Ergastolo per Rocco Schirripa, ritenuto esecutore materiale dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, (nella foto) ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983 a Torino. Così ha deciso la Corte d’Assise di Milano a conclusione del processo iniziato daccapo a causa di un vizio formale, a carico del 64enne ex panettiere, che venne arrestato nel dicembre 2015, dopo 30 anni dai fatti. Per l’omicidio è stato anche precedentemente condannato in via definitiva come mandante Domenico Belfiore, dell’omonimo clan. “Una sentenza giusta, ma speriamo che non finisca qui. Ci sono ancora molti aspetti da indagare e pezzi di verità da aggiungere”. Commentano Paola e Cristina Caccia, le figlie del magistrato assassinato.
Recenti:
Con l’arrivo del grande esodo estivo cresce anche l’attenzione sulla sicurezza stradale, un tema particolarmente sentito
La premier Giorgia Meloni accompagnata dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è in sopralluogo nella Val di
Le parole sono dure e chiare: “ è violenza terroristica, incompatibile con il Vangelo e la
Corsi d’acqua in sofferenza e agricoltura sempre più a rischio L’estate 2026 si sta rivelando particolarmente
Dalle 22.30 Nel periodo più critico dell’anno per gli istituti penitenziari italiani, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta
