In aula c’erano anche i genitori della vittima quando la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la condanna in primo grado a trent’anni per Michele Buoninconti, il vigile del fuoco di Costigliole d’Asti accusato di avere ucciso sua moglie, Elena Ceste. I legali di Buoninconti sono hanno criticato la scelta dei loro predecessori, del rito abbreviato, che non ha consentito di svolgere altri approfondimenti. Sostengono – scrive l’Ansa – che sul delitto si possono fare soltanto ipotesi, ma non è possibile dire come, quando, dove e in che modo la donna è stata uccisa. E non si può nemmeno dire se sia stato un delitto “premeditato, volontario, di impeto o di altro. A nostro avviso non si è trattato nemmeno di un omicidio”.
Recenti:
A Torino nella notte di San Silvestro le chiamate alla Centrale del 118 di Azienda Zero
Era uscito nel pomeriggio di ieri per una passeggiata in montagna e da allora non se
La proroga dei decreti sull’etichettatura di origine conferma il ruolo dell’Italia di leader nelle politiche di
Scelto tra le strutture di eccellenza del Paese, Ospedale Koelliker avvia da gennaio 2026 la sperimentazione
In occasione delle festività, Amiat Gruppo Iren effettuerà i servizi di raccolta rifiuti secondo il seguente
