CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 290

Adriano Padovani presenta: POLVERE. Alla Cavallerizza Reale

In occasione di LIQUIDA PHOTOFESTIVAL 2023 PARATISSIMA

Progetto selezionato per

LIQUIDA EXHIBITION

dal 4 al 7 maggio

presso la Cavallerizza Reale di Torino

piazzetta Accademia Militare, 3

https://www.paratissima.it/liquida-exhibition2023/

https://www.paratissima.it/x/adriano-padovani/

https://adrianopadovani.format.com

POLVERE

Firenze 2018 2022

Adriano Padovani

Può capitare che attraversando un sottopassaggio buio e trafficato, lo sguardo si soffermi su due grandi cornici nere abbandonate all’indifferenza di chi ogni giorno percorre quel luogo. Spazi per l’affissione di manifesti pubblicitari non più utilizzati sui quali il tempo, lo smog e il passaggio continuo di automezzi hanno lasciato il loro segno cambiandoli completamente. All’interno di quegli spazi incorniciati sono rimasti dettagli, frammenti di carta, segni, che trasformano quasi completamente le immagini originali e il significato per il quale sono state create e affisse. La sovrapposizione e la trasformazione date dal tempo e dagli agenti atmosferici, hanno aggiunto nuovi elementi a quei manifesti, li hanno resi diversi, nuovi, come dipinti da una mano nera, folle e incontrollabile.

Può capitare che l’occhio attento ne percepisca una bellezza nascosta e la mente, la fantasia li trasformi ulteriormente. Compaiono così improvvisamente angeli, frammenti di messaggi, segni primordiali, macchie di colore. E in quel momento, quelle immagini create dal tempo diventano altro, prendono nuova vita, si trasformano e come in un processo continuo diventando nuovi racconti.

Le opere originali rimarranno in quel luogo, continueranno la loro naturale mutazione come un’esposizione permanente accessibile a tutti. Le loro immagini diventeranno nuove opere, si trasformeranno ulteriormente, prima fotografie, poi ricomposte, rimodellate per altri muri e altre superfici. Si arricchiranno di nuovi significati dall’intervento, dal gesto creativo dell’artista come in un ciclo infinito di creazione e trasformazione restituendo a quei manifesti, la loro primordiale funzione: trasmettere messaggi.

Una trasformazione che non si fermerà, le nuove immagini saranno condivise con altri artisti: scrittori, musicisti, videomaker, i quali aggiungeranno la loro creatività integrando strato dopo strato nuovi significati in un ciclo continuo di trasformazione.

 

 

 

 

 

 

Adriano Padovani

Grafico, designer, da sempre mi occupo di consulenze nel campo della comunicazione collaborando soprattutto con aziende nel settore dell’abbigliamento. Nel tempo ho integrato la fotografia alla mia professione sia come direttore artistico per campagne pubblicitarie e cataloghi di moda sia con progetti su commissione.

 

Negli ultimi anni ho affiancato alla professione un personale lavoro di ricerca fotografica.

 

 

 

 

 

Fluida, inafferrabile, ubiqua, potente e fugace: l’immagine dell’ipermodernità ci abita e da questa siamo pervasi in ogni momento della nostra esistenza. In quella che Zygmunt Bauman ha definito “modernità liquida”, anche la fotografia si adegua a una malleabilità di forma e contenuto resa possibile non solo dalla tecnologia, ma da un nuovo approccio della società all’immagine stessa.

Ogni individuo è oggi produttore e consumatore di immagini attraverso le quali si relaziona agli altri, attribuendo alla fotografia il valore di linguaggio universale. Si è ben presto passati a una “fotografia liquida” di fontcubertiana memoria, effimera e malleabile, sempre più simile a un’immagine mentale che a una fotografia oggetto.

In questo panorama i cui futuri sviluppi si giocano sempre più su paradigmi digitali e intangibili, “Liquida Photofestival” vuole essere un riferimento per restituire, quanto più possibile, lo stato della ricerca fotografica nelle sue diverse forme d’espressione e dello stato dell’immagine nel momento preciso della sua manifestazione, cercando di di dare voce ai nuovi talenti della fotografia contemporanea, non solo dal punto di vista della produzione autoriale, ma anche della riflessione fotografica, coinvolgendo addetti ai lavori che oggi iniziano il proprio percorso in questo cosmo in continuo divenire.

Un festival in cui l’immagine scorre, assecondando il sentiero di un fiume a volte impetuoso, a volte docile, ma mai uguale a se stesso.

Direzione Artistica di Laura Tota

BETTER DAYS WILL COME.

Il peggio è passato, la tempesta è alle nostre spalle. Nuovi scenari si aprono di fronte a noi, pronti per essere esplorati.

E se il prossimo futuro potrà essere ricordato come un raggiante sole o un terribile diluvio, dipenderà solo da ognuno di noi. Il monito è a perseverare e a non arrendersi all’incontrollabile, l’invito è a costruire orizzonti ospitali e accoglienti. “Better Days Will Come”, concept della seconda edizione di Liquida Photofestival, vuole essere un tentativo di disegnare il futuro mondo possibile, attraverso linee di indagine positive che ne evidenzino i potenziali esiti e sviluppi: una sorta di “guida” per orientarsi nell’intricato universo dell’imperscrutabile. Messaggi di Speranza, Bellezza, Condivisione, Coesistenza, Resilienza e Amore: questo è quello che Liquida racconterà attraverso la narrazione fotografica e non solo. Contaminazioni tra immagini in movimento, tecnologia, vecchi e nuovi linguaggi legati all’immagine contemporanea per contribuire a restituire una visione positiva dell’Oggi e del Domani.

BENTORNATI NEL NOSTRO MONDO LIQUIDO.

A cura di Laura Tota

Fluidity, declinazioni della critica d’arte contemporanea

L’evento internazionale si svolgerà dal 5 al 6 maggio in modalità ibrida (presenza e
remoto) dalle ore 10.00 alle ore 17.00 per entrambe le giornate seminariali, presso il Salone
d’Onore all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e sarà un evento totalmente
gratuito così come previsto nei principii dello statuto italiano, per garantire a sua volta con
tale manifestazione un coinvolgimento attivo e partecipativo dei vari professionisti di
settore che insieme ai vari docenti e studenti potranno, inoltre, sondare le dinamiche
evolutive dello stato attuale della critica d’arte con approfondite analisi sulle opere e sugli
artisti nello specifico dei contenuti culturali che riguardano le arti visive in tutte le
diramazioni che coinvolgono la scultura, la pittura, T’architettura, le arti generative, la
Street Art, l’Arte Pubblica. Il dibattito del convegno avrà infatti l’interesse critico e
scientifico di individuare “nuove chiavi di lettura” per poter esplorare i nuovi fenomeni
espressivi della contemporaneità artistica bilanciando in forma democratica le nuove
esigenze espressive dell’arte e degli artisti tra le tematiche fluide che riguardano la
“conservazione del bene” e le conseguenti dinamiche per la valorizzazione dello stesso,
ragionando sull’etica dei linguaggi espressivi e sulle problematiche culturali e sociali che
portano alla nascita di un determinato concept visivo.
Nella giornata del 5 maggio durante la prima sessione del convegno si consegnerà il
riconoscimento della “Menzione alla Carriera”, alla storica e critica d’arte, nonché
curatrice Maria Teresa Benedetti, Past President di AICA Italia.

Tra gli interventi degli ospiti istituzionali e i relatori si segnalano:
Renato Barilli (Presidente Onorario di AICA Italia, Professore Emerito dell’Alma Mater
Studiorum, Università di Bologna)
Henry Meyric Hughes (Co-fondatore di Manifesta e Presidente Onorario di AICA
International, Paris e Past President di AICA UK)
Lisbeth Rebollo Goçalves (Presidente di AICA International, Paris)
Paola Gribaudo (Presidente dell’Accademia Albertina di Belle
Arti di Torino)
Salvo Bitonti (Direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino)
Gabriele Romeo (Presidente di AICA Italia, Docente di Fenomenologia delle arti
contemporanee Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria)
Carolyn Christov-Bakargiev (scrittore, storico dell’arte e curatore, Direttore del Castello di
Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della Fondazione Francesco Federico Cerruti
“di Rivoli- Torino)
Freddy Paul Grunert (Membro del European Joint Research Center Ispra, curatore allo
ZKM, Zentrum für Art und Medien di Karlsruhe)
Cristina Trivellin (Vice-Presidente del Comitato Scientifico di AICA Italia)
Roberto Mastroianni (Presidente del Museo Diffuso della Resistenza di Torino, professore
di antropologia culturale e di antropologia dell’arte)
Maria Teresa Benedetti (critica d’arte, curatrice, Past President di AICA Italia)
Andrea Balzola (Docente di Teoria e metodo dei mass media presso l’Accademia Albertina
di Belle Arti di Torino)
Lorella Giudici (saggista, critica d’arte e Docente di Storia dell’Arte Contemporanea
all’Accademia di Belle Arti di Brera)
Pier Luigi Capucci (Presidente del Web-Magazine NOEMA e docente presso l’Accademia
di Belle Arti di Urbino)
Malgorzata Kazmierczak (Ph.D in Storia, ricercatrice d’arte contemporanea, VicePresidente di AICA International, VicePresidente di AICA Polonia)
Gian Maria Tossati (Direttore Artistico della Fondazione La
Quadriennale di Roma, artista rappresentante l’Italia nel rispettivo Padiglione alla 59ª
Biennale Internazionale d’Arte di Venezia)
Gabriele Perretta (critico d’arte, Docente all’Accademia di Belle
Arti di Brera)
Liliana Iadeluca (Docente di Scenotecnica all’Accademia di Belle
Arti di Palermo)
Edoardo Di Mauro (curatore, docente di storia e metodologia della critica d’arte, Direttore
del Museo di Arte Urbana, Torino)
Alfredo Cramerotti (Direttore del Mostyn Contemporary Art Museum & Co-Direttore del
IAM Infinity Art Museum. Presidente dell’IKT International Association of Curators of
Contemporary Art, Chair Digital Strategies committee AICA International, Advisor UK
Government art collection & British Council Art Collection).
Matilde De Feo (film-maker, docente di Progettazione multimediale, Accademia di Belle
Arti di Reggio Calabria)
Fiat Arapoglu (Vicepresidente di AICA International, Past
President di AICA Turchia, Asst. Prof. Dr. di storia dell’arte, Altinbas University, IstanbulTurkey)
Rosita Commisso (Docente di Fenomenologia dei media all’Accademia di Belle Arti di
Catanzaro)
Matthew Kangas (Membro AICA USA, editore corrispondente per Art in America and
Sculture magazine. Ha scritto per numerose pubblicazioni per Seattle Times, Artweek,
Preview and
Art Ltd)
Francesca Adamo (storica della fotografia e autrice)
loannis Melanitis (Docente ASFA, Athens School of Fine Arts)
——————————
Modererà gli interventi:
Anselmo Villata (Vice- Presidente e Presidente del Comitato Elettorale EMC di AICA
International)
——————————
Relazioni Istituzionali:
Marilena Vita (Vice-Presidente alle Relazioni Istituzionali di AICA Italia)
PER PARTECIPARE:
Per la partecipazione all’evento, gli utenti da remoto potranno collegarsi alla pagina
dedicata all’evento cliccando sul link http://www.aica-italia.org/category/news/ per
guardare lo streaming.
Quanti volessero assistere alle sessioni della conferenza in presenza dovranno registrarsi
sul modello disponibile alla pagina http://www.aica-italia.org/category/news/, sotto
l’icona Attend The Conference, e formalizzare la propria iscrizione gratuita entro il 30
Aprile c.m.
Coordinatori scientifici e tecnici alla curatela e alle manifestazioni:
Sara Liuzzi
Gerardo De Pasquale
Per maggiori informazioni:
Coordinatori per la Comunicazione e la Stampa di AICA Italia:
Angelo Mistrangelo
Diego Repetto
convegnofluidity.aicaitalia@gmail.com
www.aica-italia.org

“L’importante è che sia illibata e di sani principi”, applausi a Bardonecchia

Sold out e tanti applausi, domenica 30 aprile, al Palazzo delle Feste di Bardonecchia, dove è andato in scena lo spettacolo “L’importante è che sia illibata e di sani principi” con la Compagnia “I Dilettanti all’opera”, diretta da Eugenio Ingribelli.

Ingribelli, nato e cresciuto a Bardonecchia, vive ora a Velletri, vicino a Roma, dove lavora. L’amore per Bardonecchia e la passione per il teatro sono però rimasti intatti. Affetto ampiamente contraccambiato, come hanno dimostrato i tanti amici e compagni di scuola, che hanno voluto essere presenti.


In sala anche il sindaco di Bardonecchia Chiara Rossetti e l’assessore Maria Teresa Vivino, che hanno sottolineato la numerosa partecipazione del pubblico dicendo:” momenti come questi, che rivedono insieme compagni di classe uniti dopo tanti anni per riabbracciare un amico che torna da lontano possono rappresentare un faro per I nostri giovani, per il legame che crea il bello ed il senso di comunità”.

Presenti con gli amministratori bardonecchiesi e dei paesi limitrofi anche rappresentanti dell’Amministrazione di Velletri.

Il ricavato della serata, ad offerta libera, 2141,77 euro, sarà devoluto alla Caritas di Bardonecchia.

L’Amministrazione Comunale ringrazia ” per la grandissima partecipazione la cittadinanza e chi è venuto da lontano”.

Note di Classica: Petrenko, Sol Gabetta e Vadym Kholodenko, le “stelle” di Maggio

Martedì 2 alle 20 al teatro Vittoria, per l’Unione Musicale, Vadym Kholodenko al pianoforte eseguirà musiche di Beethoven e Rzewski. Mercoledì 3 alle 20.30 al Conservatorio, per l’Unione Musicale, il Trio di Parma eseguirà musiche di Schubert e Schumann. Domenica 7 alle 16.30 al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, l’Orchestra da Camera dell’Accademia di Musica di Pinerolo, con Francesco Manara al violino, eseguirà musiche di Vivaldi e Piazzolla.

Lunedì 8 per Polincontri Musica, nell’aula magna del Politecnico, Anna Giulia Alvandi al pianoforte, eseguirà musiche di Rameau, Debussy, Medtner e Ravel. Mercoledì 10 alle 20.30 al conservatorio, l’Orchestra Leonore diretta da Daniele Giorgi, eseguirà musiche di Brahms e Schumann. Giovedì 11 alle 20.30 e venerdì 12 alle 20, all’auditorium Toscanini l’orchestra Rai diretta da Robert Trevino, eseguirà la sinfonia n. 6 di Mahler. Sabato 13 alle 20 al teatro Regio, per la stagione d’opera, debutto de “La Figlia del Reggimento” di Gaetano Doninzetti. Opèra -comique in 2 atti. L’Orchestra del Regio sarà diretta da Evelino Pidò. Repliche fino al 23 maggio.   Martedì 16 alle 20.20 all’auditorium G. Agnelli per LingottoMusica, la Die Deutsche Kammerphilharmonie Bremen diretta da Paavo Jarvi e con Sol Gabetta al violoncello, eseguirà musiche di Haydn, Schumann. Mercoledì 17 alle 20.30 al conservatorio per l’Unione Musicale, Pietro De Maria al pianoforte, eseguirà nel settimo concerto le sonate di Beethoven. Giovedì 18 alle 20.30 e venerdì 19 alle 20 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Leonidas Kavakos e con Mao Fujita al pianoforte, eseguirà musiche di Mozart e Prokofev. Lunedì 22 per Polincontri Musica al Politecnico, Antonello Pasini relatore e l’Aire Duo suoneranno e parleranno  con il tema “sulle tematiche del clima”.

 Mercoledì 24 alle 20.30 al conservatorio per l’Unione Musicale, il Quintetto di fiati dell’Accademia di Santa Cecilia e della Royal Concertgebouw Orkest, eseguirà musiche di Rossini, Briccialdi, Rota e Gershwin. Sempre mercoledì 24 alle 20.00 e giovedì 25 alle 20.30 all’auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Kirill Petrenko, eseguirà musiche di Berg e Sibelius.

Pier Luigi Fuggetta

L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Amelie Nothomb “Il libro delle sorelle” -Voland- euro 16,00

Segue il filone autobiografico questo 31esimo romanzo della prolifica scrittrice belga Amélie Nothomb (ne pubblica uno all’anno); e viene dopo quello dedicato alla figura paterna (“Primo sangue” Premio Strega europeo e strepitosa ricostruzione della vita del padre).

Anche questa volta la narrazione è in ambito familiare. Non è quello dell’autrice, ma di spunti dalla sua esperienza personale ne ha presi sicuramente parecchi. Perché qui il focus è sul rapporto simbiotico tra due sorelle, e sappiamo che la Nothomb ha un legame fortissimo con la sorella maggiore Juliette, tanto che, da adolescenti, hanno condiviso anche una fase anoressica.

Il romanzo racconta l’unione tra due sorelle, Tristan e Laetitia, figlie di Florent e Nora, genitori innamorati pazzi e parecchio distratti nei confronti della prole.

Le sorelle sono Tristan, la primogenita: matura, responsabile ed autosufficiente. Però ha patito parecchio il sentirsi esclusa dal bozzolo del rapporto di coppia dei genitori. Lei è cresciuta prima del tempo, intelligente sopra la media ed eccellente in tutto, ma con il tarlo di essere insignificante e invisibile per chi l’ha messa al mondo.

Quando nasce la sorellina Laetitia, per Tristane è amore puro fin dal primo sguardo, e poco importa che i genitori continuino a costituire una loro inespugnabile fortezza. La sorella maggiore diventa un tutt’uno con quella minore e crescono più unite che mai.

Nella storia un ruolo importante è giocato anche dalla sorella della madre Nora, la sconclusionata zia Babette, che vive allegramente di sussidi ed ha 4 rampolli di ascendenze paterne incerte, ma chi se ne importa.

Tristane stravede per quella zia e se ne occupa con la maturità che la contraddistingue. Nel romanzo si contrappongono due coppie antitetiche: Nora – Babette sorelle diametralmente opposte e incomprensibili l’una per l’altra, e Tristane – Laetitia coppia simbiotica.

Vedrete poi come la storia si evolverà e le direzioni che prenderanno le sorelle; inclusa una tragedia e un legame fortissimo tra Tristane e chi non c’è più. Questo è un romanzo in cui si parla molto con i morti, con lo stile apparentemente leggero della Nothomb, raffinato, profondo, ma leggibilissimo.

 

Gian Marco Grilli “Ferrovie del Messico” -Laurana Editore Milano- euro 22,00

Pochi esordi letterari sono stati fortunati come questo dell’astigiano Gian Marco Grilli che con il suo monumentale romanzo “Ferrovie del Messico” ha fatto incetta di premi e si ritrova in lizza per lo Strega.

Il 46enne autore di mestiere fa tutt’altro; è direttore del Margara Golf Club di Fubine, tra Asti e Alessandria, e prima aveva scritto solo qualche racconto.

Galeotto fu il lockdown durante il quale tutti i giorni si piazza davanti al computer, per 8-9 ore, e scrive più di 2000 pagine. Davvero troppe, così rivede tutto e alla fine ne rimangono 800, stampate da un editore coraggioso e lungimirante. Prima tiratura di poco meno di 200 copie che però le librerie snobbavano. E’ stato lo storico Alessandro Barbero a dare il là a questo romanzo colto ed ambizioso.

Protagonista è il soldato repubblichino Cesco Magetti, nato nel 1921 (come il nonno dello scrittore) ad Asti. Quando viene occupata dalla Wehrmacht il giovane si arruola (più per necessità che per convinzione) nella Guardia Nazione Ferroviaria. All’epoca il Führer credeva che la chiave per la vittoria fosse dalle parti del Messico.

Ed ecco che al povero Cesco viene affibbiato il compito di tracciare di corsa, nel giro di appena una settimana, una mappa aggiornata delle ferrovie messicane. Pare che l’ordine arrivi dall’alto, dai vertici del Reich, forse da Hitler in persona.

La richiesta ha del surreale, ma non si discute, ed inizia così la rocambolesca avventura di Cesco, che interseca la vita di decine, centinaia, di personaggi anche parecchio bizzarri.

Un libro imponente dosato con ironia, scrittura alta e citazioni colte, forte di un linguaggio semplice e ricco di neologismi legati alla terra d’origine del protagonista che, scopriremo, non sa bene come muoversi.

 

Rosella Postorino “Mi limitavo ad amare te” -Feltrinelli- euro 19,00

Dopo la vittoria del Campiello con “Le assaggiatrici” nel 2018, ora la scrittrice racconta un’altra storia ispirata a un fatto vero, durante l’assedio di Sarajevo.

Sullo sfondo di quella guerra nel cuore dell’Europa durata 10 anni nell’ex Jugoslavia, la capitale della Bosnia, Sarajevo, fu assediata per 1425 giorni (da aprile 1992 a febbraio 1996) e la Postorino ne scrive riportando tutto l’orrore del “viale dei cecchini” dove i tiratori vigliacchi sparavano a chiunque passava.

Una mattina di luglio 1992 dalla città martoriata parte un convoglio umanitario con a bordo anche 46 bambini provenienti dall’orfanotrofio di Bjelave. Un viaggio verso la salvezza, in Italia.

Alcuni di loro non sono orfani, ma solo poverissimi e affidati dai genitori a quella struttura nella speranza di salvarli, garantirgli un tetto di protezione e pasti caldi.

Destinazione del pullman è dapprima una colonia sull’Adriatico, poi un istituto di suore, lontano da padri, madri e fratelli che non ne seppero più nulla, e adottati da famiglie solidali e caritatevoli che decisero di accudirli.

Sullo sfondo di questa immane tragedia seguiamo le vicende di tre bambini.

Omar ha 10 anni ed è ossessionato dall’ansiosa attesa che la madre ritorni; Nada detta “moncherino” perché le manca un anulare, gli è vicina con la dolcezza dei suoi occhi celesti e la mano stretta per non farlo sentire solo. Strada facendo, incontrano l’adolescente Danilo che una famiglia ce l’ha.

Ognuno di loro avrà reazioni diverse rispetto al destino che gli viene riservato. A partire da Omar che non si rassegna all’idea di avere un’altra madre, mentre l’assenza di quella biologica sarà una spina per sempre dolente nella sua anima. Tutti i protagonisti vivono sospesi tra due alternative: adeguarsi alla nuova vita in salvo in terra straniera e tagliare il cordone ombelicale con il passato, oppure tornare a Sarajevo.

 

Ildefonso Falcones “Schiava della libertà” -Longanesi- euro 24,00

E’ la prima volta che il re del romanzo storico spagnolo racconta il passato coloniale, intriso di razzismo, spiritualità afrocubana, realismo magico, amore, vendetta, tra l’Ottocento e la Madrid odierna. Dunque la new entry di un’incursione nel presente, focalizzata soprattutto nel quartiere di Salamanca, tra lussuose ville e banche poco etiche.

Il romanzo viaggia su due piani temporali che si alternano: la Cuba schiavista e coloniale del 1856 e la Madrid moderna della finanza.

Due le eroine. La schiava Kaweka, rapita in Guinea e arrivata in catene sulla spiaggia di Jibacoa insieme ad altre centinaia di ragazzine. Kaweka è una yoruba di appena 11 anni, obbligata a lavorare 20 ore al giorno sotto le frustate, usata come schiava sessuale per farla ingravidare così da sfornare altri futuri schiavi.

L’altra protagonista è María Regla Blasco, detta Lita, manager nella banca dei marchesi Santadona e figlia della domestica Concepción, da sempre al servizio della ricca famiglia di banchieri.

Lita ha la pelle color caffelatte e su di lei pesa l’ombra delle origini schiaviste dei suoi avi. E’ piena di talento coltivato con gli studi, che le hanno aperto le porte di una carriera in ascesa.

Due autentiche lottatrici, spiriti liberi, come è sintetizzato perfettamente dall’ossimoro del titolo “Schiave della libertà”. Ricordiamo che la Spagna è stata l’ultima nazione ad abolire lo schiavismo nel 1880, e le giovani schiave avevano 4 opzioni per difendersi dalla crudeltà dei bianchi. L’aborto, la fuga, il suicidio e il più importante di tutti: la religione che consentiva di tornare alle origini, specie il rapporto con la religione yoruba e i suoi santi, gli orishas.

Addentrandoci nelle pagine del romanzo, Falcones ci conduce nell’inferno della schiavitù, attraverso il sentire di Kaweka, il suo modo di affrontare quello che il destino le ha scagliato addosso, in una narrazione che mescola storia, magia e realismo magico.

Rock Jazz e dintorni a Torino. I Baustelle e i Modà

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al Pala Alpitour il compositore Hans Zimmer propone i suoi classici cinematografici da “Dunkirk” a “Il re leone” accompagnato dalla band e l’orchestra.

Mercoledì. Al Jazz Club blues con Fast Frank e Andrea Scagliarini. All’Osteria Rabezzana suona il pianista Emanuele Sartoris in duo con il contrabbassista Marco Bellafiore per un omaggio a Baudelaire. Al Lambic si esibisce il cantautore Peppe Voltarelli.

Giovedì. Al Dash è di scena Martin Craig. Al teatro Colosseo si esibisce Fabrizio Moro. Al Maffei sono di scena Federico Pianciola e Andrea Marazzi. Al Concordia di Venaria si esibisce il rapper Mostro. Al Blah Blah punk con i Forty Winks.

Venerdì. All’Istituto Musicale di Rivoli suona il trio Quartocolore. I Modà si esibiscono al teatro Colosseo per 2 sere consecutive. Al Vertigo di Pianezza è di scena Max Forleo. Al Cap 10100 suona il chitarrista Matteo Mancuso. Allo Ziggy arriva il veterano del rock Pino Scotto. Al Folk Club si esibisce la cantautrice Rachel Croft. All’Hiroshima Mon Amour suona il quintetto Bull Brigade con Medusa e Frammenti. Al Blah Blah si esibisce il quartetto Rosegarden Funeral Party.

Sabato. Al Bunker suonano gli Instambul Ghetto Club. Al Concordia di Venaria “sold out” per i Baustelle che presentano in tour il nuovo album “Elvis”. Al Blah Blah suonano i Fulci.

Domenica. Al Jazz Club si esibiscono gli Sweet Soul Singer mentre al Magazzino sul Po è di scena Deian.

Pier Luigi Fuggetta

“Nati per leggere”, ecco i finalisti

NOMINATI I FINALISTI DELLA SEZIONE NASCERE CON I LIBRI

 

 

Il Premio nazionale Nati per Leggere, giunto alla sua XIV edizione, anche quest’anno ha lavorato con slancio ed entusiasmo a sostegno delle eccellenze editoriali dedicate ai più piccoli. Forte dell’esperienza positiva delle edizioni precedenti, il concorso, che premia la migliore produzione editoriale per l’infanzia, i progetti bibliotecari per la promozione della lettura condivisa e il lavoro dei pediatri per incentivare la lettura in famiglia, ha mantenuto l’istituzione dei finalisti per i libri partecipanti nelle categorie 6-18 mesi, 18-36 mesi e 3-6 anni della sezione Nascere con i libri.

 

La sezione Nascere con i libri premia i migliori libri editi o inediti in Italia ed è suddivisa in tre diverse categorie,

corrispondenti a tre diverse fasce di età e di sviluppo del bambino: “Il primo libro” per libri che risultino adatti alle capacità manipolative, percettive e cognitive di bambini tra i 6 e i 18 mesi di età; libri o albi illustrati per bambini di età compresa tra i 18 e i 36 mesi e libri o albi illustrati per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni.

Il Premio non perde la sua forza, ma come ogni edizione la rinnova e la moltiplica: negli anni il numero di candidature presentate cresce a ritmo costante e le proposte editoriali presentano sempre maggiore qualità, segnale di un’editoria viva, pulsante e molto aperta al cambiamento. Per questa edizione le candidature pervenute sono state 173.

 

La giuria della XIV edizione del Premio è presieduta da Rita Valentino Merletti, scrittrice e studiosa di letteratura per l’infanzia, e da Luigi Paladin, psicologo, bibliotecario ed esperto di letteratura per l’infanzia. Insieme ai Presidenti altri dieci membri con professionalità e competenze trasversali (la Vicepresidente Katia Rossi, Amalia Maria Amendola, Domenico Bartolini, Valter Baruzzi, Egizia Cecchi, Antonella Danusso, Danilo Di Camillo, Silvia Ranzetti, Rossana Sisti, Lucia Tubaldi) sono stati chiamati a esprimere la propria valutazione su una rosa di 173 libri candidati.

 

Di seguito i titoli finalisti e le motivazioni espresse dalla giuria:

 

FASCIA D’ETÀ 6-18 MESI

Lo sai chi siamo? di Tana Hoban, Editoriale Scienza

Naso nasino di Cristina Petit ed Elisa Mazzoli, Pulce edizioni
Oh di Giovanna Zoboli e Massimo Caccia, Topipittori

 

FASCIA D’ETÀ 18-36 MESI

Piccola pantera di Chiara Raineri, Camelozampa
Il libro dell’orsetto di Anthony Browne, Vanvere edizioni
Bimba gatto acqua papera di Daniela Martagón, Ellen Duthie, Logos

 

FASCIA D’ETÀ 3-6 ANNI

Nella foresta silenziosa e misteriosa di Delphine Bournay, Babalibri
Il saggio di pianoforte di Akiko Miyakoshi, Nomos
Ora di nanna di Kjersti Annesdatter Skomsvold e Mari Kanstad Johnsen, Beisler editore

 

I vincitori della sezione Nascere con i libri e delle altre sezioni del Premio – Crescere con i libri, Reti di libri e Pasquale Causaverranno annunciati durante la cerimonia di premiazione in programma alla XXXV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino lunedì 22 maggio alle 15.30 in Sala Blu.

 

La Fondazione Firpo, l’omosessualità, l’antifascismo

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Dopo il libro dei due figli gemelli di Luigi Firpo che solo chi scrive e radio Radicale hanno recensito, pensavo che la Fondazione Firpo  avesse subito un duro colpo.
Il discredito su  Firpo gettato dal malevolo libro dei due figli pubblicato da Aragno ritenevo che travolgesse le Fondazione che vive, in buona parte, di risorse pubbliche ed ha sede alla Biblioteca Nazionale dopo lo sfratto dal palazzo d’Azeglio dove resta la Fondazione Luigi Einaudi finché l’ex Fiat lo consentirà. Credo  sia l’unico caso in cui una istituzione pubblica come la Biblioteca Nazionale  ospiti un ente privato come quello intitolato a Firpo  sorretto persino per la realizzazione del sito  dalla Fondazione San Paolo,  da Città di Torino e Regione Piemonte che non hanno mosso un dito dopo l’uscita del libro che getta ombre sinistre sul professore a cui è intitolato.
Ho scoperto, curiosando su Facebook, che la Fondazione è in piena attività ed ha retto al colpo, anche se le cariche che appaiono sul sito sono datate al 2016 e lo stesso sito non appare  debitamente aggiornato. Mi ha colpito una delle prossime attività concentrata sull’omosessualità di Fra’ Paolo  Sarpi, il grande storico veneziano del Concilio di Trento, la cui opera venne subito messa all’ Indice. Sarpi è stato un grande uomo controcorrente in un Seicento dominato dall’oscurantismo della Controriforma. Al di là del libro di  Vittorio Frajese che indaga sulla sua omosessualità, credo che i temi dominanti di Sarpi siano ben altri, soprattutto in una Venezia a suo modo laica e libertina. Non so cosa ne penserebbe Firpo che fu solo un erudito e non un vero studioso delle dottrine politiche. L’erudito Firpo sarebbe stato sicuramente interessato al tema, ma non credo che  l’omosessualità sia un tema dominante. Mi sembra al contrario  un argomento marginale rispetto ad un grande ed eroico frate perseguitato, ma sempre coraggioso e coerente della laicità in tempi in cui essa era di là da venire.
Ricordo  però che una volta a cena Firpo ironizzò sugli omosessuali, allora coraggiosamente sdoganati da Pezzana. In fondo era un uomo all’antica: non sarebbe forse inorridito di fronte all’idea di un museo dell’omosessualità? La Fondazione Firpo ha anche sostenuto una manifestazione a Borgo Vittoria sul 25 aprile, la Resistenza, l’ antifascismo, temi non proprio congeniali a Firpo che in gioventù fu un fascista convinto, secondo i figli anche durante la Repubblica sociale italiana. Essa farebbe meglio ad attivare una ricerca sul professore a cui è dedicata, tra il 1943 e il 1945 per verificare davvero cosa fece Firpo in quegli anni. Tacere non serve a nessuno, in primis alla Fondazione Firpo.

“Memorie di Palazzo”: storie e curiosità dell’Arsenale

Il  libro di Maria La Barbera e Fabrizio Luperto

Con Memorie di Palazzo l’ Arsenale è di nuovo protagonista, al centro di vicende storiche e  curiosità, tra un passato glorioso e un presente che lo vede al centro di importanti eventi culturali. Dalla letteratura al cinema, dai matrimoni reali ai gemellaggi con paesi all’altro capo del mondo, da questo luogo straordinario, capolavoro urbanistico di Felice De Vincenti e Filippo Juvarra e sede del Comando per la Formazione Scuola di Applicazione dell’Esercito, sono passati personaggi celebri come Camillo Conte Benso di Cavour e Michail Gorbaciov, hanno fatto tappa statisti del calibro di Francesco Cossiga,  papi di straordinaria levatura come Wojtyla e Francesco, sono stati girati diversi programmi televisivi, l’ultimo è Freedom Oltre il confine di Roberto Giacobbo, film e fiction tra cui Cuori, Il sogno del maratoneta e Palazzo di Giustizia.

Memorie di Palazzo, arricchito dalle belleillustrazioni di Giuseppe Calì, è un tour all’interno dell’edificio, un viaggio nelle sue teche dove sono esposti cimeli come il Crispillo, famoso come Risiko, o edizioni preziose tra cui Civitates Orbis Terrarum con le sue preziose mappe. Come scrive Gianni Oliva nella sua introduzione “Su queste pagine del passato apre ora uno squarcio l’agile volume di Maria La Barbera e Fabrizio Luperto con uno stile giornalistico che rende fruibile la lettura. E’ un omaggio alla città senza scadimenti nella retorica del “come eravamo”, ma un proporre con intelligenza il Palazzo per quello che è stato e per quello che è diventato, un luogo militare aperto alla società esterna”. L’obiettivo degli autori, Maria La Barbera sociologa e giornalista pubblicista, e Fabrizio Luperto, esperto di cinema, è di avvicinare ancora di più Palazzo Arsenale alla cittadinanza confermando la volontà di restituire ai torinesi, e non solo,   questo luogo straordinario, testimone, spesso silenzioso, delle vicende di questa città.

Le bellissime foto che ritraggono i tesori di Palazzo Arsenale, mostrandone ancora di più la sua ricchezza, sono di Vincenzo Moro e Gianluca Vantaggiato.

Il libro sarà a disposizione a Palazzo Arsenale fino ad esaurimento scorte.

“Prospettive / Perspectives”. Arte contemporanea, clima e paesaggio

Due nuove, coraggiose opere d’arte contemporanea nel cuore di Langa chiudono il progetto transfrontaliero per la “fruizione consapevole” del territorio

Alba (Cuneo)

Due i borghi langaroli coinvolti: Roddino, poco più di 400 abitanti cerniera fra la Langa del Barolo e l’Alta Langa, e Neviglie, 357 abitanti nella terra di confine con la zona del Barbaresco. Cominciamo proprio da Neviglie che, in un nuovo parco pubblico sorto sull’area dell’acquedotto, all’ingresso del paese e dalla vista mozzafiato, ospita “The Traveler (Il Viaggiatore)”, imponente scultura, racchiusa fra mito e leggenda, opera dell’artista francese di Brest, Jean-Marie Appriou. Magnifica, inattesa presenza: una grande nave a vela alta (fusione di alluminio) ripescata in chissà quale epoca e civiltà arcaica, la cui prua si affaccia sulle simboliche onde marine delle colline sottostanti, coltivate a vite, come fosse in procinto di salpare. A Roddino, invece, gli artisti Liam Gillick (artista concettuale di New York) e Hito Steyerl (nativa di Monaco di Baviera) sono intervenuti in coppia  sull’architettura di quella che era un tempo la scuola elementare (e che oggi ospita uno studio medico, una biblioteca e uno spazio multifunzionale frequentato dai cittadini locali e dai turisti) con un’opera murale di grandi dimensioni e dai colori vivaci, intitolata “However Many Times We Ran The Model The Results Were Pretty Much The Same (Per quante volte sia stato applicato il modello, i risultati sono stati più o meno gli stessi)”.

Le due nuove opere d’arte contemporanea site-specific, pensate per Roddino e Neviglie, sono state inaugurate nei giorni scorsi e rappresentano gli esiti (decisamente suggestivi) del progetto “Prospettive / Perspectives”realizzato, con il sostegno del “Programma Europeo Interreg Alcotra Italia/Francia 2014 – 2020”, dall’“Ente Turismo Langhe Monferrato Roero”, insieme alla “Fondazione Sandretto Rebaudengo” (con sede a Torino e a Guarene) e a “Villa Arson”, istituzione afferente al “Ministero della Cultura” francese dedicata alla “creazione contemporanea”, in sinergia con l’“Università della Costa Azzurra”. Obiettivo del progetto:quello di costruire e trasferire attenzione e conoscenza sui temi del “cambiamento climatico”, in territori inseriti nella lista del “Patrimonio Mondiale dell’Unesco”, attraverso la costruzione di “simboli” che diventino patrimonio comune. E proprio in questo senso l’“arte contemporanea” e le opere degli artisti sono il tassello finale di un lungo percorso che “Prospettive / Perspectives” ha disseminato nei territori fra Piemonte e Costa Azzurra.

L’intento del “murale”, che a Roddino copre l’intera facciata dell’edificio a tre piani con vista sulla campagna circostante, era quello di produrre un’opera d’arte “apparentemente astratta ma con una complessità di fondo, qualcosa di audace e rassicurante che sembrasse esprimere futuro, continuità e cambiamento”. Inoltre, utilizzando un semplice programma di simulazione che traduceva le pubbliche informazioni (l’evoluzione storica dell’area e i potenziali cambiamenti economici, ecologici e sociali) nella gamma cromatica alla base dell’opera, “gli artisti si sono resi conto che i risultati erano, come suggerisce il titolo, ‘praticamente gli stessi’ indipendentemente dai dati inseriti”. “I due elementi che hanno completamente rovinato lo schema sono stati i cambiamenti climatici estremi e i conflitti”. Nell’intervento di Gillick e Steyerl, che rivela il loro comune interesse per i “dati”, il paesaggio si formalizza dunque come “ritratto sociale allo stesso tempo astratto e radicato nella realtà del luogo”.

Per quanto riguarda, invece, la scultura di Neviglie, l’idea è nata in seguito a una conversazione tra l’artista e i rappresentanti locali del borgo, nonché alla curiosa comparsa di una nave tra gli stemmi della cittadina priva di sbocchi sul mare, forse un riferimento ai tempi delle Crociate. “The Traveler”suggerisce al tempo stesso “un posizionamento e un movimento: occupa un punto di osservazione privilegiato, che consente allo sguardo di spaziare e rimanda all’idea di avventura evocata dalla nave”. A fare da contrappunto, un’assenza: quella del viaggiatore che dà il titolo all’opera, senza tuttavia essere rappresentato. Una figura carica di potenziale narrativo nella quale chi osserva può identificarsi.

L’inaugurazione delle due opere è avvenuta al termine di un lungo percorso di condivisione con le scuole e con gli abitanti del territorio in cui si è sottolineato “quanto sia fondamentale cambiare prospettiva e costruire un futuro capace di limitare gli effetti del cambiamento climatico di origine antropica”.

Per info: “Ente Turismo Langhe Monferrato Roero”, piazza Risorgimento 2, Alba (Cn); tel. 0173/35833 o www.prospettive.art.it

  1. m.

Nelle foto:

–       Jean-Marie Appriou: “The Traveller”, Neviglie, Ph. Lavezzo

–       Gillick – Steyerl: “However Many Times We Ran The Model The Results Were Pretty Much The Same”, part., Roddino, Ph. Lavezzo

–       Gillick – Steyerl: “However Many Times We Ran The Model The Results Were Pretty Much The Same”, Roddino, Ph. Lavezzo