“Vedere la Sindone”, autore Paolo Antinucci, è il titolo del volume che verrà presentato al Circolo dei Lettori lunedì 12 giugno prossimo, presso la Sala della Musica
Lunedì 12 giugno prossimo, alle 18, al Circolo dei Lettori, si terrà la presentazione del volume “Vedere la Sindone” JouvenceMimemis Edizioni. Il sottotitolo è “Indagini sul suo vero autore”.
Il volume è a firma di Paolo Antinucci, studioso di Estetica e di Ermeneutica, autore di studi sui linguaggi artistici e gnoseologici, curatore di mostre e convegni. Con l’autore dialogheranno Andrea Nicolotti e Rodrigo Boggero.
La Sindone è da sempre stata oggetto di mistero. Ciò appare all’autore incontestabile e, anzi, la maggior parte di coloro che la studiano ne alimentano ancor più il mistero. Si sono tramandate e dette molte falsità sulla Sindone. L’autore si chiede perché l’uomo continui a guardare la Sindone e cosa cogliamo quando la guardiamo.
Oltre un secolo di speculazioni sulla sua autenticità ne hanno disinnescato il reale potere e la vera funzione. Demolendo e svelando queste argomentazioni storiche e scientifiche, o pseudoscientifiche, l’autore ne elabora una concenzione nuova, ben lontana da uno sterile scetticismo, per la quale la Sindone ha valore proprio perché falsa. Ha un potere in sé e per sé, in quanto oggetto artistico e non reliquia. Il suo fascino è potentissimo, il suo magnetismo forte e innegabile e l’assurdità della sua stessa concezione risiedono nella sua artisticità e non autenticità. Secondo Paolo Antinucci la Sindone è un oggetto estetico per eccellenza, un artefatto, non una frode.
L’autore si interroga su chi possa esserne stato il misterioso creatore di cui si vagheggia già a partire dai documenti più antichi. Dall’indagine emerge prepotentemente un nome che getta una luce nuova sul Medio Evo.
MARA MARTELLOTTA
L’appuntamento è a Torino per quattro giorni, da giovedì 8 a domenica 11 giugno, presso il Circolo Culturale “Jigeenyi”, nello spazio creativo del “Bunker” in via Paganini 0/200, a Torino.
“CreativAfrica 2023– sottolinea Giulia Gozzelino di ‘Renken’ – sta accogliendo interesse e partecipazione: arrivati all’ottava edizione, per noi è importante non solo arricchire l’offerta culturale della città con stimoli e grandi artisti e artiste africani ma anche continuare a creare momenti di dialogo, di scambio e di inclusione. Quest’anno, per esempio, è grande l’energia delle persone di origine gambiana in città per il concerto di Sona Jobarteh e sono queste emozioni a costituire la forza del festival”.

Il “nodo” che lega l’“Archivio di Chieri” alla “Tessitura di Firenze” è frutto di una collaborazione che può esser vista “come un ‘viaggio’ fra due città a forte vocazione tessile ma anche fra due realtà che coniugano memoria storica e sviluppi contemporanei”. In quest’ottica, il Progetto ben si inserisce nel quadro tematico “Carnet de voyage” di “Archivissima”, dove “il viaggio è esplorazione … un andare – sottolineano ancora gli organizzatori – che non esisterebbe senza il racconto di ciò che è stato”. Così le trame immaginate in un disegno e tessute a telaio sono divenute “segni vivi, in cui risuonano emozioni, senza cui tutto resterebbe segno muto”.
Quando si varca il cancello della villa la vista è mozzafiato. Camminando nelle tranquille viuzze del borgo, all’esterno della dimora, non si penserebbe certo di vedere uno spettacolo simile. Nascosta dal muro di recinzione c’è una villa di campagna di metà Settecento che conserva intatto il suo antico fascino. Ma è il giardino che rapisce gli sguardi. Si resta ammirati dall’eleganza di quel piccolo parco più che dalla villa. Siamo a Casa Lajolo, residenza nobiliare nell’antico borgo di San Vito, sulla collina di Piossasco, alle pendici del Monte San Giorgio. Entriamo con i volontari di “Dimore storiche italiane”, l’associazione nazionale che, d’intesa con i proprietari, apre le porte al pubblico di palazzi, ville, castelli e tenute agricole, tutte proprietà private e abitate, consentendo di scoprirne la storia e le bellezze artistiche e di passeggiare in giardini incantati e parchi storici ammirando alberi secolari, piante poco conosciute e specie esotiche. Qui a Piossasco, insieme ai responsabili dell’associazione c’è il conte Lajolo, il proprietario, è lui che apre le porte di questa meraviglia, da aprile a ottobre. Davanti a noi un giardino all’italiana, tra ortensie, iris, agrumi, fiori perenni e annuali, poi un’alta siepe di tassi che custodisce un giardino all’inglese, poi ancora un orto-giardino in cui perdersi tra colori e profumi. Una dimora da visitare per trascorrere una giornata di relax. Appartenuta nel Settecento alla famiglia Ambrosio conti di Chialamberto, la proprietà fu ereditata dai cugini nella metà dell’Ottocento, i conti Lajolo di Cossano, antica famiglia astigiana, tuttora proprietaria della dimora. Oggi l’obiettivo della Fondazione Casa Lajolo è quello di conservare e valorizzare un patrimonio di notevole valore artistico e storico. Le visite si svolgono, su prenotazione, da aprile a fine ottobre, contattando l’Associazione “Dimore storiche italiane”. È possibile vedere il piano terreno della casa padronale, il giardino e l’orto
botanico, con visite guidate da giovani botanici che ci fanno conoscere, tra l’altro, la pianta del cappero e una pianta di canfora, ci presentano una piccola coltivazione di alberi da frutto, una ricca varietà di ulivi, un noce americano e una pawlonia. In villa si tengono concerti di musica contemporanea, mostre d’arte, laboratori per bambini e concorsi fotografici. Tra i prossimi appuntamenti, sabato 17 giugno, una giornata dedicata agli amanti di orti e giardini per imparare le basi del giardinaggio e della cura dell’orto. Dal 25 giugno fino all’8 ottobre sarà invece la volta di “Bellezza tra le righe, maneggiare con cura, incontri e letture per mettersi in salvo” con autori e libri nei giardini storici di alcune dimore del pinerolese, Casa Lajolo, Castello di Miradolo e Palazzo Bricherasio. Le visite guidate si svolgono ogni ultima domenica del mese e partono ogni 30′, dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18. Si può prenotare la visita contattando il sito di Casa Lajolo o telefonando al 333-3270586. Filippo Re




