In aula c’erano anche i genitori della vittima quando la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la condanna in primo grado a trent’anni per Michele Buoninconti, il vigile del fuoco di Costigliole d’Asti accusato di avere ucciso sua moglie, Elena Ceste. I legali di Buoninconti sono hanno criticato la scelta dei loro predecessori, del rito abbreviato, che non ha consentito di svolgere altri approfondimenti. Sostengono – scrive l’Ansa – che sul delitto si possono fare soltanto ipotesi, ma non è possibile dire come, quando, dove e in che modo la donna è stata uccisa. E non si può nemmeno dire se sia stato un delitto “premeditato, volontario, di impeto o di altro. A nostro avviso non si è trattato nemmeno di un omicidio”.
Recenti:
Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte Al confronto convocato dalla Regione la richiesta di una regia stabile
Sopralluogo questa mattina al Borgo Castello nel Parco La Mandria da parte della Commissione congiunta Bilancio
CESANA TORINESE – Informare, prevenire e rafforzare la collaborazione tra istituzioni e cittadini per contrastare il
Nel 2025-2026 realizzati 21 incontri nelle scuole grazie ai referenti di Plastic Free Onlus. Le
Una donna di 61 anni, residente a Milano ha perso la vita nella notte tra martedì
