La guerra bianca

Immagini di nitida perfezione narrativa. Paesaggi alpini di una bellezza che incanta e   che, dentro, hanno la forza e il potere di trasformare la memoria in pagine di storia vivide di emozioni e dolente poesia

 Sono 70 gli scatti realizzati dal fotografo valdostano Stefano Torrione (classe ’62, vincitore del “Panorama European Kodak Award” nel ’94, presente sulle più prestigiose riviste di viaggio italiane e straniere e oggi attivo fra Milano e Saint-Pierre) raccolte nella mostra “La Guerra Bianca”, ospitata fino al 14 ottobre nelle sale espositive del nuovo Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere del Forte di Bard. Ideata e realizzata da “National Geographic Italia” con la

curatela di Marco Cattaneo, la rassegna è il frutto di un reportage realizzato anni fa in occasione del centenario della Grande Guerra, un viaggio fra i ghiacciai e le cime delle Alpi centrali e orientali, che furono teatro del più grande conflitto di montagna della storia, combattuto fra le truppe austro-ungariche e quelle italiane. Fino ai tremila metri. Adamello, Ortles, Cevedale, Marmolada. Sulla lunga cresta di confine fra il Passo dello Stelvio e l’altopiano carsico, l’itinerario di Torrione segue scrupolosamente tutta la linea del fronte, seguendo con intima   partecipazione ma con l’acuta lucidità del fotografo di gran classe le tracce lasciate da migliaia di uomini diventati, nella logica infernale dello scontro bellico, solo e unicamente “carne da macello”:

tracce riaffiorate nel corso del tempo, a causa del riscaldamento globale, e ancora oggi ben vive e presenti, a testimonianza di quell’immane tragedia. Sono presenze mute, inquiete e inquietanti, fermate in imbarazzanti contrasti con la limpida bellezza dei luoghi fissati dall’obiettivo: trincee, baracche, gallerie scavate nella roccia che all’apice della guerra arrivarono a raggiungere i dodici chilometri, postazioni di combattimento, matasse di filo spinato arrugginite, cannoni abbandonati e maschere antigas. Particolari. Semplici ma tragicamente imponenti particolari di un conflitto di

cui si parlerà anche, a corollario della mostra, in una conferenza di indubbio interesse dal titolo “La Guerra Bianca. Storia, dolore e ingegno. L’analisi, il racconto e l’esplorazione”, in programma sabato 28 luglio, ore 16, all’“Auditorium Mortai” del Forte. Alla tavola rotonda parteciperanno lo storico Diego Leoni, Marco Gramola – presidente Commissione Storica S.A.T. (la Società Alpinisti Tridentini) – e lo stesso fotografo, Stefano Torrione; moderatore, il giornalista Enrico Martinet. L’ingresso alla conferenza è gratuito. Tariffa unica visita guidata + mostra: 5 euro. I visitatori potranno, fra l’altro, trovare nelle fotografie di Torrione un prezioso complemento a uno degli argomenti principali de Il Ferdinando – Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere che, nella sua seconda sezione, è proprio dedicato alla militarizzazione delle Alpi, teatro dei due conflitti mondiali.

 

Gianni Milani

***

“La Guerra Bianca. Fotografie di Stefano Torrione”

Il Ferdinando-Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere, Forte di Bard (Aosta); tel. 0125/833811 – www.fortedibard.it

Fino al 14 ottobre – Orari: dal mart. al ven. 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso. Dal primo luglio al 2 settembre 10/19,30

***

Nelle foto

– “Gruppo Adamello – Cresta Croce, cannone  italiano 149 G”
– “Gruppo Adamello – Pendici di Monte Coel, osservatorio blindato per artiglieria”
– “Gruppo Adamello – Caré Alto, baracca a. u. a strapiombo sul canale sud-est”
– “Maschera antigas polivalente in dotazione ai soldati italiani, con cappello da alpino e occhiali antischeggia da ghiacciaio”

 

Leggi qui le ultime notizie: IL TORINESE
Articolo Precedente

L’eccellenza nel mondo dell’aloe arborescens

Articolo Successivo

Figli coppie gay, Appendino: “Si va avanti”

Recenti:

Dalla parola al corpo: doppio appuntamento all’Hiroshima Mon Amour

C’è un luogo a Torino dove la musica smette di essere sottofondo e diventa esperienza condivisa. È Hiroshima Mon Amour, che questa settimana accende due serate diverse ma unite da un filo comune: quello dell’emozione che si fa collettiva. Giovedì 19 marzo arriva Claver Gold con “LMS – La miglior stagione”, un disco annunciato quasi in punta di mistero ma già potente nei suoi primi squarci, “Favola” e “Amore Goodbye”. Il suo è un rap che non consola, ma accompagna: dentro le crepe, nelle contraddizioni, nella ricerca ostinata di un cambiamento possibile. Dal vivo, tutto questo diventa ancora più intenso, trasformando il concerto in uno spazio di riconoscimento reciproco, dove sentirsi meno soli.   Il giorno dopo, venerdì 20 marzo, il registro cambia ma l’energia resta altissima. Ruggero de I Timidi porta in scena Shyland, un format che promette di ribaltare le regole: la timidezza si scioglie, il corpo prende il sopravvento, la musica diventa impulso. Tra ironia, estetica vintage e vibrazioni elettroniche, il palco si trasforma in un piccolo rito contemporaneo da vivere senza freni. Due appuntamenti, due linguaggi, un solo punto d’incontro: l’Hiroshima, che ancora una volta si conferma non solo come locale, ma come spazio vivo dove Torino si ritrova, si ascolta e, per qualche ora, si riconnette. Claver Gold – giovedì 19 marzo Apertura porte ore 21:00, inizio concerto ore 22:00 Biglietti da circa 20–23 euro

IL METEO E' OFFERTO DA

Fit Homeless