Quest’anno il Carnevale braidese offre tre giorni di festeggiamenti, e il momento clou della festa è in programma il 14 febbraio, alle 17, quando presso il teatro Politeama andrà in scena “Il Carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns, spettacolo concerto proposto dall’amministrazione comunale con la collaborazione dell’Orchestra Alba Filarmonica e l’intervento teatrale del collettivo Scirò. Musica e teatro giocano insieme, creando uno spettacolo divertente, leggero e coinvolgente pensato per grandi e piccoli. I bambini sono invitati a partecipare in maschera. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro e può essere acquistato su ticket.it o a teatro il giorno dello spettacolo, a partire dalle ore 16. Lo spettacolo è preceduto, il giorno antecedente, dal Carnival Party, organizzato dall’associazione Follemente, in collaborazione con live.it, presso il Centro Polifunzionale Giovanni Arpino, in largo della Resistenza. L’appuntamento musicale in maschera è riservato ai maggiorenni, e il via alle danze è fissato per le 22. Chiude i festeggiamenti la festa di Carnevale, in piazza Giolitti, promossa per domenica 15 febbraio, a partire dalle 14.30, dall’Oratorio dei Salesiani, all’interno del progetto “Oratorio fuori le mura”. Il progetto prevede animazione, musica, giochi da tavolo e il concorso per la maschera più bella.
In caso di maltempo, l’evento si terrà presso il Centro Polifunzionale Giovanni Arpino.
Info: Città di Bra – Ufficio Cultura e Manifestazioni – telefono 0172 430185 – turismo@comune.bra.cn.it
Mara Martellotta
Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 

Poche righe per la morte a 95 anni del giudice Corrado Carnevale, presidente della prima sezione della Corte di Cassazione dove giunse a 55 anni, il più giovane in assoluto in Cassazione. Giorgio Bocca lo definì “ l’ammazzasentenze” perché bocciava sentenze fatte male che contenevano errori e carenze di motivazione. La Cassazione ha questo compito nell’annullare sentenze inadeguate e Carnevale lo ha svolto con diligenza e indipendenza , augurandosi inutilmente che la qualità delle sentenze migliorasse, come mi disse una volta. Aveva la schiena diritta e dopo l’assoluzione, già in pensione , pretese di recuperare gli anni perduti, ottenendo la reintegrazione nel grado e nella funzione. Fu un magistrato esemplare vincolato solo alla legge. Non si lasciò mai invischiare nella politica come capitò ad altri giudici anche di Cassazione. A lui accomuno almeno in parte un altro insigne magistrato, Filippo Mancuso, che fu ministro con Dini, dimissionato a forza per il suo spirito libero. In politica Mancuso commise errori, ma si ritirò a vita privata. Carnevale seppe invece essere coerente con sè stesso e venne odiato perché mise in evidenza i limiti inaccettabili dei magistrati dalla condanna facile, ma caratterizzati da un incompetenza tecnico – giuridica disarmante che Carnevale non esitò a censurare. Oggi balzano fuori nella loro ignoranza e malafede anche i giornalisti che lo crocifessero.