaio alle 17 di giovedì 30 aprile. Sono esclusi dal divieto di circolazione i residenti in zona e la chiusura non si protrarrà oltre la conclusione dei lavori. Il percorso alternativo sarà segnalato in loco.

Studio ICARO: una nuova frontiera per il diabete di tipo 2

Nei primi mesi del 2026 prenderà il via all’Asl di Vercelli lo studio ICARO (Insulin Care Assessment in Real-world Observations), una ricerca innovativa di quality of life che punta a semplificare la terapia insulinica per le persone con diabete mellito di tipo 2 (DMT2) e a valutare l’effettivo miglioramento della qualità di vita.

La novità è rappresentata da una formulazione di insulina basale che si somministra una sola volta alla settimana, anziché ogni giorno. Questo approccio riduce il numero di iniezioni (da circa 365 all’anno a circa 52), semplifica la gestione della terapia e favorisce l’aderenza da parte del paziente, mantenendo un’efficacia paragonabile alle insuline giornaliere e con un rischio di ipoglicemia simile. L’insulina basale settimanale è distribuita in Italia dall’estate 2025, si tratta di un farmaco già autorizzato dall’AIFA, quindi ICARO non sarà una sperimentazione, ma uno studio osservazionale.

La combinazione della somministrazione del farmaco con dispositivi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM) consentirà un controllo più stabile e puntuale dei valori glicemici.

ICARO valuterà l’impatto dell’insulina basale settimanale sulla variabilità glicemica, sul compenso metabolico e sulla qualità di vita percepita dai pazienti. In particolare, si analizzerà il parametro “Time in Range” (tempo trascorso con normale concentrazione di glucosio nel sangue), strettamente correlato al benessere del paziente.

Lo studio ha come Centro promotore la struttura di Endocrinologia dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, mentre l’Asl di Vercelli, attraverso la struttura di Diabetologia e Endocrinologia dell’Ospedale S. Andrea, diretta da Roberta Paltro, è stata una tra le prime aziende sanitarie del Piemonte – su un totale di sei coinvolte – ad aderire al progetto, tramite parere favorevole del Comitato Etico di quadrante e della Direzione Tecnica dell’azienda vercellese composta dal personale della Direzione medica di presidio, della Farmacia ospedaliera, della Farmaceutica territoriale, oltre che della Qualità.

Lo studio è rivolto esclusivamente a persone adulte con diabete di tipo 2 che non hanno mai utilizzato insulina e che necessitano di iniziare la terapia basale settimanale per la prima volta.

Il reclutamento sarà effettuato dal personale della struttura di Diabetologia ed endocrinologia dell’Asl, che punta a coinvolgere un totale di 10 pazienti: l’arruolamento durerà 12 mesi, mentre ogni paziente sarà seguito per circa 18 settimane (quattro mesi di trattamento più due settimane di monitoraggio iniziale).

Dopo la visita di arruolamento, il paziente indosserà un sensore CGM per due settimane, senza modificare la terapia in corso. Successivamente inizierà la somministrazione di insulina basale settimanale, con dosaggio personalizzato. Durante il percorso, il paziente compilerà un questionario sulla soddisfazione del trattamento e continuerà a utilizzare il sensore per monitorare la glicemia. Al termine, i dati raccolti serviranno a valutare l’efficacia e la sicurezza della terapia.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

Minori e giustizia riparativa, rinnovato il Protocollo d’intesa 

“Apprendo con soddisfazione che la Giunta regionale ha deciso di continuare a investire sulla giustizia riparativa, nel solco della Riforma Cartabia, che si è proposta di disciplinare i percorsi e l’incontro tra autori di reato, persone offese e società civile”. Lo dichiara il Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza Giovanni Ravalli all’indomani dell’approvazione della delibera che proroga il Protocollo d’intesa tra la Regione, il Garante, il Centro Giustizia minorile, la Procura presso il Tribunale per i minorenni di Torino, il Tribunale per i minorenni di Torino e i Comuni di Torino e di Novara per gli interventi di giustizia riparativa e di comunità volti all’inserimento di minori sottoposti a provvedimenti penali.

“La collaborazione interistituzionale rappresentata dai numerosi enti coinvolti nel protocollo – aggiunge – ha portato e continuerà a portare ottimi frutti a favore di molti minori, coinvolgendo vittime e autori di reati in percorsi di riconciliazione e riparazione del danno”.
“Sono convinto – conclude Ravalli – che la giustizia riparativa sia un valido percorso, dal momento che aiuta il minore a prendere maggiore consapevolezza delle proprie azioni illegali, della sofferenza provocata alle vittime e alla comunità. A questo proposito, desidero estendere idealmente un’esortazione a tutti i minori della nostra regione sottoposti a provvedimenti penali: ‘Sii consapevole che tu non sei il tuo errore, sei molto di più. Ora è il momento di rialzarti: se vuoi, puoi ricominciare’”.

Ufficio Stampa CRP

Dormire? Sì, tra un po’

La procrastinazione del sonno, quando addormentarsi diventa un problema.

Un film, una serie, il cellulare con tutti i suoi contenuti, la posta, la chat ed è già mezzanotte passata. Si sa benissimo che è ora di andare a dormire, ma si rimanda anche a causa di pensieri intrusivi conditi da tanta immaginazione. Si chiama procrastinazione del sonno e non è solo una cattiva abitudine, ma un fenomeno psicologico sempre più attenzionato, con ripercussioni concrete sulla salute mentale e fisica. Il termine tecnico è “bedtime procrastination”, introdotto per la prima volta nel 2014 dalla ricercatrice olandese Floor Kroese. Si tratta della tendenza a rimandare l’ora di andare a dormire senza un motivo valido, cioè senza che fattori come lavoro, figli o emergenze impongano di restare svegli. È una scelta volontaria, ma spesso vissuta con frustrazione: si è consapevoli che sarebbe meglio dormire, ma si sceglie di non farlo rivendicando un po’ di tempo per sé, anche a discapito del riposo. Alla radice di questo comportamento ci sono diverse ragioni che si intrecciano tra loro quali lo stress e il sovraccarico mentale, la scarsa autoregolazione tipica di chi fatica a gestire impulsi e decisioni nel breve termine e tende a procrastinare più facilmente, la tecnologia e iperstimolazione causati da un utilizzo frequente di smartphone, serie TV, social network pensati per intrattenere sempre più a lungo col fine di creare così una reale dipendenza. Un altro motivo che causa il ritardo nell’andare a letto è l’ansia, per evitare il momento del silenzio, in cui pensieri e preoccupazioni si accatastano nella nostra mente, si tende a rimandare il più possibile. Rinunciare al sonno non è una consuetudine da prendere alla leggera, anche una moderata deprivazione può creare problemi di umore, di concentrazione e avere conseguenze sul metabolismo e sul sistema immunitario. I disturbi che vengono causati da questo rinviare ad andare tra le “braccia di Morfeo” sono seri e da non sottovalutare. L’ affaticamento cronico cosi come l’aumento della depressione sono alcuni dei rischi che si corrono, così come il peggioramento delle performance cognitive e la maggiore vulnerabilità rispetto a malattie cardiovascolari. Inoltre, chi dorme poco tende a procrastinare anche in altri ambiti, alimentando un circolo vizioso difficile da spezzare.

Come si può rompere questa spirale che rende esausti e condiziona la quotidianità? Come prima cosa è necessario dare vita ad una routine rilassante a fine giornata che rallenti i ritmi, è opportuno spegnere tutti gli schemi almeno 1 ora prima di andare a dormire e creare una motivazione convincente per andare a letto a riposare. Inoltre quei momenti dedicati a noi stessi durante la notte dovrebbero essere inseriti, al contrario, nel corso della giornata; la sera ci si può dedicare, invece, alla redazione di un diario o alla mindfulness unita alla respirazione consapevole.

Insomma rimandare l’addormentamento può essere considerato un desiderio recondito di chi rivendica i propri spazi e il proprio tempo, ma che spesso finisce per colpire piuttosto che favorire Non si tratta solo di imparare a dormire di più e all’ora prevista, ma di riconquistare un rapporto sano con il proprio tempo, le proprie scelte e il proprio benessere. Dormire non è perdere tempo, è uno spazio salutare a cui non rinunciare mai.

Maria La Barbera

Nord Ovest Mtb, nel 2026 non mancano le novità

Si riparte e si riparte alla grande. Il circuito Nord Ovest Mtb prepara un 2026 davvero d’eccezione con un calendario che mette insieme sei classiche del panorama nazionale, alcune dalla lunghissima storia. Le novità caratterizzano quello che si preannuncia come uno dei circuiti di maggior livello specifico dell’intero panorama nazionale.
Si partirà presto perché la prima corsa è fissata già per il 15 marzo, la Granfondo Moncrivilla in programma a Villareggia (TO). Appena sette giorni dopo ci sarà l’occasione della rivincita immediata in una prova dalla lunga storia come la GF Muretto di Alassio (SV) e ad aprile si rimane in Liguria per la Marathon dell’Appennino, la prova di Casella (GE) che dopo aver ospitato il campionato europeo entra nella challenge e per l’occasione si sposta da giugno ad aprile, il 25 per una Festa della Liberazione che si preannuncia davvero speciale.
La gara di Casella rappresenterà il giro di boa del circuito che il 17 maggio porterà i concorrenti ancora nel Torinese, a Caselette per la GF Musiné. Il 28 giugno si va invece a Sauze d’Oulx per La Via dei Saraceni, corsa tornata negli ultimi anni in calendario dopo che nel secolo scorso ha raccolto i più alti numeri di partecipazione per una singola Granfondo italiana. Chiusura in terra valdostana prevista il 20 settembre con la Gran Paradiso Bike di Cogne (AO).
Per partecipare a sei autentiche classiche del calendario del Nord Ovest Mtb, il costo dell’abbonamento è di 179 euro, aggiungendo altri 50 euro si avrà il gadget e la partecipazione a tutti i pasta party previsti per la challenge. Ma non è tutto: da quest’anno alcune tappe prevedranno anche le prove per Esordienti e Allievi, per dare anche un forte messaggio promozionale e permettere ai più giovani di sperimentare anche le lunghe distanze. Inoltre ad ogni tappa oltre alle classiche premiazioni verranno previsti tre riconoscimenti “a sorpresa” fra tutti coloro che si classificheranno oltre i primi cinque di ogni categoria, per far sentire tutti, davvero tutti, parte di quella che sarà una grande famiglia.

Per informazioni: https://www.nordovestmtb.it/

Mara Martellotta

Epifania a teatro per le famiglie

 

Allo Spazio Kairos merenda e “Tutti a scuola! La Befana vi aspetta”, dal libro di Nicoletta Asnicar

Martedì 6 gennaio alle 16,30 allo Spazio Kairos di Torino, in via Mottalciata 7, “Tutti a scuola! La Befana vi aspetta“, di e con Michela Di Martino.

Onda Larsen, che organizza il pomeriggio, offre alle 16 la merenda. Poi, alle 16,30, va in scena lo spettacolo liberamente tratto dal libro di Nicoletta Asnicar: 50 minuti di teatro di narrazione e interazione, pensati per un pubblico dai 2 in avanti.

Lo spettacolo sulla Befana
Poter aiutare la Befana, è un’occasione imperdibile. Mancano poche ore alla notte dell’Epifania, ma quest’anno c’è un grosso problema: la Befana ha la febbre. Gommose alla fragola, orsetti di gelatina, ovetti mille gusti: come farà a distribuirli? Avrà bisogno di un valido o una valida aiutante: così decide di fare un concorso. Alla sua buca delle lettere arriveranno varie lettere, ma tra tutte sceglierà quella di Annì, una bimba di 6 anni, molto determinata e con tanta voglia di imparare. E così, la Befana, tra un fazzoletto e l’altro, insegnerà i segreti della “befaneria”.

I piccoli verrano coinvolti anche sul palco come aspiranti aiutanti della Befana: a fine spettacolo, potranno conoscerla e parlarci, imparando qualche segreto della Befana e l’incantesimo cantato “Ad ognuno il suo dolcetto”.

Michela Di Martino – Bio

Nata a Napoli e residente a Torino dall’età di 10 anni. La sua attività poliedrica spazia dalla recitazione teatrale alla conduzione televisiva, passando per il doppiaggio, la scrittura e la partecipazione attiva a eventi istituzionali e sociali. Cresciuta in una famiglia di musicisti, Michela inizia il suo percorso artistico sin da giovanissima: a soli 11 anni entra al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, dove studia pianoforte per cinque anni, per poi orientarsi definitivamente verso il teatro. Si forma all’Accademia di Recitazione Sergio Tofano di Torino, affinando la propria tecnica con maestri di rilievo come Mamadou Dioume (storico collaboratore di Peter Brook) e Danny Lemmo, costruendo così un profilo artistico solido e riconosciuto. Si specializza inoltre nel doppiaggio frequentando il Centro D, scuola fondata da Danilo Bruni, e completa la sua preparazione con una Laurea Magistrale in Teatro e Arti della Scena presso l’Università degli Studi di Torino. Ha collaborato per oltre dieci anni con Rai Torino, prendendo parte a programmi per ragazzi come “L’Albero Azzurro”, “Oreste, che storia!” e “Natale Show”, prestando la voce a numerosi personaggi – tra cui Zarina – e partecipando alla nuova serie RAI “Piccolo Mostro”, di cui è voce protagonista. È inoltre speaker per importanti campagne pubblicitarie e istituzionali legate a realtà come il Museo Egizio, la FIAT, Turismo Torino e altre iniziative promosse dalla Città. La sua carriera spazia dal teatro alla televisione, con ruoli in produzioni come “C’era una volta Studio Uno” e la web fiction “06/3139”. Nel 2016 prende parte alla produzione “I Tre Moschettieri”, kolossal teatrale del TPE in otto puntate con registi di fama quali Gigi Proietti, Beppe Navello e Ugo Gregoretti, andato in scena al Teatro Astra dal 18 febbraio al 1° maggio 2016. Tra le sue esperienze più recenti, figura lo spettacolo dedicato a Cleopatra, andato in scena nell’agosto 2024 all’interno della rassegna Teatro nelle Corti, Nel 2023 ha pubblicato il libro per bambini C’è un alieno in città (Edizioni San Paolo), presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino e in numerose rassegne culturali italiane. Michela Di Martino è inoltre spesso volto e voce di eventi chiave della città: ha condotto momenti istituzionali e pubblici legati alle ATP Finals di Torino ed è una presenza attiva in iniziative solidali, come il Raduno dei Babbi Natale a favore dell’Ospedale Regina Margherita, dove porta entusiasmo e umanità a sostegno dei più piccoli. Nel 2023/2024 è stata speaker ufficiale delle Juventus Women. Accanto all’attività scenica, porta avanti un importante impegno educativo e formativo con corsi teatrali per bambini e ragazzi. Tra questi si segnala Officina Teatro, laboratorio teatrale ospitato dalle OGR e pensato per avvicinare i più piccoli all’uso consapevole della voce e del corpo, con finalità educative. È attualmente coinvolta anche in produzioni teatrali di rilievo, tra cui collaborazioni con il Teatro alla Scala di Milano e nelle nuove produzioni Rai, presso il Centro di Torino.

Biglietto unico: 9 euro.
Pacchetto famiglia (acquisto di minimo di 4 biglietti per lo stesso evento): 28 euro.