Tav, Torino fa rima con declino

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di IBIS

Il cosiddetto contratto di governo fra M5s e la Lega , pur fra dubbi e cautele, evidenzia ancora una volta la debolezza della rappresentanza politica , e non solo, di Torino e in parte del Piemonte. La vittima illustre del compromesso fra le due forze politiche potrebbe infatti essere il Tav Torino -Lione.

Nell ‘ultima versione si parla di ridiscussione del progetto, ma si sa che cosa vuol dire ridiscutere progetti così complessi, già rivisti e discussi più e più volte: un rinvio chissà a quando, con uno spreco enorme di risorse( cioè soldi nostri) e l’assenza del collegamento veloce merci- passeggeri per un lungo tempo.Io credo che sia invece un’opera importante a livello continentale e per l’area Torinese fondamentale per i flussi di merci e capitali, ma anche in chiave turistica, vista la debolezza dell’aeroporto. Ai torinesi con qualche anno, questa decisione dovrebbe ricordare l’incredibile vicenda della metropolitana: nel 1974 sembrava che finalmente potessero partire i lavori, poi arrivarono le giunte di sinistra con il sindaco Novelli e non se ne fece più nulla. Si disse esattamente come ora: è un’opera inutile, uno spreco, e via a calcolare flussi di traffico per dimostrare che non serviva, agitando le ombre della corruzione , demonizzando le grandi opere ecc. ecc. Si persero così dieci anni .Oggi chi rinuncerebbe alla metropolitana? Nessuno, ma già i 5 stelle contestano la seconda linea. Tutti sanno che l’alternativa a intasare le strade delle città di traffico inquinante è il trasporto pubblico in sotterranea: è veloce , più veloce di qualsiasi altro mezzo (e non deturpa le città , come purtroppo le linee tranviarie : avete mai alzato gli occhi al groviglio di cavi che incombe su piazza Castello? ). Non si vogliono trasporti veloci e non inquinanti , ma si limita il traffico in superficie e si vuole estendere l’orario della ZTL : faccio sommessamente notare che a Torino la metropolitana non attraversa la ZTL. Lo farebbe la seconda linea.

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Per il TAV Torino- Lione la storia si ripete. Scendono nelle strade i valligiani, si fanno le barricate ( in verità se ne stanno facendo sempre meno ). Disse una volta l’allora commissario straordinario per l’opera Mario Virano, oggi direttore TELT: forse i no Tav non sanno che si parla di una ferrovia non di mettere missili nucleari in Val Susa. Se non c’è la ferrovia continueranno a passare TIR e auto sull’autostrada, ben più inquinanti, ma questo sembra che ai no tav non interessi. Ho detto all’inizio , che questo contratto fra Lega e M5s , dietro il problema del Tav , solleva un altro, forse ancora più grave problema: Torino non conta nulla a livello nazionale. L’irrilevanza della classe politica piemontese perdura pur cambiando maggioranze e governi.  Quasi nessuno ha fatto notare che dalla nascita della cosiddetta seconda Repubblica , nel 1994 con il primo governo Berlusconi, sono stati pochissimi i ministri piemontesi e spesso in posizioni poco significative. Se non ricordo male, Costa padre, Comino ,Turco, Fassino , Costa figlio, Nerio Nesi e basta. (escludo dal calcolo il governo Monti fatto da tecnici). Praticamente nessun torinese è fra i leader di partito che contano. Non va meglio all’intera classe dirigente della città: dall’industria al sindacato , dalla Chiesa alla cultura. La stessa sindaca Appendino non è fra i maggiorenti del suo partito. Chi può allora difendere i legittimi interessi della città? Si potrebbe estendere il discorso a buona parte della Regione. ( Forse l’unica personalità di un certo rilievo è oggi il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, un cuneese da poco trapianto in città). Non sottovaluto le risorse di lavoro e di impresa, in qualche caso ottime, ma mancano le classi dirigenti in grado di operare affinchè Torino esca dal declino che l’ha colpita ormai da diversi anni. Intanto l’asse Milano- Roma colpisce proprio il capoluogo subalpino. Quella che era la più importante area industriale italiana e fra le più importanti del mondo è diventato un punto in alto a sinistra sulla carta geografica d’Italia. Chi guiderà la riscossa?

 

(foto: il Torinese)