Arte e sacro, la chiesa di San Dalmazzo a Torino

In centro citta’ un gioiello molto antico

Dopo un lungo periodo di chiusura, e’ di nuovo possibile visitare la chiesa di San Dalmazzo, situata tra via Garibaldi, una volta via Dora Grossa, e via delle Orfane.

Costruita nel lontano 1271 e destinata all’assistenza dei pellegrini e alla cura degli infermi, nel tempo la sua struttura subi’ un consistente deterioramento e fu cosi’ che nel 1573, periodo in cui fu affidata ai frati Barnabiti, si decise per una riedificazione. Qualche anno dopo per volere del cardinale Gerolamo della Rovere fu nuovamente restaurata e decorata, anche grazie alle numerose donazioni dei Savoia mentre alla fine dell’800 furono ripresi ulteriormente i lavori che la riportarono al suo stile originario. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu bombardata riportando seri danni al tetto e agli infissi, il suo ultimo restauro risale al 1959.

L’esterno e’ l’unica parte rimasta in stile Barocco con i suoi pilastri di ordine corinzio, i finestroni da cui entra la luce e un timpano semicircolare che avvolge un prezioso affresco. La chiesa, di medie dimensioni, trova la sua bellezza, oltre che nei suoi sorprendenti interni in stile neogotico che catturano subito l’occhio del visitatore, ma anche nella superficie proporzionata che la rende accogliente e affascinante.

Al suo interno lo sfondo e’ quello tipico dello stile gotico caratterizzato dallo slancio verticale, da vetrate colorate, da stucchi, dipinti neo-bizantini di Enrico Reffo e dorature. L’elemento che attira legittimamente l’attenzione e’ la fonte battesimale originale ereditata dalla vecchia chiesa di San Dalmazzo Martire. La struttura e’ a tre navate decorate da edicole, il bellissimo pulpito incorniciato da mosaici e il ciborio a baldacchino.

Spesso la chiesa di San Dalmazzo si fa scenario di concerti di musica, dal gospel alla musica da camera, il prossimo appuntamento? Domenica 15 Dicembre 2024 ore 17:00 TORINO CHAMBER MUSIC FESTIVAL, vibrazioni all’interno di un contesto suggestivo e incantevole.

Per informazioni sugli eventi

www.diocesi.torino.it

Maria La Barbera

Scontro tra furgoni sull’A5 a Foglizzo: code fino a 10 km

Scontro tra due furgoni sull’autostrada Torino-Aosta-Monte Bianco: i mezzi finiscono sul fianco della carreggiata con parte del carico ribaltato, code fino a 10 chilometri. L’incidente è avvenuto questa mattina in direzione della Valle.

I due mezzi pesanti si sono urtati nel tratto tra gli svincoli di Volpiano e San Giorgio Canavese, nel comune di Foglizzo. Uno dei due autisti è rimasto ferito in modo lieve ed è stato trasportato all’ospedale di Chivasso per accertamenti dai sanitari del 118 Azienda Zero.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia stradale di Torino-Settimo e gli ausiliari ITP. L’intera carreggiata è stata chiusa con obbligo di uscita a Volpiano, causando lunghe code e rallentamenti.

VI.G

Federalberghi annuncia il rinnovo dell’accordo con il Museo Egizio

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Federalberghi Torino annuncia il rinnovo dell’accordo di collaborazione con la Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino per promuovere il Museo Egizio e ampliare l’offerta culturale a disposizione dei turisti che soggiornano nelle strutture associate.
L’accordo, di durata biennale, prevede una scontistica sul biglietto di ingresso al Museo Egizio, presentando la prova d’acquisto in biglietteria.
Il personale operante presso le strutture turistico ricettive, i receptionist in particolare, e gli associati potranno continuare a beneficiare di visite guidate da un egittologo e introdotte dal direttore del Museo Christian Greco o da un suo delegato al fine di ampliare la conoscenza del Museo, delle iniziative da esso proposte nell’ottica di offrire ai turisti tutte le informazioni necessarie e incentivare le visite.
Dal gennaio 2024, da quando i Giovani del Comitato Nazionale di Federalberghi hanno consegnato il premio “Giovanni Colombo” al direttore Greco, sono stati 250 gli associati e i dipendenti delle strutture ricettive torinesi che hanno usufruito di questa opportunità. Accanto a queste iniziative Federalberghi Torino e le strutture turistico ricettive  si impegnano a veicolare, tramite newsletter, corner informativi e footer sui siti, le informazioni promozionali legate al museo.
Federalberghi prosegue nel percorso di sinergia e collaborazione con le principali istituzioni culturali del territorio al fine di incentivare le visite, ampliare l’offerta per i clienti delle strutture turistico ricettive e fornire un primo supporto informativo ai turisti in visita.

“Il rinnovo di questo accordo conferma la volontà di Federalberghi Torino di rafforzare il legame tra il sistema ricettivo e uno dei poli culturali più prestigiosi della città – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – il rapporto tra la nostra associazione e una prestigiosa realtà culturale quale il Museo Egizio rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra realtà locali possa generare valore per la città e per chi la visita. Coinvolgere il nostro personale significa inoltre investire in un turismo più consapevole, capace di raccontare Torino attraverso le sue eccellenze culturali  e la professionalità delle sue strutture ricettive”.

Mara Martellotta

Amiat rinnova il parco mezzi

Oltre 19 milioni di euro per nuovi veicoli e manutenzione

Un piano di investimenti che guarda all’efficienza dei servizi e alla riduzione dell’impatto ambientale. Amiat Gruppo Iren ha approvato un programma di rinnovo e potenziamento del proprio parco mezzi, con uno stanziamento complessivo superiore ai 19 milioni di euro destinato all’acquisto di nuovi veicoli e ai servizi di manutenzione.

Nel dettaglio, il piano prevede l’acquisto di 58 nuovi mezzi: 17 spazzatrici di medie dimensioni, 29 veicoli per la raccolta e il trasporto dei rifiuti urbani e 12 mezzi dedicati al lavaggio dei contenitori. Nelle prossime settimane partiranno le procedure di gara, mentre l’arrivo dei nuovi veicoli è previsto a partire dal secondo semestre del 2026.

Il potenziamento del parco mezzi consentirà ad Amiat di proseguire con la graduale dismissione dei veicoli più datati, sostituendoli con mezzi di nuova generazione dotati di motorizzazioni appartenenti a classi Euro più recenti. L’operazione è finalizzata a migliorare le prestazioni operative e a ridurre le emissioni inquinanti, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

Accanto all’acquisto dei nuovi veicoli, il piano include anche un accordo quadro triennale per la manutenzione e la fornitura di ricambi, per un valore di circa 4,8 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire continuità ed efficienza nel funzionamento del parco mezzi.

«Il rinnovo del parco mezzi di Amiat rappresenta un’occasione per rafforzare il decoro urbano e la cura degli spazi pubblici», ha commentato l’assessora alle Politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta, sottolineando l’impegno congiunto della Città e di Iren nel promuovere comportamenti corretti attraverso campagne di informazione, sensibilizzazione e controlli mirati.

Soddisfazione anche da parte dell’azienda. «Questo piano di potenziamento del parco mezzi è particolarmente significativo per Amiat», ha dichiarato Paola Bragantini, presidente di Amiat Gruppo Iren. «I nuovi veicoli e le risorse dedicate alla manutenzione ci permetteranno di migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi di raccolta e di igiene ambientale, a beneficio sia degli operatori sia dei cittadini».

Il piano si inserisce nel percorso di aggiornamento dei servizi di igiene urbana della città, con l’obiettivo di accompagnare Torino verso un modello di gestione dei rifiuti sempre più moderno e sostenibile.

TorinoClick

Antimo Matano, “fotografie” di un inconscio tumultuoso

BRANDELLI  Postille di troppo su artisti contemporanei

Di Riccardo Rapini

 

Ogni discorso sull’arte arriva in ritardo, o peggio risulta di troppo. Ogni opera ha già compiuto il suo lavoro in sé stessa, ciò che resta sono scarti, detriti e arzigogoli. Questa rubrica non prova a colmare quella distanza: si limita a muoversi tra i brandelli, a ridosso di ciò che li ha caratterizzati per poi, infantilmente, indicarveli.

Il primo artista di cui vi voglio parlare è Antimo Matano.


Campano di origine è nato nel 1992 a Carinola, nel casertano. La sua formazione lo porta lontano, qui a Torino, in cui ha vissuto e studiato, trovando uno spazio (termine che nelle sue varie declinazioni tornerà spesso in questo articolo) di accoglienza umana e intellettuale e che ha cesellato parte del suo modo di pensare il lavoro e il paesaggio.
Trova casa in un complesso abitativo dal carattere antico e un po’decadente, in Corso Casale 79 a ridosso di Borgo Po.

Qui ha il suo piccolo studio e la sua casa, spartana e di immediato impatto: le mura e parte del pavimento sono ricoperte, mi conferma Antimo, da più di 400 metri quadrati di sue tele.

Dalla finestrella del suo studio si vede il Po e le fronde degli alberi di Parco Michelotti, dalla porta a vetro che dà su Piazza Borromini invece lo sguardo cade inevitabilmente su un orologio fermo su un edificio. Tutto scorre e tutto rimane immoto.

Torino piace molto a Matano, soprattutto nei suoi angoli più declinanti e selvatici, eppure torna ossessivamente a un solo luogo: le montagne del Massico, sopra Carinola, che incombono sul suo piccolo paese natio e su di lui con il peso persuasivo di un pensiero antico e inspiegabile.

Non perché lì vi si nasconda una qualche verità irraggiungibile altrove, ma perché certi territori, quando ci hanno visti germogliare, si traducono in una compulsiva prigione mentale dalla quale non si esce più. Sono come elastici, più ti ci allontani e più ti riportano indietro.
E si continua a girarci attorno, a raschiarli, a sperare che restituiscano qualcosa. Non lo fanno, al massimo cedono delle tracce confuse sulle quali noi stampigliamo significati. Come l’infanzia ricordata da adulti.

Ma questo paesaggio esterno e interno nelle tele di Antimo non è un “tema”, bensì un pretesto.

Un deposito di memorie che resistono pervicacemente allo sparire e che per sfinimento vengono dunque celebrate.
Anche se ogni tentativo di rappresentarle fallisce, come fallisce ogni mappa: invece di chiarire, produce un altro groviglio. Un altro paesaggio, dice l’artista. Più precisamente un’altra approssimazione: se cercassimo di essere cartograficamente rigorosi una mappa dovrebbe rappresentare l’infinito.

Quello di Matano è un gesto ripetuto e materico: in cui tracce e sovrapposizione tentano di sigillarsi in un linguaggio che rievoca quello del rito. Un perenne opporsi al percepito vuoto spaziale che rimanda la tela, che è sempre più profonda di chi la guarda. Un vuoto da cui stilla minacciosa l’assenza di senso, ma che iniziando a collocarlo, e quindi recintandolo, lo si rende “sacro”: il perimetro di mattoni di un altare a un dio sconosciuto.

Le opere di Antimo sono infatti spesso circoscritte in aree concentriche (oltre a quella naturale della tela), il cui intento mi ricorda quello della quadratura del cerchio: un tentativo impossibile di congiungere Terra e Cielo.

Nel recinto poi l’artista tende ossessivamente i lembi di una stratificazione di segni, che rievocano remoti abitati, e che incarnano la sua poetica. Una miscela di geometrie che perdono di disciplina e si sfaldano, finalmente; come in certe opere di Antoni Tàpies. Una poetica che è appunto difesa, come un accumulo di strati di terra sopra qualcosa che si preferirebbe non vedere più.
Cos’è questo buio che si vuole celare?

Ma il recinto non sacralizza nulla, serve solo a illudersi che esista ancora un dentro separato da un fuori. Che qualcosa possa essere protetto e verticalizzato tramite l’edicola dell’arte.
Tutto è già da sempre esposto, già consumato. Anche il sacro non ha mai avuto bisogno di cornici o di tele per sopravvivere poiché nasce da uno smarrimento biologico originario, e quasi sempre mal razionalizzato, dinanzi l’insanabile frattura tra l’Io e il Tutto, trasversale in ogni epoca finché esisterà l’uomo.

La pittura di Matano vorrebbe essere architettura, scultura, paesaggio, memoria. Non riesce a essere nessuna di queste cose fino in fondo. Rimane sospesa, incompiuta, come chi ha capito troppo tardi di aver scelto il mezzo sbagliato. Ma proprio in questa insufficienza c’è qualcosa di autenticamente bello e, per opposizione, compiuto. Esattamente come il finale mancato del Castello di Kafka, inesaurito ed inesaudibile: le porte del Castello non si possono aprire e nemmeno si può scriverne o dipingerne attendibilmente.

I quadri di Antimo quindi ripiegano sulla fossilizzazione di istanti sformati, come fa la terra con tutto ciò che le cade sopra. Li rendono fotografie di un inconscio preistorico e tumultuoso e che, a chi li osserva, ricordano la numinosa creazione di un bambino, di un sacerdote primitivo o di un archeologo.

Lasciandoti però la sensazione che queste opere, oltre che di paesaggio, di spazio e di sacralità parlino di un uomo che non riesce a smettere di fissare lo stesso punto, pur sapendo che non risponderà mai come egli vorrebbe. Ed è l’infinito in questo punto, a conti fatti, l’unica cosa che valga la pena di essere perennemente mostrata.

“Vorrei che il bianco del foglio sparisse e un nero pensiero di giorno prendesse il suo posto. Per sempre” A.M.

Un arresto per maxi furto da 245mila euro e frodi su carte di pagamento

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a un’Ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa nei confronti di un cittadino romeno venticinquenne gravemente indiziato dei reati di indebito utilizzo e falsificazione di carte di pagamento, nonché di furto aggravato.

Nello specifico, le investigazioni, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno tratto origine da una segnalazione pervenuta nel mese di maggio 2025 dall’Ufficio Antifrode di una società operante nel settore dei carburanti, relativa a una serie di transazioni ritenute anomale effettuate nel territorio torinese mediante l’utilizzo di una carta carburante associata a un veicolo di servizio in uso a un Commissariato di Pubblica Sicurezza della provincia di Bari.

Le attività investigative, sviluppate attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, l’esame del traffico telefonico e l’impiego di presidi tecnologici, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato in relazione alle condotte illecite contestate, poste in essere tra la fine di aprile e la prima metà di maggio 2025.

Nel prosieguo delle indagini, i medesimi approfondimenti investigativi hanno altresì permesso di accertare il coinvolgimento del soggetto nel furto aggravato perpetrato nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2025 ai danni di una profumeria del centro cittadino, nel corso del quale venivano asportati profumi e altri prodotti per un valore complessivo stimato in circa 245.000 euro.

L’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza dell’esercizio commerciale e di ulteriori impianti pubblici e privati, unitamente ad altri riscontri investigativi, ha consentito di individuare elementi utili all’identificazione di uno degli autori del reato, riconosciuto nell’odierno destinatario del provvedimento cautelare restrittivo.

Nell’ambito del medesimo procedimento, nel mese di novembre 2025, veniva eseguita una perquisizione locale e personale, disposta dall’Autorità Giudiziaria, nel corso della quale l’indagato veniva trovato in possesso di numerose card clonate, nonché di apparecchiature elettroniche artigianali del tipo “skimmer” e di ulteriore materiale ritenuto idoneo alla clonazione di carte di pagamento. Il materiale rinvenuto veniva sottoposto a sequestro e, alla luce degli elementi emersi, il soggetto veniva tratto in arresto in flagranza di reato.

Il complessivo quadro indiziario emerso nel corso delle indagini, ulteriormente corroborato dagli esiti della perquisizione e dall’arresto in flagranza, è stato condiviso dall’Autorità Giudiziaria procedente, che ha emesso il provvedimento restrittivo eseguito in data odierna.

Trenitalia, modifiche alla circolazione tra To -Rebaudengo e Germagnano

REGIONALE PIEMONTE, TRENITALIA: MODIFICHE ALLA CIRCOLAZIONE TRA TORINO REBAUDENGO E GERMAGNANO

 Modifiche alla circolazione per lavori infrastrutturali programmati da sabato 24 gennaio a lunedì 23 febbraio sulla linea Torino Rebaudengo– Ciriè – Germagnano.

Per dotare la rete della possibilità di circolazione dei treni a doppio senso di marcia e per rinnovare i sistemi di gestione della circolazione, in accordo con Regione Piemonte, la circolazione ferroviaria sarà interrotta in due fasi per limitare al minimo il disagio per i viaggiatori.

In un primo periodo, da sabato 24 gennaio a martedì 3 febbraio, la circolazione sarà interrotta da Torino Rebaudengo a Germagnano, da mercoledì 4 a domenica 22 febbraio da Torino Aeroporto a Germagnano.

Regionale di Trenitalia ha riprogrammato l’offerta per garantire la continuità del servizio con servizio bus:

I treni delle linee SFM 6 (Torino Aeroporto di Caselle-Asti), SFM 7 (Ciriè-Fossano) e SFM 4 (Germagnano -Alba) iniziano e terminano la loro corsa a Torino Stura dal 24 gennaio al 3 febbraio;

i treni della SFM 7 (Ciriè-Fossano) e SFM 4 (Germagnano -Alba) iniziano e terminano la corsa a Torino Aeroporto dal 4 al 23 febbraio. Nello stesso periodo la linea SFM 6 (Torino Aeroporto di Caselle-Asti) inizia e termina la corsa a Torino Stura.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia eccetto i cani da assistenza.

Tommy Emmanuel torna in Italia all’Alfieri di Torino

Lunedì 2 febbraio alle ore 21, al teatro Alfieri, torna in  Italia, dopo tre anni di assenza, Tommy Emmanuel, considerato uno dei chitarristi acustici più grandi di tutti i tempi  per la sua straordinaria tecnica fingerstyle, la capacità di fondere melodia, accompagnamento e percussioni in un solo strumento e per l’intensità emotiva della sua performance. Farà tappa a Torino con lo spettacolo “Living in the Light Tour”. Special guest Alberto Lombardi.
Emmanuel proporrà i suoi brani più amati, insieme alle nuove composizioni del suo ultimo album , che dà il nome al tour, confermando la sua capacità di attraversare con naturalezza country, jazz, blues, folk e suggestioni classiche, dando vita a performance sempre diverse e profondamente personali.
“Ogni concerto – spiega Tommy Emmanuel – rappresenta una nuova occasione per connettermi con il pubblico e raccontare storie attraverso la musica”. “ Living in the Light” è  l’album più audace, registrato e mixato in soli quattro giorni con il produttore Vance Powell, che irradia un’energia cruda ed elettrizzante.

Tommy Emmanuel  a soli sei anni era già in tournée in Australia con una band di famiglia, a trent’anni calcava i palchi degli stadio come chitarrista solista rock, a 44 anni è  diventato uno dei soli cinque chitarristi al mondo  a ricevere il titolo Certified Guitar Player (CGP) dal suo idolo, la leggenda della musica Chet Atkins. Influenzato dal fingerstyle di questi e di Merle Travis, ha sviluppato uno stile di chitarra solista unico, capace di racchiudere l’estensione sonora di un’intera band; batteria, basso, accompagnamento ritmico, chitarra solista e melodia vocale convivono simultaneamente in una sola performance. Mentre molti artisti portano in tour una band, Tommy Emmanuel costituisce da solo un universo sonoro completo, affidandosi esclusivamente alla sua tecnica ed espressività, senza sovraincisioni o loop.

Lunedì 2 febbraio ore 21

Teatro Alfieri

Piazza Solferino 4

Biglietti su Ticketone

www.associazioneradar.it

Mara Martellotta

Chiuso temporaneamente per incidente un tratto dell’autostrada A5 in direzione Aosta

Due autocarri si sono ribaltati sull’autostrada A5 Torino-Quincinetto (tra gli svincoli di Volpiano e San Giorgio Canavese) alle 7.30 di questa mattina. I mezzi, che nell’incidente hanno perso il carico che trasportavano, hanno causato la temporanea chiusura del tratto autostradale in direzione Aosta. Uno degli autotrasportatori è rimasto lievemente ferito e sono in corso gli accertamenti da parte della Polizia stradale.

Mara Martellotta