Scopri – To Alla scoperta di Torino








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Dopo l’inaugurazione con il Galà di apertura, la programmazione della quarta edizione di “Danza Oltre le barriere.4.0″ prosegue sabato 27 settembre alle ore 16 con il Défilé, diventato ormai una delle tradizioni più attese del progetto, vale a dire un momento in cui decine di artisti si incontrano e danno vita ad una parata che attraversa e trasforma luoghi della città molto spesso inosservati, restituendo loro energia e visibilità.
Per la quarta edizione l’iniziativa, realizzata in collaborazione con EDIT, vedrà protagonisti le scuole di danza del territorio, i danzatori professionisti di EgriBiancoDanza e del Balletto Teatro di Torino, insieme ai musicisti di Guitare Actuelle, in un’azione corale che quest’anno invade gli spazi di Colla! , un luogo di oltre 3 mila mq in piazza Teresa Noce, animato da start-up e realtà innovative che lo rendono uno dei quarti di miglio più dinamici d’Italia e al tempo stesso un punto di riferimento per la cittadinanza.
Il Défilé non è soltanto una pratica artistica, ma un vero e proprio strumento di comunità; qui diverse generazioni e discipline si incontrano per dialogare e costruire un linguaggio comune.
Da settembre a dicembre la Fondazione EgriBiancoDanza e il Balletto Teatro di Torino guideranno un ricco calendario di spettacoli teatrali, performance site-specific, attività laboratoriali e iniziative di coinvolgimento della cittadinanza. Il programma include Défilé, parata urbana green che porta la danza nelle strade, e gli Aperitivi in Danza, incontri che uniscono performance, dialogo e convivialità.
“Si rinnova l’appuntamento con “Danza oltre le barriere”. Non lo considero soltanto un cartellone di spettacoli, ma un’opportunità di riflessione sulle dinamiche del territorio e un momento di crescita per tutti, artisti e cittadini – spiega Raphael Bianco, vicepresidente della Fondazione Egri per la Danza – Attraverso la danza, un elemento aggregativo, empatico e catartico, si riporta la comunità a un confronto con sé stessa, dove l’inclusione è una traiettoria fondamentale per vivere meglio e progredire insieme. Inoltre la rinnovata partnership con BTT arricchisce il nostro percorso, guidando scelte condivise che sono fondamentali per avere un impatto sempre più efficace e rimanere aperti a nuovi stimoli e all’immaginazione. Questi stimoli provengono anche dalla collaborazione con le realtà locali che ci seguono da anni e contribuiscono attivamente allo sviluppo e al consolidamento di questo progetto, Progetto Slip e Teatro Monterosa e, in particolar, Guitare Actuelle, partner con BTT nel progetto IN.CON.TRA”.
“Per il Balletto Teatro di Torino condividere percorsi e progettualità con Fondazione Egri per la Danza e Guitare Actuelle significa abitare spazi di incontro – spiega la direttrice del Balletto Teatro di Torino, Viola Scaglione – in cui musica e danza si sostengono e rigenerano a vicenda. Si tratta di un terreno fragile e fertile al tempo stesso, dove non si innalzano frontiere, ma si scelgono passaggi, attraversamenti, aperture. In questo dialogo le identità restano salde, ma si intrecciano per dare vita a linguaggi nuovi, capaci di superare le barriere e di accogliere la pluralità dei corpi, dei gesti, dei suoni. Non è semplice collaborazione, si tratta della costruzione di un orizzonte condiviso in cui visioni differenti diventano complicità creative.
Crediamo che oggi il valore più consistente risieda nello stare dentro le relazioni . È lì che l’arte si rinnova, che danza e musica ritrovano la loro funzione più profonda, offrire la possibilità di andare oltre, insieme”.
Come da tradizione “Danza oltre le barriere” inaugura il suo cartellone con un Gala d’apertura che non solo rappresenta un momento di festa, ma anche un incontro simbolico tra linguaggi artistici e realtà diverse. Sul palco del teatro Monterosa si ritroveranno i principali protagonisti del progetto: le due compagnie EgriBiancoDanza e Balletto Teatro di Torino, che da sempre ne incarnano lo spirito inclusivo, in un rito collettivo di arte e condivisione.
Mara Martellotta
Fogli, persone, creatività. Arriva a Settimo Torinese il Festival del Disegno, l’evento che unisce adulti e bambini per sperimentare, divertirsi e liberare l’imaginazione con i prodotti Fabriano. Iniziato a Milano il 13 settembre il Festival farà tappa in tutta Italia, dai piccoli paesi alle grandi città, portando fino al 12 ottobre una ventata di colore in musei, scuole e spazi culturali. Fabriano accompagna il pubblico in un viaggio all’insegna di laboratori, attività creative e talk completamente gratuiti, in collaborazione con i musei del network Pleiadi (Museo Civico di Scienze Naturali di Milano, Children Museum di Verona, Children Museum di Pompei, Museo della Chimica di Settimo Torinese) e con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti campus di Milano.
In nove edizioni il Festival del Disegno ha coinvolto oltre 170mila persone, sempre guidato da un unico grande obiettivo: riconoscere il foglio bianco come strumento di unione, opportunità, possibilità.
Di seguito una selezione di appuntamenti in programma a Settimo Torinese, presso MU-CH | Museo della Chimica
(Iscrizioni a partire dal 26 settembre)
Per conoscere tutti gli appuntamenti del Festival e iscriversi: https://fabriano.com/festival-del-disegno/
5 ottobre 2025
Ore 10:30 e 17:30: Paper Science, esperimenti su carta. Durante il laboratorio, i partecipanti osserveranno al microscopio diversi tipi di carta, per capire cosa rende ogni foglio unico e adatto a usi differenti. La carta sarà anche protagonista di esperimenti scientifici e creativi. Un’attività per esplorare la versatilità della carta anche attraverso la scienza.
Ore 11:30 e 16:00: Caccia al tesoro, i segreti di Newton. Un’attività ludico-didattica che trasforma la chimica in un’avventura interattiva per bambini. Attraverso la scoperta di messaggi invisibili nascosti su fogli di carta e l’uso di reagenti naturali, i partecipanti sperimenteranno reazioni chimiche in maniera pratica e divertente. Divisi in squadre i bambini risolveranno enigmi scientifici, e al termine sarà premiato il team vincitore.
Al chierese “Museo del Tessile”, i preziosi tessuti appartenuti al Principe Scipione Borghese, oggi nella Collezione della Contessa Ruffini Valletti-Borgnini
Dal 12 al 27 settembre
Chieri (Torino)
Partiamo proprio da lui. Lui, il “convitato di pietra”, l’inconsapevole artefice, oltre un secolo fa, della mostra “Tessili dai viaggi di un Principe del Novecento”, programmata, da venerdì 12 a sabato 27 settembre, nelle sale del “Museo del Tessile”, in via Santa Chiara 6, a Chieri. Parliamo di Scipione Borghese (al secolo Luigi Marcantonio Francesco Rodolfo Scipione Borghese), X Principe di Sulmona (Migliarino Pisano, 1871 – Firenze, 1927), esponente di un Casato nobiliare fra i più prestigiosi a cavallo di Otto e Novecento e particolarmente famoso per le sue Collezioni d’arte. Nobile, grande viaggiatore, politico (fu deputato per il Collegio di Albano Laziale e per il “mazziniano- garibaldino” Partito Radicale dal 1904 al 1913), nonché curioso esploratore con una sfrenata passione per l’Oriente e pilota automobilistico di grande coraggio e competenza dati i tempi di timido esordio dell’automobile quale mezzo di trasporto, tanto meno da competizione sportiva, che lo portarono (affidandosi al robusto motore di un’“Itala 35/45 HP”) a partecipare (insieme ad Ettore Guizzardi, suo autista di fiducia e a Luigi Barzini senior, mitico inviato del “Corriere della Sera”) a vincere lo storico raid “Pechino-Parigi” (10 agosto 1907); vittoria clamorosa (circa 16mila chilometri, “pappati”, in tempi record per quegli anni, in soli due mesi) fra sperdute lande di Cina, Mongolia, Siberia e Russia, che gli regalò allora la piena notorietà e il clamoroso passaggio alla storia.

Ma, attenzione!, “Scipione l’Asiatico”– come amavano definirlo gli amici del veneziano “Casato Papafava dei Carraresi” – nei suoi numerosi viaggi fra Medio Oriente e Asia Minore e Centrale (di cui rimane traccia nei “Diari”, parzialmente pubblicati nel volume “In Asia: Siria, Eufrate, Babilonia”, Bergamo – Istituto Arti Grafiche, 1903), non si limitò al solo gusto del viaggio esplorativo. Quelle imprese (in allora autentiche, quasi impensabili imprese!) lo misero a contatto con un mondo lontano e sconosciuto, di cui s’innamorò perdutamente e che volle portare con sé nei suoi viaggi di ritorno, sotto forma di preziose artistiche e artigianali realtà, memorie di terre lontane ricche di grandi e affascinanti culture. Memorie che per Scipione, acuto Collezionista d’arte, si concretizzarono soprattutto in stupendi “manufatti tessili”, oggi amorevolmente custoditi nella Collezione della Contessa Giovanna Ruffini Valletti-Borgnini, che ne ha gentilmente concesso il prestito per la realizzazione della mostra ospitata a Chieri.

Il ricco percorso espositivo al collinare “Museo del Tessile” inizia con sei “Kilim” anatolici (tappeti senza pelo), di piccole dimensioni a tessitura piana, realizzati in lane tinte con coloranti naturali, probabilmente opera di ragazze in ambiente domestico, unici per disegno e tecnica esecutiva. Accanto, un “arazzo” in lana con trame policrome discontinue e ricami in seta e oro, foderato in “taffeta” di seta dall’Asia Centro-meridionale. E ancora: un tappeto da preghiera “Kilim” di Senandaj (Kurdistan), tessuto con trame ricurve usando i fuselli tipici della tecnica “kani” (tessitura tradizionale degli scialli del Kashmir) per ottenere raffinati disegni floreali e zoomorfi nel campo, bordure con motivo “Medakhyl” (sequenza di rosette) e consolidamento a dente di sega con fessure. A latere, altri coevi “manufatti” provenienti dalla Persia, dal Turkmenistan e dal Kurdistan, insieme a “tappeti da sella” di varia provenienza e a due splendidi “Kakemono”, dipinti o calligrafie giapponesi su seta, cotone o carta, realizzati in verticale e concepiti come decorazione murale da interno, recuperati dalla seconda moglie di Scipione, Teodora Martini, mentre il Principe era ospite dello zar di Russia, omaggiato con varie medaglie e doni. A fare da contrappunto ai “tessili”, arrivano inoltre dal Tien Shan e dalla Cina diversi “incensieri” in bronzo, mentre del corredo principesco si possono ammirare teli ricamati e altri oggetti di pregio, che riflettono il gusto e le passioni di un protagonista del primo Novecento.

Nella settimana della Festa Patronale della Città di Chieri, la mostra dedicata agli antichi “manufatti” collezionati dal Principe Scipione Borghese ci permette di riscoprire esemplari storici di arazzi, tappeti, tessuti e ricami che accompagnarono nei suoi viaggi un intraprendente aristocratico viaggiatore protagonista del Novecento in Europa ed in Asia e “ripercorrere – sottolinea Melanie Zefferino, presidente della ‘Fondazione’ e del ‘Museo del Tessile’ – il percorso di chi andando per il mondo con gli occhi aperti alle mille parvenze degli orizzonti mutevoli, può fissare non certo l’essenza dei paesi traversati e dei popoli intravveduti, ma certo molti profili di luoghi, cose e uomini”.
Gianni Milani
“Tessili dai viaggi di un Principe del Novecento”
Museo del Tessile, via Santa Chiara 6, Chieri (Torino); tel. 329/4780542 o www.fmtessilchieri.org
Dal 12 al 27 settembre. Orari: merc. e sab. 15/18
Nelle foto: Il Principe Scipione Borghese durante il raid Pechino-Parigi (1907); Arazzo con ricamo (part.), Asia centro-meridionale; “Kakemono”, Fagiano Pavone Asiatico e iris acquatico; Telo ricamato (part.) del corredo del Principe
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Giuseppe Culicchia, scrittore, giornalista e direttore del Circolo dei Lettori, presenterà il suo libro sul Toro, intitolato “Torino, 16 maggio 1976-Un tuffo al cuore, vecchio e granata” venerdì 26 settembre, alle ore 18, presso la libreria Luxemburg della Galleria Subalpina.
Il libro è uscito lo scorso 19 settembre e rappresenta il racconto in prima persona del piccolo Giuseppe, attraverso il mondo granata, in quel magico anno in cui il Toro vinse il primo e ultimo scudetto dopo la tragedia di Superga. Si tratta della storia di questo storico scudetto vissuto attraverso lo sguardo di un bambino che, come gli adulti, non poteva immaginare che quella sarebbe stata una gioia unica e irripetibile. La gioia per l’ultimo scudetto del Torino, quello del Presidente Orfeo Pianelli, di mister Gigi Radice e dei “gemelli del gol” Pulici e Graziani. Uno scudetto sofferto e meritato, con cui i granata resero omaggio agli invincibili di Capitan Mazzola.
Gian Giacomo Della Porta
Torino Crime Festival è giunto alla sua decima edizione, dal 10 al 18 ottobre, con il titolo “La mano invisibile del crimine”, trasformando la città di Torino in un palcoscenico diffuso dedicato al giallo, alle inchieste e alla cultura del Crime. Dieci anni di percorso segnano un traguardo importante. Il festival, nato come laboratorio di confronto tra letteratura, giornalismo e scienze investigative, è oggi diventato un punto di riferimento capace dj attirare esperti, scrittori, studiosi e un pubblico sempre più vasto.
Il tema scelto per questo anniversario ”La mano invisibile del crimine” rappresenta un fil rouge che attraversa il programma e indaga tutto ciò che sfugge allo sguardo, ma plasma la nostra realtà, i fenomeni criminali che crescono e agiscono nell’ombra, i reati ambientali che avvelenano silenziosamente territori e comunità, i delitti archeologici nascosti tra le pieghe del tempo, le guerre ibride combattute con la disinformazione, le manipolazioni psicologiche e digitali che entrano nelle nostre vite senza che ce ne accorgiamo.
L’invisibile è anche lo spazio degli infiltrati, dei giornalisti sotto copertura, degli investigatori digitali e degli scienziati forensi, che, per portare alla luce la verità, devono confondersi con ciò che osservano. E quindi l’invisibilità più subdola, quella che si annida nella vita quotidiana, nei gesti automatici e nelle percezioni anestetizzate, dove i crimini possono compiersi davanti a cento occhi senza che nessuno li riconosca.
Diretto da Valentina Ciappina, con la presenza di Fabrizio Vespa e il comitato scientifico guidato da Claudio Bertolotti, Germano Dottori, Germano Zuffanti, Enrico Panattoni, Alessandro Politi, Fabrizio Russo, Magda Tresoldi ed Erika Tortello, il Torino Crime Festival si raffica maggiormente nella città del, coinvolgendo ruoli simbolici e prestigiosi come le OGR, il Museo Egizio, la Fondazione OMI, il teatro Juvarra-Circolo amici della Magia, il LAD liceo artistico e design e l’Unipop a Palazzo Campana. Ogni sede diventa parte integrante del racconto, offrendo non solo spazi, ma scenari, che amplificano il senso e la forza dei temi trattati. L’inaugurazione avverrà alle OGR di Torino il 10 ottobre alle 21, e segna il via con la voce amatissima di Stefano Nazzi che, in dialogo con il direttore de La Stampa Andrea Malaguti, presenta il suo ultimo libro dal titolo “Predatori-i serial killer che hanno segnato l’America”, un viaggio negli anni dell’epidemia dei serial killer statunitensi tra gli anni Sessanta e Novanta, tra John Wayne Gacy, Edmund Kemper, David Berkowitz e Ted Bundy, che illumina le ombre di un’epoca in cui il male sembrava annidarsi ovunque. L’appuntamento è organizzato da Torino Crime Festival e OGR. La prenotazione è necessaria su www.ogrtorino.it.
Dal giorno successivo il festival si muove tra atmosfere immersive, alla Fondazione Omi, sabato 11 ottobre, con l’antropologo Massimo Centini che accompagnerà il pubblico nel misterioso universo del veleno, intrecciando scienza e mito, insieme al paesaggio sonoro creato dal musicista Simone Campa, che concentra la sua ricerca sul potere curativo della musica. Mercoledì 15 ottobre, al teatro Juvarra, dalle 10.30 alle 12.30, con “Inganni invisibili-riconoscere le trappole del web”, un evento per i giovani realizzato in collaborazione con la Polizia Postale e i Carabinieri, mentre alle ore 18 lo stesso spazio ospiterà la presentazione del libro “Il labirinto del mostro di Firenze”, con gli autori Roberto Taddeo e Daniele Piccione impegnati in un’indagine sui misteri ancora da disvelare. Il 16 ottobre si aprirà a Palazzo Campana uno degli appuntamenti centrali della decima edizione del Festival, con l’importante confronto di spirito internazionale su “Geopolitica dei conflitti invisibili”, guidato da Claudio Bertolotti, direttore di Start inSIGHT e analista strategico, Germano Dottori, consigliere scientifico di Limes e Alessandro Politi, direttore della NATO Defense College Foundation e analista politico strategico con oltre trent’anni di esperienza, mentre alle 21 il teatro Juvarra accoglierà lo spettacolo “Non credere ai tuoi occhi”, un’indagine sui limiti della perfezione, che intreccia illusionista, psicologia e scienza forense grazie alla presenza di Marco Aimone, presidente del Circolo Amici della Magia, l’illusionista Luca Bono e lo psichiatra esperto di illusionista cognitive e manipolazioni percettive Matteo Rampin, con la partecipazione del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica. Venerdì 17 ottobre, alle ore 18, le porte del Museo Egizio si apriranno per l’evento “Archeologia invisibile del crimine”, realizzato in collaborazione con la polizia scientifica, che esplorerá tecniche di analisi avanzata che altrimenti risulterebbero impercettibili, collegano reperti dell’antico Egitto con le moderne metodologie investigative.
La giornata conclusiva sarà sabato 18 ottobre, dove alle ore 16, nella sede del LAD Liceo artistico e design di via Barbaroux 25, si renderà omaggio al lato più popolare del crimine con il duello immaginario tra Sherlock Holmes e Dracula, raccontato dal giornalista e scrittore Marco Zatterin e dal diplomatico Fernando Gentilini. Alle 18 le criminologhe Erika Tortello e Magda Tresoldi, con l’ospite internazionale Gerardo Panchi, docente di Criminologia, e la moderazione del docente Prof. Fabrizio Russo, condurranno il pubblico all’interno dell’”anatomia della mente seriale”.
“Arrivare alla decima edizione è per noi un traguardo e un nuovo inizio – spiega la direttrice Valentina Ciappina – questo festival è nato come un esperimento e oggi è diventato una realtà che porta a Torino il centro del dibattito sui linguaggi del crimine. Con ‘La mano invisibile’ abbiamo deciso di raccontare le zone d’ombra della nostra città, tutto ciò che non vediamo ma che ci condiziona profondamente”.
“Dieci anni fa immaginavamo un festival che unisce immaginazione e spettacolo, riflessione e intrattenimento – spiega il presidente Fabrizio Vespa – oggi celebriamo un percorso che ha conquistato luoghi simbolici della città e un pubblico sempre più numeroso. Il Torino Crime Festival è diventato l’arte dell’identità culturale di Torino, è questa edizione ne è la conferma”.
Info e prenotazioni: www.crimefestival.it oppure torincrimefestival@gmail.com
Mara Martellotta
Al via la XII^ edizione di Librixia, la Fiera del Libro di Brescia. Dal 27 settembre al 5 ottobre sono 182 gli incontri sul mondo del libro e della letteratura, tutti rigorosamente gratuiti.
Cuore pulsante è la centralissima Piazza Vittoria dove sono state allestite tencostrutture e lo stand del mercato librario.
Ma Librixia è un evento “itinerante” infatti la maggior parte degli incontri si svolgeranno in vari luoghi iconici della città come l’auditorium San Barnaba, il Teatro Sociale, l’Agrobresciano Arena, il MO.CA. e molti altri ancora.
Aldo Cazzullo, Domenico Quirico, Concita de Gregorio, Stefano Massini, Emanuele Trevi, Lidia Ravera, Giuseppe Culicchia, Lella Costa, Giordano Bruni Guerri, Vittorio Lingiardi, Oscar Farinetti, sono solo alcuni degli autori presenti nel fitto programma.
Librixia è organizzata da Confartigianato Imprese Brescia con il coinvolgimento di Comune e Provincia di Brescia, Regione Lombardia, Camera di Commercio, Gruppo Brescia Mobilità e Fondazione ASM e grazie ai contributi degli sponsor a partire da Bcc Agrobresciano.
Per i torinesi Librixia però è anche un’occasione per scoprire Brescia, Capitale della Cultura nel 2023 insieme a Bergamo, grazie alle opportunità che spaziano dalla storia alla cultura, dell’enogastronomia agli spazi museali ai luoghi di interesse religioso, il tutto a meno di due ore di treno da Torino.
Info e programma completo www.librixia.eu
Michele Chicco
I cortometraggi del “maestro dell’animazione” Jan Švankmajer, in anteprima di “Incanti. Rassegna Internazionale di Teatro di Figura”, al “Cinema Massimo”
Lunedì 29 settembre, ore 2030
Scriveva, anni fa, il noto critico cinematografico Anthony Lane sul “The New Yorker”, considerata la rivista americana “per eccellenza”: “Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza … quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio”. Parole tranchant. Ben chiare e nette . E, in effetti, Jan Švankmajer (Praga, 1934), artista surrealista, regista e sceneggiatore, è indubbiamente da considerarsi fra i più grandi maestri dell’“animazione in stop-motion” al mondo, insignito, fra l’altro, del “Premio per l’Eccellenza Artistica” nel 2008 al “Festival di Cannes” e nel 2013 del “Primo Premio Circolino dei Films” per l’“innovazione” e la “creatività”. Ebbene, proprio a lui, verrà dedicata una serata, introdotta da Andrea Pagliardi (docente di “Teoria e Storia del Cinema d’Animazione” presso lo”IED” di Milano, nonché direttore editoriale de “L’Indice dei libri del mese”) al “Cinema Massimo” di Torino (Sala Tre), quale anteprima di “Incanti. Rassegna Internazionale di Teatro di Figura”, progetto di “Controluce Teatro d’Ombra”, realizzato con il contributo fra gli altri di “MIC – Ministero della Cultura” e di “Fondazione CRT”. L’appuntamento, in collaborazione con “ASIFA Italia” (l’Associazione torinese che riunisce gli artisti e i professionisti dell’“animazione” italiana) ed il “Museo Nazionale del Cinema” è per lunedì 29 settembre, alle 20,30, al “Cinema” di via Verdi 18, dove verrà proiettata un’attenta selezione dei più celebri cortometraggi del maestro ceco: “un percorso – sottolineano gli organizzatori – che dà vita a corpi che si assemblano, si disgregano e si divorano, costruendo una poetica fatta di carne, desiderio e oggetti animati, in un dialogo continuo fra eros e repulsione, gioco e morte”.
Ben lungi, dunque, dalle tradizionali atmosfere fiabesche del “teatro di figura”, il programma della serata al “Massimo” prevede la proiezione di “Moznosti dialogu” (“Dimensions of Dialogue”, 1982), forse il “corto” più noto di Švankmajer , dove corpi di materiali diversi si scontrano, fondono e si distruggono; ma anche “Mužné hry” (“Virile Games”, 1988), una partita di calcio tra pupazzi fatti di carta e plastilina che si trasforma in un macabro massacro e “Meat Love” (1989), una fulminante metafora dell’amore, con due “fette di carne” che danzano ignare del loro destino.
E, ancora, verranno presentati “Jídlo” (“Food”, 1992), l’inquietante trilogia in cui i personaggi si mangiano letteralmente a vicenda, “in un’apoteosi di ingordigia e automatismo”, “Rakvičkárna” (1966), satira macabra e carnale dell’amore come trappola, ripetizione, morte; “Historia Naturae” (1967), trattato grottesco sulla natura come carne e “Tma, Svetlo, Tma” (1989), corto ironico, perturbante ed erotico, con forti “sottotesti freudiani”.
L’appuntamento è di sicuro interesse, curioso e “avventuroso”. Imperdibile per gli aficionados del genere. Un consiglio: entrate al cinema ben carichi e pronti alla sfida.
I biglietti, al costo di 6 euro (intero) e 4 euro (ridotto), possono essere acquistati “online” fino a due ore prima della serata (https://www.cinemamassimotorino.it) o direttamente in cassa.
Nelle foto: Alcune scene da “Moznosti dialogu”, 1982 e“Mužné hry”. 1988