Gli spazi della memoria, Cimitero Monumentale: ripristino delle arcate e ampliamento del roseto

Un investimento complessivo di oltre 850 mila euro per interventi di conservazione, manutenzione e ampliamento degli spazi dedicati alla memoria. È quanto previsto dalle quattro delibere approvate oggi dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessora Chiara Foglietta, per il Cimitero Monumentale di Torino.

L’intervento più rilevante, per un valore di 650 mila euro, riguarda la messa in sicurezza e il restauro delle “arcate” del Monumentale, che saranno oggetto di un profondo intervento di recupero. I lavori, finanziati da AFC Torino S.p.A., consentiranno di rimediare ai gravi danni causati da una serie di furti di rame che avevano compromesso il sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Il progetto, che ha già ricevuto il via libera della Soprintendenza, prevede la sostituzione degli elementi trafugati con nuove coperture in piombo e il contestuale risanamento delle murature ammalorate dalle infiltrazioni, garantendo così la conservazione di uno degli spazi monumentali più preziosi della città.

Sempre al Monumentale, un secondo investimento di 208 mila euro permetterà di ampliare il Roseto di corso Novara, il luogo dedicato alla dispersione delle ceneri. La scelta risponde a un cambiamento culturale ormai consolidato tra i torinesi, che dal 2008 richiedono questa pratica con frequenza sempre maggiore. L’intervento prevede la realizzazione di 13 nuove aree, progettate per garantire la continuità estetica e il carattere raccolto del giardino esistente. Grazie a questo ammodernamento, che include anche l’aggiornamento dei sistemi video per la proiezione dei nomi, il Roseto potrà accogliere le richieste dei cittadini per i prossimi vent’anni. Tutti gli interventi saranno finanziati con fondi propri di AFC Torino S.p.A.

“Con questi interventi prosegue il lavoro di cura e valorizzazione del Cimitero Monumentale, un luogo che rappresenta insieme memoria collettiva, patrimonio storico e servizio pubblico per la città – commenta l’assessora Foglietta-.  Da un lato interveniamo per recuperare e mettere in sicurezza spazi di grande valore artistico e architettonico come le arcate, gravemente danneggiate dai furti degli ultimi anni; dall’altro investiamo per adeguare i servizi cimiteriali ai cambiamenti nelle esigenze e nelle scelte delle cittadine e dei cittadini, come dimostra l’ampliamento del Roseto dedicato alla dispersione delle ceneri”.

Le altre due delibere riguardano invece l’assegnazione gratuita di aree del Cimitero Monumentale a congregazioni religiose, secondo una prassi avviata dalla Città negli anni Cinquanta. In particolare, vengono individuati nuovi spazi per l’inumazione delle appartenenti all’Istituto delle Suore Missionarie della Consolata per le Missioni Estere e all’Istituto delle Suore di Carità di Santa Maria dette del “Buon Consiglio”.

Le aree, rispettivamente da 170 e 74 metri quadrati, saranno destinate a sepolture comuni riservate alle religiose delle congregazioni, con manutenzione e sistemazione a carico degli enti assegnatari. Le assegnazioni avranno durata di quindici anni e si inseriscono nella continuità di una tradizione cittadina che riconosce la specificità delle comunità religiose presenti sul territorio.

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La Polizia di Stato dona ala centro antiviolenza i beni sequestrati

La Polizia di Stato, attraverso un’iniziativa del Commissariato di P.S. Mirafiori di Torino, ha richiesto all’Autorità Giudiziaria di destinare ai più bisognosi alcuni beni sequestrati durante le attività di controllo del territorio.
I beni in questione erano stati rinvenuti e sequestrati nel dicembre 2022, a seguito di un intervento di soccorso pubblico, in un appartamento della zona di Mirafiori all’interno del quale gli agenti del Commissariato avevano trovato, ancora imballati in due scatoloni, porcellane pregiate e spazzole elettriche professionali, di cui l’inquilino non aveva saputo giustificare la provenienza.
Nei giorni scorsi, il materiale sequestrato è stato consegnato all’Associazione Centro Antiviolenza E.M.M.A. ETS di Torino, attiva nel supporto alle donne in difficoltà vittime di violenza.
L’ente beneficiario utilizzerà questi articoli per sostenere le attività dei centri e offrire un segnale concreto di vicinanza alle donne accolte, trasformando beni sottratti al mercato illecito in una risorsa utile per la collettività.

“Racconti di Cambiamenti”, proseguono gli incontri della “Fondazione Time2”

Nella “Giornata mondiale dell’accessibilità”,  sui temi più impattanti nella vita delle giovani generazioni

Giovedì 21 maggio, ore 18

“Accessibilità della politica giovanile”, con una riflessione condivisa “su cosa significhi oggi rendere la partecipazione politica realmente aperta ed inclusiva per tutte e tutti”. Sarà questo il fil rouge lungo il quale si muoverà la nuova puntata di “Racconti di cambiamenti”, la rassegna di “incontri partecipati” promossa dalla “Fondazione Time2” (ente filantropico nato nel 2019, per volontà di Antonella e Manuela Lavazza, dedicato all’inclusione e alla promozione di una cultura che riconosca il valore delle “diversità” e dell’“autodeterminazione”) e inserita (con il Patrocinio della “Città di Torino”, in collaborazione con i progetti del “Bando Cambiamenti” e l’ecosistema di “Hangar Piemonte”) all’interno del programma “Cambiamenti”, per “accompagnare progetti capaci di trasformare i contesti di vita, rendendoli più accessibili, inclusivi e partecipativi anche per le persone con disabilità”.

L’appuntamento è in programma giovedì 21 maggio (ore 18), negli spazi di “Open – Fondazione Time2”, in corso Stati Uniti 62/b, a Torino. Data scelta non a caso, ma volutamente coincidente con la “Giornata mondiale dell’accessibilità”, conosciuta a livello globale come “GAAD – Global Accessibility Awareness Day” e celebrata ogni anno il terzo giovedì del mese di maggio, con lo scopo primo di richiamare l’attenzione sull’importanza di costruire contesti, strumenti e spazi accessibili a tutti.

L’incontro parte da una serie fondamentale e ben mirata di domande: Quali barriere – culturali, linguistiche, fisiche o relazionali – limitano oggi la partecipazione alla vita pubblica? Come si costruiscono spazi in cui le giovani generazioni possano sentirsi ascoltate, coinvolte e rappresentate? E quali strumenti possono favorire una partecipazione più equa e consapevole? A partire da queste domande, l’incontro tende a proporre un confronto aperto sul rapporto tra “accessibilità”“cittadinanza attiva” e “partecipazione politica”.

“Il dialogo – sottolineano gli organizzatori – prenderà forma attraverso un cerchio di parola, una modalità partecipativa che favorisce lo scambio diretto tra ospiti e pubblico”.

Interverranno Road to 50%”, progetto rivolto a persone tra i 18 e i 30 anni nato per promuovere partecipazione attiva e consapevolezza civica tra le giovani generazioni; “Fridays For Future Torino”, il movimento di giovani attiviste e attivisti impegnato sui temi della giustizia climatica e della partecipazione politica; “Associazione Missione Autismo Asti”, che con il progetto “Dire, narrare, cambiare” ha lavorato per promuovere un cambiamento culturale e sociale nella rappresentazione della disabilità nel territorio astigiano e Repeto”, percorso dedicato alle “rappresentanze di classe” e “d’istituto” che mira a rafforzare la partecipazione politica delle persone giovani attraverso “strumenti di educazione civica e cittadinanza attiva”.

Ad accompagnare l’incontro sarà anche la “Libreria Binaria” (via Sestriere 34, Torino) che proporrà una selezione di letture legate al tema della serata.

L’appuntamento si concluderà con un momento di “decompressione creativa”, pensato “come uno spazio informale e condiviso in cui tradurre i contenuti emersi in un’esperienza partecipata”.

La partecipazione è gratuita con prenotazione sul sito di “Open – Fondazione Time2”: https://open.fondazionetime2.it

Tutti gli appuntamenti sono progettati con particolare attenzione all’accessibilità e prevedono “testi semplificati”“interprete LIS” e uno “spazio di decompressione” protetto da stimoli esterni e trascrizione automatica degli interventi.

Per info: “Open – Fondazione Time2”, corso Stati Uniti 62/b, Torino; tel. 011/786545 o www.fondazionetime2.it

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

“Generiamo – La voce delle persone giovani”

Proseguono, con il noto psicopedagogista Stefano Rossi, al “Parco Commerciale Dora” di Torino, gli incontri dedicati al mondo giovanile e alle sue “fragilità”

Giovedì 21 maggio, ore 17,30

“Ogni figlio è un dis-astro: una stella in cerca della sua luce”: su questa davvero felice e suggestiva “visione” si basa il suo modello di educazione emotivo –esistenziale, il cosiddetto “Metodo Rossi della Didattica Cooperativa” sviluppato, in anni di attività, insieme ai genitori e agli stessi adolescenti ed oggi adottato in oltre 800 scuole italiane per sviluppare “cuori che sentono” e “cuori che pensano”. Ancora: L’educazione non consiste nel plasmare i figli come farebbe uno “scultore”, ma nel prendersene cura come farebbe un “floricoltore”, offrendo “fiducia e accettazione incondizionata”“L’educazione emotiva è l’arte di far fiorire il deserto”. Parole che potremmo sentire volteggiare nell’aria e innamorarcene alla follia (salvo poi riuscire a metterle in pratica) nell’incontro – fra i tanti – organizzato al “Parco Commerciale Dora” in via Livorno, angolo via Treviso, a Torino, giovedì prossimo 21 maggioalle ore 17,30.

“Generiamo – La Voce delle Persone Giovani” il titolo dell’evento (organizzato dall’Associazione “Artemixia APS ETS” in collaborazione con “Parco Dora”) e che vedrà la presenza e la conduzione di chi quegli enunciati, di cui sopra, potrà snocciolare “de visu” ai giovani e ai genitori attesi in gran numero.

Bergamasco, classe 1979, sarà infatti Stefano Rossiil dottor Rossi, tra i massimi esperti di “età adolescenziale” del nostro Paese, tra i più noti psicopedagogisti italiani, tanto da meritarsi la nomea de “lo psicopedagogista che sussurra al cuore”, ad intrattenere il pubblico in quella che vorrà essere una sorta di “lectio magistralis” (senza escludere tuttavia il dibattito con gli intervenuti) tesa a sondare il campo infinito ed impervio di un’età oggi più che mai e per vari fattori a rischio. Come, un giorno sì e l’altro pure, ben ci evidenziano le pagine di cronaca (a volte incredibili!) dei nostri media.

Dopo gli inizi  come “educatore di strada”, Stefano Rossi ha coordinato centri per “minori a rischio” e da oltre vent’anni si prende cura delle emozioni umane, portando le sue conferenze in teatri e piazze di tutto il Paese. L’incontro al “Parco Dora” sarà per lui anche l’occasione per presentare il suo ultimo libro, edito da “Up Feltrinelli”, “Se non credi in te chi lo farà? L’arte di sopravvivere all’adolescenza”, iniziativa inserita anche nel “Programma OFF” del “Salone Internazionale del Libro”, conclusosi a Torino nei giorni scorsi. Per “Feltrinelli Scuola”, Rossi è, tra l’altro, anche “curatore scientifico” delle sezioni “educazione emotiva”, oltre che prolifico autore. Con “Lezioni d’amore per un figlio” (Feltrinelli) ha vinto il prestigioso “Premio Zanibelli – La parola che cura” per la “sezione saggi” del 2024, premiato da una Giuria presieduta dall’On. Gianni Letta e, sempre nel 2024, è stato premiato con lo “Sprint Award” (promosso dall’“Unione Nazionale Consumatori”) per il suo lavoro di divulgazione, anche on-line al servizio delle persone. Sui “social” è infatti seguito da una “community” di 300mila genitori ed insegnanti che raggiunge su InstagramFacebook e Youtube. Collabora, inoltre, con il “Corriere della Sera”“Il Sole 24 Ore” e “Donna Moderna”.

Alla luce di tutto ciò non v’è dubbio che proprio la presenza di Stefano Rossi servirà a garantire una folta presenza di pubblico all’incontro programmato a “Parco Dora”. Incontro che vedrà anche la “restituzione pubblica” del percorso realizzato con le classi prime della scuola secondaria di I grado “Schweitzer (I.C. Duca d’Aosta)” e dell’“I.C. Pacinotti”, nell’ambito del progetto “Generiamo”. I ragazzi, ossia “le persone giovani”, presenteranno riflessioni e lavori sul contrasto agli “stereotipi”, alle “disuguaglianze” e alla “violenza di genere”, in dialogo proprio con Stefano Rossi e con Rosalba Castelli“artivista” viandante, presidente di “Artemixia” e promotrice del cammino di sensibilizzazione “Orme d’ombra”, passato per “Parco Dora” in occasione della “Festa delle Donne” lo scorso marzo.

L’evento è gratuito e avrà luogo all’interno della “Galleria Commerciale del Centro”, con la collaborazione attiva anche di “NovaCoop”.

Per ulteriori info, consultare il sito www.artemixia.it

g.m.

Nelle foto: Stefano Rossi; Locandina incontro

Al Museo MIIT  Athos Faccincani: “Quando la luce abita i sogni”

Inaugura sabato 23 maggio, dalle ore 18, presso il Museo MIIT diretto da Guido Folco, in corso Cairoli 4, a Torino, la mostra dal titolo “Athos Faccincani. Quando la luce abita i sogni”, curata da Gianluigi Bettoni e aperta fino al 7 giugno prossimo. Nel periodo dell’esposizione sarà possibile ammirare un’ampia selezione delle opere del maestro che, come recita il titolo dell’esposizione, ha saputo coniugare sogno e realtà con un alfabeto pittorico intriso di luci e colori vibranti.

“Si tratta di un’arte gioiosa e al tempo stesso intensa di significati ed emozioni di immediata lettura, ma anche intimamente profonda, in quanto riflesso dello spirito dell’anima del maestro – spiega il direttore del Museo MIIT, Guido Folco – Tra le opere in mostra sono presenti alcuni dipinti dedicati a Torino, come quello intitolato l’incanto dell’amore, la stupenda rappresentazione di una città in piena fioritura nel giardino roccioso del parco del Valentino, tra ruscelli, giochi d’acqua e gli ormai famosi “lampioni innamorati”, che si abbracciano vicino a una romantica panchina: uno dei luoghi simbolo della città viene reinterpretato da Faccincani con il suo consueto sguardo poetico, con quell’amore e passione verso la luce e il colore che sempre caratterizzano il suo lavoro. L’opera intitolata “Nel silenzio. Passeggiare verso la Mole” narra di un altro angolo della città, osservata da uno scorcio dei giardini reali, nel silenzio della natura rigogliosa che sembra invadere tutto lo spazio urbano. Questa è sicuramente una delle caratteristiche dell’arte di Faccincani: la capacità di osservare gli spazi abitati dall’uomo da una prospettiva differente, spesso inaspettata e sempre incentrata sulla valorizzazione della bellezza e della natura. Nei toni e nei cromatismi accesi di uno spazio inondato dalla luce, il maestro sorprende con contrasti decisi, chiaroscuri intensi e profondi, metafora dei suoi sentimenti al cospetto di una realtà che sa essere sorprendente. “Il bello di natura”, caro alla pittura ottocentesca, non solo italiana, vedeva nella raffigurazione del velo del paesaggio il soggetto principale con cui esprimere i sentimenti e le emozioni dell’essere. In Faccincani assume visioni e connotazioni nuove, contemporanee e dirette. Le sue composizioni sembrano abbracciare l’osservatore, indurlo a percorrere sentieri, strade, respirare i profumi di una natura in fiore, a percepire l’aria frizzante e il  amore di un sole sempre protagonista, un simbolo della filosofia esistenziale del maestro, della sua “seconda stagione”.

Athos Faccincani si può considerare un maestro indiscusso dei nostri tempi, originale e personale in ogni sua interpretazione del mondo, maestro di vita, capace di mutare nel tempo e di regalarci gli aspetti migliori e la visione più onirica e candida dell’esistenza.

L’artista, nato a Peschiera del Garda nel 1951, dedica già da bambino molte ore al disegno e alla pittura, anche se di nascosto, in quanto la madre era profondamente contraria alla pratica artistica. Segue da piccolo la bottega di artisti quali Guidi e Seibezzi Novati, maestri che gli insegnano le varie tecniche pittoriche e gli trasmettono il coraggio di coltivare le proprie passioni e rendere nel proprio talenti. Athos comprende che desidera diventare un pittore per intima necessità. Dopo il diploma, si dedica quindi alla pittura a tempo pieno, e i suoi lavori giovanili, in stile espressionista, ritraggono personaggi cupi e piegati dal peso della sofferenza. Per approfondire lo studio della figura, entra nel mondo delle carceri, degli emarginati e degli ospedali psichiatrici, fa propria la sofferenza altrui e la trasmette attraverso la tela. Non passa molto tempo prima che qualcuno noti forza e intensità espressiva delle sue opere, iniziando a commissionargli lavori sempre più importanti. Alla fine degli anni Settanta, Athos affronta il lavoro più importante della sua carriera, realizzando una mostra sulla Resistenza, e le sue personali vengono visitate anche dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini che, complimentandosi per aver rappresentato la guerra senza aver preso posizione, se non quella di essere uomo di grande sensibilità, lo nomina Cavaliere della Repubblica. Dopo questo importante riconoscimento, il pittore deve affrontare un periodo di crisi interiore che per quasi un angolo terrà lontano dal cavalletto. Quindi, eliminati i colori cupi dalla sua tavolozza, recupera la gioia di vivere e ricomincia a dipingere guardando al mondo con gli occhi di un bambino, prediligendo paesaggi che gli permettono di catturare una natura generosa e lussureggiante, e di esprimere un mutamento radicale nel suo stile, che diventa di chiara derivazione impressionista, utilizzando colori puri e accesi per ripetere gli stessi elementi in ogni quadro: la luce, il sole alto e il racconto semplice.

Con la sua pittura, l’artista ha stregato pubblico e critica, e i suoi lavori sono approdati nelle case di star hollywoodiane e ha esposto nelle località più belle d’Italia, a Londra, a Vienna, Parigi, Chicago, New York, Zurigo, Hong Kong, Singapore e molte altre.

Museo MIIT, Corso Cairoli, 4, Torino – dal 23 maggio al 7 giugno 2026 – da martedì a domenica dalle10 alle 13 e dalle 16 alle 20 – lunedì 1 giugno aperto – 011 8129776 – www.museomiit.it
– info@athosfaccincani.it

Mara Martellotta

Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata

“Toro, lassù qualcuno ti ama!

Gian Paolo Ormezzano

So che sei di fede granata, giovane collega, vi state giocando lo scudetto. Bevi, per le coronarie.”

Gianni Brera

Non potevamo perderlo questo scudetto. Era il sogno di una vita per tanta gente, per noi tutti.

Gigi Radice

 

Toro campione d’Italia! Sì, Toro che aveva appena vinto lo scudetto. Ventisette anni dopo Superga.

L’unico dopo quelle pazzesca tragedia. L’unico ancora oggi che abbiamo cambiato anche il secolo.

Beppe Conti

Bologna, 19 maggio 2026 – C’è un giorno che non è mai finito per i tifosi del Torino. È il 16 maggio 1976, quando una città intera esplode di gioia e il “Toro” torna campione d’Italia, ventisette anni dopo la tragedia di Superga. Un trionfo che non è solo sportivo, ma collettivo, emotivo, quasi identitario. Da quella domenica nasce Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, il nuovo libro di Beppe Conti pubblicato da Edizioni Minerva, in libreria dal 20 maggio, che riporta alla luce una delle pagine più intense e amate della storia del calcio italiano.

Il volume è un viaggio nella memoria, costruito con il passo del cronista che quegli anni li ha vissuti in prima persona. Conti, firma storica del giornalismo sportivo, ricostruisce stagione dopo stagione, partita dopo partita, l’impresa di una squadra che seppe imporsi in un calcio profondamente diverso da quello attuale: solo giocatori italiani, sedici squadre in campionato, due punti a vittoria e una rivalità accesissima con la Juventus.

Ma questo libro è molto più del racconto di uno scudetto. È la storia di una squadra e di un popolo, di una fede granata fatta di entusiasmo e sofferenza, di cadute e rinascite. Accanto alla gioia del titolo del ’76 scorrono le ombre della storia del Torino: lo scudetto revocato, quello “rubato”, la tragedia di Superga, la morte di Gigi Meroni, fino alle vicende più dolorose che hanno segnato il destino del club. Un intreccio di gloria e dolore che rende unica la parabola granata.

Protagonisti assoluti sono gli uomini di quella stagione irripetibile: l’allenatore Gigi Radice, i “gemelli del gol” Pulici e Graziani, il capitano Claudio Salail portiere Castellini e una squadra capace di trasformare ogni partita in un evento. Nelle pagine del libro rivivono le emozioni di uno stadio gremito, le radioline accese, i cori, le paure e la gioia finale, in un racconto che restituisce tutta la forza di un calcio che oggi sembra lontano, ma che continua a vivere nella memoria collettiva.

Con Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, Edizioni Minerva consegna ai lettori un’opera che è insieme documento storico e racconto appassionato, capace di parlare a chi c’era e a chi vuole capire cosa significhi davvero tifare. Perché il Toro, più che una squadra, è una storia che non smette mai di essere raccontata.

 

L’AUTORE

 

Beppe Conti è giornalista da una cinquantina d’anni avendo iniziato la professione nel 1973 alla “Gazzetta dello Sport”, corrispondente da Torino negli anni magici dello scudetto del Toro e dei fantastici duelli con la Juve. La passione per il ciclismo, praticato in gioventù, lo ha poi convinto a cambiar giornale e a vivere per “Tuttosport” le stagioni magiche legate a Moser e Saronni e alla loro storica rivalità. Ma anche le ultime sfide tra Gimondi e Merckx, sino a Pantani e ai giorni nostri. Nelle pause invernali ha seguito invece, sempre per il quotidiano sportivo torinese, le stagioni trionfali di Alberto Tomba, fra Olimpiadi, Mondiali e Coppa del Mondo di sci, dagli Stati Uniti al Canada al Giappone, al seguito del grande campione bolognese. Opinionista e collaboratore di Rai Sport a partire dal 2010, in precedenza aveva lavorato anche per Mediaset, Telecapodistria e Tv Svizzera Italiana. Numerosi i suoi libri, almeno una trentina, quasi tutti dedicati allo sport della bicicletta grazie ai quali ha vinto il premio Coni, il premio Vincenzo Torriani, il premio Bruno Raschi e tanti altri piacevoli riconoscimenti. Nel maggio 2025 come giornalista ha seguito il suo quarantasettesimo Giro d’Italia. Con Minerva ha già pubblicato Il giallo del Tour (vincitore del premio Coni 2025 sezione saggistica e del premio STI Invictus 2025), Ercole Baldini. Una leggenda italiana e Jacques Anquetil il Sultano.

Pompeo (PD): “Hanon Systems in Cina e perdite record: la Regione intervenga”

 “A rischio un presidio strategico dell’automotive piemontese”

19 maggio 2026 – “La situazione dello stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile è gravissima e richiede un intervento immediato della Regione Piemonte. La delocalizzazione della Linea 5 in Cina, confermata dall’azienda, mette a rischio posti di lavoro, competenze strategiche e un presidio fondamentale della filiera automotive piemontese” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza sul tema.

“Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, i vertici di Hanon Systems hanno comunicato ai sindacati (FIM, FIOM, UILM) l’intenzione di trasferire in Cina la Linea di produzione 5 EFP, che oggi impiega una ventina di lavoratori, una decisione resa nota solo grazie alla vigilanza delle RSU, dopo settimane di scarsa trasparenza da parte dell’azienda. È inaccettabile che un’operazione di questa portata venga nascosta fino all’ultimo momento. I dati del bilancio consolidato parlano chiaro: le vendite sono aumentate, ma la redditività dello stabilimento italiano è crollata. Le perdite sono passate da 467 milioni di Won a oltre 29,5 miliardi di Won in un solo anno, mentre il patrimonio netto si è ridotto del 28%. Non è un problema di mercato, ma di scelte industriali che penalizzano il sito piemontese” precisa la Consigliera regionale Pd.

“La delocalizzazione della Linea 5 avrebbe effetti devastanti: indebolirebbe l’intera filiera automotive regionale, privandola di un fornitore locale di componentistica strategica per elettrico e ibrido, si sommerebbe alla chiusura del sito di Benevento, mettendo a rischio il know‑how nazionale, costringerebbe il Paese a ricorrere a importazioni extra‑UE, con aumento dei costi e perdita di competitività. La Regione, di fronte a una catastrofe annunciata come quella della Hanon System di Campiglione Fenile non può limitarsi al ruolo di spettatrice, monitorando semplicemente la situazione. Deve agire, sollecitando il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a aprire un Tavolo di crisi nazionale che coinvolga anche il sito di Benevento, deve verificare, insieme al Governo, la sussistenza dei presupposti per l’esercizio del Golden Power, vista la natura strategica delle tecnologie EFP prodotte a Campiglione Fenile, deve  pretendere dal Gruppo un impegno a mantenere il presidio, subordinando futuri incentivi regionali al mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi e, inoltre, deve chiarire se la Cabina di Regia sull’automotive abbia già definito un cronoprogramma per audire l’azienda e le parti sociali, al fine di impedire il trasferimento dei macchinari in Cina. Con il mio atto ispettivo chiedo risposte chiare e precise!” aggiunge la Consigliera Pompeo.

“Nel febbraio 2025 – conclude Laura Pompeo – il Consiglio regionale, in assemblea aperta, aveva ribadito l’impegno a fare dell’area torinese la “testa e le braccia” di Stellantis. Oggi questo impegno va onorato con azioni concrete. Non possiamo permettere che un altro pezzo della nostra industria venga smantellato nel silenzio generale. Campiglione Fenile non può diventare l’ennesima vittima della delocalizzazione selvaggia”.

2 giugno 1946, storia di un referendum

Venerdì 22 Maggio, alle 17,30 alla sala incontri del Polo del ‘900 di Torino ( Piazzetta Antonicelli, Palazzo San Daniele) la Sezione ANPI Eusebio Giambone, in collaborazione con l’Unione Culturale Franco Antonicelli, presenterà il libro “2 Giugno 1946. Storia di un referendum” di Federico Fornaro. Con l’autore dialogherà la giornalista e scrittrice Donatella Sasso. Introdurrà l’incontro Laura Marchiaro, presidente della sezione ANPI. L’evento, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, riassume le vicende del giugno 1946 quando, con il voto della maggioranza degli italiani nel referendum istituzionale l’Italia passò dalla monarchia alla repubblica, concludendo una lunga transizione dal fascismo alla democrazia, iniziata il 25 luglio 1943. Per la prima volta nella storia d’Italia le donne poterono votare al pari degli uomini e ventuno di loro furono elette all’Assemblea Costituente. Come ha scritto Piero Calamandrei: «Mai nella storia è avvenuto, né mai ancora avverrà che una repubblica sia stata proclamata per libera scelta di popolo mentre era ancora sul trono il re». Dalla dittatura alla repubblica: si tratta di una fase complessa e contraddittoria, che qui viene riletta alla luce del dibattito sulla questione istituzionale e del controverso approdo alla scelta referendaria, oltre che analizzando la competizione tra gli alleati inglesi e americani per l’egemonia sul Mediterraneo. Regno del Sud e Resistenza convissero fino alla Liberazione, in un dualismo destinato ad alimentare la tesi secondo cui si sarebbe potuto fare di più e meglio per garantire una reale discontinuità con gli apparati burocratici e amministrativi del vecchio regime fascista. Ma il radicale rinnovamento dello stato fu frenato dalle forze della conservazione, largamente compromesse con il fascismo e, soprattutto, dal delinearsi all’orizzonte della guerra fredda e della competizione globale tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Federico Fornaro  ( Genova, 9 dicembre 1962 ) Saggista e politico, è stato presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea «Carlo Gilardenghi» (Isral). Fra le sue pubblicazioni: Giuseppe Romita. L’autonomia e la battaglia per la Repubblica (1996), Giuseppe Saragat (2003), L’anomalia riformista. Le occasioni perdute della sinistra italiana (2008), Aria di libertà. Storia di un partigiano bambino (2008), Pierina la staffetta dei ribelli (2013), Fuga dalle urne. Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 a oggi (2016) e Elettori ed eletti. Maggioritario e proporzionale nella storia d’Italia (2017). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato 2 giugno 1946. Storia di un referendum (2021) e Il collasso di una democrazia. L’ascesa al potere di Mussolini (1919-1922) (2022). È stato Senatore della Repubblica e attualmente è membro della Camera dei Deputati.

 

Donatella Sasso. Redattrice esterna presso Giulio Einaudi Editore. Ha lavorato come ricercatrice di storia contemporanea presso l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini collaborando con il Polo del ‘900 di Torino. Svolge attività didattiche nelle scuole primarie e secondarie sui temi della storia contemporanea, dei diritti, dei conflitti contemporanei. Giornalista pubblicista dal 2011, ha scritto per «L’indice dei libri del mese», «Pagine ebraiche», «L’incontro», «Keshet», «Prometeo», «Most» e «East Journal». Autrice di “Milena, la terribile ragazza di Praga”, Effatà, Cantalupa (Torino) 2014, del volume per bambini “Danuta a Oslo”, David and Matthaus, Pesaro Urbino 2015 e con Enrico Miletto di “Torino ’900. La città delle fabbriche”, Edizioni del Capricorno, Torino 2015 e “Torino città dell’automobile. Un secolo di industria dalle origini a oggi”, Edizioni del Capricorno, Torino 2017, “La caduta 1953-1989. Dalla morte di Stalin al crollo del Muro”, Edizioni del Capricorno, Torino 2017, “Un’inconsueta felicità”, Golem edizioni, Torino 2021, “Piazza della Vittoria”, Golem edizioni Torino 2023.

23 maggio: a Rivoli torna la Festa delle Famiglie

Sabato 23 maggio, dalle 10 alle 12.30, il Parco Salvemini e la Biblioteca Civica Alda Merini ospiteranno la seconda edizione della Festa delle Famiglie, promossa dal Tavolo di Coordinamento Pedagogico 0-6 della Città di Rivoli che lavora in stretta sinergia con il Centro per le Famiglie del COS ed in collaborazione con TurismOvest . L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento alla Biennale della Prossimità 2026, che si svolgerà a Torino dall’1 al 3 ottobre con il titolo “Pratiche di democrazia profonda”. La Biennale è un percorso nazionale e territoriale dedicato alle esperienze che costruiscono prossimità, partecipazione, cura dei legami e democrazia nei territori.

Una mattinata rivolta ai bambini e alle bambine da 0 a 6 anni e alle loro famiglie, pensata come occasione di incontro, gioco, scoperta e confronto attorno ai temi del benessere nei primi anni di vita.

Il tema scelto per questa edizione sarà il benessere in età precoce, con particolare attenzione all’equilibrio tra quotidianità, relazioni e accesso alle tecnologie digitali. Un argomento oggi sempre più centrale, anche alla luce delle ultime Raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria, che definiscono limiti e linee guida stringenti per l’uso e l’esposizione ai dispositivi.

Accanto a questo, ampio spazio sarà dedicato all’outdoor education, con attività all’aria aperta, percorsi motori, laboratori creativi, letture e momenti esperienziali che valorizzano il gioco, il movimento e il contatto con la natura come strumenti fondamentali per la crescita dei più piccoli.

Durante la giornata saranno coinvolti educatori, insegnanti, associazioni, cooperative e numerosi servizi del territorio afferenti all’ASL TO3, tra cui i pediatri di libera scelta, la Psicologia dell’Età Evolutiva e i servizi di Promozione della Salute. Presenti anche il Centro per le Famiglie e i partner delle attività di coprogettazione dedicate alla fascia 0-6 anni.

Il programma proporrà laboratori sensoriali e di manipolazione con materiali naturali, percorsi di movimento, letture animate, attività dedicate alle emozioni, alla sana alimentazione e al benessere digitale, oltre a spazi informativi e iniziative rivolte ai genitori. Non mancheranno giochi tradizionali all’aperto, attività dedicate alla relazione con gli animali e momenti condivisi tra adulti e bambini.

“La crescita dei bambini riguarda tutta la comunità. – dichiara l’assessore all’Istruzione e alla Città Educativa Lidia Zanette – Mettere insieme scuole, servizi, famiglie, associazioni e realtà del territorio significa rafforzare la rete e collaborare nella costruzione di un ambiente che restituisce al cortile, all’aria aperta, alle relazioni, al rapporto con il proprio corpo e con quello dei compagni, la dimensione della crescita nel rispetto dei compiti dell’età evolutiva che oggi è al centro della nostra attenzione.”

“Il benessere delle famiglie passa anche dalla possibilità di sentirsi accompagnate nella quotidianità – aggiunge l’assessore ai Servizi a sostegno delle famiglie Silvia Romussi –. Questa iniziativa vuole offrire uno spazio semplice e aperto in cui trovare informazioni, confrontarsi con pro
fessionisti, vivere momenti di qualità con i propri bambini e conoscere le opportunità presenti sul territorio. Un’occasione concreta per rafforzare legami e reti di supporto.”