Croce Verde Cumiana, arriva la certificazione di qualità

La Croce Verde Cumiana, associazione di volontariato aderente ad Anpas, ha ottenuto per la prima volta la certificazione Uni En Iso 9001:2015, al termine di un percorso strutturato di accompagnamento e supporto promosso da Anpas Piemonte. Il riconoscimento, rilasciato dall’ente di certificazione accreditato Cisq/Certiquality Srl, attesta la conformità dell’organizzazione agli standard internazionali per la qualità dei processi e dei servizi erogati.

La certificazione rappresenta una conferma formale della solidità del Sistema di Gestione per la Qualità adottato dalla Croce Verde Cumiana, che opera secondo criteri organizzativi rigorosi e procedure affidabili. L’audit ha evidenziato un modello gestionale in grado di garantire servizi di trasporto sanitario ed emergenza-urgenza caratterizzati da elevati livelli di professionalità, efficienza e sicurezza, nel rispetto dei requisiti normativi e delle aspettative della comunità di riferimento.

«È un riconoscimento che testimonia in modo concreto l’impegno quotidiano della Croce Verde Cumiana al servizio della cittadinanza – sottolinea il presidente Gianni Mancuso – Il percorso che ci ha portati alla certificazione è stato impegnativo e ha richiesto investimenti costanti sulla formazione dei volontari, sulla sicurezza di operatori e pazienti, sulla trasparenza gestionale e sul miglioramento continuo dei servizi. Questo risultato dimostra come anche il volontariato possa adottare sistemi organizzativi evoluti e orientati alla qualità, non come punto di arrivo ma come stimolo a crescere ulteriormente. Rivolgo un sincero ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito a raggiungere questo importante obiettivo».

Soddisfazione viene espressa anche da Anpas Piemonte, che ha affiancato l’associazione nel percorso di certificazione. «L’ottenimento della Uni En Iso 9001:2015 è il riconoscimento di un lavoro serio e metodico sui processi organizzativi – evidenzia Armando Gotta, responsabile del progetto Qualità – L’audit ha confermato la solidità delle procedure, la capacità di controllo e l’attenzione al miglioramento continuo, dimostrando che il volontariato può raggiungere standard qualitativi elevati e pienamente verificabili».

Il cammino intrapreso dalla Croce Verde Cumiana si è fondato su un’analisi puntuale dei processi, sul rafforzamento delle procedure operative e sul monitoraggio costante della qualità dei servizi, elementi centrali di un sistema di gestione orientato all’affidabilità e allo sviluppo organizzativo. La certificazione Iso 9001 definisce infatti i requisiti necessari a dimostrare la capacità di rispondere in modo efficace ai bisogni degli utenti, favorendo il governo dei processi e la crescita strutturata delle organizzazioni.

In questo quadro, il risultato raggiunto consente alla Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Cumiana di consolidare ulteriormente il proprio impegno in coerenza con i principi di Anpas, da tempo orientata alla diffusione di modelli organizzativi efficienti e standardizzati, contribuendo a rendere il volontariato sanitario sempre più qualificato, affidabile e riconosciuto.

La Croce Verde Cumiana, aderente ad Anpas, conta oggi 323 volontari e 11 dipendenti. Nell’ultimo anno ha effettuato oltre 7.000 servizi, percorrendo complessivamente 374.000 chilometri. Accanto alle attività di emergenza-urgenza e ai trasporti socioassistenziali, l’associazione assicura assistenza sanitaria durante manifestazioni culturali e sportive.

Anpas Comitato Regionale Piemonte Odv riunisce 81 associazioni di volontariato con 16 sezioni distaccate. Il sistema regionale può contare su 10.695 volontari, 5.388 soci e socie e 741 dipendenti. Ogni anno vengono svolti quasi 600 mila servizi, di cui oltre 200 mila in emergenza-urgenza 118, con più di 20 milioni di chilometri percorsi, confermando il ruolo centrale del volontariato Anpas nel sistema di soccorso e assistenza alla popolazione.

Fertili Terreni Teatro presenta “Alfredino” e “Patria-Il Paese di Caino e Abele”

 

Per Iperspazi, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, giovedì 29 gennaio alle ore 21, a San Pietro in Vincoli andrà in scena la prima parte della Retrospettiva MAMIMO’, dal titolo “Alfredino”, mentre venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 andrà in scena “Patria- Il Paese di Caino e Abele”.

“Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo” rimanda al tragico episodio di Alfredo Rampi, detto Alfredino, tragedia di fronte alla quale l’Italia si fermò tra il 10 e il 13 giugno del 1981. Per la salvezza del bambino di sei anni caduto accidentalmente dentro un pozzo artesiano a Vermicino si combatté una vera e propria battaglia contro il tempo. Precipitato a 36 metri di profondità, trascorsero lunghe e interminabili ore nel disperato tentativo di salvarlo. Il tutto fino al tragico epilogo, seguito e raccontato in quella che si può considerare la prima diretta non stop a coprire un caso di cronaca, evento mediatico che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine ma che, alla fine, si è trasformato in uno shock collettivo nazionale.

Nel racconto portato in scena troveranno spazio il primo giornalista accorso sul posto, il presidente Sandro Pertini, i robot Mazinga e Goldrake , di cui Alfredino era appassionato, il vigile impegnato a parlare con il bambino per cercare di rassicurarlo e infondergli speranza e poi Angelo Licheri, l’uomo scelto per il suo corpo minuto per calarsi in quel pozzo infernale, per quaranta minuti nel tentativo di imbracare Alfredino e salvarlo. Un’umanità variegata e composita che ruota intorno alla figura del bambino perduto, simbolo di un’Italia inghiottita dal buio, perduta per sempre, come il blocco di ghiaccio azotato in cui fu conservato il corpo di Alfredino prima di poterlo recuperare dalle tenebre.

“ Ho cercato di trattare questa vicenda – spiega il drammaturgo e interprete Fabio Banfo – con la massima sensibilità, partendo dalla mia identificazione di bambino, sono nato nel 1975 come Alfredino, e dall’idea che, se non fosse caduto in quel pozzo, Alfredino avrebbe fatto un cammino parallelo al mio, ascoltando la stessa musica e vivendo le stesse esperienze. Ho cercato di curare un poco il dolore con la poesia, di riportarlo in vita attraverso di me, con me. Era tutto quello che potevo fare per lui”.

Dietro l’enigmatico titolo di “Patria- Il paese di Caino e Abele” si nasconde un progetto immaginato e costruito intorno alla storia d’Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri , riletta con gli occhi di due fratelli che ne hanno misteriosamente incrociato gli eventi più sanguinosi, le stragi, il golpe, il terrorismo, le lobbies, le mafie, i servizi segreti, tutte tessere di un mosaico ben più articolato, l’immagine dell’Italia dei nostri nonni, il paese che lasceremo ai nostri figli.

In scena prende forma un racconto dai toni tragicomici dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi si mescolano in un tutt’uno, come le storie di questi due fratelli, trasformando quelle che è una biografia familiare in una ben più articolata biografia di un’intera nazione. Patria è la storia Italiana degli anni di piombo vista attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano, da tutti considerato lo scemo del villaggio, chiamato Abele. Egli, da quando, bambino, ha battuto violentemente la testa forse per colpa del fratello, ogni giorno vive la ricerca spasmodica eel fratello Caino, senza sapere che è scomparso in un attentato ferroviario, la strage dell’Italicus.

“Forse il fratello, però, non è morto, sopravvissuto e misteriosamente non dà notizie di sé. Forse è addirittura un terrorista, un mafioso, forse è implicato talmente a fondo nelle efferate vicende raccontate da Per la stagione Iperspazi di Fertili Terreni Teatro in scena a San Pietro in Vincoli giovedì 29 gennaio alle 21 “Alfredino”, venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 “Patria- Il Paese di Caino e Abele”

Per Iperspazi, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, giovedì 29 gennaio alle ore 21, a San Pietro in Vincoli andrà in scena la prima parte della Retrospettiva MAMIMO’, dal titolo “Alfredino”, mentre venerdì 30 e sabato 31 gennaio alle 21 andrà in scena “Patria- Il Paese di Caino e Abele”.

“Alfredino – L’Italia in fondo a un pozzo” rimanda al tragico episodio di Alfredo Rampi, detto Alfredino, tragedia di fronte alla quale l’Italia si fermò tra il 10 e il 13 giugno del 1981. Per la salvezza del bambino di sei anni caduto accidentalmente dentro un pozzo artesiano a Vermicino si combatté una vera e propria battaglia contro il tempo. Precipitato a 36 metri di profondità, trascorsero lunghe e interminabili ore nel disperato tentativo di salvarlo. Il tutto fino al tragico epilogo, seguito e raccontato in quella che si può considerare la prima diretta non stop a coprire un caso di cronaca, evento mediatico che avrebbe dovuto documentare una storia a lieto fine ma che, alla fine, si è trasformato in uno shock collettivo nazionale.

Nel racconto portato in scena troveranno spazio il primo giornalista accorso sul posto, il presidente Sandro Pertini, i robot Mazinga e Goldrake , di cui Alfredino era appassionato, il vigile impegnato a parlare con il bambino per cercare di rassicurarlo e infondergli speranza e poi Angelo Licheri, l’uomo scelto per il suo corpo minuto per calarsi in quel pozzo infernale, per quaranta minuti nel tentativo di imbracare Alfredino e salvarlo. Un’umanità variegata e composita che ruota intorno alla figura del bambino perduto, simbolo di un’Italia inghiottita dal buio, perduta per sempre, come il blocco di ghiaccio azotato in cui fu conservato il corpo di Alfredino prima di poterlo recuperare dalle tenebre.

“ Ho cercato di trattare questa vicenda – spiega il drammaturgo e interprete Fabio Banfo – con la massima sensibilità, partendo dalla mia identificazione di bambino, sono nato nel 1975 come Alfredino, e dall’idea che, se non fosse caduto in quel pozzo, Alfredino avrebbe fatto un cammino parallelo al mio, ascoltando la stessa musica e vivendo le stesse esperienze. Ho cercato di curare un poco il dolore con la poesia, di riportarlo in vita attraverso di me, con me. Era tutto quello che potevo fare per lui”.

Dietro l’enigmatico titolo di “Patria- Il paese di Caino e Abele” si nasconde un progetto immaginato e costruito intorno alla storia d’Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri , riletta con gli occhi di due fratelli che ne hanno misteriosamente incrociato gli eventi più sanguinosi, le stragi, il golpe, il terrorismo, le lobbies, le mafie, i servizi segreti, tutte tessere di un mosaico ben più articolato, l’immagine dell’Italia dei nostri nonni, il paese che lasceremo ai nostri figli.

In scena prende forma un racconto dai toni tragicomici dove le memorie degli eroi e quelle dei malvagi si mescolano in un tutt’uno, come le storie di questi due fratelli, trasformando quelle che è una biografia familiare in una ben più articolata biografia di un’intera nazione. Patria è la storia Italiana degli anni di piombo vista attraverso gli occhi di un personaggio bianco, un idiota Dostoevskiano, da tutti considerato lo scemo del villaggio, chiamato Abele. Egli, da quando, bambino, ha battuto violentemente la testa forse per colpa del fratello, ogni giorno vive la ricerca spasmodica eel fratello Caino, senza sapere che è scomparso in un attentato ferroviario, la strage dell’Italicus.

“Forse il fratello, però, non è morto, sopravvissuto e misteriosamente non dà notizie di sé. Forse è addirittura un terrorista, un mafioso, forse è implicato talmente a fondo nelle efferate vicende raccontate da dover scomparire per forza – spiega il regista dello spettacolo Giacomo Ferrau – o forse è semplicemente morto come tanti in uno dei misteri rimasti senza risposta in quegli anni incredibili. La vita di questo piccolo microcosmo, di questo piccolo Paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’Italia intera, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente nei confronti dei suoi figli che vanno vengono, nascono sempre di meno e muoiono sempre di più”.

Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità del biglietto sospeso tramite donazione online o tramite satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Gli spettacoli sono adatti ad un pubblico di età superiore ai 14 anni

Mara Martellottadover scomparire per forza – spiega il regista dello spettacolo Giacomo Ferrau – o forse è semplicemente morto come tanti in uno dei misteri rimasti senza risposta in quegli anni incredibili. La vita di questo piccolo microcosmo, di questo piccolo Paese che si chiama Patria e che rappresenta nelle sue dinamiche l’Italia intera, scorre inesorabilmente verso una fine lenta e pietosa, indifferente nei confronti dei suoi figli che vanno vengono, nascono sempre di meno e muoiono sempre di più”.

Per il biglietto intero il costo è di 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento.
Resta la possibilità del biglietto sospeso tramite donazione online o tramite satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Gli spettacoli sono adatti ad un pubblico di età superiore ai 14 anni

Mara Martellotta

Biogas elettrico: Confagricoltura: “rivedere la norma del DL bollette”

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Venerdì 30 gennaio prossimo, a Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo, Confagricoltura organizzerà un incontro pubblico sul tema dell’energia elettrica, prodotta dagli impianti a biogas agricolo che, secondo l’organizzazione agricola presieduta da Massimiliano Giansanti, rischia un pesante ridimensionamento se non verrà modificata una norma presente nel decreto legge “bollette”. Nel testo è prevista una progressiva riduzione, fino ad arrivare a un azzeramento nell’arco di 5 anni, dei prezzi minimi garantiti, strumento transitorio adottato nel 2023 dal governo italiano. Confagricoltura, a livello nazionale, già a dicembre si è rivolta al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin per chiedere una profonda revisione della norma. Pichetto Fratin e Giansanti saranno protagonisti delle conclusioni del convegno “DL bollette. A rischio il comparto biogas e biomasse di origine agricola”, che si terrà alle Cupole di Cavallermaggiore con l’organizzazione di Confagricoltura di Cuneo in collaborazione il consorzio Monviso Agroenergia. Dopo i saluti istituzionali di Enrico Allasia, Presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, di Luca Crosetto, Presidente della Camera di Commercio di Cuneo, e di Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, è in programma una tavola rotonda. I relatori previsti sono Sebastiano Villosio, Presidente del consorzio Monviso Agroenergia, Alessandro Bettoni, Presidente della FNP Federazione Nazionale di Prodotto, e l’Assessore piemontese Paolo Bongioanni e Alessandro Beduschi, dalla Lombardia.

“L’azzeramento graduale dei prezzi minimi garantiti condannerebbe a chiusura certa gli impianti a biogas e biomasse di orgine agricola – dichiara Enrico Allasia – in questo scenario di estrema incertezza, non solo si decreta la fine di un percorso di sostenibilità ambientale, iniziato oltre venti anni fa, ma, in prospettiva, si blocca ogni investimento sull’applicazione tecnologica in questo ambito”.

In tutta Italia gli impianti interessati dal DL bollette sono 1155, di cui 235 sotto i 300 KW e 918 oltre i 300. Di questi 918, per motivi tecnici, solo 200-250 potranno riconvertire la produzione da biogas a biometano, gli altri sarebbero costretti a chiudere.

Mara Martellotta

Grande festa carioca al mercato Centrale Torino

Domenica 15 febbraio, in Spazio Fare, al secondo piano del Mercato Centrale dalle 11 alle 21 grande festa carioca con la musica e i balli  brasiliani. Mercato Centrale Torino si trasformerà  in un coloratissimo palcoscenico per celebrare il  Carnevale brasiliano, un evento in collaborazione con Julios Barrios della Bottega I sapori del Brasile, che promette di portare la gioia e l’energia tipiche di questa festività direttamente a Torino. Dalle 11 alle 21 un programma ricco di emozioni riempirà gli spazi torinesi, in cui si festeggerà con Samba e specialità gastronomiche brasiliane di vario tipo.

La giornata avrà inizio con un set di musica brasiliana dalle 11 alle 13.30, capace di intrattenere e risvegliare i sensi. Alle 13.30 il palcoscenico ospiterà le prime esibizioni del gruppo di ballo Roni Brasil, con la presentazione di tre ballerine pronte a incantare il pubblico con le loro performance. Le successive esibizioni del gruppo sono programmate alle 14.30 e alle 15.30.

Dopo un pomeriggio all’insegna della danza, il divertimento continuerà  con il gruppo di ballo Samba, che regalerà al pubblico un’esperienza con set musicali di Pagode, arricchiti dalla voce emozionante del cantante Robertinho, in arrivo direttamente da Rio De Janeiro. Gli spettacoli si svolgeranno dalle 16 alle 17.30 e dalle 18 alle 20 e promettono di trasportare gli ospiti in una vera festa carioca.
Il gran finale della giornata sarà  segnato da un altro set di musica brasiliana, dalle 20 alle 21 per concludere la giornata in bellezza, condividendo momenti di felicità, tradizione e cultura.

Le sorprese della giornata che porterà il Brasile nel cuore di Torino e di piazza della Repubblica non si limiteranno a musica e ballo. Per l’evento saranno allestiti vari chiostri per gustare tutti i piatti tipici regionali brasiliani, preparati con passione dall’artigiano di Mercato Centrale Torino Julio Barrios. Tra le specialità  culinarie proposte vi saranno i Churrasquinho, spiedini succulenti accompagnati da salatini fritti e la tradizionale fagiolata, oltre a una selezione di bibite rinfrescanti e l’immancabile Caipirinha originale brasiliana, preparata sul momento presso l’area bar.

Mercato Centrale Torino. Piazza della Repubblica

Mara Martellotta

Torino celebra il Giorno della Memoria

Torino ha celebrato oggi il Giorno della Memoria, rinnovando il ricordo delle vittime dell’Olocausto, dei deportati nei campi nazisti e di quanti subirono le persecuzioni del nazifascismo. Nel giorno che segna l’anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau, la città si è raccolta in due momenti istituzionali che hanno unito autorità, associazioni e cittadini.

Le celebrazioni sono iniziate alle ore 9.30 al Cimitero Monumentale. Qui l’assessora Chiara Foglietta, in rappresentanza della Città, ha partecipato alla commemorazione solenne che ha toccato i luoghi simbolo del ricordo: dal Campo della Gloria, tra i cubi grigi che accolgono i partigiani, ai cippi dedicati ai Deportati politici (Aned) e agli Internati militari (Anei). L’omaggio si è concluso davanti alla lapide esterna del cimitero israelitico, che riporta i nomi degli oltre 400 ebrei torinesi deportati e mai più tornati.

La Sala Rossa come di consueto ha poi ospitato l’altro momento istituzionale del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio del popolo ebraico, degli internati militari e di tutti i deportati nei campi nazisti alla presenza delle autorità cittadine.

Dopo gli interventi della Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo e del presidente del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte Domenico Ravetti ha preso la parola la vicepresidente della Comunità Ebraica di Torino Anna Segre. Quanto avvenuto, ha sottolineato “non deve accadere mai più, né agli ebrei né a nessun altro” ricordando che “in una comunità democratica non esistono e non possono esistere alternative alla memoria di ciò che è stato, al dialogo e alla convivenza civile”. Nel suo discorso ha poi evidenziato preoccupazione per un clima avvelenato “da un crescente antisemitismo, che si manifesta nei social media e nella vita quotidiana” ma anche come Torino sia una città “ricchissima di iniziative volte a favorire il dialogo interreligioso”.

L’orazione ufficiale è stata affidata al presidente della sezione genovese dell’Aned, l’associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Filippo Biolè mentre in conclusione della cerimonia è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo. “Torino – ha detto – è una città che ha scelto di vivere la memoria come esercizio civile. Ricordare per noi significa affermare un principio semplice e radicale: nessuna sofferenza subita autorizza a infliggerne un’altra. Viviamo in un tempo attraversato da guerre e conflitti in cui la violenza viene spesso spiegata, giustificata, resa inevitabile. Un tempo in cui il dolore viene gerarchizzato, alcune vittime rese visibili e altre invisibili, alcune vite considerate degne di lutto e altre no. Un tempo in cui la sicurezza viene confusa con la forza e la giustizia con la vendetta. Ma la memoria ci impone di essere chiari: giustizia e vendetta non sono la stessa cosa. La vendetta genera altra violenza. La giustizia, se è tale, apre uno spazio di pace e richiede responsabilità, misura, riconoscimento dell’altro come essere umano, anche quando è più difficile farlo. Ricordare non significa voltarsi indietro, ma avere il coraggio di guardare avanti, scegliendo ogni giorno da che parte stare. Che questo 27 gennaio sia un invito per tutte e tutti a custodire la memoria come strumento critico e non come rifugio, a non consegnarla a chi la usa per dividere, per semplificare, per alimentare nuove paure e a scegliere sempre l’umanità”

Torino si conferma città custode dei valori civili, capace di trasformare il ricordo in impegno attivo. Il Giorno della Memoria è stato preceduto da un palinsesto di oltre settanta appuntamenti tra mostre, spettacoli, presentazioni di libri e attività didattiche.

Il fitto calendario di iniziative è frutto della collaborazione tra Città di Torino, Città Metropolitana, Regione Piemonte, Consiglio Regionale, Prefettura di Torino, Polo del ‘900, Coordinamento delle associazioni della Resistenza e oltre settanta realtà del territorio, tra università, istituti di ricerca, fondazioni, musei, teatri e associazioni.

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Palazzo Nuovo: la mozione del Senato Accademico 

“Il Senato Accademico dell’Università di Torino esprime pieno sostegno alla Rettrice e al Prorettore nelle decisioni prese relativamente a eventi non autorizzati nell’edificio di Palazzo Nuovo, condividendo la posizione assunta. Il Senato Accademico sostiene inoltre il proseguimento di un dialogo costruttivo con la comunità studentesca riguardo alle attività proposte”.

Con queste parole il Senato Accademico dell’Università di Torino, riunito oggi martedì 27 gennaio, ha proposto e approvato a maggioranza una mozione di pieno sostegno alla Rettrice in relazione al provvedimento d’urgenza che ha interessato Palazzo Nuovo nelle giornate di venerdì 23 e sabato 24 gennaio.

La decisione è maturata a seguito dell’intervento della Rettrice in apertura dei lavori, nel quale sono stati ricostruiti il contesto e le ragioni del provvedimento. In particolare, è stato richiamato come, negli ultimi mesi, si sia registrato un aumento di eventi non autorizzati, caratterizzati da una partecipazione crescente e dal coinvolgimento sempre più frequente di minorenni.

Nel suo intervento, la Rettrice ha sottolineato che Palazzo Nuovo è da tempo oggetto di un’attenta e costante analisi, finalizzata alla tutela di chi lavora e studia in Ateneo e alla continuità delle attività istituzionali, analisi che ha portato all’elaborazione del Progetto di solidarietà vicinale. Il piano, frutto di un lavoro condiviso tra governance di Ateneo, Vice Rettore alla Didattica, Direttori dei Dipartimenti, Direzione della Scuola di Scienze Umanistiche e logistica di Ateneo, consente di intervenire con rapidità e responsabilità in presenza di criticità, assicurando la ricollocazione delle attività negli edifici limitrofi. Grazie a questo strumento, le attività previste per i giorni interessati dalla chiusura sono state tempestivamente ricollocate in altri spazi universitari.

La Rettrice ha inoltre chiarito che la chiusura straordinaria e preventiva di Palazzo Nuovo è stata disposta a seguito della diffusione sui social dell’annuncio di una festa serale e notturna prevista per il 23 gennaio, mai formalmente richiesta né autorizzata dall’Ateneo e, per modalità e caratteristiche, incompatibile con la destinazione degli spazi di Palazzo Nuovo.

In conclusione, la Rettrice Cristina Prandi ha ribadito che iniziative di questo tipo, prive di autorizzazioni e garanzie di sicurezza, non possono in alcun modo essere avallate dall’Università, sottolineando come la decisione assunta sia stata frutto di una valutazione autonoma e responsabile dell’Ateneo, non determinata da pressioni esterne.

L’Università ha il dovere di tutelare la sicurezza delle persone e il rispetto delle regole comuni. Allo stesso tempo” ha dichiarato la Rettrice Cristina Prandi “Siamo pienamente consapevoli dell’importanza, per la comunità studentesca, di disporre di spazi e momenti di socialità, aggregazione e partecipazione anche civica. Proprio per questo, come già concordato con il Consiglio degli Studenti, lavoreremo a una valutazione e a un’analisi del Regolamento per l’utilizzo degli spazi, affinché sia sempre più adeguato ai bisogni della comunità universitaria. Questo percorso dovrà però svilupparsi all’interno di un perimetro  di legalità, sicurezza e responsabilità che rappresenta una condizione imprescindibile per la vita dell’Ateneo. 

Per ragionare in una prospettiva di Torino Città Universitaria è inoltre necessario aprire un confronto più ampio con le Istituzioni e gli attori del territorio”.

Al 44esimo TFF retrospettiva dedicata a Marilyn Monroe

Sono state annunciate le date del 44esimo Torino Film  Festival, che si svolgerà a Torino dal 24 novembre 2026 al 2 dicembre prossimo ed è  stata confermata l’inaugurazione nell’elegante e unica cornice del teatro Regio. Il 6 marzo prossimo aprirà la call per partecipare al festival e sarà  possibile accedervi fino al 6 settembre. Tutte le informazioni saranno disponibili sul sito www.torinofilmfest.org.

Sono stati annunciati anche i 24 titoli dell’omaggio a Marilyn Monroe. Accanto ai film da lei interpretati, la retrospettiva racchiude anche altri sguardi. Da un lato il documentario più prezioso che le sia stato dedicato “Love, Marilyn” , che restituisce per frammenti la sua voce interiore, dall’altro l’omaggio alto e perturbante che Pier Paolo Pasolini le riserva ne “La rabbia”, dove Marilyn diventa segno ultimo di una modernità ferita. A questi si aggiungono altri quattro film in cui attrici di primissimo piano, premiate o candidate all’Oscar, hanno interpretato Marilyn più che figura da interrogare che superstar impossibile da replicare.

“La retrospettiva dedicata a  Marilyn invita il pubblico a incontrare uno dei miti più riconoscibili, amati e fraintesi della storia del cinema – afferma Giulio Base, direttore artistico del Torino Film Festival – Un volto che appartiene all’immaginario collettivo quanto nessun altro, ma che qui viene restituito nella sua essenza, la sostanza cinematografica dei grandi classici della sua carriera, film che non soltanto hanno fatto epoca, ma che continuano a parlare al presente per precisione formale, modernità dello sguardo e forza interpretativa “.

“I titoli selezionati – continua Giulio Base – mettono la presenza della diva in relazione con alcuni dei più grandi registi di sempre, John Huston, Howard Hawks, Billy Wilder, Otto Preminger, Joseph L.  Mankiewicz, Fritz Lang , Henry Hathaway, George Cukor e Laurence Olivier. In questo dialogo serrato tra regia e interpretazione emerge una figura tutt’altro che accessoria, Marilyn come luogo di tensione tra controllo formale e fragilità,  tra leggenda e verità emotiva, tra attrice e mito”.

“Marilyn Monroe – conclude il regista Giulio Base – non è soltanto un stella del passato, ma una presenza che continua a riflettersi sugli schermi e negli sguardi. Rivederla oggi significa riscoprire il motivo per cui il cinema, quando incontra un volto, smette di essere intrattenimento e diventa memoria condivisa”.

Mara Martellotta

Trenitalia, Torino-Genova: modifiche all’offerta

Per consentire l’esecuzione degli interventi infrastrutturali nel nodo di Genova e sulla linea Genova-Torino, tra Novi Ligure e Arquata Scrivia, dalle ore 20:00 di venerdì 6 alle ore 06:00 di martedì 10 febbraio, la circolazione ferroviaria subirà modifiche, in particolare alcuni treni del Regionale sulle linee:

  • Genova – Torino, Genova – Arquata Scrivia/Novi Ligure, sono cancellati nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure e/o Genova Brignole – Genova Sampierdarena, sono previste corse con bus nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure – Genova Brignole;
  • Genova – Arquata Scrivia- Alessandria e Recco – Genova Nervi – Genova Brignole – Genova Voltri non circolano;
  • Genova – Busalla, Genova – Acqui Terme, La Spezia C.le/Levanto/Sestri Levante/Genova – Savona/Ventimiglia sono cancellati nella tratta Genova Brignole/Genova P. Principe – Genova Sampierdarena e modificano l’orario anche con anticipi;
  • i treni 3018, 3034, 3038 e 3057 linea Milano – Genova hanno origine/termine corsa a Genova P. Principe o Genova Sampierdarena e modificano l’orario
  • il treno 3041 della relazione Milano-Genova-Alassio i giorni 6, 7 e 8 febbraio ferma anche nella stazione di Genova Brignole
  • il treno 2312 di Trenord da Arquata Scrivia a Milano Greco Pirelli il giorno 7 febbraio non circola, il giorno 9 febbraio è cancellato nella tratta Arquata Scrivia – Novi Ligure, ha origine corsa a Novi Ligure;
  • alcuni Intercity delle linee Savona/Genova/Salerno – Torino, Milano – La Spezia/Savona e alcuni Intercity Notte delle relazioni Reggio Cal./Salerno – Torino subiscono modifiche di orario. Inoltre, i treni IC 500, 503, 515 e 519, dal 7 al 9 febbraio, non effettuano la fermata di Novi Ligure;
  • treni Frecciabianca 8601 e 8630 della relazione Genova – Roma, Frecciarossa 8606 e 8623 Torino – Roma e il Frecciarossa 9710 Genova Brignole – Venezia S. Lucia hanno origine/termine corsa a Genova Brignole/Genova P. Principe o modificano l’orario anche con anticipi.

I canali di acquisto sono aggiornati.

Si invitano i viaggiatori a informarsi per programmare il viaggio.

Tir cisterna sprofonda nel fosso: strada paralizzata a Settimo

Un tir cisterna colmo di latte, in viaggio lungo via Fornaci, è scivolato in un fosso durante una manovra di svolta mal riuscita. Le ruote di sinistra del mezzo pesante sono precipitate nel terrapieno, intrappolandolo irrimediabilmente a causa del volume del carico.

Sul posto è intervenuta la polizia locale, che ha richiesto mezzi specializzati per l’estrazione del veicolo. Fortunatamente non ci sono stati feriti. Le operazioni di rimozione, lunghe e complesse, hanno provocato gravi disagi al traffico deviato su percorsi alternativi.

VI.G

Cade dal tetto sul lavoro: è grave al Cto

Precipita da 6 metri dal tetto di un capannone mentre sta lavorando: 41enne finisce in gravi condizioni. Questo è l’incidente sul lavoro successo questa mattina a Spineto di Castellamonte. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo è caduto dal tetto del prefabbricato quando erano in corso dei lavori. L’operaio è stato trasportato in elicottero al Cto ed è in codice rosso per un politrauma. Sono in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Ivrea e degli ispettori dello Spresal dell’Asl To4 per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

VI.G