"Profumo di donna" versione 2015 sul bus per Beinasco

in CULTURA E SPETTACOLI

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

 

 

Una bella ragazza ammicca non togliendomi lo sguardo di dosso. Imbarazzato le sorrido per compiacente gentilezza sperando nel  termine del suo “assedio”. Mi sbaglio: lei si fa sempre più insistente. Invece un ragazzo si è confezionato uno spinello, incurante della nostra presenza. Ricordo, sorridendo, 25 anni fa ad Amsterdam

 

Non mi era mai capitato. Mentre osservavo ero preso da struggente tristezza. C’è sempre una prima volta, ma mi sono stupito  essendo totalmente impreparato. Ed ho paragonato ad un altro episodio che sembrava simile, cercando nel paragone l’essenza di un perché, che alla fine non ho trovato. Rimanendomi la certezza che scrivendo “salirà ” quella tristezza. bus caselle

 

Sabato mattina salgo su un pullman per raggiungere Beinasco. Al Fondo, dei posti liberi. Sedendosi si rimane “inebriati ” di strani odori. Al mio fianco una bella ragazza ammicca non togliendomi lo sguardo di dosso. Imbarazzato le sorrido per compiacente gentilezza sperando nel  termine del suo “assedio”. Mi sbaglio: lei si fa sempre più insistente. Sale in me l’imbarazzo e non essendo esteticamente irresistibile mi faccio un idea che lascio intuire ai lettore. Sicuramente non italiana anche perché una signora molto anziana le parla in una incomprensibile lingua.  Non resisto e cambio totalmente posto, liberato dall’imbarazzo sorrido per lo scampato pericolo. 

 

Ricordandomi dell’italico film “Profumo di donna” dove Vittorio Gassman, cieco,  insegnava al suo attendente come riconoscere una prostituta da un travestito. Sottile poesia nel film e solo squallore nella mia attuale “avventura “.Secondo episodio, sempre sul pullman, a metà pomeriggio.  Salgono due ragazzi, maschio e femmina. Lei sembra un po’ anzianotta, o comunque anni portati male. Parlano fittamente. Lui abilissimo comincia a rollare. Ripeto, abilissimo coordinando i movimenti con i sobbalzi del pullman. Alla fine capisco che si è confezionato uno spinello incurante della nostra presenza. Ricordo, sorridendo, 25 anni fa ad Amsterdam. Viaggio di lavoro. Stavano rimodernato isolotti prima industriali per costruire alloggi. 

 

Nel quartiere dove ci sono gli smoking Cafe, poliziotti malmenavano arrestandoli dei “balordi “. Chiedo spiegazioni all’interprete. “Hanno fumato spinelli e si  ribellano alla multa”. Mi stupisco sottolineando che nei loro bar si può spinellarsi. Appunto, mi risponde: nei bar, non per strada. Elementare. Anche chi è  libertario come gli Olandesi hanno le proprie regole e le rispetta. Lì la libertà del rispetto, qui la dittatura della libertà solo loro. Attenzione,  non c’è mai limite al peggio.