In occasione dell’edizione 2026 della manifestazione Cioccolatò che si svolgerà dal 13 al 17 febbraio a Torino, due realtà familiari e di eccellenza nel panorama gastronomico torinese, il Pastificio Muzzarelli e la Perla di Torino collaborano per la creazione di un prodotto che esprime una tendenza gastronomica di grande successo, il Raviolo Dubai Style. Si tratta dell’incontro tra la tradizione italiana e la moda internazionale nata negli Emirati Arabi Uniti , che porta all’interno della pasta fresca firmata Muzzarelli le novità della stagione della cioccolateria a Perla di Torino, che lancia in questi giorni la sua linea Dubai Style.
Il Raviolo Dubay Style verrà presentato al pubblico in occasione di due show cooking dedicati aperti al pubblico, sabato 14 febbraio dalle 11 alle 12.30, in anteprima nel pastificio Muzzarelli, e domenica 15 febbraio, alle 16.45, a Casa Cioccolatò, in piazza Vittorio Veneto; è frutto della volontà di unire l’esperienza di due storiche aziende famigliari che rappresentano un’eccellenza nei rispettivi ambiti. Per costruire insieme una ricetta sfidante,che ha richiesto un impegnativo lavoro di realizzazione, si sono unite in un incrocio di competenze da un lato la famiglia Muzzarelli, con Cristina, Laura e Elena, che hanno messo in pratica gli insegnamenti di papà Achille, e dall’altro Filippo Novelli, Maître Chocolatier del laboratorio creato nel 1992 da Sergio Arzilli e oggi guidato insieme alla figlia Valentina. Il risultato è un raviolo realizzato con un impasto di farina e cacao, che racchiude al suo interno un ripieno di pregiati pistacchi, cioccolato e pasta Kadayif, l’ingrediente che ha reso così celebre il Dubai Chocolate e che, in questo caso, contribuisce a conferire al raviolo una concretezza unica e irresistibile. Il raviolo Dubai Style è simbolo di una tradizione gastronomica capace di guardare alla contemporaneità, e sarà disponibile presso il pastificio Muzzarelli in via San Secondo 69, a Torino, in limited edition per tutto il mese di febbraio, con la possibilità di prenotarlo allo 011 591360 o via email a info@pastificiobolognese.it, costo 50 euro al kg.
“Ci siamo impegnati a realizzare un prodotto di alta gamma, utilizzando solo materie prime d’eccellenza e lavorazioni artigianali – spiegano i rappresentanti delle due aziende – volevamo reinterpretare la cultura gastronomica del Dubai Chocolate restando fedeli alla nostra identità, mantenendo intatte le caratteristiche che hanno reso i nostri prodotti così apprezzati in tutto il mondo.
Mara Martellotta
Aria più pulita, incontro a Gassino
Migliorare la qualità dell’aria negli ambienti scolastici attraverso soluzioni tecnologiche a impatto zero e un monitoraggio scientifico rigoroso. È questo l’obiettivo del progetto realizzato all’Asilo Infantile San Giuseppe, i cui risultati sono stati presentati a Gassino nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso lo stesso istituto.
Nel corso della conferenza stampa, moderata da Davide Mattiello – già deputato e primo firmatario della legge istitutiva della Giornata Nazionale della Sicurezza nelle Scuole – sono intervenuti anche Cristian Corrado, Sindaco di Gassino Torinese, e Stefano Martinato, amministratore unico di Anemotech.
Il progetto ha impiegato l’innovativa tecnologia theBreath®, sviluppata da Anemotech, capace di intercettare e trattenere alcune sostanze pericolose presenti nell’aria grazie a particolari teli assorbenti, riducendo la presenza di inquinanti senza consumo di energia e senza emissioni. Per un periodo di circa 4 mesi sui soffitti di due aule (Rossi e Blu) dell’asilo sono stati installati teli di dimensioni 1,5m × 0,5m ciascuno. Le scuole sono infatti luoghi ad alta permanenza, in particolare per bambini in età prescolare, e la qualità dell’aria indoor incide direttamente su benessere, salute e capacità di apprendimento.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dimostrare l’importanza di affiancare alle soluzioni tecnologiche una valutazione scientifica dei risultati, offrendo un caso studio concreto per il dibattito pubblico su salute e ambienti educativi. Nel periodo immediatamente successivo all’installazione, prima dell’accensione del riscaldamento, i sensori hanno registrato una sensibile riduzione dei Composti Organici Volatili in entrambe le aule (Rossi: media -42,3%, picchi -21,0%; Blu: media -32,3%, picchi -19,5%).
L’intervento è stato accompagnato da un monitoraggio scientifico continuo della qualità dell’aria. I dati, raccolti da Capetti Elettronica – azienda specializzata in sistemi di rilevazione ambientale – hanno consentito di valutare in modo oggettivo l’efficacia della tecnologia applicata. Un’esperienza che propone un modello replicabile anche in altri contesti scolastici del territorio.
Il progetto è stato reso possibile anche grazie al sostegno di Reale Mutua – Agenzia di Torino Giulio Cesare, che ha devoluto il 5% del suo investimento al Fondo Vito Scafidi, ed è promosso dalla Fondazione Benvenuti in Italia, a supporto delle iniziative dedicate alla sicurezza e alla prevenzione nelle scuole.
Cristian Corrado, Sindaco di Gassino Torinese: “La tutela della salute dei più piccoli è una priorità assoluta. Con questo progetto sperimentale si sono testate soluzioni innovative e sostenibili per migliorare ulteriormente la qualità dell’aria negli ambienti scolastici. I risultati confermano che investire in prevenzione, ricerca e attenzione all’ambiente significa investire concretamente nel benessere dei nostri bambini e della comunità”.
Davide Mattiello: “‘Questo progetto rappresenta un concreto, innovativo, lungimirante intervento di ‘riduzione del danno’ e al tempo stesso di amore per la scuola: spero che possa diventare di esempio per tutto il nostro Paese e al tempo stesso un ‘promemoria’ che convinca tutti coloro che hanno responsabilità a lavorare di più per la salvaguardia dell’ambiente che è il fondamento di ogni altro bene comune”.
Stefano Martinato, Amministratore Unico Anemotech Srl: “Il progetto di sanificazione realizzato all’Asilo San Giuseppe di Gassino Torinese ha per noi un valore speciale. La giornata di oggi rappresenta un momento significativo, perché vedere come la nostra attività di ricerca e gli sforzi profusi e sostenuti per anni, attraverso la tecnologia theBreath, possano contribuire concretamente alla tutela della salute, anche dei bambini, è uno dei riconoscimenti più significativi sul piano umano e professionale per Anemotech”.
Progetto Cardio Cuore a Volpiano
È stato presentato ufficialmente sabato 7 febbraio 2026, il Progetto Cardio Cuore, iniziativa finalizzata all’installazione di postazioni pubbliche di DAE (Defibrillatore Semiautomatico Esterno) sul territorio del Comune di Volpiano, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza sanitaria e favorire un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco improvviso.
Il progetto nasce dall’iniziativa e dall’impegno della Dott.ssa Gualtieri e della Dott.ssa Cervellera, responsabili della Farmacia Farmagorà, ed è il risultato di una collaborazione virtuosa tra professionisti sanitari, volontariato, imprese locali e istituzioni.
L’idea prende origine da un tragico evento avvenuto l’8 marzo 2025 presso l’ufficio postale di Volpiano, che ha profondamente colpito la comunità e ha evidenziato in modo drammatico l’importanza della disponibilità immediata di un DAE nei primi minuti di emergenza.
A seguito di tale episodio è stata promossa una raccolta fondi, gestita presso lo studio medico e la farmacia Farmagorà, che ha registrato una partecipazione ampia e sentita da parte della cittadinanza e delle realtà economiche del territorio.
La Croce Bianca Volpianese ha aderito al progetto fornendo supporto operativo e assumendo la gestione, il controllo e la manutenzione delle postazioni DAE, garantendone l’efficienza nel tempo e l’integrazione nel sistema di emergenza locale.
È stata inoltre annunciata l’installazione della seconda postazione DAE in Piazza Italia, in prossimità della piazza mercatale, sulla parete del supermercato Conad Volpiano, ampliando in modo significativo la copertura del territorio comunale.
Il Progetto Cardio Cuore è dedicato alla memoria dell’Ing. Cervellera, quale segno concreto e duraturo di attenzione alla vita e alla salute della comunità.
«Il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra cittadini, imprese, professionisti sanitari e volontariato, dimostrando come un evento drammatico possa trasformarsi in un’azione positiva, strutturata e orientata alla tutela della collettività – commenta il Sindaco Giovanni Panichelli, presente all’inaugurazione – Ogni DAE installato è un investimento sulla vita e sulla prevenzione».
Ufficio Stampa Comune di Volpiano
Il crollo in Borsa di Stellantis del 5 febbraio 2026 rappresenta molto più di una turbolenza finanziaria: è il segnale evidente delle contraddizioni che hanno accompagnato la transizione energetica nel settore automobilistico europeo. La brusca perdita di valore del titolo, unita alle pesanti svalutazioni e alla sospensione dei dividendi, certifica la fine di una stagione industriale costruita su previsioni eccessivamente ottimistiche sulla diffusione dell’auto elettrica. Le strategie elaborate durante la gestione di Carlos Tavares puntavano a una trasformazione rapida e radicale del gruppo verso la mobilità a zero emissioni, ma il mercato ha dimostrato una capacità di adattamento molto più lenta rispetto alle attese. I costi elevati dei veicoli elettrici, le infrastrutture di ricarica ancora insufficienti e le incertezze legate alla durata delle batterie hanno frenato la domanda, costringendo l’azienda a rivedere investimenti e programmi industriali. Più che un fallimento della sostenibilità ambientale in sé, la crisi sembra evidenziare i limiti di un approccio che ha imposto tempi industriali poco compatibili con la maturità tecnologica e con le reali condizioni del mercato globale.
La vicenda Stellantis si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge gran parte dell’industria automobilistica occidentale, sempre più esposta alla concorrenza dei produttori asiatici, sostenuti da filiere integrate e da politiche industriali aggressive. La transizione energetica, pur inevitabile nel lungo periodo, sta rivelando costi economici e sociali più elevati del previsto, imponendo una revisione dei modelli produttivi e delle strategie di investimento.
In questo scenario Torino si trova nuovamente al centro di una fase storica delicata. La città, che ha costruito la propria identità economica attorno all’automobile, continua a dipendere in larga misura dalle scelte di Stellantis e dalle oscillazioni del mercato globale. Lo stabilimento di Mirafiori resta un simbolo industriale e produttivo, ma la sua attività è sempre più legata alla domanda di modelli elettrici, caratterizzata da forti fluttuazioni che incidono direttamente sull’occupazione e sulla stabilità dell’indotto. La trasformazione tecnologica dell’auto, che riduce il numero di componenti meccaniche e modifica profondamente la filiera produttiva, rischia inoltre di indebolire un patrimonio di competenze storicamente legato alla meccanica motoristica.
Allo stesso tempo, Torino conserva risorse che potrebbero trasformare la crisi in opportunità. Il sistema universitario, i centri di ricerca e la progressiva diversificazione verso settori ad alta tecnologia, come l’aerospazio e l’ingegneria digitale, rappresentano elementi fondamentali per costruire un nuovo modello industriale. La revisione delle strategie di Stellantis, sempre più orientate verso una coesistenza di diverse tecnologie di propulsione, potrebbe inoltre favorire una transizione meno traumatica per il tessuto produttivo locale.
Il “venerdì nero” del gruppo automobilistico segna dunque un passaggio simbolico nella storia dell’industria europea: la sostenibilità ambientale resta un obiettivo imprescindibile, ma richiede politiche industriali più pragmatiche e graduali, capaci di conciliare innovazione, competitività e tutela del lavoro. Per Torino, come per l’intero sistema automotive italiano, la sfida non sarà soltanto adattarsi al cambiamento, ma guidarlo, costruendo un futuro industriale meno dipendente da un unico grande protagonista e più fondato su innovazione, ricerca e diversificazione produttiva.
Il museo Alessandria Città delle Biciclette (ACdB), al terzo piano di Palazzo del Monferrato, è un omaggio al ruolo primario che la città e la provincia di Alessandria hanno saputo svolgere per un lungo cinquantennio, nell’età eroica del ciclismo che abbraccia i primi anni dell’unità nazionale e arriva fino al primo conflitto mondiale
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/musei/acdb-%E2%80%93-alessandria-citt%C3%A0-delle-biciclette
Foto G. Annone
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All’Unione Musicale il quarto concerto della serie ‘L’altro suono’, in cartellone per lunedì 16 febbraio alle ore 20, si terrà eccezionalmente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, e non al teatro Vittoria come di consueto, per ospitare tutti coloro che vorranno celebrare insieme all’Unione Musicale il 50esimo anniversario del metodo Suzuki in Italia, il sistema di educazione musicale in età precoce ideato dal giapponese Sinichi Suzuki, che ha formato generazioni di musicisti in tutto il mondo.
Per l’occasione si esibirà l’ensemble Armoniosa, formato da musicisti che in prima persona hanno beneficiato del metodo Suzuki per la loro formazione musicale.
“Il metodo Suzuki ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro percorso, perché ci ha insegnato fin da subito che la musica è anzitutto ascolto e condivisione, prima ancora che tecnica o teoria. Crescere con questo approccio ci ha permesso di sviluppare uan sensibilità musicale naturale, una curiosità autentica e la gioia di fare musica insieme. Festeggiare i cinquanta anni del metodo Suzuki in Italia con questo concerto risulta particolarmente significativo per noi perché rappresenta un’occasione per riconoscere quanto quell’approccio abbia segnato il nostro percorso artistico e quanto continui a rappresentare un modello prezioso per chi oggi inizia a imparare la musica”.
L’Ensemble Armoniosa è nata quattordici anni fa nel contesto dell’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale di Asti ed è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica barocca.
Il gruppo è formato di soli cinque membri, il violinista Francesco Cerrato, i violoncellisti Stefano Cerrato e Marco Demaria, il clavicembalista Michele Bianchi e l’organista Daniele Ferretti, che affrontano con maestria anche brani scritti per orchestra.
“Dal punto di vista interpretativo – raccontano i musicisti
Il concerto è dedicato all’arte di Vivaldi, a partire dalle celebri Stagioni, che saranno eseguite in prima assoluta nella trascrizione appositamente creata dal maestro Barchi.
“Questa trascrizione – spiegano i musicisti dell’Ensemble – permette di esplorare nuove sfumature dinamiche e timbriche, accentuando il carattere teatrale e quasi sperimentale delle Stagioni, e rendendo ancora più evidente l’incredibile modernità del linguaggio di Vivaldi. Per noi è un modo di aprire il concerto con un’opera iconica, offrendo al pubblic una chiave di ascolto inedita, ma coerente con la nostra identità e con la ricerca che da sempre accompagna il lavoro di Armoniosa”.
Il programma torinese sarà completato dalla Sonata KV 47, dal Concerto N. 1 RV 383 a e dalla Sonata “La follia”, rimodellato seguendo una prassi tipica dell’età barocca che concepiva la musica come un organismo vivente, capace di adattarsi alle esigenze contigenti.
Mara Martellotta
Sigfrido Ranucci, il giornalista RAI noto per le sue inchieste, approda al teatro Colosseo di Torino lunedì 9 febbraio per dar vita ad un racconto personale e intenso. Si tratta dello spettacolo “Diario di un trapezista”, che svela il lato più umano, fragile e segreto di un percorso professionale costruito su scelte prese spesso in pochi secondi, capaci di segnare una vita.
La scelta del titolo deriva da un suggerimento che Ranucci ebbe da Roberto Morrione, collega giornalista scomparso nel 2011 e fondatore di RAI News 24. “Se si diventa obiettivo di qualcuno bisogna passare al trapezio successivo perché in questo modo è più complicato acchiapparti”, affermava Morrione.
Attraverso una narrazione diretta e coinvolgente al tempo stesso, Ranucci ripercorre storie e incontri decisivi che hanno accompagnato la realizzazione di alcune delle sue inchieste più importanti. Ed è così che emerge l’importanza di alcune persone rimaste nell’ombra, ma fondamentali, figure sorprendenti che hanno contribuito con le loro azioni a cambiare il corso degli eventi, da un tassista a un vagabondo, da una bodyguard a una vicepreside, da un rapinatore a una professoressa, tutti frammenti di un’umanità che diventano chiavi di lettura per comprendere i rischi e la responsabilità nel raccontare la verità.
Il ‘Diario di un trapezista’ rappresenta un viaggio tra giornalismo, memoria e coscienza civile, oltre che una riflessione sul destino, sulle scelte fatte e su quelle mancate, sull’eredità invisibile che ogni incontro lascia dentro di noi.
A questo racconto il teatro è capace di dare uno spazio di condivisione e consapevolezza.
Mara Martellotta
