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La Polizia stronca giro di droga: sequestrati 3 chili di cocaina

La Polizia di Stato, all’esito di una vasta e articolata operazione antidroga, nelle prime ore del 10 dicembre 2024, ha eseguito sei misure cautelari ponendo così fine ad una attività di spaccio di sostanze stupefacenti che veniva portata avanti nella provincia di Novara e che assicurava ingenti profitti.

In particolare, sono state eseguite tre custodie cautelari in carcere, due obblighi di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora nella Provincia di Novara.

Tutte le misure sono state emesse dal Tribunale di Novara su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Sempre nel corso della stessa attività di indagine son già stati eseguiti cinque arresti in flagranza di reato, con il sequestro di oltre 3 chilogrammi di cocaina.  

L’attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile ha avuto inizio nel agosto 2023 e trae origine da un precedente arresto in flagranza di reato, avvenuto nel mese di giugno 2023. In quella occasione erano emersi dei dettagli che avevano richiamato l’attenzione degli investigatori, che avevano capito che il soggetto tratto in arresto era inserito in una più ampio contesto criminale.

Quelli che erano sospetti, nel corso dell’indagine, sono diventati delle precise conferme e lo sviluppo delle iniziali ipotesi investigative hanno poi permesso di mettere alla luce una ramificata e consolidata attività di spaccio, a carattere piramidale, condotta con modalità professionali, adottando delle cautele, anche negli spostamenti, indicative di modalità operative nel portare avanti l’attività di spaccio certamente consolidate, indice non di una occasionalità nel commettere certi reati.

Dalle indagini è emerso che, nella rete di spaccio, vi erano dei soggetti, che movimentavano ingenti quantità di cocaina, due chilogrammi ogni mese. In particolare D.H. 50 anni, cittadino albanese, era il “capo” del sodalizio criminale.

La cocaina veniva reperita attraverso un altro soggetto albanese, N.I. di anni 43, residente in provincia di Novara, in grado di consegnare 2 chilogrammi di cocaina ogni mese a D.H. per la sua illecita attività di spaccio.

Alle dipendenze di D.H., poi, vi erano altri soggetti con compiti ben precisi.

P.D. di anni 24 (cittadino albanese), H.R. di anni 27 (cittadino pakistano), R.A. di anni 47 (cittadino italiano), G.E. di anni 22 (cittadino albanese), erano i “cavallini” con il compito di consegnare le dosi di cocaina ai numerosissimi acquirenti residenti sia nel comune di Novara che in provincia. Gli stessi percepivano un vero e proprio stipendio mensile, circa 5000 euro al mese.

Ogni mattina D.H. incontrava i suoi corrieri provvedendo al loro rifornimento per le cessioni di cocaina della giornata. Gli incontri, registrati da alcune telecamere, avvenivano all’interno di parcheggi di alcuni centri commerciali presenti in città.

In questo frame D.H. poneva le dosi di cocaina all’interno di una loro autovettura e successivamente i suoi galoppini, in questo caso G.E. e R.A. si avvicinano all’autovettura a prelevarle.

Il prezzo delle singole dosi, del peso di 0,40 grammi, era di 40 euro. Ogni giorno il sodalizio criminale  era in grado di portare a termine circa 150 cessioni con un guadagno giornaliero di circa 6.000 euro.

 

Le figure di spicco della presente indagine, hanno a carico precedenti specifici, e nonostante il pregresso ad oggi sono indagati in quanto si ritiene abbiano continuato nella loro attività delittuosa. Questi, anziché abbandonare le attività illecite si ritiene che invece abbiano elevato la loro capacità nel delinquere con una spiccata attitudine nel gestire i traffici delittuosi, utilizzando stratagemmi per cercare di eludere eventuali attività investigative.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

(Dalla Questura di Novara)

Arriva il nuovo pastorizzatore inventato alla Città della Salute

Il latte umano rappresenta per i neonati, oltre che la miglior fonte nutrizionale, anche un vero e proprio farmaco salvavita, soprattutto per quelli più critici e prematuri. Per questi fragili neonati, spesso ricoverati in Terapia Intensiva e in Patologia Neonatale, il latte della propria mamma non è sempre disponibile, soprattutto nel primo periodo dopo il parto: in questi casi la migliore alternativa è rappresentata dal latte umano donato, trattato e distribuito dalle Banche del Latte.
Il latte delle mamme donatrici viene oggi pastorizzato per garantirne la sicurezza microbiologica. Tuttavia, è ormai dimostrato che il sistema attualmente in uso (pastorizzazione Holder, 62.5°C per 30 minuti) modifica il valore nutrizionale e riduce, in particolare, la capacità del latte umano di fornire difese e di stimolare il sistema immunitario del neonato rispetto al latte fresco, a causa dell’intenso danno termico.
L’idea innovativa, nata dalla collaborazione dei neonatologi della Terapia Intensiva Neonatale universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino (professoressa Alessandra Coscia e professor Enrico Bertino) e di un gruppo di ricercatori del CNR (professoresse Laura Cavallarin e Marzia Giribaldi), e supportata dalla Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (dottor Guido Moro), dall’Associazione di Genitori Piccoli Passi e dalla Fondazione Venesio, è motivata dall’esigenza di poter disporre, per i neonati fragili, di latte umano donato che abbia una qualità nutrizionale e biologica il più simile possibile a quella del latte fresco della propria madre.
Risultato di alcuni anni di ricerche, pubblicate su riviste internazionali ed appena presentate al Congresso Europeo di Madrid, il pastorizzatore per piccoli volumi di latte (Low Volumes Milk Pasteurizer, Lo.V.Milk), basato su tecnologia High Temperature Short Time (HTST, 72°C per15 secondi) e brevettato dai ricercatori, é attualmente disponibile e pronto per essere utilizzato da gennaio nella Banca del Latte dell’ospedale Regina Margherita di Torino, in modo da fornire il latte non solo ai neonati critici dell’ospedale Sant’Anna, ma anche a quelli ricoverati nel Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino ospedale Regina Margherita di Torino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli).
La pastorizzazione HTST viene comunemente utilizzata per produrre il “latte fresco” bovino, perché è la tecnologia che consente di avere il miglior compromesso tra sicurezza microbiologica e qualità nutrizionale. Tuttavia gli impianti industriali per il trattamento HTST del latte vaccino hanno portate dell’ordine di tonnellate e finora non esistevano sistemi per pastorizzare piccoli volumi di alimenti liquidi, quali il latte.umano. La sua messa a punto è stata possibile anche grazie al grande impegno del personale della Banca del Latte Umano, coordinato dalla caposala Elisabetta Punziano.
L’impianto rappresenta un’innovazione dal punto di vista tecnologico, in quanto consente di realizzare una pastorizzazione di tipo HTST su piccoli e piccolissimi volumi di latte, con soluzioni tecniche completamente differenti dall’esistente.
Questa strategia innovativa parte quindi dalla Città della Salute di Torino, con la prospettiva di estendersi agli altri Centri in Italia, che con 44 Banche del Latte continua a mantenere il suo ruolo di leader, ed in Europa, dove attualmente ne sono attive oltre 280

Poste italiane anche a Torino contro le truffe

Poste Italiane mette al centro la sicurezza dei cittadini con numerose iniziative, fra cui il nuovo vademecum antifrode , in distribuzione nei 49 uffici della città di Torino, e negli altri 78 uffici postali della Città di Torino. È proprio grazie alla collaborazione dei clienti, che ogni giorno utilizzano i suoi prodotti e servizi, garantisce di operare in sicurezza. Rispetto allo scorso anno, il numero delle truffe sventate in ufficio postale è diminuito del 63%, un dato che conferma l’efficacia dell’informazione in contrasto ai tentativi di frode.

Il rischio di rimanere coinvolti in una truffa riguarda tutti e non va sottovalutato, anche perché le frodi vengono messe in atto da veri “professionisti” che fanno leva sulla buonafede dei cittadini e utilizzano diversi metodi per aggirare i cittadini, come fingere di telefonare per conto di enti pubblici. Nel vademecum sono indicati alcuni consigli per evitare spiacevoli sorprese: è importante saper riconoscere la provenienza di email, sms e telefonate fraudolente, non avere fretta, fare attenzione alle proposte vantaggiose di facili guadagni, verificare le pagine web su cui si effettuano i propri acquisti, usare cautela nella gestione di dati e informazioni personali, mantenere software e password aggiornati. Per ulteriori informazioni è possibile visitare la sezione del sito di Poste Italiane dedicata alla prevenzione dalle truffe: https://www.poste.it/come-difendersi-dalle-truffe.html.

 

Mara Martellotta

San Pietro Val Lemina: alle Poste i bimbi incontrano Babbo Natale

I bambini della scuola materna di San Pietro Val Lemina sono andati presso l’ Ufficio Postale del paese per incontrare “Babbo Natale”.

I 33 bambini, dai 3 anni ai 5 anni, presenti hanno ricevuto un foglio con la storia di Babbo Natale e dei piccoli pensieri.

Ad aspettarli un collega di Gestione Operativa di Poste Italiane che  ha reso questo momento magico per i bambini travestendosi da “aiutante di Babbo Natale”.

Montagna, ministro Calderoli: con nuova legge basta cittadini di serie B

Cuneo, 14 dic. – “Si sono concluse le celebrazioni della Giornata internazionale della Montagna in quel delle due Frabose, un appuntamento fondamentale per approfondire gli aspetti dei temi montani, lo stato dell’arte attuale e le prospettive per il futuro. Continuerò sempre a ritenere inaccettabile che i cittadini delle Terre Alte vengano trattati dallo Stato come di serie B, ecco perchè grazie alla nostra nuova legge per la montagna intendiamo riconoscere e promuovere la vera montagna con misure concrete. Sostegno a famiglie e imprese, garanzia di servizi pubblici essenziali, tutela dell’ambiente e del patrimonio e contributi a supporto della vera montagna. Questo è il nostro obiettivo. Un grazie ai Sindaci, ai tanti relatori di alto livello, al presidente Cirio e alle tante istituzioni presenti. Ringrazio Unimont per il lavoro titanico con il nostro Libro bianco sulla montagna, uno strumento necessario per conoscere e quindi anche per deliberare. Appuntamento al prossimo anno!”
Così attraverso i propri canali social il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, salutando le Frabose e l’edizione 2024 della ricorrenza.

Carabinieri, commemorato l’incidente aereo di 26 anni fa a Volpiano

I Carabinieri di Torino celebrano la commemorazione dell’incidente aereo del 14 dicembre 1998 a Volpiano
Volpiano, 14 Dicembre: Ventisei anni fa un elicottero dell’Arma con a bordo quattro Carabinieri, poco dopo essere decollato dal vicino Elinucleo, a causa della fitta nebbia, precipitò al suolo nelle campagne di Volpiano. A seguito del terribile schianto, persero la vita il Generale di Divisione Franco Romano, il Colonnello Paolo Cattalini e i Marescialli Gennaro Amiranda e Giovanni Monda. Questa mattina, a Volpiano, in un clima segnato dalla fitta nebbia, proprio come il giorno della tragedia, il Comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, Generale di Brigata Andrea Paterna e il Comandante Provinciale di Torino, Generale di Brigata Roberto De Cinti, insieme a una rappresentanza della Compagnia dei Carabinieri di Chivasso, hanno deposto una corona d’alloro davanti al monumento in ricordo di quella tragedia. Presenti alla cerimonia anche il Sindaco del Comune di Volpiano, Giovanni Panichelli e i familiari dei militari caduti.

Calci e pugni ai carabinieri: arrestato diciannovenne

 

Il 14 dicembre, nel primo pomeriggio, in via berthollet angolo via Saluzzo (San Salvario), nel corso del servizio “strade sicure” i carabinieri della stazione San Salvario hanno arrestato un diciannovenne di origini tunisine per resistenza a pubblico ufficiale.
Il giovane era in compagnia di altre persone che vedendo avvicinarsi i carabinieri di sono date alla fuga mentre l’interessato, per eludere il controllo, ha aggredito con calci e pugni i militari.
L’uomo è stato bloccato, arrestato e condotto in caserma, poi ristretto in camera di sicurezza a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Quattro ragazzi fermati con attrezzi da scasso: cercavano di rubare nelle case

Gli agenti della volante si sono insospettiti per un’auto che viaggiava lentamente e si fermava di tanto in tanto per le vie di Biella. Da un controllo sono stati trovati attrezzi da scasso nascosti nella vettura. A bordo tre ragazzi e una ragazza, tutti sui 20 anni, con precedenti per furto e residenti in un campo nomadi. Cercavano appartamenti da “svuotare”

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Le Red Rebel di Extinction Rebellion manifestano in centro città

Le Red Rebel di Extinction Rebellion hanno sfilato ieri per le vie del centro: una decina di figure silenziose vestite di rosso, i cui movimenti lenti simboleggiano il dolore per la distruzione di ecosistemi e popoli a causa di crisi ecoclimatica, guerre e disuguaglianze.

Partite dalle Porte Palatine, si sono dirette con una camminata lenta verso Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale, bloccato da Extinction Rebellion pochi giorni fa. Lungo il cammino una sosta simbolica al presidio di Torino per Gaza in Piazza Castello.

“Nel giorno in cui a Roma decine di migliaia di persone protestano contro il ddl sicurezza, le Red Rebel lanciano un grido di dolore e allarme chiedendo una sicurezza che metta al primo posto le persone e il pianeta. Non una sicurezza a difesa di interessi economici e politici”.

Chieri, Protocollo di Intesa sul “Controllo di Vicinato”

Il Prefetto Donato Cafagna ed il Sindaco di Chieri Alessandro Sicchiero hanno sottoscritto il Protocollo di Intesa sul “Controllo di Vicinato”, finalizzato a stimolare la partecipazione attiva della cittadinanza di Chieri sui temi della sicurezza urbana, strutturando un canale di ascolto diretto e semplificato verso il comune, la polizia locale e le forze dell’ordine.

La firma è avvenuta in  occasione della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ospitata dalla Biblioteca Civica di Chieri, con l’obiettivo di realizzare sul territorio uno spazio di confronto e dialogo sulle tematiche della sicurezza. Erano presenti gli amministratori di 20 Comuni del circondario e i rappresentanti delle realtà sociali, economiche e sindacali del territorio.

Il “Controllo del Vicinato” è uno strumento di prevenzione contro la criminalità, il degrado urbano e il disagio sociale, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona o quartiere, e la cooperazione con le forze dell’ordine e la Polizia Locale, alle quali potranno essere segnalati fatti e circostanze a rischio.

 

«Questo Protocollo di Intesa è il punto di arrivo di un percorso che ha due parole-chiave: sicurezza partecipata e prevenzione. Siamo davvero soddisfatti per il risultato raggiunto, perché questo strumento ci consentirà di rafforzare la sicurezza urbana e di valorizzare al massimo la collaborazione con i cittadini, riavvicinandoli agli attori della sicurezza, ovvero Carabinieri e Polizia Locale. Un sentito ringraziamento al Prefetto e ai suoi uffici per il lavoro svolto e il proficuo confronto con la nostra amministrazione comunale. Nel passato ci sono già state iniziative spontanee e informali, ora abbiamo definito un preciso quadro istituzionale, che prevede la formazione e il rispetto di un codice di comportamento. Non si tratta in alcun modo di “ronde” o di forme di “pattugliamento”, ma un’attività di mera osservazione e segnalazione, che deve avvenire nel rispetto di regole e di garanzie»: così dichiarano il Sindaco Alessandro SICCHIERO e l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza e Polizia Locale Biagio Fabrizio CARILLO.

L’attività di “Controllo di Vicinato” potrà essere svolta da gruppi di cittadini che individueranno, di concerto con il Comandante della Polizia Locale, un “coordinatore” per ciascun gruppo, una figura che riceverà adeguata formazione e che dovrà tenere rapporti costanti e tempestivi, tramite appositi canali informativi, con i referenti della Polizia Locale e dell’Arma dei Carabinieri. I nomi dei coordinatori saranno comunicati alla Questura e ai Comandi provinciali dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Nelle aree interessate sarà predisposta un’apposita cartellonistica.

I gruppi di “Controllo del Vicinato” svolgeranno solo attività di segnalazione, in stretto coordinamento con la Polizia Locale, e non potranno tradursi in forme di pattugliamento attivo ed è fatto divieto di utilizzare uniformi, simboli, altri segni distintivi e sponsorizzazioni. Lo scopo principale è quello di raccogliere informazioni utili a prevenire e contrastare eventi e situazioni che possono compromettere la sicurezza, escludendo qualsivoglia iniziativa personale, evitando anche di alimentare polemiche sui social attraverso la pubblicazione di “notizie” non sempre verificate, e da cui possono scaturire allarmi infondati o favorire comportamenti imprudenti o irresponsabili.

Le segnalazioni potranno riguardare atti vandalici, spaccio, situazioni di degrado urbano e disagio, presenza di persone o di mezzi di trasporto palesemente sospetti, persone in stato confusionale o in evidente difficoltà, gravi fenomeni di bullismo, presenza in luogo pubblico di auto, moto o biciclette che si sospettano rubate, presenza di ostacoli pericolosi sulle vie di comunicazione, fino ai casi di interruzione dei servizi di fornitura di energia.

 

Aggiunge l’assessore Biagio Fabrizio CARILLO: «A Chieri non ci servono “sceriffi” improvvisati, che si mettono a fare ciò che a loro non compete. I gruppi di “Controllo del Vicinato” saranno palestre di cervelli e non esibizioni di muscoli. L’obiettivo è quello di promuovere la sicurezza urbana e diffondere la cultura della prevenzione attraverso la solidarietà tra i cittadini, riducendo l’anonimato tra vicini, creando reti di protezione per i soggetti più vulnerabili come anziani e persone sole (pensiamo al deprecabile fenomeno delle truffe e dei raggiri), contrastando la percezione dell’insicurezza, così da ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone. Alla luce delle segnalazioni che ci giungeranno dai vari coordinatori dei gruppi, potremo organizzare assemblee pubbliche nelle zone interessate e valutare anche l’implementazione della videosorveglianza».