I dubbi di un Presidente, un magnifico Toni Servillo

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Da domani sugli schermi il nuovo film di Sorrentino

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Film d’intimità narrativa e di un amore conservato nel cuore che si rivelerà traditore, film alla costante ricerca della verità, film che si rincorre nella domanda “a chi appartengono i nostri giorni?”, film di riti e di trionfalismi nazionali e di piccoli sotterfugi – la vita preordinatamente quotidiana tra le stanze del Quirinale (torinesi le location, da palazzo Chiablese al Castello di Moncalieri al Lorusso e Cotugno, con grande spolvero della nostra Film Commission) e le Frecce Tricolori che attraversano lo schermo nei primi minuti, mentre alle immagini s’alternano i passaggi dell’articolo 87 della nostra Costituzione, “il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”, e la sigaretta fumata di nascosto, dal momento che anche un presidente della Repubblica deve sottostare alle premure e agli “ordini” di una figlia -, film che guarda ad un certo “hic manebimus optime” di radice democristiana e nello stesso tempo è spinto a tessere l’elogio del dubbio, ad allungare i tempi, a portare avanti le questioni, a eliminare e a segnalare per una modifica con un pennarello giallo quel che ancora non è chiaro, quel che ancora non è netto e definitivo. Film intimo, forse persino claustrofobico, ovattato e duro allo stesso tempo, “La grazia” di Paolo Sorrentino, film “diverso” del regista napoletano, che ha inaugurato l’ultima Mostra di Venezia e che ha giustamente riconosciuto a Toni Servillo, giunto alla sua settima collaborazione con il regista, con la vittoria della Coppa Volpi quale migliore interprete, il pieno riconoscimento di un’arte grandiosa, di un’interpretazione che procede nei suoi tanti momenti di sospensione e pacatamente s’infiamma, che vive di sottrazione, che racconta e soffre e si placa nella intervista improvvisata alla direttrice di un mensile di moda, di un uomo che ha abbandonato – se mai li ha indossati, sempre chiuso nei suoi completi blu, un po’ retro, un po’ annoianti – il pantalone bianco e la giacca rossa di Jep Gambardella e per anni ha coltivato la sua personale “grande bellezza” proprio in quei riti, nella stesura di un manuale di studi giuridici che qualcuno ha definito “Himalaya K3” per la sua assurda irraggiungibilità.

Il suo nome è Mariano De Santis, una probabile summa – tra vedovanza e figlia a latere e inflessioni napoletane e quant’altro – dei tanti presidenti più o meno recenti di questa nostra repubblica, da Scalfaro a Napolitano, da Ciampi a Leone allo stesso Mattarella, ancora diccì in quel nome e un monumento della scrittura e della letteratura italiana in quel cognome, seppur aggiustato, il suo distintivo, per tutti, durante l’intero settennato, è stato “cemento armato” (e in questa carambola di nomi, non va dimenticato che il nome della figlia (Anna Ferzetti, quanto mai calibrata nel costruire il proprio personaggio, deuteragonista essenziale), giurista pure lei, al suo più completo servizio, altro non è che Dorotea, che più diccì non potrebbe essere. De Santis è giunto al “semestre bianco”, sa che dovrà abbandonare a poco a poco l’ufficialità, con le guardie del corpo, le visite dei capi di stato, i tanti appuntamenti della giornata, per richiudersi nell’appartamento vicino a piazza di Spagna, magari prima assaporare quella passeggiata in piena libertà, non più con la protezione dell’automobile ma finalmente a piedi, che da sempre pregusta (perché non ripensare, dopo diciassette anni, a quella verso le prime luci dell’alba nella limpida e solitaria via del Corso dell’Andreotti del “Divo”, seppur non ancora fatta di libertà?), dovrà continuare a ospitare per la cena – “ma questa non è che un’ipotesi di cena”, avrà già esclamato l’affettuosa quanto cinica Coco Valori, critica d’arte e artefice di battute al vetriolo, del tipo Camilla Cederna o Natalia Aspesi, al tavolo del Quirinale, alla vista di quanto poco ci sia nel piatto, ma la dieta imposta da Dorotea è ferrea, uno dei tanti effervescenti e divertenti momenti e da grande attrice che Milvia Marigliano offre nel film – la vecchia amica dei banchi del liceo: tuttavia sul tavolo sono ferme alcune questioni che hanno bisogno di certezze, bisognerà decidere, prima del gong finale, se dare o no la grazia a due persone – “se non firmo sono un torturatore, se firmo sono un assassino” -, da un lato un uomo, un insegnante per tanti anni, che ha ucciso la moglie affetta da Alzheimer (lo spunto è nella cronaca ed è quello che ha dato a Sorrentino l’incipit per il film, nel 2016, la vicenda di Giancarlo Vergelli che strangolò nel sonno la moglie Nella) e dall’altro la storia di una donna, per anni maltrattata e segregata da un marito violento che avrebbe ucciso a coltellate. In un altro dossier, un’ipotesi di legge sull’eutanasia, che il parlamento sonnolento e distratto, pur avvertendosene da alcune parti la necessità, non ha ancora votato e che Mariano De Santis, appunto, vorrebbe firmare.

Ancora l’elogio del dubbio e delle incertezze, delle domande e del rigore messo al primo posto in una scala di valori, della pacatezza e della moralità più alta e cristallina, del mistero che incancrenisce una intera esistenza e dei confronti – non ultimo quello con il pontefice, di colore, che porta tranquillamente un codino rasta e che se ne parte via a bordo di uno scooter, che certo misura e lascia misurare le parole, non ultimi quelli costanti e a tratti contrastanti con Dorotea. È il mondo assai più vasto e filosoficamente inteso che guarda al pubblico, come “Il divo”, come “Loro”, il versante lontano di quella autobiografia che abbracciava “È stata la mano di Dio” scendendo nel privato degli affetti interrotti, è il mondo della simbologia – l’agonia del cavallo negli ampi spazi della scuderia -, è il film dove doverosamente confrontarsi con i vari significati e con il peso della parola “grazia”, è il film che forse, abbandonando il personaggio della figlia ma volendo ancora esprimere idee su idee, impressioni su impressioni, lascia la palma alla prima serrata parte e si prolunga nel finale, allargando le maglie della misura, sino alla battuta di chiusura a lanciare dallo schermo l’ultimo fuoco d’artificio. E Sorrentino abbandona quel dubbio in cui ci ha cresciuti e in cui ogni spettatore si è abbandonato.

Torino Windoor Cup, sport giovanile in festa

Una vera festa dello sport giovanile quella andata in scena nel weekend del 10 e 11 gennaio sui campi indoor del Torinese. Una kermesse capace di coinvolgere ed emozionare, che ha visto la partecipazione di 47 squadre del panorama calcistico locale, regalando due giornate di entusiasmo, sorrisi e sano divertimento.

Protagonisti assoluti i più piccoli, dai Primi Calci ai Piccoli Amici, che con la loro spontaneità e il loro entusiasmo hanno ricordato a tutti il valore autentico dello sport: condivisione, amicizia e passione. Al di là di ogni risultato, ciò che resterà impresso è l’atmosfera di gioia vissuta dentro e fuori dal campo, tra compagni di squadra, famiglie e addetti ai lavori.

L’organizzazione Tornei Scuola Calcio, che ha promosso l’evento, commenta: “Un sentito ringraziamento va a tutte le società partecipanti e ai giovani atleti che hanno reso questo evento un momento speciale, confermando ancora una volta come il calcio giovanile sappia essere prima di tutto un’occasione di crescita, socialità e divertimento. Una manifestazione che lascia un segno e che celebra lo sport nella sua forma più pura”

Beatrice Libonati: “L’abbraccio infinito”

Poesie raccontate da passi di danza intrisi d’amore e nostalgia; pennellate dai colori sfumati; tratti di matita che incidono parole e delineano i contorni di una coppia che balla.

E’ questa la magia della raccolta di poesie e schizzi “L’abbraccio infinito” dell’immensa Beatrice Libonati; copyright del celebre artista e coreografo Jan Minarik al quale il volume è dedicato.

E’ un piacere immergersi in queste delicate 76 pagine di versi illustrati, dove l’abbraccio è quello tersicoreo che rimanda all’essenza stessa della Libonati.

Italiana, ma nata in Belgio nel 1954, figlia d’arte (il padre era lo scultore Francesco Antonio Libonati), quando aveva appena 4 anni, per caso, un carillon con tanto di ballerina che girava sulle punte al suono della musica, la incantò e fu la scintilla che fece divampare la sua passione per la danza.

Dagli inizi (all’Accademia Nazionale di Danza a Roma) e poi al Tanztheater Wuppertal, come storica interprete solista e collaboratrice artistica di Pina Baush, Beatrice Libonati ha ballato senza mai più fermarsi. Ha dispiegato le ali e il suo impareggiabile talento, ed oggi è una delle più importanti danzatrici e coreografe contemporanee.

Donna e artista di grande sensibilità, profondità d’animo e di pensiero, in queste poesie traspone il suo delicato sentire e racconta l’amore nella forma più intima, viscerale e quotidiana. Quella fatta di piccoli gesti, banali e semplici, come abbracciarsi. Ripetuti da anni, ormai consolidati dall’abitudine, che due persone condividono come loro esclusivo, personalissimo e privato linguaggio d’amore.

Nel libro la poesia danza e negli schizzi prende i colori dell’anima, i suoi vari momenti e umori, tra alti e bassi. Al centro c’è sempre l’amore che consiste nella costante presenza dell’uno per l’altro; uniti nell’affrontare le fatiche della vita, ma anche le meraviglie che essa può riservare.

Prime fra tutte, a farla da padrona in queste pagine, è la maestosa saggezza della natura. La coppia non smette di meravigliarsi di fronte alla generosità della primavera che si preannuncia con l’aprirsi dei primi boccioli. Tarassachi, bucaneve, lillà, crochi….fuochi di colore e rinnovata linfa vitale nei prati in fiore che rimandano sempre alla danza.

A scandire i pomeriggi della consuetudine collaudata insieme ci sono poi le reclame in televisione, diventate leitmotiv della coppia. Sottofondo sonoro che un po’ canticchiano ormai a memoria e un po’ invece ballano, spostando i mobili della cucina o del soggiorno a seconda del ritmo da tenere.

Pomeriggi di vitale importanza e ossigeno puro per l’amore, scanditi da una rigorosa scaletta. Durante la prima reclame ballano il valzer e lei ne canta sempre uno diverso; per la seconda è la volta della polka, alla terza il jive….e via così, di abbraccio in abbraccio e di bacio in bacio. In un turbinio di emozioni, passi, sentimenti…

Il testo è bilingue, in italiano con la traduzione tedesca a fronte; una scelta voluta e ben ponderata che conferisce ulteriore importanza a quest’opera. Infatti costituisce un ulteriore tassello del legame culturale e linguistico tra i due paesi ed amplia la platea dei lettori.

 

LAURA GORIA

 

Il libro lo potete trovare online al link

https://www.lehmanns.de

editore Nordpark Verlag

 Convivio Esperienze di crescita e conoscenza con CasaOz 

Giovedì 15 gennaio prossimo, alle 17.30, la Casa del Teatro Ragazzi accoglierà CasaOz per un viaggio dentro una quotidianità che cura, fornisce un senso al tempo, ai legami e alla fragilità.
Da quasi vent’anni CasaOz accoglie bambini e giovani che vivono situazioni di malattia, disabilità o fragilità insieme alle loro famiglie, una grande casa rossa immersa nel verde, affacciata sul Po, dove ogni giorno si intrecciano gesti semplici e fondamentali, una tavola imbandita, un compito svolto insieme, un orto che cresce, qualcuno che aspetta. Un luogo che aiuta a ritrovare equilibrio e benessere e che offre alla comunità un modello concreto di cura quotidiano, fatto di relazioni, di ascolto e di possibilità.
Nel corso della serata saranno presenti la coordinatrice di CasaOz, Laura Edera, e il vicepresidente di FondazioneOz e direttore di CasaOz Marco Canta, che insieme lavorano ogni giorno per costruire comunità e trasformare progetti sociali in azioni concrete di cura e di sostegno. Il loro intervento racconterà l’esperienza di CasaOz come un percorso condiviso, dove ogni gesto, ogni iniziativa e ogni idea diventano strumenti di relazione, attenzione e crescita della collettività. Sarà l’occasione per riflettere sul lavoro di squadra, sulla collaborazione e sulla condivisione delle responsabilità, mostrando come quotidianità e cura possano diventare forza trasformativa per le persone e l’intera comunità.
Il racconto di CasaOz risuonerà anche attraverso le parole della giornalista Annalena Benini, che ne ha colto l’essenza profonda, un luogo dove la malattia dei bambini vive accanto alle altre cose della vita.
Alle 18.45, come da tradizione da Convivio, l’incontro sarà seguito da un aperitivo informale, momento di scambio e convivialità tra partecipanti e relatori.

Alle 19.30 debutterà lo spettacolo “Il mago di Oz” della Fondazione TRG, anche per bambini dai 5 anni in su, liberamente ispirato al celebre libro di L. Frank Baum per la drammaturgia di Micol Jalla e la regia di Isabella Locurcio, con Claudio Dughera, Claudio Martore e Simone Valentino.
In una soffitta polverosa due fratelli e una sorella  ritrovano vecchi oggetti e ricordi d’infanzia che li catapultano nel meraviglioso mondo di Oz. Tra campi di papaveri, fiumi da attraversare e streghe da sconfiggere, Dorothy e i suoi amici, lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta, e il Leone, scopriranno  che coraggio, saggezza e amore erano da sempre dentro di loro. Si tratta di una storia emozionante che celebra l’immaginazione, i legami e il valore di credere in se stessi.

Repliche de “Il mago di Oz” sabato 17 e domenica 18 gennaio alle 16.30.
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus
Corso Galileo Ferraris 266
Tel 01119740260 www.casateatroragazzi.it

Mara Martellotta

Il 98esimo Carnevale di Saluzzo “scalda i motori”

Il Carnevale storico della Città di Saluzzo, dopo l’importante lavoro svolto negli anni passati con la costruzione di un circuito che ha saputo prima Rivoli, poi Barge e, alla fine, Nichelino, oggi si propone di iniziare una nuova avventura. A tre anni dal “centenario”, Saluzzo ha proposto a carristi e maschere un percorso da costruire insieme, un gran premio, una sfida tra grandi carri che, anno dopo anno, condurrà da un lato alla festa del 2028 e, dall’altro, un progetto di memoria e archivio tra immagini, suoni e canzoni per narrare maschere comuni, storie che affondano le loro radici nella tradizione. Il Carnevale è pronto a tornare protagonista del Marchesato e non solo. Date, programma e ospiti della 98esima edizione, IX Carnevale degli Oratori della Dicocesi di Saluzzo, IIX Carnevale delle Due Province, sono stati svelati nel tardo pomeriggio di lunedì 12 gennaio scorso, nel corso della conferenza stampa indetta dalla Fondazione Amleto Bertoni nella Sala degli Specchi de “Il quartiere”, a Saluzzo. Ne hanno preso parte rappresentanti della Fondazione Bertoni, della Pro Loco di Rivoli, del Comune di Barge e di quello di Nichelino. Il lrimo grande appuntamento sarà domenjca 1 febbraio, alle 10, presso il Palazzo Comunale di Saluzzo, in via Macallè. Vi si svolgerà la presentazione ufficiale con annessa consegna delle chiavi alla nuova castellana, accompagnata dall’immancabile Ciaferlìn e dai Ciaferlinòt. Sempre nella stessa giornata si scenderà in strada per presentare le maschere e brindare con loro. Confermatissima e rinnovata la liaison con la 72esima edizione del Carnevale di Rivoli.

Sabato 24 gennaio, a Nichelino, alle 15.30, vi sarà l’investitura di Monsù Panatè e Madama Farina; domenica 25 gennaio, alle 15.30, a Rivoli, seguirà l’investitura del Conte Verde e della Contessa di Rivoli; domenica 1 febbraio, a Saluzzo, alle ore 10, si terrà l’investitura della Castellana, e per tutto il giorno, piazza Montebello 1, la mostra degli abiti delle Castellane di Saluzzo; a Nichelino, alle 15, la grande sfilata dei carri; venerdì 6 febbraio, a Brage, alle ore 20, si terrà l’investitura di Gian e Gina di Barge, e sabato 7 febbraio, alle ore 20, la sfilata notturna dei carri; domenica 8 febbraio, a Saluzzo, alle 11.15, nel Duomo si terrà la Santa Messa di Carnevale, celebrata da Monsignor Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo. Alle 14 seguirà nel centro cittadino di Saluzzo la sfilata di maschere e carri. Sempre a Saluzzo, giovedì 12 febbraio, alle ore 10, nel centro cittadino, si terrà la festa degli asili della città e, presso il centro “Il quartiere”, la festa dei giochi di maschere per i bambini. Alle 18.30, presso Villa Luppo Cooperativa Sociale Armonia, si terrà un laboratorio in maschera. Sabato 14 febbraio, sempre a Saluzzo, alle 10, nel centro cittadino si terrà la colazione di Ciaferlìn, e alle 20, presso Pala CRS Foro Boario, in via Don Soleri, si terrà la polentata e serata danzante in collaborazione con La Famija Salusseisa. Domenica 15 febbraio, alle ore 14, nel centro di Saluzzo, avrà luogo il IX Carnevale della Diocesi di Saluzzo. Alle ore 14, a Rivoli, la grande sfilata dei carri. Sempre a Saluzzo, festeggiamenti di Carnevale il 16 e 17 febbraio. Lunedi 16, alle 15, presso Pala CRS Foro Boario, vi sarà il ballo dei bambini e la premiazione del concorso “Coriandoli di frutta”, in collaborazione con Scuola APM e Corriere di Saluzzo. Alle ore 20 seguirà il Veglione, al Pala CRS, dedicato ai giovani. Martedì 17 febbraio, a Saluzzo, si terrà il luna park tutto il giorno per i più piccoli.

Info e contatti: piazza Montebello 1, Saluzzo – 0175 43527 – info@fondazionebertoni.it – fondazionebertoni@cert1net.it

Mara Martellotta

L’Europa in Comune, amministratori e territori si incontrano 

Lunedì 19 gennaio, dalle 15 alle 17, è in programma nella sala Panoramica, al 15esimo piano della sede di Corso Inghilterra 7, a Torino, l’incontro sul tema “L’Europa in Comune”, promosso dal Centro Europe Direct della Città Metropolitana di Torino, in collaborazione con Europe Direct Cuneo e Vercelli, allo scopo di rafforzare il dialogo tra UE e amministratori locali in vista della programmazione delle attività future. L’iniziativa è rivolta ai consigliere EU Local Councillors e ai Comuni della rete Antenna Europa, rappresentando un momento di confronto in merito alle principali sfide che interessano i territori e dalle opportunità offerte dalle politiche europee. Ad aprire i lavori, che costituiranno un momento di programmazione delle attività future, per allineare le strategie e l’impatto delle iniziative locali sul territorio, sarà Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, che sottolinea il valore strategico dell’iniziativa.

“Rafforzare il dialogo tra Unione Europea e amministrazioni locali – afferma Jacopo Suppo – significa vedere l’Europa più concreta e vicina alle persone. I Comuni sono il primo punto di contatto tra le politiche europee e la vita quotidiana dei cittadini, ed è da qui che lassa la sfida di un’Europa più efficace e capace di rispondere ai bisogni reali dei territori. “L’Europa in Comune” è uno strumento prezioso per condividere priorità e visioni, e per la programmazione delle attività del 2026. All’incontro interverranno anche Claudia Colla, della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, e Francesco Costamagna, professore di Diritto dell’Unione Europea all’Università di Torino.

Info: partecipazione gratuita previa registrazione sul sito di Europa in Comune

Mara Martellotta

Al teatro Baretti la pièce teatrale “Il corpo consapevole” di Annie Baker

La commedia “Il corpo consapevole” di Annie Baker, per la traduzione di Monica Capuani, torna per la seconda stagione al teatro Baretti, prodotta dal Teatro Nazionale di Genova per la traduzione di Silvio Peroni. Il testo è stato scritto dall’autrice americana, Premio Pulitzer 2014 per “The Flick”, andrà in scena da mercoledì 14 gennaio a venerdì 16 gennaio (sold out), e da mercoledì 21 gennaio a venerdì 23 gennaio prossimi (sold out).

Dopo il grande successo di pubblico e critica della scorsa stagione, il Baretti riprogramma lo spettacolo di Annie Baker, una delle voci più interessanti della drammaturgia contemporanea. Nella civiltà odierna il linguaggio si è complicato a tal punto da diventare un rebus, con il politically correct come ennesimo intralcio. Come farsi capire, allora? Come far ascoltare la propria voce? Questo è il dilemma dei personaggi creati da Baker. I temi che vengono proposti ne “Il corpo consapevole” sono il patriarcato, il gender gap, l’identità, la salute mentale e la ridefinizione della famiglia. Protagonista della pièce è Phyllis, docente di Psicologia in un college di Shirley, cittadina immaginaria del Vermont, che organizza una settimana accademia intitolata “Il corpo consapevole”, che vede partecipare artisti provenienti da tutto il mondo. La compagna di vita è Joyce, che insegna al liceo locale e ha un figlio che presenta sintomi riconducibili all’Asperger. Arriva ospite per la settimana de “Il corpo consapevole” il fotografo Franck Bonitatibus, che crea scompiglio nel precario equilibrio domestico, chiedendo alle donne che ritrae di spogliarsi. Protagonisti in scena gli attori Olivia Manescalchi, Samuele Migone, Valentina Virando e Sax Nicosia, da due anni anche direttore artistico del Baretti.

Spettacoli alle ore 21 tranne il venerdì, alle ore 20

Biglietteria online: eniticket.it – prevendita in cassa nei giorni di apertura della sala o prima dell’inizio dello spettacolo

Mara Martellotta

Tracciabilità, Coldiretti Piemonte invita a stop obbligo registro rifiuti 

Diventa operativa la semplificazione sulla gestione dei rifiuti agricoli, con l’esenzione dell’obbligo di iscrizione al Rentri (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) allargata a tutti gli imprenditori agricoli che adottano sistemi alternativi di tracciabilità, oltre a quelli con volume d’affari non superiore a 8 mila euro l’anno. Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato un chiarimento in merito al provvedimento varato con la Manovra finanziaria, frutto del lavoro portato avanti da Coldiretti in questi mesi.

“Si tratta di un risultato che conferma l’impegno di Coldiretti nella semplificazione della gestione dei rifiuti a favore delle aziende agricole – commentano Cristina Brizzolari, Presidente Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – proprio con la messa in campo di circuiti tracciabili, attraverso il sostegno delle Federazioni, e il diretto coinvolgimento delle forme organizzate di raccolta predisposte mediante specifici accordi di programma, stipulati con le Pubbliche Amministrazioni, convenzioni quadro con i gestori della piattaforma di conferimento e altre modalità di gestione semplificata”.

Mara Martellotta

Costruire il futuro in quota: un nuovo piano regionale per salvare la montagna

La Regione Piemonte lancia un investimento strutturale per accompagnare lo sviluppo economico dei territori di montagna e rafforzarne i servizi essenziali.

La nuova misura mette a disposizione delle Unioni montane oltre 10 milioni di euro nell’ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

«Si tratta di un cambio di passo – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo nel corso della presentazione svoltasi nel Centro Congressi della Regione alla presenza del presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero e dei presidenti delle Unioni Montane – Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani delle Unioni montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. È così che si contrasta davvero lo spopolamento: garantendo servizi, sostenendo le famiglie, accompagnando le imprese e valorizzando il patrimonio naturale e culturale».

La presentazione delle domande sarà possibile dal 19 gennaio al 16 marzo 2026 secondo le indicazioni del bando che sarà pubblicato su https://bandi.regione.piemonte.it/

L’intervento deriva dalla consapevolezza di un contesto complesso: da un lato lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di accesso ai servizi; dall’altro una montagna viva, capace di attrarre turismo, nuove imprese, progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali, che chiede strumenti flessibili e risposte mirate. Ed è proprio per rispondere a queste esigenze che la Regione ha scelto di affidare alle Unioni montane una dotazione finanziaria significativa, programmabile su un orizzonte triennale, lasciando agli enti locali la possibilità di definire le priorità di intervento in base alle specificità dei propri territori. Una scelta che rafforza il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali.

Le priorità di intervento

Tre sono le priorità di intervento su cui si concentra la misura, definite anche attraverso il confronto con Uncem e le altre Direzioni regionali:

– miglioramento della connettività e promozione del territorio, con interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici, rifugi alpini ed escursionistici, e il sostegno a percorsi turistici innovativi, attività outdoor, destagionalizzazione e valorizzazione dei mestieri e dei prodotti artigianali;

– mantenere e rafforzare scuole e servizi educativi per la fascia 0-16 anni nei piccoli Comuni montani, sostenendo modelli innovativi come i Poli per l’infanzia e potenziando pre e post scuola, mensa e trasporti;

– manutenzione straordinaria e adeguamento della segnaletica dei percorsi della rete escursionistica, un patrimonio strategico per la fruizione sostenibile della montagna e per un turismo sempre più destagionalizzato.

All’interno di questi ambiti le Unioni montane potranno articolare liberamente il budget assegnato, secondo criteri già utilizzati per la ripartizione del Fondo regionale per la montagna. La Regione ha inoltre scelto di semplificare al massimo le procedure, prevedendo proposte progettuali sintetiche e un accompagnamento costante degli enti fino alla scadenza del bando, fissata per metà marzo.

«Vogliamo che queste risorse arrivino davvero a terra e producano effetti concreti – ha concluso Gallo – Per questo abbiamo ridotto gli adempimenti e garantito supporto continuo. La montagna piemontese ha dimostrato di essere resiliente e propositiva: ora ha anche gli strumenti per costruire il proprio futuro».

«Questo strumento può integrare percorsi che sono già avviati, ma richiede al tempo stesso responsabilità da parte della Regione ma anche delle Unioni Montane – ha aggiunto il presidente di Uncem Piemonte, Roberto Colombero – Noi ci riteniamo soddisfatti per il percorso e per la strategia messa in atto per la montagna piemontese e per la sua pianificazione regionale».

M5S: “Treni Pinerolo-Chivasso, si lavori per un servizio degno di questo nome”

I CONSIGLIERI DISABATO E UNIA 

Ingenti ritardi, disagi all’ordine del giorno, treni cancellati all’ultimo minuto, comunicazioni carenti o del tutto assenti.
È grave la situazione della linea ferroviaria SFM2 Pinerolo–Torino–Chivasso, una tratta molto importante per migliaia di pendolari ma per la quale non si riesce a garantire un servizio efficiente agli utenti, nemmeno nelle fasce orarie più delicate, quelle che servono studenti e lavoratori.
Nonostante i lavori di manutenzione per circa 25 milioni di euro svolti d’estate con la soppressione del servizio, i gestori non sono stati in grado di offrire standard adeguati sulla linea ferroviaria che, tra l’altro, sarà nuovamente oggetto di interventi in primavera.
Come Movimento 5 Stelle chiederemo alla Giunta Cirio di farsi carico delle segnalazioni degli utenti e interfacciarsi con Trenitalia e RFI affinché venga garantito ai pendolari della linea, una volta per tutte, un servizio degno di questo nome.

Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte
Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte