Antimo Matano, “fotografie” di un inconscio tumultuoso

BRANDELLI  Postille di troppo su artisti contemporanei

Di Riccardo Rapini

 

Ogni discorso sull’arte arriva in ritardo, o peggio risulta di troppo. Ogni opera ha già compiuto il suo lavoro in sé stessa, ciò che resta sono scarti, detriti e arzigogoli. Questa rubrica non prova a colmare quella distanza: si limita a muoversi tra i brandelli, a ridosso di ciò che li ha caratterizzati per poi, infantilmente, indicarveli.

Il primo artista di cui vi voglio parlare è Antimo Matano.


Campano di origine è nato nel 1992 a Carinola, nel casertano. La sua formazione lo porta lontano, qui a Torino, in cui ha vissuto e studiato, trovando uno spazio (termine che nelle sue varie declinazioni tornerà spesso in questo articolo) di accoglienza umana e intellettuale e che ha cesellato parte del suo modo di pensare il lavoro e il paesaggio.
Trova casa in un complesso abitativo dal carattere antico e un po’decadente, in Corso Casale 79 a ridosso di Borgo Po.

Qui ha il suo piccolo studio e la sua casa, spartana e di immediato impatto: le mura e parte del pavimento sono ricoperte, mi conferma Antimo, da più di 400 metri quadrati di sue tele.

Dalla finestrella del suo studio si vede il Po e le fronde degli alberi di Parco Michelotti, dalla porta a vetro che dà su Piazza Borromini invece lo sguardo cade inevitabilmente su un orologio fermo su un edificio. Tutto scorre e tutto rimane immoto.

Torino piace molto a Matano, soprattutto nei suoi angoli più declinanti e selvatici, eppure torna ossessivamente a un solo luogo: le montagne del Massico, sopra Carinola, che incombono sul suo piccolo paese natio e su di lui con il peso persuasivo di un pensiero antico e inspiegabile.

Non perché lì vi si nasconda una qualche verità irraggiungibile altrove, ma perché certi territori, quando ci hanno visti germogliare, si traducono in una compulsiva prigione mentale dalla quale non si esce più. Sono come elastici, più ti ci allontani e più ti riportano indietro.
E si continua a girarci attorno, a raschiarli, a sperare che restituiscano qualcosa. Non lo fanno, al massimo cedono delle tracce confuse sulle quali noi stampigliamo significati. Come l’infanzia ricordata da adulti.

Ma questo paesaggio esterno e interno nelle tele di Antimo non è un “tema”, bensì un pretesto.

Un deposito di memorie che resistono pervicacemente allo sparire e che per sfinimento vengono dunque celebrate.
Anche se ogni tentativo di rappresentarle fallisce, come fallisce ogni mappa: invece di chiarire, produce un altro groviglio. Un altro paesaggio, dice l’artista. Più precisamente un’altra approssimazione: se cercassimo di essere cartograficamente rigorosi una mappa dovrebbe rappresentare l’infinito.

Quello di Matano è un gesto ripetuto e materico: in cui tracce e sovrapposizione tentano di sigillarsi in un linguaggio che rievoca quello del rito. Un perenne opporsi al percepito vuoto spaziale che rimanda la tela, che è sempre più profonda di chi la guarda. Un vuoto da cui stilla minaccioso l’assenza di senso, ma che iniziando a collocarlo, e quindi recintandolo, lo si rende “sacro”: il perimetro di mattoni di un altare a un dio sconosciuto.

Le opere di Antimo sono infatti spesso circoscritte in aree concentriche (oltre a quella naturale della tela), il cui intento mi ricorda quello della quadratura del cerchio: un tentativo impossibile di congiungere Terra e Cielo.

Nel recinto poi l’artista tende ossessivamente i lembi di una stratificazione di segni, che rievocano remoti abitati, e che incarnano la sua poetica. Una miscela di geometrie che perdono di disciplina e si sfaldano, finalmente; come in certe opere di Antoni Tàpies. Una poetica che è appunto difesa, come un accumulo di strati di terra sopra qualcosa che si preferirebbe non vedere più.
Cos’è questo buio che si vuole celare?

Ma il recinto non sacralizza nulla, serve solo a illudersi che esista ancora un dentro separato da un fuori. Che qualcosa possa essere protetto e verticalizzato tramite l’edicola dell’arte.
Tutto è già da sempre esposto, già consumato. Anche il sacro non ha mai avuto bisogno di cornici o di tele per sopravvivere poiché nasce da uno smarrimento biologico originario, e quasi sempre mal razionalizzato, dinanzi l’insanabile frattura tra l’Io e il Tutto, trasversale in ogni epoca finché esisterà l’uomo.

La pittura di Matano vorrebbe essere architettura, scultura, paesaggio, memoria. Non riesce a essere nessuna di queste cose fino in fondo. Rimane sospesa, incompiuta, come chi ha capito troppo tardi di aver scelto il mezzo sbagliato. Ma proprio in questa insufficienza c’è qualcosa di autenticamente bello e, per opposizione, compiuto. Esattamente come il finale mancato del Castello di Kafka, inesaurito ed inesaudibile: le porte del Castello non si possono aprire e nemmeno si può scriverne o dipingerne attendibilmente.

I quadri di Antimo quindi ripiegano sulla fossilizzazione di istanti sformati, come fa la terra con tutto ciò che le cade sopra. Li rendono fotografie di un inconscio preistorico e tumultuoso e che, a chi li osserva, ricordano la numinosa creazione di un bambino, di un sacerdote primitivo o di un archeologo.

Lasciandoti però la sensazione che queste opere, oltre che di paesaggio, di spazio e di sacralità parlino di un uomo che non riesce a smettere di fissare lo stesso punto, pur sapendo che non risponderà mai come egli vorrebbe. Ed è l’infinito in questo punto, a conti fatti, l’unica cosa che valga la pena di essere perennemente mostrata.

“Vorrei che il bianco del foglio sparisse e un nero pensiero di giorno prendesse il suo posto. Per sempre” A.M.

Un arresto per maxi furto da 245mila euro e frodi su carte di pagamento

Nei giorni scorsi, personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a un’Ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa nei confronti di un cittadino romeno venticinquenne gravemente indiziato dei reati di indebito utilizzo e falsificazione di carte di pagamento, nonché di furto aggravato.

Nello specifico, le investigazioni, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno tratto origine da una segnalazione pervenuta nel mese di maggio 2025 dall’Ufficio Antifrode di una società operante nel settore dei carburanti, relativa a una serie di transazioni ritenute anomale effettuate nel territorio torinese mediante l’utilizzo di una carta carburante associata a un veicolo di servizio in uso a un Commissariato di Pubblica Sicurezza della provincia di Bari.

Le attività investigative, sviluppate attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, l’esame del traffico telefonico e l’impiego di presidi tecnologici, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato in relazione alle condotte illecite contestate, poste in essere tra la fine di aprile e la prima metà di maggio 2025.

Nel prosieguo delle indagini, i medesimi approfondimenti investigativi hanno altresì permesso di accertare il coinvolgimento del soggetto nel furto aggravato perpetrato nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2025 ai danni di una profumeria del centro cittadino, nel corso del quale venivano asportati profumi e altri prodotti per un valore complessivo stimato in circa 245.000 euro.

L’analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza dell’esercizio commerciale e di ulteriori impianti pubblici e privati, unitamente ad altri riscontri investigativi, ha consentito di individuare elementi utili all’identificazione di uno degli autori del reato, riconosciuto nell’odierno destinatario del provvedimento cautelare restrittivo.

Nell’ambito del medesimo procedimento, nel mese di novembre 2025, veniva eseguita una perquisizione locale e personale, disposta dall’Autorità Giudiziaria, nel corso della quale l’indagato veniva trovato in possesso di numerose card clonate, nonché di apparecchiature elettroniche artigianali del tipo “skimmer” e di ulteriore materiale ritenuto idoneo alla clonazione di carte di pagamento. Il materiale rinvenuto veniva sottoposto a sequestro e, alla luce degli elementi emersi, il soggetto veniva tratto in arresto in flagranza di reato.

Il complessivo quadro indiziario emerso nel corso delle indagini, ulteriormente corroborato dagli esiti della perquisizione e dall’arresto in flagranza, è stato condiviso dall’Autorità Giudiziaria procedente, che ha emesso il provvedimento restrittivo eseguito in data odierna.

Trenitalia, modifiche alla circolazione tra To -Rebaudengo e Germagnano

REGIONALE PIEMONTE, TRENITALIA: MODIFICHE ALLA CIRCOLAZIONE TRA TORINO REBAUDENGO E GERMAGNANO

 Modifiche alla circolazione per lavori infrastrutturali programmati da sabato 24 gennaio a lunedì 23 febbraio sulla linea Torino Rebaudengo– Ciriè – Germagnano.

Per dotare la rete della possibilità di circolazione dei treni a doppio senso di marcia e per rinnovare i sistemi di gestione della circolazione, in accordo con Regione Piemonte, la circolazione ferroviaria sarà interrotta in due fasi per limitare al minimo il disagio per i viaggiatori.

In un primo periodo, da sabato 24 gennaio a martedì 3 febbraio, la circolazione sarà interrotta da Torino Rebaudengo a Germagnano, da mercoledì 4 a domenica 22 febbraio da Torino Aeroporto a Germagnano.

Regionale di Trenitalia ha riprogrammato l’offerta per garantire la continuità del servizio con servizio bus:

I treni delle linee SFM 6 (Torino Aeroporto di Caselle-Asti), SFM 7 (Ciriè-Fossano) e SFM 4 (Germagnano -Alba) iniziano e terminano la loro corsa a Torino Stura dal 24 gennaio al 3 febbraio;

i treni della SFM 7 (Ciriè-Fossano) e SFM 4 (Germagnano -Alba) iniziano e terminano la corsa a Torino Aeroporto dal 4 al 23 febbraio. Nello stesso periodo la linea SFM 6 (Torino Aeroporto di Caselle-Asti) inizia e termina la corsa a Torino Stura.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia eccetto i cani da assistenza.

Tommy Emmanuel torna in Italia all’Alfieri di Torino

Lunedì 2 febbraio alle ore 21, al teatro Alfieri, torna in  Italia, dopo tre anni di assenza, Tommy Emmanuel, considerato uno dei chitarristi acustici più grandi di tutti i tempi  per la sua straordinaria tecnica fingerstyle, la capacità di fondere melodia, accompagnamento e percussioni in un solo strumento e per l’intensità emotiva della sua performance. Farà tappa a Torino con lo spettacolo “Living in the Light Tour”. Special guest Alberto Lombardi.
Emmanuel proporrà i suoi brani più amati, insieme alle nuove composizioni del suo ultimo album , che dà il nome al tour, confermando la sua capacità di attraversare con naturalezza country, jazz, blues, folk e suggestioni classiche, dando vita a performance sempre diverse e profondamente personali.
“Ogni concerto – spiega Tommy Emmanuel – rappresenta una nuova occasione per connettermi con il pubblico e raccontare storie attraverso la musica”. “ Living in the Light” è  l’album più audace, registrato e mixato in soli quattro giorni con il produttore Vance Powell, che irradia un’energia cruda ed elettrizzante.

Tommy Emmanuel  a soli sei anni era già in tournée in Australia con una band di famiglia, a trent’anni calcava i palchi degli stadio come chitarrista solista rock, a 44 anni è  diventato uno dei soli cinque chitarristi al mondo  a ricevere il titolo Certified Guitar Player (CGP) dal suo idolo, la leggenda della musica Chet Atkins. Influenzato dal fingerstyle di questi e di Merle Travis, ha sviluppato uno stile di chitarra solista unico, capace di racchiudere l’estensione sonora di un’intera band; batteria, basso, accompagnamento ritmico, chitarra solista e melodia vocale convivono simultaneamente in una sola performance. Mentre molti artisti portano in tour una band, Tommy Emmanuel costituisce da solo un universo sonoro completo, affidandosi esclusivamente alla sua tecnica ed espressività, senza sovraincisioni o loop.

Lunedì 2 febbraio ore 21

Teatro Alfieri

Piazza Solferino 4

Biglietti su Ticketone

www.associazioneradar.it

Mara Martellotta

Chiuso temporaneamente per incidente un tratto dell’autostrada A5 in direzione Aosta

Due autocarri si sono ribaltati sull’autostrada A5 Torino-Quincinetto (tra gli svincoli di Volpiano e San Giorgio Canavese) alle 7.30 di questa mattina. I mezzi, che nell’incidente hanno perso il carico che trasportavano, hanno causato la temporanea chiusura del tratto autostradale in direzione Aosta. Uno degli autotrasportatori è rimasto lievemente ferito e sono in corso gli accertamenti da parte della Polizia stradale.

Mara Martellotta

Lady Macbeth – God save the Queen 

Teatro Superga, Nichelino (TO)

Sabato 24 gennaio, ore 21

Il monologo di Debora Benincasa, tra potere e ribellione

 

Il monologo Lady Macbeth – God save the Queen, scritto e interpretato da Debora Benincasa con la regia e ricerca sui movimenti scenici di Simona Ceccobelli, è una riscrittura dell’opera shakespeariana che, pur giocando con il personaggio e con uno stile grottesco, mantiene intatta la potenza della tragedia. Il punto di vista è unicamente quello della Lady, crudele e annoiata, che guarda il mondo con sofferente distacco. La forza del monologo è il dialogo tra classico e contemporaneo, tra l’adesione al testo e il suo tradimento, inserimenti pop e immagini poetiche. Lady Macbeth mette in discussione la nostra moralità e rivela, immergendosi sempre più al suo interno, l’estrema ferocia del potere, guarda costantemente negli occhi mostrando il peggio del mondo (e di noi).

Il testo è stato finalista al Premio InediTo – Colline Torinesi nella sezione drammaturgia, ed è nato anche grazie al sostegno del festival Montagne Racconta.

Debora Benincasa, laureata al DAMS di Bologna e presidente di Anomalia Teatro, è attrice e drammaturga. Debutta nel 2016 con Antigone – monologo per donna sola, vincitore del Premio Mauro Rostagno per la drammaturgia, rappresentato in tutta Italia e a New York. Il testo è pubblicato da Suigeneris, insieme ai suoi altri monologhi Theo – storia del cane che guardava le stelle e Lady Macbeth – God save the Queen. Nel 2019, con Era meglio nascere topi in scena insieme a Marco Gottardello vince il Premio Miglior Spettacolo e il Premio del Pubblico al Crash Test Teatro Festival.

Anomalia Teatro è una compagnia nata a Torino nel 2016, molto attiva e seguita per gli spettacoli a sfondo politico e sociale. Cura tutti gli aspetti creativi, produttivi e distributivi degli spettacoli e dei suoi disubbidienti protagonisti: Antigone – monologo di una donna sola; Icaro; Theo – Storia del cane che guardava le stelle; Tekkendrama – come farsi amici i mostri. La compagnia opera presso il Laboratorio MalaErba uno spazio culturale creativo e di condivisione, aperto a corsi, laboratori, residenze artistiche e spettacoli teatrali.

Info

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino (TO)

Sabato 24 gennaio 2026, ore 21

Lady Macbeth – God save the Queen

Di e con Debora Benincasa

Co-regia e ricerca movimenti Simona Ceccobelli

Scenografia Adele Gamba

Costumi Simona Randazzo

Suono e voci Martino Scaglia e Flavia Chiacchella

Lighting designer Andrea Gagliotta

Con il sostegno di Montagne Racconta e del drammaturgo Francesco Niccolini

Biglietti: 15 euro

www.teatrosuperga.it biglietteria@teatrosuperga.it

IG + FB: teatrosuperga

Orari biglietteria: dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19

Il futuro dell’agricoltura è digitale: 400 nuove stazioni meteo nei campi piemontesi

Il Piemonte avanza nella digitalizzazione agricola con «Food Metaverse Platform», progetto per lo sviluppo di servizi di rilevamento dei dati agrometeorologici.

Presentata nel corso di un convegno nel Grattacielo della Regione, l’iniziativa è frutto dell’accordo sottoscritto lo scorso settembre a Bra in occasione di Cheese tra Regione Piemonte, Diagram Spa e Fondazione Agrion.

Le filiere vitivinicole, olearie, cerealicole e ortofrutticole vengono coinvolte per consentire la creazione di un ecosistema digitale integrato, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze ma contribuire anche al rafforzamento della raccolta e dell’analisi di direzione del vento, pioggia, umidità, temperatura, caratteristiche del suolo e delle colture e radiazione solare. Tutti i dati confluiranno in una piattaforma progettata per supportare le aziende a migliorare la qualità delle produzioni favorendo la riduzione dell’impiego di agrofarmaci ed un uso più efficiente della risorsa idrica mediante una gestione più efficace e sostenibile degli impianti di irrigazione.

Per l’attuazione del progetto è prevista l’installazione entro il prossimo marzo di 400 nuove stazioni agrometeorologiche, definite anche “capannine”, che si integreranno con le 144 della Rete agrometeorologica regionale (Ram). Le tecnologie adoperate costituiscono un’infrastruttura digitale fondamentale per ottimizzare la gestione delle risorse idriche, pianificare in modo mirato gli interventi fitosanitari e supportare le decisioni agronomiche grazie all’integrazione di sistemi DSS (Decision Support System).

A concludere il convegno, in videocollegamento da Roma, l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni: «Dal clima ai mercati internazionali stiamo vivendo un periodo di rapidi cambiamenti da affrontare con determinazione e in tempi accelerati. Il percorso che stiamo facendo con Agrion nel campo della ricerca e l’innovazione, dal climatico alla lotta ai parassiti alieni fino alla genetica, è funzionale ad affrontare questa sfida. Vogliamo che il nostro agroalimentare possa generare valore per i produttori e sposarsi sempre più con il turismo e la promozione per farsi apprezzare come merita e conquistare i mercati con le sue eccellenze».

Ex piscina Sempione, Conticelli (PD): “La sicurezza si costruisce con progetti concreti”

“La sicurezza si costruisce con azioni concrete e con una programmazione che non si limiti a sporadiche prove di forza, ma che costruisca un futuro diverso per i territori più difficili.
“L’operazione di questa mattina alla piscina Sempione è frutto del lavoro puntuale che l’amministrazione comunale di Torino ha svolto negli ultimi anni per giungere ad una progettualità importante su quella zona: da un lato la metro due che entra nella sua fase operativa e che avrà la stazione di testa proprio in zona Rebaudengo Sempione, e dall’altro la vocazione sportiva che viene recuperata con una nuova importante struttura. La vocazione sportiva dell’area non è ma venuta meno, grazie al lavoro che in questi anni la ASD Gar Rebaudengo ha fatto proprio in via Gottardo.
“L’intervento delle forze dell’ordine di questa mattina, a cui va un doveroso ringraziamento, è uno step di questo percorso, che ha messo finalmente in sicurezza l’area della piscina. Contemporaneamente si è concluso il lungo complesso iter per il recupero delle aree ex Gondrand, che entreranno in fase di cantierizzazione.
“Ora anche l’asl dovrà fare la propria parte con il servizio dipendenze, per affrontare il tema delle nuove tossicodipendenze soprattutto da crack ed evitare che le persone vadano a gravitare su altre zone limitrofe”.
Lo dichiara la Consigliera regionale del Partito democratico Nadia Conticelli