La Regione ha un piano per l'accoglienza strutturale dei migranti in Piemonte

In Consiglio regionale è stato approvato  un ordine del giorno che impegna la Giunta a mobilitare le competenze interne ai vari assessorati per rafforzare il ruolo della Regione 

 

ceruttiL’Europa sta facendo le bizze sull’emergenza profughi. il muro di filo spinato in Ungheria e la retromarcia della Merkel sono i casi più eclatanti di una situazione preoccupante soprattutto per l’Italia, in prima fila nell’accoglienza ai migranti per posizione geografica (e politica). Mentre il presidente degli industriali Squinzi invita a non perdere comunque di vista le esigenze dei “poveri”, ad incominciare dai giovani italiani disoccupati di casa nostra («Sarà una visione un po’ egoista ma cominciamo a ridare un futuro ai nostri giovani”), la Regione Piemonte si sta attivando per far sì che l’accoglienza dei rifugiati da emergenziale diventi strutturale. Sta a significare che si tratta di una realtà con cui si dovrà convivere a lungo. Per fare questo, dice il comunicato della Giunta: “occorrono trasversalità tra gli assessorati della Regione, offerta di servizi alle comunità locali e applicazione del “rifugio diffuso”.

 

La strategia piemontese sui migranti  è stata illustrata dall’assessore all’Immigrazione, Monica Cerutti, in Consiglio regionale, dove è statoMIGRANTI MARE approvato  un ordine del giorno che impegna la Giunta a mobilitare le competenze interne ai vari assessorati per rafforzare il ruolo della Regione nell’accoglienza. “Abbiamo sempre detto -commenta  Cerutti – che il Piemonte avrebbe fatto la propria parte applicando l’accordo Stato-Regioni del luglio 2014. Tutte le Regioni stanno adempiendo al proprio compito: il Piemonte ha accolto il 7% dei migranti il Veneto il 7% e la Lombardia il 15%. Il dovere dell’accoglienza ha superato le posizioni politiche e la distribuzione sul territorio nazionale è uniforme. Il Piemonte ha messo in campo iniziative per trasformare l’accoglienza da emergenziale a strutturale. Sarà necessario agire con un’azione trasversale tra diversi Profughiassessorati, ed essere parte attiva nel coinvolgimento dei singoli in esperienze di accoglienza diffusa come da percorsi tracciati già a Torino o ad Asti”.

 

L’assessore spiega di non aver certo sottovalutato le difficoltà che possono incontrare le comunità locali: “Ho avuto modo di incontrare la sindaca di Villar Pellice, Lilia Garnier, alla quale ho ribadito la nostra volontà di effettuare una ricognizione di quelli che sono i servizi che possono essere attivati sul territorio a vantaggio di una migliore accoglienza e della cittadinanza. È importante che vengano avviate progettualità che coinvolgano i richiedenti asilo e che siano elaborate non solo su Villar Pellice, ma anche su centri più grandi come Pinerolo. Quelle che vanno messe in campo sono azioni concrete che siano in grado di superare le conflittualità ed eventuali preoccupazioni di ordine pubblico”.

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