“Eleganza e invenzione”, le note del giovane Mozart

Con la torinese Fabiola Tedesco, nel duplice ruolo di violino solista e direttore al Conservatorio di Torino

Lunedì 9 febbraio, ore 21

In arrivo (con gioia) dai principali palcoscenici europei, eccola nuovamente a Torino la giovane, talentuosa violinista moncalierese Fabiola Tedesco, impegnata, nel duplice ruolo di “violino solista” (il suo è un prezioso “violino” ottocentesco costruito dal liutaio svizzero Alessandro D’Espine) e “direttore”, nel primo appuntamento del 2026 (sono tre quelli invernali romanticamente definiti “Luce d’inverno”) della Stagione della “Stefano Tempia”, in programma lunedì 9 febbraio (ore 21) presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di piazza Giambattista Bodoni, dove Fabiola si è diplomata nel 2014, sotto la guida di Sergio Lamberto. Dopo aver seguito “masterclasses” con Vadim BrodskyUto Ughi Tyoko Takezaw e seguito regolarmente quelle di Ana Chumachenco in tutta Europa (perfezionandosi con Rudens Turku presso il “Voralberger Landeskonservatorium” di Feldkirch in Austria e presso l’Accademia “Perosi” di Biella), attualmente Fabiola Tedesco ricopre il ruolo di “Concertmaster” della “North Netherlands Symphony Orchestra” di Groningen in Olanda.

Al “Conservatorio” torinese guiderà l’ “Orchestra APM – Fondazione Scuola di Alto Perfezionamento Musicale” di Saluzzo (composta da giovani musicisti che frequentano o che hanno frequentato il corso di formazione “Obiettivo Orchestra”) in un programma interamente dedicato a Mozart “tra eleganza formale e tensione espressiva”. Il programma è incentrato su due pagine chiave del giovane Wolfgang Amadeus Mozart“testimonianze di una fase di profonda trasformazione del suo linguaggio”: il “Concerto per violino n. 1 K. 207” che colpisce “per la ricchezza dell’invenzione melodica e per un virtuosismo sempre misurato, integrato in un dialogo elegante con l’orchestra” e la “Sinfonia n. 29 K. 201”, in cui si fondono “stile ‘galante’, raffinatezza timbrica e tensione quasi drammatica”.

Nei giorni precedenti il concerto, Fabiola terrà una “Masterclasses” a Saluzzo.

“Per me tornare a Torino, la mia città – racconta – in occasione di questo concerto è particolarmente emozionante: esibirmi nuovamente nel salone del ‘Conservatorio’ – la sala che ha ospitato i momenti musicali cruciali della mia infanzia e adolescenza, dal diploma al debutto con l’orchestra – mi ricorda quanto sia stata privilegiata a crescere in questo ambiente. Sono orgogliosa di questa collaborazione con l’‘Accademia Stefano Tempia’ e felice di poter restituire qualcosa dopo aver vinto il ‘Premio Tempia’ nel 2014. L’aspetto più speciale di questo progetto però è quello didattico: lavorare con i più giovani è una mia grande passione, e nella ‘masterclass’ all’‘APM’ di Saluzzo spero di poter infondere un po’ di coraggio e nuove prospettive ai ragazzi che si affacciano a questa carriera”.

Dopo l’attesa esibizione di  Fabiola Tedesco il “programma invernale” della Stagione della “Stefano Tempia” proseguirà con altri due significativi appuntamenti.

Il primo (“Teatro Vittoria” di Torino, lunedì 23 febbraioore 21) sarà dedicato alla grande tradizione della “Musica da Camera” ottocentesca, in coproduzione con il “Conservatorio di Alessandria”. A brani virtuosistici di Giovanni Bottesini – leggendario contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra, detto il “Paganini del contrabbasso” – si affiancherà l’esecuzione del celebre quintetto “Die forelle” (“La trota”) di Franz Schubert, esempio luminoso della sua arte melodica, “in cui il gioco dell’acqua e il guizzare della trota diventano metafora musicale di leggerezza e vitalità”.

Il trittico si chiude (presso il “Conservatorio” torineselunedì 16 marzoore 21) con la monumentale intensità del “Requiem in re minore K. 626” di Mozart, affidato al coro e all’orchestra dell’“Accademia Stefano Tempia”, con la collaborazione del “Coro Eufoné” e dei solisti Francesca IdiniElisa BarberoBekir Serbest e Andrea Goglio. Il “Requiem” è l’ultima, enigmatica soglia creativa di Mozart, alla cui partitura, il geniale compositore austriaco lavorò  fino agli ultimi mesi di vita; dopo la sua morte (5 dicembre 1791), la vedova Constanze fece terminare l’opera da diversi musicisti, tra cui Franz Xaver Süssmayr a cui si deve il completamento decisivo.

Per info dettagliate sul programma www.stefanotempia.it

g.m.

Nelle foto: Fabiola Tedesco; “Eleganza e invenzione” (immagine di repertorio”); Coro “Accademia Stefano Tempia”

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