Cesana Torinese in festa

Quest’anno il buon anno a tutta Italia lo hanno dato i maestri di sci  dì Cesana  ed il sindaco Daniele Mazzoleni.

Mercoledì 31 dicembre scorso, infatti, nel programma “Studio Aperto Mag” su Italia 1, è  andato in onda il servizio di Beppe Gandolfo sulla fiaccolata dei maestri a Sansicario , svoltasi lo scorso 29 dicembre. Si è trattato di un evento che ha visto la collaborazione della Pro Loco Proyoung insieme alle tre scuole di sci di Cesana, Action Sansicario, Cesana-Sansicario  e Monti della Luna, che si è concluso con gli auguri del sindaco Daniele Mazzoleni.
La voglia di fiaccolata continua e una nuova fiaccolata è in programma per sabato 3 gennaio con la Fiaccolata a piedi per le vie di Cesana, con la  ‘Stra Stra Fiaccolata’, organizzata dalla Pro Loco ProYoung, dalle ore 21 una camminata con fiaccole lungo le vie del paese con partenza dalla Cappella degli Alpini e arrivo in piazza Vittorio Amedeo.
Con un ticket di partecipazione di 5 euro acquistabile presso l’Ufficio del Turismo si potrà partecipare all’estrazione in presenza di un soggiorno  di sette notti in Puglia al Resort St.James. il gran finale sarà affidato alla musica e  al vin brulé in piazza Vittorio Amedeo.
Il weekend dell’Epifania si arricchisce di un altro grande evento . Sino al 6 gennaio presso la sala conferenze al primo piano dell’Ufficio del Turismo in piazza Vittorio Amedeo si potrà visitare la mostra intitolata “Pensieri di neve”, che vedrà l’esposizione di alcuni capolavori del maestro Tino Aime.
La mostra è  a ingresso libero con orario 16-19 sia sabato 3 sia domenica 4, lunedì 5 e martedì 6 gennaio.

Mara Martellotta

La forza rivoluzionaria del perdono nella “Cenerentola”

 

In scena al Teatro Regio 

Il 2026 si apre al teatro Regio nel segno di Rossini con uno dei capolavori più vivaci, sorprendenti e raffinati del compositore marchigiano, “La Cenerentola”, che andrà in scena sabato 17 gennaio alle ore 20. Lo spettacolo è riservato al pubblico under 30 e i biglietti sono disponibili on line e alla biglietteria fino a esaurimento dei posti disponibili.

Saranno tre i debutti di prestigio legati alla Cenerentola: Antonino Fogliati, tra i maggiori specialisti del repertorio belcantista e Ufficiale dell’Ordine  al Merito della Repubblica Italiana, che dirigerà l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio; Manu Lalli, alla regia del fprtunatp e acclamato allestimento del Maggio Musicale Fiorentino; Vasilisa Berzhanskya, mezzosoprano di eccezionale estensione vocale, nel ruolo della protagonista.

Accanto a lei un cast di impronta squisitamente rossiniana, formato da Nico Darmanin,  Roberto De Candia, Carlo Lepore, Maharram Huseynov e le artiste del Regio Ensemble Albina Tonkikh e Martina Myskohlid, il Coro del Teatro Regio istruito dal maestro Piero Monti, che sostituisce temporaneamente il maestro Trabacchin.

Nell’allestimento firmato da Manu Lalli, la dimora di Don Magnifico è rappresentata da una casa dai caldi rimandi sett-ottocenteschi, con magnifiche scene dipinte ed elememti architettonici creati da Roberta Lazzeri. Qui Cenerentola corre senza sosta per soddisfare i capricci della famiglia, ma trova rifugio nei libri. Il suo amore per la lettura, volto dalla regia, tratteggia una figura determinata, vicina al pubblico contemporaneo e in netto contrasto con la vanità di Clorinda e Tisbe, eternamente alle prese con specchi e merletti. I costumi fantasiosi ed eloquenti di Gianna Poli disegnano una vivace galleria di caratteri, mentre le luci di Vincenzo Apicella, riprese da Valerio Tiberi, accompagnano la metamorfosi della protagonista, dalla penombra del focolare alla piena luminosità di Palazzo Reale. A sottolineare i tratti fiabeschi non mancano, grazie alla regia di Lalli, fate che danzano, una pioggia di stelline brillanti e la zucca che si trasforma in carrozza per condurre Cenerentola alla festa.

“La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo” fu composta in sole tre settimane e andò in scena per la prima volta al teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817, l’anno successivo al debutto del “Barbiere di Siviglia”. Rossini aggiunse alla sua vis comica, che gli aveva procurato successo in tutta Europa, nuove sfumature sentimentali. La fiaba di Perrault, adattata da Jacopo Ferretti con alcune varianti, su tutte la matrigna, che qui diventa patrigno, e la scarpetta che diventa braccialetto, gli offrì l’occasione di tingere i suoi “crescendo” di nuances malinconiche, di aprire i suoi ritmi forsennati a tocchi di poesia. Il risultato è un’opera dove i protagonisti, Cenerentola e il principe Don Ramiro, cantano i loro sentimenti fondendovi tutta la fragilità della giovinezza; gli antagonisti, il patrigno e le sorellastre, vi fanno da contraltare con un umorismo sapido e grottesco di derivazione napoletana, non dimentico della radice europea della fiaba di Cenerentola nella terra di Basile.

Gioacchino Rossini trasforma la fiaba di Perrault in uno scintillante melodramma giocoso, dove il gioco dei travestimenti esplora il team dell’identità capovolta: il principe si finge servitore, il servitore si spaccia per principe, mentre l’unica a restare sé stessa e Cenerentola. In questa versione la magia lascia il posto all’ingegno, e i simboli tradizionali della fiaba diventano personaggi e oggetti nuovi. La fata diventa il filosofo Alidoro, la matrigna diventa il patrigno, spassosissimo “Intendente dei bicchier e presidente al vendemmiar”, e la scarpetta si trasforma in quel braccialetto che svelerà l’identità della protagonista. Pur nella sua veste giocosa, “La Cenerentola” è un’opera dal forte valore simbolico. La protagonista incarna un ideale di bontà, che non si lascia contagiare dall’odio, ma lo disinnesca con il perdono e la scelta di non rispondere con la violenza alla violenza. In un mondo popolato da arrivismo da meschinità, Cenerentola assume il ruolo di pacificatrice, capace di ricucire i rapporti spezzati e di offrire una seconda possibilità a chi l’ha umiliata. La sua ascesa sociale non nasce da un incantesimo, ma da virtù quali pazienza, compassione e intelligenza; il vero riscatto non coincide con il matrimonio principesco, ma con la vittoria della conoscenza e della bontà su ogni forma di prepotenza. Si tratta di un messaggio rivolto anche al pubblico giovane: i  questa Cenerentola rossiniana il perdono non è debolezza, ma scelta radicale, capace di cambiare il destino dei personaggi e idealmente lo sguardo di chi ascolta.

Mara Martellotta

Il Centro è alternativo al massimalismo

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il Centro non è una categoria astratta, virtuale o puramente geometrica. Il Centro nel nostro
paese, e storicamente, è stato non solo un progetto politico ma, si può dire senza enfasi, anche e
soprattutto una una visione della società. Certo, il Centro come progetto politico e cultura di
governo è coinciso con la cinquantennale esperienza della Democrazia Cristiana e, con la Dc, i
suoi alleati di governo. Una stagione che non contemplava, come ovvio e scontato, alcuna deriva
massimalista, populista, estremista e men che meno di stampo radicale. Insomma, la cultura
politica di Centro era, è e resta semplicemente alternativo rispetto a chi predica e pratica la
radicalizzazione del conflitto politico o la polarizzazione ideologica. Due derive che, di fatto, sono
incompatibili con qualsiasi cultura di governo e con quella cultura politica di centro che hanno
segnato e caratterizzato le migliori stagioni politiche del nostro paese.
Ora, non possiamo non evidenziare due aspetti della politica contemporanea che sono persin
oggettivi, al di là di chi vive all’insegna delle pregiudiziali politiche, ideologiche e soprattutto
personali. Da un lato il tentativo, neanche tanto nascosto, di Giorgia Meloni di spostarsi al centro
e, soprattutto, di costruire un progetto politico e di governo che abbandona la tradizionale
concezione massimalista e di opposizione. Una posizione che ha fatto del centro destra a trazione
Meloni una coalizione molto più attenta e sensibile a quella che i democristiani chiamavano
semplicemente ”politica di centro”. Al netto della Lega, che resta un partito populista e
demagogico, il resto della coalizione di governo individua nell’orizzonte centrista un approdo del
tutto naturale e persin fisiologico.
Molto diversa, al riguardo, la posizione e la strategia dell’attuale ’campo largo’. Qui ci troviamo in
un contesto dove il massimalismo, il radicalismo, l’estremismo e il populismo rappresentano il
cemento ideologico unificante della intera alleanza di sinistra e progressista. Detto con parole
semplici, da quelle parti il Centro, la politica di centro o il progetto politico di centro sono
semplicemente esterni, estranei se non addirittura alternativi rispetto a chi realmente detta
l’agenda politica e programmatica della coalizione stessa. E, non a caso, lo stratega del ‘campo
largo’, cioè l’ex comunista Goffredo Bettini, ha già individuato quasi stautariamente per il Centro
solo una “tenda”. E chi è costretto a rifugiarsi in una tenda o in un accampamento non può
certamente condizionare o segnare il progetto politico di una intera alleanza. Svolge, appunto, un
ruolo marginale, periferico e del tutto ornamentale.
Ecco perchè il Centro è alternativo a tutto ciò che è riconducibile al radicalismo, al massimalismo
e all’estremismo. Non è certamente attraverso il riconoscimento di un grigio “diritto di tribuna”
che si riaffermano le ragioni di un Centro politico in una alleanza elettorale o di governo.

Befana 2.6, una versione contemporanea e ironica a Le Gru

DOPO NATALE 2.5
Tradizione che si rinnova, tra animazione, tecnologia
e sguardo verso Milano Cortina 2026
Dopo aver celebrato il Natale 2.5 come simbolo della conclusione del lungo restyling e della nuova identità del Centro, Le Gru accompagna famiglie e visitatori verso l’Epifania con un ultimo, divertente aggiornamento: Befana 2.6, una versione contemporanea e ironica di una delle figure più amate della tradizione.

Martedì 6 gennaio, per tutta la giornata, una Befana trendy e moderna animerà le gallerie del mall di Grugliasco: capelli lunghi che spuntano dal cappello, occhiali da sole, stivali fashion e l’immancabile scopa reinterpretata in chiave pop. Una presenza sorprendente e giocosa che farà compagnia ai bambini e alle famiglie, salutando l’ultimo giorno delle vacanze natalizie nel segno della leggerezza e della meraviglia. Dopo Babbo Natale 2.5, anche la Befana si aggiorna, diventando metafora di un Centro che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con l’immaginario collettivo.

L’appuntamento con la Befana 2.6 si inserisce in un calendario di inizio anno che guarda al futuro e all’innovazione, a partire dall’arrivo di TCL a Le Gru.
 

Dal 5 al 18 gennaio infatti TCL, leader globale nell’elettronica di consumo e Partner Olimpico e Paralimpico Mondiale, ha scelto Le Gru come seconda tappa del Mall Tour “Road to Milano Cortina 2026”, un’iniziativa che accompagna il pubblico verso i Giochi Olimpici Invernali attraverso esperienze immersive e tecnologia all’avanguardia. All’interno del Centro sarà allestito un booth brandizzato dove i visitatori potranno partecipare a diverse attività: all’ingresso sarà possibile ricevere un magnete personalizzato con foto ricordo, mentre nello spazio TCL si potranno incontrare Tina e Milo, le mascotte ufficiali dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, per selfie e fotografie di gruppo.
Durante l’iniziativa verranno inoltre distribuite le FanCard TCL, che consentiranno di partecipare a un concorso con in palio gadget esclusivi così come scoprire alcuni dei prodotti di punta del brand.

Le Gru è il più grande centro commerciale in Piemonte. Con 100.000 metri quadrati di superficie coperta e climatizzata, 4.700 posti auto gratuiti, offre oltre 150 esercizi commerciali con insegne di prestigio, una scelta merceologica ampia e di qualità, un’area ristorazione e alimentari con bar, ristoranti, fast food e l‘Area Mercato. Oltre al grande ipermercato, il benzinaio e il villaggio fitness, Le Gru offre +90 servizi al cliente: di benvenuto, per le commissioni, logistici, tecnici o di shopping, di benessere, svago e salute, di sostenibilità e inclusività, family, e di mobilità. Le Gru è un punto di riferimento anche per l’intrattenimento: dai festival agli incontri con le scuole, dai laboratori e intrattenimenti per le famiglie, agli eventi dedicati a tecnologia, design, arte, sport, food, sociale, e cultura a 360°, coinvolgendo associazioni, enti e realtà locali con l’obiettivo di divertire e fornire contenuti e spunti di riflessione ai propri frequentatori.
Dal 2022 è iniziato il restyling di Le Gru: un rinnovamento completo dal punto di vista architettonico, di efficientamento energetico e di potenziamento dell’offerta commerciale. Un viaggio che porta a Le Gru una nuova vita: gli spazi si fanno più accoglienti, moderni, più a misura. Un grande cambiamento che preserva la cultura di ospitalità, intrattenimento e creatività insiti nel DNA di Le Gru.

Protezione civile, una squadra di volontari dal Piemonte a Crans – Montana per assistenza organizzativa

La Regione Piemonte è presente a Crans Montana con una squadra di volontari del Coordinamento regionale provenienti da Verbania e incaricata di prestare assistenza logistica e organizzativa, come il supporto per gli spostamenti, gli alloggiamenti e altre necessità.

In base alla richiesta formulata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile è stato attivato il modulo TAST (Team di Assistenza Tecnica e Supporto) della Protezione civile regionale, struttura operativa specializzata e certificata per interventi di emergenza nazionali e internazionali composta da volontari e professionisti piemontesi per supporto logistico e coordinamento, parte della Colonna mobile piemontese.

“Fin dai momenti immediatamente successivi alla tragedia di Capodanno – affermano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi – la Regione Piemonte ha offerto la sua disponibilità a collaborare con le attività di soccorso sanitario e di assistenza. Abbiamo messo a disposizione anche il nostro sistema di Protezione civile, forte dell’esperienza maturata in tanti missioni internazionali, e ringraziamo i volontari che stanno svolgendo la loro preziosa e importante funzione nella cittadina svizzera”.

Frane, piogge e territorio fragile: l’allarme che arriva da Torino e dal Piemonte

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In Italia, anche nel 2025, la crisi climatica continua a lasciare un segno profondo. A certificarlo è il bilancio annuale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, che restituisce l’immagine di un Paese sempre più esposto agli effetti degli eventi meteorologici estremi.

Nel corso dell’anno appena concluso, in tutta la Penisola sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Un dato che colloca il 2025 al secondo posto tra gli anni più colpiti dell’ultimo decennio, subito dopo il 2023, che aveva fatto segnare 383 eventi.

A dominare la scena sono stati soprattutto gli allagamenti dovuti a piogge intense (139 casi), seguiti dai danni provocati dal vento (86) e dalle esondazioni fluviali (37). Particolarmente preoccupante è il forte aumento dei fenomeni legati alle temperature record, cresciuti del 94% rispetto all’anno precedente, così come l’incremento delle frane da piogge intense (+42%) e dei danni da vento (+28,3%).

Il Nord Italia si conferma l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, con 12 eventi estremi, Milano e Palermo con 7 ciascuna. A livello regionale la Lombardia guida la classifica con 50 casi, seguita dalla Sicilia (45) e dalla Toscana (41). Sul piano provinciale Genova è al primo posto con 16 eventi, seguita da Messina e Torino (12), Firenze e Treviso (11), Milano (10), quindi Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo (9).

Pesanti anche le ripercussioni sui trasporti: nel 2025 sono stati 24 gli episodi che hanno causato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Le interruzioni sono state provocate non solo da piogge, allagamenti e frane, ma anche da temperature eccezionalmente elevate e raffiche di vento particolarmente intense.

La fotografia tracciata da Legambiente mostra un territorio sempre più fragile e una crisi climatica che accelera, mettendo a rischio infrastrutture, economie locali e la sicurezza delle persone. L’associazione denuncia la mancanza di una strategia organica di adattamento, sottolineando come le azioni messe in campo risultino ancora frammentate e prive di una governance multilivello.

Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro, una cifra che potrebbe salire fino a 34,2 miliardi entro il 2029. Per evitare questo scenario, Legambiente richiama la necessità di attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato nel 2023 ma ancora privo delle risorse necessarie per rendere operative le 361 misure previste. Urgente anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Ancora una volta l’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni. Le immagini di quanto accaduto in diverse regioni, dalle alluvioni alla grande siccità, parlano da sole. E a pagarne lo scotto sono come sempre i cittadini, i territori, le imprese e più in generale l’economia del Paese. Continuiamo a riconcorrere le emergenze, invece che lavorare su piani di mitigazione e di adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica, attivandosi per lo stanziamento delle risorse necessarie per attuare al più presto il PNACC, che ad oggi resta purtroppo un piano sulla carta, che sono mancate anche nella legge di bilancio in approvazione; approvando il prima possibile una legge contro il consumo di suolo, che non si combatte fermando il fotovoltaico a terra ma vietando poli logistici, data center, nuove infrastrutture stradali, aree residenziali o produttive sui suoli agricoli; istituendo l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sono più ammessi ritardi”.

Siccità

Il 2025 è stato segnato anche da una siccità ormai strutturale, che ha colpito soprattutto il Sud Italia, con particolare intensità in Sardegna, Puglia e Sicilia. Nel Nord della Sardegna, in particolare nella Nurra, numerose aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, con gravi ricadute economiche. Drammatica la situazione degli allevamenti, che hanno dovuto affrontare il rischio di restare senza acqua per l’abbeveraggio, costringendo le imprese ad acquistare acqua a costi insostenibili.

In Sicilia, a settembre, i sindaci dei comuni del comprensorio irriguo di Ribera hanno chiesto una terza irrigazione di soccorso per salvare frutteti e colture di qualità. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle temperature elevate.

Caldo record in Europa

Le alte temperature rappresentano un ulteriore segnale di allarme. Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service, il 2025 è destinato a essere il secondo anno più caldo mai registrato, al pari del 2023 e subito dopo il 2024. È inoltre probabile che la temperatura media globale del triennio 2023-2025 superi per la prima volta la soglia di 1,5°C fissata dagli Accordi di Parigi.

In Europa, l’estate è stata segnata da ondate di calore eccezionali. Uno studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che il cambiamento climatico abbia causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate priva dell’aumento delle temperature legato alle attività umane.

“Il bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – conferma una tendenza allarmante: gli eventi meteorologici estremi continuano ad aumentare, con impatti sempre più gravi anche sul nostro territorio. Piemonte e Valle d’Aosta non sono immuni: la provincia di Torino figura tra le più colpite in Italia, con 12 eventi registrati nell’anno, mentre le piogge intense e le frane hanno messo a dura prova la tenuta idrogeologica delle nostre aree montane e collinari, in particolare la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. In Piemonte gli eventi estremi registrati nel 2025 sono 28 (+27% rispetto al 2024) e, come da trend nazionale, anche nel territorio piemontese sono gli allagamenti da piogge intense i fenomeni più frequenti.
Questi numeri non sono semplici statistiche: raccontano di territori fragili, di comunità esposte a rischi crescenti e di un’emergenza climatica che richiede risposte immediate. È indispensabile accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e approvare una legge contro il consumo di suolo. Ma non basta: occorre avviare con urgenza la redazione dei Piani locali di adattamento al clima per Piemonte e Valle d’Aosta, strumenti fondamentali per tradurre le misure nazionali in azioni concrete sui territori, dalle città alle aree interne. Solo così potremo proteggere le persone, le infrastrutture e il nostro patrimonio naturale. Il tempo delle scelte è adesso.
Ricordiamo che nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia ammontano già a 11,9 miliardi di euro: senza interventi strutturali, entro il 2029 si rischia di arrivare a 34,2 miliardi. È altrettanto urgente avviare una quantificazione economica puntuale dei danni subiti dal Piemonte, per programmare risorse e interventi adeguati. Non possiamo più permetterci ritardi: il PNACC deve uscire dalla teoria e diventare realtà, con risorse certe e governance efficace.”

Tenta di rubare abiti per più di 6mila euro, arrestato dai carabinieri

Rivarolo Canavese (TO). I fatti risalgono alle prime ore della mattina di domenica 28

dicembre, quando un trentaquattrenne, residente nel rivarolese, è stato arrestato in

flagranza di reato dai Carabinieri, dopo che al NUE 112 era arrivata la segnalazione di un

probabile furto in atto.

Le pattuglie di Rivarolo Canavese, Pont e Ronco, arrivate in pochi minuti sul posto, hanno

colto sul fatto l’uomo. Nel tentativo di darsi alla fuga, lo stesso si è prima dimenato e, negli

istanti successivi, ha frapposto la bicicletta utilizzata per raggiungere il luogo del furto tra

lui e i militari, facendo scattare quindi anche la resistenza.

L’autore, introdottosi nell’esercizio commerciale dopo aver rotto la porta d’ingresso, si era

impossessato di numerosi capi d’abbigliamento per un totale di 5.000 euro.

Ulteriori accertamenti svolti dai Carabinieri hanno inoltre ricondotto alla stessa persona un

secondo furto aggravato commesso in precedenza in un altro negozio d’abbigliamento,

sempre di Rivarolo Canavese, con un “bottino” di 1.500 euro.

L’intera refurtiva è stata restituita ai proprietari. Il trentaquattrenne, su disposizione della

Procura di Ivrea, è stato tratto in arresto per “furto aggravato” e “resistenza a pubblico

ufficiale”. All’arresto, poi convalidato, è seguita la misura cautelare dell’obbligo di dimora

nel comune di Rivarolo Canavese, con prescrizioni di permanenza in casa, insieme

all’obbligo di firma giornaliero.

Valanga sulle Alpi Cuneesi: un morto e 2 feriti gravi

Un morto, due feriti gravi e una persona illesa. È questo il bilancio di un’enorme valanga che si è staccata in alta Valle Maira a 2.300 metri di quota, nel comune di Acceglio, nell’area del bivacco Bonelli. È accaduto nella tarda mattinata di oggi.

Stando ai primi riscontri, sono quattro gli escursionisti rimasti travolti dalla neve: uno ha perso la vita, due sono stati soccorsi in gravi condizioni e una non ha riportato ferite. Sul posto il Soccorso alpino, il personale del 118 e le forze dell’ordine. Sono in corso le ricerche per trovare eventuali dispersi.

VI.G