CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 173

Rimi Cerloj firma la prima masterclass della stagione della Gypsy Academy

Rimi Cerloj, ballerino, acrobata, producer e coreografo di origini albanesi, residente da molti anni in Italia, è il protagonista della prima masterclass della stagione della Gypsy Academy di Torino, aperta  a tutti e in programma il 5 dicembre a partire dalle ore 9, fino alle 14, quando inizieranno le tre lezioni di tre livelli diversi aperte anche agli esterni.
Rimi rappresenta il fiore all’occhiello della produzione artistica contemporanea  con un’esperienza che spazia dal classico al moderno, all’hip hop, fino a giungere alla grande opera. Ha lavorato in numerose produzioni teatrali, operistiche e televisive a livello internazionale come interprete , ma anche come coreografo, art director e producer.
È noto per le sue performance in musical popolari come “Notre Dame de Paris” di Riccardo Cocciante, “Romeo e Giulietta ama e cambia il mondo”, e “Jesus Christ Superstar”, “Ben Hur Live” e ha collaborato con compagnie come l’Ensemble di Micha Van Hoecke.
Ha anche lavorato in programmi televisivi tra cui “Italia’s got talent”, “Domenica in” e “Zelig”
Tra le opere liriche è  stato in scena in produzioni di Aida, Macbeth, Traviata, Faust e Alceste e vanta anche collaborazioni con la compagnia “Danza prospettiva” di Vittorio Biagi.
Attraverso Rimi Cerloj i partecipanti avranno la possibilità di confrontarsi con le capacità di un interprete che ha attraversato in maniera trasversale ogni aspetto della danza e dello spettacolo in genere, imparare tecniche nuove e soprattutto, superare i propri limiti, immergendosi in uno spirito internazionale e di successo.

Mara Martellotta

Un calendario per il centenario dello smemorato di Collegno 

Mercoledì 3 dicembre verrà presentato alle 11.30, presso la Città Metropolitana di Torino, nella sede di Corso Inghilterra 7, un calendario dedicato allo smemorato di Collegno, realizzato dal fotografo Michele D’Ottavio. Nel 2026, ricorrerà il centenario dell’inizio della vicenda riguardante lo smemorato di Collegno, portato nell’ospedale psichiatrico il 10 marzo 1926. Una vicenda diventata caso nazionale e internazionale, che ha travalica il semplice caso giudiziario e psichiatrico, appassionando l’opinione pubblica, e di cui gli echi non si sono ancora spenti. Nel corso degli anni, molte sono state le ricostruzioni della vicenda, a cura di storici e ricercatori che hanno contribuito a dare a questa storia un taglio universale, a partire dalla considerazione che essere senza memoria, senza storia familiare e civile e senza identità tra passato, presente e futuro, porta al completo sradicamento, fino al punto di chiedersi “dove sono?”, “chi sono?”, “da a dove vengo e dove vado?”. Proprio questo ha ispirato una considerevole produzione letteraria e cinematografica che va da Luigi Pirandello, con l’opera teatrale “Sono come tu mi vuoi”, al celeberrimo film con Totò e Macario, senza dimenticare Leonardo Sciascia e il film del 1984 “Uno scandalo per bene”. Cominciano le iniziative per celebrare questo centenario, per far scoprire e riscoprire la vicenda, mettendo in evidenza la collocazione storica, al periodo nella quale si è inserita e ai progressi scientifici di questo secolo. Il calendario sullo smemorato di Collegno, realizzato da D’Ottavio, contiene 12 immagini ibride, ricavate dalla documentazione fotografica custodita presso il Centro Documentazione sulla Psichiatria dell’ASL Torino 3, ospitato nel locale del Padiglione 8 dell’ex ospedale psichiatrico di Collegno, dove è conservata tutta la memoria documentale della vicenda, compresa la cartella clinica dello smemorato. Alla presentazione interverranno Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Matteo Cavallone, Sindaco di Collegno, Clara Bertolo, assessore alla Cultura di Collegno, Carlo Conte, direttore amministrativo dell’ASL Torino 3, Simonetta Matzuzi, Vicepresidente della Cooperativa Immagine, Simone Fabiano, amministratore Sanitalia-Clinica della memoria e Michele D’Ottavio, autore e fotografo.

Ai partecipanti verrà data in omaggio una copia del calendario 2026.

3 dicembre-sede della Città Metropolitana di Torino- sala Panoramica del 15esimo piano – corso Inghilterra 7, Torino

Mara Martellotta

Chieri, si cena in convento per aiutare il Moncalvo

Camici bianchi nella chiesa di San Domenico, trasformata in una “sala operatoria”, con analisi istologiche e microclimatiche, tra ponteggi, fari e teli in nylon contro la diffusione di spore. I frati osservano e pregano sperando in una lieta notizia. Sotto le volte trecentesche di una delle più belle chiese del territorio è in pieno svolgimento una corsa contro il tempo per salvare due grandi tele di Guglielmo Caccia (1568-1625), detto il Moncalvo, aggredite da funghi killer che le stanno devastando. Biologi, restauratori e comunità scientifica sono al lavoro da settimane ma non hanno ancora formulato una diagnosi definitiva.
Un laboratorio di restauro è stato allestito dietro l’altare maggiore dove si trovano i dipinti per cercare di contenere muffe e funghi e prevenire nuovi attacchi. Le opere in questione sono due grandi tele seicentesche del Moncalvo, la Resurrezione di Lazzaro e la Moltiplicazione dei pani e dei pesci. Già un anno fa furono segnalate le prime tracce di muffa e da allora il fenomeno è peggiorato. I funghi hanno già compromesso una parte delle superfici pittoriche. Peraltro la muffa killer, in misura meno letale, sarebbe comparsa anche su altri quadri del Moncalvo, al Museo della Diocesi di Torino e nell’astigiano. Per questo sono aumentate le analisi in laboratorio. Qualcosa si sa già sui killer dei quadri. Sono due i colpevoli. Le prime analisi puntano il dito contro un fungo che danneggia la cellulosa e una muffa che deve ancora essere etichettata dai biologi.
Le cause del deterioramento, ancora oggetto di studio, sarebbero da attribuire al microclima, alla ventilazione o ai materiali organici usati nel restauro precedente. Sta di fatto che l’opera di risanamento per riportare le tele alla condizione originale ha un costo molto alto, oltre 60.000 euro. Bisogna agire in fretta per combattere il degrado e a tal fine è partita una raccolta di fondi, con eventi vari, visite guidate e cene in convento, per finanziare il restauro di questi capolavori del Seicento. Per salvare questi due tesori d’arte è stato aperto il Fondo San Domenico presso la Fondazione della Comunità chierese (via Palazzo di Città 10 o in Piazza Mazzini 3 a Chieri) e chiunque può contribuire con una donazione. Pensando al Moncalvo, a 400 anni dalla sua morte, artista molto devoto, che con le sue opere contribuì a diffondere la fede e il messaggio cristiano in tutta la penisola. Giunti a Chieri alla metà del Duecento i frati domenicani iniziarono a costruire la loro chiesa con il convento che nei secoli fu ampliata e rimaneggiata e nel Seicento assunse più o meno l’aspetto attuale. Con il Duomo, la chiesa di San Domenico rappresenta il più significativo esempio d’arte gotica a Chieri. E nel primo Seicento il “Raffaello del Monferrato”, come è stato definito Guglielmo Caccia, lasciò ai religiosi una testimonianza straordinaria della sua arte, quelle due tele che oggi combattono contro un nemico terribile.
Filippo Re
nelle foto, la Resurrezione di Lazzaro, il ponteggio in chiesa e la Moltiplicazione dei pani e dei pesci

Al Forte di Bard omaggio a Fernando Botero

Al Forte di Bard si apre sabato 29 novembre una importante retrospettiva su Fernando Botero, uno degli artisti più amati e riconoscibili del Novecento, con un progetto espositivo che porta in Valle d’Aosta oltre 100 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, sculture e materiali inediti provenienti dalla collezione dell’artista.
La rassegna si intitola “Fernando Botero – tecnica monumentale”, ed è stata realizzata in collaborazione con 24 Ore Cultura e Fernando Botero Foundation. Curata da Cecilia Braschi, sarà aperta al pubblico fino al 6 aprile prossimo nelle sale delle Cannoniere del Forte aostano. All’indomani della grande retrospettiva che si è tenuta alcuni mesi fa a Palazzo Bonaparte, a Roma, questa esposizione offre un ampio excursus sulla produzione dell’artista colombiano, a poco più di due anni dalla sua scomparsa (morì il 15 settembre del 2023). La mostra mette in evidenza la straordinaria versatilità tecnica e l’unicità stilistica di Botero, ripercorrendone l’intera carriera a partire dagli anni Quaranta del Novecento fino alle ultime opere realizzate a Monaco tra il 2019 e il 2023. Si tratta di un’occasione preziosa non solo per rivedere i grandi classici del suo immaginario, ma anche per scoprire lavori mai esposti prima: schizzi preparatori, opere giovanili ancora poco note, materiali che permettono di entrare nel laboratorio creativo di un artista che ha reso la monumentalità un tratto fondamentale del proprio stile. Noto per le sue figure dalle forme piene, morbide e generose, Botero si è sempre dichiarato erede degli artisti del Rinascimento, in particolare di Piero della Francesca, ed era convinto che fosse necessario essere instancabili sperimentatori. Per questa ragione, nel corso della sua lunga carriera, sono molte le tecniche che ha utilizzato: dal pastello all’olio, dall’acquerello all’affresco, al disegno carboncino, all’inchiostro obistro, fino alla fusione del bronzo e alla lavorazione del marmo. L’esposizione mette in luce questa poliedricità, tratto inconfondibile della sua poetica. Secondo Botero, il disegno rappresentava la struttura, la pittura la pienezza e la scultura l’espansione e lo spazio. Esiste un fil rouge che lega tutta la sua opera, ed è rappresentato dalla forma e dal volume. Nella scultura si riscontra una fisicità potente, nel disegno una precisione assoluta di linea, nella pittura la presenza di grandi accordi cromatici. Tra le opere in mostra figurano “Autoritratto con Arcangelo” del 2015, in cui Botero si rappresenta nell’arte del dipingere, diverse versioni di “Leda e il cigno”, “Venere” e “Il ratto di Europa”, opere con le quali dialoga con la tradizione iconografica occidentale.

Il percorso espositivo si articola in aree tematiche contraddistinte dalla varietà dei temi trattati: la natura morta, il nudo, le feste popolari, e dallo studio approfondito che ha fatto della storia dell’arte. La sua opera, era convinto, derivante dall’arte etrusca, precolombiana e popolare, e dagli artisti del Trecento e Quattrocento italiano quali Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Paolo Uccello e, tra i suoi contemporanei, anche Pablo Picasso. Non manca infine la dimensione maggiormente improntata all’impegno civile, con lavori come “Terremoto”, del 2000: una scena che evidenzia la capacità di Botero nell’affrontare temi drammatici senza rinunciare alla potenza iconica del suo stile. L’arte, per Botero, è sempre stato un atto d’amore nei confronti della bellezza, della memoria, della vita e dell’uomo.

Forte di Bard – via Vittorio Emanuele II, Bard

Marzo Martellotta

Convegno e “maratona” Satie

In occasione dell’anniversario dei 100 anni della morte di Eric Satie, l’Università e il Conservatorio di Torino organizzano il 5 e il 6 dicembre un convegno e una “Maratona” Satie nell’aula Terracini di Palazzo Nuovo. Iniziativa già svolta ad Honfleur (luogo natale e sede del museo Satie) il 31 ottobre e successivamente verrà riproposta a Catania il 9 e 10 dicembre. Il ricco programma prevede nei 2 giorni, l’alternarsi di professori e docenti italiani ed europei di varie università e conservatori. Dal pomeriggio del 5 ( ininterrottamente , notte compresa), nell’atrio di Palazzo Nuovo, si svolgerà la “maratona” Satie con uno Steinway grancoda e due maxi schermi, in programma l’esecuzione di Vexations, eseguita da 45 pianisti in successione per 840 volte… ! La sera del 5, concerto in Conservatorio degli allievi dedicato per intero a Satie.

Pier Luigi Fuggetta

Bimbe e bimbi … tutti al “Teatro per famiglie”!

“Cheap Chips”: fra mimo, giocoleria e circo, spettacolo per famiglie al completo  (bimbi in prima linea) al torinese “Spazio Kairos”

Domenica 30 novembre, ore 16

Aveva ben ragione il grande Pablo Picasso, quando, riferendosi all’“arte tutta” (quella “teatrale” compresa) diceva che “tutti i bambini sono degli artisti nati”. Aggiungendo, però, “il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”. E allora perché non dare un impulso a quest’innata attitudine, abituando, fin da piccini, le nostre bimbe e i nostri bimbi a frequentare (per puro gioco e divertimento, per carità!) quelle (non troppe, ahinoi!) sale teatrali che nella loro programmazione non dimenticano di inserire “testi” adatti a loro, “testi” come “lungo braccio”, con qualche guizzo inventivo in più, dei giochi praticati in casa o a scuola o ai giardinetti insieme ai loro compagnucci?! E addosso e dentro, tanta voglia di scoprire “nuove realtà”, storie fantastiche recitate su un palcoscenico e in cui calarsi per dare spazio all’immaginazione, alla fantasia e alla creatività, insieme a mamme e papà o ai nonni, lontani dai troppi video, tv, cellulari e “social” (sempre più) di ambigua origine e provenienza. Che bell’idea! Realizzabile. A dimostrarlo è, a Torino, lo “Spazio Kairos”, ex fabbrica di via Mottalciata 7 (fra “Barriera di Milano” e “Aurora”) convertita qualche anno fa in “Circolo Arci con un teatro dentro” aperto alla più varia aggregazione attraverso spettacoli, concerti, performance e corsi teatrali tenuti dalla subalpina Compagnia “Onda Larsen” che qui ha casa.

E proprio qui, domenica prossima 30 novembrealle 16, torna a far capolino, in attesa delle Feste di fino anno, il “Teatro per famiglie”. Biglietto unico, 9 euro; pacchetto famiglia (acquisto di almeno 4 biglietti per lo stesso evento), 28 euro.

Si inizia, cosa giusta e lodevole, con il servizio – merenda, per poi (a pancia piena) dare spazio allo spettacolo “Cheap Chips” di e con l’artista torinese (oggi assistente pedagogica e docente nell’“Atelier Teatro Fisico” di Philip Radice, a Torino) Giorgia Dell’Uomo. Con lei, mimo, giocoleria circo irrompono in scena: e i bambini (lo spettacolo è adatto a un pubblico dai 4 anni in avanti), alla fine, possono conoscere l’artista e giocare, fra di loro e con lei, sul palco. Sicuramente una bella avventura. Difficile da scordare.

Da cosa nasce l’idea dello spettacolo?

“ ‘Cheap Chips’ – si sottolinea – nasce dall’idea di tornare ad un contatto con l’altro semplice ed autentico e, per questo, sceglie il linguaggio del clown che per eccellenza abbatte schemi e distanze per vivere a stretto contatto con chi ha di fronte. Non c’è quarta parete ma un’interazione continua e la storia va avanti grazie al pubblico stesso che è sia spettatore che elemento attivo. Pochi elementi scenografici e pochi oggetti, quelli necessari a stimolare l’immaginazione e la fantasia, per dare invece spazio alla relazione, al gioco e alle emozioni che nascono. Il clown condivide con il pubblico il suo mondo interiore e insieme ad esso trasforma la sua esistenza, ritrovandosi protagonisti insieme”. E Giorgia Dell’Uomo ne è ben convinta, dopo anni di lavoro e approfondimento del ruolo di “clown”.

Varie le tappe.

Nel 2017 lavora come “clown” nel “Circosoluna”, circo itinerante con carovane e cavalli facendo il giro della Slovenia.

Nel 2018 insieme a Silvia Borello e a Giulia Rabozzi fonda la compagnia “The Clown Angels” e nel 2021 debutta con lo spettacolo di “clown” e teatro fisico “Bang Bang!” replicato in molti Festival in Italia e all’estero.

Dal 2022 collabora con il “Network Pagliacce” alla realizzazione del “Pagliacce Festival” e, sempre nel 2022, vince il bando di “borsa di studio” per una residenza presso il “Teatro C’Art” a Castelfiorentino, durante la quale sotto l’occhio esterno del regista italo-brasiliano André Casaca inizia lo sviluppo del lavoro che darà vita a “Cheap Chips”.

Oggi è altresì formatrice all’“Associazione Educatori senza frontiere”, nella quale tiene regolarmente laboratori sull’importanza del corpo, del movimento e del teatro nella pratica educativa. È stata “responsabile” di progetti di “clown e teatro” in ambito sociale in Italia, Romania, Albania, Honduras, Brasile e Bolivia.

Per ulteriori info: “Spazio Kairos”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

G.m.

Nelle foto: Giorgia Dell’Uomo “clown” in due momenti dello spettacolo

Al Polo del ‘900 il 120⁰ anniversario di Vasilij Semënovič Grossman

Il Polo del ‘900 promuove, dal 12 dicembre prossimo, una mostra per il 120⁰ anniversario della nascita di Vasilij Semënovič Grossman dal titolo “Vasilij Grossman – la forza dell’umano nell’uomo”. L’esposizione verrà inaugurata alle ore 18 alla presenza dell’autorità, e rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2026. Curata da Anna Bonola, Maurizio Calusio, Claudia De Benedetti, Anna Krashnikova, Giovanni Maddalena, Raffaella Poggi, Michele Rosboch, Pietro Tosco e Julia Volokova, la mostra, a ingresso libero tutti i giorni, da lunedì al sabato dalle 9 alle 20, è proposta in occasione del 120⁰ anniversario della nascita dello scrittore, e offre un nuovo percorso di scoperta della sua opera. Ideata inizialmente per il Meeting di Rimini 2025, l’esposizione approda a Torino in un percorso che invita il visitatore a seguire le tappe essenziali della vita e della produzione di Grossman: dagli anni della formazione e dell’impegno socialista fino alla maturità, segnata da un realismo aperto al senso religioso e alla libertà della persona. L’allestimento presenta testimonianze, documenti, testi e fotografie inedite, che costituiscono la complessità e la profondità del mondo di Grossman. Nel cuore del percorso espositivo, il visitatore potrà assistere alla proiezione del cortometraggio “Una telefonata di Stalin”, tratto da un episodio di vita e destino diretto da Nicola Abbatangelo, con Alessandro Preziosi, e sceneggiature di Giovanni Maddalena. La produzione è a cura di Wonderage Production.

L’iniziativa, promossa dallo Study Center Vasilij Grossman, dal Centro Culturale Pier Giorgio Frassati ETS, dal Meeting di Rimini, è realizzato in collaborazione con l’Associazione Esserci, Fondazione Casale Ebraica ETS, Fondazione Grossman ETS e Fondazione Russia Cristiana. Attraverso materiale d’archivio e immagini, comprese diverse foto inedite e video, l’esposizione intende mettere in luce la centralità della verità, della libertà e della dignità umana nell’opera dello scrittore, proponendo una riflessione attuale sulla possibilità del bene anche nei contesti più drammatici della storia.

“Vasilij Grossman – la forza dell’umano nell’uomo” – 12 dicembre 2025 – 31 gennaio 2026 – Polo del ‘900, palazzo San Daniele, via del Carmine 14.

Mara Martellotta

La storia vera del rapinatore che sfidò legge e destino in “Chi ha polvere spara”

Venerdì 5 dicembre alla Libreria Belleville

La libreria Belleville (Piazza De Amicis 80/E) accende i riflettori sul nuovo romanzo di Donato MontesanoChi ha polvere spara. L’appuntamento è fissato per venerdì 5 dicembre alle 18.30: a dialogare con l’autore sarà la giornalista Valeria Rombolà, per un incontro che promette di unire letteratura, cronaca e memoria storica.

Al centro del libro la figura di Pancrazio Chiruzzi, detto Pan: un ragazzo nato in Basilicata e cresciuto tra vicoli, mare e fuochi d’artificio, costretto a emigrare a Torino durante gli anni delle grandi migrazioni interne. Qui scopre l’altra faccia del sogno industriale: discriminazione, fatica in fabbrica, sfruttamento. La rabbia lo spinge oltre il confine della legge, trasformandolo in uno dei rapinatori più astuti e ricercati del Paese.
Nel romanzo, Montesano racconta una vita in bilico tra amicizia, fedeltà e crimine. Per Pan il colpo perfetto è quello senza spari: la violenza non serve a chi ha la testa e gli amici giusti. Le sue rapine – in banche, uffici postali, treni in corsa, furgoni blindati – attraversano l’Italia e l’Europa, senza mai un ferito. Dietro l’ombra del fuorilegge emerge però l’uomo, costretto infine a fare i conti con scelte, perdite e amori impossibili.
Chi ha polvere spara nasce da una storia vera. Chiruzzi, tra gli anni ’70 e il 2000, accumulò ricchezze ingenti – oltre un miliardo di lire a soli 22 anni – restando però indipendente da mafia e criminalità organizzata. Dopo 36 anni complessivi di detenzione, si è poi dedicato alla divulgazione della propria esperienza e alla sensibilizzazione sulle condizioni carcerarie.
Montesano, classe 1991, originario di Tricarico (MT), si è imposto nel panorama letterario fin dai primi esordi. La sua raccolta I grandi scrittori non mangiano, vincitrice del Premio Giovane Holden e candidata a numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Campiello 2018, è stata definita dalla Biblioteca Centrale di Torino “uno dei migliori esordi del 2018”.
Pubblicato nel 2023, Chi ha polvere spara ha ottenuto il Premio Speciale Giallo Grottammare 2024, è stato selezionato dal Book Database della Film Commission Torino Piemonte e presentato al Salone Internazionale del Libro 2025 tra gli autori rappresentativi della Basilicata. La storia di Chiruzzi ha recentemente catturato anche il mondo del podcast, approdando in due tra i format più ascoltati del Paese: One More Time di Luca Casadei e Non Aprite Quella Podcast di J-Ax.
Un incontro, quello del 5 dicembre, che promette di restituire non solo la cronaca di una vita al limite, ma anche il ritratto di un’Italia che cambia, tra lotte operaie, speranze di riscatto e scelte che segnano per sempre il destino di un uomo.

Note di neve, voci del Parco al Museo

Il 3 dicembre 1922 veniva ufficialmente istituito il Parco Nazionale Gran Paradiso che, nel 2025, celebra il suo 103esimo compleanno, confermandosi uno dei più importanti simboli italiani di tutela ambientale, ricerca scientifica e valorizzazione del territorio. Rappresentando un modello di conservazione a livello europeo, il più antico parco nazionale d’Italia continua a essere un punto di riferimento per la protezione della biodiversità, oltre che un luogo in cui generazioni di visitatori possono riscoprire il valore della natura, della ricerca e dell’impegno nel promuovere un turismo responsabile, volto alla scoperta consapevole del patrimonio naturale e culturale delle valli del Gran Paradiso. Proprio al Museo Regionale di Scie ze Naturali, il parco racconterà la sua lunga storia fatta anche di sfide imposte dai cambiamenti dei nostri giorni, non legati solamente al clima. La prestigiosa sede del museo offre infatti una cornice ideale per suggellare la collaborazione avviata nel giugno scorso grazie alla firma di una convenzione tra le due istituzioni per promuovere la ricerca in ambito scientifico e ambientale. Un accordo determinante che mira nel tempo a rafforzarne la collaborazione autorevole. Nel corso della serata di mercoledi 3 dicembre, il pubblico potrà ascoltare la testimonianza di Bruno Bassano, il veterinario che ha lavorato per 40 anni nel servizio scientifico del parco, e che egli ultimi quattro, fino allo scorso agosto, ha diretto con tenacia e passione, e che trasmetterà ricordi, immagini e aneddoti in un racconto vivo, capace e di intrecciare natura e memoria. Il parco è anche cultura e molto altro: da ormai 8 anni, nell’area protetta, si svolge una rassegna corale che incanta il pubblico: “Armonie nel Gran Paradiso”, organizzata dall’Associazione Cori Piemontesi, che promuove la coralità da oltre 45 anni. Si tratta di un esempio di come l’esperienza artistica possa diventare un modo per  reale empatia con la natura, favorendo consapevolezza, rispetto e tutela. Quest’anno la rassegna si sposterà dal consueto calendario estivo a quello invernale, portando nei comuni del parco le voci dei cori durante le festività natalizie. Il compleanno dell’area protetta diventa opportunità per presentare l’edizione invernale della manifestazione, con un concerto dell’ensemble vocale NOX di Torino. Concluso l’evento, verrà offerto un aperitivo con prodotti a  archio di qualità del parco.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Mara Martellotta

“Mirabile Mysterium” concerto promosso da  Triciclo OdV 

L’associazione Triciclo OdV, realtà torinese attiva dal 1996 nei progetti educativi  dedicati alla sostenibilità,  propone il concerto natalizio “Mirabile Mysterium” che si terrà domenica 30 novembre 2025 alle ore 16 nella chiesa della Gran Madre di Dio a Torino.
L’evento fa parte della rassegna regionale Nativitas Piemonte e riunisce due realtà corali di grande tradizione del territorio.  Si esibirà il Coro femminile VocIncanto , ensemble composto  da ventotto coriste diretto dal Maestro Pietro Mussino, e la Corale Città di Borgaro, formazione di circa sessanta elementi guidata dal maestro Carmelo Luca Sambataro.
Le due realtà presenteranno un programma dedicato al periodo natalizio, con esempi di polifonia sacra e contemporanea, tratti anche dal repertorio che appare nel materiale ufficiale dell’evento.
L’iniziativa nasce per sostenere le attività educative che Triciclo OdV promuove nelle scuole primarie e secondarie. L’associazione è nata per i suoi percorsi didattici dedicati all’uso, al riciclo e alla riduzione degli sprechi. Si tratta di laboratori in cui bambini e ragazzi utilizzano materiali di recupero, apprendono nozioni ambientali attraverso strumenti semplici ma scientificamente corretti e costruiscono piccoli manufatti con tecniche creative, come la legatura giapponese, che stimolano manualità e immaginazione.
I laboratori sono gratuiti per le scuole, ma richiedono coperture economiche che l’associazione integra attraverso bandi pubblici e iniziative solidali quali il concerto  “Mirabile Mysterium”, che rappresenta un momento musicale e culturale, ma anche un’occasione concreta per contribuire alla prosecuzione dei progetti di educazione ambientale che Triciclo OdV da anni realizza sul territorio,  avvicinando i più giovani a scelte consapevoli e comportamenti sostenibili.
Il concerto è a ingresso libero.

Mara Martellotta