E’ morto, a 94 anni, Nello Pacifico. Operaio alla Grandi Motori, al Lingotto e alle Ferriere, venne mandato dalla Fiat nei primi anni ’50 all’Osr, acronimo che stava Officina Sussidiaria Ricambi meglio conosciuta come l’Officina Stella Rossa, un vero e proprio “reparto confino” per sindacalisti e comunisti in una via cieca che sbucava su corso Peschiera. Diventò poi una colonna della redazione torinese de L’Unità. Gli spagnoli usano il termine “hombre vertical” per indicare una persona che non scende a compromessi, capace di sostenere le sue opinioni, un “uomo tutto d’un pezzo“. E Nello Pacifico è stato senz’altro un “uomo verticale” che, come pochi altri, ha fatto parte della storia del Partito Comunista torinese e del giornalismo subalpino. Nel 2012, per i tipi della Ediesse, diede alle stampe un libro di memorie “I balilla di corso Parigi. Storie di schiene dritte e no“, in cui raccontò la sua vita, dall’ adolescenza nel “quartiere cinese” di corso Parigi (corso Rosselli) alla grande fabbrica-città fino al giornale. Un bel libro , come scrisse Massimo Novelli, “denso di forza morale e di coerenza, disincantato ma non disposto a cancellare le idee del passato e il sogno di potere costruire un mondo più giusto”. Grande tifoso granata, Nello Pacifico ha passato l’intera vita nella Torino delle tute blu, tra fascismo e Resistenza, lotte sindacali e strapotere della Fiat, militanza nel Pci e giornalismo di opposizione “ in un affollarsi di volti, fatti, odori, illusioni e tradimenti, speranze e passioni, amori poveri e amori grandi, che si declina come una commedia umana popolare e operaia”. Sempre con la schiena dritta e guardando avanti.
Marco Travaglini
I carabinieri hanno trovato un feto di otto mesi, privo di vita e avvolto in un sacchetto di plastica, nell’armadio della stanza da letto di un appartamento di Torino
STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Per chi legge ricordo che le banche hanno sottoscritto ma non versato 50 milioni e ne sono mancati altri 50 che erano a carico di Regione Piemonte e delle Pmi. 140 milioni sono stati accantonati per le sofferenze come previsto dalla legge.
Al servizio dei cittadini, ogni giorno, i nostri carabinieri danno prova del loro impegno e dedizione. Una bambina di soli 18 mesi ha rischiato di soffocare per un pezzo di grissino ingoiato involontariamente
l guasto improvviso ha bloccato anche l’allenatore del Torino, Sinisa Mihajlovic, l’amministratore del Milan, Marco Fassone, e dell’Auxilium Massimo Feira
Una studentessa 18enne di Torino è stata molestata per due anni da parte del suo ex, un giovane di 22 anni.
E’ stata arrestata Raffaella Verde, 41 anni, pregiudicata, figlia del boss mafioso Domenico Verde, e nipote del capo camorrista Francesco Verde, detto ‘Il Negus’,
Un regalo di nozze da 150 mila euro. Questa era la cifra che un uomo, residente a Torino, aveva donato alla figlia prossima alle nozze. Fin qui nulla di male, se non fosse che il padre della sposa aveva deciso di procurarsi quella “generosa dote” mettendo a segno – con alcuni complici – un colpo in banca qualche mese prima. La rapina era avvenuta il 26 agosto 2016, quando direttrice e alcuni clienti di una banca in Torino, erano stati presi in ostaggio e minacciati con un coltello, per un bottino pari a circa 150 mila euro. Nonostante i rapinatori fossero stati molto veloci e attenti a non farsi vedere in volto, un passante – che aveva per caso assistito alla fuga dei malviventi – era riuscito a fornire importanti indizi e dettagli agli investigatori che si stavano occupando del caso.
A poche ore dalle nozze della ragazza, i carabinieri della compagni di Mirafiori hanno arrestato il padre della sposa e altri cinque invitati (tutti di origine napoletana), riunitisi nuovamente tutti insieme in occasione del lieto evento. Secondo gli investigatori che hanno lavorato al caso – coordinati dal pm Andrea Padalino – la banda sarebbe responsabile anche di numerose rapine avvenute in passato. In questi giorni inoltre pare che i malviventi si stessero preparando per mettere a segno un nuovo colpo, sventato all’ultimo grazie a un blitz dell’Arma. Chi lo sa, magari il premuroso padre stava cercando un regalo di nozze adeguato per sua figlia..
È di questa mattina l’ultima vittima di quella che ormai sembra essere diventata la “strada della morte”. Sulla tangenziale Nord, tra Brurere e la statale 24 al chilimetro 5, un’automobilista che si era fermato in corsia di emergenza, è stato travolto da un tir. Sulle dinamiche dell’incidente sta indagando la polizia stradale di Torino che in queste ultime ore sta cercando di ricostruire l’accaduto. Da una prima ricostruzione pare che l’uomo, alla guida di un furgone Ford Transit, a causa di un guasto si sia inizialmente fermato sulla corsia d’emergenza e poi successivamente sia sceso dal veicolo.
Il tir che in quel momento si trovava a transitare sullo stesso tratto di strada, potrebbe non averlo visto e di conseguenza aver travolto l’uomo. I soccorritori hanno dovuto occupare diverse corsie per mettere in sicurezza la zona e rilevare l’incidente, facendo entrare il traffico nel caos. Nelle prime ore della mattinata da Rivoli verso Corso Regina era tutto bloccato e su corso Francia le auto avevano formato code lunghe chilometri; solo nelle ultime ore la situazione sembra essere tornata alla normalità. Questo è solo il terzo degli incidenti che nelle ultime ore hanno coinvolto le strade del Torinese. Questa mattina infatti, intorno alle 7e30, è morta un’automobilista uscita di strada con la sua vettura nel tratto di strada tra Carignano e Villastellone. Ieri sera intorno alle 22e30, sulla strada provinciale di None, è morto un ragazzo di 26 anni, mentre sulla A4 Torino-Milano tra le uscite di Biandrate-Vicolungo e Novara Ovest- sempre a causa di un incidente stradale- ha perso la vita il capopattuglia di 28 anni, Nicola Scafidi.