Tgr Piemonte: “Dal territorio si guarda lontano e da lontano si guarda al territorio”

INTERVISTA AL CAPOREDATTORE FRANCESCO MARINO

Di Beatrice Pezzella

Vorrei iniziare facendo un breve recap del 2025. Non c’è dubbio che sia stato un anno in cui non ci siamo fatti mancare nulla in termini di notizie, eventi e, purtroppo, tragedie. Si ricorda un avvenimento in particolare che ha registrato un numero di interazioni sopra la media? Penso in primis agli ATP, torneo sportivo di interesse mondiale.

F.M.: Sicuramente gli ATP hanno rappresentato un impegno regionale straordinario in quanto con essi non esiste solo l’elemento sportivo, ma anche quello economico che colloca Torino al centro di una conversazione di scala globale. Il 2025 è stato l’anno di piena consapevolezza del territorio dell’evento in quanto la partenza e l’anno successivo hanno avuto luogo negli anni del COVID, il 2023 è stato il primo anno per così dire “vero”, nel 2024 abbiamo preso le misure per i numeri che comporta e il 2025 ha portato la piena esplosione dell’evento.

Ci sono state anche numerose questioni legate a processi importanti come quello dei Murazzi, del gioielliere di Grinzane Cavour o la morte degli operai nella tragedia di Brandizzo. Si tratta di fatti che per il territorio hanno una loro rilevanza di proiezione: il processo ai Murazzi rappresenta uno spaccato necessario di riflessione sul modo di intendere la vita, il divertimento e le responsabilità che si hanno da quando si è raggiunta l’età della ragione. Allo stesso modo, Brandizzo rappresenta l’impellente necessità di un territorio di salvaguardare il diritto alla sicurezza sul lavoro. Così come Grinzane Cavour ha aperto un dibattito enorme sull’impossibilità di pensare di potersi fare giustizia da soli.

A più di 70 anni dalla nascita della televisione, il piccolo schermo continua ad essere il riflesso della società. Nel loro importantissimo lavoro di ricerca e riscoperta, i Professori universitari Zeni e Fassone hanno digitalizzato una grande quantità di materiale della storica televisione piemontese Videogruppo (si veda il Progetto ATLAS), riportando alla luce lo stretto rapporto tra la telecamera e i cittadini piemontesi della seconda metà del XX secolo. E’ ancora forte questo rapporto? Come è cambiato ed evoluto nel corso degli anni?

F.M.: In Piemonte il rapporto tra telespettatori e Tgr è stato sempre fortissimo e lo è tutt’ora. Nell’ambito delle otto regioni italiane con la platea televisiva più grande (Piemonte, Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia e Puglia) la Tgr Piemonte ha il più alto share in tutte e tre le sue edizioni televisive, ossia Buongiorno Regione e i Telegiornali delle 14.00 e delle 19.35. Questo dato, fornitoci da analisi statistiche sempre più precise, è allo stesso tempo un motivo di vanto ma anche un’enorme responsabilità: bisogna continuare a coltivare tale rapporto, soprattutto all’insegna della puntualità, della credibilità, dell’impegno nel raggiungere territori sempre più lontani dal capoluogo.
Inoltre, da 5 anni esiste una piattaforma web per ogni sito regionale e quello della Tgr Piemonte conta quasi un milione di click su base mensile.
Tuttavia, bisogna tenere a mente che ci si confronta con platee televisive che hanno subito una forte contrazione rispetto a qualche anno fa anche a causa dell’ampliamento infinito dei contenuti che arrivano sul televisore anche sotto forme diverse. Noi ci guardiamo attorno con molta curiosità. La platea dello share rispecchia un pubblico più tradizionale, con un’età media alta, però è anche vero che essa porta con sé anche il rispettivo nucleo familiare costituito anche di ragazzi.
Il dato del web, invece, racconta una fruizione diversa e più giovane, frammentata e distribuita su vari device.

Sicuramente la digitalizzazione dei contenuti televisivi – visibili sia in diretta streaming che successivamente sul sito della Tgr Piemonte – ha significativamente influito su come gli spettatori fruiscono i programmi del piccolo schermo.

F.M.: Certo, fortunatamente noi, ad oggi, abbiamo gran parte del nostro archivio digitalizzato e questo è un cammino che non si arresta in quanto più passano gli anni più si recupera materiale su scala nazionale. Il Tgr Piemonte cerca di sfruttare ed utilizzare questa risorsa in modo originale e funzionale: ad esempio, durante le vacanze di Natale abbiamo riproposto dei servizi natalizi degli ultimi decenni utilizzando del materiale d’archivio. Questo è anche un modo di confrontare i cambiamenti della città, dei suoi costumi e delle sue abitudini in quanto, come ricorda il Direttore Roberto Pacchetti, “il territorio è il nostro mestiere”.
In particolare qua a Torino il progetto Rai Teche ha investito molto sul tema, dislocando nel capoluogo gran parte di queste attività accessibili al pubblico sia attraverso i canali multimediali sia attraverso la Bibliomediateca che è diventata un nucleo di studio molto importante. Questo rappresenta sia un vanto che un dovere da parte della Rai, l’azienda editoriale più importante d’Italia. Di fatto, siamo un manuale di Storia dell’ultimo secolo di questo Paese, prima con la radio, poi con la televisione.

Ognuno di noi è un possibile portatore di notizie da quando viviamo con il telefono in mano. Anche per questo motivo il Tgr Piemonte ha una sezione dedicata interamente alle segnalazioni dei cittadini. Quanto è importante il contributo dei singoli privati nella diffusione delle notizie al giorno d’oggi e quanto influisce sulla costruzione della narrazione?

F.M.: Credo che lo spazio riservato alle segnalazioni dei cittadini sia un dovere del servizio pubblico, in quanto il suo valore risiede nel sapere che c’è un rapporto e un’interazione tra cittadino e Tgr riguardo i temi di tutti i giorni. E’ capitato che da tali segnalazioni abbiamo messo insieme i pezzi e abbiamo scelto di fare un approfondimento settimanale.

Se c’è un settore che può essere realmente danneggiato da un cattivo uso dell’intelligenza artificiale è quello della comunicazione e della notizia. In un’epoca in cui è sempre più difficile riconoscere un prodotto reale da uno artificioso, come si comporta la redazione di un telegiornale?

F.M.: Ovviamente è un tema di cui bisogna occuparsi comprendo le possibilità, i limiti ed eventualmente i pericoli. Il rischio di banalizzare gli effetti controproducenti nella serietà dell’informazione non va sottovalutato in quanto il nostro pubblico deve avere la sicurezza che ciò che vede sia reale e non a rischio di mistificazione. E’ stato avviato all’interno della testata un gruppo di studio per cercare di capire quali potevano essere i vantaggi dell’IA dal punto di vista produttivo.
Per quanto riguarda la creazione dei contenuti in maniera automatica posso fare un ragionamento esclusivamente su base personale. Software come Chat GPT ri elaborano materiale che è stato realizzato in primo luogo da giornalisti e professionisti del settore. Tuttavia, se da oggi producessimo solo in maniera artificiale utilizzando materiale e risorse che hanno già subito varie rielaborazioni artificiali, quali saranno i contenuti che andremo a setacciare tra 70 anni? Alla fine, chi sarà il garante della veridicità della realtà?

Ci sono argomenti di notizia che trascinano con loro alte percentuali di share ogni volta che vengono trattati e riproposti sullo schermo? Penso ad esempio ai grandi eventi sportivi o ad avvenimenti che hanno segnato drasticamente il nostro Paese negli ultimi anni.

F.M.: No, non c’è una regola. Un caso come quello del COVID attira grande attenzione e partecipazione, anche grazie ai “dissidenti della notizia”, una fetta di utenti amplificata anche dai social media, che permettono di creare un dibattito indipendente dagli organi di informazione ufficiale. Poco dopo tuttavia, su questi temi c’è un effetto di ritorno e di rifiuto per il quale le persone non vogliono sentire parlare di argomenti spiacevoli. Si vive sul filo dell’equilibrio.
Simile è il caso delle ATP: ogni anno portano con loro una grande partecipazione popolare che però via via svanisce, lasciando spazio agli innumerevoli eventi sportivi ospitati da Torino, dal calcio, al basket, alla pallavolo.

A tal proposito, il Tgr Piemonte dà molto spazio a settori di interesse pubblico come la scienza con il “Tgr Leonardo” e la trasmissione “Petrarca”, che accoglie ospiti e diffonde approfondimenti da tutta Italia. Come vengono selezionati gli argomenti trattati? Si seguono argomenti che sono già di interesse nazionale o si attinge da una linea editoriale prestabilita?

F.M.: La prima regola è l’attualità. Noi facciamo ogni giorno una riunione pomeridiana nella quale si pianificano le ipotesi di lavoro del giorno successivo, poi, in base al calendario degli avvenimenti che sappiamo ci saranno lasciamo del margine per intervenire sui fatti che possono avvenire tra un processo e l’altro.
Il digitale permette di cambiare il telegiornale anche fino a pochi minuti prima della messa in onda, cosa che i supporti fisici e le cassette non permettevano di fare.
Tuttavia, l’attualità lascia spazio anche ad altri temi al fine di poter garantire una copertura efficace sull’intero territorio, un esempio sono i cantieri della sanità in Piemonte di cui stiamo seguendo l’evoluzione. Non è un lavoro facile, dobbiamo cercare di essere reattivi rispetto gli eventi di tutta la regione.

Con il suo arrivo il Tgr Piemonte ha visto numerosi cambiamenti e innovazioni, tra cui la trasmissione in HD, l’arrivo di nuove telecamere e di una sala di controllo all’avanguardia. Quali altre novità sono previste per il futuro sia in termini di equipaggiamento tecnico sia per quanto riguarda la redazione? Quali sono le previsioni e i progetti per questo 2026?

F.M.: L’investimento sul digitale, sul web e sul nuovo studio è stato un investimento di scala decennale. Recentemente è stata cambiata tutta la veste grafica del telegiornale regionale, che va moltiplicata per 20 in quanto ci sono sedi bilingue in cui il telegiornale ha più di un’edizione.
In questo momento, la necessità più importante è investire sul web. E’ nato infatti un altro un altro canale che rappresenta una vetrina nazionale della Tgr che racchiude il meglio di tutte le sedi. L’online è un fronte dove si guarda sempre con grande attenzione in quanto tesorizza e valorizza tutto il lavoro fatto per la tv.
Il nostro obiettivo è la volontà di diventare sempre più efficaci e reattivi nel raggiungere gli avvenimenti e coprire il territorio nel miglior modo possibile. I cambiamenti non finiscono mai: per ritrovare un marchio Rai più riconoscibile, il servizio pubblico sta sperimentando un ritorno della produzione delle riprese per il Tgr all’interno, utilizzando maggiormente le dirette e le nuove figure di “attività integrata”, ossia montatori che lavorano anche da videomaker al fianco di giornalisti.

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