La “Dudù-crazia” conquista i torinesi

Chi non ha un pet tra gli amici di Facebook?  Perché attraverso il rapporto che molto spesso diventa l’unico , autentico e di successo, con il proprio amico con la coda, cane o gatto che sia , si ha la chiave di lettura di ciò che rende una relazione solida: la complicità

 

BERKY 2 All’alba o in pausa pranzo, al pomeriggio e ancora la sera  prima di dormire, a Torino, come in (quasi) tutto il mondo – che si passi per l’isola pedonale della Crocetta, Piazza D’Armi o la Pellerina, e perché no,dando un occhio sul piccolo spazio verde tra un palazzo e l’altro – puntualmente s’incontrano tante persone. Sono ragazzi, anziani, uomini e donne che sguinzagliano baldanzosi il proprio cane e cominciano a parlare tra loro.

 

Dei loro cani. Come fossero i loro pargoli, anche se, dei propri figlioli, non ci si vanta di quanto siano ribelli, scalmanati e astuti nel fregare l’ennesima merendina. Al massimo ci si lamenta e anche pudicamente, in via del tutto confidenziale. Invece, ecco li , non perdendo di vista il proprio piccolo tesoro mentre snuffia tra l’erbetta e socializza con i propri amichetti soliti o appena conosciuti, ognuno racconta compiaciuto con trasporto, orgoglio e tanta affettiva rassegnazione, la marachella della giornata che il pupetto ha combinato, per passare ai livelli di ingovernabilità quando si incontrano  cani rivali, o quando ancora non gradisce le crocchette , ma fa ben intendere di volere qualcosina di più buono e succulento. E chi non ha un pet tra gli amici i Facebook poi?  Perché attraverso il rapporto che si ambisce ad instaurare, e che molto spesso diventa l’unico , autentico e di successo, con il proprio amico con la coda, cane o gatto che sia , si ha la chiave di lettura di ciò che rende una relazione solida: la complicità. Siamo soggetti alla Pet-crazia, piacevolmente dominati dai nostri cuccioli. O meglio, alla “Dudù-crazia”, se prendiamo a titolo di esempio il pet  per eccellenza, l’ormai celebre Dudù, in grado di intenerire persino un imprenditore e politico rotto a tutte le esperienze, del calibro di Silvio Berlusconi.

 

Grazie alle tante campagne di sensibilizzazione, a chi per primo ha scoperto quanto amore e comprensione si può ricevere e soprattutto dare, il donare all’altro che molto spesso non si riesce a realizzare nei rapporti umani, perché ritenuto inutile e poco soddisfacente, nella relazione con un animale ecco che diventa un lato di noi stessi incontenibile e straordinariamente positivo. Oggi  la visione antropomorfa viene meno, non si cerca più di “addestrare” un animale  con rigore al fine di stabilire una superiorità per pretendere ubbidienza, ma,  grazie a Dio, si è scoperto che il coronamento  del rapporto con il cane o il gatto è la conquista del loro cuore, del loro affetto, del  loro scambio comunicativo. Molte persone si dilungano in racconti della vita quotidiana al proprio animale, e lui fedelmente, ascolta, sia che si sfoci in pianto, che in una sana risata. E il risultato è un legame trionfale , speciale, unico.

spookyDiciamolo, il cane e il gatto fanno il minimo, mangiano dormono e giocano, e il “padrone” (chi mai vuol più essere chiamato così in relazione al proprio Pet?)  preferibilmente identificato come Mami, Papi, o nomignolo preferito, attraverso sforzi che ad alcuni possono sembrare simpaticamente ridicoli , ma senz’altro commoventi, cerca in tutti i modi di interpretare i loro bisogni, le loro sensazioni,  spesso con tenere domande: ” Tesoro vuoi la pappa?” ,”Hai voglia di giocare..?! Birbetta!!” e le reazioni sono sempre sorprendenti. Ecco alcuni Pet Shop in città (ne esistono molti di più) , dove si può fare un salto quando si decide che oggi la birbetta di casa  merita un premio, un regalino, e perché no, un maglioncino per il freddo o il necessaire per la gita fuori porta:

 

  • Porcocane Fashion Dog, via Carlo Alberto 24/bis
  • Per un Pelo,  via Marco Polo 36
  • Pet Store, corso Siracusa 13

 

Buona passeggiata a tutti.

Clelia Ventimiglia

 

(Foto: il Torinese)

 

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