Bilancio regionale, le minoranze: lavori fermi in attesa di chiarezza

È arrivato infine il nuovo parere dei revisori dei conti, che è “tendenzialmente positivo”, come scritto nel testo, ma continuiamo a non avere contezza delle modifiche su un disegno di legge che, come affermato dagli stessi revisori, è “completamente nuovo rispetto a quello iniziale”. Per questo non è possibile procedere con la discussione del bilancio in aula senza che lo stesso venga illustrato dall’assessore. E’ il motivo per cui oggi abbiamo bloccato i lavori d’aula, in attesa dei necessari chiarimenti nella Commissione Bilancio che su nostra richiesta si terrà domattina.

 

E’ però evidente, a questo punto, che nonostante le accuse che ci sono state rivolte le nostre preoccupazioni e richieste erano pienamente fondate, tanto è vero che si è reso necessario modificare sostanzialmente il contenuto del bilancio.

 

Così come è vero la discussione fatta fino a qui è stata una discussione al buio, su dati che oggi risultano modificati.

 

A pochi giorni da quella data, le uniche modifiche che erano state condivise con il Consiglio erano quelle della lista della spesa delle “richiesta ineludibili” peraltro nemmeno formalizzata in emendamento e certamente inidonea a far fronte ai rilievi dei revisori.

 

Chiariamoci: una volta superato il termine di legge del 31 dicembre, approvare il bilancio al 31 gennaio non è un obbligo ma una promessa della Giunta alla Corte dei Conti. Ci chiediamo se davvero fosse necessario seguire un iter così poco chiaro rispetto al futuro della nostra Regione.

 

Gianna PENTENERO – Presidente Gruppo Pd del Consiglio regionale

Alice RAVINALE – Presidente Gruppo AVS del Consiglio regionale

Sarah DISABATO – Presidente Gruppo Movimento 5 Stelle del Consiglio regionale

Vittoria NALLO – Presidente Gruppo Stati Uniti d’Europa per il Piemonte del Consiglio regionale

Via Monastir e via Candiolo: diventa definitiva l’area pedonale

 

Diventa definitiva l’area pedonale nel tratto di via Monastir interno 17 e via Candiolo interno 34, in Circoscrizione 2, dopo la sperimentazione avviata nel 2025. La misura è stata approvata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.

La decisione arriva al termine di una fase sperimentale che non ha evidenziato criticità e che ha ottenuto il parere favorevole della Circoscrizione 2 e del Corpo di Polizia Municipale. La proposta di pedonalizzazione era stata avanzata da un gruppo di residenti ed è stata accolta dall’Amministrazione nell’ambito del programma di progressiva pedonalizzazione di strade e spazi urbani anche di dimensioni ridotte.

I due tratti interessati sono marginali rispetto alla viabilità principale e destinati esclusivamente all’accesso alle proprietà che vi si affacciano. In prossimità dell’intersezione tra le due vie si trova inoltre l’ingresso della scuola dell’infanzia “La Giostra”, dove negli orari di entrata e uscita dei bambini erano state segnalate alcune criticità legate alla sicurezza.

Con l’istituzione definitiva dell’area pedonale, la circolazione veicolare e la sosta sono interdette 24 ore su 24, tutti i giorni, festivi compresi, salvo i veicoli autorizzati, nel rispetto delle disposizioni previste dal Codice della Strada. Restano ammessi i mezzi di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie.

L’intervento si inserisce nelle politiche della Città di Torino orientate a migliorare la sicurezza, la qualità dello spazio pubblico e la vivibilità dei quartieri, con particolare attenzione alle aree frequentate da bambini e famiglie.

TorinoClick

“Io ricordo”, spettacolo teatrale sulla vita della senatrice Liliana Segre

 

In occasione del Giorno della Memoria presso l’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Avere memoria significa ricordare perché non accada più, questo è il senso delle iniziative nel Giorno della Memoria della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, quando verrà ospitato lo spettacolo “Io ricordo”, ispirato alla vita di Liliana Segre, con la compagnia teatrale Alma Rosé di e con Elena Lolli, venerdì 30 gennaio alle 11.30, presso l’Auditorium Vivaldi di piazza Carlo Alberto 5, a Torino.

La rappresentazione teatrale è una fedele narrazione della senatrice Liliana Segre, una delle poche ragazzine sopravvissute allo sterminio nel lager di Auschwitz, una narrazione ricostruita da materiale d’archivio e dalle sue pubblicazioni. Liliana Segre ha vissuto tante vite in una sola. Bambina espulsa dalla scuola, clandestina, deportata, e poi madre, moglie, testimone, attivista e senatrice. Solo la forza di guardare la bambina che è stata, di inabissarsi nel suo passato, le ha permesso di aprirsi una nuova stagione della vita, una vita da nonna, ma ancora con la forza di battersi, conoscere, opporsi, studiare e di lasciare una traccia nella coscienza civile.

“In occasione del Giorno della Memoria, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino esporrà eccezionalmente alcuni materiali significativi del proprio patrimonio legati alla Shoa, e ospiterà lo spettacolo ‘Io ricordo’, ispirato alla vita di Liliana Segre e realizzato dalla compagnia teatrale Alma Rosé. L’evento performative sarà dedicato in particolare alle scuole secondarie di primo e secondo grado sul territorio. In un tempo complesso e conflittuale, segnato anche dal risorgere di nuovi fenomeni di antisemitismo, appare urgente rafforzare nelle giovani generazioni gli strumenti critici di conoscenza delle fonti e disseminate la memoria di una delle pagine e più utenti della storia europea, perchè gli errori del passato non debbano ripetersi”.

Prima dello spettacolo, porteranno i saluti la Direttrice Marzia Dina Pontone, il Presidemte della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni e la Vicepresidente del Memoriale della Shoah di Milano Milena Santerini. Sul palco, a interpretare le mille vite di Liliana Segre, una sola attrice, Elena Lolli, con una lunga carriera costellata di successi fin dal 1997. L’attrice, che insieme a Manuel Ferreira ha ideato lo spettacolo, nelle note di scena spiega: “Ho voluto immaginare che la donna di oggi parli alla bambina che è stata. Quella bambina di otto anni che per tanto tempo non ha avuto il coraggio di guardare, la cui vita è stata stravolta dal momento in cui è stata espulsa da scuola. Ho voluto immaginare che la bambina arrivasse di notte: è lei a voler incontrare quell’anziana signora che, nel frattempo, si è costruita una vita normale. Le ferite non si possono nascondere o negare, prima o poi affiorano, e il mondo in cui ho immaginato che Liliana Segre si muovesse, non seguendo la linearità del tempo, vagando tra un ricordo e l’altro, guardando indietro e avanti per cercare di restituire la vitalità appassionata di una donna che come una matrioska si reinventa ogni volta non per sopravvivere ma per vivere”.

Il palco è volutamente spoglio. Allineate ai margini, due file di neon, a mezza altezza, e il suono di un treno lontano mescolato alle note di una vecchia canzone degli anni Cinquanta. Il regista Claudio Orlandini, nelle note, ha voluto in qualche modo richiamare il binario 21 alla Stazione Centrale di Milano, da cui partivano i treni diretti ai lager, e l’inizio di un periodo, quella della ricostruzione, che solo i sopravvissuti hanno potuto vivere.

“Passato e presente si mescolano per tutta la durata di un dialogo tra l’anziana donna di oggi e la bambina che è stata. L’attrice, nella parte della Ssgre, attraversa i momenti salienti della sua vita, quelli lontani e quelli più recenti, votati all’impegno politico. Di volta in volta, la scena diventa una scuola, un vagone piombato, Palazzo Madama, ogni volta ci riporta un momento della sua vita in un flusso di momenti che ci radicano nel nostro presente. È questo il senso di un teatro che non vuole relegare la memoria a quell’unica data del 27 gennaio, dentro al perimetro di Auschwitz, ma che vuole, attraverso la storia di Liliana Segre, raccontare quanto la memoria possa diventare azione concreta che riguarda tutti e tutto ciò che ci circonda”.

“Io ricordo” – produzione compagnia teatrale Alma Rosé – progetto di Manuel Ferreira e Elena Lolli, con Elena Lolli e per la regia di Claudio Orlandini.

www.almarose.it

Gian Giacomo Della Porta

Nascondeva hashish e cocaina nell’autolavaggio

BORGO VITTORIA

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino di origini albanesi per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

A seguito di attività info-investigative, gli agenti della Squadra Mobile hanno ispezionato un autolavaggio sito nel quartiere Borgo Vittoria. Durante le fasi di controllo, il titolare dell’esercizio commerciale, un uomo di 31 anni, è apparso agitato.

Nella disponibilità del giovane, gli agenti hanno rinvenuto due chiavi di due diverse autovetture. Nel bracciolo porta oggetti di una di queste, c’erano 115 grammi di cocaina e circa 20 grammi di hashish. Negli uffici dell’attività, è stato recuperato anche materiale per il confezionamento delle dosi e ulteriori 10 grammi di cocaina occultati sopra un mobile di metallo.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Quando l’algoritmo incontra il cuore: la cardiologia del futuro alle Giornate Torinesi

Le 37ª edizione delle Giornate Cardiologiche Torinesi, in programma giovedì 29 e venerdì 30 gennaio 2026 a partire dalle ore 9 presso lo Starhotels Majestic (corso Vittorio Emanuele II 54) e l’Hotel Concord (via Lagrange 47), si conferma come un appuntamento di riferimento per il dibattito sulle nuove frontiere della cardiologia. L’evento riunirà esperti, ricercatori e clinici in un contesto in cui innovazione tecnologica, collaborazione interdisciplinare e centralità del paziente si intrecciano sempre più strettamente. I lavori saranno presieduti dai professori Gaetano Maria De Ferrari, Mauro Rinaldi e Fabio Verzini dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Intelligenza artificiale e medicina: una visione umanistica della cura

Il convegno si aprirà con una tavola rotonda inedita che metterà a confronto cardiologi, informatici e ingegneri dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino. Al centro del dialogo, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dei modelli computazionali nella comprensione delle malattie cardiovascolari e nel supporto alle decisioni cliniche.

L’introduzione sarà affidata a don Luca Peyron, tra i massimi esperti di intelligenza artificiale e promotore della sede torinese dell’Autorità italiana per l’IA, che proporrà una riflessione sul rapporto tra tecnologia e persona. In un’epoca in cui gli algoritmi entrano sempre più nel rapporto medico-paziente e nella vita quotidiana, il suo contributo sottolineerà la necessità di mantenere l’innovazione ancorata a una visione etica e umanistica della cura.

Alla tavola rotonda parteciperanno anche i professori Gaetano Maria De Ferrari, Umberto Morbiducci, Marco Grangetto e Piero Fariselli, protagonisti della ricerca torinese in ambito cardiologico, informatico e bioingegneristico, che illustreranno come analisi dei dati, intelligenza artificiale e ingegneria dei sistemi complessi stiano già migliorando diagnosi, stratificazione del rischio e personalizzazione delle terapie.

Miocarditi e casi clinici: quando la complessità cambia la pratica

Accanto allo sguardo rivolto al futuro, le Giornate daranno ampio spazio alla cardiologia clinica e alle sue sfide più attuali, a partire dal tema delle miocarditi, un ambito in cui tempestività decisionale, integrazione di competenze e tecnologie avanzate possono essere determinanti.

Emblematico il recente caso di un uomo di 34 anni, in trattamento con anticorpi monoclonali per una patologia autoimmune, giunto in shock cardiogeno per una miocardite fulminante da un ospedale della rete afferente alle Molinette. Grazie a un intervento rapido e coordinato di cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti, il paziente è stato sottoposto a un percorso altamente complesso che ha previsto l’utilizzo di dispositivi di supporto circolatorio avanzati, come Impella ed ECMO. L’integrazione di queste tecnologie con una terapia personalizzata ha consentito la sopravvivenza e il completo recupero della funzione cardiaca.

Proprio sulle miocarditi si concentrerà una parte rilevante del convegno, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dell’importanza di reti cardiologiche efficienti, capaci di indirizzare i casi più gravi verso le strutture più idonee.

Le Giornate Cardiologiche Torinesi si propongono così come uno spazio di confronto tra scienza, tecnologia ed etica, in cui l’innovazione e l’esperienza clinica diventano strumenti complementari per costruire la medicina cardiovascolare del futuro.

“Sentieri spettacolari”… dopo lo sci, a San Sicario tutti a teatro

 

Tra teatro, musica e cinema, una nuova “stagione invernale” al Teatro “San Sipario” della nota località sciistica del Comune di Cesana Torinese

Dal 31 gennaio al 15 febbraio

San Sicario Alto – Cesana (Torino)

Sarà pur anche “piccola” in fatto di numero di proposte, ma è sicuramente di grande interesse e quanto mai opportuna e gradita. Parliamo di “Sentieri spettacolari”, la “nuova, piccola stagione teatrale invernale” (come da nota stampa) organizzata dalla Compagnia torinese “Onda Larsen” – dopo il precedente esperimento estivo – al Cinema – Teatro “San Sipario” di San Sicario Alto C1 3/b, frazione di Cesana Torinese, Alta Valsusa.

L’idea nasce dall’intenzione di offrire una valida proposta culturale agli sciatori e ai tanti “San Sicario lovers”, nonché di animare il periodo a cavallo del Carnevale, dal prossimo sabato 31 gennaio a domenica 15 febbraio. In cosa consiste? In quattro serate, fra musica teatro e parole, presentate in collaborazione con “Non Solo Neve”, partner del Progetto.

Spiega Riccardo De Leo, vicepresidente di “Onda Larsen”:  “San sicario è una realtà attenta alla cultura che non offre solo divertimento sulla neve: vuole valorizzare il suo cinema trasformandolo anche in teatroIl nostro obiettivo, è dunque quello di offrire, in collaborazione con l’Associazione ‘Non Solo Neve’, una mini rassegna che punti al divertimento e che coinvolga anche le famiglie. I nostri ‘Sentieri spettacolari’ guardano proprio alla meraviglia e allo stupore, elementi chiave non solo del teatro ma di tutto il mondo dello spettacolo.

Il “cartellone” aprirà con “Delitto imperfetto” (sabato 31 gennaioore 21), il testo scritto da Claudio Insegno e messo in scena dalla stessa “Onda Larsen” per la regia di Andrea Borini. Sul palco Riccardo De LeoGianluca Guastella e Lia Tomatis per un delitto quasi perfetto: non è facile, infatti, improvvisarsi “killer” e il risultato può essere piuttosto imperfetto, per non dire goffo o, addirittura, disastroso. Ma sicuramente esilarante. L’ambientazione – dicono i protagonisti – è il passaggio tra i superficiali anni ’80, in cui lavoro, amore e omicidi avevano lo stesso valore nell’inseguimento di un obiettivo, e gli anni ’90, in cui tutto sembrava dover cambiare. Alla fine si morirà… dalle risate!.

 

Spazio al cinema per il secondo appuntamento in programma, sabato 7 febbraio (ore 21), con “Un altro Ferragosto” (sequel di “Ferie d’agosto” del 1996), film diretto e scritto da Paolo Virzì (insieme a Francesco Bruni e a Carlo Virzì), protagonisti Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Laura Morante, Andrea Carpenzano, Vinicio Marchioni, Anna Ferraioli Ravel e Emanuela Fanelli. Ventotto anni dopo la loro estate insieme, i Molino e i Mazzalupi tornano a Ventotene per motivi diversi. Sandro è ormai morente e il figlio ventiseienne Altiero, imprenditore digitale sposato con un fotomodello, decide di invitare gli amici del padre a trascorrere un’ultima estate tutti insieme. Ma negli stessi giorni la cittadina ospita anche le nozze di Sabry Mazzalupi, diventata celebrità del web, che portano a Ventotene non solo la famiglia della donna, ma anche giornalisti, curiosi e arrampicatori sociali. E qui ci fermiamo.

 

“Opera Pop. Elisir d’amore” è il terzo particolare appuntamento inserito, non a caso, nel giorno di “San Valentino”, sabato 14 febbraiosempre alle 21. Lo spettacolo é firmato da Luigi Orfeo e intende omaggiare e far conoscere, attraverso la fertile teatralità della Compagnia “Casa Fools”, la singolarità musicale e creativa del grande Gaetano Donizetti. Si tratta di un riadattamento dell’opera del compositore bergamasco per narrare – in forma giocosa – le celebri vicende di Adina, Nemorino e tutti gli altri personaggi. “Utilizzando linguaggi scenici differenti nello stesso spettacolo, sulla scena si susseguono narrazione, giullarate, teatro di figura e marionette, con ritmo incalzante. Nelle orecchie brani che tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito”.

 

Infine, domenica 15 febbraioore 18,30,  Teatro per Famiglie con “Mago J Show”, adatto ai bambini dai 3 anni in avanti: lo spettacolo ha superato le 1500 repliche e gira l’Italia da 25 anni mescolando mimo, teatro di strada, circo, teatro fisico, animazione, magia, giocoleria e acrobatica. Un modo perfetto per avvicinare i piccolissimi alle sale teatrali.

 

Per info: “Onda Larsen”; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

 

G.m.

 

Nelle foto: Scene da “Delitto imperfetto”, “Opera Pop. Elisir d’amore” e “Mago J Show”

73 secondi al disastro, la tragedia del Challenger 40 anni fa

Ero incollato anch’io davanti alla tv quel pomeriggio del 28 gennaio del 1986 per assistere ad un evento pochi anni prima impensabile. Durò pochi secondi, tutto finì troppo presto. Era mattina negli Stati Uniti e molte persone in tutto il mondo erano davanti alla televisione. Un’insegnante americana di 37 anni Christa McAuliffe sta per salire sullo Space Shuttle Challenger per trasmettere la prima lezione di scienze dallo spazio agli studenti della scuola in cui insegna. Mai accaduto prima. Quel giorno di 40 anni fa qualcosa non funzionò come avrebbe dovuto e la corsa allo spazio si trasformò in una tragedia. Il Challenger esplose 73 secondi dopo il lancio. Un bagliore, poi più niente, si disintegrò in aria in seguito al guasto di una guarnizione nel razzo destro che provocò una fuoriuscita di fiamme e il cedimento del serbatoio esterno dello Shuttle, pieno di ossigeno e idrogeno. Tutti morti, 6 astronauti e la maestra. A quel tempo ero appassionato di missioni spaziali, non ne perdevo una, conservavo in una cartellina tutti gli articoli, e quel disastro me lo ricordo come se fosse accaduto oggi.
La capsula della navicella con l’equipaggio, rimasta intera, si schiantò sull’acqua 2 minuti e 45 secondi dopo la rottura. Un impatto terrificante. La cabina resistette al disastro e qualcuno era ancora vivo al momento dello schianto. Ma quando precipitò nell’Oceano Atlantico a una velocità superiore i 300 km/h non ci furono speranze di sopravvivenza. Fu una delle peggiori sciagure della storia dell’esplorazione spaziale e uno dei momenti più bui della storia della Nasa.
Lo Space Shuttle Challenger decollò per la sua decima missione dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, a oltre 14.000 metri di quota. A bordo c’erano 7 astronauti: Dick Scobee, il comandante, e i colleghi Michael John Smith, Ronald McNair, Ellison Onizuka, Gregory Jarvis e Judith Resnik e c’era anche Christa McAuliffe, selezionata dalla Nasa tra centinaia di candidati e addestrata per un volo spaziale. Insegnava in una scuola del New Hampshire e avrebbe dovuto fare lezione dal cosmo ai suoi studenti. Fu una missione tormentata, non nacque bene e secondo molti esperti doveva essere rinviata. Il lancio infatti aveva già subito numerosi ritardi e doveva trasportare in orbita due sonde per studiare la cometa di Halley. Alcune parti dello Shuttle furono recuperate dal fondo dell’oceano 36 anni dopo il disastro. I voli nello spazio con equipaggio si fermarono per quasi tre anni. Molti frammenti della navetta, inclusi i resti umani di alcuni astronauti, furono recuperati solo alcuni decenni dopo. La tragedia del Challenger seguì il disastro della missione Apollo 1 il 27 gennaio 1967 e anticipò di 17 anni il terzo dramma spaziale, quello dello Shuttle Columbia il 1 febbraio 2003.        Filippo Re
nelle foto: 28 gennaio 1986, il decollo dello Shuttle Challenger dal Kennedy Space Center in Florida
Il Challenger si disintegra in volo a 73 secondi dal lancio.
L’equipaggio al completo. La prima donna a sinistra è l’insegnante Christa McAuliffe

Revisori dei conti: ok al bilancio della Regione

Il Collegio dei Revisori dei conti ha espresso parere positivo sulla manovra finanziaria della Regione Piemonte per il triennio 2026–2028. Il bilancio, nella sua versione aggiornata, è stato ritenuto congruo, coerente e attendibile, rispettoso degli equilibri economico-finanziari previsti dalla normativa e costruito sulla base di criteri di legalità e trasparenza.

Nel dettaglio, il Collegio, insediatosi il 1° gennaio scorso, ha analizzato i documenti di bilancio aggiornati e ha attestato che la manovra recepisce le osservazioni tecniche precedenti, integrando correttamente le risorse provenienti da Stato, Unione Europea e PNRR, e adeguando il quadro contabile agli aggiornamenti normativi.

“Il parere positivo del Collegio dei Revisori – ha dichiarato il presidente della Giunta regionale Alberto Cirio – conferma che la manovra 2026–2028 è stata costruita su basi solide, nel rispetto dei criteri di legalità, equilibrio e trasparenza, come sempre è stato fatto in questi anni, come peraltro emerge anche dal giudizio della Corte dei Conti, che ha sempre parificato i nostri bilanci da quando siamo al governo del Piemonte. L’autorevole parere tecnico del collegio certifica pertanto che il bilancio è corretto, trasparente e completo e persegue il virtuoso obiettivo di garantire servizi, investimenti e sviluppo al nostro territorio, nel pieno rispetto dell’equilibrio e della correttezza contabile”.

“Auspico che si possa chiudere qui il tempo delle polemiche strumentali – ha aggiunto l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – Oggi disponiamo di un bilancio che ha superato il vaglio tecnico più autorevole previsto dall’ordinamento. Ora si apre il confronto tra visioni, proposte e priorità. È su questo che si misura la responsabilità di chi siede in Consiglio regionale”.

cs

Polis Policy: “democrazia per la pace” ai tempi dell’IA

Ultime ore per iscriversi alla seconda sessione della nona edizione

Al via la nona edizione di Polis Policy, l’Accademia d’Alta Formazione promossa dall’Associazione Difendiamo il Futuro. Pasquale Ferrara, Direttore Generale per gli Affari Politici e Sicurezza del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, sarà il relatore principale della seconda sessione della non edizione di Polis Policy, in programma venerdì 30 gennaio alle 18.15. Il tema trattato è di strettissima attualità, ovvero “La democrazia per la pace”. Porteranno il loro contributo Marzia Sica, della Compagnia di San Paolo, e Daniele Ballarin, del Sermig, mentre per Another Vision, intitolata “Profezie per la pace. Genesi di una mostra”, interverrà la docente torinese Cristina Zeni. Il moderatore sarà Bruno Foresi. La prima sessione di Polis Policy è stata dedicata al tema “Fondamenti della democrazia”, mentre nella terza e ultima sessione, di venerdì 6 marzo, si parlerà di “Democrazia nel tempo dell’intelligenza artificiale”. L’Associazione Difendiamo il Futuro organizza dal 2002 seminari, dibattiti e incontri di approfondimento su quanto accade nella società italiana s piemontese, il progetto intorno al quale ruotano le iniziative di DF e Polis Policy, Accademia di Alta Formazione riguardano argomenti di natura sociale, culturale e politica. Negli scorsi anni, tra i temi centrali affrontati da DF ci sono stati la pandemia e le conseguenze per lo stato sociale, tra diritti, lavoro e integrazione; le sfide e le opportunità per un’Italia in transizione, in cui si è parlato di immigrazione, democrazia, demografia e sostenibilità. Tra il 2024 e il 2025, i tre incontri hanno provato a chiarire che cosa sia realmente la democrazia, se sia possibile una democrazia apartitica, e i rapporti tra democrazia e potere mediatico, grazie al contributo di relatori d’eccezione.

“Polis Policy – interviene Giuseppe Giulio Calabrese, Presidente dell’Associazione Difendiamo il Futuro – si pone l’obiettivo di approfondire e spiegare grandi temi dell’epoca in cui viviamo attraverso interventi di esperti. Quest’anno il comitato scientifico ha deciso di continuare il ragionamento sul tema della democrazia, che in epoca moderna mai è stata messa in discussione come in questo periodo, invece rimane presidio indispensabile per la nostra società. In particolar modo, in questa seconda sessione, il tema sarà dedicato al rapporto tra la democrazia e la pace, condizione che non può dirsi acquisita neanche in Europa. L’impostazione iniziale sarà sempre quella umana, nell’ottica di mantenere un ampio respiro e una visione generale.

Nona edizione di Polis Policy “Difendiamo la democrazia” – seconda sessione “La democrazia per la pace” 30 gennaio ore 18.15, Fondazione Opera Munifica Istruzione, via San Massimo 21, Torino.

Mara Martellotta

Alessio Hincu convocato al raduno della Nazionale giovanile di Ostia